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Decisione

52.2020.221

Commessa pubblica. Ricorso irricevibile in assenza di una decisione impugnabile

18 agosto 2020Italiano8 min

il suo atteggiamento o con la sua inazione l'autorità abbia provocato l'introduzione

Source ti.ch

Incarto

n.

52.2020.221

Lugano

18 agosto 2020

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale amministrativo

composto dei giudici:

Flavia Verzasconi, presidente,

Matteo Cassina, Fulvio Campello

vicecancelliera:

Giorgia Ponti

statuendo

sul ricorso del 18 maggio 2020 della

RI

1

patrocinata

da: PA 1

contro

l'eventuale delibera da parte del Consiglio di Stato

della commessa relativa alla fornitura di due natanti per corpi pompieri,

rispettivamente per denegata giustizia avverso l'operato del Governo;

ritenuto, in

fatto

che con decisione del

14 novembre 2018 (STA 52.2018.305) il Tribunale cantonale amministrativo,

accogliendo il ricorso della RI 1, ha dichiarato nulla la risoluzione del 2

maggio 2018 con cui il Consiglio di Stato aveva aggiudicato per incarico

diretto alla ditta CO 1 la fornitura di due natanti occorrenti ai corpi

pompieri di __________ e __________ per l'importo di fr. 1'200'000.-;

che, contestualmente il Tribunale ha ordinato al committente di mettere fine al

contratto (già) concluso con la CO 1;

che con risoluzione del 5 dicembre 2018 il Governo ha disdetto il contratto con

la predetta ditta;

che con scritto del 25 marzo 2020 la RI 1 si è rivolta al Consiglio di Stato, con

copia al Dipartimento del territorio e a quello delle finanze e dell'economia;

che ripercorsi gli antefatti e ricordato che con un accordo extragiudiziale lo

Stato si era impegnato ad aggiornare la RI 1 sullo stato della procedura di

appalto, in particolare anticipandole l'eventuale pubblicazione del relativo

avviso di gara, ha osservato che alcun concorso era ancora stato indetto,

malgrado vi fossero le condizioni per farlo;

che essa ha poi comunicato di aver appreso che la CO 1 starebbe costruendo dei

natanti su incarico del Governo; ha quindi chiesto la notifica di un'eventuale

decisione di delibera in favore della predetta ditta entro il 20 aprile 2020;

che nell'ipotesi in cui l'incarico diretto non fosse stato attribuito, la RI 1,

fondandosi sull'art. 64 della legge sulla procedura amministrativa del 24

settembre 2013 (LPAmm; RL 165.100; decisione per atti materiali) ha invece

domandato (1) che la stazione appaltante interrompa immediatamente qualsiasi

negoziazione contrattuale in relazione all'acquisto in oggetto; (2) che venga

indicato il nominativo del/dei concorrenti contattati e precisato l'oggetto

della fornitura; (3) che venga indetto un concorso internazionale secondo la

procedura libera per l'aggiudicazione dell'acquisto in oggetto; (4) che in

merito ai suddetti punti venga emessa una decisone impugnabile entro lunedì 20

aprile 2020;

che con lettera del 9 aprile 2020 la Divisone dell'ambiente ha comunicato alla

ditta l'infondatezza delle ipotesi formulate nel suo scritto;

che la RI 1 ha ribadito le proprie richieste al Consiglio di Stato con scritto

del 29 aprile 2020, pretendendone l'evasione entro l'8 maggio 2020 direttamente

dal Governo e non dai suoi dipartimenti;

che, non avendo

ottenuto il riscontro auspicato, il 18 maggio 2020 la RI 1 ha inoltrato un

ricorso al Tribunale cantonale amministrativo contro la risoluzione con cui lo

Stato avrebbe attribuito la predetta commessa per incarico diretto alla CO 1 o

ad altra ditta;

che la ricorrente ha chiesto di annullare l'aggiudicazione in favore della CO 1

o di eventuali terzi; ha inoltre domandato di accertare la nullità del

contratto eventualmente perfezionato mentre in via subordinata di ordinare alla

stazione appaltante di rescindere il contratto; in ogni caso ha postulato di imporre

alla committenza di indire un concorso per l'acquisto in oggetto; il tutto

previo conferimento dell'effetto sospensivo al gravame;

che secondo l'insorgente, l'aggiudicazione della commessa tramite incarico

diretto disattenderebbe il diritto internazionale e interno delle commesse

pubbliche;

che nell'ipotesi in cui alcuna decisione di aggiudicazione sia stata emanata,

il gravame andrebbe comunque accolto quale ricorso per denegata o ritardata

giustizia, con conseguente rinvio degli atti al Consiglio di Stato affinché

evada nel merito, in un termine ragionevolmente breve, l'istanza del 25 marzo

2020;

che con scritto del 20 maggio 2020 il Governo si è rivolto alla ricorrente;

premesso di non poter dar seguito a una richiesta di informazioni per mezzo di

una decisone impugnabile, ha confermato quanto comunicato dalla Divisione dell'ambiente,

ovvero che il Cantone tiene fede all'impegno assunto, secondo cui "il

servizio cantonale preposto aggiornerà RI 1 sullo stato della procedura di

Appalto (in particolare anticipando l'eventuale pubblicazione del relativo

avviso di gara)";

che esso si è quindi opposto al gravame, stigmatizzando l'agire dell'insorgente

e sottolineando l'assenza di qualsiasi fatto che lasci pensare che la commessa

sia stata aggiudicata;

che pure la CO 1 ha chiesto di respingere il ricorso, evidenziando l'infondatezza

delle ipotesi dell'insorgente e negando fermamente di essere in trattativa con

lo Stato per la fornitura dei natanti;

che con la replica la ricorrente, preso atto delle dichiarazioni delle

controparti, non ha escluso che il ricorso possa essere prematuro; ha tuttavia

chiesto l'acquisizione agli atti di eventuale documentazione (risposta della CO

1 alla decisione di disdetta 5 dicembre 2018 del Consiglio di Stato, richieste

della stazione appaltante di restituzione degli anticipi a suo tempo versati,

reazioni della predetta ditta, documentazione bancaria attestante i flussi

finanziari tra le controparti);

che essa si è quindi riservata di ritirare il ricorso qualora dalla

documentazione non fosse emerso alcun indizio a sostegno della sua tesi; ha

comunque osservato che l'introduzione del gravame è stata quantomeno favorita

dalle omissioni della committenza;

che con la duplica, il Governo e la CO 1 hanno ribadito la propria posizione;

che degli ulteriori scritti delle parti si dirà, laddove occorra, nei seguenti

considerandi;

considerato, in

diritto

che, vista la materia

oggetto del contendere, la competenza del Tribunale cantonale amministrativo è

data dagli art. 15 cpv. 1 CIAP e 4 cpv. 1 del decreto legislativo concernente l'adesione

del Cantone Ticino al concordato intercantonale sugli appalti pubblici del 6

febbraio 1996/30 novembre 2004 (DLACIAP; RL 730.510);

che prima di entrare nel merito di un ricorso il Tribunale cantonale

amministrativo esamina d'ufficio se sono date le premesse d'ordine che ne

determinano la ricevibilità;

che per l'art. 15 cpv.

1bis CIAP, sono impugnabili autonomamente mediante ricorso:

a) il bando di

concorso della commessa;

b) la decisione

sull'inserimento di un offerente in una lista permanente secondo l'articolo 13

lett. e;

c) la decisione

sulla scelta dei partecipanti nella procedura selettiva;

d) l'esclusione

dalla procedura;

e) l'attribuzione

dell'appalto, la relativa revoca o l'interruzione della procedura d'aggiudicazione;

che nel caso concreto

la ricorrente ha interposto ricorso contro un'eventuale decisione di delibera

che in realtà il Consiglio di Stato non ha emanato;

che il Governo ha infatti espressamente negato l'esistenza di una simile

risoluzione; della veridicità di tale informazione non vi è motivo di dubitare;

che non occorre pertanto approfondire la questione; di nessuna utilità appare

quindi l'assunzione delle prove offerte dall'insorgente in merito alle

relazioni intercorse tra lo Stato e la CO 1 posteriormente alla sentenza del 14

novembre 2018 del Tribunale (art. 25 cpv. 1 LPAmm);

che in assenza di qualsiasi decisione impugnabile, il gravame non può che

essere dichiarato irricevibile;

che il ricorso per denegata giustizia, introdotto a titolo subordinato, è

divenuto privo di oggetto con lo scritto del 20 maggio 2020 del Consiglio di

Stato;

che l'istanza della ricorrente può infatti essere ritenuta evasa; d'altra parte

la medesima, preso atto della lettera, nulla ha più rivendicato al proposito

con le ulteriori comparse scritte;

che per quanto attiene alla ripartizione degli oneri processuali si rileva che,

contrariamente a quanto assunto dall'insorgente, non si può considerare che con

Fatti

il suo atteggiamento o con la sua inazione l'autorità abbia provocato l'introduzione

del ricorso;

che né il fatto che alcun bando di concorso sia ancora stato pubblicato né le

tempistiche (del tutto consone) usate per dare riscontro alle richieste della

ricorrente fanno apparire giustificato l'inoltro del gravame;

che, per questa ragione, il ricorso per denegata o ritardata giustizia appariva

destinato all'insuccesso anche nella (dubbia) ipotesi in cui la ricorrente

avesse potuto effettivamente esigere dal Consiglio di Stato l'emanazione di un

provvedimento impugnabile;

che, dato l'esito, va disattesa la richiesta di indire una pubblica udienza ai

sensi dell'art. 6 della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e

delle libertà fondamentali del 4 novembre 1950 (CEDU; RS 0.101; cfr. 136 I 279

consid. 1);

che l'emanazione del presente giudizio rende prive d'oggetto le domande

cautelari formulate con il ricorso;

che la tassa di giustizia va posta a carico della ricorrente, secondo soccombenza

(art. 47 cpv. 1 LPAmm); che non si assegnano ripetibili alla CO 1 che non si è

avvalsa dell'assistenza di un legale (art. 49 cpv. 1 LPAmm).

Per

questi motivi,

decide:

1. Nella misura

in cui non è divenuto privo d'oggetto, il ricorso è irricevibile.

Considerandi

2.

La tassa di

giustizia di fr. 1'000.- è posta a carico dell'insorgente a cui sarà restituito

l'anticipo versato in eccesso. Non si assegnano ripetibili.

3.

Contro la presente

decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale a

Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 segg.

della legge sul Tribunale federale del 17 giugno

2005; LTF; RS 173.110) nei limiti e alle condizioni di cui all'art. 83

lett. f LTF.

4.

Intimazione

a:

Per

il Tribunale cantonale amministrativo

Il

presidente La

vicecancelliera