Lexipedia

Decisione

52.2005.414

Ordine di confisca di diversi gatti

31 maggio 2006Italiano32 min

Source ti.ch

Fatti

i provvedimenti presi. La decisione non si limita a disporre il sequestro

degli animali a titolo di misura cautelare, finalizzata al loro ricovero in una

struttura adeguata a spese del detentore, ma ne sancisce espressamente la

confisca. Essa non inibisce soltanto transitoriamente il diritto della

ricorrente di disporre dei suoi gatti, ma lo sopprime in via definitiva,

decretando l'affidamento degli animali a terzi. Sottraendoli in modo irreversibile

alla loro proprietaria, essa definisce pertanto anche il provvedimento che

secondo l’UVC si renderebbe necessario al fine di ripristinare una situazione

conforme al diritto. Sebbene disponga l’affidamento dei gatti e non la loro

vendita, la decisione si riallaccia dunque in ultima analisi alla facoltà

concessa all'autorità dall’art. 25 cpv. 1 LPDA, di decretare, in caso di

necessità, l’alienazione degli animali sequestrati.

3.2. Per giustificare un simile incisivo ed

irreversibile provvedimento, l'UVC si è riferito:

ad un non meglio precisato rapporto d'ispezione;

ad una decisione di confisca del 22

giugno 2005 del Veterinario dei cantoni di Uri, Svitto, Nidwaldo e Obwaldo;

ad una ripetuta incuria nei confronti degli

animali e ad un'asserita incapacità della signora RI 1 di garantire una

tenuta conforme dei gatti;

alle contrastanti versioni fornite dalla

ricorrente il 3 ottobre 2005 per quanto riguarda l'origine e la tenuta degli

animali;

a ripetute violazioni delle disposizioni

dell'ordinanza sull'importazione ed esportazione di animali da compagnia

(OITE);

al parere del veterinario, dr. Donata

Ghiringhelli.

I motivi addotti dall'UVC a

sostegno della decisione in oggetto non erano di per sé atti a giustificare una

confisca. Semmai bastavano per legittimare un sequestro cautelare volto a

ricoverare i gatti in una struttura adeguata a spese della detentrice in attesa

che fossero definiti i provvedimenti necessari per assicurare loro un

trattamento conforme alle prescrizioni della LPDA e dell’OPAn.

Al riguardo, va anzitutto osservato che, al momento della decisione

qui impugnata, emanata tre giorni dopo l’intervento, non esisteva alcun

rapporto d'ispezione. Se per rapporto d’ispezione si intende il “protocollo

d’intervento”, di cui si dirà più avanti, non si può fare a meno di constatare

che tale documento è stato allestito soltanto l’11 ottobre 2005. In occasione

dell’intervento dell’autorità cantonale, svoltosi in circostanze piuttosto

caotiche anche a seguito delle intemperanze dell’insorgente, non è stato

redatto alcun verbale in contraddittorio. Non si vede dunque come si possa

giustificare una confisca con un rapporto che ancora non esiste.

Per quel che concerne la decisione 22 giugno 2005 del Veterinario

dei cantoni primitivi, richiamata dalla decisione censurata, va invece tenuto

presente che essa si limitava a conferire al Tierschutzverein

del canton Uri il diritto di sequestrare i gatti della ricorrente qualora fosse

stata vista ulteriormente circolare con una carrozzella per bambini piena di

gatti. Non ne disponeva affatto la confisca. Il provvedimento, esplicitamente

configurato come un sequestro cautelare fondato sull’art. 25 cpv. 1 LPDA era soltanto

destinato a permettere ulteriori accertamenti qualora la ricorrente si fosse

comportata nel modo che vi veniva prefigurato. Anche da questo profilo, la

confisca non appariva giustificata.

Parimenti insuscettibili di legittimare un

provvedimento incisivo come una confisca, ovvero una disposizione che sopprime

definitivamente qualsiasi diritto del detentore di disporre dei suoi animali,

erano i generici rimproveri d'incuria e di incapacità di tenere gatti rivolti alla

ricorrente. Analogamente, nemmeno le versioni contrastanti, che la ricorrente

avrebbe dato in occasione dell’intervento dell’autorità, circa la provenienza e

la gestione degli animali, permettevano di trarre conclusioni certe ed affidabili

circa la sua incapacità di tenere e curare gatti.

Manifestamente inidonee a suffragare una

confisca erano infine le irregolarità doganali.

3.3. In sede di ricorso al Consiglio di

Stato, la ricorrente ha prodotto diversi certificati medico-veterinari:

- un primo certificato, datato 14 ottobre 2005 della prof. Paola

Scarpa dell'Università degli studi di Milano, pur non pronunciandosi né sullo

stato di salute dei gatti, né sulla capacità dell’insorgente di gestirli

adeguatamente, attesta comunque che la ricorrente ha una particolare

sensibilità verso gli animali, quantomeno nel sottoporli a controlli e a visite

mediche;

- un secondo certificato del 13 ottobre 2005, rilasciato dal dr.

med. vet. Giovanni Raffaele Seneca di Como, indica che alcuni gatti

della ricorrente sono stati visitati nell'arco degli ultimi 18 mesi e sono

stati trovati ben nutriti, puliti, sani e curati. Un ulteriore

certificato del 16 dicembre 2005 dello stesso veterinario attesta inoltre che

la ricorrente è particolarmente attaccata ai suoi gatti;

- un analogo certificato del 10 ottobre 2005 della Kleintier Klinik

di Francoforte, riguardante una visita medica alla quale sono stati sottoposti

tre dei gatti sequestrati (Chiuli, Bea e Timie) il 23 settembre 2005, conferma

che gli animali erano in buono stato salvo una leggera presenza di parassiti

alle orecchie e di raffreddore.

Né l’UVC, né il Consiglio di Stato si sono

confrontati con questi certificati, valutandone il significato e la portata.

Con la risposta al ricorso inoltrato da RI 1

in prima istanza, l'UVC si è limitato a produrre un rapporto, denominato

"protocollo d'intervento", datato 11 ottobre 2005 ed inviato alla

stessa ricorrente a Como, dal quale risulta quanto segue:

3 ottobre, ore 09.00

Il nostro ufficio è stato contattato in data

3.10.05 dalla dottoressa Ghirìnghelli. La signora RI 1 si è presentata presso il suo studio in via

Bellinzona 3a, Giubiasco con 17 gatti, 11 adulti e 6 giovani animali di 6 mesi.

La signora era arrivata direttamente da

Francoforte la mattina del 3 ottobre con un taxi. I gatti si presentavano in

cattivo stato nutrizionale, con verminosi, 3 delle 7 femmine gravide,

parte degli animali con congiuntivite e

parassiti cutanei. In data 3.10.05 la signora RI 1 ha richiesto unicamente la cura della parassitosi del padiglione

auricolare e della congiuntivite.

Il nostro ufficio (UVC) ha

immediatamente contattato la polizia comunale di Giubiasco per eseguire un

controllo. Scopo primario era accertarsi sulla provenienza dei gatti e sulle intenzioni

della signora RI 1 circa la destinazione degli stessi. In base alle dichiarazioni rilasciate dalla signora RI 1

risulta che:

- I gatti sono stati importati il 3.10.05 attraverso la dogana Basilea-autostrada;

- I

gatti sono provvisti di microchip e di passaporto per animali da compagnia;

- La signora RI 1 ha un permesso di

soggiorno, sostiene di avere un appartamento

a Göschenen (Gotthardstrasse) e di essere intenzionata a ripartire il giorno stesso per Göschenen;

Dal controllo dei passaporti per

animali da compagnia risulta che nessun animale è vaccinato contro la rabbia.

La signora RI 1 ha

affermato di essere stata controllata alla Dogana, passaporti dei gatti

inclusi: in base all'art. 30 dell'Ordinanza del 20 aprile 1988 concernente

l'importazione, il transito e l'esportazione di animali e prodotti animali

(OITE) i cani e i gatti possono entrare in

Svizzera unicamente se vaccinati contro la rabbia. Inoltre le Condizioni per

l'importazione di cani e gatti del 10 giugno 2003 (riv. 1.7.2005) prevedono una

visita veterinaria di confine obbligatoria per l'importare più di 3 animali

contemporaneamente.

L'UVC (dott.

Bacciarini) ha contattato in seguito telefonicamente la signora RI 1 che ha rilasciato

le seguenti informazioni:

Nelle ultime 3 settimane ha abitato a Francoforte in Herzogstrasse

con 17 gatti, è partita da Francoforte per problemi non ben precisati. È

intenzionata a trovare un appartamento in Ticino per sé e i propri gatti avendo

inoltrato in marzo la candidatura per un

impiego imprecisato nel Mendrisiotto.

La signora RI

1 si contraddice alcuni minuti dopo affermando prima di avere un impiego in

Svizzera interna a partire dal 1 ° novembre 2005, poi di avere un impiego in Romandia e infine di

essere intenzionata a recarsi a Como dove avrebbe un appartamento

in via Zezio.

Afferma di non essere

a conoscenza dell'obbligo della vaccinazione antirabbica per entrare in

Svizzera o per circolare in un paese dell'Unione Europea. Si contraddice poi

asserendo di essere stata respinta ad un valico italo-francese nel mese di

febbraio perché priva dei documenti che attestavano la vaccinazione antirabbica

per i suoi gatti.

Ribadisce l'intenzione

di riportare i gatti nell'appartamento di Göschenen.

L'UVC (dott.

Bacciarini) ha contattato in seguito le autorità municipali di Göschenen. La signora

RI 1 ha effettivamente abitato in Gotthardstrasse per alcuni mesi la primavera

scorsa. Non risulta più registrata a Göschenen e non ha più l'appartamento in

Gotthardstrasse. Ex-locatore è il signor Paul Walker-Meyer di Göschenen.

L'UVC (dott. Bacciarini)

ha contattato il dott. Odermatt dell'Ufficio del veterinario cantonale del Canton Uri (Veterinäramt

Urkantone). La signora RI 1 è stata più volte segnalata per maltrattamenti su

animali. La signora lavorava a Mendrisio e abitava a Göschenen. Ogni mattina

caricava le gabbie con 13 gatti nell'auto per recarsi a Mendrisio e ritornava

la sera lasciando poi verosimilmente i gatti liberi nell'appartamento. Questo ha

portato ad un tentativo di confisca infruttuoso perché la signora RI 1 è

partita senza lasciare recapito. Per questo motivo il Veterinäramt Urkantone ha autorizzato con

decisione del 22.6.05 il Tierschutzverein di Uri a confiscare i gatti

qualora la signora RI 1 fosse stata di nuovo reperibile sul territorio

cantonale.

3 ottobre ore

12.40

Intervento del dott.

Bacciarini a Giubiasco. Constatazione della situazione, dello stato di salute

degli animali (Allegato 3, rapporto dr. Ghiringhelli) e delle modalità di

tenuta dei gatti da parte della signora RI 1.

Dal colloquio con la

signora RI 1 risulta che la stessa è senza fissa dimora e non può quindi

assicurare una tenuta corretta dei 17 gatti. Inoltre lo stato precario degli

stessi e le informazioni acquisite presso la dr. Ghiringhelli, il Veterinäramt Urkantone e la signora RI 1

stessa dimostrano che la signora RI 1 non presta le dovute cure ai suoi animali.

3 ottobre ore 14.30

Conformemente all'art. 25 della Legge

federale sulla protezione degli animali del 9 marzo 1978, I'UVC ha intimato la

confisca degli animali e l'affidamento previe cure veterinarie a nuovi

detentori. Non potendo prevedere la reazione della signora RI 1, il dott. Bacciarini

chiede un sostegno medico (tel. 144) prima di comunicare la decisione alla

signora RI 1. È inoltre richiesta la collaborazione della Società protezione animali

di Bellinzona unicamente per l'intervento di confisca. La decisione é

comunicata oralmente alla signora RI 1 in presenza degli agenti della polizia comunale di Giubiasco.

A tale rapporto, erano annesse:

– una copia della decisione 22 giugno 2005 del Veterinario dai

Cantoni primitivi di cui si è detto sopra;

un resoconto, datato 10 ottobre 2005, inviato

dalla dr. Ghiringhelli all'UVC del seguente tenore:

La signora RI 1 si è presentata presso il

mio studio circa 4 settimane or sono con 17 gatti stipati in alcune gabbiette in un'auto con targhe olandesi.

Un trasporto conteneva ammucchiati

sei gattini di circa 3 mesi e la loro madre già

di nuovo gravida. Tutti i 7 animali mostravano segni clinici di raffreddore virale con scolo nasale e congiuntivite.

Gli animali erano tutti

impillaccherati poiché, non

essendoci una casetta

igienica avevano defecato

e urinato imbrattandosi con i propri

escrementi. La signora ha

chiesto di poter utilizzare i servizi per lavare

parte dei gatti.

Ho informato la signora che necessitavano di terapie e dopo la guarigione occorreva vaccinare gli animali per evitare altre patologie

simili. La RI 1 mi ha risposto che

desiderava unicamente l'impianto

del microchip, perché per la terapia non

aveva soldi e visto che si

trovava sempre in viaggio

non era in grado di somministrare correttamente i medicamenti

necessari (usava

mischiare gli antibiotici

all'alimento per tutti i gatti non

curandosi di quanto assumessero i singoli animali). Ha inoltre affermato di

non avere una dimora fissa perché

a causa dei gatti veniva

sfrattata da tutti gli

appartamenti o camere

che prendeva in affitto. Ho cercato di convincere

la signora RI 1 di trovare una sistemazione per parte dei gatti. Mi

ha risposto che non era d'accordo

e non voleva che ai suoi

gatti venisse dato del

cibo in scatola. Le ho fatto notare

che i gatti apparivano denutriti e affamati. Mi

ha detto che al momento era

senza cibo per i gatti e gli animali non

mangiavano da due giorni

(probabilmente non avevano

nemmeno ricevuto dell'acqua).

Mi ha chiesto dei campioncini gratuiti per poterli sfamare.

Gran parte dei gatti non erano castrati ,

una

seconda

femmina

era

gravida

e una terza in calore. Ho fatto

quindi notare alla signora che

senza dei cambiamenti decisivi nella gestione dei gatti si sarebbe trovata

quanto prima con un numero

considerevole di gatti senza avere la possibilità di prestare

loro le cure necessarie. Mi ha risposto di

essere intenzionata a partire per l'Inghilterra dove avrebbe acquistato una casa

per lei e per i gatti. Vista

l'impossibilità di comunicare

in modo razionale con

la signora RI 1 ho applicato i

microchip e ho consegnato un prodotto

contro gli acari per i sei gattini. Le ho fatto notare

che il trattamento era efficace solo se ripetuto regolarmente.

Mi ha risposto che non aveva

i soldi e che perciò o guarivano così

o si tenevano gli acari.

Mi ha comunicato di

voler partire il giorno

stesso per la Germania dove

contava di trovare un'occupazione. Prima di partire mi

ha chiesto di tenerle in

pensione tutti i gatti per

un periodo indeterminato di tempo. Non ho accettato

anche perché non ho una struttura adeguata.

Mi ha risposto che avrei

potuto lasciarli nelle gabbiette

visto che erano abituati.

Alcuni giorni dopo sono stata contattata telefonicamente dalla signora RI

1. L'autista olandese aveva scaricato lei e i suoi 17 gatti costringendola a

pernottare all'ippodromo di Francoforte.

Mi ha richiesto una ricetta per i medicamenti da somministrare ai gatti con il

raffreddore. Le ho inviato via fax la ricetta sperando che prendesse un po' più a cuore la salute degli

animali.

Lunedì 3

ottobre si é presentata presso il mio studio con i 17 gatti in un taxi con

targhe germaniche. I gatti erano nuovamente stipati nelle solite gabbiette,

con raffreddore, congiuntivite e acari. Una delle gatte, magra e

sottosviluppata presentava le mammelle gonfie e piene di latte. Ho

chiesto dove fossero i gattini e la signora RI 1 mi ha risposto che era solita

mangiarseli (suppongo abbia partorito più volte). La gatta con i

sei gattini era a fine gravidanza e poteva partorire da un momento all'altro.

La signora RI 1 mi ha chiesto di indurre il parto e di separare i gattini dalla

madre

per non contagiarli con il raffreddore. Operazione del tutto inefficace

visto la natura dei virus coinvolti e il tipo di tenuta. I sei gattini erano

magri e sottosviluppati. La signora RI 1 mi ha inoltre informata che la gatta

in calore era stata montata da tre maschi non castrati. Si é lamentata di

essere stata sfrattata dopo due giorni da un appartamento a Francoforte dopo

che i proprietari avevano scoperto i 17 gatti, anche se lei aveva pagato l'affitto

per una settimana. Ha inoltre aggiunto di aver trovato una camera in un albergo

di Giubiasco e di aver dichiarato di possedere solo 7 gatti, gli altri 10 sarebbero stati portati in camera all'insaputa

dei gestori

Ho contattato

immediatamente il vostro ufficio pregandovi di intervenire.

Spero di aver

documentato in modo esauriente quanto da me constatato o raccolto come

informazioni dalla signora RI 1 stessa.

Con la stessa risposta al ricorso inoltrato

da RI 1 al Governo, l'UVC ha inoltre prodotto il rapporto 7 giugno 2005 del

presidente della Società Protezione Animali Bellinzona (SPAB), dal quale emerge

che:

Allarmato dalla Polizia cantonale Grigioni di Roveredo per constatazione del fatto.

Una signorina con una vecchia carrozzella

trasportava tre gabbie da

trasporto per gatti, contenenti 13 gatti di età diversa. La signorina, in estremo stato di agitazione in quanto fermata dalla polizia che ha chiesto lumi,

è stata estremamente offensiva verso tutti i presenti. Da parte della SPAB, come alle fotografie allegate,

si può riscontrare una violazione

della Legge federale sulla protezione

degli animali in quanto lo spazio delle gabbiette di trasporto poteva bastare

per tre gatti al massimo. Gli animali erano ammucchiati e la giornata calda non

favoriva certo la loro situazione.

La Polizia grigionese ha ripreso i dati della

signorina.

I gatti erano

tutti vaccinati e ben nutriti.

Orbene, dall'insieme degli atti summenzionati

emerge che la ricorrente intratteneva con i suoi gatti un rapporto quantomeno

bizzarro. Portare a spasso 13 gatti stipati in tre piccole gabbie con una

carrozzella per bambini, in una calda giornata di giugno, è invero indizio di

un'evidente anomalia comportamentale. Ulteriori indizi di una gestione inusuale

degli animali emergono dalle informazioni fornite dal Veterinario dei Cantoni

primitivi, che confermano come anche durante il suo soggiorno nel canton Uri la

ricorrente rinchiudesse i gatti in gabbie per portarli a passeggio in una carrozzella

per bambini. Il particolare comportamento della ricorrente nei confronti dei

suoi gatti è confermato da altre, frammentarie notizie riguardanti i suoi

luoghi di residenza e di lavoro (Como, Mendrisio, Göschenen, Francoforte,

ecc.).

Sebbene frammentarie, queste informazioni

descrivono un quadro di instabilità esistenziale, che non costituisce di certo

la premessa più adeguata per uno sviluppo armonico ed equilibrato degli

animali. È infatti risaputo che il gatto è un animale territoriale e non

occorre essere etologi per sapere che non ama rimanere rinchiuso in gabbia per

lunghi periodi. Tanto meno in compagnia coatta di suoi simili.

Resta comunque il fatto che i certificati

prodotti dalla ricorrente in prima istanza e persino il rapporto del presidente

della SPAB attestano che i gatti, nei mesi precedenti l’intervento dell’UVC, erano

in buona salute. Nemmeno in sede di giudizio del Consiglio di Stato potevano

dunque essere ritenute date le premesse per l’adozione di un provvedimento più

incisivo di un sequestro cautelare con pedissequo ricovero in una struttura

appropriata al fine di verificare l'attitudine della ricorrente a gestire i

suoi gatti; misura, questa, che era del resto già stata prospettata dal Veterinario

intercantonale di Uri, Svitto, Nidwaldo ed Obwaldo nella decisione del 22

giugno 2005, di cui si detto sopra.

3.4. Con il ricorso a questo tribunale, RI 1

ha prodotto un’ampia documentazione fotografica della sua abitazione di Como ed

una dichiarazione del 16 dicembre 2005 di Paul Walcker, proprietario

dell’appartamento che aveva locato a Göschenen, che attesta come i gatti

fossero ben trattati e si trovassero in buona salute. Pochi giorni dopo la

stessa ricorrente ha inoltre trasmesso a questo tribunale una dichiarazione di

Susanna Fröhlich, presso la quale aveva lavorato, che conferma il suo attaccamento

ai gatti e le assidue cure che presta loro. In corso di procedura ha infine inoltrato

una copia del contratto che avrebbe nel frattempo concluso per locare una casa

di 8 locali e con 2'325 mq di terreno a Wittmund Potthuse in Germania, nella

quale può ospitare sino a 40 gatti.

Alla risposta al ricorso, l’UVC ha dal canto

suo allegato un rapporto complementare del 26 gennaio 2006 della dr. Ghiringhelli,

dal quale sono desumibili le seguenti ulteriori informazioni riguardanti la

salute dei gatti confiscati:

come discusso la scorsa

settimana le invio ulteriori informazioni riguardo i gatti confiscati il 3 ottobre

scorso alla signora RI 1. Le elenco di seguito alcune patologie e comportamenti riscontrati

in singoli gatti al momento della confisca e nelle successive settimane.

1. Gatto femmina, gravida

"Bimba"

Gatta di colore nero, il

3.10 in stato di gravidanza avanzata. Affetta da coriza, congiuntivite cronica

(herpes) e infestata da acari. Madre di 5 gattini neri di circa 5 mesi. Al momento

della confisca si trovava in un trasportino con i 5 gattini, un sesto gattino

di circa 4 mesi e una gatta adulta bianca e nera.

La gatta il 3.10 era

molto sottopeso (peso dopo il parto di 1.6kg!), sviluppo fisico normale. Come

si può notare dalle fotografie (foto la-b-c.) effettuate 2 settimane dopo il

parto, l'animale sebbene fosse nel frattempo aumentato di 400g, era

ancora molto magro.

La gatta ha partorito la

sera del 3 ottobre 6 gattini (3 maschi e 3 femmine), sottopeso ma normalmente

sviluppati. Alcuni gattini hanno mostrato da subito sintomi neurologici, due

sono morti nella prima settimana di vita e un'altro gattino è stato eutanasiato

a circa 1 mese, gli altri gattini si sono sviluppati più o meno normalmente e

sono attualmente detenuti da persone responsabili. La gatta non aveva latte a

sufficienza e quindi i gattini hanno ricevuto un allattamento misto a partire

dalla 2° settimana. Mi urge qui ricordare che in assenza della confisca la

gatta avrebbe partorito nel trasportino con altri sette gatti in un taxi o da

qualche altra parte.

Considerandi

2.

Sei Gattini

neri (5 figli di "Bimba" nati inizio maggio 2005 e un

gattino superstite di un'altra cucciolata)

Sviluppo fisico

fortemente ritardato, sottopeso, infestati da acari, con corizza, congiuntivite

cronica, ascaridi. Come si può osservare dalle fotografie (foto 2-4) scattate

un (1) mese dopo il sequestro, il gattino nero maschio (6 mesi, cambio dei

denti completo, identificato come B nelle foto) pesa come giovane adulto solo

1.5

kg ed é sensibilmente più piccolo e meno sviluppato della gattina femmina

tigrata (2.5 mesi d'età, 1.65 kg di peso!, identificata come A nelle fo­to).

Tengo a precisare che non si può parlare di sottosviluppo genetico in quanto la

madre del gattino nero è di corporatura medio-grande.

3.

Gatta adulta,

bianca e nera, non sterilizzata

Sviluppo fisico scarso,

1.6

kg di peso, con coriza e congiuntivite cronica. La gatta mostra inoltre una

montata lattea e una mastite cronica ed è alla seconda settimana circa di

gravidanza.

La signora RI 1 ha

dichiarato in presenza delle mie colleghe prima del sequestro e per ben 2 volte

che la gatta era solita mangiarsi i gattini dopo aver partorito. Aggiungendo

inoltre che data questa sua abitudine non esisteva nessun problema se la gatta

avesse partorito di nuovo "tanto se li mangia".

4.

Gatta tricolore

gravida a termine

La gatta ha partorito 3

giorni dopo la confisca 4 gattini sottopeso. Tutti e 4 mostravano dalla nascita

gravi sintomi neurologici. Due animali sono deceduti poco dopo la nascita. Gli

altri due hanno sviluppato sintomi neurologici severi compatibili con una

diagnosi di atassia cerebellare: disturbi della motorica, della coordinazione e

dell'equilibrio, incapacità di svolgere movimenti intenzionali (il solo bere da

una ciotola risultava impossibile senza l'aiuto di una persona che tenesse

ferma la testa del gattino). Questi gatti sono stati visitati anche da altri

veterinari. Appare oltremodo evidente che la concomitanza di gattini con

problemi neurologici in 2 cucciolate non possa essere dovuto al caso. La causa

può essere infettiva (ad esempio virus) o iatrogena (medicamenti durante la

gravidanza). Visto che gli animali non erano vaccinati contro la panleucopenia

e le altre malattie virali dei gatti (infezione virale dovuta a parvovirus

facilmente prevenibile con le normali vaccinazioni di routine), un'infezione da

parvovirus durante la gravidanza può aver causato un'ipoplasia cerebellare nei

gattini (vedi letteratura acclusa). D'altra parte, le cure con antibiotici

prestate a queste gatte nei mesi antecedenti possono aver causato lesioni al

cervelletto. Per sua stessa ammissione la signora RI 1 era impossibilitata a

somministrare singolarmente e regolarmente gli antibiotici ai suoi gatti

durante i suoi vari spostamenti. Il medicamento era integrato al cibo

somministrato poi collettivamente. Risulta evidente che in base al quantitativo

di cibo assunto un gatto poteva riceverne troppo o troppo poco.

5.

Gatta smoke e bianca, ca. 6 mesi, non

sterilizzata, ca. 2° settimana di gravidanza alla confisca

La signora RI 1 ha

affermato che la gatta era stata "coperta da tutti e tre i maschi

(evidentemente non castrati) ed era sicuramente gravida". L'animale presentava

gli stessi sintomi descritti per le altre gatte. Presentava inoltre un problema

di postura con la testa tenuta abbassata su di un lato (Kopfschiefhaltung) e

leggeri problemi di deambulazione ed equilibrio.

6.

3 gatti maschi

non castrati

Tutti e tre gli animali

se lasciati liberi in appartamento non utilizzavano la cassetta per defecare e

marcare (urinare). Questo comportamento dimostra chiaramente che gli ani­mali

non erano da una parte abituati ad essere tenuti liberi in appartamento ma che

probabilmente passavano molto del loro tempo negli stessi trasportini che la

signora RI 1 utilizzava per i suoi spostamenti. Dopo la confisca e la castrazione,

questi animali sono stati abituati con fatica all'uso della cassetta. D'altra

parte si può ben capire come la signora RI 1 avesse evidenti problemi di trovare

una dimora stabile con i suoi gatti se questi urinavano e defecavano in modo

incontrollato nei locali da essa affittati.

7.

Gatta tricolore

sottopeso

Questo animale mostrava,

oltre alla coriza e alle parassitosi, una anisocoria (differenza di

allargamento di pupillatra un occhio e l'altro), delle difficoltà di

coordinazione e d'equilibrio. Attualmente il quadro clinico è migliorato ma si

riscontrano ancora difficoltà di deambulazione ed equilibrio (cammina lungo i

muri, vi sbatte contro, ecc.).

In generale sono state

riscontrate delle differenze di sviluppo fisico e di peso tra i gatti più

anziani (stato leggermente migliore) se confrontati con i giovani animali e le

femmine gravide.

Questo rapporto complementare rafforza il

sospetto che il trattamento riservato dalla ricorrente ai suoi gatti possa

anche aver inciso negativamente sulla loro salute. I sintomi di malnutrizione

non permettono in effetti di escludere che le precarie condizioni di salute riscontrate

nei gatti al momento dell'intervento dell'UVC non fossero soltanto contingenti

e correlate ai disagi del viaggio in taxi da Francoforte, ma fossero da

ricondurre alle inadeguate modalità di gestione. Le malattie, riscontrate sia

dalla dr. Ghiringhelli in occasione della prima visita, sia dai medici della

Kleintier Klinik di Francoforte il 23 settembre 2005, avvalorano ulteriormente

il sospetto che la ricorrente non fosse in grado di prestare loro le cure di

cui necessitano. Non certo per cattiva volontà, poiché il profondo e per

diversi aspetti anomalo attaccamento della ricorrente ai suoi felini è un dato

certo, ma a causa di uno stile di vita inconciliabile con un'adeguata gestione

di un numero così rilevante di animali.

Nemmeno queste informazioni supplementari

appaiono tuttavia tali da legittimare una confisca con susseguente affidamento

a terzi, ovvero una sottrazione definitiva ed irreversibile, di tutti

gli animali alla loro detentrice. Le ulteriori notizie disponibili sullo stato

di salute dei gatti e sulle capacità della ricorrente di tenerli, sebbene

frammentarie ed in parte contraddittorie, permettono anzi di ritenere che altri

provvedimenti, meno incisivi della confisca, quali un'eventuale riduzione del

numero di gatti, abbinata alla loro sterilizzazione, rispettivamente

castrazione, il reperimento di un alloggio stabile ed adeguatamente

dimensionato, nonché l’imposizione di determinate regole gestionali,

nutrizionali, igieniche e sanitarie, possano essere altrettanto idonee ad

assicurare agli animali un trattamento conforme agli art. 3 cpv. 2 LPDA ed 1

OPAn. La fattoria che la ricorrente ha nel frattempo locato in Germania,

qualora dovesse risultare adeguata al ricovero di gatti, permette addirittura

di ritenere che, a determinate condizioni, tutti gli animali possano essere

restituiti alla ricorrente.

La confisca di tutti i gatti e della

relativa prole con conseguente immediata alienazione a terzi, nelle circostanze

concrete, si palesa pertanto come un provvedimento eccessivo, adottato in modo

precipitoso, fondato su un'insufficiente accertamento dei fatti. Non può dunque

essere confermato.

Ad avvalorare questa conclusione sta

anzitutto il fatto che lo stesso UVC in sede di risposta al ricorso inoltrato

da RI 1 al Consiglio di Stato, affermando di non essere stato in grado di reperire

un ricovero adeguato per gli animali malati, ha implicitamente ammesso che i

gatti sono stati confiscati anziché semplicemente sequestrati allo scopo di

creare i presupposti per affidarli a privati, altrimenti poco propensi a

custodirli soltanto temporaneamente. L'inadeguatezza del provvedimento

censurato è inoltre dimostrata dal fatto che l'UVC, a dispetto delle critiche rivolte

all'insorgente in merito al trattamento riservato ai suoi gatti, ha rinunciato

a decretare un divieto di tenere animali, riservandosi soltanto la facoltà di

pronunciarlo. Lasciando la ricorrente sostanzialmente libera di procurarsi e

tenere altri gatti, l'UVC ha tuttavia omesso di spiegare per qual motivo non

possa recuperare, a determinate condizioni, quelli che le appartenevano.

4.

Sulla

scorta delle considerazioni che precedono, non potendosi esigere da questo

tribunale che ponga rimedio alle carenze istruttorie poste in essere dalle

precedenti istanze, il ricorso va parzialmente accolto, annullando la confisca

e la decisione del Consiglio di Stato qui impugnata siccome fondate su un accertamento

incompleto dei fatti e comunque lesive del principio di proporzionalità. Gli

atti vanno rinviati all’UVC, affinché, raccolte le informazioni mancanti,

stabilisca con la dovuta sollecitudine quanti gatti ed a quali condizioni

possono essere restituiti alla ricorrente. Gli animali (prole compresa) rimangono

nel frattempo sequestrati a titolo cautelare giusta l’art. 25 cpv. 1 LPDA.

Dato l’esito, si prescinde dal prelievo di

una tassa di giustizia. Le ripetibili, commisurate al parziale accoglimento

dell’impugnativa, sono a carico dello Stato.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 2, 3 LPDA; 1, 2 OPAn; 8 LCPDA; 3, 18,

28, 31, 60, 61, 65 PAmm;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è parzialmente accolto.

§. Di conseguenza:

1.1.

la decisione 29 novembre 2005 del Consiglio di

Stato (n. 5709) è annullata;

1.2.

la decisione 6 ottobre 2005 del Dipartimento

della sanità e della socialità (DSS), Ufficio del veterinario cantonale è

confermata unicamente quale sequestro cautelare giusta l’art. 25 cpv. 1 LPDA

sino all'adozione dei provvedimenti di merito;

1.3.

gli atti sono rinviati all’UVC, affinché,

raccolte le necessarie informazioni, stabilisca quanti gatti ed a quali

condizioni possono essere restituiti alla ricorrente.

2. Non si

preleva tassa di giustizia. Lo Stato rifonderà alla ricorrente fr. 1'500.- a

titolo di ripetibili.

3. Intimazione

a:

terzi implicati

1. Dipartimento

sanità e socialità Ufficio del veterinario cantonale, 6500 Bellinzona,

2. Consiglio

di Stato, 6500 Bellinzona,

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster