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Decisione

52.2006.342

Posa di una tettoia per biciclette in un comparto speciale

20 febbraio 2007Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

i contenuti ambientali esistenti, ma soprattutto l'identità qualitativa e la destinazione

degli spazi pubblici edificati e di quelli arredati a verde (cfr. art. 50 cifra

1 1° periodo NAPR), escludendo di principio la presenza di qualsiasi tipo di costruzione

accessoria. Lo scopo dell'eccezione prevista per le autorimesse è facilmente

intuibile: ritenuto che l'automobile costituisce il mezzo di trasporto maggiormente

utilizzato nel nostro Paese, l'autorità comunale non ha voluto ostacolare

inutilmente l'accesso alle proprietà, impedendo completamente la realizzazione

di autorimesse nelle zone a carattere residenziale. Il fatto che l'eccezione

prevista dall'art. 5 cifra 9.2. NAPR non si estenda alle tettoie per biciclette

costituisce dunque un silenzio qualificato del pianificatore comunale e non una

lacuna dell'ordinamento edilizio comunale, come a torto sostenuto dall'insorgente.

3. Deroga

3.1. L'art. 59 NAPR consente al municipio di

concedere deroghe alle disposizioni dell'ordinamento edilizio comunale (cifra

1). La concessione di deroghe è subordinata all'adempimento cumulativo delle

seguenti condizioni: esistenza di una situazione particolare, rispetto delle

finalità e dello spirito del PR, rispettivamente dell'interesse pubblico e di

altri interessi preponderanti, in particolare del vicino (cifra 2).

3.2. In concreto, il fatto che i proprietari

della part. __________ necessitino di una tettoia per biciclette non

costituisce una situazione particolare ai sensi del succitato disposto.

A dispetto di quanto sostiene il ricorrente, il comune non ha trascurato di disciplinare

la presenza di tettoie per biciclette all'interno del comparto in questione;

come illustrato nel precedente considerando, ne ha al contrario scientemente

escluso la realizzazione. In ogni caso la concessione di una deroga favorirebbe

in ultima analisi il proliferare di tettoie per biciclette e si porrebbe perciò

in aperto contrasto con le finalità e lo spirito della zona Csp2, che esclude

Considerandi

invece espressamente la presenza di qualsiasi costruzione accessoria, ad

eccezione di autorimesse di modeste dimensioni. Infine, l'interesse pubblico

sotteso alla conservazione del comparto (cfr. art. 50 NAPR) prevale senz'altro

sull'interesse del ricorrente alla realizzazione dell'intervento, peraltro

nemmeno indispensabile, dato che le biciclette possono essere riposte anche all'interno

dell'edificio.

4.

Parità

di trattamento nell'illegalità

4.1

Il

principio di legalità dell’amministrazione prevale di regola su quello della

parità di trattamento. La parità di trattamento nell’illegalità può essere

invocata con successo soltanto in presenza di una prassi contraria al diritto e,

cumulativamente, se l'interesse pubblico o il legittimo interesse di terzi

all'applicazione del diritto oggettivo non prevale su quello dell'amministrato (cfr.

pro multis Imboden/Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V ed., N. 71 B i seg.).

4.2

Nel caso concreto, il ricorrente invoca

una violazione della parità di trattamento nell'illegalità, perché in due precedenti

occasioni il municipio avrebbe concesso delle deroghe nel comparto in

questione, autorizzando una rimessa per biciclette come pure la formazione di un

accesso veicolare a scapito dell'area verde (cfr. art. 50 cifra 2.3 e 2.4. NAPR).

Tali precedenti isolati non sono però atti a documentare l'esistenza di una

prassi contraria al diritto. Non è d'altra parte sufficiente che il ricorrente

affermi in modo generico che nella zona Csp sono presenti numerose tettoie di

ogni genere, forma e grandezza come pure edifici e magazzini comunali in

contrasto con le normative disciplinanti il comparto in questione. Anzitutto,

tali manufatti potrebbero anche beneficiare della tutela delle situazioni

acquisite, nella misura in cui siano stati edificati conformemente al diritto

allora vigente. In secondo luogo, l'insorgente non rende minimamente verosimile

che il municipio abbia effettivamente autorizzato le suddette opere derogando

al regime edilizio ordinario.

5.

In esito

ai precedenti considerandi, il ricorso va dunque respinto, confermando il

giudizio impugnato.

La tassa di giustizia e le spese seguono la

soccombenza. Non si assegnano ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 5, 50, 59 NAPR di Bellinzona; 21 LE;

18, 28, 31, 43, 46, 60, 61 PAmm;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. La tassa di

giustizia e le spese, di complessivi fr. 1'000.–, sono poste a carico del

ricorrente.

3. Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82 ss LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto

pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia

costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss LTF).

4. Intimazione

a:

;

;

.

terzi implicati

1. CO 1

2. CO 2

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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