Lexipedia

Decisione

52.2009.277

Effetto sospensivo. Ordine di sospensione e ripristino dell'uso autorizzato. Revoca dell'autorizzazione a gestire

7 settembre 2009Italiano22 min

Source ti.ch

Fatti

I ricorsi, tempestivi (art. 46 cpv. 1

LPamm), sono dunque ricevibili in ordine.

1.2. In quanto fondate sulla medesima

fattispecie, le impugnative possono essere evase con un unico giudizio (art. 51

LPamm).

Trattandosi di ricorsi proposti contro

decisioni emanate in ambito provvisionale, il giudizio può fondarsi sugli atti,

senza assumere le prove richieste dall'insorgente (art. 18 cpv. 1 LPamm).

2. 2.1.

Giusta l'art. 47 cpv. 1 LPamm, il ricorso ha effetto sospensivo a meno che la

legge o la decisione impugnata non dispongano altrimenti. In questo caso,

soggiunge la norma (cpv. 2), il ricorrente può chiedere al presidente dell'autorità

di ricorso la sospensione della decisione.

Di regola, le decisioni dell'autorità

amministrativa crescono in giudicato formale e diventano esecutive soltanto al

momento in cui scadono inutilizzati i termini di ricorso previsti dal diritto

cantonale. La legge stessa o l'autorità decidente possono tuttavia

eccezionalmente disporre che la decisione sia immediatamente esecutiva e che un

eventuale ricorso non esplichi effetto sospensivo. La revoca preventiva di tale

effetto presuppone che l'interesse dell'amministrazione ad un'esecuzione

immediata della decisione sia considerato, dalla legge stessa o dall'autorità

decidente, prevalente su quello dell'amministrato a che la decisione diventi

esecutiva soltanto dopo la sua crescita in giudicato.

Immediatamente esecutive per espressa

disposizione di legge sono ad esempio le misure provvisionali (art. 21 cpv. 4

LPamm; cfr. Marco

Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa

ticinese, Agno 1996, ad art. 47 n. 1) e le decisioni di aggiudicazione in

materia di commesse pubbliche (art. 40 cpv. 1 LCPubb). La

concessione dell'effetto sospensivo ad un ricorso contro una misura provvisionale

entra tuttavia in considerazione soltanto in casi eccezionali, poiché, privando

di qualsiasi efficacia il provvedimento cautelare stesso, esplica per finire lo

stesso effetto di una decisione di accoglimento dell'impugnativa nel merito

(STA 52.2008.277 del 22 agosto 2008 consid. 2.2.).

2.2. La ponderazione

degli interessi contrapposti va effettuata sulla base di una valutazione prima

facie degli elementi di giudizio noti (DTF 124 V 82 consid. 6a; 117 V 191 consid. 2b; 110 V 45 consid.

5b; 106 Ib 116 consid. 2a; GAAC 61.77 consid. 3a; Isabelle Häner, Vorsorgliche Massnahmen im Verwaltungsverfahren

und Verwaltungsprozess, in RDS 1997 II 332 e seg.). Nella valutazione dei contrapposti interessi, l'autorità dispone di

un certo margine discrezionale, sindacabile da parte delle istanze di ricorso

unicamente sotto il profilo della violazione del diritto (art. 61 cpv. 1 LPamm).

Censurabili sotto questo profilo sono in particolare le valutazioni che procedono

da un abuso del potere d'apprezzamento. L'istanza di ricorso deve quindi

evitare di sostituire il suo apprezzamento a quello dell'autorità inferiore,

limitandosi a controllare che la misura impugnata sia sorretta da motivi pertinenti

e non disattenda i principi generali del diritto, segnatamente quello di

proporzionalità.

3. Decisione

del municipio

3.1. L'ordine di

cessare immediatamente l'utilizzazione non autorizzata di un edificio prefigura

un provvedimento di natura cautelare, fondato sull'ordinamento edilizio e volto

ad inibire una fruizione dell'immobile non conforme alla destinazione autorizzata

fintanto che non verrà semmai stabilito, nell'ambito di un procedimento di

rilascio del permesso in sanatoria, se tale uso sia conforme al diritto

materiale concretamente applicabile. Tale provvedimento, la cui natura può

essere paragonata a quella di un ordine di sospendere i lavori non autorizzati

(art. 42 LE), è essenzialmente volto a ristabilire una situazione conforme al diritto

nell'attesa che venga accertata la legittimità dell'utilizzazione instaurata

senza permesso od in contrasto con il permesso ricevuto (Adelio Scolari, Commentario, II. ed.,

Cadenazzo 1996, ad art. 42 LE n. 1261 seg.). In considerazione della sua natura

cautelare, tale ordine è immediatamente esecutivo (art. 21 cpv. 4 LPamm). Il

ricorso contro di esso non esplica dunque effetto sospensivo (art. 47 LPamm).

L'ordine di adeguare l'uso di un'opera

edilizia alla destinazione prevista dalla licenza accordata può invece essere

inteso in due modi diversi: o come un semplice provvedimento, collegato in modo

speculare a quello di cessare immediatamente l'utilizzazione non autorizzata,

oppure come una vera e propria misura di ripristino retta dall'art. 43 LE.

Nella misura in cui costituisce soltanto l'interfaccia dell'ordine di cessare l'utilizzazione

non autorizzata, l'ingiunzione partecipa alla natura cautelare dell'ordine di

cessare l'utilizzazione abusiva. L'ingiunzione è dunque immediatamente

esecutiva ed il ricorso interposto contro di essa non esplica effetto

sospensivo (art. 21 cpv. 4 LPamm). Ove sia invece concepita come una misura di

ripristino retta dall'art. 43 LE, l'esecutività dell'ordine di ristabilire la

destinazione autorizzata subentra invece con la crescita in giudicato del

provvedimento. A meno che l'autorità revochi preventivamente l'effetto

sospensivo ad un eventuale ricorso, in caso di impugnazione l'esecutività dell'ordine

è dunque inibita dal gravame.

3.2. Nel caso concreto, il municipio __________,

fondandosi sulle informazioni pervenutegli dal distaccamento TESEU della Polizia

cantonale ha in sostanza ritenuto che il __________, autorizzato per l'esercizio

dell'attività alberghiera, fosse stato trasformato in un postribolo senza la

necessaria autorizzazione. Ravvisando nell'utilizzazione instaurata gli estremi

di un cambiamento di destinazione abusivo, con decisione del 12 febbraio 2009 l'esecutivo comunale ha quindi ordinato alla proprietaria del motel ed alla titolare della

relativa autorizzazione a gestire di sospendere l'esercizio delle attività

legate al meretricio e di ripristinare l'utilizzazione alberghiera autorizzata.

L'autorità comunale si è richiamata tanto all'art. 42, quanto all'art. 43 LE.

3.2.1. Nella misura in cui ordina la

sospensione dell'attività instaurata in contrasto con i permessi ricevuti, l'ingiunzione

ha indubbiamente valore di provvedimento cautelare. La decisione era dunque

immediatamente esecutiva ed i ricorsi inoltrati dalla proprietaria e dall'RI 1,

per legge, non esplicavano effetto sospensivo (art. 21 cpv. 4 LPamm). Non

occorreva di per sé che il municipio lo prevedesse espressamente.

3.2.2. Incerta è invece la natura del

provvedimento in esame nella misura in cui ordina di ripristinare l'utilizzazione

alberghiera autorizzata. La motivazione addotta ed il richiamo all'art. 43 LE

potrebbero invero stare ad indicare che il municipio, ordinando il ripristino

di tale destinazione, abbia a priori escluso qualsiasi possibilità di rilasciare

una licenza in sanatoria per l'insediamento di un postribolo, in quanto implicante

l'esercizio di un'attività palesemente contraria alla funzione esclusivamente alberghiera

assegnata alla zona di utilizzazione. La questione può rimanere indecisa,

poiché anche se il municipio avesse effettivamente inteso concepire l'ordine di

ripristinare la destinazione alberghiera alla stregua di una misura retta dall'art.

43 LE, che ha dichiarato immediatamente esecutiva, in questa sede andrebbe

comunque verificata soltanto la legittimità della decisione con cui il Presidente

del Consiglio di Stato ha respinto la domanda dell'RI 1 di ripristinare l'effetto

sospensivo al ricorso inoltrato. Questione, questa, che si identifica in

sostanza con quella di negare l'effetto sospensivo all'ordine di sospendere

immediatamente l'esercizio della prostituzione.

3.2.3. Con la decisione qui impugnata, il

Presidente del Governo ha respinto l'istanza di concessione dell'effetto

sospensivo, rispettivamente di ripristino di tale effetto.

Al di là delle argomentazioni sviluppate dalla

risoluzione qui in esame, decidendo di non privare di efficacia la misura

cautelare adottata dal municipio nell'attesa che il collegio da lui presieduto

si pronunci sui ricorsi contro di essa interposti e tuttora pendenti, il

Presidente del Consiglio di Stato non ha affatto abusato del potere d'apprezzamento

che la legge gli riserva in tema di conferimento dell'effetto sospensivo ad un

ricorso interposto contro un provvedimento che per le finalità perseguite è dichiarato

immediatamente esecutivo dalla stessa legge (art. 21 cpv. 4 LPamm), rispettivamente

che è stato dichiarato tale dal municipio.

Considerando che l'interesse generale all'immediata

esecutività dell'ordine censurato prevalesse sull'interesse della ricorrente a

continuare ad esercitare nel motel da lei gestito un'attività, a suo dire

accessoria, ma che comunque non è mai stata autorizzata, il Presidente del

Governo non è sicuramente incorso in una violazione del diritto sotto il

profilo dell'abuso di potere. La decisione è del tutto sostenibile. Si fonda su

ragioni pertinenti e non disattende il principio di proporzionalità, poiché

inibisce soltanto un'attività non autorizzata, palesemente estranea a quella

dell'esercizio pubblico ed altrettanto manifestamente contraria alla funzione

turistico-alberghiera assegnata dall'art. 34 NAPR al comparto in cui è situato

il motel. Nella concreta costellazione degli interessi contrapposti,

censurabile in quanto lesiva del diritto sarebbe stata piuttosto una decisione

Considerandi

contraria, che - nelle more del giudizio che il Consiglio di Stato deve ancora

rendere - avesse privato d'efficacia il provvedimento cautelare impugnato,

permettendo alla ricorrente di continuare a gestire il motel come un bordello,

grazie alla sospensione dell'esecutività sia dell'ordine di cessare l'utilizzazione

abusiva, sia dell'ordine di ripristinare la destinazione alberghiera.

La decisione del Presidente del Consiglio di

Stato di respingere la domanda di conferimento dell'effetto sospensivo al

ricorso interposto contro l'ordine del municipio __________ regge dunque

pienamente alle critiche dell'insorgente.

4.

Decisione

della SPI

4.1

4.1.1

L'autorizzazione a gestire un

esercizio pubblico è un permesso di polizia del commercio, mediante il quale l'autorità

accerta che una persona, attiva in proprio o per conto

di terzi, è abilitata a gestire un determinato esercizio pubblico, poiché è in

possesso del corrispondente certificato di capacità ed ha un'ade-guata

copertura assicurativa per le conseguenze derivanti dalla responsabilità civile (art. 28 cpv. 1 LEsPubb).

Secondo l'art. 69 lett. c LEsPubb, l'autorizzazione a gestire è revocata

quando si verifica, per un periodo superiore ai tre

mesi, uno dei casi previsti all'art. 68 lett. a LEsPubb. Fra i casi previsti da

quest'ultima disposizione è annoverato l'art. 12 LEsPubb, che vieta di

utilizzare i locali dell'esercizio pubblico per scopi estranei alla sua

attività.

4.1.2

L'albergo

è per definizione l'esercizio dove si dà alloggio e che comprende oltre ad un

locale di ricezione, servizi di ristorazione e di caffè proporzionati almeno alla

sua disponibilità di alloggio (art. 9 cpv. 1 regolamento sugli esercizi

pubblici del 3 dicembre 1996; RLEsPub; RL 11.3.2.1.1). È considerato motel, dispone

l'art. 12 cpv. 1 RLEsPub, l'esercizio che per la struttura, l'attrezzatura e la

disponibilità di posteggi, accoglie e serve in prevalenza turisti motorizzati.

Per il resto, precisa la norma (cpv. 3), è applicabile l'art. 9. Analoga è la

funzione della pensione (art. 13 RLEsPub), del garni (art. 14 RLEsPub) o della

locanda (art. 15 RLEsPub) e delle camere da affittare (art. 36a RLEsPub). Caratteristica

comune a questi esercizi pubblici è l'offerta di alloggio.

4.1.3

L'utilizzazione di uno stabilimento

alberghiero (albergo, motel, pensione, ecc.) per l'esercizio non occasionale

della prostituzione persegue scopi manifestamente estranei all'attività di

questo genere di esercizio pubblico. Per principio, l'attività di un postribolo

è in effetti sostanzialmente diversa da quella di un albergo o di uno

stabilimento che offre alloggio. I bordelli non servono infatti a dare

alloggio, ma a dispensare prestazioni sessuali a pagamento. Sono stabilimenti

di servizio o commerciali, che di per sé non soggiacciono alla legislazione

sugli esercizi pubblici. L'aspetto abitativo è meramente subalterno. Soggetta

alla legislazione sugli esercizi pubblici è semmai l'attività dei servizi di ristorazione

annessi alla struttura alberghiera o para-alberghiera, nei quali le prostitute

acquisiscono la clientela.

L'insediamento di un postribolo in una

struttura destinata a dare alloggio soggetta alla LEsPubb può dunque giustificare la revoca dell'autorizzazione a gestire l'esercizio

pubblico.

4.1.4

La legge non dichiara immediatamente

esecutive le decisioni di revoca dell'autorizzazione a gestire. L'autorità che

le adotta può comunque togliere preventivamente l'effetto sospensivo ad un

eventuale ricorso, prevalendosi della facoltà concessale dall'art. 47 cpv. 1

LPamm. Deve tuttavia dimostrare che l'interesse pubblico all'immediata

esecutività del provvedimento di revoca prevale sull'interesse del destinatario

a sospenderne gli effetti fintanto che non è cresciuto in giudicato.

4.2

4.2.1

Nel caso concreto, la SPI ha giustificato la revoca dell'autorizzazione a gestire il motel richiamandosi all'ordine

impartito dal municipio __________ alla ricorrente ed alla proprietaria del

motel di cessare immediatamente di utilizzare l'esercizio pubblico come

postribolo. L'autorità dipartimentale ha tolto l'effetto sospensivo ad un eventuale

ricorso, ordinando la chiusura immediata dell'esercizio pubblico e disponendo l'applicazione

di sigilli al fine di assicurare l'effettività dell'ordine. Il provvedimento

non è stato ulteriormente motivato.

Contro questa decisione l'RI 1 è insorta

davanti al Consiglio di Stato, chiedendo che l'esecutività della decisione

fosse sospesa ripristinando l'effetto sospensivo del ricorso.

Con la risoluzione qui impugnata, il

Presidente dell'Esecutivo cantonale ha respinto l'istanza. Scostandosi dalle

motivazioni addotte dalla SPI, il magistrato ha in sostanza ritenuto che la

continuata utilizzazione del motel per scopi estranei, accertata a più riprese

dal gruppo TESEU, giustificasse l'immediata esecutività del provvedimento

impugnato.

4.2.2

La SPI non ha spiegato i motivi che l'hanno indotta a togliere preventivamente l'effetto sospensivo ad un eventuale

ricorso contro la decisione di revocare l'autorizzazione a gestire il motel. Il

richiamo all'ordine impartito dal municipio alla ricorrente di cessare

immediatamente l'utilizzazione dello stabilimento per l'esercizio della

prostituzione e di ripristinare con effetto immediato l'attività alberghiera

non è evidentemente sufficiente per conferire immediata esecutività al

provvedimento di revoca. In particolare, non dimostra che l'interesse pubblico

all'esecuzione della revoca nelle more del procedimento di ricorso prevale sul

contrapposto interesse della RI 1. Dal profilo dell'interesse del comune, si

giustificava semmai il mantenimento dell'effetto sospensivo, poiché la

provvisoria effettività della revoca impediva alla ricorrente di dar

concretamente seguito all'ordine di ripristinare l'utilizzazione alberghiera

del motel, impartitole dal municipio, al quale spettava di ordinare, semmai le

misure di esecuzione, in caso di inosservanza.

4.2.3

Per giustificare l'immediata

esecutività della decisione di revoca dell'autorizzazione a gestire il motel,

il Presidente del Governo si è richiamato alla continuata violazione del

divieto di utilizzare l'esercizio pubblico per scopi estranei all'attività dell'esercizio

pubblico (art. 12 LEsPubb),

commessa dalla RI 1 trasformandolo - di fatto - in un postribolo. La

giustificazione suppletoria addotta dal Presidente del Consiglio di Stato può

semmai legittimare la revoca dell'autorizzazione. Non basta tuttavia per dimostrare

che l'interesse pubblico all'immediata esecuzione del provvedimento prevale

sull'interesse della RI 1 ad attendere che cresca in giudicato. Le generiche

disquisizioni sviluppate dal Presidente dell'Esecutivo cantonale sul fenomeno

della prostituzione e sulle ripercussioni che ne derivano non dimostrano affatto

l'esistenza di un interesse generale, prevalente su quello della ricorrente, a

conferire provvisoria esecutività alla decisione di revoca dell'autorizzazione.

4.2.4

Concreti e convergenti indizi,

risultanti dai ripetuti accertamenti esperiti dal gruppo TESEU sull'arco degli

ultimi due anni, permettono invero di ritenere altamente verosimile che il __________

fosse da tempo frequentato ed occupato prevalentamente da prostitute, che hanno

continuato imperterrite la loro attività anche dopo l'ordine di cessarla,

impartito dal municipio alla proprietaria dell'esercizio pubblico ed alla RI 1.

Parimenti verosimile, contrariamente a quanto sostiene la ricorrente, senza

peraltro fornire la benché minima prova delle sue tesi, appare pure che l'esercizio

della prostituzione costituisse l'attività principale dello stabilimento e che

collaterale ed accessoria era semmai l'attività alberghiera, sempre che si possa

concepire che un piccolo motel continui a dare alloggio a normali ospiti alla

presenza, che è difficile immaginare discreta, di una ventina di prostitute

intente ad acquisire i loro clienti.

Il Presidente del Consiglio di Stato non

spiega tuttavia per qual motivo, la SPI, rimasta per lungo tempo passiva di

fronte alle risultanze dei numerosi controlli esperiti dal gruppo TESEU, possa ad

un tratto pretendere di togliere l'effetto sospensivo ad una decisione di

revoca dell'autorizzazione a gestire, che non ha mai nemmeno comminato di

sospendere prevalendosi della facoltà concessale dall'art. 68 LEsPubb. A maggior ragione va respinta la

pretesa della SPI, se si considera che tanto l'autorità dipartimentale, quanto

il Presidente del Consiglio di Stato non hanno nemmeno lontanamente evocato l'esistenza

di un interesse generale a rendere immediatamente esecutiva la decisione di revoca

al fine di evitare che l'autorizzazione a gestire continui a conferire un'apparenza

di legittimità ad una situazione atta a trarre in inganno la normale clientela

di un motel.

Le generiche considerazioni sviluppate dal

Presidente del Consiglio di Stato circa l'esigenza di contenere il dilagare

della prostituzione non sono atte a legittimare l'esistenza di un interesse urgente

a rendere immediatamente esecutiva la revoca dell'autorizzazione a gestire.

4.2.5

Particolarmente censurabile, siccome

lesiva del diritto, oltre che immotivata, appare poi la decisione del

Presidente del Governo, nella misura in cui nega il ripristino dell'effetto

sospensivo al ricorso in quanto riferito alla disposizione della SPI di assicurare

l'effettività del provvedimento di revoca e del conseguente ordine di chiusura

dell'esercizio pubblico mediante l'applicazione di sigilli. A prescindere dal

fatto che tale provvedimento non colpisce solo la ricorrente, ma anche la

proprietaria dell'immobile, appare comunque lesivo del principio di proporzionalità

inibire, nelle more del giudizio che il Consiglio di Stato deve ancora emanare,

il diritto dell'RI 1 in quanto locataria di disporre dello stabile per altri

scopi, estranei alle attività soggette alla

LEsPubb. La SPI può soltanto ordinare alla ricorrente di cessare l'attività dell'esercizio pubblico,

disattivando il servizio d'alloggio e quello di ristorazione. Non può anche

impedire alla ricorrente di utilizzare l'edificio per altri scopi. Tale facoltà

spetta semmai al municipio per considerazioni riconducibili all'ordinamento

pianificatorio ed alla polizia delle costruzioni.

5.5.1

Sulla scorta delle considerazioni che precedono, il primo ricorso

va dunque respinto, confermando la decisione del Presidente del Governo di

negare l'effetto sospensivo al ricorso inoltrato contro l'ordine del municipio __________

di sospendere immediatamente l'esercizio della prostituzione e di ripristinare

l'utilizzazione alberghiera autorizzata del __________.

Il secondo ricorso deve invece essere

accolto, annullando sia la decisione della SPI di dichiarare immediatamente

esecutiva la decisione di revoca dell'autorizzazione a gestire il __________,

sia la decisione del Presidente del Consiglio di Stato di respingere la domanda

di ripristino dell'effetto sospensivo. È dato atto che il ricorso pendente

davanti al Consiglio di Stato contro la decisione della SPI esplica per legge

effetto sospensivo.

5.2

La tassa di giustizia relativa al

giudizio sul primo ricorso è posta a carico della ricorrente secondo

soccombenza (art. 28 LPamm) ed è compensata con le ripetibili (art. 31 LPamm)

dovute dallo Stato alla ricorrente a seguito dell'accoglimento della seconda

impugnativa.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 21, 42, 45 LE; 12, 28, 68, 69, 71 LEsPubb; 9, 12 RLEsPub; 3, 18, 21, 28, 31, 43, 46, 47, 51,

60, 61, 65 LPamm;

dichiara

e pronuncia:

1. 1.1. Il

ricorso 8 luglio 2009 (a) è respinto.

1.2. Il

ricorso 27 luglio 2009 (b) è accolto.

§. Di conseguenza, sono

annullate:

1.1. la

decisione 6 luglio 2009 della SPI di togliere l'effetto sospensivo ad un

eventuale ricorso contro la decisione di revocare l'autorizzazione a gestire il

__________;

1.2. la

decisione 24 luglio 2009 (n. 18) del Presidente del Consiglio di Stato.

2. La tassa

di giustizia è compensata con le ripetibili.

3. Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82 segg. legge sul Tribunale federale, del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

4. Intimazione

a:

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster