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Decisione

52.2009.313

Richiesta di sussidio per la ristrutturazione di un rustico. Il rilascio della licenza edilizia non è vincolante per l'ottenimento di un sussidio cantonale. Potere di apprezzamento dell'autorità

1 luglio 2011Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

i principi e gli scopi enunciati dal DLRust 08, nonché la procedura da seguire

per l'ottenimento di un sussidio sulla base di detto decreto. Ricordato

dapprima che non sussiste alcun obbligo di concedere un aiuto al finanziamento

a tutte le domande che rispettano i requisiti minimi fissati dalla normativa in

materia e che quest'ultima riserva all'autorità un certo margine discrezionale onde

poter decidere se sia opportuno o meno concedere un sussidio, la SPE spiega nel

dettaglio le ragioni che l'hanno indotta a respingere la domanda

dell'insorgente. Precisa, in particolare, che gli interventi edilizi proposti da

quest'ultimo avrebbero introdotto degli elementi (finestre) estranei alla

tipologia rurale tradizionale del luogo, con la conseguenza che gli stessi

avrebbero compromesso il carattere originale della facciata principale dell'edificio.

In considerazione delle necessità funzionali minime richieste dalla

trasformazione - soggiunge la SPE - la CMDr avrebbe nondimeno concesso delle

aperture in forma di feritoia che, come da tipologia rurale tradizionale,

permettono comunque l'illuminazione, la vista e l'aerazione senza pregiudicare

in modo sostanziale il carattere della facciata a valle, storicamente caratterizzata

dall'assenza di finestre. La richiesta di modificare il progetto presentato

dall'insorgente - specifica l'autorità inferiore - è indubbiamente fondata su

di una valida base legale, e meglio sull'art. 1 cpv. 3 DLRust 08. La SPE

contesta infine che vi sia stata disparità di trattamento tra la domanda di

sussidio presentata dall'insorgente e quella avente quale oggetto il rustico

"Casa F__________ ", posto al beneficio di un sussidio in virtù del Decreto

legislativo concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi

turistici del 25 ottobre 1988 (DLRust 1988; BU 54/1988 pag. 349 segg.) a

seguito di una ristrutturazione totale ex novo; tale finanziamento - spiega - era

stato concesso solo dopo che il richiedente aveva rivisto il proprio progetto conseguentemente

ad un primo preavviso negativo da parte dell'allora Commissione bellezze

naturali. Cita infine il caso di un rustico sito nel comune di __________ che,

nel febbraio 2005, ha potuto beneficiare di un sussidio ai sensi del Decreto

legislativo concernente il recupero di rustici da locare quali alloggi

turistici del 6 dicembre 2000 (DLRust 2000; BU 5/2001 pag. 26), solo dopo avere

modificato le aperture originariamente previste trasformandole in feritoie.

Immune da violazioni di diritto sarebbe dunque la decisione del 13 luglio 2009

che la SPE chiede a questo Tribunale di voler confermare.

E. Con la replica e la duplica le parti riconfermano ed approfondiscono

le rispettive tesi ed allegazioni, con argomentazioni di cui si dirà - per

quanto necessario - nei considerandi seguenti.

Considerato, in

diritto

1. La competenza del

Tribunale cantonale amministrativo discende dall'art. 13 DLRust 08. Il ricorso,

tempestivo (art. 13 DLRust 08 e 46 cpv. 1 legge di procedura per le cause

amministrative del 19 aprile 1966; LPamm; RL 3.3.1.1) e presentato da una

persona legittimata a ricorrere (art. 43 LPamm) è pertanto ricevibile in ordine

e può essere evaso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 cpv. 1

LPamm).

Considerandi

2.

Il DLRust 08 "intende promuovere, attraverso la concessione

di sussidi, il recupero di rustici meritevoli di conservazione, comprese le

migliorie a rustici già riattati, da locare quali alloggi turistici nei

comprensori periferici. Per rustico si intendono tutte le costruzioni residue

delle attività rurali-contadine, collegate con l'uso agricolo del territorio,

di modeste dimensioni (stalle, fienili, abitazioni contadine) inserite in un

contesto territoriale nel quale esse rappresentano una componente importante ai

fini di qualificarne il carattere di paesaggio" (art. 1 cpv. 1 e 2

DLRust 08). In particolare esso persegue i seguenti scopi:

- aumentare la capacità ricettiva e conseguentemente incre-

mentare il turismo di soggiorno;

- creare possibilità di reddito

complementare;

- agevolare il mantenimento della

proprietà;

- salvaguardare e valorizzare il patrimonio

architettonico rurale

tradizionale" (art. 1 cpv. 3 DLRust 08).

Il Consiglio di Stato può concedere, per il

tramite della SPE (cfr. Regolamento sulle deleghe di competenze decisionali del

24.

agosto 1994 e relativo allegato; RL 2.4.1.8), "sussidi ai proprietari

di rustici domiciliati nel comprensorio periferico in cui è ubicato il rustico

e, limitatamente ad un singolo oggetto, ai proprietari domiciliati fuori dal

comprensorio" (art. 2 cpv. 1 DLRust 08). Il cpv. 2 di tale norma

prevede che le decisioni sul sussidiamento saranno esaminate sulla scorta del

preavviso di una speciale Commissione multidisciplinare istituita ad hoc dal

Consiglio di Stato con risoluzione n. __________ del 24 settembre 2008, per il

periodo 1° luglio 2008-30 giugno 2012. Alla stessa sono stati affidati i seguenti

compiti:

- esaminare le richieste preliminari di sussidio, in particolare valutare

se gli edifici oggetto della richiesta sono dei rustici meritevoli di

conservazione come definitivo dall'art. 1 cpv. 1, 2 e formulare all'indirizzo

della Sezione della promozione economica i relativi preavvisi;

- esaminare i progetti, verificando in particolare che gli stessi rispondano

ai criteri di salvaguardia dei valori formali e volumetrici della tipologia

originale dei rustici e formulare all'indirizzo della Sezione della promozione

economica i relativi preavvisi.

3.

3.1. Il DLRust 08 stabilisce le condizioni per poter beneficiare di

un sussidio da parte del Cantone (cfr. il sito internet della SPE che illustra,

oltre alle principali condizioni, anche la procedura per la domanda di sussidio; http://www4.ti.ch/fileadmin/DFE/DE-SPE/documenti/DRUST_info.pdf). Le stesse possono essere così riepilogate:

a. allo stabile in oggetto deve essere attribuita la qualifica di rustico;

b. il rustico deve essere situato in uno dei comuni periferici indicati

nell'Appendice al DLRust 08 ed essere meritevole di conservazione;

c. per beneficiare di un sussidio il rustico deve essere accessibile

convenientemente e distare al massimo quindici minuti a piedi dall'ultimo punto

stradale raggiungibile con normali mezzi di trasporto su strada;

d. per 15 anni, durante almeno 5 mesi all'anno nell'alta stagione, il

rustico deve essere messo a disposizione dei turisti, con esclusione

dell'affitto annuale o stagionale ad un unico locatario;

e. il beneficiario del sussidio è tenuto a sottoscrivere una

convenzione con l'Ente turistico locale e deve certificare di collaborare, nella messa sul mercato del rustico,

con una agenzia professionale del settore;

f.

i rustici non possono subire modifiche in

contrasto con gli obiettivi fissati dal DLRust 08; in particolare è necessario

mantenere le caratteristiche originali della struttura; i lavori non possono

essere deliberati o realizzati prima della decisione di sussidio e dovranno

essere conclusi entro 3 anni dalla data della decisione (cfr. art. 5, 6 e 7

DLRust 08).

3.2

Nel

caso concreto, la CMDr - incaricata di "esaminare i progetti,

verificando in particolare che gli stessi rispondano ai criteri di salvaguardia

dei valori formali e volumetrici della tipologia originale dei rustici e

formulare all'indirizzo della Sezione della promozione economica i relativi

preavvisi" (cfr. art. 2 cpv. 2 DLRust 08) - ha confermato che l'edificio

oggetto della richiesta di sussidio rispetta sia i criteri sanciti ai cpv. 1 e

2.

dell'art. 1 DLRust 08 (rustico meritevole di conservazione), sia quello di

accessibilità di cui all'art. 5 cpv. 2 DLRust 08. Siccome il progetto deve essere

finalizzato, fra le altre cose, alla salvaguardia e alla valorizzazione del

rustico ai sensi dell'art. 1 cpv. 3 del decreto - ha precisato la CMDr - gli interventi

edilizi richiesti avrebbero dovuto rispettare nel complesso l'identità del

rustico, senza alterarne in modo sostanziale lo stato originario e mantenendo

il materiale di copertura in piode. Esaminati gli atti di progetto, la Commissione

ha ritenuto che nella fattispecie, le modifiche richieste dall'insorgente

rispettassero nel complesso i criteri sopraccitati ma che, tuttavia "[..]

ai fini di rispettare l'art. 1 cpv. 3 D-rust, il nostro preavviso può essere

favorevole a condizione che tutte le nuove aperture siano realizzate a forma di

feritoia dalle dimensioni massime esterne di cm 20 x (altezza) cm 70. In questo senso, le due nuove aperture proposte sulla facciata sud al piano terreno

(pranzo/soggiorno) non sono ammesse nelle dimensioni proposte, ma vanno adeguate

alle dimensioni citate ". La SPE - d'accordo con quanto espresso il 13

maggio 2009 dalla CMDr - ha in buona sostanza ritenuto che gli interventi

edilizi proposti dal ricorrente avessero introdotto degli elementi (finestre) estranei

alla tipologia rurale tradizionale del luogo, compromettendo il carattere

originario della facciata principale dell'edificio. In considerazione delle

necessità minime richieste dalla trasformazione, la CMDr ha nondimeno concesso

delle aperture in forma di feritoia che, come da tipologia rurale tradizionale,

permettono comunque l'illuminazione, la vista e l'aerazione senza compromettere

in modo sostanziale il carattere della facciata a valle, storicamente

caratterizzata dall'assenza di finestre. La SPE, sulla base delle suddette

considerazioni ed al fine di meglio rispettare gli scopi del decreto

(segnatamente quello di salvaguardare e valorizzare il patrimonio architettonico

rurale tradizionale previsto all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08), ha invitato l'insorgente

a presentare una variante della domanda di costruzione che fosse rispettosa delle

condizioni poste dalla CMDr. Preso atto della mancata presentazione della

variante richiesta, ritenuta condizione indispensabile per rientrare nei

parametri fissati per l'ottenimento del sussidio ex DLRust 08, la SPE ha deciso

di respingere l'istanza 26 febbraio 2009 presentata dall'insorgente. La

decisione della SPE, fondata sul preavviso 13 maggio 2009 della CMDr, regge

alle critiche del ricorrente.

4.

Come si evince dai

lavori preparatori, e più precisamente dal verbale del Gran Consiglio relativo

alla seduta del 2 giugno 2008 (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008, pag. 591

segg.), e come ritenuto dallo stesso Tribunale federale, il DLRust 08 non ha alcuna

valenza di carattere pianificatorio o di polizia edilizia, bensì unicamente di

natura finanziaria (STF 2C_495/2008 del 16 aprile 2009, consid. 3). La

concessione del sussidio è infatti subordinata al rilascio, ove necessario, di

una licenza edilizia. Questa circostanza risulta ad esempio, in maniera

inequivocabile, dall'art. 5 cpv. 4 del decreto che vincola in ogni caso

l'eventuale inizio anticipato dei lavori a tale decisione. Il rilascio della

licenza edilizia non è in alcun modo vincolante per l'ottenimento di un

sussidio cantonale, ma rappresenta il presupposto per la sua assegnazione. Tale

autorizzazione non fornisce infatti la garanzia del rispetto degli scopi sanciti

dal DLRust; di fatto, questa valutazione, proprio per questo motivo, è stata deferita

ad una speciale commissione istituita ad hoc dall'Esecutivo cantonale con

risoluzione goverantiva del 24 settembre 2008. Dalla documentazione agli atti

si evince che con decisione 22 agosto 2008 il municipio di __________ ha accordato

a RI 1 una licenza edilizia per quanto concerne la riattazione con

sopraelevazione del rustico di cui alla part. n. __________ (doc. H); tale circostanza

lo abilita a chiedere - ciò che ovviamente ancora non significa ottenere - gli

aiuti messi a disposizione dal decreto (cfr. RVCG seduta V del 2 giugno 2008,

pag. 591 segg.). Le procedure di rilascio della licenza edilizia, rispettivamente

quella tesa all'ottenimento di un sussidio ex DLRust, sono assolutamente

indipendenti l'una dall'altra; ne discende che l'autorità chiamata ad applicare

il DLRust 08 (in casu, la CMDr competente per preavvisare la richiesta

di sussidiamento all'attenzione della SPE) è legittimata a valutare liberamente

ed in piena autonomia la conformità del progetto presentato dal ricorrente con

gli obiettivi perseguiti dal decreto e con le caratteristiche tipologiche delle

costruzioni tradizionali locali. L'ottenimento di un aiuto al finanziamento

può, in altri termini, essere subordinato ad esigenze diverse e persino più

severe, segnatamente per quanto attiene alla salvaguardia e valorizzazione del patrimonio

architettonico rurale tradizionale (art. 1 cpv. 3 DLRust 08), per rapporto

a quelle a cui soggiace il rilascio della licenza edilizia.

5.

Il sussidio previsto dal

DLRust 08 fa parte dei sussidi facoltativi (cfr. art. 4 legge sui sussidi

cantonali del 22 giugno 1994; Lsuss; RL 10.2.7.1). L'art. 2 cpv. 1 DLRust 08

non obbliga infatti il Governo - e per esso la SPE - a sussidiare

indiscriminatamente tutti gli interventi di recupero dei rustici, ma riserva

all'autorità un margine discrezionale, permettendole di operare delle scelte e

di stabilire delle priorità (STA 52.2002.211 del 30 luglio 2002). Il DLRust 08,

oltre a fissare dei criteri minimi per l'eventuale concessione di un sussidio,

lascia all'autorità competente un certo margine di apprezzamento onde potere

decidere se sia opportuno o meno concedere un sussidio fondato sul DLRust 08.

Del resto, già lo stesso rapporto 15 novembre 2000 della Commissione speciale

per la pianificazione del territorio sull'iniziativa parlamentare 14 dicembre

1998.

presentata nella forma elaborata dalla Commissione stessa concernente il

recupero di rustici da locare quali alloggi turistici, riprendeva - a pag. 13 -

il medesimo concetto ("Con la formulazione "Il Consiglio di Stato

può concedere sussidi a … " (invece di "Possono beneficiare dei

sussidi …) si vuole sottolineare il fatto che il Consiglio di Stato non è

obbligato a concedere il sussidio a tutte le domande che rispettano i requisiti

minimi, ma può definire delle priorità e accordare i sussidi a quei progetti

che meglio rispettano gli scopi del decreto"). La decisione impugnata

resiste pertanto alla critica secondo cui la CMDr, richiedendo la modifica del progetto affinché

questo rispondesse meglio al principio sancito all'art. 1 cpv. 3 DLRust 08,

avrebbe travalico le proprie mansioni, limitate - a mente del ricorrente - alla

sola verifica dell'ossequio delle condizioni poste dal decreto per accedere al

sussidio.

6.

6.1. Quando l'applicazione

di una norma implica esercizio del potere di apprezzamento da parte

dell'autorità amministrativa inferiore, la cognizione di questo Tribunale è praticamente

ristretta all'arbitrio (RDAT I-1994 n. 34 consid. 1a). Il

controllo dell'apprezzamento

da parte di questo Tribunale non è quindi illimitato, ma circoscritto alla

verifica che l'autorità decidente non abbia travalicato i limiti del potere

discrezionale riservatole dalla legge o l'abbia esercitato in spregio dei

principi generali del diritto. L'autorità di ricorso deve in particolare

evitare di sostituire il proprio apprezzamento a quello della precedente

istanza, limitandosi a censurare quelle decisioni che integrano gli estremi di

una violazione del diritto sotto il profilo dell'eccesso o dell'abuso di

potere. Ipotesi, quest'ultima, che si verifica unicamente nei casi in cui la

decisione appare insostenibile, siccome priva di giustificazioni oggettive,

fondata su considerazioni estranee o altrimenti lesiva dei principi

fondamentali del diritto, segnatamente di quelli riferiti alla parità di

trattamento o all'adeguatezza (cfr. RDAT I-1994 n. 34; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa

ticinese, Lugano 1997, n. 2d ad art. 61 LPamm; Adelio

Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, 2. ed., Bellinzona

2002, n. 407 segg.).

6.2

Ritenendo, come nel caso concreto, che

gli interventi edilizi proposti dall'insorgente fossero estranei alla tipologia

rurale tradizionale del luogo ed avrebbero così compromesso la facciata

principale dell'edificio alterandone le caratteristiche originarie, l'autorità

inferiore non ha violato la legge. Del resto, la SPE ha preso la propria

decisione applicando correttamente la procedura prevista dal DLRust 08, in particolare dopo avere raccolto il preavviso della CMDr e dopo avere lasciato al richiedente

la possibilità di modificare il progetto in modo da rispondere al meglio al

criterio della salvaguardia e della valorizzazione del patrimonio architettonico

rurale tradizionale, proprio come avvenuto, anni prima, per il caso della

riattazione del rustico "Casa F__________ " in località di __________

(cfr. doc. 16). L'allora Sezione

del promovimento economico e del lavoro aveva effettivamente concesso un

sussidio ai sensi del DLRust 1988 per la ristrutturazione del rustico citato;

tale decisione era però stata presa dopo che il promotore aveva rivisto il

proprio progetto - al fine di renderlo conforme allo scopo di cui all'art. 1

cpv. 2 DLRust 1988 - a seguito di un primo preavviso negativo da parte dell'allora

Commissione delle bellezze naturali. In quest'ottica, non sussistono motivi per affermare che, rifiutando il

sussidio a RI 1, la SPE abbia abusato del potere d'apprezzamento che la legge

riserva all'autorità, né ancora che abbia in qualche modo violato il principio

della disparità di trattamento, come pretende a torto l'insorgente. La circostanza per cui sulla facciata a sud

del rustico adiacente (part. n. __________), rispettivamente di quello sottostante

(part. n. __________) a quello oggetto della richiesta di aiuto qui in

discussione, siano state "a suo tempo" inserite delle finestre,

non può essere di alcun giovamento per il qui ricorrente nella misura in cui

quest'ultimo pretende un analogo trattamento, non solo poiché non è dato di

sapere quando e secondo quali procedure tali interventi siano stati realizzati,

ma anche - e soprattutto - poiché l'esecuzione di tali lavori non trae giocoforza

seco la conseguenza che gli stessi siano stati posti al beneficio di un

sussidio cantonale ex DLRust. Per questi motivi, il fatto che gli interventi edilizi cui l'insorgente fa

riferimento possano anche essere (stati) conformi alle norme pianificatorie

comunali per la zona di __________ (con tutte le riserve del caso), ma non per

questo ossequiare gli scopi perseguiti dal decreto per l'ottenimento di un finanziamento,

sottrae qualsiasi fondamento all’eccezione di disparità di trattamento sollevata

in relazione ad altri stabili, muniti di finestre, nella stessa zona. La documentazione prodotta dal resistente dimostra

in realtà come l'autorità inferiore abbia già accordato finanziamenti solo dopo

aver richiesto (ed ottenuto) una modifica dei progetti originali, non fosse

altro che per renderli conformi alle caratteristiche tipologiche delle costruzioni

tradizionali locali (cfr. doc. 16, 17 e 17a).

Così stando le cose, la decisione impugnata

va confermata siccome immune da violazioni del diritto.

7.

Sulla scorta delle

considerazioni che precedono, il ricorso va dunque respinto. La tassa di

giustizia è a carico del ricorrente secondo soccombenza (art. 28 LPamm).

Dispositivo

Per questi motivi,

dichiara

e pronuncia:

1. Il ricorso

è respinto.

2. La tassa

di giustizia di fr. 1'500.- è a carico del ricorrente.

3. Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82 segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

4. Intimazione

a:

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il vicepresidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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