52.2007.201
Espulsione amministrativa
17 ottobre 2007Italiano15 min
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Numero d'incarto:
52.2007.201
Data decisione, Autorità:
17.10.2007, TRAM
Titolo:
Espulsione amministrativa
ACCERTAMENTO DEI FATTI
ESPULSIONE
PERMESSO DI DOMICILIO
PROPORZIONALITÀ
art. 9 cpv. 3 let. b LDDS
art. 10 cpv. 1 let. a LDDS
art. 10 cpv. 1 let. b LDDS
art. 11 LDDS
art. 16 ODDS
Incarto n.
52.2007.201
Lugano
17 ottobre
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente,
Stefano
Bernasconi e Matteo Cassina
segretario:
Thierry Romanzini, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 18 giugno 2007 di
RI 1
patrocinato dall' PA 1
contro
la risoluzione 29 maggio 2007 (n. 2671) del
Consiglio di Stato, che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente
avverso la decisione 26 marzo 2007 del Dipartimento delle istituzioni,
Sezione dei permessi e dell'immigrazione, in materia di espulsione;
viste le risposte:
- 21 giugno 2007 del
Dipartimento delle istituzioni,
- 26 giugno 2007 del
Consiglio di Stato;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. a. Il
cittadino cileno RI 1 (1964) è entrato in Svizzera il 30 luglio 1979,
unitamente alla madre, al fratello e alla sorella, richiedendo l'asilo. Essi
provenivano dall'Italia, dove erano giunti nel 1975, dopo essere fuggiti dal loro
paese d'origine. Ottenuto lo statuto di rifugiato, il 30 luglio 1987 il
ricorrente è poi stato posto al beneficio di un permesso di domicilio, con
ultimo controllo fissato al 30 luglio 2005. Il 28 agosto 1996 l'allora Ufficio
federale dei rifugiati gli ha revocato lo statuto di rifugiato, in quanto la
situazione in Cile si era normalizzata.
b. L'insorgente è coniugato dal 16 febbraio
1988 con la cittadina elvetica __________, dalla quale ha in seguito acquisito
il cognome per motivi che non è qui necessario evocare. I coniugi __________ vivono
separati dal 1993 e dal 2003 hanno pendente la procedura di divorzio. Dalla
loro unione è nata il 20 novembre 1988 la figlia __________.
c. Durante il suo soggiorno in Svizzera, RI
1 ha interessato a diverse riprese le autorità amministrative e giudiziarie
penali ed è attualmente a carico dell'assistenza pubblica. In particolare, con
sentenza 24 aprile 2003 il Presidente della Corte delle assise correzionali di __________
lo ha condannato a 18 mesi di detenzione, sospesi con un periodo di prova di 3
anni, per infrazione parzialmente aggravata alla LStup.
Il 14 febbraio 2007, egli è stato condannato
dalla Presidente della medesima Corte a 24 mesi di detenzione, di cui 18
sospesi condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni, per atti sessuali
con fanciulli ripetuti e pornografia ripetuta. Nel contempo, è stato prolungato
di un anno il periodo di prova di cui alla sentenza del 24.4.03.
B. Fondandosi
su queste emergenze, il 26 marzo 2007 il Dipartimento delle istituzioni ha
deciso di espellere per una durata indeterminata RI 1 dal territorio svizzero.
La decisione è stata resa sulla base degli
art. 10 cpv. 1 lett. a e b, 11 LDDS, e 16 ODDS.
C. Con
giudizio 29 maggio 2007 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta risoluzione
dipartimentale, respingendo l'impugnativa contro di essa interposta da RI 1.
In sostanza, il Governo ha ritenuto che vi
fossero gli estremi per espellere l'interessato in virtù dei motivi addotti dal
dipartimento, considerando la decisione impugnata conforme al principio della
proporzionalità. Ha inoltre respinto la domanda di assistenza giudiziaria.
D. Contro la
predetta pronunzia governativa, RI 1 si aggrava ora davanti al Tribunale
cantonale amministrativo chiedendone l'annullamento, previa concessione
dell'effetto sospensivo al gravame.
Il ricorrente ritiene la decisione impugnata
sproporzionata, sostenendo che il suo interesse a continuare a risiedere in
Svizzera sarebbe prevalente riguardo ai motivi per cui dovrebbe essere espulso.
Pone in evidenza di soggiornare da una trentina d'anni in Svizzera, che nel
nostro Pese vivono i suoi fratelli e sua figlia, e di non avere più nessun
legame con il paese d'origine. Sottolinea inoltre di essere gravemente malato
di diabete e di osteoporosi in una forma invalidante e che in caso di espulsione
la sua vita sarà in pericolo, il Cile non disponendo di strutture mediche adeguate.
Anche in questa sede egli postula la concessione dell'assistenza giudiziaria e
del gratuito patrocinio.
E. All'accoglimento
del gravame si oppongono sia il Consiglio di Stato sia il dipartimento,
quest'ultimo con argomenti di cui si dirà, se necessario, in seguito.
Considerato, in
diritto
1. 1.1. In
materia di diritto degli stranieri, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo
a statuire in merito ai gravami inoltrati avverso le decisioni del Consiglio di
Stato è data soltanto nella misura in cui queste ultime possono essere
impugnate con un ricorso ordinario al Tribunale federale (art. 10 lett. a
LALPS).
1.2. Il ricorso in materia di diritto
pubblico al Tribunale federale non è, di principio, ammissibile contro le
decisioni concernenti i permessi di dimora o di domicilio, salvo laddove un
diritto all'ottenimento di simili permessi si fonda su una disposizione particolare
del diritto federale o di un trattato internazionale (art. 83 lett. c n. 2 LTF,
RS 173.110, in vigore dal 1° gennaio 2007; DTF 127 II 60 consid. 1a, 126 II 425
consid. 1 con rinvii).
1.3. Sennonché, indipendentemente dalla
sussistenza di un diritto al rilascio di un permesso, per costante
giurisprudenza dell'alta Corte federale il ricorso ordinario è ammissibile
contro una decisione d'espulsione, rispettivamente, di minaccia dell'espulsione
ai sensi dell'art. 10 cpv. 1 LDDS (DTF 96 I 266 consid. 1; cfr. anche
art. 83 lett. c n. 4 LTF). È dunque data anche la competenza
del Tribunale cantonale amministrativo a statuire sull'impugnativa inoltrata da
RI 1.
1.4. Il gravame in oggetto, tempestivo (art.
46 cpv. 1 PAmm) e presentato da una persona senz'altro legittimata a ricorrere
(art. 43 PAmm), è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base
degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1 PAmm). Non è infatti necessario richiamare
dall'AI l'incarto relativo alla domanda d'invalidità presentata dall'insorgente
nel febbraio 2007, in quanto non apporterebbe a questo Tribunale ulteriori e
determinati elementi per il giudizio che è chiamato a rendere.
2. Giusta
l'art. 9 cpv. 3 lett. b LDDS, il permesso di domicilio perde ogni validità in seguito ad espulsione o a rimpatrio.
Secondo l'art. 10 cpv. 1 LDDS, uno straniero
può essere espulso dalla Svizzera o da un cantone, tra l'altro, quando è stato
punito dall’autorità giudiziaria per un crimine o un delitto (lett. a), oppure
quando la sua condotta in generale e i suoi atti permettono di concludere che
non vuole o non è capace di adattarsi all'ordinamento vigente nel Paese che lo
ospita (lett. b).
L'art. 11 LDDS dispone che l’espulsione può
essere pronunziata per un tempo indeterminato o per un termine non inferiore a
due anni (cpv. 1) e soltanto se dall'insieme delle circostanze risulta adeguata
(cpv. 3).
3. Come
accennato in narrativa, durante il suo soggiorno in Svizzera RI 1 ha interessato
a più riprese le autorità giudiziarie penali.
Dopo una condanna a 15 giorni di detenzione,
sospesi condizionalmente, pronunciata il 19 luglio 1983 per ripetuto furto e danneggiamento
ed ormai lontana nel tempo, in questi ultimi anni il ricorrente ha ripreso a
delinquere, commettendo reati di maggiore gravità. Con sentenza 24 aprile 2003
il Presidente della Corte delle assise correzionali di __________ gli ha
inflitto 18 mesi di detenzione, sospesi con un periodo di prova di 3 anni, per
infrazione parzialmente aggravata alla LStup, mentre con sentenza 14 febbraio
2007 lo ha condannato a 24 mesi di detenzione, di cui 18 sospesi
condizionalmente con un periodo di prova di 5 anni, per atti sessuali con
fanciulli ripetuti e pornografia ripetuta. Nel contempo, gli è stato prolungato
di un anno il periodo di prova decretato con la sentenza del 24.4.03.
Ora, ci si può invero chiedere se nel caso
di specie siano dati gli estremi per l'applicazione dell'art. 10 cpv. 1 lett. a
LDDS, dal momento che nessuna delle pene inflitte al ricorrente supera il limite
di 2 anni considerato dalla prassi come soglia a partire dalla quale, in
generale, vi è motivo per respingere una domanda di rilascio o di rinnovo del
permesso a uno straniero punito dall’autorità giudiziaria per un crimine o un
delitto (DTF 120 Ib 6 consid. 4). Sia come sia, il quesito può rimanere
indeciso. Bisogna infatti considerare che con la sua condotta in generale e con
Fatti
i suoi atti di rilevanza penale commessi in settori particolarmente sensibili
dell'ordine pubblico, l'insorgente ha comunque dimostrato a più riprese di non
volere o di non essere capace di adattarsi all'ordinamento vigente nel Paese
che lo ospita. In seguito a tali condanne si è inoltre ritrovato senza lavoro
e, come si vedrà in appresso, ha contratto diversi debiti. È pertanto certo che
egli adempie quantomeno i requisiti dell'espulsione sanciti dall'art. 10 cpv. 1
lett. b LDDS.
4. Occorre
ora verificare la proporzionalità del provvedimento pronunciato dalla Sezione
dei permessi e dell'immigrazione.
4.1. Sotto questo profilo bisogna
considerare che, per giudicare dell'equità di un'espulsione, l'autorità deve
tenere conto della gravità della colpa commessa dallo straniero, della durata
del suo soggiorno in Svizzera e del pregiudizio che egli e la sua famiglia
subirebbero in caso di espulsione. Se un'espulsione, nonostante la sua legale
fondatezza conformemente all'art. 10 cpv. 1 lett. a o b LDDS, non appare opportuna
in considerazione delle circostanze, lo straniero sarà minacciato di espulsione.
La minaccia sarà notificata sotto forma di decisione scritta e motivata e preciserà
quanto le autorità si attendono dallo straniero (art. 16 cpv. 3 ODDS).
4.2. Dal profilo dell'interesse pubblico
all'allontanamento dell'insorgente, è indubbio che i reati commessi recentemente
da RI 1 sono piuttosto gravi, in quanto commessi, come accennato in precedenza,
in alcuni settori particolarmente delicati per l'intero ordine pubblico.
Per quanto riguarda la condanna per
infrazione parzialmente aggravata alla legge federale sugli stupefacenti, va rilevato
che tra il gennaio e l'agosto 2001, il ricorrente aveva venduto 270g di eroina,
ne aveva offerto 30g e trasportato almeno 60g, venduto 400g di cocaina e
venduto 6 pastiglie di ecstasy. Nella sentenza del 24 aprile 2003, la Corte ha
considerato come l'infrazione fosse riferita ad un quantitativo di eroina e di
cocaina che l'interessato sapeva o doveva presumere essere tale da mettere in
pericolo la salute di parecchie persone. Bisogna anche considerare che a
seguito di tale condanna, il 20 maggio 2003 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione
lo aveva già ammonito nel senso che, in caso di recidiva o di comportamento
scorretto, sarebbe stata emanata una decisione di espulsione o di rimpatrio nei
suoi confronti. Tuttavia, questo avvertimento non gli ha impedito di commettere
ulteriori reati. Dopo essere stato arrestato il 2 dicembre 2004 e rimasto in detenzione
preventiva fino al 6 maggio 2005, il 14 febbraio 2007 RI 1 è stato condannato
per reati contro l'integrità sessuale in quanto, tra il mese di novembre 2002 e
l'estate del 2004, aveva ripetutamente e frequentemente compiuto atti sessuali
con una minore di 16 anni, e tra il mese di dicembre 1999 e il 2 dicembre 2004
aveva reso accessibili a minori di sedici anni numerose cassette e riviste
pornografiche, tenendone in deposito e rendendone accessibili alcune vertenti
su atti sessuali con escrementi umani e animali. Va peraltro osservato che
proprio la figlia __________ è stata vittima di alcuni dei reati rimproveratigli
(pornografia). Bisogna comunque osservare che per questi reati l'insorgente è
stato condannato a una pena detentiva di durata tutto sommato ancora contenuta,
nonché in parte sospesa condizionalmente.
Inoltre dal maggio 2005 il ricorrente è a
carico dell'assistenza pubblica, che gli anticipa mensilmente fr. 1'829.– (doc.
F prodotto dinnanzi al Consiglio di Stato). In questi ultimi anni egli ha pure accumulato
diversi debiti privati: attualmente ha a carico 37 attestati carenza beni per
complessivi fr. 78'465.40, e ha aperte 10 procedure esecutive per un totale di
fr. 35'577.80 (v. estratto UEF __________ del 15.5.07, agli atti).
Considerandi
4.3
RI 1 è nato 43 anni fa in Cile, paese
nel quale ha trascorso solo l'infanzia. Egli è entrato in Svizzera nel 1979
all'età di 14 anni proveniente dall'Italia, dove soggiornava dal 1974. Risiedendo
nel nostro Paese da 28 anni, il suo soggiorno va considerato indubbiamente di
lunga durata, ciò che comporta un attento e delicato esame della
proporzionalità della misura di espulsione pronunciata nei suoi confronti.
Orbene, per quanto riguarda l'aspetto
familiare, in Svizzera il ricorrente ha, oltre alla figlia __________ che continua
a vivere in un appartamento del suo medesimo palazzo ed è nel frattempo
diventata maggiorenne, un fratello e una sorella. Per
contro, nulla è dato a sapere se egli abbia ancora dei
parenti che vivono in Cile e se, durante questi ultimi anni, egli sia rientrato
regolarmente in patria. Si sa
solo che sua madre risiede in Svezia dal 1987. Non è quindi
possibile determinare, sulla base della documentazione agli atti, se il
ricorrente possieda ancora dei legami familiari e culturali
con il suo paese d'origine, dal quale è stato costretto a fuggire negli anni
'70.
Dal profilo lavorativo, va osservato che il
ricorrente ha svolto nel nostro Paese l'apprendistato ottenendo il diploma di
meccanico di precisione e, fino al momento in cui è stato licenziato a seguito
della sua condanna in materia di stupefacenti, ha sempre lavorato in qualità di
meccanico attrezzista presso una ditta del __________. Nel gennaio 2003, dopo
un periodo di disoccupazione, egli ha iniziato a lavorare come artigiano
indipendente, attività interrotta dopo che era stato nuovamente incarcerato.
In merito alle sue condizioni di salute, egli
ribadisce anche in questa sede di soffrire di osteoporosi, malattia che ha già
comportato la rottura di diverse ossa degli arti inferiori, di diabete mellito
complicato con una polineuropatia agli arti inferiori, di retinopatia, di una
cardiopatia autonoma e di necessitare di una sorveglianza medica molto rigorosa
(doc. B e C: certificati del 3.4.07 dei dr. med. __________, rispettivamente __________
prodotti dinnanzi al Consiglio di Stato). L'insorgente sostiene che questi
disturbi siano talmente gravi da impedirgli di riprendere a svolgere una
regolare attività lavorativa e che per questo motivo ha già inoltrato una
domanda di invalidità. Tuttavia, nel proprio giudizio, l'Esecutivo cantonale ha
preso in considerazione, peraltro genericamente, solo il fatto che RI 1 soffre
di diabete.
Ora questi ultimi aspetti, unitamente a
quelli di natura familiare precedentemente esposti, sono determinanti ai fini
della ponderazione degli interessi in gioco che deve essere effettuata per
determinare se si possa esigere che il ricorrente venga allontanato nel suo
Paese d'origine. Sennonché, gli accertamenti effettuati in proposito dall'autorità
inferiore sono insufficienti per poter determinare se, a fronte di tutte le
circostanze del caso e segnatamente del lungo soggiorno in Svizzera
dell'insorgente, la decisione impugnata rispetti il principio della
proporzionalità.
Si giustifica pertanto di annullare la medesima
e rinviare gli atti al Consiglio di Stato, affinché provveda a un complemento
di istruttoria onde accertare se in Cile, da dove è assente da 33 anni, il
ricorrente dispone ancora dei legami, sociali, familiari e culturali. A
dipendenza dell'esito di tale accertamento, il Governo verificherà se il rinvio
dell'insorgente in questo Paese sia esigibile tenendo conto anche delle sue
attuali condizioni di salute e del suo lungo soggiorno in Svizzera che, inspiegabilmente,
non è stato preso in considerazione dalla precedente istanza di giudizio nell'ambito
dell'esame della proporzionalità del provvedimento litigioso.
5.
Il ricorso
va pertanto accolto e la risoluzione del Consiglio di Stato annullata.
Visto l'esito del ricorso, si prescinde dal
prelievo di una tassa di giustizia e delle spese. Lo Stato del Cantone Ticino
rifonderà all'insorgente, assistito da un avvocato iscritto nell'apposito registro,
un'adeguata indennità per ripetibili (art. 31 PAmm). Con l'assegnazione di
ripetibili all'insorgente, la domanda di assistenza giudiziaria diviene priva
d'oggetto.
Con l'emanazione del presente giudizio, la
domanda di concessione dell'effetto sospensivo al gravame diviene anch'essa priva
di oggetto (art. 47 PAmm).
Dispositivo
Per questi motivi,
visti gli art. 5, 6, 9, 10 cpv. 1 lett. a e b, 11
LDDS; 8, 16 ODDS; 8 CEDU; 83
lett. c n. 2 LTF; 10 lett. a
LALPS; 3, 18, 28, 43, 46, 47, 60, 61, 65 PAmm e la Lag;
dichiara
e pronuncia:
1. Il ricorso
è accolto ai sensi dei considerandi.
§. Di conseguenza:
1.1. la
risoluzione 29 maggio 2007 (n. 2671) del Consi-
glio
di Stato è annullata;
1.2. gli
atti sono rinviati all'Esecutivo cantonale per nuova decisione previo
completamento dell'istruttoria, come indicato ai considerandi.
2.Non si prelevano né tasse né spese di giustizia.
3. Lo Stato
del Cantone Ticino rifonderà al ricorrente fr. 1'000.– a titolo di ripetibili.
4. Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82. ss LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto
pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia
costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss LTF).
5. Intimazione
a:
;
a;
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il
segretario
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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