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Decisione

52.2016.449

Sopraelevazione di un'abitazione

6 dicembre 2017Italiano22 min

Source ti.ch

Fatti

i ricorrenti a proprio favore dalle rassicurazioni fornite dall'autorità

comunale in merito alla possibilità di autorizzare una sopraelevazione dell'immobile

(cfr. risoluzione municipale 15 marzo 2012,

doc. Q allegato al ricorso). Come chiarito dallo stesso municipio, la sua determinazione

aveva valore di semplice informazione, priva di effetti giuridici

particolari. Non è dunque opponibile alle

autorità, né ai terzi interessati. La richiesta di verificare le possibilità di

trasformazione dell'abitazione non era stata difatti impostata come

domanda di licenza preliminare secondo la procedura ordinaria (cfr. art. 15

LE). Priva di effetti giuridici è pure l'analisi sulle possibilità edificatorie

del mapp. allestita dal tecnico comunale, basata, fra l'altro, sull'art. 21

NAPR, di cui si è detto al considerando che precede (cfr. doc. T allegato al

ricorso).

Del tutto inconferente

è il richiamo all'art. 44 RLE, ritenuto che il nuovo livello non può in nessun modo essere assimilato ad un sottotetto e

che la sua superficie è comunque pari a quella del piano sottostante. Vista la

portata dell'intervento per rapporto alle preesistenze, considerarlo

alla stregua di un sottotetto non sarebbe in ogni caso di alcun vantaggio per i

ricorrenti.

Non vi è poi ragione di

chinarsi sulla possibilità evocata in sede di replica di autorizzare la

formazione di un piano aggiuntivo di 88 mq (pari a 2/3 della superficie del

livello sottostante), coperto da un tetto piano e confinato nella porzione sud

dello stabile, posto che si tratta di un

intervento significativamente diverso da quello oggetto del permesso,

che richiederebbe l'elaborazione di nuovi piani di progetto e la presentazione

di una domanda in variante secondo le opportune formalità procedurali.

4.7. Da ultimo, gli

insorgenti invocano la possibilità di ottenere una deroga in virtù dell'art. 67

cpv. 1 LST, giusta il quale, in situazioni eccezionali e se l'osservanza delle

disposizioni legali costituisce un rigore sproporzionato, possono essere

concesse deroghe alla conformità di zona o a singole norme edilizie, purché ciò non pregiudichi in modo apprezzabile

l'interesse pubblico o quello dei vicini. A torto.

Con questa norma, il

legislatore ha voluto concedere la possibilità di rilasciare delle

autorizzazioni eccezionali, laddove la rigida applicazione della legge

condurrebbe a risultati insoddisfacenti perché

i piani regolatori non prevedono la possibilità di concederne. In

sostanza, si sono volute superare le incertezze legate a norme comunali

lacunose, poco chiare o, peggio, del tutto mancanti, mettendo a disposizione

dei comuni una valida base legale per la concessione di deroghe (cfr. messaggio

n. 6309 citato, ad art. 66 pag. 89). Anche

per l'art. 67 cpv. 1 LST, esse si giustificano però soltanto in presenza di situazioni eccezionali, date le quali

l'applicazione rigida delle norme di legge comporta per il singolo amministrato

un sacrificio eccessivo ed ingiustificato per rapporto all'interesse pubblico perseguito (cfr. STA 52.2014.440 del 6

maggio 2016 consid. 5.1, confermata da: STF 1C_274/2016 del 1° giugno

2017). Sennonché, la situazione dei ricorrenti non presenta alcunché di

eccezionale, né si vede perché l'applicazione del diritto al caso di specie porterebbe

a risultati insoddisfacenti. Data la conformazione del fondo, gli insorgenti

ben potranno trovare altre soluzioni per sfruttarne al meglio le potenzialità

edificatorie, nel rispetto delle prescrizioni sulle distanze dal confine. Sarà

così possibile salvaguardare il valore della loro proprietà. Non devono quindi neppure sopportare un sacrificio

eccessivo per rapporto all'interesse pubblico volto al rispetto del diritto.

Non portano ad altra conclusione i generici richiami ai principi di densificazione

dei comparti fabbricabili e di utilizzo razionale e parsimonioso del suolo, che

regolano l'attività di pianificazione del territorio. Resta il fatto che, nel campo

delle costruzioni, lo scopo delle deroghe non

è quello di consentire la realizzazione di soluzioni ideali, di favorire

un'utilizzazione intensiva e ottimale delle costruzioni o di eludere

disposizioni poco soddisfacenti (cfr. Scolari,

op. cit., ad art. 2 LE n. 695).

5. 5.1. Sulla

scorta delle considerazioni che precedono, il ricorso è respinto.

5.2. La tassa di

giustizia è posta a carico degli insorgenti, in solido, secondo soccombenza

(art. 47 cpv. 1 e 2 LPAmm). Non si assegnano ripetibili al resistente, posto

che non è assistito da un legale (art. 49 cpv. 1 LPAmm).

Per

questi motivi,

dichiara e pronuncia:

1. Il ricorso è respinto.

Considerandi

2.

La tassa di

giustizia di fr. 1'800.-, già anticipata, è posta a carico dei ricorrenti, in

solido. Non si assegnano ripetibili.

3.

Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82.

segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

4.

Intimazione

a:

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

vicepresidente Il vicecancelliere