52.2007.185
Licenza per la costruzione di una rimessa per veicoli pesanti
6 agosto 2007Italiano14 min
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Numero d'incarto:
52.2007.185
Data decisione, Autorità:
06.08.2007, TRAM
Titolo:
Licenza per la costruzione di una rimessa per veicoli pesanti
ACCESSO SUFFICIENTE
DISTANZA DAL BOSCO
DISTANZA DAL CONFINE
TRASFERIMENTO DEGLI INDICI
art. 70 cpv. 2 LALPT
art. 21 LE
art. 38a LE
art. 22 cpv. 2 let. a,b LPT
Incarto n.
52.2007.185
Lugano
6 agosto 2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano
Bernasconi, Matteo Cassina
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 5 giugno 2007 di
RI 1,
patrocinata da: avv. PA 1,
contro
la decisione 29 maggio 2007 del Consiglio di Stato
(n. 2666), che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la
licenza edilizia 20 dicembre 2006 rilasciata dal municipio di __________ a __________
per costruire una nuova rimessa per veicoli pesanti in località __________
(part. 381);
viste le risposte:
- 12 giugno 2007 del
Consiglio di Stato;
- 26 giugno 2007 del
municipio di __________;
- 20 giugno 2007 di __________;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. Il 29
settembre 2006 il resistente __________ ha chiesto al municipio di __________
il permesso di costruire in località __________ un nuovo capannone per veicoli
pesanti. L'edificio verrebbe a sorgere nella zona artigianale (Ar), sul terreno
(part. 381) situato sul retro del garage/carrozzeria della società, di cui è
amministratore, al posto di una vecchia tettoia, più piccola, che verrebbe
demolita. Il capannone, lungo m 30.60, largo m 14.50 ed alto m 7.50, è
strutturato internamente in parte su due piani. Al piano terreno, oltre ad un
piccolo locale officina, non accessibile ai veicoli, vi sono due vani, uno per
"manutenzione e riparazione" ed uno per il lavaggio dei veicoli, che
occupano circa metà dell'immobile. L'altra metà è costituita da un unico vano,
destinato a rimessa per 7-9 veicoli di grandi dimensioni.
Alla domanda, integrata da uno studio
fonico, si è opposta la ricorrente RI 1, proprietaria del fondo contermine
(part. 382), che funge da giardino della sua casa d'abitazione, situata nella
zona mista residenziale/artigianale del comune di __________ (part. 15 RF).
L'opponente ha contestato la costruzione dal profilo della conformità di zona,
degli indici, delle distanze dal bosco e dal confine, dell'accesso, nonché
della sua compatibilità ambientale.
Raccolto l'avviso favorevole del
Dipartimento del territorio, il 20 dicembre 2006 il municipio ha rilasciato la
licenza richiesta, stabilendo, fra l'altro, a titolo di condizione che i
movimenti di veicoli non superino le 72 rotazioni di giorno e le 3 rotazioni di
notte.
B. Con
giudizio 29 maggio 2007 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento,
respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da RI 1.
Respinte le richieste di prova avanzate
dall'insorgente, il Governo ha ritenuto che la costruzione fosse conforme alla
funzione artigianale della zona, rispettasse le disposizioni della legislazione
ambientale, si attenesse alle norme di PR sugli indici, sulle distanze dal
bosco e dal confine e disponesse di un accesso adeguato.
C. Contro il
predetto giudizio, la soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, chiedendo che sia annullato assieme alla controversa licenza.
L'insorgente ripropone e sviluppa in questa
sede le censure sollevate senza successo davanti alle precedenti istanze.
D. All'accoglimento
del ricorso si oppone il Consiglio di Stato senza formulare osservazioni.
Ad identica conclusione pervengono il municipio
di __________ ed il beneficiario della controversa licenza, contestando le tesi
dell'insorgente con argomenti che per quanto necessario saranno discussi nei
seguenti considerandi.
Considerato, in
diritto
1. 1.1. La
competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 LE. La
legittimazione attiva dell'insorgente, proprietaria del fondo contermine a
quello dedotto in edificazione e già opponente, è certa (art. 43 PAmm) anche
nella misura in cui solleva contestazioni riguardanti l'applicazione di norme
che tutelano esclusivamente gli interessi della collettività. La qualità per
agire in giudizio in via di ricorso amministrativo non dipende dalla natura
della norma di cui è eccepita la violazione, ma dalla situazione di fatto in
cui si trova l'insorgente e dall'intensità del rapporto che lo lega all'oggetto
della contestazione.
Il ricorso, tempestivo, è dunque ricevibile
in ordine.
1.2. Il giudizio può essere emanato sulla
base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). La situazione dei luoghi e
dell'oggetto della contestazione emerge chiaramente dai piani e dalle fotografie
allegate alla domanda di costruzione. Essa è inoltre sufficientemente nota a
questo tribunale per conoscenza diretta. Valutata anticipatamente la sua
utilità, la visita in luogo sollecitata dall'insorgente non appare atta a
procurare la conoscenza di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio. Parimenti
superflue sono le ulteriori prove (richiamo atti della precedente domanda di
costruzione, perizia sulle emissioni prodotte dai mezzi pesanti, piano della
mobilità, elenco dei mezzi pesanti previsti, elenco delle attività previste
all'aperto, esame d'impatto ambientale, elenco operazioni d'approvvigionamento
dell'olio pesante, verifica dell'idoneità della pavimentazione), chieste dalla
ricorrente.
Per lo stesso motivo, vanno respinte le
censure di violazione del diritto di essere sentito sollevate dall'insorgente
in relazione al rifiuto del Consiglio di Stato di assumere le prove da questa
proposte in prima istanza.
2. 2.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. a LPT, ripreso dall'art. 70 cpv. 2
LALPT, l'autorizzazione a costruire è rilasciata solo se gli edifici e gli
impianti sono conformi alla funzione prevista per la zona di utilizzazione. Ciò
significa che nelle singole zone possono essere autorizzati soltanto
insediamenti la cui destinazione si integra convenientemente nella funzione
assegnata alla zona di situazione. Non basta che non si pongano in contrasto
con tale funzione, ossia che non ostacolino l'utilizzazione conforme alle finalità
perseguite dal PR per la zona di riferimento. Per essere autorizzate le nuove
costruzioni devono apparire collegate da un nesso adeguato alla funzione del
comparto territoriale in cui si collocano (DTF 127 I 103 consid. 6, RDAT 1994
II 105 n. 56; Ruch, Kommentar zum RPG, ad art. 22, n. 70 seg., Adelio Scolari,
Commentario, II. ed. ad art. 67 LALPT n. 472).
2.2. Secondo l’art. 50 NAPR di __________,
la zona artigianale (Ar), ubicata a nord del nucleo, è destinata alle
costruzioni ed alle attività mediamente moleste, come pure alle attività commerciali
non compatibili con le zone di nucleo e residenziali. La zona in oggetto non
è dunque riservata esclusivamente agli insediamenti artigianali, ma è aperta
anche agli stabilimenti destinati all'esercizio di attività commerciali inconciliabili
con la destinazione abitativa.
Secondo l’art. 9 NAPR, le attività
moleste sono disciplinate dalla LPAmb. La norma si scosta dalla definizione tradizionale del concetto di
molestia prevista dagli altri ordinamenti pianificatori, che classificano le
attività ammissibili nelle varie zone di utilizzazione in tre diverse categorie
(attività non moleste, poco moleste e moleste), essenzialmente stabilite in
base alla compatibilità delle immissioni prodotte con la funzione abitativa (STA 22.9. 2006, n. 52.2006.235, in re comune di G. e llcc). Prescindendo
da qualsiasi distinzione tra l'aspetto pianificatorio e quello ambientale, essa
non procede ad una valutazione astratta delle ripercussioni ambientali ingenerate
da un certo tipo di attività (RDAT 1994 n. 56). Finisce dunque per ammettere nella
zona in discussione qualsiasi genere di attività artigianale a condizione che rispetti
il grado di sensibilità III (art. 43 cpv. 1 lett. c OIF).
2.3. Nel caso concreto, il controverso
capannone è destinato in parte alla manutenzione ed in parte al deposito di
veicoli pesanti. La perizia fonica allegata alla domanda di costruzione prevede
che le immissioni foniche derivanti da queste attività saranno contenute nei valori
di pianificazione fissati dagli allegati 3 e 6 all'OIF per le zone con un
grado di sensibilità III nella misura in cui non verranno superate 72 rotazioni
(movimenti di andata e ritorno) di veicoli di giorno e 3 rotazioni di notte.
Il municipio ha ritenuto che la destinazione
del capannone rispondesse alla funzione artigianale/commerciale assegnata alla
zona in esame. La deduzione resiste alla critica dell'insorgente.
La manutenzione, la riparazione ed il
lavaggio, non aperto al pubblico, di un numero limitato (da 7 a 9) di veicoli
pesanti costituiscono in effetti attività che rientrano a pieno titolo nella
nozione di attività artigianali. Lo stazionamento al coperto di un numero
altrettanto ridotto di simili veicoli ed il distributore di carburante, non
aperto al pubblico, ma riservato ai veicoli aziendali, possono dal canto loro essere
considerati come aspetti collaterali dell'attività commerciale svolta da tali
mezzi.
Nella misura in cui i movimenti veicolari di
questi veicoli non superano le 72 rotazioni di giorno e le 3 rotazioni di
notte, le immissioni foniche derivanti all'abitazione dell'insorgente dalle
attività previste nel capannone e dal traffico ad esse connesso sulla strada
d'accesso e sul piazzale antistante rispettano d'altro canto i valori di pianificazione
stabiliti dall'OIF per le zone residenziali alle quali è assegnato il grado di
sensibilità II; valore, prudenzialmente ritenuto dal perito, sebbene il fondo
della ricorrente risulti incluso nella zona mista artigianale-residenziale del
comune di __________, alla quale, secondo l'art. 44 cpv. 3 OIF, andrebbe di per
sé assegnato il grado di sensibilità III. Irrilevante, ai fini della
valutazione di queste immissioni dal profilo pianficatorio, è il fatto che tali
veicoli appartengano ad un'impresa del resistente od ad terzi, in particolare
alla __________, come ipotizza la ricorrente.
Immune da violazioni del diritto appare
dunque la decisione del municipio di autorizzare la costruzione del capannone,
assoggettando la licenza ad una limitazione dei movimenti veicolari (72
rotazioni di giorno, 3 rotazioni di notte), onde assicurare che le attività insediate
rimangano mediamente moleste secondo la definizione data dagli art. 9 e 50
NAPR, rispettivamente 43 OIF.
Invano obietta la ricorrente che i movimenti
veicolari notturni potrebbero superare il limite fissato e che il municipio non
avrebbe i mezzi per opporsi ad un'utilizzazione difforme del capannone. La
semplice prospettiva di abusi non costituisce un motivo atto a giustificare il
diniego della licenza.
3. Distanza
dal bosco
Dai piani allegati risulta che il capannone
verrebbe a sorgere ad una distanza di 10 m dal limite del bosco. È dunque
rispettata la distanza minima prescritta dagli art. 6 cpv. 2 LCFo e 13 cpv. 1
lett. e NAPR. Le imprecisioni della planimetria segnalate dalla ricorrente sono
irrilevanti. Determinante non è la rappresentazione grafica, ma l'indicazione
metrica fornita dai piani, il cui rispetto dovrà essere assicurato in sede di
verifica dei tracciamenti .
4. Distanza
dal confine
4.1. Secondo l’art. 12 lett. a cpv. 1 NAPR,
la distanza dal confine è definita come la misura minima, indipendentemente
dal parallelismo della facciata con il confine, fra l'edificio e il confine
del fondo.
Per l’art. 13 lett. a cpv. 1 NAPR, edifici
alti fino a m 7.50 devono rispettare una distanza minima di m 3.00 dal confine
verso fondi aperti o semplicemente cinti. Per distanze con facciate lunghe più
di 30 m, soggiunge il cpv. 3 della norma, la distanza dal confine deve essere
almeno uguale a 2/3 dell'altezza. Questa limitazione supplementare è
essenzialmente volta a mitigare l'impatto delle facciate particolarmente lunghe
sui fondi prospicienti.
4.2. In concreto, la facciata nordest del
capannone, lunga m 14.50, dista 3 m dal confine verso il fondo (part. 383), che
funge da giardino della sua abitazione. Essa è perfettamente conforme al
diritto. Palesemente a torto pretende la ricorrente che si debba applicare il
supplemento previsto dall'art. 13 lett. a cpv. 3 NAPR, considerando anche la
lunghezza (m 30) delle facciate contigue, perpendicolari al confine. Una simile
conclusione non può in nessun caso essere tratta dalla precisazione indipendentemente
dal parallelismo della facciata con il confine, contenuta nella definizione
della distanza minima dal confine data dall'art. 12 lett. a cpv. 1 NAPR. Precisazione
che mal si concilia con le regole della geometria euclidea.
5. Trasferimento
di quantità edificatorie
5.1. Secondo l’art. 38a LE, quantità
edificatorie appartenenti ad un fondo possono essere trasferite su fondi vicini
appartenenti alla stessa zona di utilizzazione del piano regolatore e connessi
funzionalmente se non risulta intralciata la pianificazione e, in particolare,
se non sono compromessi l’uso razionale del territorio e un’edificazione armoniosa.
5.2. Nel caso concreto, la domanda di
costruzione, oltre al fondo dedotto in edificazione (part. 381), prende in considerazione
anche i fondi contermini (part. 383 e 1084) con i quali forma un unico comparto
territoriale.
La ricorrente contesta il trasferimento di
quantità edificatorie ai fondi contermini. L'eccezione è priva di fondamento.
Fatti
I fondi appartengono alla stessa zona di
utilizzazione (Ar) e sono perfettamente connessi dal profilo funzionale.
Reputando che la ripartizione delle quantità edificatorie sull'insieme dei
fondi non intralciasse la pianificazione, non compromettesse l'uso razionale
del territorio e non pregiudicasse un'edificazione armoniosa, il municipio non
ha per nulla abusato del potere discrezionale che l'art. 38a LE gli riserva in
ordine al giudizio sull'ammissibilità del trasferimento di indici. Anche da
questo profilo, la licenza è dunque conforme al diritto.
6. Accesso
6.1. Giusta l'art. 22 cpv. 2 lett. b LPT,
l'autorizzazione a costruire è accordata solo se il fondo è urbanizzato. A tal
fine, esso deve, fra l'altro, essere dotato di accesso sufficiente ai fini
della prevista utilizzazione (art. 19 cpv. 1 LPT).
La nozione di accesso sufficiente è un
concetto giuridico indeterminato del diritto federale (DTF 117 Ib 308 consid.
4a). Il suo contenuto normativo deve quindi essere concretamente determinato,
tenendo conto delle finalità perseguite da questo requisito, della destinazione
della costruzione che deve servire e della situazione concreta dei luoghi (DTF 123 II 337 consid. 5b). Per risultare
sufficiente, l'accesso deve anzitutto essere configurato in modo tale da non
compromettere la sicurezza della circolazione stradale e la fluidità del
traffico. Esso deve inoltre garantire ai mezzi di soccorso la possibilità di
giungere liberamente sul posto. Da questo profilo, un accesso è quindi
considerato sufficiente solo quando è tale da consentire ai mezzi di soccorso
di raggiungere la costruzione senza difficoltà (DFGP, Commento alla LPT, ad art. 19 n. 12; RVJ 2004, p. 65).
In caso di contestazione dell’adeguatezza
dell’accesso le istanze di ricorso devono procedere con il dovuto riserbo,
limitandosi a verificare che l’interpretazione data dall’autorità decidente
Considerandi
alla nozione di accesso sufficiente non violi il diritto, travalicando in
particolare i limiti della latitudine di giudizio che deve esserle riconosciuta
nell’ambito dell’applicazione di concetti giuridici indeterminati. Censurabili,
in quanto lesive del diritto, sono soltanto le valutazioni basate su
considerazioni insostenibili od estranee alla materia, che attribuiscono al
concetto da determinare un contenuto precettivo inconciliabile con i principi
fondamentali del diritto.
6.2
In concreto, l'accesso al capannone è
dato da una strada privata, larga circa 3 m e lunga una trentina, che collega il piazzale antistante al piazzale circostante lo stabile nel quale ha sede il __________
(part. 1084). Da questo secondo piazzale si può in seguito accedere alla strada
comunale che si immette immediatamente dopo sulla strada cantonale che collega __________
a __________.
Il municipio ha ritenuto che l'accesso fosse
sufficiente. Per quanto opinabile possa apparire, la valutazione dell'autorità
comunale resiste alla critica della ricorrente. Non procede in particolare da
un'interpretazione insostenibile della nozione di accesso sufficiente.
L'accesso alla strada comunale non presenta alcun problema. La visibilità è
buona e lo spazio di manovra più che sufficiente. La sicurezza della
circolazione non è minimamente compromessa. Per quanto riguarda il tratto di
strada privata che collega il piazzale antistante il garage __________ al
capannone, è ben vero che non v'è possibilità d'incrocio. Il tratto di strada
in questione è tuttavia breve e rettilineo. Anche se i veicoli devono
alternarsi, non appare insostenibile considerarlo alla stregua di un accesso sufficiente
a sopportare il traffico indotto dal capannone.
7.
Le
ulteriori contestazioni di carattere marginale, sollevate dall'insorgente con riferimento
ai gas di scarico (polveri fini) ed allo scarico delle acque del lavaggio, non
permettono di ravvisare nella licenza alcuna violazione del diritto
suscettibile di giustificarne l'annullamento. Le condizioni alle quali è stata
assoggettata appaiono del tutto sufficienti ad assicurare il pieno rispetto delle
normative concretamente applicabili. Sulla scorta delle considerazioni che
precedono, il ricorso va dunque respinto.
La tassa di giustizia e le ripetibili sono a
carico della ricorrente
Dispositivo
Per questi motivi,
visti gli art. 21, 38, 38a LE; 9, 12, 13, 43, 50 NAPR
di __________; 9, 11 LPAmb; 43, 44 OIF; 3, 18, 28, 31, 60, 61 PAmm
dichiara
e pronuncia:
1. Il ricorso
è respinto.
2. La tassa di
giustizia di fr. 2'000.- è a carico della ricorrente, che rifonderà fr. 2'500.-
al resistente a titolo di ripetibili.
3. Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 ss LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss LTF).
4. Intimazione
a:
;
,
;
;
.
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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