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Decisione

52.2007.27

Ricovero caotto urgente in ambiente psichiatrico

6 febbraio 2007Italiano7 min

Source ti.ch

Fatti

A. RI 1 è una

giovane ventiseienne del Locarnese affetta da una grave forma di schizofrenia

ebefrenica, resistente a tutti i tentativi terapeutici messi in atto finora.

Beneficiaria di una rendita AI e sotto tutela, vive con la madre, sofferente di

psicosi paranoide, e con una sorella, pure schizofrenica.

Nel corso

dell'estate 2006 RI 1 ha presentato un ennesimo scompenso psicotico, per il

quale è stata privata della libertà a scopo di assistenza e collocata, per la decima

volta, presso la clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio (CPC) in forma coatta.

È stata dimessa il 23 ottobre 2006, su pressione della madre e della sorella

maggiore, dopo essersi impegnata ad assumere per via orale un consistente trattamento

neurolettico ed a frequentare regolarmente il SPS di Locarno.

Nel mese

di novembre e di dicembre del 2006, RI 1 ha subito due ulteriori internamenti,

il primo a causa di scompensi riconducibili all'interruzione della terapia prescrittale.

Rilasciata il 15 dicembre 2006 con un trattamento neurolettico dépôt, quattro

giorni dopo il suo tutore ne ha ordinato il ricovero forzato in ragione di una

inquietante erranza associata a comportamenti inadeguati-pericolosi e stato

dissociativo.

B. Mediante

ricorso 25 dicembre 2006 RI 1 è insorta contro il ricovero dinanzi alla

Commissione giuridica in materia sociopsichiatrica (CGASP), contestando il provvedimento.

Dopo

esser stata sentita dalla commissione, la ricorrente è stata sottoposta ad esame

specialistico da parte del dr. __________, psichiatra e psicoterapeuta FMH.

Alla luce delle risultanze di questa indagine, con pronunzia 9 gennaio 2007 la

CGASP ha respinto il gravame.

C. Il 24

gennaio 2007 RI 1 ha impugnato tale giudizio davanti al Tribunale cantonale

amministrativo, ribadendo la sua avversione a qualsiasi misura restrittiva

della libertà. A suo parere, sia l'attuale ricovero che il prospettato

collocamento in un foyer sono inopportuni e dovrebbero essere oggetto di

un'attenta valutazione peritale.

D. La CGASP ha

rinunciato a presentare osservazioni al ricorso, mentre la CPC si è premurata

di illustrare le ragioni che impongono il mantenimento della misura coercitiva

osteggiata dall'insorgente.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo, la legittimazione attiva della

ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dagli art. 50 cpv. 3 e

52 LASP, nonché 43 e 46 PAmm.

Il

gravame è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta degli

atti, senza procedere ad accertamenti istruttori. La situazione dell'insorgente

è stata appena esaminata dal dr. __________ nell'ambito del procedimento

ricorsuale di prima istanza. Non occorre quindi ordinare una nuova perizia

giudiziaria, insuscettibile di apportare al tribunale la conoscenza di ulteriori

fatti rilevanti per il giudizio che è chiamato a rendere (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Considerandi

2.

2.1. Una

persona maggiorenne o interdetta può essere collocata o trattenuta in uno

stabilimento appropriato allorquando, per infermità mentale, debolezza mentale,

alcoolismo o altra tossicomania o grave stato d'abbandono l'assistenza

personale necessaria non le possa essere data altrimenti (art. 397a cpv.

1.

CC). Deve essere rilasciata non appena lo permetta il suo stato (art. 397a

cpv. 3 CC).

2.2

Nel nostro Cantone il collocamento

coattivo ordinario in una unità terapeutica riabilitativa (UTR) di una persona

indicata all'art. 397a CC ha luogo per decisione della delegazione

tutoria del comune di domicilio o, in caso di malattia psichica, del direttore

del settore (psichiatrico) del luogo di domicilio (art. 20 cpv. 1 lett. b

LASP). In caso di urgenza tale competenza spetta anche alla delegazione tutoria

del luogo di residenza oppure ad un medico abilitato all'esercizio in Svizzera

(art. 22 cpv. 1 LASP). Per le persone tutelate è inoltre competente il tutore

(art. 22 cpv. 2 LASP).

Il Direttore del settore o lo psichiatra

curante possono decidere un trattamento ambulatoriale coattivo se la situazione

dell'utente, pur non giustificando un collocamento, richiede comunque un intervento

restrittivo della libertà personale (art. 20 cpv. 2 LASP).

La decisione, motivata e corredata dal piano

terapeutico (art. 21 LASP), è impugnabile alla CGASP dapprima (art. 50 cpv. 1 e

2.

LASP) ed a questo Tribunale successivamente (art. 50 cpv. 3 LASP).

3.

3.1. RI 1

La decisione di collocamento del 19 novembre

2006.

si inserisce in questo contesto famigliare gravemente patologico, accompagnato

da un importante stato di ritiro sociale e da una mancanza di prospettive

esistenziali costruttive.

3.2

Nel giudizio qui impugnato, del 9

gennaio 2007, la CGASP ha confermato il collocamento. L'autorità di ricorso di

prime cure si è fondata in particolare sul referto peritale del proprio membro

dr. __________, il quale ha rilevato che al momento della visita la paziente

era massicciamente destrutturata, discordante, perplessa, ambivalente, scollata

dalla realtà, senza coscienza di sé e del proprio stato, inconsistente sul

piano progettuale, interpretativa e delirante. Sul piano diagnostico, il medico

specialista ha confermato la sussistenza di un grave scompenso schizofrenico,

che rende indispensabile la somministrazione di un trattamento neurolettico

adeguato e la continuazione del soggiorno ospedaliero fino ad una ragionevole

remissione sintomatica, seguito a tempo debito da un collocamento in una

struttura residenziale specializzata. Il menzionato professionista ha quindi condiviso

la necessità del ricovero, stante la consistenza del disturbo psichico di cui

soffre la ricorrente e il disagio provocato da un ambiente famigliare estremamente

patologico.

Questa valutazione è stata sostanzialmente

condivisa da tutti i medici che hanno avuto modo di esaminare l'insorgente.

4.

La

decisione impugnata deve essere senz'altro tutelata. Essa dimostra ampiamente

ed in modo convincente che il 19 dicembre 2006 la ricorrente ha dovuto essere urgentemente

ricoverata in modo coatto per far fronte ad una situazione di estrema gravità,

non altrimenti gestibile.

Dal

momento che il ricovero è stato disposto secondo la procedura d'urgenza, qualora

dovesse perdurare la necessità del trattenimento la CPC dovrà tuttavia provocare

l'avvio di una procedura di (conversione in) collocamento ordinario ex art. 20

LASP (cfr. art. 22 cpv. 3 LASP, nonché il consid. 2.2. che precede).

5.

Sulla

scorta delle considerazioni che precedono il gravame va respinto. Non si preleva

tassa di giudizio (art. 50 cpv. 4 LASP).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 397a ss. CC; 19, 20, 22, 45, 50

e 52 LASP;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

preleva tassa di giudizio.

3. Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82 ss. LTF). Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto

pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia

costituzionale al Tribunale federale (art. 113 ss. LTF).

4. Intimazione

a:

terzi implicati

1. CO 1

2. CO 2

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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