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Decisione

52.2006.88

Formazione di una tettoia in zona nucleo tradizionale

2 agosto 2006Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1, qui

ricorrente, è proprietario di una casa d'abitazione (), situata a __________,

nel nucleo di __________ __________. L'edificio è stato ristrutturato ed

ampliato nel 2004.

Il 21 ottobre 2005 il ricorrente ha chiesto

al municipio, sotto forma di notifica, il permesso di costruire sul terreno

antistante () una tettoia ad uso deposito legna da ardere e attrezzi da giardino

di m 2.3 x 4.7 addossata alla facciata nordest dell'immobile, al posto di una

vecchia latrina nel frattempo demolita.

Con risoluzione 30 novembre 2005, il

municipio gli ha negato il rilascio della licenza, ritenendo che il manufatto

si ponesse in contrasto con gli art. 28 e 33 NAPR, che impongono di mantenere

liberi gli spazi privati delle corti e limitano gli ampliamenti e le nuove

costruzioni.

B. Con

giudizio 14 febbraio 2006 il Consiglio di Stato ha confermato il diniego del

permesso e respinto l'impugnativa contro di esso interposta da RI 1.

Il Governo ha in sostanza condiviso le tesi

del municipio, secondo cui l'intervento si porrebbe in contrasto con i disposti

degli art. 28 e 33 NAPR. La latrina demolita occupava infatti una superficie

inferiore rispetto alla tettoia. Irrilevante è il fatto che il manufatto

sarebbe delimitato da muri già esistenti.

C. Contro il

predetto giudizio, il soccombente insorge ora dinanzi al Tribunale cantonale

amministrativo, chiedendo che sia annullato e che la licenza gli sia

rilasciata.

L'intervento, obietta, si limiterebbe alla

semplice posa di una tettoia a ridosso dell'abitazione. L'andito che verrebbe ricoperto,

ricavato da una precedente ristrutturazione, era occupato dalla piccola latrina,

nel frattempo demolita. Lo spazio libero tutelato dall'art. 28 NAPR, prosegue,

non verrebbe in alcun modo pregiudicato, poiché il fondo dispone comunque di un

ampio giardino. L'intervento sarebbe necessario al fine di immagazzinare la

legna per il camino ad alto rendimento, che ha installato.

D. All'accoglimento

del ricorso si oppongono il Consiglio di Stato e il municipio senza formulare

particolari osservazioni.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La legittimazione

attiva del ricorrente, istante in licenza, è certa. Il ricorso, tempestivo

(art. 46 PAmm) è dunque ricevibile in ordine. Il giudizio può essere emanato sulla

base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). L'esperimento del sopralluogo

non appare necessario, poiché i piani e le fotografie agli atti forniscono

un'idea sufficientemente precisa della situazione dei luoghi e dell'intervento

in oggetto.

Considerandi

2.

2.1. Secondo

l'art. 28 NAPR di __________, nella zona dei nuclei, che comprende

l'agglomerato __________, gli spazi liberi privati delle corti, degli orti e

dei giardini indicati nel Piano delle costruzioni devono in principio rimanere

liberi da costruzioni. Sono ammesse costruzioni sotterranee, purché sia

previsto il mantenimento degli spazi liberi.

La norma mira essenzialmente a salvaguardare

l'assetto del nucleo, mantenendo liberi quegli spazi che contribuiscono a caratterizzarne

il suo tessuto edilizio. Ad essa si correla l’art. 33 NAPR, che al fine di valorizzare

gli spazi pubblici del tessuto tradizionale e di garantire spazi liberi

connessi tra di loro, autorizza ampliamenti, riedificazioni e nuove costruzioni

soltanto nel rispetto degli ingombri massimi indicati nel Piano.

2.2

Le norme succitate riservano al

municipio un vasto margine discrezionale e contengono concetti giuridici

indeterminati. Esse appartengono inoltre al diritto comunale autonomo. Il

Consiglio di Stato, che di per sé può rivedere liberamente l'apprezzamento

(art. 56 PAmm), deve quindi limitarsi a verificare che il municipio non sia

incorso in una violazione del diritto segnatamente sotto il profilo dell'abuso

di potere (art. 61 PAmm). Non può sostituire il suo apprezzamento a quello del

municipio o scostarsi dall'interpretazione data alla norma applicata, ma deve

limitarsi a verificare che la decisione non sia insostenibile, in quanto

fondata su considerazioni estranee alla materia, sprovvista di valide ragioni o

altrimenti lesiva dei diritti costituzionali. Ove non sussista una simile

violazione del diritto, non può annullare una decisione del municipio senza

esporsi al rimprovero di essersi arrogato un potere di cognizione che

contraddice il principio dell'autonomia comunale. Irrilevante, al riguardo, è

il fatto che l'interpretazione data al concetto giuridico indeterminato appaia

altrettanto sostenibile di quella attribuita dall'autorità comunale o che

l'apprezzamento esercitato dal Consiglio di Stato conduca a conclusioni altrettanto

sostenibili o addirittura preferibili (DTF 96 I 369 consid. 4; Borghi / Corti,

Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 56 PAmm n. 3).

2.3

Stando al Piano delle costruzioni la

superficie che verrebbe occupata dalla tettoia è definita come spazio libero

privato (colore giallo). La superficie occupata dalla vecchia latrina, nel frattempo

demolita, è invece annoverata fra i nuovi ingombri volumetrici (colore

arancione).

3.

In

concreto, il municipio ha ritenuto che la formazione della tettoia, oltre a

costituire un ampliamento eccessivo, si ponesse in contrasto con l'art. 28

NAPR. In particolare, ha negato che il manufatto rientrasse negli ampliamenti

che rispettano gli ingombri massimi indicati nel Piano.

La decisione appare tutto sommato sostenibile.

Non si può in effetti negare che la tettoia,

occupando una superficie di gran lunga superiore a quella occupata dalla

vecchia latrina, travalichi i limiti degli ingombri massimi indicati dal Piano

delle costruzioni che regola l'edificazione all'interno della zona del nucleo.

Né si può sostenere con successo che il municipio, reputando che la superficie vincolata

come spazio libero privato non possa essere edificata, abbia abusato della

minima latitudine di giudizio, che la riserva in principio, contenuta

nell'art. 28 NAPR, sembrerebbe ancora lasciargli in ordine alla possibilità di

autorizzarne l'occupazione nonostante i vincoli sanciti dall'art. 33 NAPR. La

demolizione della latrina e la costruzione di un muro destinato a chiudere la

tettoia verso nord, messe nel frattempo in atto dall'insorgente, non consentono

di giungere a conclusioni a lui più favorevoli. Né giova al ricorrente

richiamarsi alle esigenze poste dal camino ad alto rendimento installato nella

casa.

4.

Sulla

scorta delle considerazioni che precedono il ricorso va dunque respinto. La tassa

di giustizia, commisurata al lavoro occasionato dall'impugnativa, sono poste a

carico del ricorrente secondo soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 28, 33 NAPR di __________; 2,

28, 46, 60, 61 PAmm;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. La tassa di

giustizia di fr. 800.- è posta a carico del ricorrente.

3. Intimazione

a:

.

terzi implicati

1. municipio

di Losone, 6616 Losone,

2. Dipartimento

del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona,

3. Consiglio

di Stato, 6500 Bellinzona,

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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