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Decisione

52.2007.368

Divieto di lavoro domenicale (autorizzazione generale)

4 dicembre 2007Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

A. Il 14 settembre 2007 la

Commissione paritetica del ramo vendita ha chiesto al Dipartimento delle

finanze e dell'economia (DFE) di autorizzare come di consueto quattro aperture

straordinarie dei negozi durante il periodo prenatalizio 2007 (sabato 8,

domenica 16, domenica 23 e lunedì 24 dicembre). La domanda, inoltrata a nome e

per conto delle aziende che fanno parte della comunità contrattuale del CCL per

il personale di vendita e della __________, è stata sottoscritta anche dai

partner sindacali (RI 1; RI 2 e RI 3).

Il 21 settembre 2007 l'RA 1, la RI 2 ed il RI 3 hanno chiesto

al DFE di limitare l'autorizzazione ai negozi ed alle aziende che fanno parte

della comunità contrattuale e della __________. Gli altri negozi e imprese del

commercio avrebbero dovuto inoltrare una richiesta individuale.

B. Con decisione 5 ottobre 2007

il Dipartimento delle finanze e dell'economia (DFE) ha autorizzato le aperture

richieste, concedendo una deroga generalizzata a tutti i negozi ed aziende,

compresi i saloni di parrucchiere, le pettinatrici e le farmacie (FU n. 80/

2007 pag. 7652).

La richiesta di limitare l'autorizzazione ai negozi ed alle

aziende che fanno parte della comunità contrattuale e della __________ avanzata

dalle organizzazioni sindacali è stata respinta per non scostarsi dalla prassi

consolidata e creare disorientamento fra i consumatori.

Contro tale decisione, le organizzazioni sindacali menzionate

in ingresso sono insorte davanti al Consiglio di Stato, che con giudizio 20 novembre

2007 ha respinto l'impugnativa.

C. Richiamata la predetta

autorizzazione dipartimentale, con decisione dello stesso 5 ottobre 2007, pure

pubblicata sul FU, l'Ufficio dell'ispettorato del lavoro (UIL) ha dal canto suo

autorizzato l'occupazione di personale femminile e maschile, esclusi i giovani

fino a 19 anni compiuti e gli apprendisti fino a 20 anni compiuti, nei giorni

di domenica 16 e domenica 23 dicembre 2007. L'autorizzazione è stata

subordinata al consenso del lavoratore, al versamento di un supplemento

salariale del 50%, alla compensazione con tempo libero ed al divieto di lavoro

straordinario.

Contro questa decisione, le medesime organizzazioni sindacali

si sono aggravate davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendo che

l'autorizzazione venga circoscritta ai negozi ed alle aziende che fanno parte

della comunità contrattuale e della __________. Le ricorrenti non contestano

l'autorizzazione in quanto tale. Esse si limitano ad eccepire che venga

rilasciata in modo generale anche ai negozi ed alle aziende non aderenti alla __________

o sotto CCL, allorché l’art. 49 cpv. 1 LL esige l'inoltro di una domanda

motivata e corredata dagli atti necessari. Concedendo un'autorizzazione

generale le istituzioni perderebbero quel controllo che l'inoltro di una

domanda individuale renderebbe invece possibile.

D. All'accoglimento del ricorso

si oppone l'UIL, contestando le tesi delle ricorrenti con argomenti che per

quanto necessario verranno discussi nei seguenti considerandi.

Considerato, in

diritto

1. La competenza del Tribunale

cantonale amministrativo è data dagli art. 56 LL e 26 cpv. 2 LCL. La

legittimazione attiva delle organizzazioni sindacali ricorrenti è certa (art.

58 LL). Il ricorso, tempestivo, è ricevibile in ordine.

Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti, senza

istruttoria (art. 18 PAmm). I fatti rilevanti non sono contestati.

Considerandi

2.

Le ricorrenti non

contestano che siano dati i presupposti dell'art. 19 cpv. 3 LL per il rilascio

di un'autorizzazione in deroga al divieto d'occupare personale la domenica

sancito dall'art. 18 cpv. 1 LL. Riconoscono in particolare che sussiste un

urgente bisogno ai sensi dell'art. 27 cpv. 1 lett. c OLL.

Controversa è unicamente la questione di sapere se il

rilascio, da parte dell'UIL, di un'autorizzazione estesa a tutti i commerci

interessati dalla parallela decisione del DFE, indipendentemente dal fatto che

abbiano sottoscritto il CCL per il personale di vendita o aderiscano alla __________,

integri gli estremi di una violazione del diritto (art. 61 PAmm).

3.

Secondo l’art. 49 cpv. 1

LL, per ottenere un permesso previsto nella legge, il datore di lavoro deve

presentare tempestivamente una domanda motivata e corredata degli atti

necessari. Salvo nei casi di minima importanza, specifica l’art. 41 OLL 1, la

domanda per un permesso concernente la durata del lavoro deve essere presentata

per scritto e deve contenere le indicazioni seguenti:

a. la

designazione dell’azienda o delle parti di azienda cui si riferisce;

b. il numero

dei lavoratori interessati, separatamente per uomini, donne e giovani;

c. l’orario

previsto, compresa la durata del riposo e le pause, e la rotazione delle

squadre o eventuali deroghe; nel caso di lavoro notturno, di lavoro a tre o più

squadre e di lavoro continuo, la domanda può rinviare a rappresentazioni grafiche

degli orari e dei turni;

d. la durata

prevista del permesso;

e. la

conferma del consenso del lavoratore;

f. il

risultato della visita medica relativo all’idoneità del lavoratore, sempre che

sia prevista dalla legge o dall’ordinanza;

g. la prova

dell’urgente bisogno o dell’indispensabilità;

h. l’assenso

di terzi, sempre che sia previsto dalla legge o dall’ordinanza.

La legge federale non prevede la possibilità di concedere autorizzazioni

in deroga al divieto del lavoro domenicale sotto forma di decisione globali,

ovvero di decisioni che regolano una situazione concreta di una cerchia di

persone non determinate individualmente (Allgemeinverfügung; Max Imboden/René Rhinow,

Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., n. 5 B II c; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren

un Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2. ed., Zurigo 1998, n. 493-495).

Particolari motivi di praticità giustificano tuttavia di regolare un certo

numero di casi concreti, sostanzialmente identici, attraverso una sola decisione.

Richiedere che ogni datore di lavoro presenti una richiesta individuale sarebbe

sproporzionato e comporterebbe un eccessivo aggravio amministrativo (STF

5.9.1995

n.2A.413/1994 = RDAT I-1996 n. 63 consid. 6c pag. 194; VPB 68 n. 104 consid.

3.6

; ARV 2000, consid. 3). Devono in ogni caso essere soddisfatti i

presupposti di legge, in particolare il bisogno urgente (cfr. STF 1.10.2002 n.

2A.542/2001 consid. 4.1).

4.

Nel caso concreto, le

organizzazioni sindacali ricorrenti non contestano di per sé che l'UIL abbia

rilasciato l'autorizzazione in deroga sotto forma di autorizzazione generale o

globale. A giusta ragione, poiché la decisione in esame presenta le connotazioni

di un'autorizzazione generale anche nella misura in cui concerne i negozi e le aziende

che hanno sottoscritto il CCL per il personale di vendita o che aderiscono alla

__________. Non sono in effetti noti i nominativi dei singoli commerci

interessati. Tanto meno sono noti quelli che ne faranno effettivamente uso.

Le ricorrenti si limitano in sostanza a contestare il fatto

che l'autorizzazione non sia stata circoscritta alle aziende che hanno

sottoscritto il suddetto CCL o che sono affiliate alla __________. Soltanto

limitando l'autorizzazione a queste aziende, obiettano, risulterebbe infatti

garantito un efficace controllo, poiché soltanto le organizzazioni sindacali

disporrebbero di mezzi atti a garantire un effettivo rispetto delle prescrizioni

di legge e dei diritti fondamentali dei lavoratori impiegati.

La tesi delle ricorrenti non può essere accreditata.

Al riguardo, va anzitutto rilevato che il controllo del

rispetto delle condizioni poste dalla legge compete all'autorità cantonale e

non alle organizzazioni sindacali. Occorre inoltre considerare che il controllo

può essere effettuato soltanto a posteriori. Il semplice possesso di

un'autorizzazione individuale non garantisce ancora il rispetto delle

prescrizioni di legge.

Ora, è ben vero che le organizzazioni sindacali possono coadiuvare

l'autorità nell'espletamento dei controlli, segnalando eventuali infrazioni. La

collaborazione che prestano, per quanto utile ed apprezzabile, non costituisce

tuttavia un motivo sufficiente per giustificare l'auspicata limitazione

dell'autorizzazione generale. Nella mancata limitazione della controversa

autorizzazione generale alle aziende che hanno sottoscritto il CCL o che sono

affiliate alla __________ non è in particolare ravvisabile alcuna violazione

del diritto. Concedendo l'autorizzazione in deroga al divieto di lavoro

domenicale a tutti i negozi interessati dall'autorizzazione dipartimentale, indipendentemente

dal fatto che abbiano sottoscritto il CCL o aderito alla __________, l'UIL non

ha violato alcuna disposizione della LL o dell'OLL.

L'individuazione delle aziende beneficiarie del controverso

provvedimento, sottesa all'art. 41 cpv. 1 lett. a OLL 1, non è meglio garantita

dalla sottoscrizione di tale contratto o dall'appartenenza alla predetta

associazione di categoria. Sotto quest'aspetto, non è di rilievo che

l'autorizzazione venga concessa a tutti i negozi del Cantone o soltanto a

quelli aderenti alla __________ o che hanno sottoscritto il CCL per il personale

di vendita. In quest'ultima evenienza, il novero delle aziende beneficiarie è invero

più ristretto, ma rimane altrettanto indeterminato. Tanto le aziende non convenzionate

od affiliate, quanto quelle sotto contratto od affiliate sono inoltre libere di

farne uso o di rinunciarvi. L'orario (art. 41 cpv. 1 lett. c cpv. 1 OLL 1) e la

durata (art. 41 cpv. 1 lett. d OLL 1) della deroga sono d'altro canto regolati

dall'autorizzazione stessa, in modo uniforme per tutti i commerci: la sottoscrizione

del CCL o l'adesione alla Federcommercio non apporterebbe alcun vantaggio dal

profilo di una corretta applicazione della legge. Lo stesso dicasi per quel che

concerne le informazioni riguardanti il numero di lavoratori interessati,

separati per uomini, donne e giovani (art. 41 cpv. 1 lett. b OLL 1).

Per quanto riguarda infine il consenso del dipendente (art.

41.

cpv. 1 lett. e OLL 1), basta ricordare che per il Tribunale federale è

sufficiente che tale esigenza figuri nell'autorizzazione generale stessa (RDAT

I-1996 n. 63 consid. 6c pag. 194). Il consenso del lavoratore non dipende né

dalla sottoscrizione del CCL, né dall'affiliazione del datore di lavoro alla __________.

Nemmeno da questo profilo la mancata limitazione dei beneficiari dell'autorizzazione

in deroga, censurata dalle ricorrenti, perfeziona dunque gli estremi di una

violazione del diritto.

5.

Sulla scorta delle

considerazioni che precedono, il ricorso va dunque respinto.

La tassa di giustizia è posta a carico delle organizzazioni

sindacali ricorrenti secondo soccombenza (art. 28 PAmm).

Per

questi motivi,

visti

gli art. 49, 56, 58 LL; 41 OLL 1; 26 LCL; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm;

dichiara e pronuncia:

1.

Il ricorso è respinto.

2.

La tassa di giustizia di fr.

1'000.- è a carico delle ricorrenti in solido.

3.

Contro la presente decisione

è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna

entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 seg. LTF).

Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto pubblico, entro il

medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al

Tribunale federale (art. 113 seg. LTF).

4.

Intimazione

a:

;

;

,

;

.

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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