Lexipedia

Decisione

52.2018.226

Determinazione del domicilio

29 ottobre 2020Italiano16 min

RI 1, dopo avere preso in locazione un appartamento di 3.5 locali, dietro corresponsione

Source ti.ch

Incarto n.

52.2018.226

Lugano

29 ottobre 2020

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Flavia

Verzasconi, presidente,

Matteo

Cassina, Fulvio Campello

vicecancelliere:

Reto

Peterhans

statuendo

sul ricorso dell'8 maggio 2018 del

RI

1

rappresentato

RA 1

contro

la

decisione del 21 marzo 2018 (n. 1312) del Consiglio di Stato che in accoglimento

dell'impugnativa inoltrata da CO 1 ha annullato la risoluzione del 27 ottobre 2017 del RA 1 in materia di determinazione

di domicilio;

ritenuto, in

fatto

Fatti

A. CO 1, nato nel __________

a __________, è stato ininterrottamente domiciliato a __________ dalla sua

nascita fino al 1° gennaio 2013. Dal mese di agosto del 2006 egli lavora a RI 1

presso un ufficio dell'Amministrazione cantonale e, almeno dal 2012, è legato

allo Stato da un rapporto d'impiego a tempo indeterminato con orari flessibili.

Dal 1° gennaio 2013 al 31 luglio 2014 CO 1 ha trasferito il proprio domicilio a

RI 1, dopo avere preso in locazione un appartamento di 3.5 locali, dietro corresponsione

di una pigione mensile di fr. 1'800.- più le spese, al fine di non essere

costretto ad affrontare quotidianamente il viaggio tra la __________ e il posto

di lavoro. Il 1° agosto 2014 ha quindi trasferito il domicilio nel Comune di B__________,

andando ad abitare nella casa del nonno paterno e conservando comunque l'appartamento

locato nella capitale. Per questo motivo gli è stata rilasciata un'autorizzazione

di soggiorno a RI 1, poi rinnovatagli per tre anni. Con decisione del 6 settembre

2017 l'Ufficio controllo abitanti di RI 1 gli ha negato un'ulteriore proroga di

tale permesso e gli ha fissato d'ufficio in questo Comune il domicilio a far

tempo dal 1° ottobre 2017.

Adito su reclamo, il RA 1 ha confermato la suddetta decisione il 27 ottobre

2017.

B. Con giudizio del 21

marzo 2018 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso interposto da CO 1

avverso la suddetta risoluzione municipale. Dopo aver evocato il quadro

normativo applicabile, l'Esecutivo cantonale ha ritenuto che l'autorità

comunale non aveva debitamente comprovato la presenza ininterrotta di CO 1 a RI

1 e che pertanto, in assenza di elementi probatori oggettivi in senso

contrario, il centro degli interessi del resistente non poteva essere fissato a

RI 1.

C. Contro quest'ultima

pronuncia, il RI 1 si aggrava ora dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo

chiedendone l'annullamento e postulando che sia confermata la decisione

municipale del 27 ottobre 2017. Il ricorrente contesta la conclusione a cui è

giunto il Governo e sostiene che, a fronte di una serie di elementi oggettivi e

di indizi concreti che confermerebbero il domicilio a RI 1, spettasse a CO 1

confutare la tesi dell'autorità.

D. All'accoglimento

dell'impugnativa si oppone il Consiglio di Stato, senza formulare particolari

osservazioni. A identica conclusione perviene CO 1, con argomentazioni di cui

si dirà, per quanto necessario, in appresso. Il Comune di B__________ non ha

inoltrato osservazioni.

E. In sede di replica e

di duplica le parti si sono sostanzialmente riconfermate nelle loro

contrapposte tesi di giudizio.

Considerato, in

diritto

1. La competenza

del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 208 cpv. 1 della legge

organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 181.100). Il Comune ricorrente,

direttamente toccato dalla decisione impugnata, nonché parte del procedimento

di prima istanza, è legittimato ad agire in giudizio (art. 209 lett. b LOC). Il

ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa

del 24 settembre 2013; LPAmm; RL 165.100), è ricevibile in ordine e può essere

deciso sulla base degli atti, senza procedere ad accertamenti istruttori (art.

25 cpv. 1 LPAmm).

2. 2.1. Giusta

l'art. 24 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera del 18

aprile 1999 (Cost.; RS 101), ogni persona di cittadinanza svizzera può

stabilirsi in qualsiasi luogo del Paese (cpv. 1), e ha il diritto di lasciare

la Svizzera e di entrarvi (cpv. 2).

In questo senso, in

base all'art. 6 LOC, è domiciliato in un Comune chi vi risiede con l'intenzione

di stabilirvisi durevolmente. Il concetto di domicilio statuito dalla LOC si

riallaccia in larga misura a quello retto dall'art. 23 del Codice civile

svizzero del 10 dicembre 1907 (CC; RS 201), il quale a sua volta è basato su

due principi: il primo è quello della necessità del domicilio, stante il quale ogni

persona deve necessariamente possedere un domicilio. Il secondo invece impone,

per ragioni pratiche, l'unità dello stesso, di modo che ogni persona non può

avere più di un domicilio (RDAT II-1999 n. 3 consid. 4). Secondo costante

giurisprudenza, la costituzione del domicilio presuppone l'adempimento di due

condizioni cumulative: quella oggettiva della residenza effettiva in un

determinato luogo, e quella soggettiva dell'intenzione concretamente

manifestata dall'interessato di stabilirvisi durevolmente (DTF 137 II 122

consid. 3.6, 136 II 405 consid. 4.3, 134 V 236 consid. 2.1, 133 V 309 consid.

3.1, 127 V 237 consid. 1; STA 52.2006.48 del 17 ottobre 2006 consid. 3; Guido Corti, Pareri del Consulente

giuridico del Consiglio di Stato, in: RDAT 1990, pag. 305 consid. 4; Eros Ratti, Il Comune, Vol. I, Losone

1987, pag. 58 segg.).

2.2. Vi è residenza quando una persona soggiorna per un certo periodo in un

luogo determinato, costituendo e intrattenendo con esso rapporti d'intensità

tale da farlo apparire come il centro delle sue relazioni personali (DTF 125

III 100 consid. 3, 119 III 54 consid. 2; Heinz Hausheer/Regina E. Aebi-Müller, Das

Personenrecht des Schweizerischen Zivilgesetzbuches, IV ed., Berna 2016, n.

09.24). L'intenzione di stabilirsi nel luogo di residenza deve emergere

dall'insieme delle circostanze e dev'essere riconoscibile per i terzi (DTF 136

Considerandi

II 405 consid. 4.3; Hausheer/Aebi-Müller,

op. cit., n. 09.27). La semplice manifestazione di volontà non è sufficiente

(DTF 134 V 236 consid. 2.1). Non basta, in particolare, dichiarare di voler

costituire il proprio domicilio in un determinato luogo. Tanto per l'art. 23

CC, quanto per l'art. 6 LOC, l'intenzione dev'essere suffragata dall'effettiva

residenza nel luogo prescelto (Eros

Ratti, op. cit., pag. 60). Se una

persona soggiorna in due luoghi diversi e intrattiene delle relazioni in entrambi,

occorre tener conto dell'insieme delle sue condizioni di vita individuando

tutti i fattori che potrebbero rilevarsi importanti; il centro della sua

esistenza si troverà dove si focalizza la maggior parte degli elementi inerenti

la sua vita personale, sociale e professionale, di modo che i legami con questa

località risultino preponderanti per intensità rispetto a quelli con altri

luoghi o paesi (DTF 125 III 100 consid. 3, 81 II 319 consid. 3; STF P.5/05 del

6.

gennaio 2006 consid. 2; Ratti, op.

cit., pag. 64; Marco Lucchini, Spunti

giurisprudenziali sul domicilio: Compendio della giurisprudenza più recente del

Consiglio di Stato, in: ZZW 2009, pag. 57). Ognuno di questi elementi tuttavia,

preso singolarmente, non costituisce nulla più di un indizio; il deposito dei

documenti presso il controllo abitanti, l'esercizio di diritti politici, il

pagamento delle imposte, non sono da soli determinanti per fondare il domicilio

civile (STF 2C_173/2012 del 23 agosto 2012 consid. 3.2 e rinvii ivi citati; Hausheer/Aebi-Müller, op. cit., n. 09.31).

2.3

Quando una persona abita in un luogo diverso da quello in cui lavora, il

domicilio è di regola costituito nel luogo dell'abitazione, ovvero nel luogo in

cui la persona torna regolarmente per trascorrere il tempo libero eventualmente

con i congiunti (Daniel Staehelin, Basler

Kommentar, Zivilgesetzbuch I, V ed. 2014, n. 6 ad art. 23; RDAT II-1999 n. 3

consid. 5). È il luogo in cui abita con la famiglia che in questi casi viene

considerato come il centro degli interessi e delle relazioni personali. Ciò

vale anche nel caso in cui il rientro in famiglia non sia quotidiano, ma

avvenga soltanto una volta a settimana. I vincoli familiari sono per principio

considerati prevalenti sulle altre relazioni sociali (Ratti, op. cit., pag. 62). Il luogo di lavoro assurge a

domicilio, soltanto quando le relazioni personali con esso appaiono più strette

e intense di quelle intrattenute con un luogo d'abitazione scelto più per caso

che per altri motivi (DTF 132 I 29 consid. 4.3, 125 I 54 consid. 2b/aa; Lucchini, op. cit., pag. 58). Il luogo

di lavoro è considerato prevalente, ad esempio quando l'interessato vi deposita

gli effetti personali, vi trascorre il proprio tempo libero o vi archivia la

propria corrispondenza privata (Karl

Spühler, Die Rechtsprechung zur polizeilichen Meldepflicht bei

Niederlassung und Aufenthalt, ZBl 1992, pag. 343, n. 5).

3.

3.1. Come

accennato in narrativa, il ricorrente sostiene che la dimora regolare, costante

e permanente a RI 1 del resistente, oltre che non essere contestata, sia

provata da sufficienti elementi agli atti. In simili circostanze contesta che

il suo Municipio dovesse condurre ulteriori indagini al fine comprovare una situazione

che appare già sufficientemente chiara. A fronte di ciò, spettava se del caso a

CO 1 provare che il suo domicilio si trovi effettivamente a B__________.

3.2

Anzitutto va precisato che le due condizioni, cumulative, per stabilire il

domicilio in un Comune dipendono dall'esistenza di determinati presupposti di fatto e non di diritto (STF 5A_270/2012 del 24 settembre 2012 consid. 4.2.3, 5A_659/2011 del 5 aprile 2012 consid. 2.2.2; Eugen

Bucher, Berner Kommentar, n. 21 ad art. 23 CC; Philippe Meier/Estelle de Luze, Droit

des personnes, Losanna 2014, n. 385). La corretta valutazione invece di

queste circostanze di fatto, e meglio la valenza che viene data ad ogni

elemento del caso concreto in rapporto con gli altri al fine di stabilire se le

condizioni siano o meno date, è invece una questione di diritto (STF

2C_341/2016 del 3 ottobre 2016 consid. 4.2). In questo senso, pur essendo

principalmente compito dell'autorità appurare d'ufficio i fatti determinanti,

ciò non dispensa le parti dal dovere di collaborare all'accertamento degli

stessi e, in particolare, dall'obbligo di provare quanto da loro sostenuto,

secondo le loro reali facoltà (Marco

Borghi/Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese,

Lugano 1997, n. 1b ad art. 18).

3.3

Nel caso in esame, il Consiglio di Stato ha ritenuto che, sulla base degli

atti, non si potesse escludere che CO 1 faccia effettivamente rientro a B__________

nei fine settimana e nei giorni in cui non lavora. Esso ne ha quindi dedotto

che la prima delle due condizioni per determinare il domicilio (e dunque la

presenza effettiva in un dato luogo), fosse data in specie sia a RI 1, che a B__________.

Gli argomenti e le prove addotti dal Comune ricorrente non permettono di

giungere ad altra conclusione. Il fatto che il resistente disponga di un ampio appartamento

in locazione a RI 1, da un lato, e i consumi elettrici relativi a questa abitazione,

dall'altro, permettono unicamente di affermare che CO 1 trascorre una parte

senz'altro non trascurabile del suo tempo in questa città, ma non consentono

però ancora da soli di smentire la tesi del resistente che sostiene di fare

regolare rientro a B__________. D'altronde lo stesso CO 1, il quale è attivo

con un impiego al 100% presso un ufficio dell'Amministrazione cantonale, ha riconosciuto

di passare a RI 1 la maggior parte della settimana. Gli aumenti dei consumi di

elettricità evidenziati dal Comune insorgente non sono tali da permettere di affermare

con assoluta certezza che il resistente viva solo a RI 1. A conferma di quanto

sostenuto dal ricorrente circa la costante presenza in città del resistente anche

durante il suo tempo libero mancano effettivamente degli accertamenti di

polizia che il Municipio avrebbe dovuto svolgere. In questo senso è a giusto

titolo che il Consiglio di Stato ha ritenuto che l'autorità comunale di RI 1

non avesse apportato prove sufficienti per escludere che CO 1 soggiorni anche a

B__________.

3.4

Partendo dunque dall'assunto che il resistente soggiorni abitualmente in

due luoghi diversi, l'Esecutivo cantonale ha considerato che il medesimo

intrattiene in __________ dei solidi legami con il territorio, la famiglia e gli

amici, i quali sarebbero preponderanti rispetto alle relazioni che ha intessuto

in questi anni trascorsi a RI 1.

Sennonché le valutazioni operate dalla precedente autorità di giudizio non

possono essere condivise. Seppur sia comprensibile che CO 1 abbia legami con la

__________, dove è cresciuto, vari elementi non permettono di concludere che

egli abbia i suoi legami sociali più stretti a B__________, dove non dispone

nemmeno di un'abitazione di proprietà, piuttosto che a RI 1. Anzitutto, come

evocato sopra, il criterio principale per la determinazione del domicilio è

rappresentato dalle relazioni personali, in particolare quelle familiari, che

permettono di stabilire il centro degli interessi di una persona. A questo

proposito occorre comunque ricordare che, in materia di determinazione del domicilio

fiscale delle persone fisiche, per i cosiddetti singles,

la giurisprudenza del Tribunale federale accentua il legame d'ordine economico

con il luogo di lavoro, soprattutto quando la dimora in questo luogo dura da

più anni (ASA 63 p. 836 consid. 2a con riferimenti). In questo senso le

relazioni del contribuente celibe con i genitori - e a fortiori con

eventuali fratelli, sorelle e nonni - sono considerate generalmente meno

strette di quelle che intercorrono fra coniugi, in particolare quando il

contribuente ha superato i trent'anni e risiede da oltre cinque anni

ininterrottamente nello stesso luogo (cfr. DTF

125.

I 54 consid. 2b/bb; STF 2C_26/2012 dell'8

maggio 2012 consid. 3.2, 2C_918/2011 del 12 aprile 2012 consid. 3.2). In questi

casi, si presume che il centro delle relazioni vitali si trovi nel luogo in cui

è esercitata l'attività lucrativa o nel luogo di soggiorno settimanale, se non

coincide con il primo. Il contribuente può confutare la presunzione, dimostrando

che ritorna almeno una volta alla settimana nel luogo dove vive la sua

famiglia, con la quale per determinati motivi è legato in modo particolarmente

stretto, e dove intrattiene altre relazioni personali e sociali. Se riesce a

provare l'esistenza di simili relazioni familiari, private e sociali nel luogo

di domicilio della famiglia, compete al Cantone o al Comune, dove lavora o

soggiorna durante la settimana, l'onere di provare che il contribuente

intrattiene con questo luogo le relazioni economiche e eventualmente personali

prevalenti (cfr. STF 2C_26/2012 del 7 maggio 2012 consid. 3.3.1 e

giurisprudenza citata).

Sebbene sviluppati in ambito tributario, questi principi sono trasponibili

anche nel presente contesto dal momento che i criteri per la determinazione del

domicilio comunale ai sensi dell'art. 6 LOC sono in sostanza analoghi a quelli

applicabili in materia di fissazione del domicilio fiscale, tant'è vero che,

tranne in casi del tutto particolari, di regola i medesimi coincidono l'uno con

l'altro.

Ora, nel caso in esame, il resistente è celibe e senza prole; da oltre sette

anni vive ininterrottamente a RI 1. I sui genitori vivono a __________. A B__________

l'unico familiare presente è una cugina. Ne consegue che le relazioni familiari

di cui il resistente può prevalersi in quest'ultimo Comune non appaiono

particolarmente intense e strette se oltretutto rapportate a una persona -

quale egli è - adulta, che ormai da diversi anni è fuoriuscita dal nucleo familiare

in cui è cresciuto e che è economicamente indipendente. Nulla muta a questo

proposito che dal 1° maggio 2018 al 30 settembre 2020 egli abbia trasferito il

proprio domicilio da B__________ a __________ per poi fare nuovamente ritorno a

B__________. Da una verifica del programma MOVPOP, emerge che il suo recapito a

__________ si trovava al n. __________ di __________, ciò che corrisponde all'edificio

dove pure abitano i suoi genitori, per cui anche in questo caso vale in buona

sostanza quanto appena esposto.

Per quanto attiene poi ad altri tipi di legami, CO 1 non ha mai nemmeno

sostenuto di partecipare alla vita sociale e associativa nei Comuni di B__________,

dapprima, e di __________, in seguito, essendosi semplicemente limitato ad

affermare di avere in questa regione tutti gli amici, senza tuttavia fornire alcuna

prova in proposito. In questo senso egli non è stato minimamente in grado di

sovvertire la presunzione secondo cui il suo domicilio si trova nel luogo dove

da anni lavora e trascorre una parte preponderante della settimana. A questo

proposito non si deve nemmeno trascurare che il resistente, divenuto ora ormai ultratrentenne,

lavora a RI 1 per il medesimo datore di lavoro dal 2006. In questa città vi ha

altresì frequentato la scuola superiore, con il che è inverosimile che in tutti

questi non abbia sviluppato nessuna relazione sociale. Prima di trasferirsi,

come indicato dal programma MOVPOP, nel quartiere di __________ egli ha avuto

in affitto per lungo tempo un appartamento di 3.5 locali situato in via __________,

all'interno di una moderna palazzina, per il quale corrispondeva una pigione

mensile di fr. 1'800.- più spese e dove disponeva di un allacciamento

telefonico fisso, un allacciamento TV e un collegamento Internet. Elementi

questi che portano a ritenere che l'oggetto in locazione non poteva essere

considerato un semplice pied-à-terre destinato ai soli bisogni dettati dall'esercizio

dell'attività professionale durante il corso della settimana, ma rappresentava

la residenza principale del resistente.

3.5

Da quanto precede, ne discende che, pur ammettendo che durante il tempo

libero CO 1 si rechi con una certa frequenza nell'alta __________, il suo domicilio

è a RI 1 dove, a fronte di quanto sopra esposto, si trova il centro dei suoi

interessi.

4.

4.1. Stante

quanto precede, il ricorso va accolto con conseguente annullamento della

risoluzione governativa impugnata e conferma della decisione municipale.

4.2

La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza del resistente

(art. 47 cpv. 1 LPAmm).

Per

questi motivi,

decide:

1.

Il ricorso è

accolto.

§. Di

conseguenza:

1.1

la decisione impugnata è

annullata;

1.2

la risoluzione del 27 ottobre

2017.

del RA 1, che respinge la richiesta di rilascio di un'autorizzazione di

soggiorno e fissa d'ufficio il domicilio di CO 1 a RI 1 con effetto al 1°

ottobre 2017, è confermata.

2.

La tassa di

giustizia, di complessivi fr. 1'200.- è posta a carico di CO 1.

3.

Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82.

segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS

173.110).

4.

Intimazione

a:

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

presidente Il vicecancelliere