Lexipedia

Decisione

52.2006.372

Ricovero coatto urgente in ambiente psichiatrico, con imposizione di trattamento farmacologico

11 dicembre 2006Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il 18

ottobre 2006 RI 1 è stato privato della libertà a scopo di assistenza e

collocato presso la clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC) in forma

coatta. Questo terzo ricovero in ambito psichiatrico nello spazio di pochi mesi

è stato ordinato dal __________, suo medico curante presso il Servizio psico-sociale (SPS) di __________,

a dipendenza di una forte tensione endopsichica con eteroagressività su base

schizofrenica, pericolosa per sé e gli altri.

B. Mediante

ricorso 23 ottobre 2006 RI 1 è insorto contro il ricovero e la terapia farmacologica

impostagli dinanzi alla commissione giuridica in materia sociopsichiatrica

(CGASP), contestando la necessità di entrambi i provvedimenti.

Dopo

l'udienza conciliativa preliminare, tenutasi il 31 ottobre 2006, il ricorrente

è stato sottoposto ad esame specialistico da parte del __________, psichiatra e

psicoterapeuta FMH. Alla luce delle risultanze di questa indagine, con

pronunzia 3 novembre 2006 la CGASP ha respinto il gravame.

C. Il 15

novembre 2006 RI 1 ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale

amministrativo, ribadendo la sua avversione a qualsiasi misura restrittiva

della libertà.

Il 24

novembre 2006 il ricorrente è stato dimesso dalla CPC ed è rientrato presso __________,

dove risiedeva già prima dell'internamento alla CPC.

D. La CGASP ha

rinunciato a presentare osservazioni al ricorso, mentre la CPC si è premurata

di illustrare le ragioni che impongono il trattamento psicofarmacologico

osteggiato dall'insorgente.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del

ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e

52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm.

Il

gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli

atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Considerandi

2.

2.1. Una

persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno

stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale,

alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza

personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397a cpv. 1 CC).

Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397a cpv. 3

CC).

2.2

Nel nostro Cantone il collocamento

coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona

indicata all'art. 397a CC ha luogo per decisione della delegazione tutoria del

comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore del settore

(psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b LASP). In caso di

urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria del luogo di

residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera (art. 22 cpv.

1.

LASP). Per le persone tutelate è inoltre competente il tutore (art. 22 cpv. 2

LASP).

Il Direttore del settore o lo psichiatra

curante possono decidere un trattamento ambulatoriale coattivo se la situazione

dell'utente, pur non giustificando un collocamento, richiede comunque un intervento

restrittivo della libertà personale (art. 20 cpv. 2 LASP).

La decisione, motivata e corredata dal piano

terapeutico (art. 21 LASP), è impugnabile alla CGASP dapprima (art. 50 cpv. 1 e

2.

LASP) ed a questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).

3.

3.1. RI 1

è un giovane (26 anni) di origini __________, nato e cresciuto in Svizzera in

seno ad una famiglia operaia. Dopo le scuole dell'obbligo consegue il diploma

di impiegato di commercio, ma non riesce a trovare un'occupazione stabile, cosicché

segue un programma occupazionale e soggiorna per qualche mese in __________,

indi assume qualche lavoro temporaneo tramite un'agenzia di collocamento e

inizia uno stage presso l'__________ per formarsi come operatore sociale. In

questo periodo abusa nel consumo di bevande alcoliche e di sostanze stupefacenti.

Nel 2001 presenta il primo scompenso psicotico, a seguito del quale viene preso

a carico presso il SPS di __________ e curato con psicofarmaci (__________).

Tra il 2001 e il 2004 lavora qualche ora al giorno presso il garage di un

parente, fintanto che ottiene una rendita AI. All'inizio del 2005 presenta uno

scompenso acuto caratterizzato da delirio di persecuzione, allucinazioni,

eteroagressività e crisi pantoclastiche, che ne impongono il ricovero alla CPC

per circa un mese. Una volta dimesso, viene collocato al foyer __________ e

seguito dal SPS di __________. Grazie alla terapia neurolettica prescrittagli (__________),

riesce a condurre un'esistenza relativamente stabile e tranquilla per circa un

anno. A seguito dell'interruzione della cura, nella primavera del 2006 ricade

negli scompensi psicotici già manifestatisi nel 2005, in una forma però ancor

più grave ed inquietante. Internato alla CPC, viene rilasciato il 6 luglio 2006

con un trattamento dépôt di __________.

La

decisione di collocamento del 18 ottobre seguente si inserisce in questo quadro

clinico, aggravato in quel momento da uno scompenso psichico acuto dovuto ad

una nuova sospensione della terapia farmacologica da tempo dispensatagli.

3.2

Nel giudizio qui impugnato, del 3

novembre 2006, la CGASP ha confermato il collocamento e la necessità del trattamento

farmacologico. L'autorità di ricorso di prime cure si è fondata in particolare

sul referto peritale del proprio membro __________, il quale ha rilevato che

gran parte degli scompensi psicotici e delle successive ospedalizzazioni subite

dal paziente erano dovuti alla sospensione della terapia medicamentosa. Il

medico specialista ha confermato, sul piano diagnostico, la sussistenza di uno

scompenso delirante in fase subacuta di una schizofrenia paranoide. Ha

soggiunto che la prognosi era estremamente riservata e che solo cure

stazionarie, associate alla prescrizione neurolettica in corso, avrebbero

potuto favorire la risoluzione clinica del disturbo attuale. Per finire, il

menzionato professionista ha quindi condiviso la necessità del collocamento coatto

stante la gravità dello scompenso manifestato dall'insorgente.

4.

RI 1 è

stato rilasciato dalla CPC il 24 novembre 2006. L'impugnativa è quindi diventata

priva d'oggetto nella misura in cui contesta il collocamento. Rimane comunque

d'attualità laddove avversa l'obbligo di seguire la terapia farmacologica

confermato dalla CGASP. Pur essendo stato dimesso, il ricorrente è infatti

astretto ad un trattamento ambulatoriale coattivo, ovvero ad un provvedimento

restrittivo della sua libertà personale contro il quale gli è data facoltà di ricorso

(art. 20 cpv. 2 e 50 cpv. 2 LASP).

Su questo

punto la decisione impugnata deve però essere senz'altro tutelata. Essa

dimostra ampiamente ed in modo convincente che per il momento il ricorrente può

essere convenientemente assistito, sia in termini protettivi che evolutivi, solo

tramite un'assidua frequentazione del servizio psico-sociale di __________ e la

regolare assunzione del medicamento neurolettico prescrittogli. La provata

relazione tra la mancata deposizione del farmaco ed il riacutizzarsi della

malattia di cui è affetto, con conseguente collocamento forzato, giustificano

senz'ombra di dubbio la misura adottata, certamente fondata anche dal profilo

della proporzionalità.

5.

Sulla

scorta delle considerazioni che precedono il gravame va respinto. Non si preleva

tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 397a ss. CC; 19, 20, 22, 45, 50 e 52

LASP

dichiara

e pronuncia:

1. Nella

misura in cui non è diventato privo di oggetto il ricorso è respinto.

2. Non si

preleva tassa di giudizio.

3. Intimazione

a:

Direzione Clinica psichiatrica cantonale,;

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster