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Decisione

52.2006.413

Trasformazione ad uso abitativo di una stalla situata nel nucleo del villaggio. Costruzione esistente in contrasto con l'ordinamento delle distanze fissato dal PR entrato in vigore molti anni dopo la

30 aprile 2007Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il

18 aprile 2006 CO 1 ha chiesto al municipio di CO 2 il permesso di trasformare

in casa d'abitazione una stalla situata nel nucleo di __________ (part. __________).

Il

progetto prevede tra l'altro di innalzare di m 3.50 la facciata est

dell'edificio, sostituendo l'attuale tetto a due falde con una copertura ad un

solo spiovente, in modo da creare nello spazio sottostante un soppalco da

adibire a camera da letto.

Alla

domanda si sono opposti diversi vicini, tra cui RI 1, proprietario dello

stabile (part. __________), situato ad est della stalla, oltre un vicolo largo da

2 a poco meno di 4 m, contestando l'entità dell'innalzamento e l'inosservanza

delle distanze tra edifici.

Raccolto

il preavviso favorevole del Dipartimento del territorio, il 4 agosto 2006 il

municipio ha rilasciato la licenza richiesta, subordinandola alla condizione di

adeguare il progetto in modo da rispettare la distanza minima tra edifici

prescritta dall’art. 49b lett. c NAPR.

B. Con

giudizio 28 novembre 2006 il Consiglio di Stato ha confermato la licenza edilizia,

respingendo il ricorso contro di essa inoltrato dal vicino opponente.

In sostanza,

il Governo ha ritenuto che il controverso innalzamento fosse giustificato da

esigenze abitative. Non prescrivendo le NAPR particolari distanze nella zona

del nucleo, la licenza edilizia sarebbe conforme al diritto.

C. Contro

il predetto giudizio governativo, il soccombente si aggrava ora davanti al Tribunale

cantonale amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa

licenza edilizia.

Con

succinta motivazione, l'insorgente ripropone in questa sede le censure

sollevate senza successo in prima istanza con riferimento all'entità

dell'innalzamento, a suo avviso eccessiva.

D. All’accoglimento

del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato ed il municipio senza formulare

osservazioni.

Ad

identica conclusione perviene CO 1 con argomenti che per quanto necessario

saranno discussi nei seguenti considerandi.

Considerato, in diritto

1. 1.1.

La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 21 LE. La

legittimazione attiva dell’insorgente, direttamente e personalmente toccato

dalla decisione impugnata e già opponente, è certa (art. 43 PAmm). Il ricorso,

tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il

giudizio può essere reso sulla base delle tavole processuali, senza procedere

ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm). La situazione dei luoghi e

dell’oggetto della contestazione emerge chiaramente dai piani e dalle

fotografie agli atti. Una visita in luogo non è dunque atta a procurare a

questo tribunale la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

Considerandi

2.

L'attività edilizia all'interno

dei nuclei di villaggio di __________ è regolata in termini generali dall'art.

49.

NAPR, che permette ricostruzioni, riattamenti e nuove costruzioni a

condizione che si adeguino convenientemente all'aspetto tradizionale del nucleo

(cpv. 2). Per le trasformazioni ed il riattamento di edifici esistenti, dispone

la norma (cpv. 4), è ammesso un piccolo ampliamento della volumetria

(ampliamento verticale) e secondo l'allineamento storico degli edifici contigui

ritenuto che la superficie occupata resti come quella dell'edificio primitivo.

Le disposizioni

seguenti stabiliscono poi in dettaglio le possibilità edificatorie all'interno

dei nuclei di __________ (art. 49a), rispettivamente __________ ed __________ (art.

49b).

L’art.

49a NAPR (__________) stabilisce fra l'altro che per le nuove costruzioni valgono

le norme della zona R3, con le seguenti eccezioni:

a.

le costruzioni devono avere un tetto a falde con

pendenza compresa fra 30 e 40%;

b.

non vengono fissati limiti per gli indici di

occupazione e di sfruttamento;

c.

per le distanze dai confini e fra gli stabili

valgono i seguenti valori:

-

verso un fondo aperto: a confine o a m 1.50,

-

verso un edificio senza aperture: in contiguità

o a m 3.00,

-

verso un edificio con aperture: a m 4.00.

L'art.

49b NAPR (__________e __________) ammette dal canto suo i riattamenti, le

trasformazioni, le ricostruzioni e le nuove costruzioni alle seguenti

condizioni:

a.

mantenimento o ripristino delle caratteristiche

architettoniche, ambientali e di materiali delle costruzioni esistenti;

b.

mantenimento delle volumetrie esistenti; sono

ammesse piccole aggiunte (ampliamento verticale) nei casi in cui ciò si renda

indispensabile per il godimento dell'edificio esistente e purché sia rispettata

la condizione a) e siano salvaguardati gli spazi liberi, quali elementi

essenziali dei valori ambientali del nucleo;

c.

per le distanze devono essere rispettati i

seguenti valori minimi:

- verso un fondo aperto: a confine o a

m 1.50,

- verso un edificio senza aperture: in

contiguità o a m 1.50,

- verso un edificio con aperture: a m

4.00

Dal

confronto dell'art. 49a con l’art. 49b NAPR emerge chiaramente che nel nucleo

di __________ le distanze prescritte valgono soltanto per le nuove costruzioni.

Nei nuclei di __________ e __________ tali distanze valgono invece

indistintamente per tutti gli interventi.

In

mancanza di una specifica normativa che le dichiari inapplicabili, le distanze

tra edifici valgono anche nel caso in cui l'area intermedia appartenga a terzi,

in particolare all'ente pubblico. Le esigenze che le norme sulle distanze tra

edifici intendono assecondare prescindono infatti dalla proprietà dell'area

intermedia.

Nel

silenzio della legge, le distanze tra edifici si applicano dunque anche a costruzioni

che si fronteggiano sui lati contrapposti di un vicolo all'interno di un

nucleo. Per salvaguardare l'assetto storico del nucleo, occorre un'esplicita

disposizione che preservi la trama del tessuto edilizio dichiarando

inapplicabili le distanze tra edifici alle costruzioni che si affacciano

sull'area pubblica. All'insufficienza del quadro normativo non può essere posto

rimedio in via giurisprudenziale.

3.3.1

Nel caso concreto,

l'edificio del resistente, costruito molti anni or sono, dista da 2 m a poco

meno di 4 m dallo stabile del ricorrente, dotato di porta e finestre. Non rispettando

la distanza minima di 4.00 m, prescritta dall'art. 49b NAPR verso edifici con aperture,

si configura dunque come una costruzione esistente in contrasto con

l'ordinamento delle distanze fissato dal PR entrato in vigore molti anni dopo

la sua edificazione.

In quanto

tale soggiace all’art. 39 RLE, giusta il quale le costruzioni esistenti in contrasto

con il diritto entrato successivamente in vigore possono essere soltanto riparate

e mantenute, ad esclusione di qualsiasi lavoro di trasformazione sostanziale, fatta

salva la possibilità di autorizzare trasformazioni più importanti se il

contrasto col nuovo diritto non pregiudica in modo apprezzabile l'interesse

pubblico o quello dei vicini.

3.2

Il

progetto in contestazione prevede di innalzare di m 3.50 la facciata est dell'edificio,

attualmente alta da 5 a 6 m. La trasformazione è senz'altro sostanziale, sia in

termini relativi, poiché comporta poco meno di un raddoppio dell'altezza attuale

dell'edificio, sia in termini assoluti, poiché equivale all'aggiunta di un

nuovo piano ad un edificio che ora ne conta soltanto due. L'innalzamento pregiudica

inoltre in modo non trascurabile l'illuminazione naturale della facciata ovest

dell'immobile del ricorrente, che per il suo orientamento già riceve luce

soltanto nella seconda parte della giornata.

Dal

profilo dell'art. 39 RLE, che non ammette trasformazioni sostanziali, l'ampliamento

verticale non può dunque essere autorizzato.

3.3

L'innalzamento

non può nemmeno essere considerato una piccola aggiunta secondo l’art. 49b

NAPR. Pur tenendo conto della latitudine di giudizio, che deve essere

riconosciuta al municipio nell'interpretazione di nozioni indeterminate, qual è

quella di piccola aggiunta, del diritto comunale autonomo, non si può in

effetti ragionevolmente sostenere che l'aumento della volumetria sia di

trascurabile entità.

4.

Stando

così le cose, il ricorso va accolto, annullando la licenza impugnata ed il giudizio

governativo che la conferma. I difetti riscontrati non possono evidentemente essere

sanati dalla condizione di rispettare le distanze prescritte dall'art. 49b

NAPR, alla quale la licenza è stata assoggettata.

La tassa

di giustizia, commisurata al lavoro occasionato dall’impugnativa, è posta a

carico del resistente secondo soccombenza (art. 28 PAmm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 1, 2, 21 LE; 39 RLE; 49, 49a,

49b NAPR di __________; 3, 18, 28, 43, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

1. Il

ricorso è accolto.

§ Di conseguenza, sono annullate:

1.1. la

decisione 28 novembre 2006 del Consiglio di Stato (n. 5898),

1.2. la

licenza edilizia 4 agosto 2006 rilasciata dal municipio di CO 2 a CO 1.

2. La

tassa di giustizia di fr. 1'000.- è posta a carico del resistente.

3. Contro

la presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al

Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua

notificazione (art. 82 ss. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in

materia di diritto pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso

sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss. LTF).

4. Intimazione

a:

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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