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Decisione

52.2014.341

Autorizzazione all'esercizio della professione di fiduciario immobiliare - attività svolta da un avvocato

28 aprile 2015Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

I 209 consid. 9b e rinvii, 117 II 132 consid. 3b; Adelio Scolari, Diritto amministrativo, parte generale, 2a

ed., Cadenazzo 2002, n. 494). Per questa stessa ragione va quindi sin da subito

respinta la censura sollevata in questa sede dal ricorrente, secondo cui l'autorità

di vigilanza avrebbe violato il suo diritto di essere sentito, per non avergli

dato la possibilità di esporre oralmente le sue ragioni.

2.

Nel Cantone Ticino, le attività di tipo fiduciario, svolte per

conto di terzi e a titolo professionale, sono soggette ad autorizzazione (art.

1 cpv. 1 LFid). L'autorizzazione è rilasciata dall'autorità di vigilanza a chi

soddisfa i requisiti posti dall'art. 8 LFid, tra i quali figura il possesso di

un titolo di studio riconosciuto e lo svolgimento di un'esperienza pratica di

due anni in Svizzera nel settore specifico in cui si intende conseguire l'autorizzazione

(cpv. 1 lett. d).

Giusta l'art. 4 LFid, è considerato fiduciario immobiliare chi svolge un'attività in una o più tra le seguenti

attività: mediazione nella compravendita

e permuta di fondi giusta l'art. 655 cpv. 2 del Codice civile svizzero dell'11

dicembre 1907 (CC; RS 210) (lett. a), intermediazione nei negozi

giuridici aventi per oggetto diritti immobiliari e diritti concernenti società

immobiliari (lett. b), locazione di stabili e appartamenti (lett. c),

amministrazione di immobili e di società immobiliari (lett. d), la consulenza e

conduzione di promozioni immobiliari (lett. e).

L'art. 7 LFid contiene poi un elenco delle categorie professionali e dei

settori d'attività in cui esse operano che non rientrano nel campo d'applicazione

della legge.

3. Come esposto in narrativa, il ricorrente è da molti anni titolare di uno

studio legale a __________ e, come tale, è tuttora iscritto nel registro

cantonale degli avvocati del Cantone Ticino. Ora, come è stato ben spiegato dal

Tribunale federale nella sua decisione 2C_204/2010 del 24 novembre 2011 (parzialmente

pubblicata in RTiD I-2012 n. 22), al di là di quanto potrebbe lasciare

credere il testo dell'art. 2 cpv. 1 LLCA, questa stessa legge copre l'insieme

delle attività professionali di assistenza e di consulenza degli avvocati, non

solo quelle appartenenti al monopolio di rappresentanza cantonale. Rientrano pertanto

in questa sfera anche le attività di consulenza, amministrazione e gestione

suscettibili di essere esercitate da chiunque, come l'amministrazione di immobili,

la contrattazione fiduciaria, l'esecuzione testamentaria, la rappresentanza d'incasso,

la gestione patrimoniale, la prestazione di servizi economici, la

partecipazione a consigli di amministrazione, ecc. Occorre nondimeno che vi sia

una relazione diretta con la professione d'avvocato. Ne sono indizio, ad

esempio, il carattere oneroso delle prestazioni, l'uso del titolo e della carta

intestata nel manifestarsi verso terzi oppure il fatto che si ricorra all'avvocato

per esercitare o pretendere dei diritti. Di regola non sottostanno quindi alla

LLCA, oltre agli affari della vita privata, le attività extra-professionali, il

lavoro politico e associativo e nemmeno la partecipazione ad organismi

economici, qualora l'interessato non lo faccia nella qualità di avvocato né con

l'intento di promuovere interessi della sua professione Di fronte ad una portata

materiale così ampia dell'art. 2 cpv. 1 LLCA, che trova il suo limite solo nell'esigenza

di una relazione diretta con la professione, l'Alta Corte federale ha quindi

concluso che, delle molteplici attività dei fiduciari definite dagli art. 3, 4

e 5 LFid, non solo quelle dei fiduciari commercialisti sono suscettibili di rientrare

nella sfera professionale degli avvocati secondo l'art. 2 cpv. 1 LLCA (cfr. STF

cit., consid. 4.6.4 e 4.6.5 con riferimenti).

Di conseguenza, benché per effetto di quest'ultima sentenza il legislatore

cantonale abbia erroneamente abrogato la lett. d dell'art. 7 LFid, anziché

adattare il testo di questa norma a quanto disposto dal Tribunale federale

(cfr. RTiD I-2012 n. 22 consid. 4.6.5 in fine e 11), si deve

ritenere che non soggiacciono alla LFid tutte le attività svolte dagli

avvocati che possono esercitare la rappresentanza in giudizio nell'ambito del

monopolio, già coperte dalla LLCA. Ciò che è il caso nella presente fattispecie

per quanto attiene ai compiti che l'insorgente dovrebbe svolgere per conto

della __________ SA, stante quanto previsto nelle pattuizioni concluse tra le

parti (cfr. atti). Si tratta infatti di una serie di attività che, pur avendo

carattere sostanzialmente commerciale rientrano nella sfera professionale dell'avvocato,

definita dal diritto federale, e che per questo motivo non sono assoggettate

alla LFid. A conferma di ciò depongono vari elementi tra cui in particolare il

fatto che tra la __________ SA e l'avv. RI 1 è stato concluso un contratto di

mandato, anziché di lavoro, per la definizione delle funzioni che quest'ultimo

dovrà esercitare all'interno della ditta, l'onerosità di tale incarico che

potrà essere svolto anche direttamente dal suo studio legale, nonché il fatto

che il campo d'attività di cui il ricorrente dovrebbe occuparsi in seno alla

predetta società tocca un ambito in cui eventuali infrazioni di carattere

penale potrebbero facilmente rivelarsi incompatibili con l'esercizio della

professione di avvocato (cfr. art. 8 cpv. 1 lett. b e c LLCA; Walter Fellmann, in Kommentar zum

Anwaltsgesetz, 2a ed., Zurigo 2011, n. 53 ad art. 12). Pertanto nella misura in

cui si deve ritenere che la LFid non trova applicazione al caso concreto per

effetto della forza derogatoria del diritto di rango superiore, l'insorgente

non può pretendere che gli sia rilasciata per l'esercizio di dette attività una

specifica autorizzazione professionale giusta l'attuale ordinamento cantonale

sui fiduciari, nemmeno sottoponendo la medesima ad oneri e condizioni. In

simili circostanze cade nel vuoto la censura, peraltro sollevata in modo

generico, di violazione della libertà economica e del principio della

proporzionalità. La decisione impugnata non limita affatto il ricorrente nelle

attività di natura fiduciaria che egli, in quanto avvocato, può esercitare nell'ambito

di questa sua professione.

4. Nella decisione

impugnata, l'autorità di vigilanza ha rilevato che al rilascio dell'autorizzazione

in parola si oppone anche l'art. 11 LN, giusta il quale vi è incompatibilità

tra l'attività di notaio esercitata dall'avv. RI 1, e quella di mediatore

immobiliare che questi intenderebbe svolgere in seno alla __________ SA.

Il ricorrente nel suo gravame critica tale argomento, censurando la incostituzionalità

della suddetta disposizione cantonale, la quale, a suo dire, sarebbe

arbitraria, nonché lesiva della parità di trattamento.

Sennonché, la questione non va risolta in questa sede in quanto in realtà estranea

all'oggetto del contendere. Infatti, quanto disposto dall'art. 11 LN non

costituirebbe, di per sé, un motivo per negare al ricorrente il rilascio dell'autorizzazione

a svolgere l'attività di fiduciario. A questo proposito occorre rilevare che la

LFid elenca in modo esaustivo all'art. 8 i requisiti che devono essere

adempiuti per poter ottenere un simile permesso. Tra le condizioni contemplate

da questa disposizione non figura l'assenza di impedimenti derivanti dall'applicazione

di altre norme contemplate dall'ordinamento giuridico. Il problema circa l'incompatibilità

sancita dall'art. 11 LN, si porrebbe quindi soltanto quando, una volta

rilasciata la querelata autorizzazione professionale, la

Camera per l'avvocatura e il notariato del Tribunale d'appello decretasse d'ufficio

la cessazione dell'esercizio del notariato da parte del ricorrente, in

applicazione dell'art. 25 cpv. 1 cifra 7 LN. Ne discende dunque che le censure

che l'insorgente solleva all'indirizzo della LN, andrebbero semmai addotte nell'ambito

di un eventuale gravame alla Commissione di ricorso sulla magistratura contro una

simile decisione di cessazione del notariato (art. 131a LN).

5. 5.1. Stante

tutto quanto precede il ricorso deve dunque essere respinto, senza che si renda

necessario esaminare se l'insorgente, il quale dispone senz'altro di un valido

titolo di studio (art. 11 cpv. 1 lett. a LFid), adempia o meno il requisito

dell'assolvimento di un periodo di pratica biennale, di cui all'art. 8 cpv. 1

lett. d LFid, stante la grande esperienza professionale che, a suo dire,

avrebbe maturato nel settore immobiliare durante la sua lunga carriera di

avvocato. Parimenti superfluo appare a questo stadio delle cose verificare se l'attività

che egli vorrebbe esercitare su incarico della __________ SA abbia carattere

accessorio o meno.

5.2. La tassa di giustizia e le spese seguono l'integrale soccombenza del

ricorrente (art. 47 LPAmm).

Per

questi motivi,

dichiara e pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

Considerandi

2.

La tassa di giustizia e le spese,

già anticipate dal ricorrente nella misura di fr. 3'000.-, restano a carico di

quest'ultimo.

3.

Contro la presente

decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a

Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg.

legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

4.

Intimazione a:

.

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

vicepresidente La

segretaria