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Decisione

60.2004.404

istanza di proroga del carcere preventivo in vista del pubblico dibattimento da parte del presidente della Corte delle assise correzionali.

13 dicembre 2004Italiano6 min

Source ti.ch

Fatti

il principio generale del diritto penale svizzero che richiede, per quanto

possibile di processare in un'unica occasione l’accusato, milita a sostegno

della richiesta di protrazione.

2. Conseguentemente,

con la presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise

correzionali di Lugano chiede la proroga del termine della carcerazione

preventiva cui è astretto l'imputato fino al 15.2.2005, data della presumibile conclusione e rinvio a processo del correo,

e data entro la quale dovrebbero essere terminate anche le indagini riguardo

alle accuse contro __________ PI 1 oggetto dell’estensione.

3. L'art.

230 CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta

giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della

Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è

prolungato sino a sessanta giorni.

Entro

questo lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato é

prorogata ope legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora,

eccezionalmente, il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di

legge, di per sé d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata

dalla Camera dei ricorsi penali (CRP) su istanza motivata del presidente della

Corte d’assise (art. 103 cpv. 1 lett. b CPP).

Le

istanze di proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv.

2 CPP): per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto

d’accusa, il giudice del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive

che impediscono di aggiornare celermente il dibattimento in aula. Ulteriore

requisito é che la durata della proroga, cumulata alla detenzione preventiva

già sofferta, non conduca a superare la durata della pena detentiva che

verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga della carcerazione preventiva

implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto del principio di

proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce della durata della

proroga.

Queste

Considerandi

due prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti

di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di

recidiva o di collusione), visto che la carcerazione é già in atto al momento

dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché,

quando vi é contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di

regola ben prima dell’atto d’accusa ed é di conseguenza già stata risolta dal

GIAR o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una proroga, la CRP si limita dunque

ad esaminare la necessità di rinvio e la proporzionalità della sua durata. Per

contro, il sussistere di specifici motivi di detenzione viene tutt’al più esaminato

rispetto a quanto é eventualmente avvenuto dopo una decisione antecedente:

spesso si tratterà semplicemente del nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò

che ripone la questione nell’ambito della proporzionalità.

4.

Nel caso in esame, sono dati tutti i presupposti per l’accoglimento

dell'istanza, ritenuta la necessità, riconosciuta da tutte le parti

interessate, di rinviare __________ PI 1 a processo un’unica volta, anche per

gli eventuali fatti oggetto di un probabile atto d’accusa aggiuntivo, e contestualmente

al correo nel frattempo arrestato. Pacifici e non contestati sono le altre

condizioni per la protrazione della detenzione preventiva, in particolare in

relazione ai seri indizi di colpevolezza e ai preminenti motivi d’interesse

pubblico alla protrazione.

5.

In

presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato

vanno ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell'istruzione

e dell'arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. 1997.26802; cfr. anche M. RUSCA

/ E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano

1997, n. 13 ad art. 103 CPP).

6.

Il mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre

la presenza di preminenti motivi di interesse pubblico. Già si è detto della

necessità di processare in un'unica volta l’accusato, non solo per le accuse

già formalizzate nell’atto d’accusa del 10.11.2004, ma anche per quelle oggetto

dell’estensione d’accusa operata dal procuratore pubblico dopo l’arresto del

correo. Anche necessità di equo processo, riconosciute dal difensore e dall’accusato

medesimo, impongono di rinviare al giudizio nello stesso momento i due correi.

7.

La

carcerazione preventiva cui è astretto __________ PI 1 è pertanto giustificata

da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi giuridici, oltre che da

preminenti motivi d’interesse pubblico, in particolare in relazione ad un possibile

pericolo di fuga.

La

limitata durata della proroga del carcere preventivo é inoltre rispettosa del

principio di proporzionalità, ciò che l'imputato sembra condividere.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati i citati

articoli di legge,

pronuncia

1. L'istanza

è accolta.

§ Di conseguenza il

carcere preventivo cui è astretto __________ PI 1 è

prorogato fino al 15.2.2005.

2. Non

si prelevano tassa di giustizia e spese.

3. Intimazione:

terzi implicati

1. PI 1

1 patrocinato da: PA 1

2. PI 2

Per la Camera

dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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