52.2022.131
Istituzione di una misura cautelare ex art. 17 LBC volta a tutelare a titolo provvisionale dei ruderi di un oratorio in quanto potenziale bene culturale d'importanza locale
25 gennaio 2023Italiano23 min
del nucleo tradizionale) dalla revisione del piano regolatore di __________, approvata
Source ti.ch
Incarto n.
52.2022.131
Lugano
25
gennaio 2023
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Giovan Maria Tattarletti, vicepresidente,
Matea Pessina, Fulvio Campello
segretario:
David Algul
statuendo sul ricorso del 3 maggio
2022 di
RI
1
RI
2
RI
3
rappr.
da: RA 1
contro
la decisione del 13 aprile 2022 (n. 1919) con cui il
Consiglio di Stato, in via provvisionale, a) vieta ogni intervento
suscettibile di manomettere, alterare o distruggere i ruderi dell’oratorio di
__________ presenti al mapp. 1__________ di __________ e b) sospende ogni
domanda di costruzione in contrasto con la loro protezione, in particolare
ogni domanda di demolizione;
ritenuto, in
fatto
Fatti
A. RI 1 e RI 2 e RI 3
sono proprietari del mapp. 1__________ di __________, un fondo inedificato di
100 m2, situato nel nucleo di __________ e attribuito alla zona Nt (zona
del nucleo tradizionale) dalla revisione del piano regolatore di __________, approvata
dal Consiglio di Stato con risoluzione del 12 novembre 1997 (n. 5798).
B. a. Il 5 luglio 2016,
in sede di esame preliminare, il Dipartimento del territorio si è espresso in
merito ad alcune varianti di piano regolatore, sottopostegli dal Comune __________,
contemplanti pure un ampliamento dell’elenco dei beni culturali d’interesse
locale. A complemento di tale esame, il 14 giugno 2017 l’Ufficio dei beni
culturali (UBC) ha segnalato al Municipio, in base al censimento cantonale, la
presenza di ulteriori oggetti, oltre a quelli proposti, degni di tutela, fra
cui l’antico oratorio di __________ (scheda SIBC 31000)
al mapp. 1__________, così descritto: dell’antico
oratorio cinquecentesco restano alcuni ruderi e resti della decorazione a
stucco.
b. Il 3 giugno 2019 il
Consiglio comunale __________ ha adottato le suddette varianti. Il nuovo art.
41 NAPR elenca alla lett. A. i beni culturali protetti (BCL1-BCL24), fra i
quali non compare l’oratorio __________. La sua tutela è tuttavia garantita dal
nuovo art. 41ter che, oltre a istituire una zona archeologica in corrispondenza
del mapp. 1__________, definisce i ruderi che vi insistono quali bene
archeologico (cpv. 1) e vincola il fondo come spazio libero di valore
ambientale (cpv. 2).
c. Con risoluzione del
12 febbraio 2020 (n. 820) il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso dei
proprietari del mapp. 1__________ tendente all'annullamento della decisione del
3 giugno 2019 del Consiglio comunale, pubblicata in base all’art. 74 cpv. 1 della
legge organica comunale del 10 marzo 1987 (LOC; RL 181.100), in relazione
all’adozione dell'art. 41ter NAPR. Tale pronuncia è stata annullata con STA
52.2020.141 del 16 agosto 2021 dal Tribunale cantonale amministrativo.
d. Le varianti sono poi
state pubblicate dal 27 maggio al 25 giugno 2022 presso la Cancelleria comunale
conformemente all’art. 27 cpv. 2 della legge sullo sviluppo territoriale del 21
giugno 2011 (LST; RL 701.100). L’avviso di pubblicazione informa al p.to. 2.2
che conformemente alla sentenza 16.08.2021 del Tribunale cantonale
amministrativo che ha annullato l'art. 41 ter delle NAPR, il mappale 1__________
RFD __________ è escluso dalla presente pubblicazione e sarà oggetto di una
nuova pianificazione.
C. a. Con decisione del 5
febbraio 2020 il Municipio __________, in applicazione dell’art. 62 LST, ha
sospeso per un periodo di due anni, fino
al 5 febbraio 2022, la domanda di costruzione del 15 maggio 2019 presentata dai
proprietari del mapp. 1__________, volta a demolire i ruderi dell’Oratorio e
edificare un nuovo edificio a carattere residenziale.
Ha fatto seguito, l’8
novembre 2021, una notifica per la demolizione del muro dell’abside.
b. Vista l’imminente
scadenza della decisione sospensiva, il 25 gennaio 2022 il Municipio __________
ha chiesto al Consiglio di Stato l’adozione di misure provvisionali ai sensi
dell’art. 17 della legge sulla protezione dei beni culturali del 13 maggio 1997
(LBC; RL 445.100), allegando alla richiesta copia di un estratto catastale del
1858 e la scheda SIBC A3100, versione 20 gennaio 2022.
c. Preso atto delle
osservazioni del 17 marzo 2022 dei proprietari, con decisione del 13 aprile
2022, il Consiglio di Stato ha vietato in via provvisionale ogni intervento
suscettibile di manomettere, alterare o distruggere i ruderi dell’Oratorio
(p.to n. 1 del dispositivo) e ha sospeso ogni domanda di costruzione in contrasto
con la loro protezione, in particolare ogni domanda di demolizione (p.to n. 2
del dispositivo) per un periodo di 2 anni, specificando che la misura sarebbe
decaduta qualora il Municipio non avesse promosso, entro il termine di sei
mesi, la procedura di istituzione della protezione (p.to n. 3 del dispositivo).
D. Avverso tale decisione
RI 1 e RI 2 e RI 3 insorgono davanti al Tribunale cantonale amministrativo,
postulandone l’annullamento. Rimproverando al Consiglio di Stato di aver
violato il loro diritto di essere sentiti per non aver evaso la domanda subordinata
contenuta nelle loro osservazioni del 17 marzo 2022, essi contestano
l’interesse pubblico alla base della misura, basata su accertamenti
superficiali e errati e chiedendo, come mezzo di prova, l’edizione della scheda
SIBC 3100 nella versione precedente l’esame preliminare del 2018. Ritengono
inoltre sproporzionata la durata del provvedimento. Peraltro la contestata
decisione scaturirebbe dell’inattività del Municipio, che nulla avrebbe
intrapreso dopo l’emanazione della decisione del 16 agosto 2021 di questo Tribunale.
E. a. In sede responsiva
l’Ufficio delle domande di costruzione (UDC) non formula particolari
osservazioni, mentre il Consiglio di Stato unitamente all’UBC postulano la
reiezione del gravame con argomenti di cui si dirà, se necessario, nei seguenti
considerandi. Il Comune è rimasto silente.
b. In sede di replica i
ricorrenti chiedono l’acquisizione agli atti di ulteriori documenti, al fine di
dimostrare come l’avversata misura non sia supportata da validi motivi scientifici,
storici e artistici atti a giustificarla. Tanto più che, a loro detta, la sua
emanazione significherebbe riconoscere ai ruderi una valenza cantonale. In sede
di duplica UDC, Consiglio di Stato e UBC si riconfermano nelle precedenti
posizioni, mentre il Comune non ha prodotto alcun allegato.
F. Con scritto del
21 ottobre 2022 i ricorrenti, segnalando come il Consiglio comunale __________ non
fosse stato ancora convocato per l’adozione di misure di protezione entro il
termine di sei mesi impartito al p.to n. 3 del dispositivo della decisione
impugnata, e deducendone la sua decadenza, hanno chiesto al Tribunale di
accertarla e di stralciare il ricorso che sarebbe privo d’oggetto. Hanno fatto
seguito le osservazioni dell’UDC, del Comune e del Consiglio di Stato
unitamente all’UBC.
Considerato, in
diritto
1. 1.1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo è
data dall’art. 51 cpv. 2 LBC. Certa è la legittimazione dei ricorrenti,
personalmente e direttamente toccati dalla decisione impugnata (art. 65 cpv. 1
della legge sulla procedura amministrativa del 24 settembre 2013; LPAmm; RL
165.100). Il ricorso, tempestivo (art. 68 cpv. 1 LPAmm), è dunque ricevibile in
ordine.
1.2. Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, integrati da quelli richiamati
concernenti le varianti di piano regolatore adottate il 3 giugno 2019 dal
Consiglio comunale __________, quelli sottoposti al Dipartimento per l’esame
preliminare del 13 marzo 2018 e quelli a complemento di tale esame, trasmessi
dall’UBC al Municipio il 14 giugno 2017 (cfr. supra consid. B.a), ossia
il censimento (elenco schede e piano) e la tabella indicante i beni culturali
protetti e degni di protezione del comune __________ (art. 25 cpv. 1 LPAmm). Va
per contro respinta la richiesta, reiterata dai ricorrenti con scritto del 7
luglio 2022, di acquisire agli atti l’intero incarto dell’UBC relativo al loro
fondo e di tutto quanto posto a fondamento della modifica della decisione
originale per la part. 1__________ ed in special modo l’elenco preciso e
dattagliato degli “indizi ed elementi che portano a ritenere che (…) possano
essere presenti contenuti archeologici legati ai ruderi di __________”, così
come indicato in sede di risposta, pag. 2-3, dal Consiglio di Stato e dall’UBC,
sia per i motivi che verranno esposti al consid. 5.1.2, sia perché la questione
relativa all’istituzione di un perimetro di interesse archeologico denominato __________
(scheda SIBC PIA881) esula dalla presente procedura, che ha come oggetto
esclusivamente la tutela a titolo provvisionale dei ruderi dell’Oratorio in
quanto potenziale bene culturale (archeologico) d’importanza locale (cfr. anche
scheda SIBC 31000, versione 20 gennaio 2022, Valutazione, pag. 2).
Considerandi
2.
A titolo preliminare va
detto che il Comune, conformemente al p.to n. 3 del dispositivo della decisione
impugnata, ha promosso, con il mandato assegnato il 20 settembre 2022 al
pianificatore per l’allestimento di una variante concernente l’oggetto in
questione, la procedura di istituzione della protezione. Contrariamente a quanto
preteso dagli insorgenti il ricorso non è dunque divenuto privo d’oggetto.
3.
I ricorrenti
lamentano anzitutto una violazione del diritto di essere sentito da parte del
Governo, rimproverandogli di non essersi pronunciato sulla richiesta formulata
a titolo subordinato nelle loro osservazioni del 17 marzo 2022 di eseguire, analogamente
a quanto effettuato in altri casi (ad esempio __________), solo il rilievo del
muro in modo da garantirne la conservazione documentale della memoria, assegnando
all’UBC e/o al Comune un termine per farlo, al fine di poter poi procedere con
il suo abbattimento. In proposito si considera quanto segue.
3.1
Giusta l'art. 46
cpv. 1 LPAmm, ogni decisione deve essere motivata per iscritto. Scopo dell'obbligo
della motivazione, componente essenziale del diritto di essere sentito ancorato
all'art. 29 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera
del 18 aprile 1999 (Cost.; RS 101), è di permettere al destinatario di
afferrare le ragioni che stanno alla base della decisione e se del caso di
deferirla con piena cognizione di causa ad una giurisdizione superiore, la
quale possa a sua volta esercitare un suo controllo effettivo (DTF 136 I 229
consid. 5.2; RDAT 1988 n. 45 consid. 2a; Adelio
Scolari, Diritto amministrativo, Parte generale, II ed., Cadenazzo 2002,
n. 528 segg.; Marco Borghi/
Guido Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano
1997, n. 2c ad art. 26; Lorenz Kneubühler,
Die Begründungspflicht, Berna 1998, pag. 29 seg.). Una motivazione può essere
ritenuta sufficiente - e adempiere pertanto al citato scopo - quando l'autorità
menziona, almeno brevemente, i motivi che l'hanno spinta a decidere in un senso
piuttosto che in un altro; l'autorità non è inoltre tenuta a pronunciarsi in
modo esplicito ed esaustivo su tutti gli argomenti che le vengono sottoposti:
può limitarsi ad affrontare le sole allegazioni rilevanti, in quanto atte a
influire sulla decisione, e passare invece sotto silenzio, ad esempio, quelle
che manifestamente non reggono o appaiono ininfluenti (DTF cit., ibidem,
inoltre 130 II 530 consid. 4.3, con rinvii; STF 1C_615/2012 del 12 aprile 2013
consid. 2.2, 1C_287/2007 del 17 marzo 2008 consid. 2.2., entrambe con rinvii; Scolari, op. cit., n. 532 con rinvii,
tra l'altro a RDAT I-1999 n. 27 consid. 3b; Borghi/Corti,
op. cit., n. 2a ad art. 26, pure con rinvii).
3.2
Nel giudizio
impugnato, il Governo, menzionati i fatti alla base della vertenza, fra cui il
contenuto e le domande formulate in via principale e in via subordinata nelle
osservazioni del 17 marzo 2022, ha ritenuto necessario proteggere i ruderi
dell’oratorio __________ da ogni atto di disposizione che ne pregiudichi la
conservazione. Ora, la domanda subordinata avanzata dai ricorrenti di assegnare all’UBC e/o al Comune un termine
per effettuare il rilievo del muro, al fine di poterlo poi abbattere, si
scontra(va) con ogni evidenza con le finalità di tutela alla base
dell’avversata decisione. Anche se evasa solo implicitamente, la decisione del
Consiglio di Stato non integra dunque gli estremi di un diniego di giustizia. Sapere,
invece, se le motivazioni addotte dal Governo sono pertinenti e sufficienti a
giustificare la contestata misura di conservazione è questione di merito, che
verrà esaminata nei seguenti considerandi.
4.
4.1. La
protezione e la valorizzazione del patrimonio culturale è disciplinata dalla
LBC. L'art. 2 LBC definisce la nozione di bene
culturale: sono tali i beni
mobili e gli immobili che singolarmente o nel loro insieme rivestono interesse
per la collettività, in quanto testimonianze dell'attività creativa dell'uomo
in tutte le sue espressioni. Rientrano in questa definizione non solo oggetti d’interesse
storico o artistico, ma anche religioso, archeologico, architettonico,
urbanistico, etnografico, archivistico, bibliografico, numismatico, ecc. (cfr.
Messaggio concernente il disegno di legge sulla protezione dei beni culturali
del 14 marzo 1995 n. 4387, in: RVGC
1997, sessione ordinaria primaverile, vol. 1.2 pag. 1003 segg., commento agli
art. 2-4 del progetto, pag. 1026; Messaggio) e, fra i beni immobili, ad
esempio costruzioni, manufatti, rovine, parti costitutive o accessorie di
costruzioni, zone archeologiche (ibidem; cfr. inoltre Patrizia Cattaneo Beretta, La legge
cantonale sulla protezione dei beni culturali, in: RDAT I-2000, pag. 147). L'art.
3.
LBC stabilisce poi che sono beni culturali protetti quelli che
beneficiano di protezione pubblica ai sensi della legge. Quanto agli immobili,
la legge distingue segnatamente tra quelli d'interesse cantonale e quelli
d'interesse locale. I primi sono testimonianze cui è attribuito un significato
culturale che travalica l'ambito locale e sono protetti per decisione del
Consiglio di Stato (art. 20 cpv. 3 LBC; art. 2 cpv. 1 del regolamento sulla
protezione dei beni culturali del 6 aprile 2004; RBC; RL 445.110). I secondi
sono protetti per decisione del legislativo comunale (art. 20 cpv. 2 LBC) e
fanno parte di quei beni che rivestono importanza soprattutto per le
collettività locali (art. 2 cpv. 2 RBC).
L'art. 3 RBC definisce inoltre il concetto di bene degno di protezione, ovvero di beni culturali non ancora protetti, nei
quali si presume la presenza di valori che giustificano misure di protezione
preventiva.
4.2
Secondo l’art. 42
LBC,
il Consiglio di Stato allestisce ed aggiorna regolarmente
l’inventario dei beni culturali protetti, distinguendo quelli di interesse
cantonale e locale, nonché quelli da proteggere in caso di conflitto armato o
di catastrofe. Infatti, dal principio della corresponsabilità di ente pubblico
e proprietari nel campo della cura dei beni culturali protetti, codificato
all’art. 5 LBC, discende che oltre a fornire consulenza e aiuti economici, lo
Stato ha il compito di raccogliere e ordinare le informazioni sui beni protetti
e di verificarne periodicamente lo stato di conservazione (Messaggio, ad art.
5, pag. 1028). L’inventario comprende le schede informative di ogni bene
culturale protetto (art. 43 cpv. 1 LBC). Giusta l’art. 31 RBC, concernente il
censimento dei beni, l’UBC raccoglie e coordina, in collaborazione con gli
altri servizi cantonali, tutte le informazioni relative ai beni culturali mobili
e immobili esistenti sul territorio cantonale; il censimento è costantemente
aggiornato. L’UBC trasmette ai Municipi i dati del censimento (art. 12 cpv. 1
RBC). Secondo il Messaggio, ad art. 42, pag. 1042,
L’inventario rappresenta una novità importante di
questa legge. A differenza dell’attuale elenco dei monumenti, nel quale sono
registrati solo scarni dati amministrativi, l’inventario vuol essere
soprattutto lo strumento di conoscenza e informazione attorno al quale ruota
tutta l’attività pubblica di protezione dei beni culturali. Esso richiede per
ogni bene protetto la raccolta di informazioni sull’oggetto, così come
l’archiviazione dei documenti che lo riguardano, segnatamente i rapporti
relativi a lavori di restauro. È poi implicito che l’inventario presuppone un
lavoro preliminare di censimento dei beni culturali, ossia la catalogazione
descrittiva, su base scientifica, dei beni che potrebbero essere oggetto di
protezione in ragione dell’interesse che rivestono per il Cantone. Scopo di
questo lavoro è di fornire a Cantone e Comuni tutte le informazioni d’ordine
scientifico e storico sul bene per il quale potrebbe venir istituita la
protezione. (…)
E ancora, ad art. 43, pag. 1043,
L’inventario include tutti i beni culturali, ad
eccezione dei beni mobili appartenenti ad istituzioni culturali riconosciute,
le quali già dispongono di elenchi propri. Lo stesso è allestito sotto forma di
schedario, che prevede per ogni bene una scheda con i dati amministrativi,
descrittivi e documentari in forma sistematica e sintetica. La scheda deve
offrire direttamente almeno i dati d’immediata necessità per il lavoro
quotidiano degli operatori dei servizi pubblici. In quanto punto di partenza
per approfondimenti, deve tuttavia fornire anche rinvii a ricerche già eseguite
e alla documentazione, in particolare a quella conservata dai servizi cantonali
stessi. (…)
4.3
4.3.1
La LBC prevede la possibilità di far capo a delle misure provvisionali
qualora un bene culturale protetto o degno di protezione sia esposto al rischio
di manomissione, alterazione, distruzione, trafugamento o simili. L'art. 17
cpv. 1 LBC stabilisce che se un bene
culturale protetto o degno di protezione è esposto ad un simile rischio,
il Consiglio di Stato deve ordinare senza indugi le misure provvisionali
necessarie. Il municipio, soggiunge il cpv. 2, è competente a ordinare misure
provvisionali limitatamente ai beni protetti d'interesse locale. Per quanto
riguarda questi beni, la disposizione opera dunque una distinzione - che è
ripresa anche dal regolamento (art. 14 RBC) - attribuendo la competenza ad
ordinare misure provvisionali: (a) al municipio se si tratta di beni protetti
(cfr. anche art. 14 cpv. 1 RBC); (b) al Consiglio di Stato - su proposta
dell'Ufficio dei beni culturali e sentito il preavviso della Commissione dei
beni culturali (art. 14 cpv. 2 RBC) - se si
tratta di beni non ancora protetti, ma degni di protezione. Come
rilevato nella decisione del 24 aprile 2014 di questa Corte consid. 2.2 (inc.
n. 52.2013.193), la distinzione non è di immediata comprensione. Neppure
dai materiali legislativi se ne deduce la ragione. Non è in particolare dato di
vedere per quale motivo il municipio non dovrebbe poter adottare provvedimenti
cautelari anche nel caso di beni d'interesse locale non ancora tutelati, ma
comunque meritevoli di protezione. A maggior ragione se si considera che la
decisione di istituire poi formalmente la protezione compete agli organi
comunali (art. 20 cpv. 1 e 2 LBC), e che al municipio va in ogni caso riconosciuta la facoltà di far capo alle misure di
salvaguardia della pianificazione ai sensi degli art. 56 seg. LST (Lorenzo Anastasi/Davide Socchi,
La protezione del patrimonio costruito, con particolare riferimento
all'inventario ISOS, in: RtiD I-2013, pag. 369). In ogni caso, considerato il
chiaro testo di legge, si deve ritenere che il Consiglio di Stato è competente
a tutelare in via cautelare tutti gli
immobili degni di protezione, anche d'interesse locale (art. 17 cpv. 1
LBC, art. 14 cpv. 2 RBC).
4.3.2
L'art. 17 cpv. 3 LBC
indica alcune misure provvisionali che possono essere adottate, a seconda del
caso. Tra queste, figurano tra l'altro: (a) il divieto di modificare o di
distruggere il bene culturale, anche se
oggetto di una licenza di costruzione (sospensione dei lavori); (b)
l'esecuzione di sondaggi e rilievi; (c) l'ordine di eseguire lavori di
consolidamento o di manutenzione. Le necessarie misure provvisionali da
adottare in caso di pericolo devono essere limitate nel tempo (cfr. Cattaneo Beretta, op. cit., pag. 149).
Secondo l'art. 18 cpv. 1 LBC, la misura provvisionale
volta a scongiurare i pericoli a cui è esposto un bene non ancora
protetto esplica i suoi effetti per la durata di sei mesi. Se entro questo
termine l'autorità promuove la procedura di istituzione della protezione, soggiunge
la norma, la misura resta in vigore finché la relativa decisione sia passata in
giudicato. Da tale disposizione si deduce che per un bene culturale immobile
degno di protezione (ma non ancora protetto) di interesse locale, come è il
caso per i ruderi dell’oratorio __________, un provvedimento cautelare ai sensi
della LBC istituito a sua protezione esplica i suoi effetti fino alla crescita
in giudicato della decisione di adozione della variante del piano regolatore a
tutela dei beni culturali immobili di interesse locale (art. 20 cpv. 2 LBC). Un
eventuale ritardo nell'adozione della tutela non ha dunque, per principio,
alcuna conseguenza diretta sull'efficacia del provvedimento e non ne provoca la
decadenza. Tuttavia, ciò non significa che la misura
provvisionale adottata in base alla LBC possa sussistere all'infinito, sine
die: oltre che rispondere all'interesse pubblico, infatti, essa deve sempre
rispettare anche il principio della proporzionalità (STA 52.2014.389 del 16
febbraio 2016 consid. 4.1.)
5.
Oggetto della
presente vertenza è la decisione del Governo di tutelare in via provvisionale i
ruderi dell’Oratorio, in quanto potenziale bene culturale d’interesse locale,
in base alle indicazioni contenute nella scheda SIBC A3100, versione 20 gennaio
2022.
Esulano per contro dalla presente procedura tutte le considerazioni
avanzate dai ricorrenti relative all’istituzione
della zona archeologica al mapp. 1__________, prevista dalla pianificazione annullata
da questo Tribunale (cfr. supra consid. B.c), e all’istituzione di un
perimetro archeologico denominato __________ in base all’art. 16 cpv. 1 lett. c
RBC (cfr. anche supra consid. 1.2).
5.1
I ricorrenti
contestano anzitutto la decisione governativa dal profilo dell’assenza di un
interesse pubblico alla sua base, incentrando le loro critiche sul fatto che il
valore dei ruderi dell’Oratorio non sarebbe stato acclarato e che la scheda
dell’UBC sia stata ritenuta pedissequamente fedefacente nonostante le
castronerie che contiene, così come da loro evidenziato nelle osservazioni
del 17 marzo 2022. Tali critiche non meritano accoglimento e risultano in parte
premature per i seguenti motivi.
5.1.1
Secondo la richiesta
del 25 gennaio 2022 del Municipio di tutelare in via provvisionale i ruderi
dell’Oratorio, munita, come detto, di un estratto catastale del 1858 e della
scheda SIBC A3100, versione 20 gennaio 2022,
il mapp. 1__________ RFD __________ è un fondo sul
quale nel XVI secolo venne eretto l’antico Oratorio __________ (vedi estratto
mappa del 1858); un edificio religioso che nel 1886 subì un crollo che
distrusse il tetto e la gran parte delle murature.
Ad oggi il fondo, passato in mani private, conserva la
sacrestia, una parte del muro della navata e dell’abside e frammenti di
cornicioni che sono stati segnalati come meritevoli di tutela da parte
dell’Ufficio dei Beni Culturali (vedi scheda SIBC A31000).
La segnalazione dei resti dell’antico oratorio e la
loro importanza per la storia del comune __________ hanno indotto il Municipio
ad inserire nelle varianti di PR in fase d’approvazione dei vincoli di
conservazione, che a causa di un ricorso al TRAM sono stati annullati per vizio
di forma.
Vista l’imminente
scadenza della decisione sospensiva del 5 febbraio 2020 (cfr. supra
consid. C.a), il Municipio ha quindi chiesto al Consiglio di Stato l’adozione
di misure provvisionali a salvaguardia del bene culturale d’interesse locale
degno di protezione ma non ancora protetto, ossia di un bene nel quale, secondo
l’art. 3 LBC, si presume la presenza di valori che giustificano misure di
protezione preventiva (cfr. supra consid. 4.1). Ora, in base ai
contenuti della scheda SIBC A3100, i ruderi dell’oratorio __________ rientrano senza
dubbio in questa categoria. Tant’è vero che, nelle loro osservazioni del 17
marzo 2022, i ricorrenti non ne mettono in dubbio l’esistenza, bensì la
valutazione e le ipotesi storiche operate in proposito dall’UBC nella relativa
scheda (la scheda è costruita con elementi storicamente veri, ma
interpretati in maniera volutamente distorta e quindi non fondanti), a cui
contrappongono le loro, negando che siano meritevoli di tutela. Peraltro, come
emerge dal rapporto di pianificazione del gennaio 2019, pag. 35, essi stessi avevano
comunicato al Municipio l’intenzione di recuperare l’oggetto, che era stato
riesaminato nel corso di un sopralluogo con i responsabili dell’UBC. La contestata
misura risulta pertanto sorretta da un sufficiente interesse pubblico, ossia quello
di permettere all’autorità di esperire un esame circa la meritorietà
dell’oggetto a essere protetto come bene culturale d’interesse locale. Sarà in
un secondo tempo, al momento dell’istituzione di un’eventuale tutela
nell’ambito della variante ora in allestimento (cfr. scritto del 21 settembre
2022.
del Municipio al pianificatore, secondo cui vi sarebbero tre scenari
praticabili), che i ricorrenti potranno avanzare le loro critiche circa il
valore dell’oggetto, negando, se del caso, la sussistenza di un interesse
pubblico alla sua protezione. In questa sede esse si rivelano premature. Da notare inoltre che, contrariamente a quanto
sembrano assumere gli insorgenti, l’emanazione della decisione impugnata da
parte del Governo non comporta il riconoscimento ai ruderi di un’importanza
cantonale, ma deriva esclusivamente dall’attribuzione di competenze fra Municipio
e Consiglio di Stato disposta dalla LBC per l’adozione di provvedimenti ex
art. 17 (cfr. supra consid. 4.3.1).
5.1.2
Vanno poi respinte le
critiche rivolte all’attendibilità della scheda A31000, che, a detta dei
ricorrenti, non poggerebbe su criteri scientifici, per i seguenti motivi. Come
esposto in precedenza, l’allestimento dell’inventario e delle relative schede
presuppone anzitutto un lavoro preliminare di censimento. Le schede, che
indicano per ogni bene i dati amministrativi, descrittivi e documentari,
offrono almeno i dati di immediata necessità per il lavoro quotidiano degli
operatori e rappresentano un punto di partenza per successivi approfondimenti e
aggiornamenti. In concreto, come adduce l’UBC nel suo scritto del 27 giugno
2022, il 14 giugno 2017 sono stati trasmessi al Municipo (solo) i dati relativi
all’Oratorio contenuti nel censimento. Ha fatto fatto poi seguito l’allestimento
della scheda A31000, nel frattempo radicalmente corretta con i dati forniti
dai proprietari, a dimostrazione della superficialità del lavoro dell’UBC
(cfr. osservazioni del 17 marzo 2022). Tale circostanza non è tuttavia atta a
scalfire la validità della scheda né tanto meno il lavoro dell’UBC. Infatti,
come detto, le schede relative ai beni culturali non sono immutabili bensì
soggette periodicamente ad approfondimenti e aggiornamenti, dipendenti dall’acquisizione
di nuove informazioni sui beni. Nulla osta poi che a tali aggiornamenti
partecipino attivamente i proprietari sulla base del citato principio di
corresponsabilità (cfr. supra consid. 4.2), che presuppone una
cooperazione fra ente pubblico e proprietario del bene (cfr. Messaggio, pag.
1022). Rettamente dunque il Consiglio di Stato ha esaminato e evaso la
richiesta di adozione di provvedimenti cautelari del Municipio in base alla
scheda A31000 nella sua versione attuale, che risulta determinante. Da qui il
motivo per cui non appare necessario accedere alla richiesta dei ricorrenti di
acquisire agli atti ulteriore documentazione.
5.2
In merito alla
proporzionalità dell’avversata misura va detto che, come indicato al consid. 4.3.2,
secondo l’art. 18 cpv. 1 LBC, per un bene culturale immobile degno di
protezione (ma non ancora protetto) di interesse locale, come è il caso per i
ruderi dell’oratorio __________, un provvedimento cautelare ai sensi della LBC
istituito a sua protezione esplica, di principio, i suoi effetti fino alla
crescita in giudicato della decisione di adozione della variante del piano
regolatore. Ora, contrariamente a quanto sostengono i ricorrenti, proprio il
fatto che la misura è stata limitata dal Governo a due anni, in analogia al termine
stabilito dalla legge per le zone di pianificazione (cfr. art. 60 cpv. 2 LST e
riposta del Governo e dell’UBC) dimostra come i loro interessi sono stati
considerati e ponderati. Pur essendo incisiva, la restrizione temporanea della
proprietà che ne deriva può essere ritenuta come sopportabile, tenuto conto
degli importanti obiettivi di tutela perseguiti e della durata limitata del
provvedimento. Anche il
lasso complessivo di tempo - circa cinque anni -
in cui la domanda di demolizione rischia per finire di rimanere sospesa, appare
conforme al principio di proporzionalità (cfr. STA 52.2014.389 citata, consid.
5.3.3). Anche questa critica non merita pertanto accoglimento.
6.
6.1. Alla luce
di tutto quanto precede, il ricorso va respinto.
6.2
Le spese, la tassa
di giudizio nonché le ripetibili seguono la soccombenza (art. 47 cpv. 1 e 49
cpv. 1 LPAmm).
Per
questi motivi,
decide:
1.
Il ricorso è
respinto.
2.
La tassa di
giustizia di fr. 1'500 è posta a carico dei ricorrenti, che già l’hanno anticipata.
3.
Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale
federale a Losanna entro il termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art.
82.
segg. della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005; LTF; RS 173.110).
4.
Intimazione
a:
Per
il Tribunale cantonale amministrativo
Il
vicepresidente Il segretario