Lexipedia

Decisione

52.2019.601

Dipendenti cantonali. Trasferimento (ingiustificato) ad altra funzione

7 agosto 2020Italiano13 min

del 27 agosto 2012 consid. 2.4, 2C_880/2011 del 29 maggio 2012 consid. 4.2). Per

Source ti.ch

Incarto n.

52.2019.601

Lugano

7

agosto 2020

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Flavia Verzasconi, presidente,

Matteo Cassina, Matea Pessina

vicecancelliera:

Giorgia Ponti

statuendo

sul ricorso del 22 novembre 2019 di

RI

1

patrocinata

da: PA 1

contro

la decisione del 23 ottobre 2019 (n. 5171) del

Consiglio di Stato che l'ha trasferita dalla funzione di capo servizio I

presso la Cancelleria dello Stato a quella di segretaria I presso la

messaggeria governativa dell'Area dei servizi amministrativi e gestione del

web e stabilito le conseguenze a livello salariale;

ritenuto, in

fatto

A. RI 1 è entrata alle

dipendenze dello Stato nel 2001. Nominata quale segretaria aggiunta presso

l'Amministrazione cantonale, alla medesima è stato assegnato un incarico

annuale a tempo pieno come funzionaria di direzione presso lo studio del cancelliere.

L'incarico è stato rinnovato annualmente sino al 2012, quando è stata

formalmente nominata in questa funzione. Con l'entrata in vigore, il 1° gennaio

2018, della nuova legge sugli stipendi degli impiegati dello Stato e dei

docenti del 23 gennaio 2017 (LStip; RL 173.300) e della relativa scala

salariale, è stata assegnata alla dipendente la funzione di collaboratrice di

direzione, con conseguente iscrizione in classe 6 dell'organico con 19 aumenti.

Il 9 maggio 2018, RI 1 è stata promossa capo servizio I presso la Cancelleria

dello Stato ed è stata iscritta nell'ottava classe dell'organico con 10

aumenti.

B. a. Dall'8 gennaio 2019

RI 1 si è assentata dal lavoro per malattia. L'inabilità lavorativa,

inizialmente certificata dal suo medico fino al 21 gennaio 2019, si è protratta

fino al 3 settembre 2019. Dal 4 settembre 2019 la dipendente era invece abile

al lavoro in misura del 20%, dal 15 ottobre 2019 in ragione del 30%, mentre dal

1° dicembre 2019 al 40%.

b. Frattanto, per sostituire la capo servizio, in particolare per coordinare le

elezioni cantonali del 7 aprile 2019, il Consiglio di Stato, con risoluzione

del 30 gennaio 2019, ha affidato un mandato a __________, predecessora di RI 1.

In seguito, il servizio ha fatto capo temporaneamente a un collega già attivo

presso l'Amministrazione cantonale.

C. a. Con scritto del 27

agosto 2019 il cancelliere dello Stato si è rivolto a RI 1, facendo riferimento

a un incontro del giorno precedente in cui le sarebbe stata prospettata

un'alternativa professionale presso la messaggeria dello Stato. Premesso che il

periodo trascorso quale capo del servizio dei diritti politici l'avrebbe

portata ad assentarsi dal lavoro per malattia, il cancelliere le ha proposto il

trasferimento alla predetta unità amministrativa nella funzione di segretaria I

in classe 5, trasmettendole la relativa descrizione della funzione. Ciò per

evitarle di ricadere nuovamente in malattia e per garantire il buon

funzionamento del servizio.

b. Nel termine impartitole per presentare osservazioni, RI 1 si è dichiarata

contraria alla proposta di trasferimento e alla conseguente retrocessione

salariale. Ha inoltre contestato l'esistenza di un legame tra la malattia e il

suo ruolo professionale.

c. Con scritto del 2 ottobre 2019 il cancelliere dello Stato ha affermato che

la richiesta di rientrare al lavoro in un ambito diverso era giunta

direttamente da RI 1 in un incontro avvenuto il 5 giugno precedente. Ha inoltre

censurato l'interpretazione della motivazione relativa al riposizionamento

della dipendente, osservando che i motivi che hanno condotto all'assenza per

malattia esulavano dalle sue competenze.

D. Con decisione del 23

ottobre 2019 il Consiglio di Stato ha trasferito RI 1 presso la messaggeria

governativa nella funzione di segretaria I con effetto dal 1° ottobre 2019. L'ha

inoltre iscritta in classe 8 dell'organico con uno stipendio fisso di fr.

102'397.75 (corrispondente alla classe 8 con 11 aumenti), mentre ha fissato il

suo inserimento in classe 5 con 24 aumenti a decorrere dal 1° aprile 2020. Alla

decisione è stato levato l'effetto sospensivo. Il Governo ha preso in

considerazione l'assenza per malattia iniziata l'8 gennaio 2019, da

relazionarsi al ruolo occupato,

l'esigenza di garantire il buon

funzionamento del servizio e in particolare il corretto svolgimento delle

elezioni cantonali, federali e comunali nonché il mancato rispetto di alcune

importanti scadenze da parte della dipendente. Ha inoltre considerato che

durante un incontro del 5 giugno 2019 RI 1 ha formulato la richiesta di

rientrare in servizio, inizialmente a tempo parziale, in un ambito lavorativo

diverso.

E. Contro la predetta

decisione RI 1 è insorta dinanzi al Tribunale cantonale amministrativo

chiedendone l'annullamento e il conseguente mantenimento della sua posizione.

In via subordinata ha chiesto che le sia almeno riconosciuto lo stipendio

precedente fino al 30 settembre 2021. Il tutto previa restituzione dell'effetto

sospensivo al ricorso. La ricorrente ha innanzitutto censurato la violazione

del suo diritto di essere sentita per non aver potuto esprimersi su tutti i

punti essenziali del procedimento prima dell'emanazione della decisione. Quest'ultima

non sarebbe inoltre sufficientemente motivata. In ogni caso, il trasferimento

non sarebbe giustificato da alcuna esigenza di servizio. Pure la motivazione relativa

al mancato rispetto di alcune importanti scadenze, addotta per la prima volta

in maniera generica nella decisione impugnata, sarebbe pretestuosa e abusiva.

Infine, l'insorgente non avrebbe mai chiesto di essere trasferita e retrocessa

ad altra funzione.

F. All'accoglimento

del gravame e alla restituzione dell'effetto sospensivo si è opposto il

Consiglio di Stato. Esso ha innanzitutto escluso qualsiasi violazione del

diritto di essere sentito dell'insorgente. Nel merito ha difeso la bontà del

provvedimento, giustificato dalle manchevolezze della ricorrente e non dal suo

stato di salute. Il Governo ha inoltre evidenziato l'importanza del carico di

lavoro legato all'organizzazione delle elezioni comunali e il disagio connesso

all'assenza per malattia dell'insorgente, divenuta insostenibile.

G. Con la replica la

ricorrente ha ribadito le proprie tesi, evidenziando l'incoerenza e la

confusione delle motivazioni addotte dal Consiglio di Stato. Quest'ultimo, con

la duplica, ha confermato le precedenti argomentazioni con precisazioni che

saranno riprese, per quanto necessario, in appresso.

Considerato, in

diritto

1. 1.1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 66 cpv. 1

della legge sull'ordinamento degli impiegati dello Stato e dei docenti del 15

marzo 1995 (LORD; RL 173.100). La legittimazione attiva della ricorrente,

direttamente e personalmente interessata dalla decisione impugnata, è certa

(art. 65 cpv. 1 della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre

2013; LPAmm; RL 165.100). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm) è

dunque ricevibile in ordine.

1.2. Il giudizio può

essere emanato sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 25 cpv. 1 LPAmm).

Fatti

I fatti decisivi sono noti.

2. La ricorrente ha

innanzitutto eccepito la violazione del diritto di essere sentita per non

essersi potuta esprimere compiutamente su ogni aspetto rilevante prima

dell'emanazione della decisione impugnata. In particolare, non sarebbe mai

stata addotta alcuna mancanza professionale. Inoltre, la decisione non sarebbe

sufficientemente motivata.

2.1. La natura ed i limiti del diritto di essere sentito sono determinati,

innanzitutto, dalla normativa procedurale cantonale e dalle garanzie minime

dedotte dall'art. 29 della Costituzione federale della Confederazione svizzera

del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101). Il diritto di essere sentito conferisce

all'interessato tutte quelle facoltà che devono essergli riconosciute affinché

possa efficacemente far valere la sua posizione nella procedura, tra cui la

facoltà di esprimersi prima che sia adottata una decisione sfavorevole nei suoi

confronti (DTF 144 I 11 consid. 5.3, 143 V

71 consid. 4.1, 142 II 218 consid. 2.3, 135 I 279 consid. 2.3, 135 I

187 consid. 2.2; STF 2C_879/2014 del 17 aprile 2015 consid. 2.2, 1C_356/2012

del 27 agosto 2012 consid. 2.4, 2C_880/2011 del 29 maggio 2012 consid. 4.2). Per

quanto attiene alla procedura di trasferimento di un dipendente, l'art. 18a

cpv. 3 LORD si limita a prevedere che l'interessato deve essere sentito.

2.2. Per l'art. 46 cpv. 1 LPAmm ogni decisione deve essere motivata per scritto

e deve indicare il rimedio giuridico. Scopo dell'obbligo di motivazione,

componente essenziale del diritto di essere sentito, è di permettere al

destinatario di afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e se

del caso di deferirla con piena cognizione di causa a una giurisdizione

superiore, la quale possa a sua volta esercitare un suo controllo effettivo

(DTF 136 I 229 consid. 5; STA 52.2013.169 del 26 agosto 2014 consid. 4.3; 1988 n. 45; Adelio Scolari, Diritto amministrativo,

parte generale, IIa ed., Cadenazzo 2002, n. 558-594; Marco Borghi/Guido Corti, Compendio di

procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, n 2c ad art. 26).

2.3. Il diritto di essere sentito è una garanzia costituzionale formale, la cui

violazione implica, di principio, l'annullamento della decisione impugnata, a prescindere dalle possibilità di successo nel

merito (DTF 132 V 387 consid. 5.1, 127 V 431 consid. 3d/aa). Secondo la

prassi del Tribunale federale, tuttavia, una violazione del diritto di essere

sentito può essere sanata nell'ambito di una procedura di ricorso, qualora l'autorità

di ricorso disponga dello stesso potere di esame di quella decidente. Inoltre,

eventuali carenze di motivazione possono essere sanate a condizione che

l'autorità decidente fornisca la motivazione mancante e che all'insorgente sia

data la possibilità di prendere posizione sugli argomenti da questa addotti in

sede di risposta.

2.4. Nel caso concreto all'insorgente è stato prospettato il provvedimento,

dapprima in occasione di un colloquio e in seguito per scritto. Vero è che la

lettera con cui il cancelliere dello Stato ha invitato la ricorrente a

esprimersi al riguardo faceva riferimento unicamente alla sua inabilità

lavorativa e, in modo piuttosto generico, a esigenze di servizio. Nessun accenno

invece a eventuali mancanze dell'insorgente sul piano professionale.

Motivazione, quest'ultima, che è comparsa soltanto nella risoluzione impugnata

ed è stata meglio esposta con la risposta di causa dell'autorità di nomina. Sulla

stessa, la ricorrente ha comunque potuto compiutamente prendere posizione dinanzi

a questo Tribunale, che esamina liberamente fatti e diritto, di modo che ogni

eventuale violazione può ritenersi sanata.

2.5. Medesima conclusione può essere tratta per quanto attiene alla censurata

carenza di motivazione della decisione impugnata. Sebbene le inadempienze dell'insorgente

siano state addotte in modo piuttosto generico (mancato rispetto di alcune

importanti scadenze), l'autorità ha poi specificato di cosa si sarebbe trattato

e su questo rimprovero la ricorrente ha avuto ampia possibilità di esprimersi.

3. Secondo l'art.

18a cpv. 1 LORD, se le esigenze di servizio lo richiedono, l'autorità di nomina

può trasferire i dipendenti da una sede di servizio a un'altra, nell'ambito

della stessa funzione, o da una funzione a un'altra funzione adeguata nella

medesima sede di servizio o in altra sede. La decisione di trasferimento

dev'essere motivata e comunicata tempestivamente all'interessato (cpv. 4). Le

esigenze del dipendente trasferito, nella misura del possibile, devono essere

tenute in considerazione (cpv. 5).

4. 4.1. Il Governo

nella sua decisione ha addotto più di una ragione a sostegno del trasferimento

dell'insorgente. Motivi che ha precisato in questa sede, ponendo l'accento sul

mancato rispetto di alcune importanti scadenze da parte della dipendente.

Al proposito, l'autorità di nomina ha specificato trattarsi del ritardo

accumulato nella presentazione dello scadenziario delle elezioni cantonali, che

la ricorrente avrebbe presentato unicamente il 4 dicembre 2018, dopo vari

solleciti verbali e in forma incompleta. La tabella sarebbe poi stata

riconsegnata dalla ricorrente il 21 dicembre 2018, senza gli aggiornamenti richiesti.

A tale mancanza avrebbe sopperito la predecessora dell'insorgente chiamata in sua

sostituzione. Il Governo, con la risposta, è arrivato ad affermare che il

trasferimento sarebbe stato dettato esclusivamente da questo aspetto e non da

motivi legati allo stato di salute della ricorrente.

4.2. Tale mancanza, se anche fosse dimostrata, non sarebbe di rilevanza tale da

giustificare la misura del trasferimento. Sebbene il compito di preparare lo

scadenziario per le elezioni sia senza dubbio importante, un singolo episodio non

è sintomo di una situazione problematica all'interno dell'ufficio che necessita

un provvedimento drastico come l'allontanamento della caposervizio. Tant'è che

un rimprovero al riguardo non è mai stato formalmente mosso all'insorgente prima

della decisione impugnata; anche in quell'occasione, inoltre, è stato soltanto

accennato in termini molto generici. Non emerge insomma che prima dell'assenza

per malattia dell'insorgente vi fossero particolari problemi all'interno del

servizio, risolvibili con il suo trasferimento. Anzi, il Governo ha evidenziato

difficoltà causate proprio dall'assenza della medesima. In difetto di una

situazione di disagio dimostrata, o anche solo resa verosimile, difficilmente

si può concludere che il provvedimento sia stato adottato per assecondare

un'esplicita richiesta della ricorrente, che sarebbe stata formulata al

cancelliere in un incontro del 5 giugno 2020. Prova ne è che di tale domanda

non è stata inizialmente fatta menzione quando le è stato prospettato il

provvedimento.

4.3. Venendo a cadere questo motivo, che l'autorità ha dichiarato essere l'esclusiva

ragione del trasferimento, la decisione non può che dimostrarsi lesiva del

diritto. D'altro canto, nemmeno le altre motivazioni addotte nella decisione

impugnata, sulle quali le prese di posizione del Governo non brillano per

coerenza, giustificherebbero la misura adottata. Il Consiglio di Stato ha messo

più volte in luce il disagio causato dall'assenza per malattia dell'insorgente

e dell'incertezza relativa al suo rientro in servizio a tempo pieno. Simili

inconvenienti si riscontrano ogniqualvolta un dipendente si assenta per lunghi

periodi di inabilità lavorativa e impongono il ricorso a sostituti. Tale

problematica, in difetto di altre particolari ragioni concomitanti, non

giustifica tuttavia la misura del trasferimento, specie se ciò comporta una

retrocessione di tre classi di stipendio, come nel caso concreto. Giungendo a

diversa conclusione si ammetterebbe la facoltà per l'autorità di nomina di

trasferire incondizionatamente dipendenti a funzioni di classe inferiore

soltanto perché inabili al lavoro. Ciò che, oltre a mal conciliarsi con le

garanzie previste dalla legge a tutela dei collaboratori assenti per malattia (cfr.

art. 30 LStip per lo stipendio e art. 60 cpv. 3 lett. b LORD che accorda una

protezione dal licenziamento a causa di malattia nei primi 18 mesi di assenza),

urterebbe il comune senso di giustizia.

5. Visto quanto

precede, il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata.

6. L'emanazione del

presente giudizio rende superflua l'evasione della domanda cautelare tendente

alla restituzione dell'effetto sospensivo al ricorso.

7. La tassa di

giustizia è posta a carico dello Stato, intervenuto a difesa dei propri

interessi pecuniari (art. 47 cpv. 1 e 6 LPAmm). Esso rifonderà inoltre alla

ricorrente, assistita da un legale, congrue ripetibili (art. 49 cpv. 1 LPAmm).

Per

questi motivi,

decide:

1. Il ricorso è

accolto.

Di conseguenza, la

decisione del 23 ottobre 2019 (n. 5171) del Consiglio di Stato è annullata.

Considerandi

2.

La tassa di

giustizia di fr. 1'800.- è posta a carico dello Stato. Alla ricorrente è

restituito l'anticipo versato. Lo Stato rifonderà alla ricorrente fr. 1'800.- a

titolo di ripetibili.

3.

Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale

federale a Lucerna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.

82.

segg. e 90 segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF;

RS 173.100). Il valore di causa è superiore a fr. 15'000.- (art. 51 cpv. 1

lett. a e art. 85 cpv. 1 lett. b LTF).

4.

Intimazione

a:

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

presidente La vicecancelliera