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Decisione

52.2006.143

Diniego della licenza edilizia per la costruzione di due abitazioni su un fondo in collina sprovvisto di accesso sufficiente

5 marzo 2007Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1 è

proprietaria del mapp. __________ RFD di __________, un fondo di 1044 mq posto a

ridosso del vecchio nucleo edificato di __________, in leggero declivio da S

verso N.

Il PR dei Comuni del __________, allestito

su scala regionale tramite un istituto consortile ed approvato dal Consiglio di

Stato il 12 luglio 1985, ha incluso la part. __________ in zona R2. Lo stesso

strumento pianificatorio, segnatamente il piano del traffico, ha previsto in

quel comprensorio la creazione di una strada di raccordo (SR2 __________) il

cui tracciato dovrebbe passare proprio a valle del mapp. __________. A

tutt'oggi, tale impianto viario non è stato però ancora realizzato.

B. Il 15

giugno 2005 RI 1 ha chiesto al municipio di __________ il permesso di costruire

due case monofamiliari parzialmente contigue sul mapp. __________. Dal progetto

emerge che ogni edificio, di foggia estremamente moderna, è composto da una

struttura principale poliedrica disposta a V lungo l'asse N-S del pendio, nella

quale troverebbe spazio tutta la cosiddetta parte giorno (livello 0). Verso

monte (S), la costruzione sarebbe sormontata da un corpo a tetto piano destinato

ad ospitare le ca-mere da letto (livello +1), mentre a valle (N), ad una quota

inferiore, è prevista la realizzazione di un locale soggiorno (livello -1). Le

due case, caratterizzate ognuna da tre comparti abitabili adagiati sul terreno

rispettandone l'andamento naturale, formerebbero per finire un unico insediamento

a X situato al centro della particella.

Fondandosi sull'art. 5 LE, il 7 luglio 2005

l'esecutivo comunale ha fatto sapere all'istante in licenza che non avrebbe

potuto concedere il permesso stante la mancata realizzazione della strada SR2 e

la conseguente assenza di un accesso sufficiente al fondo. La proprietaria del

terreno ha nondimeno mantenuto la domanda, che è stata pubblicata dal 19 luglio

al 2 agosto 2005. Alla stessa si sono opposti alcuni confinanti (CO 3,

proprietaria del mapp. __________; CO 1, CO 2, proprietario, rispettivamente futuri

acquirenti dei mapp. __________ e __________), i quali hanno annotato essenzialmente

che la particella dedotta in edificazione non era urbanizzata in quanto priva

di accesso.

Raccolto il preavviso favorevole

dell'autorità cantonale, il 18 novembre 2005 il municipio CO 2

F. Il 12

dicembre 2006 si è tenuta un'udienza in contraddittorio, seguita da un sopralluogo.

Di tutte

le risultanze istruttorie e delle osservazioni formulate dalle parti in sede conclusionale

si dirà - ove occorresse - nei considerandi che seguono.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legitti-mazione attiva dell'insorgente

e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date dagli art. 21

LE, nonché 43 e 46 PAmm.

Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine

e può essere deciso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze degli

accertamenti esperiti nel corso dell'istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Considerandi

2.

L'istruttoria

operata in questa sede ha posto rimedio alla lesione del diritto di essere

sentito eccepita dalla ricorrente. Dottrina (Knapp, Précis de droit

administratif, n. 665; Grisel, Traité de droit administratif, p. 379) e

giurisprudenza (DTF 126 I 68 consid. 2, 118 Ib 269 consid. 3a) considerano in

effetti sanata la violazione del diritto di essere udito commessa in primo

grado quando l'insorgente - come nel caso concreto - ha avuto la possibilità di

veder assunte le prove richieste e di pronunciarsi liberamente in merito davanti

ad un'autorità superiore di ricorso.

3.

Con il

giudizio impugnato il Consiglio di Stato ha in sostanza confermato il diniego

della licenza edilizia pronunciato dal municipio di __________, dopo aver

stabilito che il mapp. __________ non beneficia di un accesso sufficiente ai

sensi dell'art. 19 cpv. 1 LPT e quindi difetta del requisito dell'urbanizzazione

sancito dal diritto federale nell'ottica del rilascio di un permesso di

costruzione (art. 22 cpv. 2 lett. b LPT). La materia dell'odierno contendere si

riduce quindi alla verifica di tale assunto. Non occorre in particolare

analizzare la fattispecie dal profilo delle conseguenze di un rifiuto della

licenza edilizia riconducibile alla mancata realizzazione delle opere pubbliche

previste dal PR.

3.1

Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT,

l'autorizzazione a costruire è accordata solo se il fondo è urbanizzato. A tal

fine, esso deve, fra l'altro, essere dotato di accesso sufficiente ai fini

della prevista utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT).

La nozione di accesso sufficiente è un

concetto giuridico indeterminato del diritto federale (DTF 117 Ib 308 consid.

4a). Il suo contenuto precettivo deve quindi essere concretamente determinato,

tenendo conto delle finalità perseguite da questo requisito, della destinazione

della costruzione che deve servire e della situazione concreta dei luoghi (DTF 123 II 337 consid. 5b). Per risultare

sufficiente, l'accesso deve anzitutto essere configurato in modo tale da non

compromettere la sicurezza della circolazione stradale e la fluidità del

traffico. Esso deve inoltre garantire ai mezzi di soccorso la possibilità di

giungere liberamente sul posto. Da questo profilo, un accesso è quindi

considerato sufficiente solo quando è tale da consentire ai mezzi di soccorso

di raggiungere la costruzione senza difficoltà (DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 n. 12; RVJ 2004, p. 65).

Per essere qualificato

come sufficiente l'accesso deve essere peraltro assicurato tanto in fatto,

quanto in diritto. La possibilità di realizzarlo deve essere assicurata sia dal

profilo tecnico, sia dal profilo giuridico. L'accesso

deve pertanto già esistere od essere concretamente realizzato al momento in cui

vengono portati a compimento i lavori di costruzione dell'edificio o

dell'impianto che ne viene servito. Esso deve inoltre essere a disposizione

degli utenti della costruzione, che devono essere legittimati ad utilizzarlo

per accedervi (Jomini, Commentaire de la LAT, ad art. 19 n. 18 ss.; Zimmerli,

Das Baugesetz des Kt. Aargau, § 156 n. 8b; Scolari, Commentario, ad art. 77

LALPT n. 569 ss.).

In linea di

massima, l'accesso deve essere veicolare (cfr. art. 19 LPT nella versione

tedesca: Zufahrt e non Zugang). Esso deve consentire ai veicoli di avvicinarsi

convenientemente all'opera edilizia e non soltanto al fondo dedotto in

edificazione. Ciò non significa ancora che ogni edificio ad uso abitativo debba

essere raggiungibile con un veicolo. Accessi pedonali possono bastare

soprattutto nelle regioni di montagna, dove la realizzazione di strade di accesso

è resa difficoltosa dalla configurazione e dalle condizioni del suolo (DFGP, op. cit., ad art. 19 n. 13; Zimmerlin, op.

cit., § 156 N. 8c; RDAT II-1994

n. 42).

In caso di contestazione dell’adeguatezza

dell’accesso le istanze di ricorso devono procedere con il dovuto riserbo,

limitandosi a verificare che l’interpretazione data dall’autorità decidente

alla nozione di accesso sufficiente non violi il diritto, travalicando in

particolare i limiti della latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta

nell’ambito dell’applicazione di concetti giuridici indeterminati. Censurabili,

in quanto lesive del diritto, sono soltanto le valutazioni basate su

considerazioni insostenibili od estranee alla materia, che attribuiscono al

concetto da determinare un contenuto precettivo inconciliabile con i principi

fondamentali del diritto.

3.2

Il mapp. __________ di __________ non

è dotato di un accesso veicolare. Il fondo è in effetti raggiungibile solo a

piedi, da due vie diverse.

La prima è costituita dal viottolo pubblico

che dalla cantonale per __________ porta al sentiero comunale censito sub mapp.

__________. Per-

corsi una settantina di metri in salita su

questa viuzza asfaltata larga 1.5 m che attraversa tre fondi privati (Sentée __________),

si raggiunge dapprima il sentiero al mapp. __________, indi - costeggiando la

part. __________ - la proprietà RI 1. Il cammino è lungo nel suo complesso 110

m circa.

Il secondo tragitto parte invece dalla

cantonale per __________. Si imbocca la strada carrozzabile privata al mapp. __________,

proprio in corrispondenza del mapp. __________ sul quale la ricorrente ha realizzato

un'area di posteggio a beneficio di un'altra sua proprietà (mapp. __________

RFD di __________), e una volta guadagnata la fine di questa coattiva lunga 130

m circa è possibile accedere al sovrastante mapp. __________ tramite una ripida,

disagevole scalinata in sasso che seguendo il corso di un riale si snoda per

una trentina di metri sul confine della part. __________. Questo tracciato di

complessivi 160 m è percorribile soltanto a piedi, poiché la proprietà RI 1 non

beneficia di un diritto di passo veicolare sulla strada a fondo cieco che

insiste sulla part. __________.

A fronte di simile situazione, la decisione

del municipio di __________ di negare la chiesta licenza edilizia per mancanza

di accesso sufficiente non presta il fianco a critiche. Il fondo è sprovvisto

invero di qualsiasi sbocco sulla strada pubblica e dista oltre un centinaio di

metri dalla sottostante cantonale che conduce a __________, da un lato, e a __________,

dall'altro. Contrariamente a quanto assume la ricorrente, i due lunghi passaggi

pedonali che consentono di raggiungere il mapp. __________ dalle arterie

cantonali di cui si è appena detto non bastano per sanare il difetto. Entrambi

infatti non possono essere oggettivamente considerati accessi sufficienti ai

fini delle necessità delle due case d'abitazioni che l'insorgente intende

costruire sul proprio fondo. Non tanto perché non sono percorribili con veicoli

a motore per ragioni di fatto (semplice sentiero) o di diritto (servitù di solo

passo pedonale), quanto e soprattutto perché in caso di necessità non

permettono di avvicinarsi convenientemente alla proprietà con i mezzi di soccorso.

D'altra parte, il mapp. __________ non è situato

in una zona particolarmente impervia, ove semplici varchi pedonali potrebbero bastare a causa di oggettive

difficoltà di realizzazione di un accesso veicolare. Il fondo è infatti ubicato

in collina, in una regione che dal

profilo orografico

e morfologico potrebbe benissimo essere servita da una strada carrozzabile. Lo

prova inequivocabilmente il fatto che il piano del traffico di __________

prevede in quel comparto territoriale la creazione di

una strada di raccordo che dovrebbe passare proprio a valle del mapp. __________.

Quanto alla mancata costruzione di tale impianto viario, essa non è dovuta ad

impedimenti di natura tecnica o all'asperità dei luoghi, ma a ben precise

scelte dell'autorità comunale, che per ragioni in questa sede insindacabili ha

dato la precedenza all'esecuzione di altre opere di urbanizzazione.

Alla fin fine, negando che il mapp. __________

fosse dotato di un accesso sufficiente ai sensi del pertinente diritto federale

il municipio di __________ non ha operato una valutazione insostenibile,

sprovvista di valide ragioni o lesiva dei diritti costituzionali dei cittadini.

L'autorità comunale non ha insomma abusato della latitudine di giudizio che gli

va riconosciuta nell'interpretazione del concetto giuridico indeterminato

contenuto nell'art. 19 cpv. 1 LPT.

3.3

Alla ricorrente non giova sottolineare

che in corrispondenza del mapp. __________ esistono da tempo condotte per l'acqua,

l'energia e l'evacuazione dei liquami, atteso che queste infrastrutture sono

solo una parte delle opere necessarie per poter considerare un fondo urbanizzato

e quindi suscettibile di essere edificato previo rilascio dell'autorizzazione

esatta dall'art. 22 LPT. Né le può esser di maggior beneficio il fatto di aver pagato

regolarmente i contributi LALIA e di possedere uno dei rari terreni ancora

inedificati della zona R2 di __________. Il versamento dei contributi per le

canalizzazioni imposto dalla legge non garantisce affatto l'effettiva

edificabilità della proprietà a carico della quale vengono prelevati (con possibilità

di retrocessione; vedi art. 21 LCM) e tutti gli insediamenti privi di accesso

veicolare presenti nella località di __________ sono datati. Non essendo il frutto

di una prassi di rilascio di permessi di costruzione in contrasto con l'art. 22

cpv. 2 lett. b LPT, non occorre nemmeno chiedersi se alla ricorrente debba

essere concessa la postulata autorizzazione edilizia per motivi dedotti dal

principio dell'uguaglianza giuridica.

In quanto volta a contestare il diniego

della licenza pronunciato dall'autorità comunale, l'impugnativa si avvera in

ogni modo infondata.

4.

Sulla

scorta di quanto precede il ricorso deve essere respinto, confermando - siccome

immune da violazioni del diritto - il giudizio governativo impugnato a la risoluzione

municipale che esso ha tutelato.

La tassa

di giustizia è posta a carico della ricorrente secondo soccombenza (art. 28

PAmm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 19, 22 LPT; 77 LALPT; 21 LE; 3, 18, 28,

43, 46, 60 e 61 PAmm,

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. La tassa di

giustizia di fr. 1'000.- è posta a carico della ricorrente.

3. Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di

diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni

dalla sua notificazione (art. 82. ss LTF). Qualora non sia proponibile il

ricorso in materia di diritto pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss

LTF).

4. Intimazione

a:

.

terzi implicati

1. CO 1

2. CO 2

3. CO 3

4. CO 4

5. CO 5

6. CO 6

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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