52.2014.406
Ricorso contro prescrizioni locali concernenti il traffico - domanda di modifica del progetto stradale comunale
22 aprile 2015Italiano11 min
Source ti.ch
Incarto n.
52.2014.406
Lugano
22 aprile 2015
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Raffaello
Balerna, presidente,
Flavia
Verzasconi, Stefano Bernasconi
segretario:
Fulvio
Campello, vicecancelliere
statuendo
sul ricorso 5 novembre 2014 del
RI
1
rappresentato
dal suo municipio, AC 1,
contro
la
decisione 1° ottobre 2014 del Consiglio di Stato, che ha accolto
l'impugnativa di CO 1 avverso le prescrizioni locali concernenti il traffico pubblicate dall'Ufficio della segnaletica
stradale e degli impianti pubblicitari del Dipartimento del territorio sul FU
_________, (posa di diversi segnali nella piazza comunale in località Chiesa
nella frazione di AC 1 del comune di RA 1);
ritenuto, in
fatto
Fatti
A. a. Con
risoluzione 21 maggio 2013 il municipio di RA 1 ha approvato il "progetto
di sistemazione della piazza" in località chiesa della frazione di AC
1. Questo progetto s'inseriva nell'ambito della moderazione del traffico nel comprensorio
del comune e considerava anche l'esigenza di porre a norma l'area posteggi dinanzi
alla casa comunale.
b. Il 27 maggio 2013, il municipio di RA 1 ha inoltrato all'Ufficio della
segnaletica stradale e degli impianti pubblicitari (nel seguito: l'Ufficio) un'istanza
a ottenere l'approvazione del progetto.
c. Il 25 giugno 2013 l'Ufficio e l'Area del supporto e del coordinamento (ASCo)
hanno preavvisato favorevolmente il progetto, formulando alcune osservazioni.
Hanno quindi indicato al municipio la necessità di attivare la procedura di
progetto stradale comunale. Gli interventi avrebbero potuto essere messi in
atto dopo la crescita in giudicato della decisione di approvazione.
d. Aggiornati gli atti tenendo conto delle indicazioni dell'ASCo, il municipio
ha deciso di pubblicare dal __________ al __________ il progetto stradale
comunale concernente la sistemazione della citata piazza; la pubblicazione comprendeva
anche il piano della segnaletica verticale __________.
Esso ha tuttavia omesso di trasmettere gli atti al Dipartimento.
e. Entro il termine di pubblicazione è giunta unicamente la presa di posizione __________ settembre 2013 di CO 1
che, pur rinunciando a opporsi al progetto, ha proposto alcune modifiche.
B. Visto che la
pubblicazione non aveva suscitato opposizioni, in occasione della seduta 16 settembre 2013 il municipio ha approvato il
progetto stradale. Cresciuta in giudicato tale decisione, esso ha dato
avvio alla fase esecutiva.
C. a. In seguito, è
emerso che la pubblicazione della segnaletica verticale spettava in realtà
all'autorità cantonale. Pertanto, con decisione 18 marzo 2014, l'ASCo, dando
seguito all'istanza 27 maggio 2013 del municipio, preso atto della sistemazione
della piazza e alla luce degli esiti di un sopralluogo, ha approvato la
collocazione della segnaletica, sulla base della planimetria del progetto
stradale approvato dal municipio, ordinandone la pubblicazione sul Foglio
ufficiale.
b. Il __________ l'Ufficio ha così pubblicato le seguenti prescrizioni locali
concernenti il traffico:
Piazza Chiesa, sull'area di parcheggio antistante
alla casa comunale
(15 stalli)
segn. 4.18 «Parcheggio con disco»
Piazza Chiesa, sull'area di parcheggio antistante
alla casa comunale
(1 stallo per invalidi)
segn. 4.17 «Parcheggio» con
tavola complementare 5.14 «invalidi»
Piazza Chiesa, sull'area di parcheggio antistante
alla casa comunale
(4 stalli)
segn. 4.17 «Parcheggio» con
tavole complementari 5.29 «Motoveicoli», 5.30 «Ciclomotore», 5.31
«Velocipede»
Piazza Chiesa, sull'area di parcheggio antistante al
mapp. 79
(2 stalli longitudinali)
segn. 4.18 «Parcheggio con disco»
Piazza Chiesa, all'intersezione antistante alla
chiesa
in provenienza dal cimitero
segn. 3.02 «Dare precedenza»
in provenienza dalla strada cantonale
soppressione segn. 3.01 «Stop»
Piazza Chiesa, sulla strada comunale, all'altezza
del mapp. n. 72
*segn. 4.11 «Ubicazione di un passaggio
pedonale»
D. Con ricorso 4
aprile 2014 CO 1 è insorto davanti al Consiglio di Stato. Benché formalmente
rivolta contro le prescrizioni pubblicate il 21 marzo 2014, l'impugnativa
domandava l'annullamento del progetto stradale pubblicato il 9 agosto 2013,
oltre all'interruzione dei lavori sulla piazza e l'allestimento di un nuovo
progetto che mettesse in sicurezza tutti i suoi utenti. Il ricorrente ha innanzitutto criticato l'agire del
municipio, ritenuto contrario alla volontà popolare e alla suddivisione dei
compiti prevista dalla legislazione sugli enti locali. Ha poi contestato
nel dettaglio il progetto di sistemazione della piazza.
E. Il 1° ottobre
2014 il Governo ha accolto il ricorso. Invocata la necessità di coordinare le
decisioni, il Consiglio di Stato ha annullato le prescrizioni locali impugnate,
poiché ha ritenuto che la procedura che aveva condotto alla loro pubblicazione
fosse viziata. Difatti, il municipio aveva licenziato il progetto di
segnaletica da trasmettere all'ASCo per approvazione e pubblicazione con la risoluzione
21 maggio 2013, dunque prima della pubblicazione del progetto stradale nel
quale s'inseriva, avvenuta unicamente sul Foglio ufficiale 9 agosto 2013.
L'Esecutivo cantonale ha quindi rinviato gli atti al municipio perché, una
volta formalmente approvato il progetto stradale per la sistemazione della
piazza e cresciuta in giudicato la relativa decisione, sollecitasse nuovamente
l'ASCo ai fini di procedere a una nuova pubblicazione della segnaletica.
F. Con impugnativa 5 novembre 2014,
il comune di RI 1 insorge davanti al
Tribunale cantonale amministrativo contro la decisione appena descritta,
domandando in via principale che sia annullata. In via subordinata, propone la
retrocessione degli atti al Consiglio di Stato. Esso contesta innanzitutto
l'applicabilità della legge sul coordinamento
delle procedure del 10 ottobre 2005 (Lcoord; RL 7.1.2.3). Ritiene poi che
il ricorso di CO 1 andava dichiarato irricevibile, siccome tardivo, poiché
rivolto contro il progetto stradale e non avverso la segnaletica. Sottolineando la validità del progetto, sostiene
che semmai lo stesso andrebbe esaminato nel merito, ritenuto come questo
sia già stato approvato.
G. Il Consiglio di
Stato chiede che il ricorso sia respinto, senza formulare osservazioni. Anche CO
1 chiede la reiezione dell'impugnativa,
mentre l'ASCo ne propugna l'accoglimento. I loro argomenti verranno
discussi, ove necessario, in diritto.
H. Il comune
ha rinunciato a presentare un allegato di replica.
Considerato, in
diritto
1.1.1. Ai fini del
presente giudizio, deve innanzitutto essere contestualizzato il quadro
procedurale nel quale si colloca la vertenza.
1.1.1. Giusta l'art. 3 cpv. 2 primo
periodo della legge federale sulla circolazione stradale del 19 dicembre 1958
(LCStr; RS 741.01) i cantoni possono vietare, limitare o disciplinare la
circolazione su determinate strade; i capoversi 3 e 4 dell'art. 3 LCStr stabiliscono
entro quali limiti. Le prescrizioni locali concernenti il traffico, ovvero la
collocazione o l'eliminazione di segnali di prescrizione o di precedenza o
altri segnali con carattere di prescrizioni, devono essere decise e pubblicate
secondo la procedura esatta dall'art. 107 dell'ordinanza sulla segnaletica stradale del
5 settembre 1979 (OSStr; RS 741.01), nella versione in vigore dal 15 marzo 1992
(RU 1992 514). Nel Cantone Ticino il compito di pubblicare le prescrizioni
locali sul Foglio ufficiale è affidato all'ASCo, salvo sia stato delegato dal
Dipartimento del territorio (art. 1
cpv. 2 regolamento della legge
cantonale di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione
stradale del 2 marzo 1999; RLACS; RL 7.4.2.1.1)
al
singolo municipio in virtù dell'art. 5 cpv. 4 della legge di applicazione alla legislazione federale
sulla circolazione stradale e la tassa sul traffico pesante del 24 settembre
1985 (LALCStr; RL 7.4.2.1.).
1.1.2. Le demarcazioni, invece, non necessitano di decisione e
pubblicazione, essendo sufficiente che ne venga ordinata l'apposizione,
rispettivamente la cancellazione, da parte dell'autorità (cfr. GAAC 1990 n. 9
pag. 44; André Bussy/Baptiste Rusconi, Code
suisse de la circulation routière, Losanna 1996, n. 1.3 ad art. 107 OSR).
1.1.3. Misure costruttive, quali la posa di elementi fissi o mobili sulle
strade, devono invece seguire la procedura prevista dalla legge sulle strade
del 23 marzo 1983 (Lstr; RL 7.2.1.2), atteso che nel campo di applicazione di
questa legge non ricade solo il permesso per la costruzione delle strade vere e
proprie, ma anche la realizzazione di tutte le strutture che insistono sul campo
stradale e interferiscono con la circolazione dei veicoli e dei pedoni (art. 3
Lstr; RDAT I-2003 n. 42 consid. 2, II-1993 n. 39). Si tratta dunque della procedura
di progetto stradale, che può riguardare strade cantonali (la cui approvazione
spetta al Consiglio di Stato, art. 23 cpv. 1 Lstr) o comunali (in questo caso l'incombenza
è del municipio, art. 34 Lstr).
1.2. Poste queste premesse, ritenuto che l'impugnativa di prima istanza era
formalmente rivolta contro la pubblicazione delle prescrizioni locali
concernenti il traffico a cura dell'ASCo, annullate dalla decisione impugnata,
la competenza del Tribunale cantonale
amministrativo discende dall'art. 10 cpv. 2 LALCStr. La legittimazione attiva
del comune ricorrente è certa (art. 65 cpv. 1 legge sulla procedura
amministrativa del 24 settembre 2013; RL 3.3.1.1; LPAmm). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1
LPAmm), è dunque ricevibile in ordine e può essere deciso sulla scorta
degli atti prodotti dalle parti, di quelli richiamati dal Consiglio di Stato,
rispettivamente oggetto di pubblicazione, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1
LPAmm).
Considerandi
2.
Come visto in narrativa,
il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di CO 1 e di conseguenza ha
annullato le prescrizioni locali concernenti il traffico. A torto, tuttavia.
2.1
Il ricorso di prima istanza era formalmente diretto contro la
pubblicazione delle prescrizioni del traffico a cura dell'ASCo. Tuttavia - e
questo è, come si vedrà, determinante - il ricorrente ha chiesto (1) l'interruzione dei lavori sulla
piazza, (2) l'annullamento del progetto per la sistemazione della piazza
pubblicato sul Foglio ufficiale del __________ 2013 e (3) l'allestimento di un
nuovo progetto. Richieste confermate in sede di replica. Ora, stanti i
quesiti posti a giudizio non si può in alcun
modo ritenere che egli abbia postulato d'invalidare le prescrizioni stradali oggetto
della decisione impugnata. Egli ha invece esplicitamente chiesto l'annullamento
del progetto stradale pubblicato tra il __________ e il __________. Poiché le
domande poste dall'insorgente determinano l'oggetto della lite (Frank Seethaler/ Fabia
Bochsler in: Bernhard Waldmann/Philippe Weissenberger [curatori], Praxiskommentar
zum VwVG, Zurigo/Basilea/ Ginevra, n. 40
ad art. 52), il Governo avrebbe dovuto chinarsi sull'ammissibilità di queste
domande, concludendo per l'irricevibilità del ricorso. Per i seguenti motivi.
2.2
Intanto, il Consiglio di Stato ha frettolosamente ammesso la
legittimazione attiva di CO 1, il quale aveva semplicemente indicato di agire
"in qualità di cittadino di RA 1, frazione di AC 1". Ora,
tuttavia, contro la decisione di approvazione del progetto stradale (ma anche
di pubblicazione delle prescrizioni locali concernenti il traffico) non è data
l'actio popularis. La legittimazione attiva viene, infatti, fatta dipendere
dai requisiti di cui all'art. 65 cpv. 1 LPAmm (applicabile combinando gli art.
31.
cpv. 1 e 25 Lstr). Condizioni il cui adempimento avrebbe dovuto essere provato
dal ricorrente, in virtù dell'obbligo di collaborazione che gli incombeva secondo
la giurisprudenza, principio del resto oggi codificato all'art. 26 cpv. 1 LPAmm
(già in vigore al momento dell'invio dell'impugnativa). È dunque assai
verosimile che il ricorso avrebbe dovuto essere dichiarato irricevibile già
solo per questo motivo. La questione non merita approfondimento, poiché a
medesima conclusione si deve giungere, questa volta con certezza, per le
ragioni qui appresso.
2.3
In quanto rivolto contro il progetto stradale pubblicato dal 12 agosto al
10.
settembre 2013, il ricorso inoltrato unicamente il 4 aprile 2014 si rivelava
infatti manifestamente tardivo. A ciò si aggiunga che, con raccomandata a mano
del 10 settembre 2013, CO 1 ha sottoposto al municipio una serie di possibili
cambiamenti che avrebbero, a suo modo di vedere, permesso di migliorare il
progetto. In tale contesto, egli ha tuttavia esplicitamente rinunciato a
opporvisi. Il cittadino si era dunque irrimediabilmente
precluso la possibilità di partecipare al seguito della procedura (art.
31.
cpv. 1 Lstr combinato con l'art. 20 cpv. 2 Lstr). Con queste premesse, il
ricorso andava dichiarato irricevibile ed è a torto che il Governo l'ha
esaminato nel merito.
3.
Ne discende che
il ricorso del comune deve essere accolto e la decisione impugnata riformata
nel senso che il ricorso 4 aprile 2014 di CO 1 è irricevibile.
4.
La tassa di
giustizia, per entrambe le sedi, viene posta a carico di CO 1 che ha resistito
a torto al ricorso davanti al Tribunale e che è all'origine della procedura davanti
al Governo (art. 47 cpv. 1 LPAmm). Non si assegnano ripetibili, in quanto non
vi sono parti vittoriose patrocinate (art. 49 cpv. 1 LPAmm).
Per
questi motivi,
dichiara e pronuncia:
1.
Il ricorso è accolto.
§. Di conseguenza, il dispositivo della decisione 1° ottobre 2014
(n. 4433) del Consiglio di Stato è riformato come segue:
1.
Il ricorso è irricevibile.
2.
, 3., 4. (stralciati)
5.
e 6. (invariati).
2.
La tassa di giustizia, di fr. 1'000.-,
è posta a carico di CO 1. Non si assegnano ripetibili.
3.
Contro la presente decisione è
dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a Losanna
entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg. legge sul
Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).
4.
Intimazione a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
presidente Il segretario