60.2004.84
Istanza di indennità per ingiusto procedimento. esclusione del risarcimento
11 giugno 2007Italiano76 min
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Numero d'incarto:
60.2004.84
Data decisione, Autorità:
11.06.2007, CRP
Titolo:
Istanza di indennità per ingiusto procedimento. esclusione del risarcimento
DIRITTO ALL'INDENNITÀ
INDENNITÀ PER INGIUSTO PROCEDIMENTO
PROCEDURA
art. 317 CPP-TI
Incarto n.
60.2004.84
Lugano
11 giugno
2007/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d'appello
composta dai
giudici:
Mauro Mini, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano
Ranzanici
segretaria:
Alessandra Mondada, vicecancelliera
sedente per statuire sull’istanza 3/5.3.2004
presentata dall’
IS 1
patrocinato da: PA 1
tendente ad ottenere, in relazione
all’esito del procedimento penale sfociato nel giudizio 3.3.2003 della Corte
delle assise criminale emanata nei confronti suoi e dell’avv. __________, __________
(inc. TPC __________), un’indennità ai sensi degli art. 317 ss. CPP;
richiamate le osservazioni 11/15.3.2004 del
procuratore pubblico Giuseppe Muschietti, con le quali si rimette sostanzialmente
al giudizio di questa Camera;
richiamate le osservazioni 28/29.4.2004 di PI
3, mediante le quali chiede di respingere integralmente la richiesta avanzata;
richiamate le osservazioni presentate il
10/11.5.2004 dal patrocinatore del Canton Ticino, mediante le quali chiede di
respingere la richiesta avanzata, tranne che per l’importo di CHF 66'000.--;
richiamate le osservazioni di replica
14/15.6.2004 dell’istante, nonché gli scritti di duplica 16/17.6.2004 del
procuratore pubblico, 6/7.7.2004 del patrocinatore del Canton Ticino e 14/15.7.2004
di PI 3, mediante le quali le parti si riconfermano nelle proprie allegazioni;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
Fatti
a. I fatti
alla base della presente procedura risalgono agli anni __________. È necessario
ricapitolarli, onde contestualizzare il procedimento penale a carico dell'istante
e le conseguenti pretese fatte valere in questo contesto. Per operare la ricostruzione
questa Camera fa abbondante riferimento ai fatti accertati dalla Corte di
merito nel proprio giudizio del 3.3.2003 (inc. TPC __________).
b. I fatti
precedenti l’inizio dei procedimenti penali sono così riassunti dalla Corte
delle assise criminali:
1.
__________ (in seguito: __________), con
sede a __________, è una Anstalt secondo il diritto del __________ costituita
nel maggio del __________ da __________ e __________ con un capitale di fr.
30'000.-- (…) per fungere da società di partecipazione preposta al controllo di
numerose aziende, del valore complessivo di parecchi milioni di franchi, attive
nel settore chimico farmaceutico.
La principale partecipazione di __________
per quanto attiene all'oggetto del presente dibattimento, era quella del 90%
nella __________ (che per il rimanente 10% apparteneva a __________), società
anonima di diritto svizzero con sede a __________.
__________ era a sua volta una società di
partecipazione (…), ed era in particolare proprietaria del 100% delle azioni di
__________, società operativa nella produzione e nella commercializzazione di
prodotti farmaceutici nel proprio stabilimento di __________ in cui erano
occupate una cinquantina di persone (…). Anche __________ possedeva delle
partecipazioni, in specie la __________ __________ e quella __________, oltre
ad una quota della __________ di __________.
2.
Il __________ __________, __________ e __________
hanno sottoscritto un documento redatto in lingua inglese e denominato
"Agreement" (…) con il quale si pattuiva tra l'altro che __________
"is owned" al 50% ciascuno da __________ e __________ e che a __________
era conferita una procura ("Proxy") per gestire la __________
("to manage") secondo le istruzioni dei proprietari, e con ciò per
svolgere gli affari di __________ e delle compagnie appartenenti al gruppo al
meglio delle sue possibilità.
Il __________ __________, __________ e __________
hanno firmato un nuovo "Agreement" (…) in sostituzione del precedente.
La fondamentale novità risultante da questo
nuovo contratto era quella che __________, ferma restando la procura di
gestione in suo favore, risultava ora -nelle intenzioni delle parti- proprietario
di 33 e 1/3% delle "azioni" ("shares") di __________
A prescindere dalla questione formale per
cui un'Anstalt del __________ non ha un capitale suddiviso in azioni (questione
che in seguito si rivelerà gravida di conseguenze), era perfettamente chiaro
già solo ad una prima spassionata lettura del documento che la volontà delle
parti era quella di rendere __________ comproprietario di 1/3 del gruppo __________
in una situazione dal profilo economico del tutto parificata a quella degli
altri due proprietari, così come riconosciuto dagli stessi prevenuti al dibattimento.
3.
A partire dal __________ si trovano nella
documentazione in atti (…) i primi segnali dell'incombente conflitto tra __________
e __________. Secondo __________, __________ avrebbe condotto il gruppo in
maniera autoritaria, rifiutando di fornirgli le dovute informazioni
sull'andamento degli affari, e opponendosi in seguito al suo desiderio di
potere assumere -personalmente o per mezzo di persone di sua fiducia- maggiore
influenza negli organi esecutivi del gruppo dopo una rinegoziazione
dell'agreement del __________ alla quale __________ si sarebbe sottratto.
Di conseguenza, __________ avrebbe con il
tempo maturato il sospetto che __________ avesse abusato della sua posizione
all'interno del gruppo per trarre profitto personale.
__________, per sua parte, respingeva gli
addebiti, rilevando da un lato di essere sempre stato disponibile a rendere
conto del suo operato, sia a __________ personalmente, che però secondo __________
non sarebbe stato interessato alle cifre e ai concreti problemi di conduzione
del gruppo, che al suo uomo di fiducia (a quell'epoca) __________.
La Corte non ha ritenuto di rilievo
l'approfondimento delle origini del dissidio e l'attribuzione di responsabilità
all'uno o all'altro, ma essa ha nondimeno rilevato un evidente problema di
mancanza di comunicazione tra i due soci nel periodo __________, poi degenerato
in un assurdo litigio a tutto campo, combattuto in particolare nei tribunali
del Ticino, del Canton __________ e del __________ grazie all'ausilio dei
servigi di un gran numero di avvocati e periti giuridici, ognuno specialista
nel proprio specifico settore, e durato anche dopo la morte di __________,
avvenuta nel marzo del __________.
4.
Nel contesto di questa vera e propria
guerra, gli imputati a partire dal __________ hanno agito come luogotenenti di __________
coordinando l'azione dei vari mandatari sui fronti del conflitto, entrando per
suo conto nei consigli di amministrazione ai quali sono riusciti ad avere
accesso, ed applicando poi diligentemente la strategia, iniziata con la
richiesta di moratoria concordataria per __________, volta al trasferimento di
valori attivi dalle società del gruppo __________ (in particolare __________)
verso una società estranea al gruppo di nuova costituzione, la __________ (o
"__________", come è stata chiamata al dibattimento), società
dapprima posseduta da __________, ed in seguito dai prevenuti personalmente.
(…)
7.
Nel maggio del __________ __________, il
socio di __________ e __________, è uscito di scena dopo avere ceduto la
propria partecipazione alla __________ agli altri due soci, e di conseguenza da
quel momento la __________ appartiene in parti uguali a __________ e __________,
così come esplicitamente riconosciuto dallo stesso __________ a pagina 19 della
prima denuncia sporta nei confronti di __________ il __________ (…).
8.
Nel novembre o nel dicembre del __________ __________
è riuscito ad acquistare da __________ la sua quota di 10% del pacchetto
azionario di __________, venduta secondo __________ in dispregio di un accordo
di prelazione esistente in favore dell'azionista __________. Questa vendita,
ancorché riguardante una partecipazione minoritaria, ha avuto grande significato,
poiché ha modificato l'equilibrio tra __________ e __________ nei rapporti di
proprietà in __________ in favore di __________
Una volta "neutralizzata" la
partecipazione maggioritaria del 90% di __________ in __________, prima per
effetto dell'impossibilità di accordarsi sull'esercizio del diritto di voto di
quelle azioni, ed in seguito per decisione dell'inquirente ticinese che ha
sequestrato i titoli e inibito il diritto di voto, __________ all'atto pratico
ha in effetti potuto controllare per anni __________, e perciò di riflesso
anche la controllata __________, proprio con quel solo 10% di azioni acquistato
da __________.
9.
Il __________ si sono aperte le ostilità,
allorché ha avuto luogo a __________ l'assemblea generale degli azionisti di __________
(…). In quella circostanza è stato sollevato posto il problema relativo
all'esercizio del diritto di voto da parte delle 2250 azioni, suddivise in due
certificati azionari da 1125 azioni, costituenti il 90% del capitale
appartenente a __________.
(…)
Quale che fosse la soluzione giuridicamente
corretta, alla fine in quell'occasione hanno votato solo le 250 azioni, pari al
10% del capitale, che __________ aveva da poco acquistato da __________, e
perciò si è giunti al risultato di eleggere un nuovo consiglio
d'amministrazione composto dall'avv. __________ (presidente), dall'avv. __________,
da __________ e da __________, che è stato mantenuto nell'esecutivo di __________
nella speranza, come raccontato al dibattimento dagli imputati, che fosse
possibile instaurare con lui una fattiva collaborazione per la gestione della
società. In realtà vi possono essere dubbi sull'esistenza di questo intento se
è vero, come hanno ammesso gli imputati, che da quel momento e fino all'arresto
di __________ (__________) vi fu solamente una riunione del consiglio di amministrazione.
(…)
11.
L'entrata degli accusati nel consiglio di
amministrazione di __________ non ha evidentemente contribuito a placare gli
animi. Già il __________ l'avv. __________ ha chiesto ed ottenuto, per conto di
__________ il sequestro ex art. 271 LEF delle 2250 azioni di __________ di
proprietà di __________ in base ad un asserito credito del mandante nei
confronti di questa società (…).
Il __________ l'avv. __________ ha chiesto
a __________, già organo di revisione, la consegna delle azioni di __________ (…),
il __________ l'avv. __________ di __________, anch'egli membro della squadra
di legali di __________, ha intimato all'amministratore di __________ una sorta
di ultimatum volto all'ottenimento dell'immediata ridefinizione della situazione
in __________ (…) e il __________ __________ ha presentato una domanda
supercautelare per ottenere la consegna dai presunti possessori di tutte le
azioni (proprie e delle società partecipate) appartenenti a __________ medesima
(...).
c. La
data del __________ è quella dell’inizio nel nostro Cantone delle velleità sul piano
penale nei confronti di PI 3.
12.
Si è arrivati così al __________, giorno in
cui una prima denuncia penale firmata da __________ nei confronti di __________
per i titoli di appropriazione indebita, amministrazione infedele, falsità in
documenti, conseguimento fraudolento di falsa attestazione e sottrazione di
documenti è stata consegnata brevi manu alla Procura Pubblica Sottocenerina (…).
Da quanto affermato al dibattimento dagli
accusati, manifestamente desiderosi di minimizzare il proprio ruolo, il documento
dovrebbe essere stato materialmente redatto dall'avv. __________, che l'avrebbe
trasmesso agli accusati nella versione in tedesco, i quali lo avrebbero
esaminato. Indi, l'avv. __________ si sarebbe recato a __________ per farlo
firmare a __________ nella versione in italiano, dopo di che l'avrebbe
ritornato all'avv. __________, che l'avrebbe inoltrato all'allora Procura
Pubblica (…).
Secondo quanto narrato nella denuncia, il
denunciante __________ e __________, avevano costituito nel__________ a __________
la __________ (in seguito: __________), società di partecipazione preposta al
controllo di numerose aziende, del valore complessivo di parecchi milioni di
franchi, attive nel settore chimico-farmaceutico. Con il passare del tempo,
essi avevano attribuito ad __________ la gestione di __________ e delle sue
attività sulla base di accordi scritti stipulati nel __________ e nel __________,
ma questi avrebbe tradito la fiducia riposta in lui con una gestione
"dittatoriale", comportandosi da proprietario, collocando con il
tempo se stesso e persone di sua fiducia sia alla testa di __________ che delle
principali società di cui essa deteneva quote di partecipazione, e agendo senza
più tenere conto dei diritti e della volontà dei proprietari economici. Questi
sarebbero stati preclusi dalla facoltà di far parte (o di farvi partecipare
persone di loro scelta) dei consigli di amministrazione delle società
consociate, e addirittura sarebbe stata negata loro la visione dei conti dal
1980 in poi, così come la presenza alle assemblee ordinarie, alle quali non
erano più stati convocati. Nel __________ vi sarebbero state mutazioni nella
ripartizione delle quote di proprietà di __________ (in pratica sarebbe uscito __________),
per effetto delle quali in questa società vi sarebbe stata partecipazione al
50% ciascuno per __________ e __________, __________ sarebbe stata di __________
per il 90% e di __________ per il 10% e __________ sarebbe stata al 100% di __________.
Nonostante queste modifiche, per effetto delle quali __________ avrebbe assunto
una posizione maggioritaria in __________, e di riflesso in tutte le società da
essa controllate, __________ avrebbe mantenuto il proprio atteggiamento,
rifiutando di mostrare i documenti contabili. Egli avrebbe inoltre disposto
abusivamente del certificato di cessione di __________, emesso in bianco nel __________
e del quale non poteva disporre in qualità di semplice procuratore,
sostituendolo nel __________ con un secondo certificato in bianco. Vi sarebbe
perciò il pericolo che egli compili in proprio favore il documento. Sarebbero
inoltre introvabili le azioni della __________ e della __________, appartenenti
a __________. Un altro possibile illecito riguarderebbe la sparizione dalla
contabilità di __________ del prestito di fr. 1'000'000.-- a lei concesso dal
denunciante nel __________, nonostante che l'importo non fosse mai stato
restituito. __________ avrebbe poi fornito al registro di commercio delle false
indicazioni al riguardo del suo domicilio.
13.
Il __________ gli accusati sono stati
iscritti a giornale quali nuovi amministratori di __________ (…), in base ad
un'assemblea generale degli azionisti che -secondo i denuncianti- avrebbe avuto
luogo in forma totalitaria il __________ in circostanze non chiare, ovvero
nell'ufficio dell'avv. __________, alla presenza dei soli denunciati e in
assenza delle azioni di __________ (…).
Sempre il __________ ha avuto luogo
l'assemblea della __________ a __________. Non è certo che la denuncia sia
stata sporta due giorni prima di questo appuntamento per impedire a __________
di parteciparvi e/o di presentare la Zessionserklärung dell'Anstalt. Vero è
però che proprio lo stesso __________ hanno avuto luogo le perquisizioni presso
la __________ a __________, all'__________ e al domicilio di __________, che
l'accusato è stato sentito per la prima volta il __________ dal segretario
della Sostituto Procuratore Pubblico avv. __________, e che l'unico oggetto di
quel breve interrogatorio non sono state le accuse mosse nei suoi confronti con
la denuncia, ma solamente la Zessionserklärung di __________ (…).
14.
Il __________ l'avv. __________ ha formulato
alla Procura Pubblica Sottocenerina "istanza per estensione del
procedimento penale e per misure provvisionali urgenti" (…). Pur
ammettendo che "…non è pertanto ancora possibile formulare delle precise
accuse a __________ con la dovuta certezza" (pag. 2), vi sarebbe
"sospetto di malversazioni effettuate da__________ a proprio indebito
profitto" (pag. 2) nella gestione di __________ o __________, motivo per
cui l'avv. __________ chiedeva l'adozione di tutta una serie di provvedimenti
urgenti, quali l'audizione del denunciato e di vari testi, perquisizioni e
sequestri di documenti, il blocco delle relazioni bancarie del denunciato,
l'analisi della documentazione sequestrata e la successiva restituzione alle
ditte proprietarie. Nell'istanza (…), seppur senza indicare lo strumento con
cui perseguire questo scopo, l'avv. __________ chiedeva la "riduzione del
pericolo di collusione", lamentando che "il denunciato __________ è
tuttora nella possibilità di occultare documenti e di concertare versioni di
comodo con i suoi fiduciari, di persona o tramite la moglie, che lo assisteva
di persona nella gestione delle società del gruppo". All'istanza veniva
allegata della documentazione che avrebbe dovuto attestare di numerose
operazioni ritenute sospette (…).
15.
L'esortazione alla "riduzione del
pericolo di collusione" non è rimasta inascoltata: il __________ il
Sostituto Procuratore Pubblico avv. __________ ha ordinato l'arresto di __________.
Sentito più volte, egli ha sistematicamente negato ogni addebito di reato
penale, sostenendo di avere sempre agito nell'interesse del gruppo di società
facente capo a __________ e di essere vittima di manovre orchestrate da __________
per estrometterlo dal controllo di queste società. Il __________ egli ha
instato per la libertà provvisoria (…), che gli è stata negata il __________
dal Sostituto Giudice Istruttore avv. __________ (…). La decisione è stata
impugnata avanti alla CRP il __________ (…), che ha respinto il ricorso in data
__________ (…) "per l'art. 33 CPP l'arresto per prevenzione di reato presuppone
l'esistenza di gravi indizi di colpabilità: presupposto che è dato nella
fattispecie, malgrado l'ostinazione del reclamante a pretendere che si tratta
di vertenza meramente civile: i seri indizi si basano sulle risultanze in
atti". Vana è però la ricerca nella sentenza dell'enunciazione di anche
uno solo degli indizi di colpevolezza asseritamente risultante dagli atti,
oltretutto non accessibili alla difesa.
La carcerazione preventiva si è protratta
per 5 mesi e mezzo, sino al __________, data in cui __________ è stato liberato
contro pagamento di una cauzione di fr. 80'000.-- (…), che sarà liberata solo a
seguito della decisione 6 giugno 1990 della CRP (…).
16.
Il __________, a 12 giorni dall'arresto di __________,
__________, in questo rappresentata dall'avv. __________, ha presentato istanza
alla Pretura del distretto di __________ per la concessione di una moratoria
concordataria di 4 mesi (…). Secondo quanto narrato nell'istanza, "…la
società, pur avendo lavorato per anni con notevole successo, è venuta a
trovarsi improvvisamente in una situazione di marcata carenza di liquidità,
segnatamente a seguito di strane operazioni condotte dall'allora direttore e
amministratore __________ che dovette appunto essere destituito e contro il
quale è stata presentata anche denuncia penale" (punto 2, pag. 2), "…
la __________ arrischia così di doversi dichiarare insolvente per illiquidità
benché potrebbe senz'altro disporre dei mezzi per il pagamento se avesse un
lasso di tempo sufficiente per l'incasso e per chiarire tutte le strane disposizioni
del destituito __________ " (punto 6, pag. 5).
Inoltre, l'istanza esponeva con chiarezza
anche il progetto per il futuro: "… dato che occorre salvaguardare un
notevole know-how, un'importante clientela e soprattutto 50 posti di lavoro, si
intende costituire con capitale nuovo, una società di ripresa che assumerebbe
le maestranze, prenderebbe in affitto i locali e alla quale dovrebbe essere concessa
una licenza per i prodotti e per la clientela." (punto 7, pag. 5).
17.
La Corte, atti e cifre alla mano, ha
lungamente tentato di farsi spiegare dagli imputati cos'altro potesse avere
"improvvisamente" creato una "marcata carenza di liquidità"
se non il fatto che __________, repentinamente estromesso dal consiglio di
amministrazione, aveva ritirato le garanzie personali per complessivi fr.
1'500'000.-- da lui prestate in favore delle linee di credito bancario concesse
alla __________, che di fatto erano la liquidità dell'azienda. Nessuna risposta
convincente è stata fornita, avendo gli imputati invocato l'ingente debito nei
confronti dell'autorità fiscale, che però all'epoca non era né ingente (ca fr.
600'000.-- in tutto), né soprattutto imminente, essendo stato negoziato da __________
il suo pagamento rateale, mentre che le pendenze fiscali milionarie, alle quali
probabilmente gli imputati si riferivano, emergeranno solo in seguito, ossia allorché
a seguito delle denunce da loro presentate nei confronti di __________ e degli
accertamenti peritali che ne sono seguiti, l'Amministrazione Cantonale delle
Contribuzioni accerterà che __________ effettivamente sottraeva alle attenzioni
del fisco parte degli utili della __________ per mezzo di transazioni che impoverivano
questa società in favore di altre società del gruppo, e non invece in favore di
__________ personalmente, così come sostenuto nelle denunce.
Privo di riscontro è rimasto il rilievo del
Presidente che, in assenza di altri reali problemi di liquidità, il problema
causato dalla richiesta di rientro dei crediti da parte della banca di
riferimento di __________ (la __________) poteva verosimilmente essere risolto
prestando garanzie personali analoghe a quelle che aveva in precedenza fornito __________,
con attitudine invero singolare per un amministratore asseritamente disonesto.
In ogni caso, anche dopo interi giorni di
dibattimento alla Corte non sono risultati chiari i motivi -tolta la predetta
contingente mancanza di liquidità conseguente al ritiro delle proprie garanzie
da parte di __________ - per i quali vi sarebbe stata la necessità di chiedere
la moratoria.
18.
La "società di ripresa"
preannunciata nell'istanza è stata costituita già il __________ con la ragione
sociale di __________. Il capitale sociale di fr. 500'000.-- è stato messo a disposizione
da una società di __________ che pertanto, a dispetto della sottoscrizione a
titolo fiduciario di 498 delle 500 azioni da parte dell'avv. __________, era il
proprietario economico della società, mentre che gli accusati sono entrambi
stati chiamati a fare parte del consiglio di amministrazione (…). In un secondo
tempo, e meglio dal __________, la società ha cambiato la ragione sociale,
assumendo la denominazione di __________ (…).
19.
Concessa la moratoria, il Pretore ha
affidato il mandato di fungere da commissario del concordato al __________, al
quale si è innanzitutto posto il problema di valutare i passivi e soprattutto
gli attivi della __________.
Fatto ciò, il __________ il commissario ha
inviato un rapporto ai creditori (allegandovi per gli aventi diritto un
tagliando per l'adesione) nel quale indicava attivi per fr. 5'269'322.-- e
passivi per fr. __________ (…). Su questa base vi sarebbe stato un grado di copertura
teorico del 42% per la quinta classe, motivo per cui deve essere parsa allettante
ai creditori la proposta ivi formulata di un dividendo del 70%.
Ed infatti, la proposta del commissario ha
raccolto 56 adesioni in rappresentanza di crediti per complessivi fr. 5'101'796.--
(…), 24 delle quali rilasciate da una __________ di __________, persona
giuridica messa a disposizione dall'avv. __________ che non era in origine
creditrice della __________, ma che lo era diventata acquistando a prezzo pieno
i crediti di altrettanti piccoli creditori di __________ con denaro proveniente
da __________
Il __________ il commissario ha proposto al
Pretore l'accettazione del concordato e il __________ ha avuto luogo in Pretura
l'udienza per l'omologazione del concordato.
Il __________ il commissario ha nuovamente
scritto al Pretore, segnalandogli che gli attivi erano ora di fr. 8'078.000.--
(in luogo dei precedenti fr. __________ con un aumento perciò di quasi 3
milioni di franchi), importo salito a fr. 8'106'434.96 in un successivo scritto
__________ del commissario al Pretore, con riserva dell'incasso di un ulteriore
credito di __________ di £ 484'895.77.
Nonostante che queste comunicazioni del
commissario avessero mutato sostanzialmente la situazione rispetto a quella
oggetto del consenso dei creditori, il Pretore con sentenza __________ ha
omologato il concordato.
Adita da __________, la Camera di
Esecuzione e Fallimenti del Tribunale d'appello il __________ ha annullato la
sentenza, rilevando la palese violazione del diritto di essere sentiti dei
creditori, il cui consenso ad un dividendo del 70% era viziato dalla mancata
informazione sull'aumento degli attivi disponibili, ed inoltre avanzando
espressamente il sospetto della violazione degli art. 168 o 170 CP, ossia
dell'esistenza dei reati di compera di voto e conseguimento fraudolento di un
concordato giudiziale, con riferimento all'acquisto di crediti operato dalla __________.
__________ ha interposto ricorso di diritto
pubblico contro la decisione della CEF, ma dopo la reiezione del gravame essa
in data __________ ha ritirato la propria domanda di concordato, rinunciando
così alla ripetizione della procedura di approvazione della proposta di concordato.
20.
La Corte, per più motivi, ha maturato il
convincimento che si sia trattato di un concordato truffaldino. In primo luogo
esso è stato richiesto senza che ve ne fosse un'apparente necessità, fatto
salvo il contingente problema di liquidità, causato comunque dal repentino
allontanamento dello __________ e non da problemi nell'andamento della società.
Oltre a ciò, il computo degli attivi pare essere stato caratterizzato dalla
loro sottovalutazione, basti dire che la partecipazione di __________ alla __________
__________, che anni dopo frutterà oltre 2 miliardi di lire al momento della
sua realizzazione, è stata computata per fr. 1.-- ai fini del calcolo del dividendo.
Ciò nonostante, ne è derivata una proposta di dividendo insolitamente alta del
70% per i creditori chirografari, quando la quota usuale è all'incirca del 10%.
Logico pensare, a questo punto, che se una società è in grado di pagare il 70%
dei debiti nonostante la sottovalutazione degli attivi, essa è in realtà probabilmente
capace di pagare anche il 100%, per il che è ovvio che essa non necessita di
alcuna procedura concordataria. E ancora, non può non destare sospetti
l'avvenuta compera di voti dai piccoli creditori, integralmente tacitati,
all'evidente scopo di influire sull'accoglimento del concordato. Infine, a
concordato fallito (o meglio, ritirato), fosse stata vera la situazione di
profondo dissesto addotta dai prevenuti al dibattimento, ci si sarebbe dovuti
aspettare, secondo logica, il rapido fallimento di __________, che invece non
si è realizzato, e questo benché essa, per effetto dei contratti di cui si dirà
tra poco, fosse oltretutto stata privata della maggior parte delle proprie
risorse.
21.
Lo scopo di questa manovra non era certo
quello di ottenere la remissione del 30% delle proprie pendenze per effetto del
concordato. La vera finalità perseguita con il concordato era stata esplicitata
già con l'istanza del __________ si voleva costituire una "società di
ripresa", economicamente appartenente al solo __________ (ad esclusione
cioè della quota del 50% di __________), e trasferirle, con il pretesto del
concordato, le redditizie attività di __________.
Questo obiettivo è stato raggiunto con la
firma dei 3 contratti del __________ tra __________ e la __________. I
contratti sono contestuali al cambiamento di ragione sociale della società di ripresa
da __________ in __________, nonché all'invio ai creditori da parte del commissario
della proposta di adesione al concordato. __________ era uscito di prigione da
una decina di giorni.
Di questi contratti (…), tutti stipulati
per la durata di 5 anni, uno verteva sulla locazione degli stabili di __________
in cui si svolgeva l'attività produttiva di __________, concessi in uso a __________
per un canone annuo di fr. 193'800.-- (allegato 10), importo che per ammissione
dell'avv. __________ nemmeno era sufficiente a coprire gli oneri ipotecari,
così che per farvi fronte __________ SA doveva attingere dal provento del
contratto di cessione delle licenze. Il secondo contratto (allegato 11) verteva
sulla locazione in favore della società di ripresa di tutti i macchinari,
mentre che il contratto più importante (allegato 9) concedeva alla beneficiaria
__________ la facoltà di utilizzare a proprio profitto tutto il Know-how di __________,
ivi compreso il diritto di sfruttare le licenze e le registrazioni dei prodotti
farmaceutici, in cambio di una "Lizenzgebühr" pari al 13% del profitto
netto ricavato dalla vendita dei prodotti.
Le implicazioni economiche di quest'ultimo
contratto sono di meridiana evidenza: a costo zero, ovvero senza dovere pagare
alcuna somma di denaro ma solo facendo fronte alle spese correnti (e nemmeno
per intero, almeno per i costi degli immobili), __________ entrava in possesso
dell'intera attività di __________ e dell'87% degli utili da essa generati.
Per salvare almeno l'apparenza, gli
accusati hanno firmato i contratti solo in rappresentanza di __________, anche
se al dibattimento hanno dovuto ammettere che avrebbero potuto farlo -nella
loro qualità di consiglieri di amministrazione- anche per __________,
incombenza che hanno invece lasciato a __________ e __________. Ciò nonostante,
la collusione è evidente, così come manifesto in questa stipula appare il
conflitto tra gli interessi di __________, appartenente a __________ e __________,
e quelli di __________, appartenente al solo __________.
Non a caso, questi contratti il __________
saranno dichiarati nulli dal Kantonsgericht di __________ per violazione
dell'art. 20 CO (…), il che risolve in maniera definitiva la discussione circa
l'asserita (dagli imputati) equità di quelle pattuizioni.
22.
Per difendersi dal rimprovero di avere
voluto trasferire gli attivi del gruppo __________ ad una società esterna, gli
accusati hanno invocato l'esistenza di vari successivi contratti (…) con i quali
già a partire dal __________ si costituiva in favore di __________, ovvero una
società appartenente al gruppo, un diritto di compera sulle azioni della __________,
che se esercitato avrebbe comportato il rientro nel gruppo delle attività fatte
uscire con i predetti contratti __________.
A mente della Corte, il cui Presidente li
ha definiti dei "paracadute" per gli accusati, questi contratti
costituivano una mera simulazione di volontà, formalizzata in contratti al solo
scopo di potere giustificare il trasferimento di diritti (e di conseguenza di
denaro) in favore di un'entità estranea al gruppo.
Appare infatti più che sospetto che l'avv. __________,
firmatario per __________, __________ -detentrice a titolo fiduciario per conto
di __________ del pacchetto azionario di __________ - abbia ritenuto necessario
il __________ di doversi recare da un notaio a __________ per fare autenticare
la propria firma sul contratto di concessione del diritto di compera sulle
azioni concluso a beneficio di __________ (…), ovvero di una società della
quale era amministratore. Tolta perciò l'eventualità che l'avv. __________ avesse
motivo di dubitare dell'autenticità della sua stessa firma, l'unica plausibile
ragione della richiesta di intervento del notaio deve essere stata quella di
farsi attestare la stipula del contratto in una data non sospetta, il che è
però comportamento di per sé sospetto.
Nessuna novità di rilievo è data dalle
successive versioni del contratto, tutte con valenza, secondo la Corte,
prettamente formale, prova ne da una parte il fatto che __________ -unica persona
avente interesse a fare entrare __________ nel gruppo __________ e pertanto unica
persona nel cui (teorico) interesse i documenti erano stati allestiti- non era
stato messo al corrente dell'esistenza del diritto di compera formalmente
concesso a __________, e d'altra parte il fatto che alla fine non fu __________
ad esercitare il diritto di compera (…), ma bensì gli accusati, che divennero
perciò nell'aprile del __________ i proprietari di __________
23.
La strategia messa in opera dagli accusati
non prevedeva solo il trasferimento di diritti ed averi di __________ a __________,
ma anche la monetizzazione degli attivi del gruppo per effetto di vendite a
terzi.
Già nel __________ si è proceduto alla
vendita al prezzo di fr..-- della partecipazione detenuta da __________ nella
società __________ __________. L'episodio viene menzionato per il motivo che
esso è oggetto di ipotesi accusatoria, a carico del solo avv. __________,
accusato di appropriazione indebita aggravata nei termini di cui al punto 7
dell'atto d'accusa.
L'avv. __________ ha ammesso di avere
ricevuto il provento della vendita su di un suo conto privato presso il __________,
e questo dietro espressa istruzione di __________. Il denaro sarebbe poi stato
impiegato in un secondo tempo nell'interesse del gruppo, più precisamente per pagare
delle pendenze di vario genere.
24.
Oltre a ciò, proseguiva con grande vigore
la guerra nei confronti di __________, per nulla esaurita dopo le prime due
denunce, la seconda delle quali -come detto- gli aveva spalancato la porta del
carcere.
Il __________ l'avv. __________ ha
presentato alla Procura Pubblica Sottocenerina un ulteriore memoriale
concernente "operazioni eseguite su ordine di __________ che
apparentemente appaiono prive di causa" (…), segnatamente dei prelievi per
contanti a debito del conto __________ presso __________ per complessivi fr.
1'350'000.-- e giustificati come parziale restituzione di mutui avuti da __________,
l'emissione di 3 fatture fittizie per complessivi fr. 787'923.55 da parte di __________
di __________ a carico di __________ per merce mai fornita, un altro prelievo
di fr. 100'000.--, la cessione di dossier completi di brevetti, licenze e
autorizzazioni di vendita di propri prodotti da __________ a __________ nel __________
e la vendita nel 1985 della __________.
A queste prime segnalazioni, per la quali
la Procura Pubblica Sottocenerina ha aperto l'incarto __________, sono seguite
numerose altre denunce.
Il __________ __________ ha denunciato per
amministrazione infedele e ricettazione l'avv. __________, già membro del
consiglio di amministrazione di __________ (…), oppure almeno
"amministratore de facto" della stessa (…). Nell'intestazione della
denuncia __________ figura come patrocinata dall'avv. __________, ma la firma a
pag. 16 è quella di __________ (…).
Il medesimo __________, sempre con
l'asserito patrocinio dell'avv. __________, che ha redatto il documento (…), ma
a firma dell'avv. __________, __________ ha denunciato __________ e la di lui
moglie __________ per i titoli di furto, sottrazione di documenti, sottrazione
di cose requisite o sequestrate, violazione di domicilio, appropriazione indebita
o in subordine amministrazione infedele e falsità in documenti (…).
Per quanto riguarda __________, secondo
quanto narrato, egli dopo le perquisizioni effettuate il __________ si sarebbe
recato negli uffici di __________ e avrebbe sottratto varia documentazione, poi
trasferita a __________ per impedirne l'acquisizione agli incarti giudiziari.
L'__________ la Procura Pubblica Sottocenerina
ha aperto nei confronti di __________ e dei responsabili di __________ l'incarto
n. __________ per il reato di frode fiscale, dando seguito alla segnalazione __________
dell'Amministrazione cantonale delle contribuzioni (…).
Un'ulteriore denuncia penale (con richiesta
di misure provvisionali urgenti) nei confronti di __________, come pure dell'avv.
__________ e dell'avv. __________ è stata presentata il __________ da __________
e __________ per i titoli di disobbedienza a decisioni dell'autorità ed eventualmente
falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (…).
Anche in questa circostanza le denuncianti vengono indicate a pag. 1 come
rappresentate dall'avv. __________ e annesse alla denuncia vi sono le
corrispondenti procure in suo favore, ma le firme a pag. 6 della denuncia, così
come quelle sulle procure, sono le firme degli accusati.
Il reato di disobbedienza sarebbe stato
compiuto utilizzando per esercitare il diritto di voto all'assemblea generale
del __________ della __________ 2250 azioni nominali di quella società, che non
avrebbero dovuto essere utilizzate essendo colpite da sequestro penale ed essendone
stato inibito il diritto di voto con decisione __________ del Giudice
Istruttore di __________, decisioni che, seppure non cresciute in giudicato,
sarebbero state esecutive, così che avervi disobbedito comporterebbe, anche in
assenza di esplicita comminatoria, la commissione del reato di cui all'art. 292
CP.
Il medesimo __________ avrebbe avuto luogo
anche un'assemblea generale di __________, ed anche in questo caso i denunciati
si sarebbero avvalsi delle azioni della società nonostante due decreti di
sequestro della Procura Pubblica, che, secondo i denuncianti, sarebbero evidentemente
comprensivi anche dell'obbligo di non disporre dei diritti incorporati nei titoli.
In questa situazione, ne conseguirebbe
anche il reato di falsità in documenti al riguardo dei verbali delle assemblee,
attestanti falsamente della presenza delle azioni e/o del diritto di rappresentarle,
mentre che l'uso dei verbali per ottenere delle iscrizioni presso l'ufficio del
registro di commercio di __________ costituirebbe conseguimento fraudolento di
una falsa attestazione.
Il __________ __________ e __________ hanno
denunciato __________ alla Procura Pubblica Sottocenerina per amministrazione infedele,
appropriazione indebita, falsità in documenti e sottrazione di documenti (…),
sempre nelle predette modalità, ossia con l'asserito patrocinio dell'avv. __________
(denuncia, pag. 1) ma a firma degli accusati (denuncia, pag. 7).
Secondo la denuncia, nella contabilità di __________
figurerebbero addebiti per prestazioni effettuate in suo favore da __________
agente per __________, destinataria di a tal titolo di £ 39'500.-- al __________
e di £ 50'000.-- al __________, importi che però non figurerebbero nella contabilità
di __________. Ne seguirebbe che l'una o l'altra azienda ha commesso falsità in
documenti nella propria contabilità, ed in entrambi i casi la responsabilità
sarebbe del denunciato.
Anche nei rapporti tra __________ e __________
si sarebbero verificati episodi del genere al riguardo della (mancata)
contabilizzazione nel __________ (£ 202'155.--) e __________ (£ 91'760.--) di
fatture per asseriti "research costs", in realtà per la vendita dei
dossier completi relativi a prodotti farmaceutici (…). Oltre alla falsità in
documenti, sarebbero ipotizzabili i reati di amministrazione infedele e di
appropriazione indebita, così come quello di sottrazione di documenti.
Amministrazione infedele (e/o
appropriazione indebita) da parte del denunciato andrebbe infine ravvisata anche
nella rinuncia di __________ in favore di __________, avvenuta nel __________,
all'incasso del prezzo di dossiers di prodotti svizzeri per £ 372'000.--,
fattispecie peraltro già denunciata in data __________ (cfr. consid. 3).
Nuova denuncia contro __________ da parte
di __________, asseritamente rappresentata dall'avv. __________ ma a firma
degli accusati, in data __________ per il titolo di conseguimento fraudolento
di una falsa attestazione, commesso contestualmente all'acquisto di un fondo
nel __________ da parte di __________, rappresentata in quell'occasione dallo __________
(…). In aggiunta al pagamento del prezzo di fr. 530'000.--, risulterebbe
infatti l'emissione di un assegno di fr. 120'000.-- da parte di __________ in
favore della venditrice. La concomitanza cronologica, nonché l'identità delle
parti dimostrerebbero che la somma costituiva parte integrante del prezzo di
vendita.
Il __________ __________, __________ e __________,
tutte rappresentate dall'avv. __________, che ha pure sottoscritto l'allegato,
hanno inoltrato un"istanza" al Giudice Istruttore Sostituto avente
apparentemente per oggetto le azioni della __________, che erano state sequestrate
il __________ dalla Procura Pubblica (…), ma in cui in realtà si chiedeva
anche, seppure in via subordinata, "viene avviato un procedimento penale
per la sottrazione delle azioni menzionate nel verbale __________ della __________
giusta gli artt. 142 e 150 CPP" (pag. 11). Il Giudice Istruttore Sostituto
ha trasmesso la richiesta al Sostituto Procuratore Pubblico, che tuttavia il __________
rispondeva che "da un attento esame degli atti non ritengo sia possibile
la richiesta estensione, in quanto non emergono sufficienti elementi di indizio
a carico di __________ " (cubo 3, classificatore "atti istruttori
VIII", AI 504).
Infine, il __________ gli imputati e __________
hanno inoltrato al __________ di __________ una denuncia penale contro __________
per il titolo di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (…). Secondo
la denuncia, __________ il __________ aveva scritto all'Ufficio del registro di
commercio di __________ in qualità di membro del consiglio di amministrazione
di __________ facendo iscrivere __________, in __________, quale luogo di suo
domicilio, il che non sarebbe vero, avendo egli trascorso in quel paese solo
brevi periodi tra il __________ e il __________, mentre che il suo domicilio
sarebbe in realtà ad __________. Così facendo, egli avrebbe conseguito
fraudolentemente una falsa attestazione dall'ufficio registri di __________,
per il che andrebbe punito per violazione dell'art. 253 CP.
25.
L'inchiesta nei confronti di __________ si
è protratta per oltre 9 anni, nel corso dei quali si sono accumulati documenti,
verbali, perizie, reclami e relative decisioni, le risultanze di iniziative giudiziarie
avviate dalle parti in altri cantoni e in __________, nonché corrispondenze di
ogni genere. Montagne di carta, un elenco atti che arriva sino al numero
progressivo 894, 450 pagine di verbalizzazione del Giudice Istruttore. Nel
frattempo, l'__________ __________ è deceduto, ed anche questo avvenimento è
stato occasione di aspro litigio, essendosi posta la questione a sapere se i
prevenuti, e per essi l'avv. __________, fossero ancora legittimati a tutelarne
le ragioni -le sue ma soprattutto quelle delle società delle quali, direttamente
o indirettamente, era l'avente diritto economico- questione alfine risolta
negativamente dal GIAR, che con decisione __________ (ovvero a 4 anni e mezzo
dalla morte di __________) stabiliva che "gli avvocati reclamanti non
possono in buona fede continuare a seguire il procedimento penale contro __________,
quali patrocinatori della parte civile utilizzando la procura, con validità
post mortem quando sanno di non avere l'accordo degli eredi, i quali ripetutamente
hanno espresso il loro dissenso a partire dal mese di luglio del __________."
(…).
Il deposito degli atti è avvenuto il __________
ad opera dell'avv. __________, nel frattempo eletto alla carica di Procuratore
Pubblico (…).
Già il successivo __________, egli ha messo
fine alla vicenda con 2 decreti d'abbandono: uno di 4 pagine relativo alle
denunce per reati patrimoniali (abb. __________) e l'altro, di 2 pagine, relativo
alla denuncia dell'Amministrazione cantonale delle contribuzioni per frode fiscale
(abb. __________). Del laconico testo del decreto __________, che nemmeno esamina
le singole ipotesi di reato prospettate e nel quale è invece tangibile
l'imbarazzo del redattore, vanno evidenziati alcuni passaggi (pag. 1 e 2):
"Alla base di tutto vi è indubbiamente
un ampio contenzioso di natura civile, che solo in proseguo di istruttoria si
rivelerà essere essenzialmente tale, tra accusato e denunciante, tendente a
stabilire i diritti di proprietà del gruppo di società facenti capo,
direttamente ed indirettamente, alla __________, __________." (…)
"Gli addebiti mossi all'accusato poggiavano inizialmente su indizi
concreti e convincenti, tanto da indurre l'allora Procuratrice sostituta
sottocenerina ad ordinarne l'arresto, che venne mantenuto con conferma della
Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello con decisione __________,
chiamata ad esprimersi su un rifiuto di istanza di libertà provvisoria."
(…) "Il risultato è che oggi parecchie delle fattispecie addebitate
all'accusato sono oramai prescritte; devesi comunque rilevare che le stesse si
sono in ogni caso rivelate in massima parte infondate. Tanto che oggi si può
tranquillamente affermare che non poche denuncie furono strumentali
all'ottenimento di scopi estranei al procedimento penale."
Doveroso appare il rilievo del fatto che a
quasi 10 anni dall'inizio della vicenda i "concreti e convincenti"
indizi di colpevolezza a carico di __________, per i quali fu tenuto in carcere
per 5 mesi e mezzo, continuavano ad esistere nelle decisioni di inquirenti e
giudicanti solo all'impalpabile livello dell'apodittica affermazione della loro
sussistenza.
26.
Tornando alla cronistoria, un successivo
momento significativo -dopo i contratti del __________ e la fine della
procedura concordataria nell'ottobre del __________- è, nell'ipotesi
accusatoria e nel contesto della predetta strategia di monetizzazione degli
attivi di __________, il gennaio del __________.
E' infatti del __________ il contratto tra __________
e __________ concernente la vendita dalla prima alla seconda dei diritti per il
prodotto __________ al prezzo simbolico di fr. 7'500.--, dopo che la seconda aveva
in precedenza già ceduto il prodotto in questione a __________ per fr. 1.1
milioni (…). La transazione in questione è oggetto di ipotesi accusatoria al
punto 4b dell'atto d'accusa.
27.
Fondamentali nella ricostruzione degli
avvenimenti rilevanti sono invece i fatti dell'aprile del __________. Al più
tardi a questo momento, infatti, gli accusati hanno cessato di essere dei
mandatari di __________ e hanno invece iniziato ad agire per proprio conto.
27.1
Questo perché gli imputati il __________
hanno acquistato da __________ il pacchetto azionario della __________,
divenendone proprietari a tutti gli effetti. L'acquisto è formalmente avvenuto
per mezzo dell'esercizio da parte di __________ del diritto di compera a lei
spettante sulle azioni della __________ al prezzo di fr. 760'000.--, diritto
esercitato nei confronti dell'avv. __________ di __________, agente nella
specie come prestanome di __________. Contestualmente, __________ ha venduto dette
azioni all'avv. __________, agente come prestanome degli accusati, al prezzo di
fr. 900'000.--, di cui fr. 760'000.-- andati all'avv. __________ (cioè a __________)
in pagamento delle azioni, e fr. 140'000.-- confluiti a __________, un
"Obulus" secondo l'avv. __________ (…). Nella sostanza, si è comunque
trattato di una vendita diretta delle azioni da __________ agli imputati, in un
momento in cui essi, coma hanno confermato al dibattimento, cullavano
addirittura l'idea di acquistare la quota di __________ di tutto il gruppo __________
al prezzo di fr. 4'000'000.--.
27.2
Sempre il __________, ovvero un secondo
dopo essere divenuti proprietari di __________, gli imputati hanno pensato bene
di sostituire i contratti in essere con __________ del __________, validi sino
al __________, con nuovi contratti dello stesso genere ma decisamente più vantaggiosi
per la società da loro testé acquistata, così da accelerare ed incrementare
l'opera di spoliazione di __________.
Di 3 contratti che erano, se ne sono fatti
2 nuovi: uno per la locazione degli immobili, ed uno per la cessione delle
attività, delle licenze e del know-how e per la locazione di tutti i macchinari
(…).
Il contratto di locazione è sostanzialmente
analogo ai due precedenti, a parte il fatto che ora veniva (gratuitamente)
concesso alla conduttrice un diritto di prelazione.
Anche l'altro contratto è nella struttura
simile ai contratti preesistenti, laddove la differenza risiede essenzialmente
nella controprestazione offerta da __________ che, senza apparente motivo,
scende dal 13% al 5% (sui primi 10 milioni di franchi, poi decresce
ulteriormente per l'eccedenza) della cifra d'affari netta
("Nettoumsatz") -concetto che gli imputati hanno ammesso essere
analogo nel computo al precedente 13%- ma almeno fr. __________-- (…).
Pertanto, se per il contratto del __________ (comunque ritenuto nullo ex art.
20 CO) poteva essere ampiamente discutibile la questione a sapere se il 13%
dell'utile fosse o meno un'equa controprestazione, appare manifesto che il
contratto __________ è assai meno conveniente per __________, che pertanto non
aveva alcun interesse a sottoscriverlo, specie se si pone mente al fatto che il
precedente contratto -conveniente o meno- doveva durare ancora quasi 2 anni e
mezzo (fino al __________). Anche questi due contratti, come i tre del __________,
sono comunque stati annullati nel __________ dal Kantonsgericht di __________
per violazione dell'art. 20 CO (…).
27.3
L'__________ __________ e __________ hanno
firmato uno strano contratto in cui, in particolare, __________ si riconosceva
debitrice di risarcimenti del danno nei confronti di __________ in relazione ai
debiti d'imposta di quest'ultima società (…) in cambio della cessione da __________
a __________ di tutte le pretese risarcitorie che essa avrebbe potuto vantare a
tal titolo nei confronti di chicchessia (…).
Non è dato di vedere a prima vista quale
fosse lo scopo di una simile pattuizione, se non quello di compromettere gli interessi
di __________, che senza esservi obbligata si accollava imprecisate pretese
risarcitorie, e di trasferire da __________ a __________ eventuali pretese di regresso
nei confronti di terze persone (come ad esempio gli imputati), si presume allo
scopo di proteggerne gli interessi.
27.4
Questo accordo era comunque in relazione
con l'altro contratto (…) denominato "Treuhandvertrag" concluso lo
stesso __________ tra __________ e __________ per una parte e l'avv. __________
per l'altra parte (…).
Con questo contratto le due società
trasferivano a titolo fiduciario all'avv. __________ (in cambio di un
sostanzioso onorario) la proprietà di tutti i loro averi, tra cui le
partecipazioni azionarie di loro pertinenza. Scopo della stipulazione poteva
essere unicamente quello di nascondere gli attivi delle società dagli occhi di
terze persone, ovvero di __________, per vanificarne le pretese. La finalità
indebita del contratto è perciò di immediata comprensione, e del resto gli
imputati al dibattimento non hanno saputo indicare un solo valido motivo per
cui sarebbe stato necessario per gli interessi delle due società di agire in
tal modo, mettendosi nelle mani di un fiduciario.
28.
Dopo l'aprile del __________ la
monetizzazione degli averi del gruppo è proseguita con la vendita degli attivi
(immobili e diritti sul prodotto __________) della filiale __________ della __________.
Il provento, pari a circa 2 miliardi di lire al netto di tasse e spese (…), è
poi stato sperperato dagli accusati in oscure operazioni finanziarie, alle
quali il punto 4c dell'atto d'accusa fa solo indirettamente riferimento, e che
sono invece state spiegate in aula dalla parte civile. In particolare, per fr. 468'000.--
sarebbero state acquistate merci (materie prime) di cui avrebbe beneficiato __________
senza che alla __________ sia mai stata rimborsata la spesa. Altri 750 milioni
di lire sarebbero stati investiti nel progetto di acquisizione della società __________
"__________", poi fallita.
29.
Il __________, infine, dopo la morte di __________
(__________) e nel momento in cui __________, con infinita fatica, era prossimo
all'ottenimento del controllo sul gruppo __________ e alla defenestrazione
degli imputati dai consigli di amministrazione delle società del gruppo ancora
esistenti, gli accusati hanno stipulato un ultimo contratto capestro, nullo
come i precedenti, con il quale, dopo 5 pagine di premesse volte manifestamente
a fornire anticipata risposta alle perplessità destate dalla pattuizione, __________
vendeva a __________ tutte le registrazioni di sua proprietà relative a
prodotti farmaceutici, così come pure tutti i diritti di commercializzazione
ivi connessi al prezzo di complessivi fr. 282'500.-- (oltretutto pagabili in
quattro rate su tre anni) oltre ad una royalty dell'1.5% annuale sul reddito
netto (…).
E' di meridiana evidenza che questo
contratto costituisce il colpo finale assestato dalla società appartenente agli
accusati alla __________, il definitivo compimento dell'opera di spoliazione iniziata
5 anni prima con la richiesta di moratoria.
Manifesto appare infatti l'interesse della
società di ripresa di acquisire al prezzo di fr. 282'500.-- (oltre 1.5% degli
utili) la proprietà di quei beni per i quali finora doveva pagare un canone
annuo del 5% degli utili, ma almeno fr. 500'000.-- all'anno; in pratica è come
se il padrone di casa vendesse la casa all'inquilino ad un prezzo inferiore ad un'annualità
di pigione. Un vero e proprio suicidio commerciale da parte di __________, che
nessuno, se non i suoi amministratori di odore di defenestrazione, obbligava a
vendere, potendosi essa prevalere sino al __________ del contratto del __________,
a sua volta volto peggiore di quello del __________, ma infinitamente preferibile
all'alienazione a titolo pressoché gratuito di ogni suo attivo. Inutile
soggiungere che anche questo contratto, a maggior ragione, è stato ritenuto
nullo dalla giustizia civile.
d. La
ricostruzione dei fatti richiede di ricapitolare anche la reazione di PI 3,
almeno sul piano penale, che ha portato al giudizio assolutorio dell’istante e
del coimputato.
30.
Recuperata la propria libertà il __________,
__________ aveva ben presto a sua volta assunto il ruolo di denunciante nei
confronti di __________ e degli avv. __________ e __________.
Il __________ egli aveva inoltrato una
prima denuncia nei loro confronti (…). A __________ egli imputava delle
malversazioni commesse in danno della ditta danese __________, con il cui provento
avrebbe poi acquistato la propria partecipazione in __________ e il 10% del
pacchetto azionario di __________.
I tre denunciati l'avrebbero falsamente
accusato di reati patrimoniali per poterlo escludere dagli organi esecutivi del
gruppo, facoltà che gli sarebbe spettata per contratto (oltre che in qualità di
comproprietario), ne avrebbero danneggiato il credito, avrebbero fornito false
indicazioni all'ufficio del registro di commercio di __________, avrebbero
amministrato negligentemente le società del gruppo arrecando danni milionari,
avrebbero fraudolentemente instato per una moratoria concordataria, allo scopo
di impadronirsi a poco prezzo delle attività del gruppo, anche per mezzo della __________,
appositamente creata a questo scopo.
Il __________ __________ aveva denunciato l'avv.
__________ per i titoli di truffa, amministrazione infedele, diffamazione,
calunnia e ingiuria, reati che egli avrebbe perpetrato in qualità di membro del
consiglio di amministrazione di __________ e agendo quale rappresentante di __________
(…).
La fattispecie era sostanzialmente quella
di cui alla denuncia del mese precedente, ovvero l'esistenza di reati messi in
atto per estromettere il denunciante dalle società di cui era in parte avente
diritto economico, ed in seguito lo svuotamento di queste società in favore di
una nuova persona giuridica.
Il __________ __________ aveva poi
denunciato anche l'avv. __________, accusandolo del medesimo complesso di fatti
imputato all'avv. __________, con la differenza che questi avrebbe agito
dall'interno di __________, mentre che l'avv. __________ avrebbe commesso i
propri illeciti agendo quale amministratore di __________ (…).
__________ aveva sporto un'ulteriore
denuncia il __________, questa volta contro entrambi gli accusati, inviandone
poi la traduzione italiana __________ (…).
In questo documento, oltre a riprendere le
precedenti accuse, il denunciante segnalava tra l'altro la sospetta rinuncia da
parte loro al prestito concesso da __________ per potere acquisire, a seguito
di tale rinuncia, la maggioranza qualificata dei voti nella moratoria
concordataria di __________
Ulteriori denunce presentate da __________
in epoche successive (p. es. quelle del __________ e del __________, oggetto
dei decreti di abbandono __________ e __________, cfr. cubo 11, AI 406), non
sono di rilievo nel contesto dell'atto d'accusa oggi in discussione.
Significativa è invece la denuncia
presentata nei confronti degli imputati il __________ da __________ e __________
(…) per i titoli di amministrazione infedele aggravata e danno al patrimonio
procurato per malanimo, nella quale vi è la compiuta narrazione di buona parte
degli avvenimenti poi posti a base dell'atto d'accusa.
31.
L'inchiesta avviata in conseguenza delle
denunce presentate da __________, ed in un secondo tempo da altre parti civili,
si è svolta parallelamente, e per mano del medesimo magistrato, a quella
seguita alle denunce presentate nei suoi confronti.
Si rinuncia qui, per motivi di brevità, ad
una più dettagliata esposizione delle sue varie fasi, ma basti dire che anche
questa inchiesta si è contraddistinta per la lentezza con la quale si è svolta,
per l'animosità delle parti (che ha evidentemente pesantemente contribuito alla
dilatazione dei tempi) e per la quantità di documentazione -spesso del tutto
inutile- versata agli atti.
Il __________ il Procuratore Pubblico avv. __________,
subentrato dal __________ all'avv. __________, ha proceduto al deposito degli
atti (…) e il __________ alla chiusura dell'istruzione formale (…).
Quello stesso __________ il magistrato
inquirente ha emanato un decreto di abbandono e non luogo a procedere (…)
riferito agli incarti __________, __________, __________ e __________, ovvero
alle 4 denunce di __________ descritte al precedente considerando, ed anche
agli incarti __________ e __________ relativi a denunce presentate nei confronti
degli accusati da __________ e __________ nel 1993 e nel 1994.
Premessa l'applicabilità del diritto
previgente, e posta l'intervenuta prescrizione assoluta di tutte le ipotesi di
reato per i delitti derivanti da fatti avvenuti al più tardi nel __________, il
Procuratore Pubblico ha abbandonato le imputazioni di conseguimento fraudolento
di concordato giudiziale, compera di voto e amministrazione infedele (che era
un delitto nel diritto previgente), come pure quella di appropriazione
indebita, anch'essa delitto se reato non qualificato, il che non sarebbe stato
il caso dato che l'amministratore di una società anonima non sarebbe
"gerente di patrimoni" ai sensi dell'art. 140 cifra 2 v.CP.
In quanto ai crimini oggetto di denuncia,
le ipotesi di truffa, ricettazione, falsità in documenti, conseguimento
fraudolento di una falsa attestazione, denuncia mendace ed estorsione non sarebbero
suffragate a sufficienza dagli atti, motivo per cui anche queste imputazioni
sarebbero da abbandonare.
32.
Il __________ __________ ha sottoposto alla
Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello una proposta d'atto d'accusa
(…), al cui punto 8 (…) sono esposte in dettaglio le ipotesi di reato.
(…)
La proposta di atto d'accusa è stata
accolta in data __________ dalla CRP, che ha pertanto posto gli avv. __________
e __________ in stato d'accusa avanti alla presente Corte delle assise
criminali.
(…)
e. Il
dibattimento avanti la Corte delle assise criminali si è svolto nei giorni dal __________
al __________, con udienze tenutesi per tredici giorni. Con giudizio del __________,
la Corte delle assise criminali ha prosciolto entrambi gli accusati da tutte le
imputazioni, in parte per intervenuta prescrizione (inc. TPC __________).
f. La
lunga ricostruzione, mutuata dalla sentenza del __________, è condivisa nella
ricostruzione e nei toni da questa Camera, e permette di inserire le pretese
nel complicato complesso di fatti cui si riferiscono. Una ricostruzione più
contenuta, ma non per questo meno precisa, è esposta anche nella decisione del
TF dell’__________ (__________), che ha giudicato le pretese avanzate da PI 3
nei confronti del Canton Ticino in relazione all’esito del procedimento a suo
carico.
Per
completezza, occorre aggiungere che nell’elencazione delle differenti denuncie
(punto 30 surriferito) a carico dell’istante e dell’altro collega, non è
stata menzionata quella di data __________ presentata dalla __________ per
sottrazione di cose senza fine di lucro, formalizzata nel procedimento della Procura
pubblica sottocenerina n. __________, pure conclusosi con il decreto di
abbandono del __________ (NLP __________).
g. Con
istanza 3/5.3.2004 l’avv. IS 1 chiede la rifusione delle spese di patrocinio,
il risarcimento dei danni materiali e la riparazione del torto morale ai sensi
degli art. 317 ss. CPP. Premesso che il procedimento ha richiesto uno sforzo
straordinario da parte sia degli accusati, sia dei loro difensori, e richiamati
i principi giuridici applicabili, l’istante espone quale prima posta del danno
subito le spese di patrocinio, quantificate in CHF 654'867.35. L’istanza
suddivide il patrocinio svolto in tre diverse fasi: la fase istruttoria, la
fase successiva al non luogo a procedere e la fase dibattimentale con la
relativa preparazione. La tariffa oraria applicata dallo studio patrocinante
l’istante è di CHF 250.--/ora. Pure richiesta è la rifusione di spese diverse
per CHF 18'689.50 per ripetibili e spese di perizie sostenute in diverse cause
collegate con l’incarto penale. Quale danno materiale diretto l’istante chiede
la rifusione di CHF 10'086.65 quali spese e tasse di giustizia, CHF 21'714.--
quali spese e traduzioni, CHF 9'441.30 per spese di trasferta e pernottamenti.
Un importo di mancato guadagno, con riferimento a 2'492 ore, per CHF 623'000.--
sarebbe la conseguenza del tempo lavorativo impiegato per seguire il procedimento,
ciò che avrebbe comportato il relativo mancato guadagno preteso. A questo
mancato guadagno viene aggiunto quello conseguente alla perdita di clientela,
cifrato in CHF 2'085'856.--. Al totale dei danni materiali e delle spese di
patrocinio (CHF 3'423'654.--) l’istante aggiunge un importo di CHF 100'000.--
quale torto morale sofferto. Protesta infine congrue ripetibili per questa
sede.
h. Nelle
proprie osservazioni dell’11/15.3.2004 il procuratore pubblico Giuseppe Muschietti
contesta alcune delle poste di danno, e per il resto si rimette al giudizio di
questa Camera.
i. Nelle
proprie osservazioni del 28/29.4.2004 PI 3 chiede di respingere le pretese avanzate
dall’istante, poiché responsabile di quanto accaduto. Allega a questo proposito
una perizia a sostegno della propria pretesa.
l. Nelle
proprie osservazioni del 10/11.5.2004, il patrocinatore del Canton Ticino fa
anzitutto riferimento ad una sentenza del Kantonsgericht di __________ del __________,
e giudica che la lunga durata della procedura a carico dell’istante sia dovuta
principalmente all’atteggiamento defatigatorio assunto da lui e dal suo coaccusato,
pure prosciolto. L’inchiesta non ha denotato particolare complessità, se si pon
mente al fatto che sono stati fatti solo 13 verbali. Osserva pure come
l’istante non sia stato sospeso quale avvocato nel proprio Cantone ed abbia
quindi potuto continuare ad esercitare la propria professione. Quasi totalmente
contestate sono le spese di patrocinio, per diverse ragioni: sia perché non
giustificate (ad esempio la presenza di due avvocati al dibattimento), sia
perché non documentate, sia perché costi di altri avvocati non patrocinatori in
sede penale, sia perché relative ad altre procedure non di carattere penale.
Contestati totalmente sono i danni materiali, così come le ore lavorative
addotte quale perdita di guadagno in quanto non giustificate e non necessarie.
Contestato è pure il preteso mancato guadagno per perdita della clientela: una
diminuzione del reddito è intervenuta dopo il __________, molto dopo l’inizio
del procedimento e la sua fase attiva, subito dopo il severo giudizio del Tribunale
cantonale di __________. Manca inoltre qualsiasi connessione tra l’ipotetico
danno ed il procedimento penale. Contestata è pure la pretesa per torto morale.
Concludendo, è ammesso unicamente un importo di CHF 66'000.-- per spese di patrocinio.
m. Con
osservazioni di replica del 14/15.6.2004, il patrocinatore dell’istante prende
posizione rispetto al procuratore pubblico, a PI 3 ed al patrocinatore del
Cantone Ticino.
Riguardo alle
osservazioni presentate dal procuratore pubblico, l’istante giudica irrilevante
il comportamento procedurale assunto dall’accusato in corso di procedura: non
si possono addurre i gravami avanzati dall’accusato nell’esercizio dei suoi
legittimi diritti per negare o ridurre l’indennità dovuta. Medesima conclusione
vale per l’addotta “decelerazione procedurale”: sarebbe irrilevante in
questo contesto. L’istante ribadisce il fondamento delle pretese, sia di ore
lavorative perse, sia di diminuzione della clientela, insistendo sul fatto che
sarebbe dato un rapporto di causa effetto con il procedimento penale a suo
carico. L’istante ribadisce pure che dovuta è l’indennità per torto morale.
Riguardo alle
osservazioni presentate da PI 3, l’istante contesta le argomentazioni addotte,
come pure quelle esposte nella perizia giuridica allegata.
Riguardo alla
presa di posizione del patrocinatore dello Stato, l’istante la ritiene irrituale
ed irricevibile, prendendo prudenzialmente posizione sugli argomenti eccepiti,
ed in particolare su singole affermazioni contenute nel memoriale di
osservazioni del 10.5.2004. L’istante contesta la descrizione del procedimento,
che sostanzialmente sarebbe riduttiva e semplicistica, ribadendo il fondamento
delle pretese riguardo le spese di patrocinio, la necessità di un doppio
patrocinio al dibattimento, il fondamento della pretesa avanzata per il
rimborso delle altre spese legali.
n. Con
scritto di duplica 6/7.7.2004, il patrocinatore dello Stato del Cantone Ticino argomenta
il diritto dello Stato di essere sentito, con riferimento all’art. 320 cpv. 4 vCPP.
Nel merito, ribadisce gli argomenti già addotti con lo scritto 10.5.2004. Contesta
le pretese per torto morale, i costi legali non riferiti al difensore, il
doppio patrocinio in aula, i costi per traduzioni, e ribadisce le conclusioni
già avanzate in precedenza.
o. Con
scritto di duplica 14/15.7.2004, PI 3 contesta l’ammissione parziale della pretesa
da parte del patrocinatore dello Stato del Cantone Ticino. Produce una serie di
atti a sostegno del fatto che vittime del procedimento siano state non gli accusati
(tra cui l’istante), ma bensì le parti civili. Ribadisce in conclusione il buon
fondamento delle denuncie a suo tempo presentate.
p. Con
scritto di duplica 16/17.6.2004, il procuratore pubblico prende posizione in particolare
sulle spese di patrocinio; per il resto, si rimette a quanto già detto ed al giudizio
di questa Camera.
Considerandi
1.
L’istanza
è stata spedita il __________ ed è pervenuta il __________ La stessa è
certamente tempestiva, in quanto presentata entro il termine di un anno dalla
decisione determinante, in questo caso la sentenza della Corte delle assise
criminali del __________.
Sempre in
ordine, la parte istante ha contestato la legittimità della partecipazione
dello Stato del Canton Ticino e del suo patrocinatore a questa procedura.
Premesso che
non si può che ribadire quanto esposto nell’ordinanza di intimazione del
9.3.2004
e che non è giuridicamente concepibile che un ente (anche se pubblico)
possa essere condannato al pagamento di un importo (anche rilevante) senza
essere almeno interpellato ed aver avuto il diritto di esprimersi al proposito,
l’esito della presente istanza permette comunque di lasciar aperta questa
eccezione formulata in ordine.
2.
Questa
Camera è cosciente che la presente decisione ha preso un certo tempo.
Occorre però
considerare anzitutto la complessità della fattispecie, che ha richiesto una
ricostruzione, un approfondimento e delle ricerche di documenti non sempre agevoli.
Occorre pure considerare
i carichi pendenti presso questa Camera: il lavoro degli ultimi tre anni ha
continuato ed ultimato la riduzione delle giacenze, arrivando ora ad una
situazione adeguata. Ciò ha comportato la necessità di dare anzitutto la
priorità ad altro genere di decisioni.
Occorre
infine considerare che questa Camera ha ritenuto utile attendere la decisione
del TF emanata il 10/17.4.2007 (menzionata al punto 8. della presente
decisione) prima di emanare la presente decisione.
3.
Giusta
l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte
delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni
accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un’indennità nella forma della
rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e
della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de
procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R.
HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed.,
Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.).
Questo
diritto di cui agli art. 317 ss. CPP compete all’accusato; tale è di
principio chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha promosso
l'accusa (art. 47 cpv. 1 CPP).
Da quel
momento l'accusato beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere
assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori
(art. 49 ss. CPP).
Prima della
promozione dell’accusa, la fase delle informazioni preliminari ha come scopo
quello di stabilire se una notizia di reato è sostenuta da sufficienti indizi,
onde decidere se promuovere l’accusa e avviare l’istruzione formale o se
decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1 e 2 CPP). In questa fase preliminare
l’interessato non ha veste di accusato e pertanto non necessita generalmente
dell’assistenza di un difensore.
La
giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di “accusato”,
basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente
sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell'accusa
(cfr. decisione GIAR 15.7.1994 in re P.F.). È quindi da considerare accusata
ogni persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con
importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale
(perquisizione, sequestro, ecc.).
La necessità
della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi
dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta
difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi
rendono necessario un patrocinatore.
In ambito
penale ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere l’irrogazione
di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o
l’assunzione di misure privative della libertà personale (DTF 126 I 196 e rif.;
DTF 120 Ia 43 e rif.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di
procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 s. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ,
op. cit., n. 492).
Nei casi in
cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi, si devono considerare le
difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, onde determinare se l'interessato
sia o meno in grado di affrontare (per es. la complessità delle questioni
giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura).
Nel caso di
evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in considerazione
solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale
federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr.
art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, e 1P.263/2002 del
28.8
; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op.
cit., n. 497; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11 e 16;
B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l’assistance judiciaire, in SJ 2003 II p.
67.
ss.);
4.
Nel
presente caso, è pacifico che l’istante debba essere considerato accusato, essendo
stato rinviato a giudizio avanti ad una Corte delle assise criminali.
Si potrebbe
discutere se l’accusato sia anche stato prosciolto, e ciò con riferimento al
fatto che per diversi capi di imputazione è stata ammessa l’intervenuta
prescrizione.
È ben vero
che il TF, con sentenza del 2.10.2002 (inc.1P.258/2002), ha ritenuto che un
accusato è prosciolto anche in caso di intervenuta prescrizione.
Ma lo ha
fatto con riferimento ad una decisione della Corte di cassazione e di revisione
penale (CCRP) del 7.5.1986, pubblicata in REP. 1987 p. 257.
Da allora la
CCRP ha modificato la propria giurisprudenza, ritenendo che la prescrizione
atterrebbe al diritto procedurale e non di merito (sentenze 4.11.2002 in re G.M.,
considerando 3, che menziona giurisprudenza della CCRP risalente al 26.6.1991; 21.5.2004
in re R.C., considerando 5c, inc. 17.2003.59; 4.9.2006 in re A.P., considerando
4b, inc. 17.2003.74).
La questione
può però rimanere indecisa, visto l’esito dell’istanza.
5.
Nello
stabilire l'importo delle spese di patrocinio legale da risarcire, questa
Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa
dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali
seguiti dal Consiglio di moderazione.
Giusta l'art.
37.
TOA per tutti i procedimenti penali l’avvocato ha diritto di esporre, per
l’assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l’istruttoria
e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso
eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA, ossia CHF 5'000.-- per
i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali, CHF 3'000.--
per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi davanti alla
Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti alla
Corte delle assise criminali.
Entro tali
limiti, l’onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art.
8.
TOA, cioè secondo la complessità e l’importanza, il valore e l’estensione
della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell’avvocato,
il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle
parti, l’esito conseguito e la sua prevedibilità.
Per i
patrocini di fiducia il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione,
a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi
più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un
limite massimo.
Nel
riconoscimento dell’onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti
ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando
criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del
patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore o
del patrocinato.
In questo
senso si tiene conto della complessità e dell’importanza della pratica, delle
difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell’impegno, della
diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell’esito del
procedimento.
In altre
parole l’onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato
sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di
oscillazione connesso con le particolarità del caso.
6.
Con
riferimento al risarcimento dei danni materiali, secondo la giurisprudenza sviluppata
da questa Camera nell’interpretazione delle norme precedentemente in vigore, in
merito al concetto dei danni pecuniari da risarcire, era stato inizialmente affermato
che “tali sono e non possono essere altri che quelli della perdita di guadagno
e di occupazione” (cfr. REP. 1925 p. 312), per poi successivamente confermare
l'estensione interpretativa del danno pecuniario al “danno patrimoniale,
materiale” e cioè del lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di
causa ed effetto (cfr. REP. 1985 p. 406 e 1988 p. 422).
L’accusato
deve dimostrare che il danno subito è la conseguenza diretta dell’accusa o
della detenzione.
La
valutazione e l’estensione del danno sono applicabili, quale diritto
suppletivo, gli art. 42 ss. CO
(cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7).
7.
L’indennità prevista dall'art. 317 ss. CPP si
estende anche al danno morale patito dall'accusato prosciolto. La determinazione
dell’ammontare dell'indennità è lasciata al potere d’apprezzamento del giudice
ed è stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità,
conformemente agli art. 42 ss. CO
(cfr. DTF 113 Ia 177 e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., §
109.
n. 7).
L’art. 49 CO prevede che un'indennità è
concessa nel caso in cui la gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi
e questa non sia stata riparata in altro modo.
Per fissare
l’indennità è necessario tenere conto delle circostanze del caso concreto, in
particolare del pregiudizio recato all’integrità fisica, psichica o alla
reputazione dell’accusato, della gravità dell’accusa, del numero di persone
venute a conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e professionale
dell’accusato (cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 125 III 70, 269
e 412, 113 IV 93 e 112 Ib 446).
L’accusato
che durante l’istruzione formale non è stato oggetto di un provvedimento
restrittivo della libertà personale può ottenere un’indennità per torto morale
unicamente se prova che a seguito dell’esecuzione di “altri atti istruttori”
(per es. perquisizioni, sequestri, richieste di informazioni, ecc.) o per il
semplice fatto di essere stato oggetto di un procedimento penale ha subito una
grave violazione della sua personalità.
8.
Come
stabilito dalla giurisprudenza di questa Camera, l’applicazione dell'art. 44
cpv. 1 CO consente al giudice di escludere o ridurre il risarcimento se il
danneggiato ha consentito nell'atto dannoso o se le circostanze, per le quali
egli è responsabile, hanno contribuito a cagionare od aggravare il danno od a
peggiorare altrimenti la posizione dell'obbligato, segnatamente se l'accusato ha determinato per
sua colpa l'apertura dell'inchiesta o la sua incarcerazione oppure ancora ha
intralciato lo svolgimento della procedura (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109
n. 10; G. PIQUEREZ,
op. cit., n. 1559; cfr.
decisione CRP 19.5.2003, inc. 60.2001.61).
Lo scopo è
quello di evitare che lo Stato, e di riflesso i contribuenti, debbano sopportare
i costi di una procedura penale aperta in seguito al comportamento riprovevole
di un accusato (decisioni CRP 14.3.2006, inc. 60.2004.395; 13.1.2006, inc.
60.2005
; 14.3.2006, inc. 60.2003.421; 10.7.2006, inc. 60.2005.344; 28.6.2006,
inc. 60.2005.240; 24.7.2006, inc. 60.2006.424).
Statuendo il
10/17.4.2007 su un caso giudicato dalla CRP, il TF (1P.212/2006) ha ritenuto
che:
“Il rifiuto o la riduzione dell'indennità sono per
contro compatibili con la Costituzione e la Convenzione quando l'interessato
abbia provocato l'apertura del procedimento penale o ne abbia complicato lo
svolgimento con un comportamento colpevole sotto il profilo del diritto civile,
lesivo di una regola giuridica, e che sia in rapporto di causalità con
l'importo imputatogli (DTF
119.
Ia 332 consid. 1b, 116 Ia 162 consid. 2). Il giudice deve
riferirsi ai principi generali della responsabilità per atti illeciti (DTF
116.
Ia 162 consid. 2c) e fondare il suo giudizio su fatti incontestati
o chiaramente stabiliti (DTF
112.
Ia 371 consid. 2a in fine). Deve al proposito prendere in
considerazione ogni norma giuridica, appartenente al diritto federale o
cantonale, pubblico, privato o penale, scritto o non scritto, per determinare
se il comportamento in questione giustifichi la riduzione dell'indennità (DTF
116.
Ia 162 consid. 2c).”
In un altro recente caso (1P.823/2006 del
13.2
) con riferimento all’art. 163a CPP/VD il TF ha pure stabilito:
“Cette disposition confère un large pouvoir d'appréciation à la juridiction
intimée, qui est toutefois limité par l'interdiction de l'arbitraire. Elle prévoit explicitement que l'indemnité peut être refusée lorsque le requérant
a provoqué ou compliqué fautivement la poursuite. La présomption d'innocence,
consacrée par l'art. 6 par. 2 CEDH, interdit cependant de prendre une décision
défavorable au prévenu acquitté en laissant entendre que celui-ci semble
coupable de l'infraction qui lui était reprochée. En outre, le refus de
l'indemnité n'est tenu pour compatible avec l'interdiction de l'arbitraire que
si l'intéressé a provoqué l'ouverture de la procédure pénale dirigée contre lui
ou s'il en a entravé le cours; à cet égard, seul un comportement fautif et
contraire à une règle juridique, qui soit en relation de causalité avec les
frais imputés, peut être déterminant (ATF 119 Ia 332 consid. 1b p. 334; 116 Ia 162). Le juge doit se
référer aux principes généraux de la responsabilité délictuelle (ATF 116 Ia 162 p. 169) et fonder
son prononcé sur des faits incontestés ou déjà clairement établis (ATF 112 Ia 371 consid. 2a in fine
p. 374). D'une façon générale, le juge peut prendre en considération toute
règle juridique, appartenant au droit fédéral ou cantonal, public, privé ou
pénal, écrit ou non écrit, pour déterminer si le comportement en cause est
propre à justifier le refus de l'indemnité (ATF 116 Ia 162 consid. 2c p. 169). Il
peut retenir, le cas échéant, que l'intéressé a créé un état propre à causer un
dommage à autrui, sans prendre les précautions nécessaires à sa prévention, ce
qui est contraire au droit civil (ATF 95 II 93 consid. 2 p. 96)”.
Anche il
progetto di Codice di procedura federale prevede, all’art. 438, la possibilità
di non accordare un indennizzo o la riparazione del torto morale se l’imputato
ha ad esempio provocato in modo illecito o colpevole l’apertura del
procedimento penale. Il messaggio 21.12.2005 (FF 2006 p. 989 ss., p. 1232)
ritiene che:
“Siffatto
comportamento esclude in generale qualsiasi obbligo di indennizzo o di riparazione
del torto morale da parte dello Stato”.
9.
In base
al principio della buona fede, consacrato dall’art. 5 cpv. 3 Cost. fed.:
“Organi
dello Stato, autorità e privati agiscono secondo il principio della buona fede”.
Già in
precedenza, questo principio era implicitamente garantito dall’art. 4 vCost. fed.
Più in
generale, il principio è stato introdotto nel titolo preliminare del Codice
civile, all’art. 2 CCS. In particolare, l’art. 2. cpv. 2 CCS prevede che il
manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge.
Per la
dottrina (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 352), la buona fede ed il corollario
dell’interdizione dell’abuso di diritto sono un principio generale che si
applica a tutti gli ambiti giuridici, compresa la procedura penale.
Come ricorda
P. MORDASINI (REP. 1994 p. 57 ss., p. 60), “A me pare che la violazione del
principio della buona fede consista, prima di tutto, in atteggiamenti processuali
che, di primo acchito, urtano il comune buon senso di giustizia che ciascuno ha
dentro”.
Il principio
non impone unicamente degli obblighi agli organi dello Stato, ma anche ai
privati, tra di loro e nei confronti dello Stato.
In particolare ai privati le regole della
buona fede impongono “qu’on exerce ses droits légaux dans la lignes des
finalités qui leur sont assignées explicitement ou implicitement par la loi”
(H. DESCHENAUX, Le titre préliminaire du code civil, 1969, p. 137).
Ovvio che il principio della buona fede si
applichi in ambito civile, come il presente, relativo al risarcimento di un
danno.
In procedura
penale, l’obbligo di agire conformemente alla buona fede e l’interdizione
dell’abuso di diritto si applicano a tutti i soggetti del procedimento. In
questo ambito, e come ricorda la dottrina (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 357):
“l’abus de droit peut résulter de procédés
téméraires continuels, de procédés dilatoires ou de l’utilisation d’une faculté
que confère la loi a des fins étrangères pour lesquelles elle n’a pas été prévue”.
Tra gli esempi addotti da P. MORDASINI (REP.
1994.
p. 70) di violazione del principio della buona fede, c’è anche l’uso della
via penale in luogo di quella civile: nell’ottica della procedura penale
trattasi di abuso.
In questo
senso si è anche espresso il TF nella sua decisione del 26.3.1999 (6P.29/1999 e
6S.123/1999):
“che sia il Procuratore pubblico che la CRP hanno pertanto a ragione ritenuto che la natura della
vertenza sia essenzialmente
civile;
che non giova al proposito alla ricorrente
sottolineare che la natura civile di
una causa non esclude la tutela
penale (v. ricorso per cassazione,
pag. 10 in alto),
poiché, se ciò è di
per sé vero, vero è altresì che
l'oggetto del diritto penale ("ultima ratio") è
ben diverso
da quello del diritto civile
e che la tutela della giustizia penale
può essere chiesta solo in un contesto ben diverso da quello in esame, in
cui gli indizi di un illecito penale potevano essere ritenuti dal
Procuratore pubblico e dalla CRP già in base
alle prove assunte e valutate
anticipatamente, come insufficienti per promuovere l'accusa;
(…)
che va rilevato al proposito che non è compito delle autorità
penali di sostituirsi al giudice
civile per accertare con maggiore celerità e
a minor prezzo circostanze
rilevanti ai fini
di un
giudizio civile o a "mettere
sotto pressione" un protagonista di una lite
civile;
che va rammentato alla ricorrente
che non esistono solo illeciti penali,
bensì - e sono di gran lunga
la maggioranza -
anche illeciti civili, sia nell'ambito contrattuale che extracontrattuale, e che anche chi procede dinanzi al giudice civile dispone di strumenti estremamente efficaci e rapidi (provvedimenti
d'urgenza, sequestri ecc.);
che nelle concrete circostanze il ricorso all'autorità penale appare
abusivo, ciò di cui va tenuto conto nella
determinazione delle spese.”
10.
Nel
presente caso, questa Camera ha fatto riferimento alla ricostruzione temporale
operata dalla Corte delle assise criminali in quanto permette di valutare nel
giusto contesto e nella corretta prospettiva i fatti che hanno portato
all’apertura di procedimenti penali a carico dell’istante e del coaccusato
prosciolto.
La vicenda
penale relativa all’istante va inserita in una contesa societaria ed industriale,
tra azionisti.
Questa “vera
e propria guerra” (come definita dalla Corte delle assise criminali) era
dapprima tesa alla conquista del controllo societario, mettendo in difficoltà o
fuori gioco l’avversario; era poi tesa allo svuotamento della società dal suo
contenuto economico, a favore di altre entità giuridiche costituite ad uopo al
di fuori del gruppo societario d’origine.
Si è trattata
di una vera e propria battaglia a tutto campo, senza esclusione di colpi,
iniziata e messa in atto da un azionista con il concorso attivo dell’istante (e
del coaccusato prosciolto).
11.
Si è
trattato di una battaglia condotta usando, e meglio, abusando di norme legali e
di procedure giudiziarie, civili, esecutive e penali.
Come avvenuto
nella procedura concordataria relativa alla __________. La lettura della
sentenza della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello del __________
(inc. CEF __________) è particolarmente significativa, sia per quanto attiene
alla situazione patrimoniale della ditta in moratoria concordataria, sia riguardo
alla cessione di crediti con diritti di voto.
Per la
situazione patrimoniale, già il commissario del concordato, nel proprio rapporto
del __________, si chiedeva se la rinuncia da parte dei creditori al 30% (visto
il dividendo concordatario proposto del 70%) potesse essere giustificata.
In una
successiva comunicazione del __________ ai creditori (il giorno prima della
sentenza di omologazione), il commissario aveva rilevato che “in sostanza si
è potuto constatare un’evoluzione favorevole della valutazione degli attivi,
tale da agevolare considerevolmente la riuscita del concordato nei termini a
suo tempo proposti ed accettati dai creditori”.
Per
quest’ultima comunicazione il commissario è stato “bacchettato” dalla
CEF (sentenza, p. 24) per la reticenza dimostrata nel sottacere ai creditori
elementi essenziali per il loro convincimento, nonché per l’ermetismo
ingiustificato e per la tardività ed inutilità della comunicazione ai creditori
del __________.
In relazione
alla cessione delle proprie pretese da parte di 24 creditori a favore della __________
di __________, la sentenza censura la motivazione della decisione del pretore,
aggiungendo:
“… è infatti
di disagevole comprensione, dal profilo commerciale oltre che per logica
comune, l’acquisto a 100 di quanto vale 70 (nella migliore delle ipotesi, se vi
sarà omologazione) o addirittura solo del 42: l’incidenza quantitativa delle
cessioni/adesioni (24 su 56) per la riuscita formale del concordato imponeva
poi un serio esame della liceità dei subingressi dal profilo del diritto esecutivo,
…” (sentenza, p. 28).
Nella propria
sentenza la CEF richiama il commissario al suo preciso compito di notificare tempestivamente
ai creditori la situazione patrimoniale radicalmente mutata (sentenza, p. 25),
e gli fissa una precisa scaletta anche “temporale” per sanare la situazione
(sentenza, p. 26/27): al pretore richiama il dovere di esprimersi sul problema
delle cessioni/adesioni (sentenza, p. 28). Guarda caso, il concordato è stato
ritirato in data __________. Appare quindi più che fondato che la procedura di
concordato sia stata introdotta allo scopo di trasferire l’attività della __________
ad altra entità, come indicato nell’istanza di concordato e come di fatto poi
verificatosi.
Come avvenuto
in sede civile, con lo strumento contrattuale. Si fa riferimento alla sentenza
del Kantonsgericht di __________ del __________ (inc. __________).
La stessa ha accertato la nullità di una
serie di contratti: quello del __________ in quanto concluso in un’evidente
situazione di conflitto di interesse, illecito ed abusivo (sentenza, p. 27/28);
i due contratti del __________, in quanto conclusi in violazione degli art. 648
e 649 vCO, in particolare per avere con questi contratti conclusi dal CdA
modificato lo scopo e l’attività dell’azienda senza un voto assembleare (sentenza,
p. 28/29); i tre contratti dell’__________ tra __________ e __________,
giudicati immorali e perciò contrari all’art. 20 CO (sentenza, p. 31/32). Significativo il passaggio a p. 31/32:
“Schliesslich
weist aber auch die Tatsache, dass die Beklagte versuchte, letztlich mit dem
(ungültigen) Vertrag von __________ die klägerischen Aktiven zu Eigentum zu
erwerben, darauf hin, dass es der Beklagten schon mit den Verträgen vom __________
nicht darum gegangen ist, die Klägerin zu sanieren, sondern deren Aktiven ihrem
Einflussbereich zu entziehen.“
Così è pure avvenuto nell’ambito penale,
con le diverse e successive denuncie a carico di PI 3. Si è trattato di una
vera e propria raffica di denuncie: il __________, il __________, il __________,
il __________, il __________, il __________, il __________, il __________.
Tutte queste accuse si sono poi rivelate infondate, ed hanno portato
all’abbandono del __________ (ABB __________ e __________).
A nulla giova
sul piano penale l’obbiezione secondo cui le autorità penali dell’epoca abbiano
inizialmente creduto al buon fondamento dell’azione penale.
Ovvio che le
stesse avevano allora sott’occhio solo una parte della situazione, e sono state
anche indotte o depistate con l’uso disinvolto di altre procedure, come quella
concordataria.
Non a caso
nella scarna motivazione della decisione del __________, il procuratore
pubblico subentrato nell’inchiesta scrive:
"Alla base di tutto vi è indubbiamente
un ampio contenzioso di natura civile, che solo in proseguo di istruttoria si
rivelerà essere essenzialmente tale, tra accusato e denunciante, tendente a
stabilire i diritti di proprietà del gruppo di società facenti capo,
direttamente ed indirettamente, alla __________, __________." (…)
"Gli addebiti mossi all'accusato poggiavano inizialmente su indizi
concreti e convincenti, tanto da indurre l'allora Procuratrice sostituta
sottocenerina ad ordinarne l'arresto, che venne mantenuto con conferma della
Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello con decisione 25.6.87, chiamata
ad esprimersi su un rifiuto di istanza di libertà provvisoria." (…)
"Il risultato è che oggi parecchie delle fattispecie addebitate
all'accusato sono oramai prescritte; devesi comunque rilevare che le stesse si
sono in ogni caso rivelate in massima parte infondate. Tanto che oggi si può
tranquillamente affermare che non poche denuncie furono strumentali
all'ottenimento di scopi estranei al procedimento penale."
12.
L’utilizzo
strumentale di azioni penali al fine della battaglia societaria/industriale
risulta anche dal fatto che le stesse non sono le prime promosse, ma parte di
una strategia più generale e più articolata.
Antecedentemente
alla prima denuncia, abbiamo l’assemblea generale della __________ del __________
(punto 9 sentenza Corte assise), il sequestro di azioni del __________ (punto
11), le richieste del __________, del __________ e del __________ (punto 11).
Poco dopo le
prime denuncie abbiamo la richiesta di moratoria concordataria del __________,
la costituzione della __________ il __________.
Subito dopo
la scarcerazione di PI 3 (avvenuta il __________), troviamo i tre contratti dell’__________
il cui tenore è stato ben stigmatizzato da parte del presidente della Corte
delle assise criminali, contratti poi sostituiti da atti ancor più
significativi (come indicato nelle considerazioni di fatto).
L’uso abusivo
delle procedure penali, esecutive e degli strumenti contrattuali era finalizzato,
in modo riconoscibile, per la Corte del merito, già in data __________ (punto
16.
, con riferimento al punto 7 a p. 5 dell’istanza di moratoria
concordataria), nella volontà di trasferire l’attività della società sotto
assedio in una nuova società esterna al gruppo __________, costituita peraltro
già il __________. Piano poi puntualmente portato a termine.
13.
L’agire
disinvolto dell’istante emerge anche in relazione al contratto del __________
concedente un diritto di compera sulle azioni a favore di __________ (punto 22
della sentenza della Corte di merito), in relazione alla decisione del giudice
dell’istruzione e dell’arresto del __________ relativa al potere di rappresentanza
di __________ anche dopo la sua morte senza l’accordo degli eredi (punto 25
della sentenza della corte di merito) e in relazione al contratto fiduciario
del __________ (punto 27.4 della sentenza della Corte di merito).
14.
Come ha
ricordato la Corte delle assise criminali, nel contesto di questa vera e propria
guerra, gli imputati (e quindi anche l’istante) hanno svolto funzione anzitutto
di “luogotenente” di uno dei contendenti, quello che ha dato inizio alla
battaglia. Da un certo momento in poi sono a loro volta subentrati personalmente
quali contendenti in prima persona.
Di questa
battaglia societaria a tutto campo, combattuta prima di tutto e principalmente
non sul piano economico, ma su quello giuridico, utilizzando impropriamente e
spesso abusando di strumenti, azioni o procedure legali, l’istante (come il
coaccusato prosciolto) non può certo essere stato uno strumento inconsapevole.
La sua
formazione, la sua attività, così come la sua provata esperienza professionale,
nonché il ruolo da lui assunto nel corso della vicenda (partendo quale rappresentante
e stratega per conto di un azionista, finendo da contendente e protagonista a
tutti gli effetti), dimostrano il contrario:
IS 1, nato nel __________, ha studiato diritto a __________ e si è laureato
nel __________, avendo posticipato gli studi di 2 anni, durante i quali aveva
lavorato con il padre, commerciante. Dopo 2 anni di pratica presso il
Kantonsgericht, ha superato gli esami d'avvocato, ed in seguito ha lavorato
come consulente giuridico (dipendente) fino al __________. Nel __________ egli
ha aperto il proprio studio legale, che conduce a tutt'oggi. La sua attività si
sarebbe sviluppata in particolare nei settori della consulenza contrattuale,
anche internazionale, del diritto commerciale in genere e del diritto d'autore.
Poco presente in tribunale, egli avrebbe iniziato a conseguire mandati di
consigliere di amministrazione, cosa secondo lui usuale a __________, in
particolare su richiesta (per i propri clienti) di una grande banca con la
quale aveva una relazione privilegiata. Nel __________ egli avrebbe così seduto
in circa 100 consigli d'amministrazione.
Passando da “luogotenente”
a protagonista in prima persona, l‘istante non è certo strumento inconsapevole
di quanto accaduto: tali erano al contrario le diverse autorità penali,
esecutive e altre chiamate di volta in volta impropriamente in causa.
15.
Visto il
ruolo assunto e giocato fino in fondo, all’istante non poteva certo sfuggire
che, secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza della vita, ma anche
secondo la logica e le sue conoscenze professionali, era pacifico, prevedibile
e inevitabile che una battaglia a tutto campo del genere di quella intrapresa
(senza esclusione di colpi, che dall’ambito economico e societario è stata
consapevolmente estesa in ambito civile, esecutivo e poi anche penale, con una
raffica di denuncie sporte contro l’avversario), avrebbe quanto meno
comportato, anche solo quale “legittima difesa” della parte aggredita,
l’apertura di uno o più procedimenti penali a carico suo (e del coaccusato
prosciolto).
L’istante
(come il coaccusato prosciolto) non poteva non rendersi conto di questa
inevitabile conseguenza deI proprio comportamento, delle strategie disinvolte
ed abusive intraprese.
Il proprio
modo di agire (consapevole sul piano personale e abusivo sul piano giuridico)
assurge a causa prima e preponderante delle logiche, inevitabili e più che prevedibili
contromosse della parte aggredita sul piano penale, che una battaglia del genere
di quella da lui (loro, compreso il coaccusato prosciolto) intrapresa inevitabilmente
comporta.
Un simile modo
di agire è anzitutto abusivo, perché utilizza procedure a dei fini impropri:
come tale, non è degno di tutela giuridica in applicazione del principio della
buona fede e del divieto dell’abuso di diritto.
Un simile
modo d’agire si è anche dimostrato, in modo riscontrato anche dai tribunali, illecito
e contrario a norme e principi giuridici.
Anzitutto contrario
alle norme penali: di merito, tanto che è sfociato nell’abbandono di tutte le
innumerevoli accuse mosse nei confronti di PI 3; procedurali, proprio perché le
procedure penali sono state utilizzate per raggiungere altri scopi.
Inoltre contrario
alle norme ed alle regole del diritto civile e delle obbligazioni: in questo
senso l’annullamento, per motivi diversi, dei tre contratti dell’__________,
dei due contratti del __________ e del contratto del __________.
Infine,
contrario alle norme della LEF, come emerso in relazione alla procedura concordataria.
Più in
generale si deve concludere che nell’intraprendere e nel condurre senza esclusione
di colpi la battaglia contro PI 3, l’istante ha agito in dispregio di norme giuridiche
ed in modo abusivo.
Questi
comportamenti sono, oltre che antigiuridici, in nesso naturale ma anche adeguato
con i procedimenti penali poi rivolti contro l’istante.
16.
È
pertanto ampiamente applicabile al caso di specie la giurisprudenza di questa
Camera menzionata al punto 8 della presente decisione, e confermata nel suo principio
anche dal TF nelle decisioni menzionate al medesimo punto.
Quanto
ricostruito, sulla base di fatti accertati da tribunali (e quindi chiaramente
stabiliti ed incontestati) conduce, in base all’art. 44 cpv. 1 CO, a far
ritenere che l’istante (come il coaccusato prosciolto) ha cagionato il danno di
cui chiede la rifusione.
In altri
termini, con il proprio comportamento disinvolto e antigiuridico (e quello del
coaccusato prosciolto), egli ha provocato non solo l’apertura dei procedimenti
penali a carico di PI 3, ma anche l’apertura dei successivi e inevitabilmente
conseguenti procedimenti a suo carico.
L’istante ha
provocato l’apertura di procedimenti penali a suo carico (come a carico del
coaccusato prosciolto) con un comportamento abusivo, oltre che colpevole sotto
il profilo del diritto civile, del diritto esecutivo, lesivo di regole e
principi giuridici elementari.
17.
L’agire
dell’istante, in quanto abusivo, già solo per questo fatto non merita tutela in
base al principio delle buona fede ed alla proibizione dell’abuso di diritto.
Facendo
riferimento ai principi generali della responsabilità per atti illeciti, il comportamento
dell’istante (e del coaccusato prosciolto) assurge a concolpa grave della vittima,
al punto di essere la causa preponderante, prima, principale e prevalente del
danno subito. La responsabilità dell’istante è maggiore e prevalente rispetto
alla responsabilità dello Stato.
Un simile
comportamento, oltre che abusivo, è chiaramente interruttivo del nesso causale
adeguato tra la responsabilità causale dello Stato invocata ed il danno (materiale
e morale) di cui si chiede la riparazione.
18.
Per tutti
questi motivi, l’istanza è integralmente respinta. Data la gratuità della procedura
al momento dell’inoltro della richiesta, si prescinde dalla tassa di giustizia
e dalle spese.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni
altra norma applicabile,
pronuncia
1. L’istanza è
integralmente respinta.
2. Non si
prelevano tassa di giustizia e spese.
3. Rimedi di
diritto:
Contro la
presente decisione è dato ricorso in materia penale al Tribunale federale entro
il termine di trenta giorni dalla notificazione.
Qualora non
sia ammissibile il ricorso in materia penale, contro la presente decisione è
ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale
entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.
4. Intimazione:
terzi
implicati
1. PI
1
2. PI
2
3. PI
3
patrocinata da: PA 2
Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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