52.2007.118
Ricovero coatto urgente in ambiente psichiatrico
24 aprile 2007Italiano7 min
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Numero d'incarto:
52.2007.118
Data decisione, Autorità:
24.04.2007, TRAM
Titolo:
Ricovero coatto urgente in ambiente psichiatrico
LIBERTÀ PERSONALE
RICOVERO COATTO URGENTE
art. 397a CC
art. 19 LASP
art. 20 LASP
art. 22 LASP
Incarto n.
52.2007.118
Lugano
24 aprile 2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano
Bernasconi, Matteo Cassina
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 10 aprile 2007 di
RI 1
contro
la decisione 28 marzo 2007 (no. 2007/3) della Commissione
giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica, che ha respinto l'impugnativa
presentata dall'insorgente avverso la decisione 8 marzo 2007 con la quale il
dr. med. __________ del SPS di __________ ha disposto il suo ricovero coatto
urgente alla clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC);
viste le risposte:
- 16 aprile 2007 della
commissione giuridica in materia di assistenza sociopsichiatrica;
- 18 aprile 2007 della
CPC;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
Fatti
A. L'8 marzo
2007 RI 1 ha sollecitato l'intervento della polizia, denunciando un complotto
in famiglia volto a sopprimere la prozia. Intervenute senza riscontrare nulla
di anormale, le forze dell'ordine hanno chiesto un consulto psichiatrico al dr.
__________ del SPS __________, il quale ha visitato RI 1 ordinandone poi il ricovero
coatto urgente presso la CPC, in quanto affetto da uno scompenso psicotico
acuto con delirio di persecuzione.
B. Mediante
ricorso 14 marzo 2007 RI 1 è insorto contro il ricovero dinanzi alla Commissione
giuridica in materia sociopsichiatrica (CGASP), contestando il provvedimento.
Dopo
esser stato sentito dalla commissione, il ricorrente è stato sottoposto ad esame
specialistico da parte del dr. __________, psichiatra e psicoterapeuta FMH. Alla
luce delle risultanze di questa indagine, con pronunzia 28 marzo 2007 la CGASP
ha respinto il gravame.
C. Il 10
aprile 2007 RI 1 ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
ribadendo la sua avversione a qualsiasi misura restrittiva della libertà. A suo
parere, sia il ricovero coatto che l'attuale degenza alla CPC sono ingiustificati,
siccome fondati su informazioni
e valutazioni errate.
D. La CGASP ha
rinunciato a presentare osservazioni al ricorso, mentre la CPC si è premurata
di illustrare le ragioni che impongono il mantenimento della misura coercitiva
osteggiata dall'insorgente.
Considerato, in
diritto
1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva del
ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e
52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm.
Il
gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli
atti, senza procedere ad accertamenti istruttori. La situazione dell'insorgente
è stata appena esaminata dal dr. __________ nell'ambito del procedimento
ricorsuale di prima istanza. Non occorre quindi esperire ulteriori valutazioni,
insuscettibili di apportare al tribunale la conoscenza di elementi rilevanti
per il giudizio che è chiamato a rendere (art. 18 cpv. 1 PAmm).
Considerandi
2.
2.1. Una
persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno
stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale,
alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza
personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397a cpv.
1.
CC). Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397a
cpv. 3 CC).
2.2
Nel nostro Cantone il collocamento
coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona
indicata all'art. 397a CC ha luogo per decisione della delegazione
tutoria del comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore
del settore (psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b
LASP). In caso di urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria
del luogo di residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera
(art. 22 cpv. 1 LASP). Per le persone tutelate è inoltre competente il tutore
(art. 22 cpv. 2 LASP).
Il Direttore del settore o lo psichiatra
curante possono decidere un trattamento ambulatoriale coattivo se la situazione
dell'utente, pur non giustificando un collocamento, richiede comunque un intervento
restrittivo della libertà personale (art. 20 cpv. 2 LASP).
La decisione, motivata e corredata dal piano
terapeutico (art. 21 LASP), è impugnabile alla CGASP dapprima (art. 50 cpv. 1 e
2.
LASP) ed a questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).
3.
3.1. RI 1,
celibe, è nato nel __________, secondogenito di due figli di genitori del ceto
medio. Perso il padre in giovane età, cresce __________ con la madre e la
sorella, attualmente convivente con un frontaliero e in AI la prima, sposata
con prole la seconda. Dopo le medie tenta senza successo due apprendistati,
quale disegnatore di impianti sanitari e di venditore. Trascorso qualche anno
tra disoccupazione e lavori occasionali, gestisce per un po' di tempo una
videoteca e poi si lancia nel commercio e nella produzione di canapa, attività
che viene bruscamente interrotta nel __________ a seguito dell'intervento della
magistratura. Da allora è senza lavoro fisso e conduce un'esistenza isolata e
marginale, sostenuto dai famigliari. Va ad abitare dalla madre, dove vive in un
massiccio stato di isolamento, quasi sempre rinchiuso nella propria camera.
Sviluppa una sintomatologia delirante, convinto che alcuni membri della famiglia,
sorella e cognato in particolare, vogliano uccidere la prozia per impossessarsi
dei suoi beni.
La decisione di collocamento dell'8 marzo
2007.
si inserisce nel contesto di questa ideazione delirante a carattere
paranoide, accompagnata da un importante stato di ritiro sociale.
3.2
Nel giudizio qui impugnato, del 28
marzo 2007, la CGASP ha confermato la misura. L'autorità di ricorso di prime
cure si è fondata in particolare sul referto peritale del proprio membro dr. __________,
il quale ha rilevato che al momento della visita il paziente presentava una
evidente sintomatologia psicotica, caratterizzata da diffidenza, perplessità,
reticenza, interpretatività, scollamento dalla realtà, totale inconsistenza
progettuale, massiccia assenza di critica della situazione e notevole mancanza
di coscienza della gravità del proprio stato. Sul piano diagnostico, il medico
specialista ha confermato la sussistenza di un inquietante scompenso psicotico
di registro schizofreniforme, che rende indispensabile l'applicazione del
progetto terapeutico proposto dai curanti della CPC, mirante a favorire la
risoluzione sintomatica e la pianificazione di una presa a carico ambulatoriale.
Il menzionato professionista ha quindi condiviso la necessità del ricovero,
stante la consistenza del disturbo psichico di cui soffre il ricorrente,
probabile esordio di una schizofrenia con pessimo adattamento
psico-socio-occupazionale.
Questa valutazione è stata sostanzialmente
condivisa da tutti i medici che hanno avuto modo di esaminare l'insorgente.
4.
La
decisione impugnata deve essere senz'altro tutelata. Essa dimostra ampiamente
ed in modo convincente che l'8 marzo scorso il ricorrente ha dovuto essere urgentemente
ricoverato in modo coatto per far fronte ad una situazione di estrema gravità,
non altrimenti gestibile.
Dal
momento che il ricovero è stato disposto secondo la procedura d'urgenza, qualora
dovesse perdurare la necessità del trattenimento la CPC dovrà tuttavia provocare
l'avvio di una procedura di (conversione in) collocamento ordinario ex art. 20
LASP (cfr. art. 22 cpv. 3 LASP, nonché il consid. 2.2. che precede).
5.
Sulla
scorta delle considerazioni che precedono il gravame va respinto. Non si preleva
tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).
Dispositivo
Per questi motivi,
visti gli art. 397a ss. CC; 19, 20, 22, 45, 50
e 52 LASP;
dichiara
e pronuncia:
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
preleva tassa di giudizio.
3. Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 ss. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss. LTF).
4. Intimazione
a:
.
terzi implicati
1. CO 1
2. CO 2
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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