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Decisione

52.2007.125

Licenze edilizie per la costruzione di una casa d'abitazione e otto posteggi; distanza dalla strada e dal bosco, numero di posteggi, trasferimento di un'eccedenza di superficie vincolata a verde e di

1 giugno 2007Italiano18 min

Source ti.ch

Fatti

I posteggi sono d'altro canto commisurati

alle esigenze dei quattro appartamenti che verrebbero realizzati sulla part.

1182 e delle tre unità abitative, due delle quali di oltre 100 mq di SUL, in

cui è suddiviso lo stabile esistente sulla part. 515, che per il momento

dispone soltanto di un posteggio.

Le eccezioni sollevate dai ricorrenti vanno

dunque respinte.

2.3. Superficie verde

2.3.1. A norma degli art. 27 e 52 NAPR, per

le nuove costruzioni nella zona Re+ una superficie pari al 40% della superficie

del terreno deve essere vincolata a verde permanente come giardini, orti,

parchi, prati, viali non pavimentati ecc.

A differenza di norme analoghe di altri

comuni, l'art. 27 NAPR non esige che l'area verde formi una superficie unitaria

utilizzabile per lo svago ed il ristoro.

2.3.2. In base all'art. 38a LE, quantità

edificatorie appartenenti ad un fondo possono essere trasferite su fondi vicini

appartenenti alla stessa zona di utilizzazione del PR e connessi funzionalmente

se non risulta intralciata la pianificazione e, in particolare, se non sono

compromessi l'uso razionale del territorio e un'edificazione armoniosa.

Il trasferimento di quantità edificatorie da

un fondo ad un altro si configura in sostanza come un semplice aumento della superficie

presa in considerazione ai fini di un determinato intervento edilizio.

2.3.3. In concreto, i ricorrenti non

contestano il calcolo della superficie vincolata a verde allestito dal

Consiglio di Stato, che ha rettificato quello allegato dal resistente alla

domanda di costruzione, avallato dall'autorità comunale. Nemmeno il resistente

solleva obiezioni in proposito.

Gli insorgenti si limitano a censurare l'ammissibilità

del trasferimento al fondo dedotto in edificazione (part. 515) di un'eccedenza

di 58 mq di superficie vincolata a verde, risultante dall'edificazione della

part. 1182; trasferimento, che a loro avviso il Consiglio di Stato avrebbe

indebitamente ritenuto d'ufficio per conformare all'art. 27 NAPR la licenza

impugnata.

Anche questa censura è infondata. I

presupposti dell'art. 38a LE per trasferire 58 mq di superficie vincolata a

verde dalla part. 1182 alla part. 515 sono compiutamente soddisfatti. I fondi appartengono

alla stessa zona (Re+) del PR. Sono funzionalmente connessi, poiché sono

separati da un sentiero pedonale largo circa un metro ed il posteggio che verrà

realizzato sulla part. 515 servirà almeno in parte alle unità abitative che

verranno realizzate sulla part. 1182. Il trasferimento non intralcia inoltre la

pianificazione. Esso non compromette infine l'uso razionale del territorio ed

un'edificazione armoniosa.

Il controverso trasferimento di superficie

verde è stato d'altro canto prospettato dal resistente stesso, proprietario dei

due fondi. Non è stato dunque disposto d'ufficio dal Consiglio di Stato.

2.4. Deturpazione ed impatto ambientale

Le censure di deturpazione del paesaggio e

di insostenibilità dell'impatto ambientale derivante dal traffico indotto dal

posteggio possono essere ignorate in quanto destituite di qualsiasi fondamento.

3. Casa d'appartamenti

3.1. Distanza dal bosco

3.1.1. Giusta gli art. 10 e 13 LFo il limite

del bosco a contatto con la zona edificabile è accertato mediante decisioni

vincolanti di carattere puntuale o nell'ambito dell'adozione e della revisione

dei piani di utilizzazione.

A norma dell'art. 13 cpv. 1 NAPR tutte le

costruzioni devono distare almeno 10 m dal limite del bosco indicato nel PR o

accertato dall'autorità forestale.

3.1.2. Nel caso in esame, il Consiglio di

Stato ha approvato con decisione 22 maggio 2001 (n. 2469) il limite del bosco a

contatto con la zona edificabile di __________, accertato dalla Sezione

forestale. Le risultanze dell'accertamento, pubblicate sul FU n. 91 del 14

novembre 1997, sono opponibili all'insorgente RI 3, che, pur avendone avuto la

possibilità, non le ha contestate. Il fatto che non siano ancora state

formalmente integrate nel PR in conformità dell'art. 4 cpv. 3 LCFo non permette

di giungere a conclusioni più favorevoli all'insorgente.

3.1.3. In concreto, il Consiglio di Stato ha

accertato che le part. 448 e 449 sono ricoperte da bosco sin sul confine verso

la part. 516 di proprietà del ricorrente RI 3. I fondi del resistente e la

part. 1519 sono situati fuori dall'area forestale.

La controversa costruzione rispetta

abbondantemente la distanza minima di 10 m dal bosco che ricopre la part. 449.

Il balcone della facciata nordest si situa infatti a circa 11 m dal limite del

bosco. Risulta dunque pienamente rispettata la distanza minima di 10 m dal bosco

fissata dall'art. 13 cpv. 1 NAPR.

3.2. SUL

3.2.1. Quale superficie utile lorda si

considera la somma della superficie dei piani sopra e sotto terra degli

edifici, incluse le superfici dei muri e delle pareti nella loro sezione

orizzontale. Non vengono computate tutte le superfici non utilizzate o non utilizzabili

per l'abitazione o il lavoro (art. 38 cpv. 1 LE).

Determinante ai fini dell'inclusione nel

computo della SUL, non è l'indicazione data dai piani, ma l'oggettiva

possibilità di utilizzare la superficie di un determinato locale a fini

Considerandi

abitativi o lavorativi.

3.2.2

Il progetto della casa in discussione

prevede di realizzare nel sottotetto due ampi solai direttamente collegati

mediante una scala ai sottostanti locali adibiti a soggiorno. Annessi al solaio

rivolto verso nordest vi sarebbero inoltre un locale ad uso stenditoio, un

locale destinato a lavanderia ed un locale riservato al riscaldamento. Accanto

all'altro solaio verrebbe invece realizzata una camera da letto con un piccolo

locale doccia/WC. Il calcolo della SUL prende in considerazione unicamente

questi due vani (14.91 mq).

Al fine di escludere che lo stenditoio ed il

solaio rivolto a nordest potessero essere utilizzati a fini abitativi, il

municipio ha preteso che le ampie finestre previste sulla facciata nordest

fossero ridotte innalzando la parete che da sul balcone antistante sino ad un'altezza

di m 1.90 dal pavimento. Il Consiglio di Stato ha ulteriormente subordinato la

licenza alla riduzione a m 0.50 x 0.70 dei lucernari (velux) previsti

sulle falde del tetto, ad una sola presa elettrica per vano, al divieto di

posare serpentine o corpi riscaldanti, al mantenimento della soletta allo stato

grezzo, nonché all'eliminazione delle aperture sulle facciate.

Con queste condizioni, l'inabitabilità dei

vani in questione, peraltro necessari, considerata la mancanza di un piano

scantinato, risulta ampiamente garantita. Vanno dunque disattese le contestazione

che il ricorrente solleva in proposito.

3.2.3

Al fine di rimanere nei limiti dell'indice

di sfruttamento (i.s. = 0.55) fissato dall'art. 52 NAPR, verrebbero trasferiti

circa 54 mq di SUL dalla part. 515 alla part. 1182.

Il ricorrente non contesta i calcoli della

SUL. Contesta tuttavia che si possa trasferire SUL dalla part. 515 alla part.

1182.

e superficie vincolata a verde nel senso opposto.

Sull'ammissibilità del trasferimento di SUL

dal profilo dell'art. 38a LE valgono le considerazioni esposte al considerando

2.3.3

I fondi appartengono alla stessa zona e sono funzionalmente connessi. Il

trasferimento di SUL contenuto entro limiti modesti non pregiudica inoltre né

la pianificazione, né un'edificazione rispettosa dei luoghi.

Parimenti immune da violazioni del diritto è

inoltre il trasferimento di SUL in una direzione, rispettivamente di area verde

nell'altra. L'ammissibilità risulta evidente se si considera che il trasferimento

di quantità edificatorie alla fin fine non è altro che un'estensione della

superficie edificabile conteggiata nel quadro del calcolo dell'i.s. o della

superficie verde minima.

Anche queste censure sono dunque da

respingere.

3.3

Sufficienza dell'accesso

3.3.1

Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT,

l'autorizzazione a costruire è accordata solo se il fondo è urbanizzato. A tal

fine, esso deve, fra l'altro, essere dotato di accesso sufficiente ai fini

della prevista utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT).

La nozione di accesso sufficiente è un

concetto giuridico indeterminato del diritto federale (DTF 117 Ib 308 consid.

4a). Il suo contenuto precettivo deve quindi essere concretamente determinato,

tenendo conto delle finalità perseguite da questo requisito, della destinazione

della costruzione che deve servire e della situazione concreta dei luoghi (DTF 123 II 337 consid. 5b). Per risultare

sufficiente, l'accesso deve anzitutto essere configurato in modo tale da non

compromettere la sicurezza della circolazione stradale e la fluidità del

traffico. Esso deve inoltre garantire ai mezzi di soccorso la possibilità di

giungere liberamente sul posto. Da questo profilo, un accesso è quindi

considerato sufficiente solo quando è tale da consentire ai mezzi di soccorso

di raggiungere la costruzione senza difficoltà (DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 n. 12; RVJ 2004, p. 65).

In linea di

massima, l'accesso deve essere veicolare (cfr. art. 19 LPT nella versione

tedesca: Zufahrt e non Zugang). Esso deve consentire ai veicoli di avvicinarsi

convenientemente all'opera edilizia e non soltanto al fondo dedotto in

edificazione. Ciò non significa ancora che ogni edificio ad uso abitativo debba

essere raggiungibile con un veicolo. Accessi pedonali possono bastare

soprattutto nelle regioni di montagna, dove la realizzazione di strade di

accesso è resa difficoltosa dalla configurazione e dalle condizioni del suolo (DFGP, op. cit., ad art. 19 n. 13; Zimmerlin, op.

cit., § 156 N. 8c; RDAT

II-1994 n. 42).

In caso di contestazione dell'adeguatezza

dell'accesso le istanze di ricorso devono procedere con il dovuto riserbo,

limitandosi a verificare che l'interpretazione data dall'autorità decidente

alla nozione di accesso sufficiente non violi il diritto, travalicando in

particolare i limiti della latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta

nell'ambito dell'applicazione di concetti giuridici indeterminati. Censurabili,

in quanto lesive del diritto, sono soltanto le valutazioni basate su

considerazioni insostenibili od estranee alla materia, che attribuiscono al

concetto da determinare un contenuto inconciliabile con i principi fondamentali

del diritto.

3.3.2

Il fondo dedotto in edificazione non

è dotato di accesso veicolare diretto. Attraverso via __________, una strada

comunale larga circa 3 m che serve il comparto in discussione, le auto possono

raggiungere soltanto il posteggio di cui si è detto sopra. Per accedere alla

casa, dal posteggio occorre invece proseguire a piedi per alcune decine di

metri, percorrendo il sentiero pedonale che separa i fondi del resistente.

Il municipio ha ritenuto l'accesso

sufficiente.

Nella misura in cui riguarda la capacità di

via __________ di sopportare l'incremento di traffico conseguente alla nuova

edificazione, la valutazione dell'autorità comunale non viola il diritto. Per

quanto opinabile possa apparire all'insorgente, la deduzione è tutto sommato

ancora sostenibile. La rete delle strade che serve la zona Re+ non è certamente

un esempio di urbanizzazione oculata. Essa risponde comunque alle esigenze

minime che si possono porre al riguardo.

Parimenti da respingere sono le eccezioni,

sollevate per la prima volta in questa sede con riferimento al carattere

pedonale dell'accesso diretto al fondo. L'interpretazione data dall'autorità comunale

alla nozione indeterminata di accesso sufficiente non è per nulla

insostenibile. Anche se non sono in grado di raggiungere l'edificio, i veicoli

possono infatti avvicinarsi ad esso sino ad una distanza del tutto ragionevole,

che permette anche ai mezzi di soccorso di intervenire in modo efficace.

4.

In esito

alle considerazioni che precedono, il ricorso va dunque respinto. La tassa di

giustizia e le ripetibili, commisurate al lavoro occasionato dall'impugnativa

ed ai valori in discussione sono posti a carico dei ricorrenti, tenendo conto

del fatto che il ricorrente RI 3 ha impugnato anche la licenza edilizia per la

casa.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 38, 38a LE; 7 LCFo; 13, 17, 20, 52

NAPR di __________; 3, 18, 28, 31, 60, 65 PAmm;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2.La tassa di giustizia di fr. 1'500.- è posta a carico:

-

del ricorrente RI 3 nella misura di fr. 750.-

-

dei ricorrenti RI 3, RI 1 e RI 2 in solido nella

misura di fr. 750.-

3. I

ricorrenti rifonderanno fr. 2'0+-00.- al resistente avv. CO 1 a titolo di

ripetibili.

4. Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82 ss LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto

pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia

costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss LTF).

5. Intimazione

a:

++

terzi implicati

1. avv. Mauro

Moroni Stampa, 6900 Lugano,

1 patrocinato da: avv. Claudio

Cereghetti, 6903 Lugano,

2. Municipio

di Comano, 6949 Comano,

3. Dipartimento

del territorio, Servizi generali, UDC, 6500 Bellinzona,

4. Consiglio

di Stato, 6500 Bellinzona,

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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