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Decisione

52.2017.344

Autorizzazione a svolgere una manifestazione sportiva motoristica

21 marzo 2018Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

i cittadini di cui alla lista allegata,

rappresentati

da: RI 1

RI

2

rappresentati

da: RA 1

RI

3

rappresentata

da: RA 2

RI

4

rappresentata

da: RA 3 e RA 4

RI

5

rappresentato

da: RA 5

RA

5

rappresentato

da: RA 6

RI

7

rappresentato

da: RA 7

contro

la

decisione 12 maggio 2017 con cui la Sezione della circolazione ha concesso al

Comitato Rally l'autorizzazione di organizzare venerdì 23 e sabato 24 giugno

2017 il 20° Rally Ronde del Ticino;

ritenuto, in

fatto

A. Il Comitato Rally è

un'associazione di diritto privato giusta gli art. 60 segg. del codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC; RS 210),

costituita nel 1998 al fine primario di organizzare in Svizzera e all'estero

manifestazioni nazionali ed internazionali legate allo sport automobilistico.

Nell'ultimo ventennio l'associazione ha organizzato il Rally del Ticino,

tradizionale gara motoristica di richiamo nazionale e internazionale, che conta

per il Campionato e la Coppa Svizzera dei Rally, il Campionato Ticinese

Rally e la Coppa Svizzera dei Rally Storici VHC.

B. a. Il 22 dicembre

2016, il Comitato Rally ha chiesto alla Sezione della circolazione l'autorizzazione a svolgere venerdì 23 e sabato 24

giugno 2017 il 20° Rally Ronde del Ticino, allegando all'istanza la

relativa documentazione.

Il programma della manifestazione

motoristica prevedeva un percorso con 6 prove speciali (PS 1: Penz; 2:

Valcolla 1; 3: Isone 1; 4: Isone 2; 5: Valcolla 2; 6: Isone 3), con partenza a

Chiasso e arrivo a Lugano. Era previsto un numero massimo di 150 partecipanti.

b. All'accoglimento della domanda si sono espressi favorevolmente i municipi il

cui territorio era interessato dalle prove speciali, l'Armasuisse, l'Area

dell'esercizio e della manutenzione del Dipartimento del territorio, il Reparto

del traffico della Polizia cantonale, la Federazione Cantonale Ticinese Servizi

Ambulanze e l'Automobile Club Svizzero. Dal canto suo, in sede di preavviso, la Sezione per la protezione dell'aria, dell'acqua

e del suolo (SPAAS) del Dipartimento del territorio si è pronunciata favorevolmente

alla manifestazione - ad eccezione della PS 1 Penz.

c. Preso atto della nota a protocollo n.

61/2017 del 26 aprile 2017, con cui il Consiglio di Stato ha autorizzato lo

svolgimento del rally, e così

incaricata da quest'ultimo, con decisione 12 maggio 2017 la Sezione della circolazione ha rilasciato

l'autorizzazione richiesta, subordinandola a determinate condizioni

generali e particolari, di polizia e per la salvaguardia dell'ambiente.

La decisione è stata pubblicata sul Foglio Ufficiale del 19 maggio 2017,

corredata dall'indicazione della possibilità di ricorrere al Consiglio di

Stato, entro 30 giorni; a un'eventuale impugnativa è stato levato l'effetto

sospensivo.

C. Con ricorso 13 giugno

2017, RI 1, unitamente ad altri 140 cittadini di comuni del Mendrisiotto o

dell'agglomerato di Lugano, i cui territori erano interessati dalle prove

speciali (come da lista allegata alla sentenza), nonché le associazioni RI 2, RI

3, RI 4, il RI 5, il RI 6 e il RI 7 sono

insorti direttamente al Tribunale cantonale amministrativo chiedendo

l'annullamento della decisione impugnata. In limine, hanno sollecitato

la ricusa in corpore del Consiglio di Stato e, ritenendo data la

competenza di questo Tribunale, hanno chiesto

la restituzione dell'effetto sospensivo al gravame.

Nel merito i ricorrenti hanno in particolare eccepito una violazione dell'autorizzazione

rilasciata per l'evento con la scheda TR 7.3 del Piano di risanamento dell'aria

2007-2016 (PRA), che vieta lo svolgimento di manifestazioni motoristiche dal 15

giugno al 31 agosto, salvo deroga, che qui non avrebbe comunque potuto essere

concessa. Contestano inoltre l'impatto in generale eccessivo dell'evento, che avrebbe

quantomeno potuto essere limitato.

D. a. Con giudizio 21 giugno 2017 (n. 52.2017.332),

il Tribunale cantonale amministrativo ha accolto la domanda di ricusa

pedissequa all'impugnativa, dichiarando la propria competenza diretta a

evaderla; con lo stesso giudizio ha poi respinto la richiesta di restituzione

dell'effetto sospensivo al ricorso.

b. Venerdì 23 e sabato 24 giugno 2017 si è svolto il 20° Rally Ronde del

Ticino, come da programma autorizzato.

E. a. In sede di risposta di merito, all'accoglimento

del ricorso si oppongono ora la Sezione della circolazione e il Comitato

Rally, contestando tutte le eccezioni sollevate dagli insorgenti. Il beneficiario

dell'autorizzazione contesta pure la legittimazione attiva delle associazioni,

rilevando pure che il ricorso sarebbe divenuto privo d'oggetto. Dei loro

argomenti si riferirà, per quanto necessario, in appresso.

b. Con la replica gli insorgenti si riconfermano nelle loro conclusioni e

domande di giudizio, sviluppando ulteriormente le proprie tesi. Così pure, in

sede di duplica, la Sezione della circolazione, a cui si è associato anche il

Governo; anche il Comitato Rally ribadisce la sua posizione, sollecitando

nuovamente il rigetto del gravame.

La SPAAS, che si era limitata a confermare il proprio preavviso in sede di osservazioni

alla domanda sull'effetto sospensivo, è invece rimasta silente.

Considerato, in

diritto

1. 1.1. La

compentenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 10 cpv. 1

della legge di applicazione alla legislazione federale sulla circolazione

stradale e la tassa sul traffico pesante del 24 settembre 1985 (LALCStr; RL

7.4.2.1) e dalla decisione 21 giugno 2017 (n. 52.2017.332) di questo Tribunale,

che ha accolto la domanda di ricusa dell'intero

Consiglio di Stato presentata dagli insorgenti.

Restano da verificare le ulteriori condizioni di ricevibilità.

1.2.

1.2.1. Secondo l'art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del

24 settembre 2013 (LPAmm; RL 3.3.1.1; applicabile per rimando dell'art. 10 cpv.

3 LALCStr), ha diritto di ricorrere chi ha

partecipato al procedimento dinanzi all'autorità inferiore o è stato privato

della possibilità di farlo (lett. a), è particolarmente toccato dalla decisione impugnata (lett. b) e ha

un interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della

stessa (lett. c). Per costante giurisprudenza, in base a tale disposto è

quindi legittimato a ricorrere chi appartiene

a quella limitata e qualificata cerchia di persone la cui situazione appare

legata all'oggetto del provvedimento impugnato da un rapporto sufficientemente

stretto e intenso, che permetta di distinguerla da quella di un

qualsiasi altro membro della collettività; il riconoscimento della

legittimazione attiva esige inoltre che il terzo sia portatore di un interesse personale,

diretto, concreto e attuale a dolersi del pregiudizio che il provvedimento

arreca e che l'impugnativa tende a rimuovere, laddove anche un interesse di

mero fatto è sufficiente (cfr. al riguardo: RtiD II-2017 n. 12 consid. 2; RDAT I-2001 n. 27 consid. 2.1 e rinvii; cfr. inoltre,

pro multis: STA 52.2017.97 del 25 ottobre 2017, consid. 1.2; 52.2014.8 del 22

luglio 2015, consid. 2).

Di principio l'interesse degno di protezione

deve esistere non soltanto al momento del deposito del ricorso, bensì

anche nel momento in cui viene resa la decisione (cfr. DTF 139 I 206 consid.

1.1; 137 II 40 consid. 2.1). Tuttavia, secondo la giurisprudenza, si può fare

eccezionalmente astrazione dall'esigenza di un interesse attuale, allorquando

la contestazione può ripresentarsi anche in futuro in circostanze identiche o

analoghe e la sua natura non permette di dirimerla prima che essa perda la sua

attualità e, in ragione della sua portata, esiste un interesse pubblico

sufficientemente importante alla soluzione della questione litigiosa (DTF 138

Considerandi

II 42 consid. 1.3; 135 II 430 consid. 2.2; RDAT II-1995 n. 3, consid. 1.2; STA

52.2006.252

del 20 ottobre 2006, consid. 1).

1.2.2

In concreto, come già stabilito con la precedente decisione del 21

giugno 2017, occorre ritenere che, perlomeno per i ricorrenti che risiedono

nelle immediate vicinanze del tracciato del rally, come ad esempio E__________

L__________ (residenti a Seseglio, in via __________) o F__________ B__________

(che abitano a Pedrinate, in __________), può essere

ammessa una relazione particolarmente stretta con la decisione impugnata (in

considerazione dei disagi al traffico e delle immissioni foniche e atmosferiche

loro derivate, seppur solo temporaneamente, dalla gara, segnatamente dalla prova

PS 1 Penz). Da questo profilo, essi soddisfano l'art. 65 cpv. 1 LPAmm. Sapere

se ciò valga anche per gli altri ricorrenti è questione che, anche in questa

sede, può invece rimanere aperta, così come peraltro essi stessi indicano (cfr.

replica).

Ritenuto che la manifestazione motoristica si è nel frattempo svolta, dal 23 al

24.

giugno 2017 (dopo che questo Tribunale aveva negato la richiesta di

restituzione dell'effetto sospensivo al gravame), il loro interesse degno di

protezione all'annullamento della decisione non risulta invero più attuale.

Sennonché da tale requisito va in concreto fatta astrazione, conformemente alla

surriferita giurisprudenza. Non appare infatti remota la possibilità che le

contestazioni mosse in concreto possano ripresentarsi anche in futuro, in

condizioni analoghe, senza che un esame tempestivo possa essere svolto dal

Tribunale. A fronte dei tempi ristretti nei quali s'inserisce questo genere di

autorizzazioni - implicante peraltro il coinvolgimento di diversi attori - non sembra

in effetti improbabile (ma al contrario sembra già riproporsi quest'anno; cfr.

anche calendario sportivo nazionale 2018 dell'Auto Sport Svizzera [ASS], www.motorsport.ch)

che anche in avvenire possano essere presentate richieste simili che

interessino il Mendrisiotto o gli altri agglomerati (Lugano, Locarno,

Bellinzona) in periodi critici secondo il PRA. Inoltre parimenti soddisfatta risulta

l'esistenza di un interesse pubblico sufficiente al chiarimento della questione

litigiosa, segnatamente quella che ruota attorno alla controversa portata del

PRA (scheda TR 7.3) e, di riflesso, di sapere se l'autorizzazione fosse lecita

o meno.

1.3

Con queste premesse l'impugnativa, tempestiva (art. 10 LALCStr e 68 cpv. 1

LPAmm), è dunque ricevibile in ordine.

1.4

Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art.

25.

cpv. 1 LPAmm).

2.

2.1. In Svizzera

le gare di velocità con veicoli a motore effettuate in circuito alla presenza

di pubblico sono vietate (art. 52 cpv. 1 legge federale sulla circolazione

stradale del 19 dicembre 1958; LCStr; RS 741.01; 94 cpv. 1 ordinanza sulle norme

della circolazione stradale del 13 novembre 1962; ONC; RS 741.11). Le altre manifestazioni

sportive, in particolare quelle che si svolgono su strade pubbliche, sono invece

ammesse, previa concessione di un apposito permesso da parte del Cantone

interessato dall'evento (cfr. art. 52 cpv. 2 LCStr). Per principio sono "sportive"

tutte le manifestazioni che hanno una connotazione competitiva, in cui le

prestazioni dei partecipanti sono valutate in base a criteri prestabiliti e viene

stilata una classifica (cfr. René

Schaffauser, Grundriss des schweizerischen Strassenverkehrsrechts, Berna

2002, n. 1017; Peter Donald Burri, Die Frage der Verfassungsmässigkeit

der Regelung motorsportlicher Veranstaltungen in SVG, tesi 1981, pag. 78 seg.).

Sono segnatamente considerate tali: (1) le gare di velocità (in cui la

graduatoria è stabilita principalmente considerando la velocità raggiunta o per

le quali è richiesta una velocità media superiore a 50 km/h, cfr. art. 72 cpv.

1.

LCStr); (2) le prove di percorso (in cui, su un percorso prestabilito

o scelto liberamente, i concorrenti devono assolvere determinati compiti) e (3)

le prove di abilità (in cui la classifica avviene solo in base a punti

di penalizzazione; cfr. Schaffauser,

op. cit., n. 1017; Burri, op.

cit., pag. 5 segg.; Interkantonale Kommission für Strassenverkehr [IKSt],

Richtlinie für die Bewilligung von motorsportlichen Veranstaltungen vom 31.

Oktober 1974, cifra 2, pag. 1 segg.). Non ricadono invece nelle manifestazioni

sportive le escursioni (cfr. art. 52 cpv. 2 LCStr), quali i viaggi a

scopo turistico, che per loro natura sono sprovvisti di ogni carattere competitivo

(cfr. Burri, op. cit., pag. 78

seg.).

I rally sono prove di percorso: si tratta segnatamente di prove di resistenza

in cui i partecipanti devono osservare delle velocità medie su itinerari

predeterminati. Se ai fini della graduatoria sono comprese prove di velocità su

tratti chiusi al traffico, ad esse tornano applicabili le disposizioni per le

gare di velocità; così pure, se la velocità media esatta è superiore a 50 km/h

(cfr. IKSt, op. cit., pag. 3; Burri,

op. cit., pag. 6).

2.2

A norma di legge (art. 52 cpv. 3 LCStr), il permesso per le manifestazioni

sportive può essere rilasciato solo se:

·

gli organizzatori danno affidamento per uno svolgimento irreprensibile

(lett. a),

·

le esigenze della circolazione lo consentono (lett. b),

·

sono state prese le necessarie misure di sicurezza (lett. c),

·

è stata stipulata la prescritta assicurazione per la responsabilità

civile (lett. d).

La disposizione ha

carattere potestativo e in quanto tale garantisce una discreta latitudine di

giudizio all'autorità competente per la

concessione del permesso, che in Ticino è la Sezione della circolazione (vedi

art. 2 cpv. 1 lett. d cifra 5 e 37 regolamento della legge cantonale di

applicazione alla legislazione federale sulla circolazione stradale del 2 marzo

1999; RLALCStr; RL 7.4.2.1.1), la quale fissa le condizioni dopo aver

sentito il parere della polizia cantonale, dei municipi interessati e, se

richiesto dalle circostanze, di altre autorità (cfr. art. 37 cpv. 1 LALCStr).

Pur trattandosi di un permesso di polizia, che di principio deve essere

accordato allorquando i requisiti fissati per il suo conferimento sono soddisfatti (cfr. STA 52.2006.252 del 20 ottobre 2006,

consid. 2.1 e rimandi), l'adempimento delle condizioni enunciate

all'art. 52 cpv. 3 LCStr non garantisce affatto al richiedente il rilascio

dell'autorizzazione. Lo specifica chiaramente l'art. 95 cpv. 2 ONC (cfr. STA

52.2006.252

del 20 ottobre 2006, consid. 2.1; Burri,

op. cit., pag. 43). Ciò è comprensibile ove pure si consideri che, per le

manifestazioni su strade pubbliche, con il permesso viene autorizzato anche l'uso

accresciuto di un bene comune, al cui rilascio non sussiste di principio alcun

diritto (cfr. Schaffauser, op.

cit., n. 1018 e 1025; Burri, op.

cit., pag. 33 e 43 seg.; cfr. pure: Thomas

Widmer Dreifuss, Planung und Realisierung von Sportanlagen, Zurigo 2002,

pag. 211 segg. e 215; cfr. inoltre

René Wiederkehr/Paul Richli,

Praxis des allgemeinen Verwaltungsrechts, Band II, Berna 2014, n. 213).

Nell'ambito del proprio margine d'apprezzamento, l'autorità deve in particolare

considerare adeguatamente gli aspetti di sicurezza, ma anche di tutela dell'ambiente.

Lo si deduce dall'art. 95 cpv. 2 ONC, che precisa segnatamente che il permesso

deve essere rifiutato se è prevedibile una

molestia per rumori eccessivi o persistenti (cpv. 2). Emerge inoltre dalla

citata direttiva del 31 ottobre 1974 della Commissione intercantonale della

circolazione stradale (CICS; IKSt), che - ancorché non abbia valore normativo -

funge comunque da raccomandazione volta a coordinare e orientare

l'apprezzamento delle istanze cantonali (cfr. Burri,

op. cit., pag. 42; cfr. inoltre Schaffauser,

op. cit., n. 1024, pag. 465). Secondo questa direttiva, nell'interesse della

sicurezza e della protezione dell'ambiente s'impone un "estremo

riserbo" nella prassi di rilascio dei permessi; in particolare va negato

lo svolgimento di una manifestazione sportiva che rischia di provocare un rumore

eccessivo o altre immissioni (cfr. cifra 6.1 e 6.1.1; Burri, op. cit., pag. 42 e 44).

2.3

Chiamato a verificare se il potere di apprezzamento di cui dispone la Sezione

della circolazione in tema di autorizzazioni per lo svolgimento di manifestazioni

sportive con veicoli a motore sia stato

esercitato in maniera corretta, il Consiglio di Stato - quale autorità di

ricorso - fruisce di piena cognizione e quindi esamina liberamente non

solo le questioni di fatto e di diritto della controversia sottoposta al suo

giudizio, ma rivede anche ogni problema di apprezzamento e di opportunità (cfr.

art. 69 cpv. 1 LPAmm; STA 52.2006.252 del 20 ottobre 2006, consid. 2.2). Potere,

questo, che, nell'evenienza concreta, spetta a questo Tribunale, che interviene

in luogo e vece del Governo ricusato giudicando quale prima e unica autorità di

ricorso cantonale (cfr. STA 52.2010.91-151 del 13 agosto 2010, consid. 1.5).

3.

In concreto,

oggetto di controversia è l'autorizzazione che la Sezione della circolazione

(sulla base della citata nota a protocollo n. 61/2017 del 26 aprile 2017 del

Consiglio di Stato) ha concesso al Comitato Rally per il 20° Rally Ronde del

Ticino, svoltosi il 23 e 24 giugno 2017. I ricorrenti eccepiscono in

particolare un contrasto con la scheda TR 7.3 del PRA, che vieta lo svolgimento

di manifestazioni motoristiche dal 15 giugno al 31 agosto. Ritengono che nulla

giustificasse in concreto la concessione di una deroga a questo divieto; il

rally, aggiungono, avrebbe potuto essere pianificato in un periodo meno

problematico dal profilo dell'inquinamento atmosferico. Lesiva della scheda TR

7.3

sarebbe in particolare la prova speciale del Penz (PS 1); censurabili sarebbero

comunque anche le partenze e gli arrivi del rally (a Chiasso e a Lugano), come

pure le altre prove speciali, considerando le trasferte da una tappa all'altra,

nonché l'impatto in generale eccessivo della manifestazione.

Dal canto suo, il Comitato Rally respinge in toto le tesi degli insorgenti:

mette anzitutto in discussione la validità del PRA dopo il 2016, rilevando poi

che esso non esplicherebbe comunque effetti giuridici vincolanti per i privati.

Contesta inoltre il divieto previsto dalla scheda, che ritiene in sostanza

ingiustificato ed eccessivo, avuto riguardo all'impatto limitato della

manifestazione, che non avrebbe prodotto effetti così nocivi; perfettamente

giustificata e motivata sarebbe pertanto la decisione impugnata.

4.

4.1. La legge federale sulla protezione dell'ambiente del 7 ottobre 1983

(LPAmb; RS 814.01) ha lo scopo di proteggere l'uomo da eventi dannosi e molesti

(art. 1 cpv. 1 LPAmb). A titolo di prevenzione, gli effetti che potrebbero

divenire dannosi o molesti devono essere limitati tempestivamente (art. 1 cpv.

2.

LPAmb). Gli inquinamenti atmosferici, il rumore, le vibrazioni e le radiazioni

sono limitati, secondo l'art. 11 cpv. 1 LPAmb, da misure applicate alla fonte

(limitazione delle emissioni). Dispone inoltre il cpv. 2 della medesima norma

che, indipendentemente dal carico inquinante esistente, le emissioni,

nell'ambito della prevenzione, devono essere limitate nella misura massima

consentita dal progresso tecnico, dalle condizioni d'esercizio e dalle

possibilità economiche; le limitazioni delle emissioni sono inasprite se è

certo o probabile che gli effetti, tenuto conto del carico inquinante

esistente, divengano dannosi o molesti (art. 11 cpv. 3 LPAmb). Qualora sono

constatati o sono prevedibili effetti nocivi o molesti dovuti a inquinamento

atmosferico da parte di diverse fonti, esse vanno stabilite in un piano di

provvedimenti giusta l'art. 44a LPAmb

in relazione con gli art. 9 cpv. 4 e 31 e segg. dell'ordinanza contro

l'inquinamento atmosferico del 16 dicembre 1985 (OIAt; RS 814.318.142.1;

DTF 131 II 103 consid. 2.5.1 e rinvii).

Il piano di provvedimenti è uno strumento di coordinamento che assicura

una visione d'insieme, sia per rapporto alla molteplicità delle diverse fonti

di emissione e dei provvedimenti da conciliare, sia rispetto alle diverse autorità da coinvolgere ai diversi livelli

(federale, cantonale e comunale; cfr. Alain

Griffel, Umweltrecht in a nutshell, Zurigo 2015, pag. 95; Christoph Jäger/

Andreas Bühler, Schweizerisches Umweltrecht, Berna 2016, n. 402

segg.). Secondo l'art. 32 OIAt, il piano dei provvedimenti indica

le fonti delle emissioni all'origine delle immissioni eccessive (lett. a), la

loro importanza in rapporto al carico ambientale totale (lett. b), i

provvedimenti per ridurre ed eliminare le immissioni eccessive (lett. c) e

l'effetto dei singoli provvedimenti (lett. d); stabilisce inoltre i termini e

l'autorità incaricata dell'esecuzione dei medesimi (lett. e, f). Nell'allestimento dei piani di provvedimenti, e in

particolare nell'individuazione delle misure volte a ridurre le emissioni, l'autorità

competente dispone di un elevato margine di apprezzamento (cfr. STF

1C_405/ 2012 del 12 settembre 2013, consid. 2.5; STA 90.2011.8 del 18 maggio

2015, consid. 4.2).

4.2

Sulla base dell'art. 44a LPAmb, il 12 giugno 2007 il Consiglio di

Stato (art. 2 lett. b legge cantonale di applicazione della legge federale

sulla protezione dell'ambiente del 24 marzo 2004; LALPAmb; RL 9.2.1.1; 6 cpv. 3

del relativo regolamento) ha adottato il Piano di risanamento dell'aria 2007-2016

(di seguito: PRA). Il PRA organizza le singole misure in settori; per

ognuno di essi propone uno o più provvedimenti necessari per limitare in modo

equilibrato le emissioni, raggruppati in una o più cosiddette politiche costitutive. Tra i componenti cardine d'intervento

del PRA vi è il settore del "traffico", che rimane allo stadio

attuale una delle maggiori fonti d'inquinamento atmosferico da diossido d'azoto

(NO2), polveri fini (PM10) e ozono (O3), ovvero dei tre

parametri critici che compromettono in maggior misura la qualità dell'aria in

Ticino, soprattutto nei principali agglomerati (cfr. PRA, pag. 28 seg.; cfr.

anche Dipartimento del territorio [DT], Rapporto cantonale sulla protezione

dell'ambiente 2009, pag. 65; DT, Qualità dell'aria - Rapporto 2016). Per quanto

qui interessa, per il settore del traffico (TR) il PRA prevede un pacchetto di

provvedimenti (TR7) riservato alle "misure d'urgenza in caso di forte inquinamento",

con le quali mira a ridurre il miscuglio di sostanze inquinanti a cui la

popolazione è sottoposta durante gli episodi di smog stagionale acuto,

sensibilizzandola nel contempo sui problemi ambientali (cfr. PRA, pag. 115

segg.). All'interno di questo pacchetto si trova in particolare la scheda TR

7.3

riferita alle manifestazioni motoristiche: essa si propone segnatamente (1)

di limitare tali manifestazioni sull'arco di un anno per tutto il territorio

cantonale e (2) di evitarne la realizzazione in periodi di elevato inquinamento

atmosferico, con effetti anche su quello fonico. Le manifestazioni

motoristiche, oltre a non veicolare un messaggio positivo in ottica ambientale,

precisa la scheda, possono attirare un cospicuo pubblico e quindi ulteriore

traffico motorizzato (cfr. descrizione della misura e obiettivi di

realizzazione). In base alla scheda, la stessa viene attuata mediante: (1) la

fissazione di un numero massimo di manifestazioni motoristiche sull'arco di un

anno (laddove anche le manifestazioni aeree sono sottoposte a contingentamento)

e (2) un divieto che così recita: nel Mendrisiotto e negli agglomerati

(Lugano, Locarno, Bellinzona) è vietato svolgere qualsiasi manifestazione

motoristica: dal 1° gennaio al 31 marzo e dal 15 giugno al 31 agosto. Competenti

per l'esecuzione sono la Sezione della circolazione e la SPAAS. Secondo la

scheda, la prima è in particolare preposta al rilascio di autorizzazioni per

manifestazioni inserite nel contingente; può inoltre concedere "deroghe"

al numero e al periodo di svolgimento delle manifestazioni, previo avviso della

SPAAS (cfr. competenze).

5.

Tornando al caso

concreto, contrariamente a quanto eccepisce il Comitato Rally, certo è

anzitutto che il PRA, unitamente alla scheda TR 7.3, era in vigore dopo il 2016

e lo è tuttora. La validità del piano, adottato dal Consiglio di Stato con risoluzione

del 12 giugno 2007, non è limitata nel tempo. L'indicazione temporale "2007-2016"

che ne accompagna la denominazione non va all'evidenza intesa come periodo di

validità (o scadenza) di questo strumento, che ha aggiornato e attualizzato

quello precedente (PRA del 1991-1992; cfr. anche PRA, pag. 10). Tutt'al più può

essere inteso come orizzonte temporale per

cui è stata predisposta l'implementazione e valutazione di determinate misure

(con controlli periodici; attualmente un aggiornamento del piano [PRA2017] è in

fase di consultazione). Secondo l'art. 33 cpv. 3 OIAt i Cantoni verificano

regolarmente l'efficacia dei provvedimenti e, se necessario, adattano i

piani dei provvedimenti. Principio, questo, ripreso essenzialmente anche dall'art.

6.

cpv. 4 del regolamento generale della legge cantonale di applicazione della

legge federale sulla protezione dell'ambiente del 17 maggio 2005 (RLaLPAmb; RL

9.2.1

), secondo cui i piani dei provvedimenti sono regolarmente adattati all'evoluzione

della situazione e dello stato della tecnica. Per la modifica del piano,

soggiunge la norma, sono applicabili le norme valide per l'adozione (fatte

salve modifiche d'importanza marginale o casi d'urgenza). Ciò significa che

fino a quando il PRA 2007-2016 (o anche solo uno o più dei suoi provvedimenti)

non è formalmente modificato o soppresso dal competente Consiglio di Stato -

conformemente al principio del parallelismo delle forme (cfr. René Wiederkehr/Paul Richli, Praxis des

allgemeinen Verwaltungsrechts, Band I, Berna 2012, n. 1415) - lo stesso resta

in vigore. Considerate le finalità perseguite dal piano di provvedimenti, quale

strumento (imposto dal diritto federale, cfr. art. 44a cpv. 1 LPAmb)

volto a ridurre rispettivamente eliminare le immissioni eccessive, una diversa soluzione

non avrebbe del resto alcun senso.

6.

Ciò detto, da

respingere è pure l'eccezione del Comitato Rally con cui mette in sostanza in

discussione gli effetti giuridici della scheda TR 7.3 del PRA nel quadro del

rilascio dell'autorizzazione in oggetto.

6.1

Il piano di provvedimenti è vincolante (solo) per le autorità alle quali i

Cantoni affidano compiti d'esecuzione; esso distingue tra i provvedimenti che

possono essere ordinati immediatamente e quelli per cui mancano ancora le basi

legali (cfr. art. 44a cpv. 2 LPAmb). Il PRA stesso non ha dunque

carattere di legge per le misure che contiene. Il Tribunale federale lo

equipara in effetti a un'ordinanza

amministrativa (behördenverbindlichen Verwaltungsverordnung; cfr. DTF

131.

II 470 consid. 4.1; cfr. anche Jäger/

Bühler, op. cit., n. 410); una parte della dottrina, a strumento sui

generis (cfr. Griffel, op.

cit., pag. 95; Theo Loretan,

Kommentar zum Umweltschutzgesetz, Zurigo

1998, ad art. 44a, n. 60; Pierre

Louis Manfrini/Fabienne Délèze Constantin, in Pierre Moor/An- ne-Christine

Favre/Alexandre Flückiger, Loi sur la protection de l'environnement,

Berna 2012, ad art. 44a, n. 45).

Il piano non fonda pertanto diritti o

obblighi per i privati (cfr. Lore-tan,

op. cit., ad art. 44a, n. 58; Manfrini/Délèze Constantin, op. cit., ad art. 44a,

n. 42, cfr. anche n. 46). Per le misure che non possono essere ordinate

direttamente in base al diritto federale ambientale (art. 11 e 12 LPAmb), ciò

significa che occorre far capo ad altri strumenti (norme) di diritto federale o

cantonale, in difetto di cui un provvedimento non può di principio essere adottato

(cfr. Jäger/Bühler, op. cit., n. 407). Da questo profilo, gli effetti

del piano si apparentano a quelli di un piano direttore (cfr. URP 1995 498

consid. 4b; Loretan, op. cit., ad

art. 44a, n. 58), che vincola l'autorità, ma non i privati (cfr. art. 9

cpv. 1 legge federale sulla pianificazione del territorio del 22 giugno 1979;

LPT; RS 700; 16 cpv. 1 legge sullo sviluppo territoriale del 21 giugno 2011;

Lst; RL 7.1.1.1; Pierre Tschannen,

in: Kommentar zum Bundesgesetz über die Raumplanung, Zurigo 2010, ad art. 9, n.

9; Adelio Scolari, Commentario, Cadenazzo 1996, ad art. 22 LALPT n.

143). Ora, per il piano direttore tale effetto giuridico ha per conseguenza, ad

esempio, che l'autorità non può di regola negare una licenza edilizia conforme

al diritto pubblico vigente, solo perché si pone in contrasto con le

indicazioni della pianificazione direttrice (cfr. Bernahard Waldmann/Peter Hänni, Handkommentar Raumplanungsgesetz,

Berna 2006, ad art. 9, n. 20; Lorenzo

Anastasi/Davide Socchi, La protezione del patrimonio costruito, con

particolare riferimento all'inventario ISOS, in RtiD I-2013, pag. 350; Scolari, op. cit., ad art. 22 LALPT n.

143). La licenza edilizia è in effetti un'autorizzazione di polizia al cui

rilascio sussiste di principio un diritto allorquando sono soddisfatti i requisiti

di legge applicabili (cfr. art. 2 cpv. 1 LE; STF 1C_169/2008 del 5 dicembre

2008, consid. 12; Wiederkehr/Richli, op.

cit., Band II, n. 352 e rimandi). Ne va tuttavia diversamente laddove una

domanda implichi l'esercizio di apprezzamento da parte dell'autorità,

rispettivamente un'eventuale ponderazione degli interessi (prescritta nel singolo

caso dalle norme concretamente applicabili): in simili casi, le indicazioni che

scaturiscono dal piano direttore devono essere tenute in considerazione, quale

fattore negativo (cfr. STF 1A.154/2002 del 22 gennaio 2003, consid. 4.2 in ZBl

2004, pag. 107 segg.; Waldmann/Hänni,

op. cit., ad art. 9 n. 20; Anastasi/Socchi,

op. cit., pag. 350).

6.2

La scheda TR 7.3 del PRA non è stata

trasposta in norme di legge. Da un lato, nessuna norma fissa

espressamente un contingente per le manifestazioni motoristiche (ciò che qui

non è controverso), né ne vieta dall'altro lo svolgimento (con automobili,

moto, aerei, ecc.) dal 15 giugno al 31 agosto.

La scheda TR 7.3 parte dall'assunto che essa possa essere attuata

direttamente dalla Sezione della circolazione, nel contesto del rilascio dell'autorizzazione

a svolgere la manifestazione (cfr. competenze; cfr. anche PRA, Controlling 2008-2013,

allegati 1). Ancorché sarebbe preferibile una regolamentazione a livello di

legge (cfr. art. 44a cpv. 2 LPAmb), tale deduzione appare tutto sommato

corretta, perlomeno in quanto riferita alle manifestazioni sportive con veicoli

a motore ex art. 52 LCStr, che - come i rally - richiedono un permesso. Nel

quadro di questa procedura, come visto, la Sezione della circolazione fruisce

di un margine d'apprezzamento relativamente ampio che le permette (e le impone)

di considerare il divieto contenuto nella scheda TR 7.3 del PRA, quale fattore

negativo - mutatis mutandis a quanto avviene per il piano direttore

(consid. 6.1). Tanto più che a tale autorizzazione non sussiste neppure un

diritto (cfr. art. 95 cpv. 2 ONC) e le direttive in materia raccomandano anzi

un "estremo riserbo" nel rilascio, segnatamente per motivi di ordine

ambientali (cfr. supra, consid. 2.2).

7.

Ferme queste

premesse, da respingere sono poi le tesi del Comitato Rally con cui contesta il

divieto previsto dalla scheda TR 7.3, che ritiene in sostanza ingiustificato ed

eccessivo per rapporto all'impatto concreto di una manifestazione come il Rally

Ronde del Ticino.

7.1

La misura, come ben risulta dal PRA (cfr. scheda TR 7.3 e pag. 51), ha anzitutto

una valenza educativa, in quanto volta a sensibilizzare la popolazione sui

problemi ambientali.

Per quanto riguarda specificatamente la problematica dello smog estivo, occorre ricordare che si tratta di un

inquinamento atmosferico nocivo derivante soprattutto da elevate concentrazioni

d'ozono (O3), il quale si forma sotto l'effetto dell'irraggiamento solare

di due precursori (composti organici volatili [COV] e diossido d'azoto [NO2]).

L'ozono è un gas irritante aggressivo, che può penetrare in profondità nell'apparato

respiratorio, provocando gravi danni alla salute dell'uomo, soprattutto della

popolazione attiva all'aria aperta e delle fasce più sensibili come i bambini (riduce

le capacità polmonari, provoca irritazioni a occhi, naso e gola, favorisce attacchi

d'asma, ecc.). È inoltre l'inquinante di gran lunga più nocivo per le piante e

la vegetazione, intacca beni materiali (quali

quelli usati nella costruzione come vernici, plastiche, ecc.) e contribuisce ai

cambiamenti climatici (cfr. Ufficio federale dell'ambiente [UFAM], scheda "Effetti dell'inquinamento da ozono"

del 1° giugno 2017 [in seguito: Effetti]; DT, Qualità dell'aria -

Rapporto 2016, pag. 25). Nel Canton Ticino il carico di ozono è in generale

peggiore rispetto a quello dell'Altopiano, anche per le condizioni climatiche

più favorevoli alla formazione di questo ossidante, che raggiunge di frequente

picchi addirittura superiori ai 180 microgrammi

per metro cubo (µg/m3; cfr. UFAM, scheda "Evoluzione e attuale grado di inquinamento da ozono in

Svizzera" del 1° giugno 2017 [in seguito: Evoluzione], con grafici sullo

stato dell'estate 2016; cfr. anche DT, op. cit., pag. 22 segg.). A sud

del Ticino la situazione è di regola più problematica anche a causa della

morfologia dei luoghi (ristagno d'aria; cfr. anche UFAM, Effetti, pag. 3). A

Chiasso, nel periodo compreso dal 1° giugno al 31 agosto 2017 (92 giorni), il

valore orario medio di 120 µg/m3 - oltrepassabile

solo una volta sull'arco di un

anno in base all'allegato 7 all'OIAt - è stato superato per ben 68 volte (cfr. www.oasi.ti.ch, sub Selezione avanzata e scaricamento dati,

valori giornalieri). 44 giorni, registrando valori compresi tra i 120 e i 180 µg/m3 (indicatori di un "inquinamento significativo") e

addirittura 23 giorni, riscontrando una

concentrazione oraria media tra 180 e 240 µg/m3

("inquinamento elevato"); in un caso poi, il valore ha perfino

superato i 240 µg/m3 ("inquinamento molto

elevato"). Anche a Lugano, nel medesimo periodo, si sono registrati valori

analoghi (cfr. sito citato).

Per combattere lo smog estivo e le elevate

concentrazioni di ozono occorre ridurre drasticamente i suoi precursori

(cfr. UFAM, scheda "Smog estivo e ozono: basi" del 1° giugno 2017 [in

seguito: Basi]; DT, op. cit., pag. 23). È questa del resto la strategia che sta

alla base della legislazione ambientale (art. 1 cpv. 2 e 11 LPAmb) e che guida

la politica di lotta contro l'inquinamento atmosferico

della Confederazione e del Cantone (cfr. UFAM, scheda "Ozono:

riduzione degli inquinanti precursori - cosa fare ancora?" del 1° giugno

2017.

[in seguito: Riduzione]; cfr. inoltre Rapporto "Strategia concernente

i provvedimenti di igiene dell'aria adottati dalla Confederazione" del

Consiglio federale dell'11 settembre 2009; PRA, pag. 12 segg.). In questo

contesto, innegabile è l'esistenza di un interesse pubblico a favorire la

sensibilizzazione della popolazione, veicolando messaggi che possano incidere

sullo stile di vita, già a partire dal singolo comportamento di ogni cittadino

(cfr. anche UFAM, Riduzione, pag. 2; PRA, pag. 12 segg.). A maggior ragione ciò

vale in periodi di smog stagionale acuto,

ove solo si consideri che, in base al decreto esecutivo concernente i

provvedimenti d'urgenza in caso d'inquinamento atmosferico acuto del 23

novembre 2016 (RL 9.2.1.8), quando è oltrepassato il valore di 180 µg/m3

(che rappresenta pure la soglia d'informazione

dell'Unione europea, cfr. UFAM, Evoluzione, pag. 4 con rimando alla Direttiva

europea 2008/50/CE), scatta per l'autorità (DT) l'obbligo di emanare raccomandazioni

alla popolazione in favore della riduzione delle emissioni inquinanti l'aria

(cfr. art. 3 cpv. 2 lett. b del decreto; cfr. inoltre art. 8 LaLPAmb, sull'informazione

periodica e sensibilizzazione). Coerentemente con questo quadro, non vi è chi

non veda come sia dato un interesse pubblico a limitare quelle attività dell'uomo

- come le manifestazioni motoristiche - che possono veicolare un messaggio negativo,

già perché comportano l'uso di mezzi inquinanti - in particolare se svolte in

periodi di smog stagionale acuto, così come prevede la scheda TR 7.3.

Del resto, che questo genere di eventi - e in particolare le manifestazioni sportive

con veicoli a motore - siano da ammettere con estremo riserbo per riguardo alla

tutela dell'ambiente è, come visto, ammesso da decenni (cfr. IKSt, Richtlinie,

cifra 6; cfr. anche LGVE [Luzerner Gerichts- und Verwaltungsentscheide] 1986

III n. 43, pag. 353 segg., pag. 356).

Per quanto possa effettivamente essere difficile quantificare le ripercussioni

delle manifestazioni motoristiche sulla qualità dell'aria - non da ultimo

proprio per la loro eterogeneità (show aerei, rally, gare con moto d'epoca, ecc.)

e il diverso grado d'attrazione di pubblico (cfr. scheda TR 7.3 obiettivi; cfr.

anche, nello stesso senso, Rapporto n. 6214R del 9 giugno 2010 della

Commissione della legislazione sulla mozione 2 maggio 2007 presentata da

Manuele Bertoli e cofirmatari "Coerenza ambientale") - si deve inoltre

senz'altro ammettere che il divieto di svolgere tali eventi nei mesi in cui i

valori d'immissione sono superati con frequenza

(anche in modo importante) concorra quanto meno a non aggravare gli

episodi acuti di smog. E ciò a prescindere dal fatto che in questi stessi periodi

possano svolgersi altre manifestazioni (diverse, non avendo per scopo l'uso dei

veicoli), per quanto parimenti possano comportare un traffico indotto

(concerti, gare podistiche, ecc.). L'interesse pubblico alla scheda 7.3 del PRA

è stato peraltro ribadito più volte, anche dal Parlamento cantonale, ancora in

tempi recentissimi (cfr. citato Rapporto n. 6214R; Messaggio n. 7393 del 23

agosto 2017 del Consiglio di Stato e Rapporto di maggioranza n. 7393 R1 del 22

novembre 2017 della Commissione della legislazione sulla mozione 29 maggio 2017

presentata da Patrizia Ramsauer "Per un'efficace protezione dell'ambiente",

respinta dal Gran Consiglio il 24 gennaio 2018). La misura, idonea e necessaria

per raggiungere il suo scopo, non risulta inoltre sproporzionata (cfr. Manfrini/Délèze Constantin, op. cit., ad

art. 44a n. 13 e 15). Essa non vieta in assoluto di svolgere

manifestazioni motoristiche; ciò che anche il legislatore ha più volte ribadito, per tenere conto di determinate esigenze

sociali e presunte positive ricadute sull'economia (cfr. al riguardo: citato

Rapporto n. 6214R, pag. 1; cfr.

inoltre citati Messagio 7393 e Rapporto 7393 R1; Risultati della consultazione

esterna al PRA, gennaio 2007, pag. 22). Al di là del contingente (qui

non controverso), la scheda TR 7.3 tende soltanto a impedire lo svolgimento di

tali manifestazioni in determinati mesi dell'anno, in cui l'inquinamento dell'aria

è come visto particolarmente elevato e sussiste un rischio concreto che alla

popolazione vengano trasmessi messaggi percepibili in modo negativo (o

contradittorio) nella lotta per una drastica riduzione delle emissioni. Il

divieto, passibile di deroghe (cfr. infra, consid. 9), non si estende

poi neppure a tutto il territorio, ma solo al Mendrisiotto e agli altri

agglomerati (Lugano, Bellinzona, Locarno). La misura - che non comporta alcun

costo (cfr. scheda) - interessa poi tutte le manifestazioni motoristiche, e in

particolare tutte le manifestazioni sportive con veicoli a motore soggette ad

autorizzazione ai sensi dell'art. 52 LCStr. Tutt'al più ci si potrebbe chiedere

se la scheda non sia incompleta a livello di attuazione, laddove incarica solo

la Sezione della circolazione. Circostanza,

questa, che appare suscettibile di far sfuggire altri singoli eventi (quali ad

esempio ritrovi con parate di veicoli a motore) pure incentrati sull'uso di

veicoli (seppur non a livello agonistico, come del resto lo è una manifestazione

aerea come l'"Airshow";

cfr. anche Rapporto 6214R, pag. 2). Non occorre soffermarsi comunque su tale

aspetto, che esula dalla presente procedura.

8.

A fronte di

quanto sin qui emerso, si deve pertanto ritenere che, di prinicipio, la Sezione

della circolazione, nel quadro delle autorizzazioni di cui all'art. 52 cpv. 2

LCStr, deve orientare il margine discrezionale che tale norma le riserva in funzione

della scheda TR 7.3 del PRA, che vieta le manifestazioni motoristiche tra il 15

giugno e il 31 agosto (nel Mendrisiotto o negli altri agglomerati). Scheda che

come visto risulta sorretta da un sufficiente interesse pubblico ed è

rispettosa del principio di proporzionalità.

9.

Resta ora da

verificare se, nelle circostanze concrete, la Sezione della circolazione poteva

comunque autorizzare il 20° Rally Ronde del Ticino che si è svolto il 23 e 24

giugno 2017, scostandosi dalla predetta scheda.

9.1

Il divieto di svolgere qualsiasi manifestazione motoristica nei periodi

dal 1° gennaio al 31 marzo e dal 15 giugno al 31 agosto non è tassativo: la

stessa scheda TR 7.3 del PRA ammette la possibilità di concedere deroghe,

previo avviso della SPAAS. Non precisa tuttavia le condizioni per il loro

rilascio.

L'istituto della deroga è in generale volto a introdurre un elemento di

flessibilità al fine di evitare che, in singoli casi, una prescrizione diventi

inutilmente rigorosa. Presuppone dunque l'esistenza di una situazione

eccezionale e che vengano reciprocamente soppesati gli interessi in gioco,

senza privare di scopo e senso una prescrizione (cfr. Wiederkeher/Richli, op. cit., Band II, n. 377 segg.; Ulrich Häfelin/Georg Müller/Felix Uhlman,

Allgemeines Verwaltungsrechts, Zurigo/San

Gallo 2016, n. 2663 segg.). Conformemente a queste regole generali va

pure interpretata la facoltà di deroga della scheda TR 7.3.

9.2

In concreto, la Sezione della circolazione ha ritenuto che la manifestazione

del 20° Rally Ronde del Ticino poteva essere autorizzata, nonostante il periodo

precluso dal PRA in cui era prevista. A sostegno della sua decisione ha addotto

diverse motivazioni, che possono così essere riassunte (cfr. risposta 14 luglio

2017.

e duplica 13 settembre 2017):

(a) la

qualità e le competenze del comitato d'organizzazione, che davano affidamento

per uno svolgimento irreprensibile;

(b) le

condizioni poste nella decisione a livello di sicurezza e rispetto ambientale;

(c) i

preavvisi favorevoli dei comuni sul cui territorio si è svolta la prova

speciale;

(d) l'impatto

limitato della manifestazione sul livello dell'inquinamento della zona

(comparabile con altre manifestazioni);

(e) l'eccezionalità

della richiesta, segnatamente il fatto che la prova PS 1 Penz non era stata

proposta nelle precedenti edizioni, ma in questa, in via eccezionale, per

marcare un particolare evento.

9.3

Ora, vagliando

attentamente questi motivi - e con pieno potere cognitivo - vi è da ritenere

che nessuno di essi giustificasse in concreto di scostarsi, a titolo eccezionale,

dalla regola temporale del PRA. In particolare, come a ragione ribadiscono i

ricorrenti (cfr. replica), non è dato di comprendere perché il 20° Rally Ronde

del Ticino non avrebbe potuto svolgersi in un altro periodo, diverso da quello

interdetto dalla scheda TR 7.3.

La garanzia di affidamento per uno svolgimento irreprensibile è un requisito di

legge (art. 95 cpv. 3 ONC). Nessuna delle condizioni per la salvaguardia dell'ambiente

(n. 23-27) si pone poi in diretta relazione con la deroga, rientrando piuttosto

nelle usuali condizioni (cfr. IKSt, Richtlinie, cifra 7). Analoga riflessione

vale per lo sviluppo di un concetto adeguato per il trasporto collettivo da e

per le prove speciali al fine di minimizzare le emissioni foniche e

atmosferiche; semmai, vi è da chiedersi se un simile concetto non andrebbe già

presentato insieme alla domanda di autorizzazione. A fronte degli scopi

perseguiti dal provvedimento del PRA, non ne va diversamente per l'asserito

limitato impatto della manifestazione. Poco conta in particolare che la prova

speciale del rally che più ha toccato i ricorrenti (PS1) sia stata limitata nello

spazio e nel tempo (circa 80 veicoli, il 23 giugno, per 5 ore) - ciò che pure

questo Tribunale ha peraltro considerato, in ambito cautelare. Neppure tale

circostanza indica per quale ragione il Comitato Rally non poteva organizzare

la manifestazione sportiva, ad esempio, nel mese di aprile o di ottobre, così

come avviene per altri eventi sportivi analoghi (cfr. calendario nazionale

sportivo automobile 2017 e 2018, sub www.motorsport.ch). Il resistente non

spende in effetti parola in merito, come a ragione osservano i ricorrenti. Identica

conclusione s'impone per l'asserita eccezionalità della tappa nel Mendrisiotto,

non più proposta nelle passate edizioni. Al riguardo va pure ricordato che,

contrariamente a quanto sembra ritenere la Sezione della circolazione (cfr.

duplica), soggette al permesso di cui all'art. 52 cpv. 2 LCStr - e rilevanti

per il PRA - non sono solo le sei prove speciali (di 46.800 km), ma è l'intera

manifestazione sportiva (rally), consistente

in concreto di un percorso obbligatorio di 177.180 km (con controlli orari, di

passaggio, ecc.; cfr. cartina generale con itinerario completo; Regolamento

particolare ufficiale del 20° Rally Ronde del Ticino e Regolamento

standard per i rally del CNS dell'ASS, sub www.motorsport.ch). Per legge, all'obbligo

di autorizzazione soggiacciono del resto tutte le manifestazioni sportive,

anche le prove di percorso senza prove di velocità (cfr. art. 95 cpv. 3 e 4

ONC; cfr. IKSt, Richtlinie, cifre 2.2, 4.4, 7.2 e 7.3; cfr. ancora, Burri,

op. cit., pag. 54 seg.). In queste circostanze si deve pertanto negare che l'eccezionalità

dell'evento rispettivamente la deroga potesse essere riferita al solo

Mendrisiotto, così come sembra aver considerato anche la SPAAS. Lesiva della

scheda non è insomma solo questa parte della competizione, ma anche tutto

quanto si è svolto fra il Mendrisiotto e l'agglomerato di Lugano (partenze, "trasferimenti",

ecc.), parimenti toccato dal divieto. Se lo siano poi anche le prove speciali

di Isone e della Valcolla è invece questione che dipende dall'interpretazione

del concetto di "agglomerato" indicato nella scheda TR 7.3 del PRA,

laddove non è chiaro se questo coincida con quello usualmente utilizzato anche

dal piano direttore (cfr. scheda R/M3 Agglomerato del Luganese - DA, con

allegato I) o se debba essere limitato al "centro" dell'agglomerato

(città). Considerato che i valori di ozono riscontrabili in stazioni in quota e

lontane da fonti di ossido di azoto non

sembrano scostarsi molto da quelli rilevabili in zone urbane (cfr. DT, Qualità

dell'aria - Rapporto 2016, pag. 22; www.oasi.ti.ch, sub

Selezione avanzata e scaricamento dati, valori giornalieri registrati, ad

esempio, a Brione s/Minusio e Locarno, tra il 1° giugno e il 31 agosto 2017),

appare d'altra parte lecito chiedersi se la qualità dell'aria di località come

Isone o la Valcolla sia migliore di quella di Lugano o Pregassona in periodi di

smog estivo acuto. La questione non va comunque discussa oltre in questa sede.

Ai fini del presente giudizio basta infatti rilevare che, scostandosi senza

alcuna valida ragione dall'indicazione della scheda TR 7.3 del PRA, al cui

rispetto vi è un interesse pubblico certo, e concedendo l'autorizzazione alla

20° edizione del Rally Ronde del Ticino organizzato il 23 e 24 giugno 2017 -

nonostante il preavviso negativo della SPAAS -, la Sezione della circolazione

ha reso una decisione che, dal profilo dell'apprezzamento, questo Tribunale, ad

un pieno esame, deve ritenere per finire inadeguata e illecita.

10.

10.1. Sulla base delle

considerazioni che precedono, nella misura in cui è ricevibile, il ricorso deve

pertanto essere accolto, accertando l'illegittimità della decisione impugnata.

10.2

La tassa di giustizia (art. 47 cpv. 1 LPAmm) - inglobata degli oneri

processuali derivanti dalla decisione 21 giugno 2017 (n. 52.2017.332)

concernente le domande di ricusa e di restituzione dell'effetto sospensivo (cfr.

disp. n. 3) - è suddivisa tra il Comitato Rally e i ricorrenti, secondo il

rispettivo grado di soccombenza.

Gli insorgenti sono inoltre tenuti a versare al resistente, che si è avvalso

dell'assistenza di un legale, un'indennità a titolo di ripetibili (art. 49 cpv. 1 LPAmm), limitatamente al suo grado di successo

in ambito provvisionale.

Per

questi motivi,

dichiara e pronuncia:

1.

Nella misura

in cui è ricevibile, il ricorso è accolto.

§. Di conseguenza,

è accertata l'illegittimità della decisione 12 maggio 2017 con cui la Sezione

della circolazione ha concesso al Comitato Rally l'autorizzazione a organizzare

il 20° Rally Ronde del Ticino.

2.

La tassa di

giustizia di fr. 3'000.- è posta a carico del Comitato Rally in ragione di fr.

2'500.- e, per la differenza (fr. 500.-), dei ricorrenti, in solido.

I ricorrenti sono tenuti a rifondere al Comitato Rally fr. 500.- a titolo di

ripetibili.

3.

Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82.

segg. legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).

4.

Intimazione

a:

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

presidente La vicecancelliera