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Decisione

52.2005.415

Revoca di un permesso di dimora a un cittadino straniero separato di fatto dalla moglie titolare di un permesso di domicilio

26 gennaio 2006Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il

cittadino serbomontenegrino (Kosovo) RI 1 (1981) si è sposato il 10 marzo 2004

nel proprio paese d'origine con la connazionale T__________ (1983), titolare di

un permesso di domicilio in Svizzera.

A seguito del matrimonio, l'insorgente è

stato autorizzato a ricongiungersi con la moglie nel nostro Paese. Giunto sul

suolo elvetico il 24 settembre 2004, egli ha ottenuto un permesso di dimora

annuale, in seguito rinnovato fino al 23 settembre 2006.

Dalla fine del mese di maggio 2005, egli

lavora come manovale presso un'impresa di costruzioni di __________.

B. L'11 maggio

2005 i coniugi __________ si sono separati di fatto, il ricorrente andando a

vivere presso uno zio a __________ e la moglie, a partire dal 1° giugno 2005, dalla

madre a __________.

Con decreto 11 luglio 2005 il Pretore del

Distretto di __________ li ha autorizzati a vivere separati.

C. a) L'11

ottobre 2005 RI 1 ha notificato alla Sezione dei permessi e dell'immigrazione

del Dipartimento delle istituzioni la modifica dei dati relativi all'indirizzo

nel permesso di dimora, indicando di essersi trasferito senza la moglie il 1°

settembre precedente a __________ e di essere intenzionato a divorziare dalla

stessa. Nel contempo, egli ha prodotto tra l'altro il menzionato decreto

pretorile 11 luglio 2005.

b) Fondandosi sulle premesse emergenze, con

decisione 13 ottobre 2005 il dipartimento ha revocato il permesso di dimora a RI

1, fissandogli un termine con scadenza il 30 novembre 2005 per lasciare il

territorio cantonale.

La decisione è stata resa sulla base degli

art. 4, 9, 12, 16, 17 LDDS e 8 ODDS.

D. Con

giudizio 29 novembre 2005 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione,

respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1.

Il Governo ha rilevato che dal maggio 2005

non sussisteva più una comunione coniugale di fatto tra i coniugi __________ e

che non vi erano elementi atti a ritenere che la loro separazione fosse

provvisoria. Visto che la relazione coniugale non era più intatta, ha soggiunto

l'Esecutivo cantonale, l'interessato non poteva invocare la protezione sancita

dall'art. 8 CEDU.

Infine, ha ritenuto conforme al principio

della proporzionalità la decisione di revocare il permesso di dimora

all'insorgente, considerando esigibile il suo rientro nel paese d'origine.

E. Contro la

predetta pronunzia governativa, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale

cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.

Il ricorrente sostIene che la separazione

dalla moglie è verosimilmente provvisoria, riconducibile a una semplice pausa

di riflessione, non escludendo pertanto di riconciliarsi con la stessa. Chiede

pertanto di concedere l'effetto sospensivo al ricorso.

Pone in evidenza che dal 2005 lavora

regolarmente nel nostro cantone.

F. All'accoglimento

del gravame si oppongono sia il dipartimento sia il Consiglio di Stato con

argomenti di cui si dirà, per quanto necessario, in seguito.

Considerato, in

diritto

1. 1.1. In

materia di diritto degli stranieri la competenza del Tribunale cantonale amministrativo

a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di

Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere

impugnate con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (art. 10

lett. a LALPS).

1.2. In concreto, il 13 ottobre 2005 il

dipartimento ha revocato il permesso di dimora valido sino al 23 settembre 2006

di RI 1. Contro questo genere di provvedimenti è, in linea di principio,

ammissibile il ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale (v. art.

101 lett. d in relazione con l'art. 100 cpv. 1 lett. b n. 3 OG). Di conseguenza,

anche la competenza di questo Tribunale a statuire in merito all'impugnativa

inoltrata dall'insorgente è data.

1.3. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.

46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere

(art. 43 PAmm), è ricevibile in ordine e può essere reso sulla base degli atti,

senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Considerandi

2.

2.1.

L'art. 9 cpv. 2 lett. b LDDS dispone che il permesso di dimora può essere revocato,

tra l'altro, quando non venga adempiuta una condizione imposta all'atto della

sua concessione.

Gli impegni assunti dallo straniero nel

corso della procedura di autorizzazione e le dichiarazioni da lui fatte,

segnatamente in merito allo scopo della dimora, si considerano come condizioni

impostegli dall'autorità (art. 10 cpv. 3 ODDS).

2.2

L'art. 17 cpv. 2 LDDS prima frase

dispone che lo straniero sposato con una persona in possesso del permesso di

domicilio ha diritto alla proroga del permesso di dimora, fintanto che vive con

il coniuge.

Giova ricordare che l'unione coniugale deve

sussistere sia giuridicamente che di fatto (cfr. "Istruzioni e commenti

sull'entrata, la dimora e il mercato del lavoro: istruzioni LDDS", n. 653,

emanate dall'IMES, ora UFM, stato luglio 2003). Da questo profilo l’art. 17

cpv. 2 LDDS è più restrittivo rispetto all’art. 7 cpv. 2 LDDS, secondo il quale

è sufficiente l’esistenza di un matrimonio formale. Poco importa il motivo in

virtù del quale i coniugi non vivono (più) insieme, purché non si tratti di una

separazione di breve durata (cfr. Alain Wurzburger, La jurisprudence récente du

Tribunal fédéral en matière de police des étrangers, in: RDAF 1997 I pag. 278).

3.

In concreto,

RI 1 è entrato in Svizzera il 24 settembre 2004 per ricongiungersi con la

moglie T__________. Per questo motivo, egli ha ottenuto un permesso di dimora

in virtù dell'art. 17 cpv. 2 LDDS. Dal maggio 2005, tuttavia, i coniugi __________

non vivono più insieme.

Ora, contrariamente a quanto asserito dal

ricorrente, nessun elemento agli atti permette di ritenere che questa

separazione, che dura ormai da otto mesi ed è stata autorizzata dal Pretore

l'11 luglio 2005, sia provvisoria. Non è certo il fatto che sua moglie si sia

trasferita presso la madre che consente di avvalorare questa tesi. Del resto,

l’insorgente non può pretendere che l'autorità sospenda la propria decisione,

facendola dipendere dalla volontà della moglie di ricomporre la comunione

domestica. Tanto più che l' 11 ottobre 2005, al momento di notificare al dipartimento

la modifica dei dati relativi all'indirizzo nel permesso di dimora, egli aveva esplicitamente

informato l'autorità di essere intenzionato a divorziare.

Ne consegue che è venuto meno lo scopo del

soggiorno dell'insorgente in Svizzera e con esso la ragione che a suo tempo aveva

giustificato il rilascio del permesso di dimora.

4.

Occorre

ora verificare la proporzionalità del provvedimento di revoca dell'autorizzazione

di soggiorno pronunciato dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione.

4.1

In materia di ritiro dei permessi

accordati a stranieri, la LDDS conferisce all'autorità amministrativa un ampio

margine di apprezzamento, censurabile - perlomeno da parte di questo tribunale

- soltanto quando la stessa sconfina con la propria decisione in un eccesso o

in un abuso di potere (cfr. DTF 112 Ib 478).

4.2

RI 1 risiede da poco più di un anno nel

nostro Paese. Il suo soggiorno va quindi considerato di brevissima durata.

Inoltre egli ha tutti i suoi legami

famigliari, sociali e culturali in Serbia e Montenegro (Kosovo), dove è nato e

cresciuto e risiedeva prima di giungere in Svizzera.

Inoltre il ricorrente ha ottenuto un

permesso di dimora al fine di vivere con la moglie e non per altri motivi. Il

fatto che egli sia stato autorizzato a svolgere un'attività lucrativa in

Svizzera, è quindi soltanto una conseguenza dell’unione coniugale e non costituisce

lo scopo del suo soggiorno, ragione per cui non è nel presente ambito determinante.

4.3

La Sezione dei permessi e

dell'immigrazione non ha pertanto disatteso le disposizioni legali invocate,

revocando il permesso di soggiorno all'interessato. La decisione censurata non

procede in particolare da un esercizio abusivo del potere di apprezzamento che

la legge riserva all'autorità di polizia degli stranieri in ordine alla

valutazione dell'adeguatezza della misura adottata.

5.

Sulla

scorta di quanto precede, il ricorso va respinto.

Visto l'esito del gravame, la relativa

domanda di concessione dell'effetto sospensivo diviene priva d'oggetto.

6.

La tassa

di giustizia e le spese seguono la soccombenza (art. 28 PAmm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 9 cpv. 2, 17 cpv. 2 LDDS; 100 cpv. 1

lett. b n. 3, 101 lett. d OG; 10 lett. a LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 47, 60 e 61

PAmm;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. La tassa di

giustizia e le spese, di complessivi fr. 600.–, sono a carico del ricorrente.

3. Contro la

presente decisione è dato ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale

a Losanna nel termine di 30 giorni dall'intimazione.

4. Intimazione

a:

terzi implicati

1. CO 1

2. CO 2

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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