52.2009.313
Richiesta di sussidio per la ristrutturazione di un rustico. Il rilascio della licenza edilizia non è vincolante per l'ottenimento di un sussidio cantonale. Potere di apprezzamento dell'autorità
1 luglio 2011Italiano19 min
Source ti.ch
AIUTO
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Numero d'incarto:
52.2009.313
Data decisione, Autorità:
01.07.2011, TRAM
Titolo:
Richiesta di sussidio per la ristrutturazione di un rustico. Il rilascio della licenza edilizia non è vincolante per l'ottenimento di un sussidio cantonale. Potere di apprezzamento dell'autorità
SUSSIDIO CANTONALE
art. 1 DLRUST
art. 2 DLRUST
art. 4 LSUSS
Incarto n.
52.2009.313
Lugano
1° luglio 2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Stefano Bernasconi, vicepresidente,
Matteo
Cassina, Flavia Verzasconi
segretaria:
Paola Passucci, vicecancelliera
statuendo sul ricorso 24 agosto 2009 di
RI 1
patrocinato da:
contro
la decisione 13 luglio 2009 del Dipartimento delle
finanze e dell'economia, Sezione della promozione economica (n. __________) che
respinge l'istanza 26 febbraio 2009 dell'insorgente intesa ad ottenere un
sussidio per la ristrutturazione del rustico al mappale no. __________ del
comune di;
vista la risposta 24
settembre 2009 della Sezione della promozione economica;
preso atto della replica 28 ottobre 2009 del
ricorrente e della duplica 6 novembre 2009 della Sezione della promozione
economica;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in
fatto
A. RI 1 è proprietario del rustico che sorge sul mappale n. __________
sito in località __________ del comune di __________. Il 22 agosto 2008 l'esecutivo comunale ha rilasciato all'insorgente una licenza edilizia per la riattazione
dell'edificio. Il progetto prevedeva la sua sopraelevazione e l'inserimento, sulla
facciata sud, di due finestre di cm 50x50 al piano abitato (pranzo/soggiorno),
nonché di due feritoie al piano terreno.
B. Il 26 febbraio 2009 l'insorgente ha chiesto al Dipartimento delle
finanze e dell'economia, Sezione della promozione economica (in seguito: SPE),
la concessione di un sussidio per il riattamento del rustico di sua proprietà,
in applicazione del Decreto legislativo concernente il recupero di rustici da
locare quali alloggi turistici del 2 giugno 2008 (DLRust 08; RL 7.1.1.1.4). Il
23 marzo 2009 la SPE ha trasmesso la richiesta di sussidiamento, per esame e
preavviso, alla Commissione multidisciplinare __________), la quale, dopo aver
attentamente valutato il progetto e rilevato che gli interventi edilizi
prospettati dall'insorgente rispettavano i criteri del decreto, ha ritenuto di
poter preavvisare favorevolmente l'erogazione di un finanziamento solo a
condizione che tutte le nuove aperture fossero realizzate a forma di feritoia e
avessero dimensioni massime esterne di cm 20x70. La SPE, concorde con i
contenuti di detto preavviso, ha fatto sapere al richiedente che per poter
proseguire nell'iter previsto per la concessione di un sussidio, egli avrebbe
dovuto presentare una variante della domanda di costruzione che rispettasse le
condizioni poste dal preavviso della CMDr; le due nuove finestre avrebbero in
buona sostanza dovuto essere sostituite con due feritoie delle dimensioni testé
citate. L'insorgente, con scritto del 22 maggio 2009, ha contestato le conclusioni della CMDr e le modifiche richieste al suo progetto, vuoi perché
le restrizioni di natura edilizia impostegli non poggiavano su di alcuna valida
base legale, vuoi perché "due finestre rispondono decisamente meglio
alle aspettative turistiche che non due feritoie". RI 1 ha ribadito la propria posizione con lettera del 12 giugno 2009 e sollecitato il rilascio di una
decisione formale. Dopo essersi espressa sulle osservazioni del ricorrente, con
decisione 13 luglio 2009 la SPE ha respinto la richiesta di sussidio.
C. Contro tale decisione RI 1 insorge ora davanti al Tribunale cantonale
amministrativo, postulandone l'annullamento e chiedendo l'accoglimento della
sua domanda intesa ad ottenere un aiuto al finanziamento della ristrutturazione
del rustico di sua proprietà. Sostiene anzitutto che con la richiesta di
sostituire due finestre al piano abitato con delle feritoie, la CMDr abbia
travalicato le proprie mansioni, limitate - a detta dell'insorgente - alla (sola)
verifica dell'ossequio delle condizioni poste dal decreto per l'ottenimento di
un sussidio. Evidenzia, a tal proposito, che il DLRust 08 non ha alcuna valenza
di carattere pianificatorio o di polizia edilizia bensì di natura finanziaria,
cosicché in nessun modo la SPE potrebbe stabilire parametri edilizi maggiormente
rigidi rispetto a quelli imposti dalla stessa normativa edilizia. La
restrizione proposta dalla CMDr e fatta propria dalla SPE, soggiunge il ricorrente,
oltre ad essere irrispettosa del principio della legalità giacché non poggia su
di alcuna valida base legale, si trova pure in contraddizione con il primo
obiettivo perseguito dal decreto, indicato all'art. 1 cpv. 1 DLRust 08 e specificato
all'interno del cpv. 3 ("aumentare la capacità ricettiva e
conseguentemente incrementare il turismo di soggiorno"). A mente dell'insorgente,
due finestre poste al piano abitato rendono il rustico maggiormente attrattivo
agli occhi del turista di passaggio rispetto a due strette feritoie che
impediscono, da un lato, qualsiasi vista sul panorama e, dall'altro lato, limitano
fortemente l'essenziale apporto di luce che contribuisce a garantire la necessaria
funzionalità degli spazi. Invoca infine il principio della parità di
trattamento, considerato che la sua istanza è stata evasa applicando parametri
diversi rispetto ad altre domande analoghe, una fra tutte, quella riferita al
rustico "Casa F__________ " in località di __________, posto al
beneficio di un sussidio ancorché l'edificio in questione sia stato oggetto di
una riattazione integrale.
D. In sede di risposta la SPE postula la reiezione del gravame. Precisa
Fatti
i principi e gli scopi enunciati dal DLRust 08, nonché la procedura da seguire
per l'ottenimento di un sussidio sulla base di detto decreto. Ricordato
dapprima che non sussiste alcun obbligo di concedere un aiuto al finanziamento
a tutte le domande che rispettano i requisiti minimi fissati dalla normativa in
materia e che quest'ultima riserva all'autorità un certo margine discrezionale onde
poter decidere se sia opportuno o meno concedere un sussidio, la SPE spiega nel
dettaglio le ragioni che l'hanno indotta a respingere la domanda
dell'insorgente. Precisa, in particolare, che gli interventi edilizi proposti da
quest'ultimo avrebbero introdotto degli elementi (finestre) estranei alla
tipologia rurale tradizionale del luogo, con la conseguenza che gli stessi
avrebbero compromesso il carattere originale della facciata principale dell'edificio.
In considerazione delle necessità funzionali minime richieste dalla
trasformazione - soggiunge la SPE - la CMDr avrebbe nondimeno concesso delle
aperture in forma di feritoia che, come da tipologia rurale tradizionale,
permettono comunque l'illuminazione, la vista e l'aerazione senza pregiudicare
in modo sostanziale il carattere della facciata a valle, storicamente caratterizzata
dall'assenza di finestre. La richiesta di modificare il progetto presentato
dall'insorgente - specifica l'autorità inferiore - è indubbiamente fondata su
di una valida base legale, e meglio sull'art. 1 cpv. 3 DLRust 08. La SPE
contesta infine che vi sia stata disparità di trattamento tra la domanda di
sussidio presentata dall'insorgente e quella avente quale oggetto il rustico
"Casa F__________ ", posto al beneficio di un sussidio in virtù del Decreto
legislativo concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi
turistici del 25 ottobre 1988 (DLRust 1988; BU 54/1988 pag. 349 segg.) a
seguito di una ristrutturazione totale ex novo; tale finanziamento - spiega - era
stato concesso solo dopo che il richiedente aveva rivisto il proprio progetto conseguentemente
ad un primo preavviso negativo da parte dell'allora Commissione bellezze
naturali. Cita infine il caso di un rustico sito nel comune di __________ che,
nel febbraio 2005, ha potuto beneficiare di un sussidio ai sensi del Decreto
legislativo concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi
turistici del 6 dicembre 2000 (DLRust 2000; BU 5/2001 pag. 26), solo dopo avere
modificato le aperture originariamente previste trasformandole in feritoie.
Immune da violazioni di diritto sarebbe dunque la decisione del 13 luglio 2009
che la SPE chiede a questo Tribunale di voler confermare.
E. Con la replica e la duplica le parti riconfermano ed approfondiscono
le rispettive tesi ed allegazioni, con argomentazioni di cui si dirà - per
quanto necessario - nei considerandi seguenti.
Considerato, in
diritto
1. La competenza del
Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 13 DLRust 08. Il ricorso,
tempestivo (art. 13 DLRust 08 e 46 cpv. 1 legge di procedura per le cause
amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1) e presentato da una
persona legittimata a ricorrere (art. 43 LPamm) è pertanto ricevibile in ordine
e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1
LPamm).
Considerandi
2.
Il DLRust 08 "intende promuovere, attraverso la concessione
di sussidi, il recupero di rustici meritevoli di conservazione, comprese le
migliorie a rustici già riattati, da locare quali alloggi turistici nei
comprensori periferici. Per rustico si intendono tutte le costruzioni residue
delle attività rurali-contadine, collegate con l'uso agricolo del territorio,
di modeste dimensioni (stalle, fienili, abitazioni contadine) inserite in un
contesto territoriale nel quale esse rappresentano una componente importante ai
fini di qualificarne il carattere di paesaggio" (art. 1 cpv. 1 e 2
DLRust 08). In particolare esso persegue i seguenti scopi:
- aumentare la capacità ricettiva e conseguentemente incre-
mentare il turismo di soggiorno;
- creare possibilità di reddito
complementare;
- agevolare il mantenimento della
proprietà;
- salvaguardare e valorizzare il patrimonio
architettonico rurale
tradizionale" (art. 1 cpv. 3 DLRust 08).
Il Consiglio di Stato può concedere, per il
tramite della SPE (cfr. Regolamento sulle deleghe di competenze decisionali del
24.
agosto 1994 e relativo allegato; RL 2.4.1.8), "sussidi ai proprietari
di rustici domiciliati nel comprensorio periferico in cui è ubicato il rustico
e, limitatamente ad un singolo oggetto, ai proprietari domiciliati fuori dal
comprensorio" (art. 2 cpv. 1 DLRust 08). Il cpv. 2 di tale norma
prevede che le decisioni sul sussidiamento saranno esaminate sulla scorta del
preavviso di una speciale Commissione multidisciplinare istituita ad hoc dal
Consiglio di Stato con risoluzione n. __________ del 24 settembre 2008, per il
periodo 1° luglio 2008-30 giugno 2012. Alla stessa sono stati affidati i seguenti
compiti:
- esaminare le richieste preliminari di sussidio, in particolare valutare
se gli edifici oggetto della richiesta sono dei rustici meritevoli di
conservazione come definitivo dall'art. 1 cpv. 1, 2 e formulare all'indirizzo
della Sezione della promozione economica i relativi preavvisi;
- esaminare i progetti, verificando in particolare che gli stessi rispondano
ai criteri di salvaguardia dei valori formali e volumetrici della tipologia
originale dei rustici e formulare all'indirizzo della Sezione della promozione
economica i relativi preavvisi.
3.
3.1. Il DLRust 08 stabilisce le condizioni per poter beneficiare di
un sussidio da parte del Cantone (cfr. il sito internet della SPE che illustra,
oltre alle principali condizioni, anche la procedura per la domanda di sussidio; http://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DE-SPE/documenti/DRUST_info.pdf). Le stesse possono essere così riepilogate:
a. allo stabile in oggetto deve essere attribuita la qualifica di rustico;
b. il rustico deve essere situato in uno dei comuni periferici indicati
nell'Appendice al DLRust 08 ed essere meritevole di conservazione;
c. per beneficiare di un sussidio il rustico deve essere accessibile
convenientemente e distare al massimo quindici minuti a piedi dall'ultimo punto
stradale raggiungibile con normali mezzi di trasporto su strada;
d. per 15 anni, durante almeno 5 mesi all'anno nell'alta stagione, il
rustico deve essere messo a disposizione dei turisti, con esclusione
dell'affitto annuale o stagionale ad un unico locatario;
e. il beneficiario del sussidio è tenuto a sottoscrivere una
convenzione con l'Ente turistico locale e deve certificare di collaborare, nella messa sul mercato del rustico,
con una agenzia professionale del settore;
f.
i rustici non possono subire modifiche in
contrasto con gli obiettivi fissati dal DLRust 08; in particolare è necessario
mantenere le caratteristiche originali della struttura; i lavori non possono
essere deliberati o realizzati prima della decisione di sussidio e dovranno
essere conclusi entro 3 anni dalla data della decisione (cfr. art. 5, 6 e 7
DLRust 08).
3.2
Nel
caso concreto, la CMDr - incaricata di "esaminare i progetti,
verificando in particolare che gli stessi rispondano ai criteri di salvaguardia
dei valori formali e volumetrici della tipologia originale dei rustici e
formulare all'indirizzo della Sezione della promozione economica i relativi
preavvisi" (cfr. art. 2 cpv. 2 DLRust 08) - ha confermato che l'edificio
oggetto della richiesta di sussidio rispetta sia i criteri sanciti ai cpv. 1 e
2.
dell'art. 1 DLRust 08 (rustico meritevole di conservazione), sia quello di
accessibilità di cui all'art. 5 cpv. 2 DLRust 08. Siccome il progetto deve essere
finalizzato, fra le altre cose, alla salvaguardia e alla valorizzazione del
rustico ai sensi dell'art. 1 cpv. 3 del decreto - ha precisato la CMDr - gli interventi
edilizi richiesti avrebbero dovuto rispettare nel complesso l'identità del
rustico, senza alterarne in modo sostanziale lo stato originario e mantenendo
il materiale di copertura in piode. Esaminati gli atti di progetto, la Commissione
ha ritenuto che nella fattispecie, le modifiche richieste dall'insorgente
rispettassero nel complesso i criteri sopraccitati ma che, tuttavia "[..]
ai fini di rispettare l'art. 1 cpv. 3 D-rust, il nostro preavviso può essere
favorevole a condizione che tutte le nuove aperture siano realizzate a forma di
feritoia dalle dimensioni massime esterne di cm 20 x (altezza) cm 70. In questo senso, le due nuove aperture proposte sulla facciata sud al piano terreno
(pranzo/soggiorno) non sono ammesse nelle dimensioni proposte, ma vanno adeguate
alle dimensioni citate ". La SPE - d'accordo con quanto espresso il 13
maggio 2009 dalla CMDr - ha in buona sostanza ritenuto che gli interventi
edilizi proposti dal ricorrente avessero introdotto degli elementi (finestre) estranei
alla tipologia rurale tradizionale del luogo, compromettendo il carattere
originario della facciata principale dell'edificio. In considerazione delle
necessità minime richieste dalla trasformazione, la CMDr ha nondimeno concesso
delle aperture in forma di feritoia che, come da tipologia rurale tradizionale,
permettono comunque l'illuminazione, la vista e l'aerazione senza compromettere
in modo sostanziale il carattere della facciata a valle, storicamente
caratterizzata dall'assenza di finestre. La SPE, sulla base delle suddette
considerazioni ed al fine di meglio rispettare gli scopi del decreto
(segnatamente quello di salvaguardare e valorizzare il patrimonio architettonico
rurale tradizionale previsto all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08), ha invitato l'insorgente
a presentare una variante della domanda di costruzione che fosse rispettosa delle
condizioni poste dalla CMDr. Preso atto della mancata presentazione della
variante richiesta, ritenuta condizione indispensabile per rientrare nei
parametri fissati per l'ottenimento del sussidio ex DLRust 08, la SPE ha deciso
di respingere l'istanza 26 febbraio 2009 presentata dall'insorgente. La
decisione della SPE, fondata sul preavviso 13 maggio 2009 della CMDr, regge
alle critiche del ricorrente.
4.
Come si evince dai
lavori preparatori, e più precisamente dal verbale del Gran Consiglio relativo
alla seduta del 2 giugno 2008 (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008, pag. 591
segg.), e come ritenuto dallo stesso Tribunale federale, il DLRust 08 non ha alcuna
valenza di carattere pianificatorio o di polizia edilizia, bensì unicamente di
natura finanziaria (STF 2C_495/2008 del 16 aprile 2009, consid. 3). La
concessione del sussidio è infatti subordinata al rilascio, ove necessario, di
una licenza edilizia. Questa circostanza risulta ad esempio, in maniera
inequivocabile, dall'art. 5 cpv. 4 del decreto che vincola in ogni caso
l'eventuale inizio anticipato dei lavori a tale decisione. Il rilascio della
licenza edilizia non è in alcun modo vincolante per l'ottenimento di un
sussidio cantonale, ma rappresenta il presupposto per la sua assegnazione. Tale
autorizzazione non fornisce infatti la garanzia del rispetto degli scopi sanciti
dal DLRust; di fatto, questa valutazione, proprio per questo motivo, è stata deferita
ad una speciale commissione istituita ad hoc dall'Esecutivo cantonale con
risoluzione goverantiva del 24 settembre 2008. Dalla documentazione agli atti
si evince che con decisione 22 agosto 2008 il municipio di __________ ha accordato
a RI 1 una licenza edilizia per quanto concerne la riattazione con
sopraelevazione del rustico di cui alla part. n. __________ (doc. H); tale circostanza
lo abilita a chiedere - ciò che ovviamente ancora non significa ottenere - gli
aiuti messi a disposizione dal decreto (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008,
pag. 591 segg.). Le procedure di rilascio della licenza edilizia, rispettivamente
quella tesa all'ottenimento di un sussidio ex DLRust, sono assolutamente
indipendenti l'una dall'altra; ne discende che l'autorità chiamata ad applicare
il DLRust 08 (in casu, la CMDr competente per preavvisare la richiesta
di sussidiamento all'attenzione della SPE) è legittimata a valutare liberamente
ed in piena autonomia la conformità del progetto presentato dal ricorrente con
gli obiettivi perseguiti dal decreto e con le caratteristiche tipologiche delle
costruzioni tradizionali locali. L'ottenimento di un aiuto al finanziamento
può, in altri termini, essere subordinato ad esigenze diverse e persino più
severe, segnatamente per quanto attiene alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio
architettonico rurale tradizionale (art. 1 cpv. 3 DLRust 08), per rapporto
a quelle a cui soggiace il rilascio della licenza edilizia.
5.
Il sussidio previsto dal
DLRust 08 fa parte dei sussidi facoltativi (cfr. art. 4 legge sui sussidi
cantonali del 22 giugno 1994; Lsuss; RL 10.2.7.1). L'art. 2 cpv. 1 DLRust 08
non obbliga infatti il Governo - e per esso la SPE - a sussidiare
indiscriminatamente tutti gli interventi di recupero dei rustici, ma riserva
all'autorità un margine discrezionale, permettendole di operare delle scelte e
di stabilire delle priorità (STA 52.2002.211 del 30 luglio 2002). Il DLRust 08,
oltre a fissare dei criteri minimi per l'eventuale concessione di un sussidio,
lascia all'autorità competente un certo margine di apprezzamento onde potere
decidere se sia opportuno o meno concedere un sussidio fondato sul DLRust 08.
Del resto, già lo stesso rapporto 15 novembre 2000 della Commissione speciale
per la pianificazione del territorio sull'iniziativa parlamentare 14 dicembre
1998.
presentata nella forma elaborata dalla Commissione stessa concernente il
recupero di rustici da locare quali alloggi turistici, riprendeva - a pag. 13 -
il medesimo concetto ("Con la formulazione "Il Consiglio di Stato
può concedere sussidi a … " (invece di "Possono beneficiare dei
sussidi …) si vuole sottolineare il fatto che il Consiglio di Stato non è
obbligato a concedere il sussidio a tutte le domande che rispettano i requisiti
minimi, ma può definire delle priorità e accordare i sussidi a quei progetti
che meglio rispettano gli scopi del decreto"). La decisione impugnata
resiste pertanto alla critica secondo cui la CMDr, richiedendo la modifica del progetto affinché
questo rispondesse meglio al principio sancito all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08,
avrebbe travalico le proprie mansioni, limitate - a mente del ricorrente - alla
sola verifica dell'ossequio delle condizioni poste dal decreto per accedere al
sussidio.
6.
6.1. Quando l'applicazione
di una norma implica esercizio del potere di apprezzamento da parte
dell'autorità amministrativa inferiore, la cognizione di questo Tribunale è praticamente
ristretta all'arbitrio (RDAT I-1994 n. 34 consid. 1a). Il
controllo dell'apprezzamento
da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato, ma circoscritto alla
verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i limiti del potere
discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in spregio dei
principi generali del diritto. L'autorità di ricorso deve in particolare
evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello della precedente
istanza, limitandosi a censurare quelle decisioni che integrano gli estremi di
una violazione del diritto sotto il profilo dell'eccesso o dell'abuso di
potere. Ipotesi, quest'ultima, che si verifica unicamente nei casi in cui la
decisione appare insostenibile, siccome priva di giustificazioni oggettive,
fondata su considerazioni estranee o altrimenti lesiva dei principi
fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti alla parità di
trattamento o all'adeguatezza (cfr. RDAT I-1994 n. 34; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa
ticinese, Lugano 1997, n. 2d ad art. 61 LPamm; Adelio
Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, 2. ed., Bellinzona
2002, n. 407 segg.).
6.2
Ritenendo, come nel caso concreto, che
gli interventi edilizi proposti dall'insorgente fossero estranei alla tipologia
rurale tradizionale del luogo ed avrebbero così compromesso la facciata
principale dell'edificio alterandone le caratteristiche originarie, l'autorità
inferiore non ha violato la legge. Del resto, la SPE ha preso la propria
decisione applicando correttamente la procedura prevista dal DLRust 08, in particolare dopo avere raccolto il preavviso della CMDr e dopo avere lasciato al richiedente
la possibilità di modificare il progetto in modo da rispondere al meglio al
criterio della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio architettonico
rurale tradizionale, proprio come avvenuto, anni prima, per il caso della
riattazione del rustico "Casa F__________ " in località di __________
(cfr. doc. 16). L'allora Sezione
del promovimento economico e del lavoro aveva effettivamente concesso un
sussidio ai sensi del DLRust 1988 per la ristrutturazione del rustico citato;
tale decisione era però stata presa dopo che il promotore aveva rivisto il
proprio progetto - al fine di renderlo conforme allo scopo di cui all'art. 1
cpv. 2 DLRust 1988 - a seguito di un primo preavviso negativo da parte dell'allora
Commissione delle bellezze naturali. In quest'ottica, non sussistono motivi per affermare che, rifiutando il
sussidio a RI 1, la SPE abbia abusato del potere d'apprezzamento che la legge
riserva all'autorità, né ancora che abbia in qualche modo violato il principio
della disparità di trattamento, come pretende a torto l'insorgente. La circostanza per cui sulla facciata a sud
del rustico adiacente (part. n. __________), rispettivamente di quello sottostante
(part. n. __________) a quello oggetto della richiesta di aiuto qui in
discussione, siano state "a suo tempo" inserite delle finestre,
non può essere di alcun giovamento per il qui ricorrente nella misura in cui
quest'ultimo pretende un analogo trattamento, non solo poiché non è dato di
sapere quando e secondo quali procedure tali interventi siano stati realizzati,
ma anche - e soprattutto - poiché l'esecuzione di tali lavori non trae giocoforza
seco la conseguenza che gli stessi siano stati posti al beneficio di un
sussidio cantonale ex DLRust. Per questi motivi, il fatto che gli interventi edilizi cui l'insorgente fa
riferimento possano anche essere (stati) conformi alle norme pianificatorie
comunali per la zona di __________ (con tutte le riserve del caso), ma non per
questo ossequiare gli scopi perseguiti dal decreto per l'ottenimento di un finanziamento,
sottrae qualsiasi fondamento all’eccezione di disparità di trattamento sollevata
in relazione ad altri stabili, muniti di finestre, nella stessa zona. La documentazione prodotta dal resistente dimostra
in realtà come l'autorità inferiore abbia già accordato finanziamenti solo dopo
aver richiesto (ed ottenuto) una modifica dei progetti originali, non fosse
altro che per renderli conformi alle caratteristiche tipologiche delle costruzioni
tradizionali locali (cfr. doc. 16, 17 e 17a).
Così stando le cose, la decisione impugnata
va confermata siccome immune da violazioni del diritto.
7.
Sulla scorta delle
considerazioni che precedono, il ricorso va dunque respinto. La tassa di
giustizia è a carico del ricorrente secondo soccombenza (art. 28 LPamm).
Dispositivo
Per questi motivi,
dichiara
e pronuncia:
1. Il ricorso
è respinto.
2. La tassa
di giustizia di fr. 1'500.- è a carico del ricorrente.
3. Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).
4. Intimazione
a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il vicepresidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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