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Decisione

52.2008.367

Multa per deposito abusivo di rifiuti

15 gennaio 2009Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

i cittadini in modo discriminatorio.

A sostegno

dell'impugnativa RI 1 ripropone in sostanza le censure sollevate senza successo

in prima istanza.

G. Il ricorso

è avversato dal Consiglio di Stato e dal municipio, che ne propongono la

reiezione senza formulare particolari osservazioni.

Considerato, in

diritto

1. 1.1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 148 cpv. 3

della legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 2.1.1.2). La legittimazione

attiva dell'insorgente è data dagli art. 209 lett. b LOC. Il presente gravame,

tempestivo (art. 46 cpv. 1 legge di procedura per le cause amministrative;

LPamm; RL 3.3.1.1), è ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla

base degli atti (art. 18 cpv. 1 LPamm).

Considerandi

2.

2.1

Giusta l'art. 145

cpv. 1 LOC, il municipio punisce con la multa le contravvenzioni ai regolamenti

comunali, alle ordinanze municipali o alle leggi la cui applicazione gli è

affidata. La multa è una pena pronunciata a titolo di sanzione amministrativa

contro un privato in ragione della violazione di un'obbligazione di diritto

pubblico. Essa rappresenta uno strumento coercitivo conferito all'autorità per

ottenere il rispetto della legge (Adelio

Scolari, Diritto

amministrativo - parte generale, II ed., Cadenazzo 2002, n.1018 segg.). La

multa deve essere ancorata ad una base legale e, visto il suo carattere

prettamente repressivo, presuppone l'esistenza di una colpa a carico del

soggetto che con il suo comportamento ha infranto la legge (Ulrich Häfelin/Georg Müller/Felix Uhlmann,

Grundriss des Allgemeinen Verwaltungsrechts, 5. ed., Zurigo 2006, n.1171 seg.; Max Imboden/René A. Rhinow,

Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, vol. I, V ed., Basilea 1976, n. 49 B.

VI). Ciò significa che una multa può essere inflitta solo se la colpevolezza è

stata dimostrata in modo ineccepibile, ritenuto comunque che l'onere della

prova incombe all'autorità, a cui spetta l'obbligo di perseguire il denunciato

(René Rhinow / Beat Krähenmann,

Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Ergänzungsband, Basilea e Francoforte

sul Meno 1990, n. 49 B. VI).

2.2

L'art. 29

cpv. 2 del regolamento comunale concernente la gestione dei rifiuti (Rrif)

prescrive che nei cassonetti possono essere depositati unicamente i sacchi contrassegnati

dal Consorzio Nettezza Urbana (CNU). L'art. 34 cpv. 1 Rrif stabilisce la

competenza del municipio per sanzionare con una multa fino a fr. 5'000.- tutte

le infrazioni commesse contro il regolamento stesso. Basandosi su questa norma

il municipio ha emanato l'ordinanza municipale concernente le infrazioni in

ambito della gestione dei rifiuti del 19 settembre 2006 (Orif). Questa ordinanza

definisce nel dettaglio l'ammontare delle multe previste per le diverse

infrazioni. Per il mancato utilizzo dei sacchetti ufficiali CNU con una

capienza fino a 60 litri, la

multa prevista dalla Orif ammonta a fr. 100.-.

3.

3.1. Certa la base legale, resta da chiarire se il municipio abbia

dimostrato che il sacco è stato depositato dal prevenuto in contravvenzione. Il

municipio, per ascrivere il deposito illegale del sacchetto a RI 1, si è basato

sul ritrovamento all'interno del sacchetto stesso di alcuni documenti che

riportano il suo nome e sui quali è riconoscibile la sua grafia. Il sacchetto,

inoltre, non è stato ritrovato in un cassonetto qualunque, ma nel cassonetto utilizzato

abitualmente dal ricorrente e situato a pochi metri di distanza dalla sua

abitazione. In simili circostanze, non appare fuori luogo ritenere che sia

stata fornita una prova sufficiente per attribuire al ricorrente la responsabilità

dell'illecito.

3.2

RI 1, dal canto suo, pretende che l'autore

materiale dell'infrazione sarebbe una terza persona malintenzionata, che si sarebbe

procurata i documenti in questione e li avrebbe gettati nel contenitore,

utilizzando un sacchetto non conforme, con l'intento di creargli delle noie

amministrative.

La tesi appare alquanto inverosimile (cfr.

fattispecie analoga STA 52.95.00104 del 12 giugno 1995). Il ricorrente non ha

presentato alcuna prova o quanto meno indizio che possa renderla credibile. In

particolare, egli avrebbe dovuto adombrare, quanto meno sotto forma di

sospetto, la persona che gli serberebbe rancore o gli vorrebbe fare un

dispetto. La cerchia dei possibili autori non dovrebbe essere più vasta di quel

tanto, considerato che si dovrebbe trattare di una persona che addirittura è a

conoscenza del luogo in cui deposita la carta in attesa di consegnarla agli

appositi servizi per lo smaltimento.

Il perverso piano, architettato a suo danno

da uno sconosciuto, appare d'altro canto del tutto inverosimile, poiché la

probabilità che un sacchetto non ufficiale venga effettivamente notato è quanto

mai scarsa, stante che non è previsto un controllo sistematico dei cassonetti

quando vengono svuotati all'interno dei camion dei rifiuti.

3.3

Valutando liberamente le prove e gli

indizi, coerenti fra loro, presentati dal municipio, a cui incombe l'onere

probatorio, questo Tribunale matura il solido convincimento che l'infrazione

sia stata effettivamente commessa dall'insorgente, il quale per discolparsi non

ha trovato di meglio che inventarsi una giustificazione, priva di qualsiasi riscontro

atto a sostanziarla e a renderla in qualche modo credibile. In assenza di

indizi contrari, non v'è motivo di dubitare che sia stato effettivamente il

ricorrente a depositare il sacchetto nel container.

Nei processi indiziari l'esistenza o l'inesistenza

di un fatto è provata quando il giudice ne sia personalmente convinto. Convincimento,

questo, che in concreto è dato al di là di ogni ragionevole dubbio. Il

principio in dubio pro reo non obbliga del resto il giudice a giungere

ad un verdetto di assoluzione ogni volta che, avuto riguardo ad una concreta

fattispecie, abbia dei dubbi, ma soltanto ove egli rimanga nel dubbio, cioè

laddove le prove assunte non hanno potuto procuragli la certezza dell'esistenza

o dell'ine-sistenza di un fatto rilevante (cfr. STP 72.2004.61 dell’8 ottobre

2004, consid. V. 1.). Semplici dubbi, teorici o astratti, non sono sufficienti

perché gli stessi sono sempre possibili e non può essere preteso il

raggiungimento di una certezza assoluta (DTF 120 Ia 31, consid. 2. c.).

3.4

Le eccezioni

sollevate dall'insorgente con riferimento alla parità di trattamento sollevata

dal ricorrente e la richiesta di ammonimento al municipio vanno rigettate

siccome manifestamente infondate.

4.

Sulla scorta delle considerazioni che precedono,

il ricorso va dunque respinto. La tassa di giustizia e le spese seguono la

soccombenza (art. 28 LPamm).

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 145, 148, 209 LOC; 29, 34 Rrif di __________;

3, 18, 28, 60 LPamm;

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. La tassa

di giustizia di fr. 600.- è a carico del ricorrente.

3. Contro la presente decisione è dato ricorso

in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna entro il termine

di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg.

della legge sul Tribunale federale, del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

Qualora non sia proponibile il ricorso in materia di diritto pubblico, entro il

medesimo termine è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al

Tribunale federale (art. 113 segg. LTF).

4. Intimazione

a:

;

;

.

1.

CO 1

1 patrocinato da: PA 3

2.

CO 2

2 patrocinata da: PA 2

3.

CO 3

4.

CO 4

5.

CO 5

6.

CO 6

7.

CO 7

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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