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Decisione

53.2006.6

Pretese di natura pecuniaria derivanti dal rapporto d'impiego

13 luglio 2006Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

A. Le attrici AT

1, AT 2, AT 3 e AT 4 sono state assunte negli anni ’90 presso l’Organizzazione Sociopsichiatrica

Cantonale (OSC) quali addette ai servizi generali, dapprima come ausiliarie ed

in seguito come incaricate a tempo determinato. Lo stipendio era quello della

15a classe, previsto dal Regolamento concernente le funzioni e le

classificazioni dei dipendenti dello Stato per il personale ai servizi generali

(RCDS).

Con risoluzione 2 maggio 2001 il Consiglio

di Stato ha promosso le attrici AT 1 e AT 3 alla funzione di capogruppo del

personale ai servizi generali presso l’OSC, mantenendo lo statuto di incaricate

e con lo stipendio della 17a classe. La promozione è stata subordinata alla

condizione di frequentare dei corsi supplementari presso la Scuola superiore

per le professioni sanitarie e/o la Scuola dell’Associazione degli istituti

ospedalieri (H+).

Con analoga risoluzione governativa dell’11

febbraio 2003 anche AT 4 è stata promossa capogruppo del personale alle stesse

condizioni. L’attrice AT 2 era invece stata promossa ausiliaria d’ospedale

capogruppo già nel 1998 (ris. gov. 17.6.1998); incarico, questo, che il 22

maggio 2001 è stato convertito in quello di capogruppo del personale ai servizi

generali.

B. A tutte le

attrici, dopo la promozione a capogruppo del personale, i superiori hanno

sottoposto un capitolato d’oneri, dal quale risultava che la funzione assegnata

era remunerata con la 19a classe di stipendio in caso di possesso del diploma

di pulitore d’edifici, altrimenti con la 17a.

Sul finire del 2004, la direzione dell’OSC

ha chiesto alla Sezione delle risorse umane (SRU) di promuovere le attrici alla

funzione di operaio qualificato, come era stato fatto in precedenza con altri

due capigruppo del personale ai quali era stato assegnato lo stipendio della

19a classe, corrispondente a quella massima prevista per tale funzione. La SRU

ha respinto la richiesta, rilevando che quella promozione era stata il frutto

di un errore.

Previo conseguimento dell’attestato federale

di capacità (AFC) quali pulitrici d’edifici, il 1° giugno 2005 il Consiglio di

Stato ha trasformato in nomina l’incarico delle quattro attrici, mantenendo sia

la funzione, sia la 17a classe di stipendio.

C. Con

petizione 22 febbraio 2006 le attrici hanno convenuto in giudizio lo Stato davanti

a questo tribunale, ponendo a giudizio le domande riprodotte in ingresso.

Richiamandosi alle indicazioni fornite loro

dai superiori circa la classe di stipendio che sarebbe stata loro attribuita in

caso di conseguimento del diploma, le attrici fanno essenzialmente valere una

violazione del principio della buona fede. Lamentano inoltre una lesione del

divieto di discriminazione per rapporto al trattamento salariale riservato ai loro

due colleghi.

D. All’accoglimento

della petizione si è opposto lo Stato con argomenti che saranno discussi qui

appresso.

In sede di replica e di duplica, le parti

hanno precisato i rispettivi punti di vista, confermandosi nelle domande

formulate con i precedenti allegati.

Considerato, in

diritto

1. La

competenza del Tribunale cantonale amministrativo è data dall'art. 68 LOrd, che

gli demanda il giudizio sulle contestazioni per pretese di natura pecuniaria

derivanti dal rapporto d'impiego fra dipendenti cantonali e l'autorità di

nomina.

Le attrici sono dipendenti cantonali, mentre

la contestazione è di natura pecuniaria e deriva dal rapporto d'impiego.

Considerandi

2.

2.1. Gli

impiegati e i docenti percepiscono annualmente gli stipendi, i supplementi e le

indennità stabiliti dalla legge sugli stipendi (art. 1 LStip) e dal RCDS.

2.2

In concreto, l'art. 1 RCDS prevede che

alla funzione di capogruppo del personale ai servizi generali presso l'OSC corrisponda

la 17a classe di stipendio. Non prevede classi alternative a dipendenza o meno

del possesso di certificati professionali.

2.3

Alle attrici, nominate capogruppo del

personale ai servizi generali, è stata assegnata la 17a classe di stipendio.

La retribuzione fissata dal Consiglio di

Stato è dunque conforme alla legge.

Da questo profilo, la petizione non può

essere accolta.

3.

3.1. L'autorità

che fa promesse, dà informazioni o assicurazioni o assume un atteggiamento tale

da far nascere precise aspettative, è tenuta a soddisfare le aspettative così

suscitate, anche se contrarie alla legge, se cumulativamente sono soddisfatte

le cinque seguenti condizioni:

- l'autorità è intervenuta in una situazione concreta nei confronti

di determinate persone;

- l'autorità ha agito o reputa di aver agito entro i limiti della

sua competenza, della quale il privato non aveva motivo di dubitare;

- il privato non ha potuto rendersi immediatamente conto dell'inesattezza

delle informazioni ricevute o delle sue proprie deduzioni;

- il privato si è fondato su tali informazioni fornite senza

riserve per prendere disposizioni che non potrebbe modificare senza subire un

pregiudizio;

- la legge non si è modificata tra il momento della decisione e

quello in cui il principio della buona fede viene invocato.

(DTF 121 II 473 consid. 2c e rif.; RDAT

2000-II n. 8 consid. 3.1.; Adelio Scolari, Diritto amministrativo, II. ed., n.

639; Max Imboden/René Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed.,

n. 75 B I seg.; René Rhinow/ Beat Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung,

Erg. Bd., n. 75 B I seg.).

3.2

Nel caso concreto, i superiori delle

attrici hanno loro prospettato che nel caso in cui avessero conseguito il

diploma di pulitrici di edifici sarebbero state assegnate alla 19a classe di stipendio.

L'informazione era erronea, poiché la funzione di capogruppo del personale ai

servizi generali dell'OSC è remunerata soltanto con la 17a classe di stipendio.

Resta da verificare se in base alle condizioni summenzionate l'autorità sia

tenuta a rispettarla.

Ora, è certo che i superiori delle attrici

sono intervenuti in una situazione concreta nei confronti di determinate

persone. È pure certo che le attrici non potevano immediatamente rendersi conto

dell'inesattezza delle informazioni ricevute e che la legge non si è nel frattempo

modificata.

Informando le attrici che il possesso del

diploma avrebbe comportato un aumento di due classi di stipendio, i superiori

delle attrici non hanno tuttavia agito nei limiti delle loro competenze. Né

potevano in buona fede ritenere di agire nei limiti delle loro competenze. Competente

ad assicurare l'assegnazione di una certa classe di stipendio è unicamente il

Consiglio di Stato. Al massimo si può riconoscere un'ulteriore competenza alla

SRU, suo organo operativo. Non può invece essere riconosciuta alcuna competenza

in materia agli altri organi dell'amministrazione cantonale. Una diversa

conclusione porterebbe in effetti a riconoscere a qualsiasi funzionario dirigente

il potere di vincolare il Governo nella determinazione della classe di stipendio

da assegnare ai dipendenti in procinto di essere assunti.

L'erronea informazione data non ha nemmeno

indotto le attrici a prendere disposizioni che non potrebbero modificare senza

subire un pregiudizio. Esse erano comunque tenute a frequentare il corso di

formazione per il conseguimento dell'AFC di pulitrici di edifici. Lo esigevano

a titolo di condizione le decisioni con cui sono state promosse alla funzione

di capogruppo del personale ai servizi generali. L'informazione erronea, data

loro soltanto dopo la promozione, non è dunque stata causale per le

disposizioni che hanno preso iscrivendosi al corso di perfezionamento professionale.

L'irreversibilità dell'attestato conseguito, d'altro canto, non procura loro

alcun pregiudizio.

Non essendo soddisfatte due delle cinque

condizioni poste dalla giurisprudenza per costringere l'autorità a dar seguito

alle aspettative suscitate da informazioni erronee, la pretesa delle attrici va

dunque respinta.

4.

4.1. Nessuno

può prevalersi del fatto che la legge sia stata altre volte violata per

chiedere che sia pure violata a suo vantaggio. Da una precedente violazione

della legge non può per principio essere dedotto un diritto allo stesso

trattamento non conforme alla legge (DTF 127 I 1 consid. 3a, 122 II 446 consid.

4a e rif.; Scolari, op. cit., n. 443). Il principio di legalità

dell'amministrazione prevale su quello della parità di trattamento.

Se tuttavia l'autorità rifiuta di

abbandonare una prassi non conforme alla legge, chiunque può pretendere di

essere messo al beneficio della stessa prassi, salvo il caso in cui siano lesi interesi

pubblici preponderanti o legittimi interessi di terzi ad un'applicazione

corretta della legge (Scolari, op. cit., n. 444).

4.2

Nel caso concreto, le attrici chiedono

in sostanza di essere messe al beneficio dello stesso trattamento che

l'autorità nel 2002 ha riservato a due capigruppo del personale ai servizi generali,

assegnando loro la funzione di operaio qualificato e lo stipendio della 19a

classe.

La petizione non può essere accolta nemmeno

dal profilo della parità di trattamento nell'illegalità. Anzitutto perché due

soli casi non costituiscono una prassi. In secondo luogo, perché, anche la

costituissero, l'esplicita dichiarazione dell'autorità di non voler perseverare

escluderebbe che siano date le premesse per riservare alle attrici lo stesso

trattamento.

5.

In esito

alle considerazioni che precedono, la petizione va dunque respinta.

La tassa di giustizia è posta a carico della

attrici secondo soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti gli art. 68 LOrd; 1 LStip; 1 RCDS; 3, 18, 28, 71

PAmm

dichiara

e pronuncia:

1. La

petizione è respinta.

2. La tassa di

giustizia di fr. 1'000.- è posta a carico delle attrici.

3. Intimazione

a:

terzi implicati

CV 1

rappr. da: RA 1

Per il Tribunale cantonale amministrativo

Il presidente Il

segretario

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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