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Decisione

52.2005.73

costruzione di uno stabile d'appartamenti su un terreno in pendio a lato della strada comunale

2 maggio 2005Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

I ricorsi, tempestivi, sono dunque

ricevibili in ordine.

Essendo

fondati sugli stessi fatti, possono essere evasi con un unico giudizio (art. 51

PAmm) sulla base degli atti (art. 18 PAmm). L'esauriente documentazione

fotografica raccolta dal Consiglio di Stato permette di prescindere da una

ripetizione del sopralluogo.

2. Altezza

dell'edificio

2.1. Giusta

l'art. 26 NAPR di A__________, nella zona del nucleo tradizionale (NV), l'altezza

degli edifici deve tener conto di quella dei fabbricati circostanti e dell'andamento

generale dei tetti del nucleo, al fine di salvaguardare il ritmo delle

volumetrie e delle coperture esistenti.

La norma in

esame non definisce in termini metrici l'altezza massima degli edifici. Essa si

limita a stabilire che lo sviluppo verticale degli edifici deve tener conto di

quello dei fabbricati circostanti. La norma riserva quindi al municipio un

margine discrezionale relativamente ampio in ordine alla determinazione

concreta di questo parametro edilizio, lasciandogli una certa libertà di stabilire

l'altezza che meglio si adegua al contesto ambientale. Trattandosi di una norma

del diritto comunale autonomo, pur disponendo di pieno potere di cognizione

(art. 56 PAmm), il Consiglio di Stato può verificare l'esercizio del potere

d'apprezzamento conferito al municipio soltanto con riserbo. Deve quindi

limitarsi a censurare le decisioni che integrano gli estremi di una violazione

del diritto sotto il profilo dell'abuso di potere, in quanto sprovviste di

valide ragioni, fondate su considerazioni estranee alla materia o altrimenti

contrarie ai principi fondamentali del diritto. Il Governo deve in particolare

evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello del municipio. Ove non

sussista una simile violazione, non può annullare una decisione del municipio

senza esporsi al rimprovero di essersi arrogata un potere di cognizione che

contraddice il principio dell'autonomia comunale (DTF 116 Ia 54 seg.; RDAT 1996

I n. 14 consid. 2; STA 17.1.2000 in re Besomi; Marco Borghi/Guido Corti,

Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 56 PAmm, n. 3).

2.2. In

concreto, il municipio ha ritenuto che l'altezza della controversa costruzione

fosse adeguatamente commisurata a quella degli edifici circostanti.

Contrariamente a quanto assume il Governo, la decisione censurata, per quanto

opinabile possa apparire, non è affatto insostenibile. Non procede, in

particolare, da un esercizio abusivo del potere d'apprezzamento che l'art. 26

NAPR conferisce al municipio in ordine alla determinazione dell'altezza massima

consentita. Edifici strutturati su tre piani non sono anzitutto estranei alla

tipologia delle costruzioni del nucleo di A__________. La documentazione

fotografica raccolta dal Consiglio di Stato lo attesta chiaramente. Simili

edifici sono anzi tipici di molti nuclei tradizionali ticinesi. La presenza,

sul lato a valle (sud-est), di un piano seminterrato adibito ad autorimessa non

contraddice questa deduzione. Né tale conclusione può essere considerata

insostenibile soltanto per il fatto che le due costruzioni più vicine, fra cui

quella del resistente, sporgano dal terreno soltanto per due piani. Tener

conto dell'al-tezza dei fabbricati circostanti non significa non

oltrepassare l'al-tezza delle costruzioni vicine. Significa soltanto evitare

contrasti disarmonici. Per fabbricati circostanti non sono inoltre da

intendere soltanto gli edifici più vicini. Una simile interpretazione

restrittiva potrebbe ostacolare lo sviluppo edilizio del nucleo, impedendo la

realizzazione di stabili situati più alti in prossimità di edifici particolarmente

Considerandi

bassi. Possono dunque essere presi in considerazione anche fabbricati più

discosti, che nel loro insieme determinano l'immagine del nucleo, inteso come

conglomerato di edifici, strutturati non già in modo uniforme e ripetitivo, ma

semplicemente omogeneo, con una ragionevole alternanza di altezze e volumetrie.

L'altezza di 10 - 11 m, riscontrabile soltanto sulla facciata est del

controverso edificio, non è peraltro estranea ai nuclei ticinesi. In molti

comuni corrisponde anzi a quella massima prescritta dalle NAPR. Irrilevante, ai

fini del giudizio sull'altezza, è lo sviluppo orizzontale dell'edificio, del

resto sostanzialmente analogo alla casa d'abitazione del resistente, che si

distingue da quella in discussione unicamente perché più bassa di un piano.

Ne discende,

che giudicando insostenibile la decisione del municipio in quanto riferita

all'altezza, il Consiglio di Stato ha violato il diritto. In sostanza, si è

arrogato un potere di cognizione lesivo dell'autonomia comunale, sostituendo

senza validi motivi il suo apprezzamento a quello del municipio.

3.

Zona di

pianificazione

3.1

Giusta

l'art. 27 cpv. 1 LPT, se i piani d'utilizzazione mancano o devono essere

modificati, l'autorità competente può stabilire zone di pianificazione per

comprensori esattamente delimitati. All'interno delle zone di pianificazione

nulla può essere intrapreso che possa rendere più ardua la pianificazione

dell'utilizzazione. Le domande di costruzione in contrasto con gli obbiettivi

del piano, dispone l'art. 63 cpv. 2 LALPT, sono decise negativamente oppure

sono sospese al massimo sino alla scadenza della zona di pianificazione.

Nella

valutazione del contrasto fra l'intervento previsto dalla domanda di

costruzione e gli obbiettivi della zona di pianificazione il municipio fruisce

di un ampio potere d'apprezzamento, censurabile da parte dell'autorità di

ricorso unicamente sotto il profilo della violazione del diritto, segnatamente

per abuso di potere.

Il 1° ottobre

2001.

il municipio di A__________ ha istituito sul nucleo e sulla fascia limitrofa

una zona di pianificazione allo scopo di allestire un piano particolareggiato

(PPN; cfr. scheda riassuntiva/finalità). In questa zona è vietato ogni

intervento edilizio o di altra natura che possa rendere più ardua la

pianificazione dell'utilizzazione (cfr. scheda riassuntiva/effetti). La

validità della restrizione, inizialmente limitata a tre anni, è stata

recentemente prorogata sino al 1° ottobre 2006.

3.2

Nell'evenienza concreta, il pianificatore locale, interpellato dal municipio,

non ha ritenuto che la costruzione fosse atta a pregiudicare l'elaborazione del

piano particolareggiato. Egli si è limitato a suggerire alcune modifiche di

natura estetica, che sono state apportate al progetto iniziale nell'ambito

dell'esame davanti all'autorità cantonale (CBN). Il municipio ha quindi

rilasciato la licenza.

Accertato che

non esiste ancora un progetto di piano particolareggiato, che precisi le future

possibilità edificatorie, il Governo ha ritenuto che la decisione del municipio

di concedere la licenza fosse insostenibile siccome viziata da abuso di potere.

Lesiva del

diritto non è la decisione del municipio, ma quella del Consiglio di Stato. Dal

fatto che non sia sinora stato elaborato un piano particolareggiato, che

precisi le future possibilità edificatorie del comparto in esame, non è lecito

dedurre che l'intervento sia atto a pregiudicare l'elaborazione di questo

strumento pianificatorio. La mancanza di un progetto di piano, ad un anno dalla

scadenza della zona di pianificazione, in vigore da oltre tre anni e scadente

l'anno prossimo, sta piuttosto a confermare che il municipio non intende

proporre modifiche restrittive dell'attuale ordinamento edilizio.

4.

Sulla

scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso dell'arch. Achini va dunque

accolto, annullando la decisione governativa impugnata e ripristinando la

licenza edilizia rilasciatagli dal municipio. Il successo di questo ricorso

trae necessariamente seco anche l'accoglimento del ricorso interposto dal

comune contro le ripetibili addebitategli.

La tassa del

presente giudizio, commisurata al lavoro occasionato dall'impugnativa ed ai

valori in gioco (> 2 mio), è a carico del resistente, secondo soccombenza

(art. 28 PAmm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 27 LPT; 26 NAPR di A__________;

3, 18, 28, 60, 61, 65 PAmm;

dichiara

e pronuncia:

1. I ricorsi

sono accolti.

§. Di conseguenza:

1.1. la decisione 23 febbraio 2005 del Consiglio

di Stato (n. 809) è annullata;

1.2. la licenza edilizia 20 ottobre 2004

rilasciata dal municipio di A__________ all'insorgente R__________ A__________

per la costruzione di uno stabile di otto appartamenti (part. 877 RF) è

confermata.

2. La tassa di

giustizia di fr. 2'000.- è a carico del resistente D__________.

3. Intimazione

a:

terzi implicati

1. De

Giorgio Domenico, 6855 Stabio,

1 patrocinato da: avv. Fabio Taborelli,

6830 Chiasso,

2. arch. Roberto

Achini, 6830 Chiasso,

3. Dipartimento

del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona,

4. Consiglio

di Stato, 6500 Bellinzona,

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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