52.2006.310
Diniego della licenza edilizia per ristrutturare e cambiare la destinazione di una stalla in zona R2 per carenza di accesso sufficiente
12 giugno 2007Italiano10 min
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Numero d'incarto:
52.2006.310
Data decisione, Autorità:
12.06.2007, TRAM
Titolo:
Diniego della licenza edilizia per ristrutturare e cambiare la destinazione di una stalla in zona R2 per carenza di accesso sufficiente
ACCESSO SUFFICIENTE
art. 77 LALPT
art. 19 LPT
art. 22 LPT
Incarto n.
52.2006.310
Lugano
12 giugno
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano
Bernasconi, Matteo Cassina
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 6 ottobre 2006 del
RI 1
rappr. dal proprio municipio,
contro
la decisione 19 settembre 2006 (no. 4464) del
Consiglio di Stato, che ha accolto l'impugnativa presentata da CO 1 avverso
la risoluzione 15 maggio 2006 con la quale il municipio di __________ gli ha
negato la licenza edilizia per ristrutturare e cambiare la destinazione
dell'edificio esistente sul mapp. __________ di quel comune;
viste le risposte:
- 16 ottobre 2006 di CO 1;
- 24 ottobre 2006 del
Consiglio di Stato;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
Fatti
A. CO 1 è
proprietario del mapp. __________ RFD di __________, un fondo di 863 mq posto in
località __________, a monte del torrente __________, sul quale sorge una
vecchia stalla.
Il PR __________, allestito su scala
regionale tramite un istituto consortile ed approvato dal Consiglio di Stato il
12 luglio 1985, ha incluso la part. __________ in zona R2. Lo stesso terreno è
peraltro interessato da uno studio di PR che ne prevede l'estromissione dalla
zona edificabile.
B. Il 30
settembre 2003 CO 1 ha chiesto al municipio CO 2 il permesso di ristrutturare
ed ampliare la stalla esistente sul suo fondo, in modo da poterla destinare ad
abitazione primaria.
Pubblicata la domanda e raccolto il preavviso
favorevole dell'autorità cantonale, il 5 dicembre 2003 il municipio ha tuttavia
sospeso la sua decisione per la durata di due anni in applicazione dell'art. 65
LALPT, richiamandosi al contrasto esistente con il PR allo studio. Tale
provvedimento è stato confermato dal Consiglio di Stato con giudizio 2 marzo
2004.
Trascorso il biennio di sospensiva senza che
il PR venisse pubblicato, il 15 maggio 2006 il municipio di __________ ha rifiutato
all'istante la chiesta licenza edilizia, rilevando che il mapp. __________ non poteva
essere considerato urbanizzato siccome privo di un accesso sufficiente.
CO 2
F. Il 12
dicembre 2006 si è tenuta un'udienza in contraddittorio, seguita da un sopralluogo.
Di tutte
le risultanze istruttorie si dirà - ove occorresse - nei considerandi che seguono.
Considerato, in
diritto
1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva dell'insorgente
e la tempestività dell'impugnativa sono incontestabilmente date dagli art. 21
LE, nonché 43 e 46 PAmm.
Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e
può essere deciso sulla base degli atti, integrati dalle risultanze degli
accertamenti esperiti nel corso dell'istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm).
Considerandi
2.
L'istruttoria
operata in questa sede ha posto rimedio al carente accertamento dei fatti
decisivi per il giudizio di cui si è lamentato a giusto titolo il comune
ricorrente.
3.
Con il
giudizio impugnato il Consiglio di Stato ha in sostanza annullato il diniego della
licenza edilizia pronunciato dal municipio di __________, dopo aver stabilito senza
neppure ispezionare i luoghi che il mapp. __________ beneficia di un accesso
sufficiente ai sensi dell'art. 19 cpv. 1 LPT e che quindi soddisfa il requisito
dell'urbanizzazione sancito dal diritto federale nell'ottica del rilascio di un
permesso di costruzione (art. 22 cpv. 2 lett. b LPT). La materia dell'odierno
contendere si riduce quindi alla verifica di tale assunto.
3.1
Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT,
l'autorizzazione a costruire è accordata solo se il fondo è urbanizzato. A tal
fine, esso deve, fra l'altro, essere dotato di accesso sufficiente ai fini
della prevista utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT).
La nozione di accesso sufficiente è un
concetto giuridico indeterminato del diritto federale (DTF 117 Ib 308 consid.
4a). Il suo contenuto precettivo deve quindi essere concretamente determinato,
tenendo conto delle finalità perseguite da questo requisito, della destinazione
della costruzione che deve servire e della situazione concreta dei luoghi (DTF 123 II 337 consid. 5b). Per risultare
sufficiente, l'accesso deve anzitutto essere configurato in modo tale da non
compromettere la sicurezza della circolazione stradale e la fluidità del
traffico. Esso deve inoltre garantire ai mezzi di soccorso la possibilità di
giungere liberamente sul posto. Da questo profilo, un accesso è quindi
considerato sufficiente solo quando è tale da consentire ai mezzi di soccorso
di raggiungere la costruzione senza difficoltà (DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 n. 12; RVJ 2004, p. 65).
Per essere
qualificato come sufficiente l'accesso deve essere peraltro assicurato tanto in
fatto, quanto in diritto. La possibilità di realizzarlo deve essere assicurata
sia dal profilo tecnico, sia dal profilo giuridico. L'accesso
deve pertanto già esistere od essere concretamente realizzato al momento in cui
vengono portati a compimento i lavori di costruzione dell'edificio o
dell'impianto che ne viene servito. Esso deve inoltre essere a disposizione
degli utenti della costruzione, che devono essere legittimati ad utilizzarlo
per accedervi (Jomini, Commentaire de la LAT, ad art. 19 n. 18 ss.; Zimmerli,
Das Baugesetz des Kt. Aargau, § 156 n. 8b; Scolari, Commentario, ad art. 77
LALPT n. 569 ss.).
In linea di
massima, l'accesso deve essere veicolare (cfr. art. 19 LPT nella versione
tedesca: Zufahrt e non Zugang). Esso deve consentire ai veicoli di avvicinarsi
convenientemente all'opera edilizia e non soltanto al fondo dedotto in
edificazione. Ciò non significa ancora che ogni edificio ad uso abitativo debba
essere raggiungibile con un veicolo. Accessi pedonali possono bastare
soprattutto nelle regioni di montagna, dove la realizzazione di strade di
accesso è resa difficoltosa dalla configurazione e dalle condizioni del suolo (DFGP, op. cit., ad art. 19 n. 13; Zimmerlin, op.
cit., § 156 N. 8c; RDAT
II-1994 n. 42).
In caso di contestazione dell’adeguatezza
dell’accesso le istanze di ricorso devono procedere con il dovuto riserbo,
limitandosi a verificare che l’interpretazione data dall’autorità decidente
alla nozione di accesso sufficiente non violi il diritto, travalicando in
particolare i limiti della latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta
nell’ambito dell’applicazione di concetti giuridici indeterminati. Censurabili,
in quanto lesive del diritto, sono soltanto le valutazioni basate su
considerazioni insostenibili od estranee alla materia, che attribuiscono al
concetto da determinare un contenuto precettivo inconciliabile con i principi
fondamentali del diritto.
3.2
Il mapp. __________ di __________ non è
dotato di un accesso veicolare. Il fondo è in effetti raggiungibile solo a
piedi, tramite un passaggio pubblico che si diparte da una curva della strada
cantonale __________. Percorsi poco più di venti metri in leggera discesa su
una viuzza asfaltata larga 2 m, si raggiunge dapprima il sentiero comunale al
mapp. __________, indi si scende verso la porzione orientale della part. __________
utilizzando una ripida, disagevole scalinata in sasso. Il cammino è lungo nel
suo complesso una cinquantina di metri.
A fronte di simile situazione, la decisione
del municipio di __________ di negare la chiesta licenza edilizia per mancanza
di accesso sufficiente non presta il fianco a critiche. Il fondo è sprovvisto
invero di qualsiasi sbocco sulla strada pubblica e dista decine di metri dalla
sovrastante cantonale che conduce a __________. Contrariamente a quanto assume il
resistente __________, il sentiero pubblico esistente non basta per sanare il
difetto. Un simile tracciato unicamente pedonale non può essere oggettivamente
considerato accesso sufficienti ai fini delle necessità della casa d'abitazione
che il proprietario del mapp. __________ intende costruire sul proprio fondo.
Non tanto perché non è percorribile con veicoli a motore per ragioni di fatto
(larghezza e configurazione della stradina), quanto e soprattutto perché in
caso di necessità non permette di avvicinarsi convenientemente alla proprietà
con i mezzi di soccorso.
D'altra parte, il mapp. __________ non è
situato in una zona particolarmente impervia, ove semplici varchi pedonali potrebbero bastare a causa di oggettive
difficoltà di realizzazione di un accesso veicolare. Il fondo è infatti ubicato
in collina, in una regione che dal profilo orografico e morfologico potrebbe
benissimo essere servita da una strada carrozzabile.
Alla fin fine, negando che il mapp. __________
fosse dotato di un accesso sufficiente ai sensi del pertinente diritto federale
il municipio di __________ non ha operato una valutazione insostenibile,
sprovvista di valide ragioni o lesiva dei diritti costituzionali dei cittadini.
L'autorità comunale non ha insomma abusato della latitudine di giudizio che gli
va riconosciuta nell'interpretazione del concetto giuridico indeterminato
contenuto nell'art. 19 cpv. 1 LPT, mentre il Consiglio di Stato non ha dato
prova di quel riserbo che avrebbe dovuto invece imporsi nell'esprimere un sindacato
di legittimità sugli apprezzamenti operati dall'istanza inferiore (vedi Borghi/Corti,
Compendio di procedura amministrativa ticinese, n. 3 ad art. 56; RDAT I-1996 n.
14).
3.3
Al resistente non giova sottolineare
che nei pressi del mapp. __________ esistono ormai condotte per l'acqua e
l'evacuazione dei liquami, atteso che queste infrastrutture sono solo una parte
delle opere necessarie per poter considerare un fondo urbanizzato e quindi
suscettibile di essere edificato previo rilascio dell'autorizzazione esatta
dall'art. 22 LPT. Né gli può esser di maggior beneficio il fatto che nelle
vicinanze vi siano delle proprietà edificate prive di accesso veicolare. Trattandosi
di interventi edilizi di vecchia data e non essendo il frutto di una prassi di
rilascio di permessi di costruzione in contrasto con l'art. 22 cpv. 2 lett. b
LPT, non occorre nemmeno chiedersi se ad CO 1 debba essere concessa la
postulata autorizzazione edilizia per motivi dedotti dal principio
dell'uguaglianza giuridica.
4.
Sulla
scorta di quanto precede il ricorso deve essere accolto, annullando il giudizio
governativo impugnato e confermando il diniego della licenza edilizia
pronunciato il 15 maggio 2006 dal municipio di __________.
La tassa
di giustizia è posta a carico del resistente secondo soccombenza (art. 28
PAmm).
Dispositivo
Per questi motivi,
visti gli art. 19, 22 LPT; 77 LALPT; 21 LE; 3, 18, 28,
43, 46, 60 e 61 PAmm,
dichiara
e pronuncia:
1. Il ricorso
è accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 19
settembre 2006 (no. 4464) del Consiglio di Stato è annullata;
1.2. la risoluzione 15
maggio 2006 con la quale il municipio di __________ ha negato ad CO 1 la
licenza edilizia per ristrutturare l'edificio al mapp. __________ è confermata.
2. La tassa di
giustizia di fr. 800.- è posta a carico del resistente CO 1.
3. Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di
diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni
dalla sua notificazione (art. 82. ss LTF). Qualora non sia proponibile il
ricorso in materia di diritto pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il
ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss
LTF).
4. Intimazione
a:
;
;
;
.
terzi implicati
1. CO 1
2. CO 2
3. CO 3
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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