Lexipedia

Decisione

52.2007.182

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

3 settembre 2007Italiano11 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il

ricorrente RI 1 è proprietario della discoteca __________ e dello __________,

situati in due distinti locali contigui, a pianterreno di uno stabile d’appartamenti

(part. 927), che sorge a __________, in località __________, fuori della zona

edificabile.

Il 17 luglio 2006 il ricorrente ha chiesto

al municipio il permesso di cambiare la destinazione dello snack-bar per

integrarlo nell’at-tigua discoteca, abbattendo il muro che divide i locali, in

modo da aumentare la capienza del locale notturno da 65 a 150 avventori. Alla

domanda, corredata da una perizia fonica, si sono opposti numerosi vicini (CO 2)

e CO 3, proprietaria di un appartamento dello stabile in cui è situata la

discoteca, che paventavano un aumento del disturbo della quiete notturna derivante

al vicinato dall’attività dell'esercizio pubblico.

Al rilascio del permesso si è anche opposto

il Dipartimento del territorio, che ha ritenuto insoddisfatte le condizioni

poste dagli art. 24a e 37a LPT per il rilascio di un permesso

eccezionale.

Adeguandosi al preavviso dell’autorità

cantonale, con decisione 23 gennaio 2007 il municipio ha negato la licenza

richiesta.

B. Con

giudizio 15 maggio 2007 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento,

respingendo l’impugnativa contro di esso inoltrata da RI 1.

Dopo aver ritenuto che la trasformazione

integrasse gli estremi di un cambiamento di destinazione, con succinta

motivazione il Governo ha in sostanza condiviso le tesi del dipartimento.

C. Contro il predetto

giudizio, il soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale

amministrativo, chiedendone l’annullamento e postulando il rilascio della

licenza rifiutata.

L’insorgente obietta in sostanza che il 31

maggio 1994 il municipio gli aveva rilasciato una licenza edilizia per ampliare

il pianterreno dello stabile, aggiungendo un locale discoteca e dei servizi

igienici. Lo snack-bar sarebbe stato realizzato l’anno seguente senza inoltrare

alcuna domanda di costruzione, sulla base di una semplice decisione

dell’ufficio dei permessi, che autorizzava la suddivisione della patente di

locale notturno in due patenti: una per la discoteca ed una per lo snack-bar.

Con la trasformazione verrebbe dunque ripristinata una destinazione già autorizzata.

Le sbrigative considerazioni sviluppate dal Consiglio di Stato in relazione

all’art. 37a LPT non terrebbero conto delle risultanze della perizia

fonica prodotta con la domanda di costruzione.

D. All’accoglimento

del ricorso si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni. Ad

identica conclusione pervengono il municipio ed i vicini opponenti, che pongono

l’accento sul disturbo che già oggi la discoteca arreca alla quiete notturna.

E. Nell'interesse

del procedimento, il tribunale ha acquisito agli atti le licenze sinora rilasciate

all'insorgente per gli esercizi pubblici in oggetto. Nessuna delle parti ha presentato

osservazioni.

Considerato, in

diritto

1. 1.1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall’art. 21 LE. La

legittimazione attiva dell’insorgente, istante in licenza, è certa (art. 43

PAmm). Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

1.2. L’impugnativa può essere evasa sulla

base degli atti, integrati dalle licenze edilizie rilasciate in precedenza

all'insorgente per l'esercizio pubblico. Le altre prove che questi genericamente

sollecita non appaiono invero atte a procurare a questo tribunale la conoscenza

di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

Considerandi

2.

2.1. Per

cambiamento di destinazione rilevante dal profilo del diritto pianificatorio si

intende generalmente una modifica delle condizioni di utilizzazione di un

edificio o di un impianto esistente atta a produrre ripercussioni diverse e

localmente percettibili sull'ordinamento delle utilizzazioni (STA 26 .6.96 n.

52.1996.116

in re C.; DFGP; Commento alla LPT, ad art. 22 n. 12; Adelio Scolari,

Commentario, II. ed., ad art. 1 LE n. 647 seg..; Erich Zimmerlin, Baurecht des

Kt. Aargau, § 150 N. 2 d; Christian Mäder, Das

Baubewilligungsverfahren, Zürcher Schriften zum Verfahrens-recht, n. 209 seg.).

Dottrina e giurisprudenza considerano rilevanti e

quindi atte ad implicare l'avvio di una procedura di rilascio del permesso di

costruzione, sia le modifiche dell'utilizzazione che comportano l'applicazione

di norme edilizie diverse da quelle applicabili all'uso preesistente, sia le

modifiche che determinano o sono atte a determinare un'intensificazione o

comunque un'alterazione apprezzabile delle ripercussioni ambientali (STA

28.2.92

in re comune di C., 27.3.92 in re B.F.; 3.1.94 in re comune di S.).

Sono inoltre da considerare come cambiamento di destinazione anche tutte le

modifiche delle condizioni di utilizzazione di un'opera edilizia che incidono

in misura non trascurabile sulla sua identità dal profilo qualitativo,

scostandosi dagli scopi per i quali è stata autorizzata e realizzata.

2.2

Pur avendo inoltrato una domanda di

costruzione volta a conseguire un permesso per cambiamento di destinazione, il

ricorrente mette in dubbio che l'unificazione dei due locali, utilizzati l’uno come

discoteca e l’altro come snack-bar, perfezioni effettivamente un cambiamento di

destinazione. A suo avviso, la licenza edilizia rilasciatagli il 31 maggio 1994

per ampliare il pianterreno con una nuova sala discoteca già autorizzerebbe

l'insediamento di un locale notturno in entrambi i locali. La tesi è contraddetta

dalle risultanze degli accertamenti esperiti da questo tribunale.

Dalle licenze acquisite agli atti risulta in

effetti, che il locale attualmente adibito a snack-bar è stato autorizzato come

negozio-bar con permessi del 13 dicembre 1977 (63 mq) e del 23 marzo 1989

(ampliamento di 36 mq). Con licenza 16 ottobre 1984 il municipio ha in seguito

autorizzato l'insorgente ad ampliare il bar, estendendolo al vano attualmente

destinato a discoteca, definito dai piani come "nuova sala bar". Il

bar, raddoppiato nelle sue dimensioni, è quindi rimasto tale per altri dieci anni.

L'attuale discoteca è invece stata

autorizzata soltanto con licenza del 31 maggio 19__________, sulla base di

piani che distinguevano chiaramente tra la "sala discoteca" e la

"sala bar". Questo locale, dal profilo della destinazione rilevante

per il diritto edilizio, è rimasto tale sino ad oggi. Il municipio non ha mai

concesso licenze edilizie per trasformarlo in locale notturno.

Se ne deve dedurre che l'integrazione dello

snack-bar __________ nella discoteca __________ perfeziona compiutamente gli

estremi di un cambiamento di destinazione. La trasformazione di un bar in un

locale notturno costituisce in effetti un cambiamento di destinazione, poiché

comporta un'importante modifica delle ripercussioni ambientali derivanti dal

prolungamento degli orari d'apertura (RDAT 1994 II n. 33).

3.3.1

Giusta l’art. 22 cpv. 2 LPT, l’autorizzazione a

costruire è rilasciata solo se, cumulativamente: (a) gli edifici o gli impianti

sono conformi alla funzione prevista per la zona d’utilizzazione e (b) il fondo

è urbanizzato.

In deroga al principio della conformità di

zona sancito dall'art. 22 cpv. 2 LPT, fuori della zone edificabili possono

essere rilasciate autorizzazioni per la costruzione o il cambiamento di

destinazione di edifici o impianti soltanto se, cumulativamente: (a) la loro

destinazione esige un’ubicazione fuori della zona edificabile, e (b) non vi si

oppongono interessi preponderanti.

3.2

. Nel caso concreto è evidente che il

cambiamento di destinazione del bar non può essere autorizzato mediante

permesso ordinario (art. 22 cpv. 2 LPT). L'insorgente non pretende nemmeno che

siano dati i presupposti per conseguire un'autorizzazione eccezionale fondata

sull'art. 24 LPT. A giusta ragione, poiché il bar, non soltanto non è conforme

alla funzione della zona di utilizzazione, ma non è nemmeno una costruzione ad

ubicazione vincolata (art. 24 lett. a LPT)

4.

4.1.

Secondo l’art. 24a LPT, quando il cambiamento di destinazione di un

edificio o di un impianto fuori delle zone edificabili non necessita lavori di

trasformazione ai sensi dell’articolo 22 capoverso 1 della legge,

l’autorizzazione è rilasciata se non ne deriva alcuna nuova

ripercussione sul territorio, sull’urbanizza-zione e sull’ambiente (lett. a), rispettivamente non contravviene ad alcun altro

atto normativo federale (lett. b).

4.2

In concreto, l'autorizzazione non può

essere concessa in base all'art. 24a LPT, anzitutto perché l'intervento

comporta l'abbattimento di pareti interne. In secondo luogo, perché la trasformazione

determina nuove ripercussioni sul territorio, sull’urba-nizzazione e

sull’ambiente. Il raddoppio della clientela richiama invero l'approntamento di

nuovi posteggi e determina un sensibile aumento delle immissioni, essenzialmente

foniche. Privo di rilievo è il fatto che secondo lo studio fonico allegato alla

domanda di costruzione tali immissioni sarebbero contenute nei limiti fissati

dall'OIF. L'insorgere di nuove ripercussioni sul territorio, sull'urbanizzazione

o sull'ambiente costituisce un impedimento al rilascio di un permesso fondato

su tale disposizione anche nel caso in cui le ripercussioni non superano i

limiti ammissibili.

5.

5.1.

L’art. 37a LPT ha inoltre delegato al Consiglio federale il compito di stabilire

a quali condizioni sono autorizzati i cambiamenti di destinazione degli edifici

e impianti utilizzati a scopi commerciali eretti prima del 1° gennaio 1980 o

non più conformi alla destinazione della zona in seguito a modifica dei piani

d’utilizzazione. In ossequio al mandato conferitogli, il Consiglio federale ha

stabilito attraverso l’art. 43 cpv. 1 OPT, che cambiamenti di destinazione e

ampliamenti di edifici e impianti usati a scopo commerciale e divenuti non

conformi alla destinazione della zona possono essere autorizzati se,

cumulativamente:

a. l’edificio o l’impianto è stato

legalmente costruito o modificato;

b. non insorgono nuove implicazioni rilevanti su territorio e ambiente;

c. la nuova utilizzazione non è inammissibile secondo un altro

atto legislativo federale;

d. è necessaria tutt’al più una leggera estensione dell’urbanizza-zione

esistente;

e. tutti i costi d’infrastruttura, causati dal cambiamento di destinazione

degli edifici e impianti, sono assunti dal proprietario;

f. non vi si oppongono interessi importanti della pianificazione

del territorio.

5.2

Nel caso in esame, il bar che verrebbe

trasformato in discoteca è stato almeno in parte realizzato prima del 1° gennaio

1980.

con licenza del 13 dicembre 1977. L’art. 37a LPT torna applicabile

unicamente a questa parte del locale. Non è invece applicabile all'ampliamento

autorizzato con licenza del 23 marzo 1989, in quanto realizzato soltanto dopo

il 1° gennaio 1980.

Anche se lo fosse, il controverso

cambiamento di destinazione non potrebbe comunque essere autorizzato, poiché non

soddisfa la condizione posta dall'art. 43 cpv. 1 lett. b OPT. Il significativo

aumento della capienza della discoteca, che dagli attuali 65 passerebbe a 150

posti, determina in effetti nuove e rilevanti implicazioni su territorio e ambiente.

Le immissioni foniche prodotte dall'andirivieni dei clienti, dal movimento dei

loro veicoli e dalla sosta degli avventori dediti al fumo davanti all'esercizio

pubblico, conseguente all'introduzione del divieto di fumare negli esercizi

pubblici, configurano a non averne dubbio importanti ripercussioni di natura

ambientale, che verrebbero ad aggravare in misura significativa il disturbo

della quiete notturna che l'attività della discoteca già attualmente arreca

agli abitanti della frazione di __________. I numerosi, nuovi posteggi, che dovrebbero

necessariamente essere approntati, costituiscono dal canto loro implicazioni di

sicuro rilievo sul territorio.

Pienamente conformi al diritto appaiono

dunque il preavviso negativo del Dipartimento del territorio, la decisione di

diniego del permesso del municipio ed il giudizio governativo qui impugnato.

6.

Sulla

scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso va di conseguenza respinto.

La tassa di giustizia è posta a carico del

ricorrente secondo soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 21 LE; 22, 24, 24a, 37a

LPT; 43 OPT; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. La tassa di

giustizia di fr. 1'500.- è a carico del ricorrente.

3. Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82 ss LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto

pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia

costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss LTF).

4. Intimazione

a:

,

,

,;

,;

;

,;

, ,;

,.

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster