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Decisione

60.2004.315

ricorso contro la promozione dell'accusa. amministrazione infedele.

26 ottobre 2004Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

a. Nell'ambito

del procedimento penale - aperto su segnalazione della __________ (__________),

__________ - a carico, tra l'altro, di __________ __________, __________ __________,

__________ __________ e __________ __________ per titolo di amministrazione

infedele, appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti e soppressione

di documenti in merito all'attività di __________, __________, ora in

liquidazione in seguito al fallimento pronunciato con decisione 19.8.2004 della

__________, il 23.8.2004 il procuratore pubblico - al termine

dell'interrogatorio - ha promosso l'accusa nei confronti di __________ RI 1 a'

sensi dell'art. 158 CP in relazione al suo ruolo quale azionista e già

presidente del Consiglio di amministrazione della citata società dal 1977 a

marzo 2004.

b. Con

tempestivo ricorso __________ __________ RI 1 chiede di annullare la suddetta decisione,

ritenuto che "durante l'anno 1999, in particolare, (…) si è soprattutto

occupato della fase che ha preceduto l'ottenimento della licenza poi concessa dalla

__________ alla __________ l'anno successivo", che "infatti,

per poter ottenere la licenza è stato necessario riorganizzare interamente

l'intera struttura della __________ (…)", che "durante il 1999

quindi, il Consiglio di amministrazione si è riunito ben sei volte, in

occasione delle quali si discuteva principalmente dell'avanzamento dei lavori

rispetto alla tabella di marcia imposta dalla __________ " (ricorso

2.9.2004, p. 3), che "(…) sulla scorta delle dichiarazioni contenute

nei verbali (delle sedute del Consiglio di amministrazione) e in base al

comportamento assunto in seno al CdA non è possibile muover(gli) alcun

rimprovero (…)" (ricorso 2.9.2004, p. 6), che "(…) la

posizione dell'ufficio di revisione rinforzava il convincimento del CdA e

quindi anche quello del proprio presidente, in merito al fatto che le persone

che in __________ si occupavano della gestione degli averi dei clienti avevano

agito nell'interesse di questi ultimi e nel rispetto dei disposti legali"

(ricorso 2.9.2004, p. 7) e che "non essendo riscontrabile alcuna negligenza

da parte (sua), a maggior ragione va esclusa l'intenzione di delinquere,

elemento costitutivo soggettivo che deve essere realizzato trattandosi del

reato di amministrazione infedele" (ricorso 2.9.2004, p. 9).

c. Delle

osservazioni del procuratore pubblico si dirà, se necessario, in diritto.

Considerandi

1.

L’art.

191.

CPP consente all’accusato di presentare ricorso alla Camera dei ricorsi

penali contro la promozione dell’accusa per opporre le eccezioni che sospendono

od escludono la persecuzione del reato, oppure che escludono il carattere di

reato nell’azione od omissione incriminata. Le censure sollevate contro la promozione

dell’accusa devono consistere in eccezioni di natura processuale che

impediscono l’esercizio dell’azione penale, quali ad esempio la competenza

territoriale o l’inesistenza di una valida querela, oppure in eccezioni di

diritto sostanziale che escludono il carattere di reato dell’azione

incriminata.

Condizione

irrinunciabile é in ogni caso che il fondamento fattuale dell’eccezione appaia

già di primo acchito certo e liquido, così da far ritenere inutile l’istruzione

formale; per contro, se la situazione di fatto alla base dell’eccezione é

controversa, il relativo giudizio sfugge alla cognizione di questa Camera e

dovrà essere sottoposto ad un esame più approfondito, mediante istruzione

formale.

2.

2.1

__________

RI 1 sostiene che la promozione dell'accusa a' sensi dell'art. 158 cifra 1 CP -

secondo cui è punito per amministrazione infedele chiunque, obbligato per

legge, mandato ufficiale o negozio giuridico ad amministrare il patrimonio

altrui o a sorvegliarne la gestione, mancando al proprio dovere, lo danneggia o

permette che ciò avvenga (BSK StGB II - M. A. NIGGLI, Basilea 2003, n. 9 ss. ad

art. 158 CP) - sarebbe, in assenza di indizi in merito all'aspetto soggettivo

del reato, ingiustificata.

2.2

Tale

eccezione è nondimeno irricevibile, il fondamento fattuale della censura non

essendo già di primo acchito certo e liquido, come presuppone la predetta

giurisprudenza: dagli atti risulta infatti che il Consiglio di amministrazione,

presieduto dal qui ricorrente, ha discusso - con riferimento anche al

procedimento penale promosso nei confronti di __________ __________ e __________

__________ - la vicenda inerente la rifusione (attuata sostanzialmente per non

pregiudicare la procedura di autorizzazione __________ ad operare quale commerciante

di valori mobiliari) dei clienti interessati dal "settlement"

28.6.1998

(secondo il quale il già azionista __________ __________ avrebbe

parzialmente rimborsato gli investimenti effettuati da __________) o

insoddisfatti dell'esito di alcune operazioni, rimborso che sarebbe avvenuto

con capitali apportati da nuovi clienti, ai quali la società avrebbe consegnato

partecipazioni al fondo __________ (divenuto __________), domiciliato nelle __________

(verbale di interrogatorio 19.8.2004 di __________ __________, p. 3 s.); in

particolare, il 13.10.1999 il Consiglio di amministrazione ha deciso di procedere

ad un esame della situazione del fondo (verbale della seduta 13.10.1999, doc.

6, allegato al ricorso 2.9.2004; verbali di interrogatorio 18.8.2004 di __________

__________, p. 2 s., 19.8.2004, p. 4 e 26.8.2004, p. 1 s. di __________ __________),

prendendo atto di seguito del rapporto stilato, tra l'altro, in merito a tale

problematica ed osservando al proposito che "(…) per ciò che concerne

l'investimento in __________ si rileva che gli investimenti della clientela

sono stati effettuati sul conto della __________ di __________ - di

proprietà di __________ __________ e __________ (verbali di interrogatorio

26.8.2004

di __________ __________, p. 4 e 31.8.2004 di __________ __________,

p. 2) - che gestisce tale fondo. In tale modo i fondi dei clienti sono usciti

dal patrimonio in gestione presso __________ per essere affidati alla gestione

della __________. nel fondo __________, appunto" (verbale della seduta

18.11

, p. 2, doc. 7, allegato al ricorso 2.9.2004). Ora, il ricorrente -

che conosceva la vicenda inerente il "settlement" (verbale di

interrogatorio 23.8.2004 di __________ RI 1, p. 4) - ha partecipato alle sedute

del Consiglio di amministrazione nel corso delle quali è stata trattata la

questione concernente il rimborso di vecchi clienti con capitali di nuovi

clienti, rispettivamente la mancanza di copertura delle quote di partecipazione

al fondo __________ consegnate ai clienti (verbale di interrogatorio 23.8.2004

di __________ RI 1, p. 5 ss.; cfr. anche verbali di interrogatorio 26.8.2004 di

__________ __________, p. 1 s. e 4, 27.8.2004 di __________ __________, p. 4 e

6) e ha predisposto una bozza di istanza da inviare alla __________ indicando __________

__________ e __________ __________ quali azionisti di __________ (verbale di interrogatorio

23.8.2004

di __________ RI 1, p. 2 s.), per cui - considerato inoltre che il

capitale della clientela con investimenti nei fondi __________ e __________ era

fuori bilancio (verbale di interrogatorio 17.8.2004 di __________ __________,

p. 3) e che il fondo __________ avrebbe avuto un valore patrimoniale in

sostanza inesistente (verbale di interrogatorio 27.8.2004 di __________ __________,

p. 4 s.) - si impone di procedere all'istruttoria per determinare se __________

RI 1 abbia violato i doveri di sorveglianza prescritti dalla sua carica quale

presidente del Consiglio di amministrazione, segnatamente con riferimento ai

doveri di salvaguardia degli interessi della società e di tutela del suo patrimonio

(BSK StGB II - M. A. NIGGLI, op. cit., n. 22, 49 e 108 ad art. 158 CP).

2.3

Con

la promozione dell'accusa il magistrato inquirente ha del resto unicamente

formalizzato l'accusa nei confronti di __________ __________ RI 1, ciò che non

costituisce ancora una decisione di condanna; scopo di questa decisione è infatti

unicamente quello di comunicare all'accusato la sua situazione, in particolare

di precisare quali siano le violazioni rimproverategli e consentirgli quindi di

esercitare i suoi diritti di difesa riconosciuti a questo stadio della

procedura. Non compete peraltro alla Camera dei ricorsi penali procedere ad un

giudizio anticipato, come pretende il ricorrente: tale decisione presuppone infatti

un apprezzamento delle prove, incombenza che spetta al procuratore pubblico

(che, nell'ambito dell'istruzione formale, procederà alla verifica della

sussistenza degli elementi costitutivi del reato e valuterà se le eccezioni

proposte sono fondate, decretando - se del caso - l'abbandono del

procedimento), rispettivamente al giudice di merito, ai quali questa Camera non

può sostituirsi.

3.

Il

ricorso è irricevibile; tassa di giustizia e spese sono poste a carico del ricorrente,

soccombente.

Per questi

motivi,

richiamati gli art. 191

CPP, 158 CP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

1.

Il

ricorso è irricevibile.

2.

La

tassa di giustizia di fr. 800.-- e le spese di fr. 50.--, per complessivi fr.

850.

--, sono poste a carico di __________ RI 1, __________.

3.

Intimazione:

terzi implicati

Per la Camera

dei ricorsi penali

Il

vicepresidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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