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Decisione

52.2016.510

Licenza edilizia per un deposito

21 luglio 2017Italiano10 min

Source ti.ch

Fatti

i depositi di inerti, di materiali sciolti e di materiali provenienti da

demolizioni. Esso non sarebbe neppure conforme alla destinazione di zona autorizzata,

poiché non adempirebbe i requisiti esatti dall'art. 51 NAPR, applicabile in

virtù del rinvio disposto dall'art. 62: il deposito non sarebbe infatti

coperto, né sarebbe indispensabile o complementare ad un'attività produttiva o

commerciale già in atto sul territorio comunale o che vi s'intende insediare. L'attività

svolta non sarebbe poi di natura artigianale, ma semmai, considerata la

superficie occupata e le ripercussioni ingenerate sul territorio, di carattere

industriale. Anche per questo motivo non rispetterebbe dunque il principio

della conformità di zona. Inoltre, il Governo avrebbe dovuto limitarsi a

verificare se l'interpretazione del municipio fosse plausibile. Dichiarando invece

non insostenibile la tesi dell'istante in licenza circa la natura artigianale

dell'impianto, avrebbe sostituito il proprio apprezzamento a quello dell'esecutivo

comunale. Infine, dal profilo pianificatorio, l'attività prevista sarebbe senz'altro

(da definire) molesta e non potrebbe quindi essere approvata, siccome in

contrasto con quanto prescritto dall'art. 51 NAPR.

D. All'accoglimento del ricorso

si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari osservazioni.

Ad identica conclusione

perviene la CO 1, qui resistente, con argomenti che, in quanto necessario,

verranno ripresi in appresso.

E. In

replica e duplica, le parti si riconfermano essenzialmente nelle rispettive

tesi e conclusioni.

Considerato, in

diritto

1. 1.1. La competenza del

Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 21 cpv. 1 della legge

edilizia cantonale del 13 marzo 1991 (LE; RL 7.1.2.1). La legittimazione attiva

del comune insorgente, è certa [art. 21 cpv. 2 LE; art. 65 cpv. 1 legge sulla

procedura amministrativa del 24 settembre 2013 (LPAmm; RL 3.1.1.1)]. Il ricorso,

tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm), è dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può essere emanato sulla base degli atti

(art. 25 cpv. 1 LPAmm). Il sopralluogo sollecitato dall'insorgente, peraltro in

modo generico, non appare idoneo a procurare a questo Tribunale la conoscenza

di ulteriori fatti rilevanti per il giudizio.

Considerandi

2.

2.1. L'art. 39 n. 1 NAPR stabilisce

che su tutto il territorio comunale sono vietati i depositi

disordinati e i depositi in conflitto con il decoro, come ad esempio i depositi

di rottami, di carcasse d'auto o di prodotti industriali, di inerti, di

materiali sciolti, di materiali provenienti da demolizioni, le discariche

d'ogni genere ecc.

La formulazione della

norma non è univoca. Si presta ad interpretazione. Il Governo ne ha in sostanza

limitata l'applicazione ai depositi disordinati o in contrasto con il decoro.

Vietati sarebbero i depositi nella misura in cui sono disordinati o contrari al

decoro, ciò che a suo avviso non sarebbe il caso di quello progettato. Secondo

il ricorrente, invece, la disposizione vieta su tutto il territorio comunale i

depositi a cielo aperto, ovvero non racchiusi in edifici, di rottami, carcasse

d'auto, inerti, di materiali sciolti, ecc., perché considerati,

intrinsecamente, disordinati e/o in conflitto con il decoro. Contrariamente a

quanto preteso dalla resistente, l'interpretazione del municipio appare

sostenibile. Non configura un abuso della latitudine di giudizio che gli

dev'essere riconosciuta nell'interpretazione del diritto autonomo comunale e

non è dunque lesiva del diritto. È infatti in linea con il contenuto di norme

similari presenti in altri ordinamenti comunali, che vietano la realizzazione

di aree di deposito a cielo aperto nell'evidente intento di contenere l'impatto

di questi insediamenti sull'ambiente, in particolare sul paesaggio. È corroborata

inoltre dall'art. 39 n. 2 NAPR, che abilita il municipio a riservare, d'intesa

con l'autorità cantonale competente, apposite zone per tali depositi. Si

concilia infine pure con l'art. 51 NAPR, che ammette depositi racchiusi in

edifici (padiglioni, capannoni), purché siano indispensabili o complementari

alla continuazione di una attività produttiva o commerciale già in atto sul

territorio comunale, o all'esplicazione di un'analoga attività che vi si insedia.

2.2

Ferme queste premesse, il previsto deposito a cielo

aperto di materiale di scavo, si pone in contrasto manifesto ed insanabile con

il divieto sancito dall'art. 39 n.1 NAPR. Da questo profilo, è pertanto evidente

che non può essere autorizzato. La contraria tesi del Governo, basata su un'interpretazione

riduttiva della norma, che contraddice il principio dell'autonomia comunale, non

può essere seguita. Irrilevante è poi il fatto, invocato dalla resistente, che

l'attività ivi svolta sarebbe d'interesse pubblico. Già per questo motivo il

giudizio impugnato va annullato, confermando il diniego della licenza.

3.

3.1. Giusta l'art. 62 NAPR, eventuali

costruzioni di terzi e delle FFS estranee all'esercizio ferroviario entro la

zona dell'area ferroviaria sono soggette alle prescrizioni edilizie della zona

artigianale A3-06. L'art. 51 NAPR, che disciplina quest'ultima zona,

prevede che al suo interno è permessa unicamente la costruzione di edifici

artigianali, commerciali e amministrativi. La costruzione di padiglioni di

deposito è ammessa soltanto se risulta indispensabile o complementare alla

continuazione di una attività produttiva o commerciale già in atto sul

territorio comunale, o all'esplicazione di un'analoga attività che vi si

insedia.

3.2

Le zone artigianali

sono destinate all'insediamento di attività legate alla produzione di beni su

scala limitata, con un impiego limitato di manodopera e di risorse

infrastrutturali, che ingenerano modiche ripercussioni ambientali (Adelio Scolari,

Commentario, II ed., Cadenazzo 1996, ad art. 67 LALPT n. 484). Dopo che i

Servizi generali del Dipartimento del territorio hanno subordinato il permesso

(tra l'altro) alla condizione che non potranno essere effettuate attività

lavorative mediante impianti, macchinari o installazioni fisse o mobili (vaglio

e/o frantoio) come per esempio la frantumazione, la vagliatura, la separazione,

ecc., ci si può invero chiedere se, come assume il Governo, che ha tuttavia

omesso di considerare il predetto limite contenuto nell'avviso cantonale, il mero

deposito di materiale di scavo non inquinato possa (ancora) essere considerato

un'attività artigianale conforme alla destinazione di zona. La questione può

restare indecisa. A prescindere dal fatto che l'art. 51 NAPR ammette pure

attività commerciali, nelle quali potrebbe rientrare la gestione (apporto e ritiro

di materiale dietro pagamento) di un tale deposito, un simile impianto si

porrebbe comunque in contrasto con la suddetta norma, poiché il deposito non è coperto.

L'art. 51 NAPR ammette in effetti soltanto depositi racchiusi in edifici

(padiglioni, capannoni), a patto, inoltre, che siano indispensabili o complementari

alla continuazione di una attività produttiva o commerciale già in atto sul

territorio comunale, oppure all'esplicazione di un'analoga attività che vi si

insedia. Anche per questo motivo, il ricorso va dunque accolto, annullando il

giudizio impugnato e confermando il diniego della licenza.

4.

4.1. Sulla scorta di quanto

precede, il ricorso deve essere accolto. Di conseguenza, il giudizio

governativo è annullato, mentre è confermato il diniego della licenza.

4.2

La tassa di giustizia è posta a carico della resistente,

secondo soccombenza (art. 47 cpv. 1 LPAmm). Quest'ultima rifonderà inoltre al

comune ricorrente, assistito da un legale, congrue ripetibili per entrambe le

istanze (art. 49 cpv. 1 LPAmm).

Per

questi motivi,

dichiara e pronuncia:

1.

Il ricorso è

accolto.

§. Di

conseguenza, la decisione 7 settembre 2016 (n. 3871) del Consiglio di Stato è

annullata, mentre è confermata la decisione 16 febbraio 2016 con cui il

municipio di Balerna ha negato alla CO 1 la licenza edilizia per la formazione

di un deposito al mapp. __________ di quel comune.

2.

La tassa di

giudizio di fr. 1'500.- è posta a carico della CO 1, la quale verserà al comune

di Balerna un importo di fr. 1'800.- a titolo di ripetibili.

3.

Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82.

segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

4.

Intimazione

a:

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

vicepresidente Il vicecancelliere