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Decisione

52.2007.297

Vendita di un fondo di proprietà comunale. Al legislativo spetta il compito di pronunciarsi sul principio della vendita, mentre il municipio decide in seguito le modalità di realizzazione dell'operazi

15 novembre 2007Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il CO 1 è

proprietario del locale mapp. 32, un fondo inedificato di 65 mq a forma di

"L" posto in zona residenziale estensiva (R est.), a ridosso del

nucleo di __________.

B. Il 13

novembre 2006 il CO 1 ha licenziato il messaggio n. 22/2006, chiedendo al

consiglio comunale di autorizzarlo a vendere il mapp. 32 tramite trattative

dirette al prezzo di fr. 350.- il mq. Tale somma - si legge nel messaggio - era

già stata in pratica convenuta con il futuro acquirente del terreno __________,

proprietario della contigua part. 34.

C. Il

consiglio comunale di __________ si è riunito il 18 dicembre 2006, alla

presenza di 16 membri su 20. In quell'occasione ha tra l'altro approvato il

messaggio n. 22/2006 con 14 voti favorevoli e 2 astenuti. La risoluzione è

stata pubblicata all'albo comunale il 21 dicembre 2006.

D. Con

giudizio 11 luglio 2007 il Consiglio di Stato ha confermato la suddetta

risoluzione, respingendo l'impugnativa contro di essa inoltrata da RI 1.

L'autorità di ricorso di prime cure ha

ritenuto in sostanza che nel caso di specie fossero date tutte le premesse per

derogare al principio del pubblico concorso sancito dall'art. 180 LOC. La

vendita a trattative dirette permetterebbe infatti di incorporare il mapp. 32

nell'adiacente mapp. 34, ottenendo un riordino fondiario auspicabile nell'ambito

dell'assetto definitivo del comparto di __________. D'altra parte, la vendita

della part. 32 al prezzo di 350.- fr. il mq non comporterebbe alcun danno al comune.

E. Contro tale

giudicato governativo il soccombente insorge ora davanti al Tribunale cantonale

amministrativo, chiedendone l'annullamento.

L'insorgente ricorda di essere proprietario

del mapp. 247, ove abita, e degli attigui mapp. 248 e 249 di __________, fondi

gravati da un vincolo PZ (piazza) in parte utilizzati quale parcheggio privato.

Dato che il comune potrebbe presto realizzare il vincolo pianificatorio

sottraendogli l'area sinora sfruttata come posteggio, egli ha un interesse

evidente a poter acquisire il mapp. 32, posto nelle immediate vicinanze delle

sue proprietà. A fronte di una simile situazione, il consiglio comunale non poteva

autorizzare la vendita a trattative dirette in luogo del pubblico concorso,

vuoi perché vi sono con certezza più persone interessate all'acquisto del

medesimo bene, vuoi perché i prezzi dei terreni nel nucleo di __________ sono

superiori a quello concordato tra il municipio e il proprietario del mapp. 34.

Per evitare che il comune subisca un danno, rispettivamente per consentirgli di

ricavare dall'operazione il maggior profitto possibile, è quindi necessario che

la part. 32 venga venduta quantomeno per licitazione privata.

F. La Sezione

degli enti locali si astiene dal prendere posizione, mentre il Consiglio di

Stato propone di respingere il gravame e si riconferma nella propria

risoluzione senza formulare osservazioni.

Ad identica conclusione pervengono il

presidente del consiglio comunale e il CO 1, i quali avversano partitamente le

tesi dell'insorgente con argomentazioni che saranno riprese - per quanto

necessario - nel seguito.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data (art. 208 cpv. 1 LOC),

il ricorso è tempestivo (art. 46 cpv. 1 PAmm) e la legittimazione del

ricorrente, cittadino attivo di __________, certa (art. 43 PAmm e 209 lett. a

LOC).

Il

gravame è pertanto ricevibile in ordine e può essere deciso sulla base degli

atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art. 18 cpv. 1 PAmm).

Considerandi

2.

Le

decisioni del legislativo comunale sono annullabili quando risultano sostanzialmente

contrarie a norme della costituzione, di legge o di regolamenti (art. 212 lett.

a LOC).

Giusta l'art. 13 lett. h LOC, il legislativo

autorizza in particolare l'alienazione dei beni comunali. Dal canto suo, l'art.

180.

cpv. 1 LOC sancisce che le alienazioni, gli affitti e le locazioni di beni

mobili ed immobili devono essere fatte per pubblico concorso. In casi

eccezionali e quando al comune non ne può derivare danno, soggiunge la norma,

il municipio può procedere per licitazione privata oppure per trattative

dirette. Tale disposto mira, da un lato, a

salvaguardare gli interessi della comunità permettendo all'ente pubblico di

scegliere fra più offerte quella maggiormente vantaggiosa e, dall'altro, ad

assicurare a tutti i concorrenti le stesse possibilità di riuscita (STA

52.2005.238

dell'8 marzo 2006 in re L.F. e llcc, consid. 5.1.).

Circa la ripartizione di competenze tra

legislativo comunale e municipio in materia di alienazione di beni comunali,

legge e giurisprudenza indicano chiaramente che al primo organo spetta solo il

compito di pronunciarsi sul principio della vendita e, eventualmente, sulle

condizioni della transazione (prezzo minimo di vendita). Al secondo, incombe

invece l'onere di perfezionare l'operazione secondo le modalità indicate

all'art. 180 LOC (cfr., sul tema, Ratti, Il comune, vol. 1, p. 679 ss.; RDAT II-1993

n. 2).

3.

Nel caso

di specie, le autorità comunali prima ed il Consiglio di Stato poi hanno ritenuto

che il legislativo di __________ potesse decidere di vendere il mapp. 32 al

proprietario del contiguo mapp. 34 senza far capo al pubblico concorso. A

torto.

In effetti, come ricordato al considerando

precedente, la chiave di ripartizione delle competenze stabilita dalla LOC

imponeva che il consiglio comunale si pronunciasse unicamente sul principio

dell'alienazione in quanto tale, oltre - eventualmente - sul prezzo minimo di vendita,

escluse quindi le modalità di realizzazione dell'operazione, che sarebbe poi

spettato al municipio determinare.

Il ricorso va dunque accolto già solo per

questo motivo.

Per

evitare ulteriori gravami sulla medesima questione, mette comunque conto di

annotare che in concreto non è ravvisabile una situazione a tal punto

eccezionale da giustificare una deroga all'obbligo del pubblico concorso

sancito dall'art. 180 cpv. 1 LOC. È ben vero che solitamente scorpori di

terreno pubblico di esigue dimensioni vengono venduti direttamente al confinante

in quanto unica persona interessata ad integrare nel proprio fondo modeste

porzioni di terreno contermine altrimenti prive di attrattiva. Per quanto

concerne la part. 32, bisogna però considerare che la cerchia dei suoi

possibili acquirenti non si riduce al solo possessore del mapp. 34. Anche la

proprietaria della part. 30 potrebbe avere interesse ad estendere il suo fondo

verso S-E, annettendovi il terreno che il comune intendere cedere. Senza parlare

del ricorrente, che pur non confinando direttamente con tale area, è

sicuramente allettato dall'idea di poter disporre di una superficie nelle

immediate vicinanze della sua abitazione in sostituzione del mapp. 248, gravato

da un vincolo PZ e destinato quindi a divenire un bene pubblico del CO 1. Posto

che il pubblico concorso è il metodo di selezione che meglio

permette di reperire l’acquirente più redditizio per il comune salvaguardando

così gli interessi economici della comunità, non v'è dubbio che di fronte ad

una pluralità di potenziali compratori di pari dignità il municipio farebbe

bene a scegliere la procedura esatta dall'art. 180 cpv. 1 LOC o optare

quantomeno per una licitazione privata.

4.

Sulla

scorta di quanto precede il ricorso deve essere accolto, annullando per violazione

degli art. 13 lett. h e 180 LOC il giudizio governativo impugnato e la

risoluzione del consiglio comunale che esso ha tutelato.

Date le

circostanze, si prescinde dal prelievo di una tassa di giustizia (art. 28

PAmm). Soccombente, il comune non può tuttavia essere esentato dal pagamento di

congrue ripetibili al ricorrente, patrocinato da un avvocato iscritto

nell'apposito registro (art. 31 PAmm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 13, 180, 208, 209, 212 LOC; 3, 18, 28,

43, 46, 60 e 61 PAmm,

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è accolto.

§. Di conseguenza sono annullate:

1.1. la decisione 11

luglio 2007 (n. 3734) del Consiglio di Stato;

1.2. la risoluzione 18

dicembre 2006 con cui il consiglio comunale di __________ ha autorizzato la

vendita a trattative dirette del mapp. 32 RFD di proprietà comunale.

2. Non si

preleva tassa di giustizia. Il CO 1 verserà al ricorrente fr. 1'200.- a titolo

di ripetibili di entrambe le istanze.

3. Contro la presente decisione è dato ricorso in materia di

diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine di 30 giorni

dalla sua notificazione (art. 82 ss. LTF). Qualora non sia proponibile il

ricorso in materia di diritto pubblico, entro il medesimo termine è ammesso il

ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale (art. 113

ss. LTF).

4. Intimazione

a:

,

;

,

;

;

;

.

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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