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Decisione

52.2005.264

Sopraelevazione e trasformazione di un rustico situato nel nucleo

12 ottobre 2005Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il 23

maggio 2001 CO 1 ha chiesto al municipio di CO 2 il permesso di sopraelevare e

rendere abitabile un piccolo rustico di m 5.50 x 7.00, alto circa 4 m, situato

nel nucleo di G__________ su un fondo di appena 49 mq (part. 1813). L'intervento

comporta un innalzamento del tetto di circa m 3.50.

Alla domanda si sono opposti due vicini, fra

cui il ricorrente, proprietario di un rustico, situato sul fondo contermine

verso ovest (part. 1812), ad una distanza di circa 2 m dal confine est, rispettivamente

dalla facciata ovest del rustico da sopralevare.

Preavvisata favorevolmente dal Dipartimento

del territorio (UDC), la domanda è stata sospesa sino all'inizio di quest'anno

su richiesta dell'istante in licenza. Sollecitato a riattivare la procedura, il

25 marzo 2005 il municipio ha rilasciato la licenza richiesta, respingendo le

opposizioni dei vicini, che contestavano la sopraelevazione dal profilo delle

distanze.

B. Con giudizio

12 luglio 2005 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo

l'impugnativa contro di esso inoltrata dai vicini opponenti.

Il Governo ha in sostanza ritenuto che l'art.

9 NAPR permettesse di sopraelevare anche gli edifici esistenti nella zona del

nucleo in contrasto con l'ordinamento delle distanze.

C. Contro il

predetto giugno governativo RI 1 insorge davanti al Tribunale cantonale

amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza.

L'insorgente nega anzitutto che l'art. 9

NAPR, norma di carattere generale, sia applicabile alla zona dei nuclei vecchi

(NV). Lo escluderebbero le particolari caratteristiche di questa zona.

Il controverso intervento, prosegue, non si

configurerebbe come una sopraelevazione, ma come una nuova costruzione. Dell'attuale

vecchia stalla non rimarrebbe infatti più nulla.

La licenza, conclude, andrebbe negata perché

la distanza di 4.00 m prescritta dall'art. 22 NAPR verso edifici con aperture è

già attualmente disattesa.

D. All'accoglimento

del ricorso si oppone il Consiglio di Stato, che non formula osservazioni.

Il municipio e CO 1 ne postulano invece il

rigetto riconfermandosi nelle osservazioni presentate in prima istanza.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione

attiva dell'insorgente, proprietario di un fondo contermine e già opponente, è

certa (art. 43 PAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 46 PAmm), è dunque ricevibile

in ordine.

Il giudizio può essere emanato sulla base

degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm).

Considerandi

2.

2.1. Edifici

venuti a trovarsi in contrasto con il diritto entrato successivamente in vigore

possono per principio essere soltanto mantenuti e riparati. Lavori di trasformazione

sostanziali sono esclusi (art. 39 RLE).

Il diritto positivo può tuttavia prevedere

eccezioni a questa regola. In quest'ottica, l'art. 72 cpv. 2 LALPT ammette ad

esempio la possibilità di ampliare, a determinate condizioni, edifici esistenti

in contrasto con la funzione della zona in cui sono ubicati. Numerosi

ordinamenti edilizi comunali ammettono a loro volta la possibilità di sopraelevare

edifici esistenti in contrasto con le distanze da confine o tra edifici.

Tra questi, l'art. 9 NAPR di G__________

dispone che edifici preesistenti in contrasto con le norme sulle distanze

dai confini e tra edifici possono essere sopraelevati purché siano rispettate

tutte le altre prescrizioni. A differenza di analoghe disposizioni di altri

ordinamenti edilizi comunali, la norma in esame non stabilisce distanze minime

tra edifici che devono comunque essere rispettate. Parimenti, non fissa nemmeno

limiti particolari alle aggiunte verticali ammissibili.

La sopraelevazione è comunque una forma

particolare di ampliamento. Per essere considerata tale, non deve tradursi

nella realizzazione di un nuovo edificio. Non deve in particolare sovvertire l'identità

dell'edificio preesistente. Deve quindi rimanere contenuta entro limiti

ragionevoli, soprattutto dal profilo quantitativo. Le volumetrie aggiunte

devono di conseguenza rimanere in un rapporto di subordinazione rispetto alle

preesistenze.

2.2

L'art. 9 NAPR è inserito fra le

disposizioni di carattere generale del PR di G__________. Esso si colloca dopo

le norme che regolano le distanze dai confini (art. 7) e quelle tra edifici

(art. 8 ) e precede altre disposizioni sulle distanze per le costruzioni accessorie

(art. 10), dall'area pubblica (art. 11), dai corsi d'acqua (art. 12) o dal

bosco (art. 13).

Al pari di quella delle altre norme sulle

distanze, anche la portata dell'art. 9 NAPR è di carattere generale. Per

principio, è quindi applicabile a tutte le zone, senza eccezioni. Prova ne è che

la norma non contempla la riserva prevista dagli art. 7 ed 8 NAPR a favore di una

diversa disciplina di zona (ove non sia diversamente stabilito).

3.

3.1. Nel

caso concreto, il rustico che il resistente intende adibire ad abitazione e sopraelevare

sorge sul confine e dista circa 2 m dall'edificio munito di aperture che sorge

sul fondo del ricorrente.

Si tratta quindi di una costruzione

esistente in contrasto con la distanza minima (4.00 m), prescritta dall'art. 22

cpv. 2 lett. c NAPR, disciplinante la zona dei nuclei vecchi (NV), verso

edifici con aperture a prospetto.

In linea di massima, la difformità non

esclude la possibilità di sopraelevarlo. L'art. 9 NAPR, contrariamente a quanto

sostiene il ricorrente con argomenti riferiti alle peculiarità della zona in discussione,

è infatti anche applicabile ai nuclei. L'art. 22 NAPR non permette di

accreditare una diversa conclusione. L'interpretazione data dal municipio all'ordinamento

edilizio comunale autonomo non appare affatto insostenibile. L'inapplicabilità

dell'art. 9 NAPR alla zona dei nuclei avrebbe peraltro dovuto essere esplicitata.

3.2

L'aggiunta proposta è tuttavia

eccessiva. Non ricade più nel concetto di sopraelevazione, intesa come

ampliamento dello sviluppo verticale della costruzione. L'altezza dell'edificio

esistente, aumentando da m 3.70 a m 7.50, viene infatti raddoppiata. Altrettanto

consistente è l'aumento della volumetria.

Oltremodo significativo è il cambiamento

dell'aspetto esterno del rustico, che da costruzione ad un solo piano diventa

un edificio a tre piani. Palese e radicale è il sovvertimento dell'identità

dalla costruzione esistente.

Pur tenendo conto della latitudine di

giudizio che deve essere riconosciuta al municipio nell'interpretazione del

diritto comunale autonomo e del concetto relativamente indeterminato di sopraelevazione,

l'intervento va dunque sostanzialmente configurato come una nuova costruzione.

Non può di conseguenza essere autorizzato

perché non rispetta la distanza minima tra edifici prescritta dall'art. 22 cpv.

2.

lett. c NAPR.

4.

Sulla

scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso deve di conseguenza essere

accolto e la licenza annullata assieme alla decisione governativa che la conferma.

Resta riservata al resistente la facoltà di proporre una nuova domanda per un

innalzamento più contenuto dal profilo delle volumetrie, che non alteri in

misura inammissibile l'identità dal rustico esistente.

La tassa di giustizia e le ripetibili sono

poste a carico del resistente secondo soccombenza (art. 28 e 31 PAmm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 9, 22 NAPR di G__________; 3,

18, 28, 31, 60, 61, 65 PAmm;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è accolto.

§. Di conseguenza, sono annullate:

1.1.

la decisione 12 luglio 2005 del Consiglio di

Stato (n. 3510),

1.2.

la licenza edilizia 25 marzo 2005 rilasciata dal

municipio di CO 2 a CO 1 per sopraelevare e trasformare in abitazione un

rustico situato nel nucleo di G__________ (part. 1813);

2. La tassa di

giustizia di fr. 800.- è a carico del resistente, che rifonderà fr. 1'000.- al

ricorrente a titolo di ripetibili.

3. Intimazione

a:

.

terzi implicati

1. CO 1

2. CO 2

3. CO 3

4. CO 4

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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