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Decisione

60.2004.84

Istanza di indennità per ingiusto procedimento. esclusione del risarcimento

11 giugno 2007Italiano76 min

Source ti.ch

Fatti

a. I fatti

alla base della presente procedura risalgono agli anni __________. È necessario

ricapitolarli, onde contestualizzare il procedimento penale a carico dell'istante

e le conseguenti pretese fatte valere in questo contesto. Per operare la ricostruzione

questa Camera fa abbondante riferimento ai fatti accertati dalla Corte di

merito nel proprio giudizio del 3.3.2003 (inc. TPC __________).

b. I fatti

precedenti l’inizio dei procedimenti penali sono così riassunti dalla Corte

delle assise criminali:

1.

__________ (in seguito: __________), con

sede a __________, è una Anstalt secondo il diritto del __________ costituita

nel maggio del __________ da __________ e __________ con un capitale di fr.

30'000.-- (…) per fungere da società di partecipazione preposta al controllo di

numerose aziende, del valore complessivo di parecchi milioni di franchi, attive

nel settore chimico farmaceutico.

La principale partecipazione di __________

per quanto attiene all'oggetto del presente dibattimento, era quella del 90%

nella __________ (che per il rimanente 10% apparteneva a __________), società

anonima di diritto svizzero con sede a __________.

__________ era a sua volta una società di

partecipazione (…), ed era in particolare proprietaria del 100% delle azioni di

__________, società operativa nella produzione e nella commercializzazione di

prodotti farmaceutici nel proprio stabilimento di __________ in cui erano

occupate una cinquantina di persone (…). Anche __________ possedeva delle

partecipazioni, in specie la __________ __________ e quella __________, oltre

ad una quota della __________ di __________.

2.

Il __________ __________, __________ e __________

hanno sottoscritto un documento redatto in lingua inglese e denominato

"Agreement" (…) con il quale si pattuiva tra l'altro che __________

"is owned" al 50% ciascuno da __________ e __________ e che a __________

era conferita una procura ("Proxy") per gestire la __________

("to manage") secondo le istruzioni dei proprietari, e con ciò per

svolgere gli affari di __________ e delle compagnie appartenenti al gruppo al

meglio delle sue possibilità.

Il __________ __________, __________ e __________

hanno firmato un nuovo "Agreement" (…) in sostituzione del precedente.

La fondamentale novità risultante da questo

nuovo contratto era quella che __________, ferma restando la procura di

gestione in suo favore, risultava ora -nelle intenzioni delle parti- proprietario

di 33 e 1/3% delle "azioni" ("shares") di __________

A prescindere dalla questione formale per

cui un'Anstalt del __________ non ha un capitale suddiviso in azioni (questione

che in seguito si rivelerà gravida di conseguenze), era perfettamente chiaro

già solo ad una prima spassionata lettura del documento che la volontà delle

parti era quella di rendere __________ comproprietario di 1/3 del gruppo __________

in una situazione dal profilo economico del tutto parificata a quella degli

altri due proprietari, così come riconosciuto dagli stessi prevenuti al dibattimento.

3.

A partire dal __________ si trovano nella

documentazione in atti (…) i primi segnali dell'incombente conflitto tra __________

e __________. Secondo __________, __________ avrebbe condotto il gruppo in

maniera autoritaria, rifiutando di fornirgli le dovute informazioni

sull'andamento degli affari, e opponendosi in seguito al suo desiderio di

potere assumere -personalmente o per mezzo di persone di sua fiducia- maggiore

influenza negli organi esecutivi del gruppo dopo una rinegoziazione

dell'agreement del __________ alla quale __________ si sarebbe sottratto.

Di conseguenza, __________ avrebbe con il

tempo maturato il sospetto che __________ avesse abusato della sua posizione

all'interno del gruppo per trarre profitto personale.

__________, per sua parte, respingeva gli

addebiti, rilevando da un lato di essere sempre stato disponibile a rendere

conto del suo operato, sia a __________ personalmente, che però secondo __________

non sarebbe stato interessato alle cifre e ai concreti problemi di conduzione

del gruppo, che al suo uomo di fiducia (a quell'epoca) __________.

La Corte non ha ritenuto di rilievo

l'approfondimento delle origini del dissidio e l'attribuzione di responsabilità

all'uno o all'altro, ma essa ha nondimeno rilevato un evidente problema di

mancanza di comunicazione tra i due soci nel periodo __________, poi degenerato

in un assurdo litigio a tutto campo, combattuto in particolare nei tribunali

del Ticino, del Canton __________ e del __________ grazie all'ausilio dei

servigi di un gran numero di avvocati e periti giuridici, ognuno specialista

nel proprio specifico settore, e durato anche dopo la morte di __________,

avvenuta nel marzo del __________.

4.

Nel contesto di questa vera e propria

guerra, gli imputati a partire dal __________ hanno agito come luogotenenti di __________

coordinando l'azione dei vari mandatari sui fronti del conflitto, entrando per

suo conto nei consigli di amministrazione ai quali sono riusciti ad avere

accesso, ed applicando poi diligentemente la strategia, iniziata con la

richiesta di moratoria concordataria per __________, volta al trasferimento di

valori attivi dalle società del gruppo __________ (in particolare __________)

verso una società estranea al gruppo di nuova costituzione, la __________ (o

"__________", come è stata chiamata al dibattimento), società

dapprima posseduta da __________, ed in seguito dai prevenuti personalmente.

(…)

7.

Nel maggio del __________ __________, il

socio di __________ e __________, è uscito di scena dopo avere ceduto la

propria partecipazione alla __________ agli altri due soci, e di conseguenza da

quel momento la __________ appartiene in parti uguali a __________ e __________,

così come esplicitamente riconosciuto dallo stesso __________ a pagina 19 della

prima denuncia sporta nei confronti di __________ il __________ (…).

8.

Nel novembre o nel dicembre del __________ __________

è riuscito ad acquistare da __________ la sua quota di 10% del pacchetto

azionario di __________, venduta secondo __________ in dispregio di un accordo

di prelazione esistente in favore dell'azionista __________. Questa vendita,

ancorché riguardante una partecipazione minoritaria, ha avuto grande significato,

poiché ha modificato l'equilibrio tra __________ e __________ nei rapporti di

proprietà in __________ in favore di __________

Una volta "neutralizzata" la

partecipazione maggioritaria del 90% di __________ in __________, prima per

effetto dell'impossibilità di accordarsi sull'esercizio del diritto di voto di

quelle azioni, ed in seguito per decisione dell'inquirente ticinese che ha

sequestrato i titoli e inibito il diritto di voto, __________ all'atto pratico

ha in effetti potuto controllare per anni __________, e perciò di riflesso

anche la controllata __________, proprio con quel solo 10% di azioni acquistato

da __________.

9.

Il __________ si sono aperte le ostilità,

allorché ha avuto luogo a __________ l'assemblea generale degli azionisti di __________

(…). In quella circostanza è stato sollevato posto il problema relativo

all'esercizio del diritto di voto da parte delle 2250 azioni, suddivise in due

certificati azionari da 1125 azioni, costituenti il 90% del capitale

appartenente a __________.

(…)

Quale che fosse la soluzione giuridicamente

corretta, alla fine in quell'occasione hanno votato solo le 250 azioni, pari al

10% del capitale, che __________ aveva da poco acquistato da __________, e

perciò si è giunti al risultato di eleggere un nuovo consiglio

d'amministrazione composto dall'avv. __________ (presidente), dall'avv. __________,

da __________ e da __________, che è stato mantenuto nell'esecutivo di __________

nella speranza, come raccontato al dibattimento dagli imputati, che fosse

possibile instaurare con lui una fattiva collaborazione per la gestione della

società. In realtà vi possono essere dubbi sull'esistenza di questo intento se

è vero, come hanno ammesso gli imputati, che da quel momento e fino all'arresto

di __________ (__________) vi fu solamente una riunione del consiglio di amministrazione.

(…)

11.

L'entrata degli accusati nel consiglio di

amministrazione di __________ non ha evidentemente contribuito a placare gli

animi. Già il __________ l'avv. __________ ha chiesto ed ottenuto, per conto di

__________ il sequestro ex art. 271 LEF delle 2250 azioni di __________ di

proprietà di __________ in base ad un asserito credito del mandante nei

confronti di questa società (…).

Il __________ l'avv. __________ ha chiesto

a __________, già organo di revisione, la consegna delle azioni di __________ (…),

il __________ l'avv. __________ di __________, anch'egli membro della squadra

di legali di __________, ha intimato all'amministratore di __________ una sorta

di ultimatum volto all'ottenimento dell'immediata ridefinizione della situazione

in __________ (…) e il __________ __________ ha presentato una domanda

supercautelare per ottenere la consegna dai presunti possessori di tutte le

azioni (proprie e delle società partecipate) appartenenti a __________ medesima

(...).

c. La

data del __________ è quella dell’inizio nel nostro Cantone delle velleità sul piano

penale nei confronti di PI 3.

12.

Si è arrivati così al __________, giorno in

cui una prima denuncia penale firmata da __________ nei confronti di __________

per i titoli di appropriazione indebita, amministrazione infedele, falsità in

documenti, conseguimento fraudolento di falsa attestazione e sottrazione di

documenti è stata consegnata brevi manu alla Procura Pubblica Sottocenerina (…).

Da quanto affermato al dibattimento dagli

accusati, manifestamente desiderosi di minimizzare il proprio ruolo, il documento

dovrebbe essere stato materialmente redatto dall'avv. __________, che l'avrebbe

trasmesso agli accusati nella versione in tedesco, i quali lo avrebbero

esaminato. Indi, l'avv. __________ si sarebbe recato a __________ per farlo

firmare a __________ nella versione in italiano, dopo di che l'avrebbe

ritornato all'avv. __________, che l'avrebbe inoltrato all'allora Procura

Pubblica (…).

Secondo quanto narrato nella denuncia, il

denunciante __________ e __________, avevano costituito nel__________ a __________

la __________ (in seguito: __________), società di partecipazione preposta al

controllo di numerose aziende, del valore complessivo di parecchi milioni di

franchi, attive nel settore chimico-farmaceutico. Con il passare del tempo,

essi avevano attribuito ad __________ la gestione di __________ e delle sue

attività sulla base di accordi scritti stipulati nel __________ e nel __________,

ma questi avrebbe tradito la fiducia riposta in lui con una gestione

"dittatoriale", comportandosi da proprietario, collocando con il

tempo se stesso e persone di sua fiducia sia alla testa di __________ che delle

principali società di cui essa deteneva quote di partecipazione, e agendo senza

più tenere conto dei diritti e della volontà dei proprietari economici. Questi

sarebbero stati preclusi dalla facoltà di far parte (o di farvi partecipare

persone di loro scelta) dei consigli di amministrazione delle società

consociate, e addirittura sarebbe stata negata loro la visione dei conti dal

1980 in poi, così come la presenza alle assemblee ordinarie, alle quali non

erano più stati convocati. Nel __________ vi sarebbero state mutazioni nella

ripartizione delle quote di proprietà di __________ (in pratica sarebbe uscito __________),

per effetto delle quali in questa società vi sarebbe stata partecipazione al

50% ciascuno per __________ e __________, __________ sarebbe stata di __________

per il 90% e di __________ per il 10% e __________ sarebbe stata al 100% di __________.

Nonostante queste modifiche, per effetto delle quali __________ avrebbe assunto

una posizione maggioritaria in __________, e di riflesso in tutte le società da

essa controllate, __________ avrebbe mantenuto il proprio atteggiamento,

rifiutando di mostrare i documenti contabili. Egli avrebbe inoltre disposto

abusivamente del certificato di cessione di __________, emesso in bianco nel __________

e del quale non poteva disporre in qualità di semplice procuratore,

sostituendolo nel __________ con un secondo certificato in bianco. Vi sarebbe

perciò il pericolo che egli compili in proprio favore il documento. Sarebbero

inoltre introvabili le azioni della __________ e della __________, appartenenti

a __________. Un altro possibile illecito riguarderebbe la sparizione dalla

contabilità di __________ del prestito di fr. 1'000'000.-- a lei concesso dal

denunciante nel __________, nonostante che l'importo non fosse mai stato

restituito. __________ avrebbe poi fornito al registro di commercio delle false

indicazioni al riguardo del suo domicilio.

13.

Il __________ gli accusati sono stati

iscritti a giornale quali nuovi amministratori di __________ (…), in base ad

un'assemblea generale degli azionisti che -secondo i denuncianti- avrebbe avuto

luogo in forma totalitaria il __________ in circostanze non chiare, ovvero

nell'ufficio dell'avv. __________, alla presenza dei soli denunciati e in

assenza delle azioni di __________ (…).

Sempre il __________ ha avuto luogo

l'assemblea della __________ a __________. Non è certo che la denuncia sia

stata sporta due giorni prima di questo appuntamento per impedire a __________

di parteciparvi e/o di presentare la Zessionserklärung dell'Anstalt. Vero è

però che proprio lo stesso __________ hanno avuto luogo le perquisizioni presso

la __________ a __________, all'__________ e al domicilio di __________, che

l'accusato è stato sentito per la prima volta il __________ dal segretario

della Sostituto Procuratore Pubblico avv. __________, e che l'unico oggetto di

quel breve interrogatorio non sono state le accuse mosse nei suoi confronti con

la denuncia, ma solamente la Zessionserklärung di __________ (…).

14.

Il __________ l'avv. __________ ha formulato

alla Procura Pubblica Sottocenerina "istanza per estensione del

procedimento penale e per misure provvisionali urgenti" (…). Pur

ammettendo che "…non è pertanto ancora possibile formulare delle precise

accuse a __________ con la dovuta certezza" (pag. 2), vi sarebbe

"sospetto di malversazioni effettuate da__________ a proprio indebito

profitto" (pag. 2) nella gestione di __________ o __________, motivo per

cui l'avv. __________ chiedeva l'adozione di tutta una serie di provvedimenti

urgenti, quali l'audizione del denunciato e di vari testi, perquisizioni e

sequestri di documenti, il blocco delle relazioni bancarie del denunciato,

l'analisi della documentazione sequestrata e la successiva restituzione alle

ditte proprietarie. Nell'istanza (…), seppur senza indicare lo strumento con

cui perseguire questo scopo, l'avv. __________ chiedeva la "riduzione del

pericolo di collusione", lamentando che "il denunciato __________ è

tuttora nella possibilità di occultare documenti e di concertare versioni di

comodo con i suoi fiduciari, di persona o tramite la moglie, che lo assisteva

di persona nella gestione delle società del gruppo". All'istanza veniva

allegata della documentazione che avrebbe dovuto attestare di numerose

operazioni ritenute sospette (…).

15.

L'esortazione alla "riduzione del

pericolo di collusione" non è rimasta inascoltata: il __________ il

Sostituto Procuratore Pubblico avv. __________ ha ordinato l'arresto di __________.

Sentito più volte, egli ha sistematicamente negato ogni addebito di reato

penale, sostenendo di avere sempre agito nell'interesse del gruppo di società

facente capo a __________ e di essere vittima di manovre orchestrate da __________

per estrometterlo dal controllo di queste società. Il __________ egli ha

instato per la libertà provvisoria (…), che gli è stata negata il __________

dal Sostituto Giudice Istruttore avv. __________ (…). La decisione è stata

impugnata avanti alla CRP il __________ (…), che ha respinto il ricorso in data

__________ (…) "per l'art. 33 CPP l'arresto per prevenzione di reato presuppone

l'esistenza di gravi indizi di colpabilità: presupposto che è dato nella

fattispecie, malgrado l'ostinazione del reclamante a pretendere che si tratta

di vertenza meramente civile: i seri indizi si basano sulle risultanze in

atti". Vana è però la ricerca nella sentenza dell'enunciazione di anche

uno solo degli indizi di colpevolezza asseritamente risultante dagli atti,

oltretutto non accessibili alla difesa.

La carcerazione preventiva si è protratta

per 5 mesi e mezzo, sino al __________, data in cui __________ è stato liberato

contro pagamento di una cauzione di fr. 80'000.-- (…), che sarà liberata solo a

seguito della decisione 6 giugno 1990 della CRP (…).

16.

Il __________, a 12 giorni dall'arresto di __________,

__________, in questo rappresentata dall'avv. __________, ha presentato istanza

alla Pretura del distretto di __________ per la concessione di una moratoria

concordataria di 4 mesi (…). Secondo quanto narrato nell'istanza, "…la

società, pur avendo lavorato per anni con notevole successo, è venuta a

trovarsi improvvisamente in una situazione di marcata carenza di liquidità,

segnatamente a seguito di strane operazioni condotte dall'allora direttore e

amministratore __________ che dovette appunto essere destituito e contro il

quale è stata presentata anche denuncia penale" (punto 2, pag. 2), "…

la __________ arrischia così di doversi dichiarare insolvente per illiquidità

benché potrebbe senz'altro disporre dei mezzi per il pagamento se avesse un

lasso di tempo sufficiente per l'incasso e per chiarire tutte le strane disposizioni

del destituito __________ " (punto 6, pag. 5).

Inoltre, l'istanza esponeva con chiarezza

anche il progetto per il futuro: "… dato che occorre salvaguardare un

notevole know-how, un'importante clientela e soprattutto 50 posti di lavoro, si

intende costituire con capitale nuovo, una società di ripresa che assumerebbe

le maestranze, prenderebbe in affitto i locali e alla quale dovrebbe essere concessa

una licenza per i prodotti e per la clientela." (punto 7, pag. 5).

17.

La Corte, atti e cifre alla mano, ha

lungamente tentato di farsi spiegare dagli imputati cos'altro potesse avere

"improvvisamente" creato una "marcata carenza di liquidità"

se non il fatto che __________, repentinamente estromesso dal consiglio di

amministrazione, aveva ritirato le garanzie personali per complessivi fr.

1'500'000.-- da lui prestate in favore delle linee di credito bancario concesse

alla __________, che di fatto erano la liquidità dell'azienda. Nessuna risposta

convincente è stata fornita, avendo gli imputati invocato l'ingente debito nei

confronti dell'autorità fiscale, che però all'epoca non era né ingente (ca fr.

600'000.-- in tutto), né soprattutto imminente, essendo stato negoziato da __________

il suo pagamento rateale, mentre che le pendenze fiscali milionarie, alle quali

probabilmente gli imputati si riferivano, emergeranno solo in seguito, ossia allorché

a seguito delle denunce da loro presentate nei confronti di __________ e degli

accertamenti peritali che ne sono seguiti, l'Amministrazione Cantonale delle

Contribuzioni accerterà che __________ effettivamente sottraeva alle attenzioni

del fisco parte degli utili della __________ per mezzo di transazioni che impoverivano

questa società in favore di altre società del gruppo, e non invece in favore di

__________ personalmente, così come sostenuto nelle denunce.

Privo di riscontro è rimasto il rilievo del

Presidente che, in assenza di altri reali problemi di liquidità, il problema

causato dalla richiesta di rientro dei crediti da parte della banca di

riferimento di __________ (la __________) poteva verosimilmente essere risolto

prestando garanzie personali analoghe a quelle che aveva in precedenza fornito __________,

con attitudine invero singolare per un amministratore asseritamente disonesto.

In ogni caso, anche dopo interi giorni di

dibattimento alla Corte non sono risultati chiari i motivi -tolta la predetta

contingente mancanza di liquidità conseguente al ritiro delle proprie garanzie

da parte di __________ - per i quali vi sarebbe stata la necessità di chiedere

la moratoria.

18.

La "società di ripresa"

preannunciata nell'istanza è stata costituita già il __________ con la ragione

sociale di __________. Il capitale sociale di fr. 500'000.-- è stato messo a disposizione

da una società di __________ che pertanto, a dispetto della sottoscrizione a

titolo fiduciario di 498 delle 500 azioni da parte dell'avv. __________, era il

proprietario economico della società, mentre che gli accusati sono entrambi

stati chiamati a fare parte del consiglio di amministrazione (…). In un secondo

tempo, e meglio dal __________, la società ha cambiato la ragione sociale,

assumendo la denominazione di __________ (…).

19.

Concessa la moratoria, il Pretore ha

affidato il mandato di fungere da commissario del concordato al __________, al

quale si è innanzitutto posto il problema di valutare i passivi e soprattutto

gli attivi della __________.

Fatto ciò, il __________ il commissario ha

inviato un rapporto ai creditori (allegandovi per gli aventi diritto un

tagliando per l'adesione) nel quale indicava attivi per fr. 5'269'322.-- e

passivi per fr. __________ (…). Su questa base vi sarebbe stato un grado di copertura

teorico del 42% per la quinta classe, motivo per cui deve essere parsa allettante

ai creditori la proposta ivi formulata di un dividendo del 70%.

Ed infatti, la proposta del commissario ha

raccolto 56 adesioni in rappresentanza di crediti per complessivi fr. 5'101'796.--

(…), 24 delle quali rilasciate da una __________ di __________, persona

giuridica messa a disposizione dall'avv. __________ che non era in origine

creditrice della __________, ma che lo era diventata acquistando a prezzo pieno

i crediti di altrettanti piccoli creditori di __________ con denaro proveniente

da __________

Il __________ il commissario ha proposto al

Pretore l'accettazione del concordato e il __________ ha avuto luogo in Pretura

l'udienza per l'omologazione del concordato.

Il __________ il commissario ha nuovamente

scritto al Pretore, segnalandogli che gli attivi erano ora di fr. 8'078.000.--

(in luogo dei precedenti fr. __________ con un aumento perciò di quasi 3

milioni di franchi), importo salito a fr. 8'106'434.96 in un successivo scritto

__________ del commissario al Pretore, con riserva dell'incasso di un ulteriore

credito di __________ di £ 484'895.77.

Nonostante che queste comunicazioni del

commissario avessero mutato sostanzialmente la situazione rispetto a quella

oggetto del consenso dei creditori, il Pretore con sentenza __________ ha

omologato il concordato.

Adita da __________, la Camera di

Esecuzione e Fallimenti del Tribunale d'appello il __________ ha annullato la

sentenza, rilevando la palese violazione del diritto di essere sentiti dei

creditori, il cui consenso ad un dividendo del 70% era viziato dalla mancata

informazione sull'aumento degli attivi disponibili, ed inoltre avanzando

espressamente il sospetto della violazione degli art. 168 o 170 CP, ossia

dell'esistenza dei reati di compera di voto e conseguimento fraudolento di un

concordato giudiziale, con riferimento all'acquisto di crediti operato dalla __________.

__________ ha interposto ricorso di diritto

pubblico contro la decisione della CEF, ma dopo la reiezione del gravame essa

in data __________ ha ritirato la propria domanda di concordato, rinunciando

così alla ripetizione della procedura di approvazione della proposta di concordato.

20.

La Corte, per più motivi, ha maturato il

convincimento che si sia trattato di un concordato truffaldino. In primo luogo

esso è stato richiesto senza che ve ne fosse un'apparente necessità, fatto

salvo il contingente problema di liquidità, causato comunque dal repentino

allontanamento dello __________ e non da problemi nell'andamento della società.

Oltre a ciò, il computo degli attivi pare essere stato caratterizzato dalla

loro sottovalutazione, basti dire che la partecipazione di __________ alla __________

__________, che anni dopo frutterà oltre 2 miliardi di lire al momento della

sua realizzazione, è stata computata per fr. 1.-- ai fini del calcolo del dividendo.

Ciò nonostante, ne è derivata una proposta di dividendo insolitamente alta del

70% per i creditori chirografari, quando la quota usuale è all'incirca del 10%.

Logico pensare, a questo punto, che se una società è in grado di pagare il 70%

dei debiti nonostante la sottovalutazione degli attivi, essa è in realtà probabilmente

capace di pagare anche il 100%, per il che è ovvio che essa non necessita di

alcuna procedura concordataria. E ancora, non può non destare sospetti

l'avvenuta compera di voti dai piccoli creditori, integralmente tacitati,

all'evidente scopo di influire sull'accoglimento del concordato. Infine, a

concordato fallito (o meglio, ritirato), fosse stata vera la situazione di

profondo dissesto addotta dai prevenuti al dibattimento, ci si sarebbe dovuti

aspettare, secondo logica, il rapido fallimento di __________, che invece non

si è realizzato, e questo benché essa, per effetto dei contratti di cui si dirà

tra poco, fosse oltretutto stata privata della maggior parte delle proprie

risorse.

21.

Lo scopo di questa manovra non era certo

quello di ottenere la remissione del 30% delle proprie pendenze per effetto del

concordato. La vera finalità perseguita con il concordato era stata esplicitata

già con l'istanza del __________ si voleva costituire una "società di

ripresa", economicamente appartenente al solo __________ (ad esclusione

cioè della quota del 50% di __________), e trasferirle, con il pretesto del

concordato, le redditizie attività di __________.

Questo obiettivo è stato raggiunto con la

firma dei 3 contratti del __________ tra __________ e la __________. I

contratti sono contestuali al cambiamento di ragione sociale della società di ripresa

da __________ in __________, nonché all'invio ai creditori da parte del commissario

della proposta di adesione al concordato. __________ era uscito di prigione da

una decina di giorni.

Di questi contratti (…), tutti stipulati

per la durata di 5 anni, uno verteva sulla locazione degli stabili di __________

in cui si svolgeva l'attività produttiva di __________, concessi in uso a __________

per un canone annuo di fr. 193'800.-- (allegato 10), importo che per ammissione

dell'avv. __________ nemmeno era sufficiente a coprire gli oneri ipotecari,

così che per farvi fronte __________ SA doveva attingere dal provento del

contratto di cessione delle licenze. Il secondo contratto (allegato 11) verteva

sulla locazione in favore della società di ripresa di tutti i macchinari,

mentre che il contratto più importante (allegato 9) concedeva alla beneficiaria

__________ la facoltà di utilizzare a proprio profitto tutto il Know-how di __________,

ivi compreso il diritto di sfruttare le licenze e le registrazioni dei prodotti

farmaceutici, in cambio di una "Lizenzgebühr" pari al 13% del profitto

netto ricavato dalla vendita dei prodotti.

Le implicazioni economiche di quest'ultimo

contratto sono di meridiana evidenza: a costo zero, ovvero senza dovere pagare

alcuna somma di denaro ma solo facendo fronte alle spese correnti (e nemmeno

per intero, almeno per i costi degli immobili), __________ entrava in possesso

dell'intera attività di __________ e dell'87% degli utili da essa generati.

Per salvare almeno l'apparenza, gli

accusati hanno firmato i contratti solo in rappresentanza di __________, anche

se al dibattimento hanno dovuto ammettere che avrebbero potuto farlo -nella

loro qualità di consiglieri di amministrazione- anche per __________,

incombenza che hanno invece lasciato a __________ e __________. Ciò nonostante,

la collusione è evidente, così come manifesto in questa stipula appare il

conflitto tra gli interessi di __________, appartenente a __________ e __________,

e quelli di __________, appartenente al solo __________.

Non a caso, questi contratti il __________

saranno dichiarati nulli dal Kantonsgericht di __________ per violazione

dell'art. 20 CO (…), il che risolve in maniera definitiva la discussione circa

l'asserita (dagli imputati) equità di quelle pattuizioni.

22.

Per difendersi dal rimprovero di avere

voluto trasferire gli attivi del gruppo __________ ad una società esterna, gli

accusati hanno invocato l'esistenza di vari successivi contratti (…) con i quali

già a partire dal __________ si costituiva in favore di __________, ovvero una

società appartenente al gruppo, un diritto di compera sulle azioni della __________,

che se esercitato avrebbe comportato il rientro nel gruppo delle attività fatte

uscire con i predetti contratti __________.

A mente della Corte, il cui Presidente li

ha definiti dei "paracadute" per gli accusati, questi contratti

costituivano una mera simulazione di volontà, formalizzata in contratti al solo

scopo di potere giustificare il trasferimento di diritti (e di conseguenza di

denaro) in favore di un'entità estranea al gruppo.

Appare infatti più che sospetto che l'avv. __________,

firmatario per __________, __________ -detentrice a titolo fiduciario per conto

di __________ del pacchetto azionario di __________ - abbia ritenuto necessario

il __________ di doversi recare da un notaio a __________ per fare autenticare

la propria firma sul contratto di concessione del diritto di compera sulle

azioni concluso a beneficio di __________ (…), ovvero di una società della

quale era amministratore. Tolta perciò l'eventualità che l'avv. __________ avesse

motivo di dubitare dell'autenticità della sua stessa firma, l'unica plausibile

ragione della richiesta di intervento del notaio deve essere stata quella di

farsi attestare la stipula del contratto in una data non sospetta, il che è

però comportamento di per sé sospetto.

Nessuna novità di rilievo è data dalle

successive versioni del contratto, tutte con valenza, secondo la Corte,

prettamente formale, prova ne da una parte il fatto che __________ -unica persona

avente interesse a fare entrare __________ nel gruppo __________ e pertanto unica

persona nel cui (teorico) interesse i documenti erano stati allestiti- non era

stato messo al corrente dell'esistenza del diritto di compera formalmente

concesso a __________, e d'altra parte il fatto che alla fine non fu __________

ad esercitare il diritto di compera (…), ma bensì gli accusati, che divennero

perciò nell'aprile del __________ i proprietari di __________

23.

La strategia messa in opera dagli accusati

non prevedeva solo il trasferimento di diritti ed averi di __________ a __________,

ma anche la monetizzazione degli attivi del gruppo per effetto di vendite a

terzi.

Già nel __________ si è proceduto alla

vendita al prezzo di fr..-- della partecipazione detenuta da __________ nella

società __________ __________. L'episodio viene menzionato per il motivo che

esso è oggetto di ipotesi accusatoria, a carico del solo avv. __________,

accusato di appropriazione indebita aggravata nei termini di cui al punto 7

dell'atto d'accusa.

L'avv. __________ ha ammesso di avere

ricevuto il provento della vendita su di un suo conto privato presso il __________,

e questo dietro espressa istruzione di __________. Il denaro sarebbe poi stato

impiegato in un secondo tempo nell'interesse del gruppo, più precisamente per pagare

delle pendenze di vario genere.

24.

Oltre a ciò, proseguiva con grande vigore

la guerra nei confronti di __________, per nulla esaurita dopo le prime due

denunce, la seconda delle quali -come detto- gli aveva spalancato la porta del

carcere.

Il __________ l'avv. __________ ha

presentato alla Procura Pubblica Sottocenerina un ulteriore memoriale

concernente "operazioni eseguite su ordine di __________ che

apparentemente appaiono prive di causa" (…), segnatamente dei prelievi per

contanti a debito del conto __________ presso __________ per complessivi fr.

1'350'000.-- e giustificati come parziale restituzione di mutui avuti da __________,

l'emissione di 3 fatture fittizie per complessivi fr. 787'923.55 da parte di __________

di __________ a carico di __________ per merce mai fornita, un altro prelievo

di fr. 100'000.--, la cessione di dossier completi di brevetti, licenze e

autorizzazioni di vendita di propri prodotti da __________ a __________ nel __________

e la vendita nel 1985 della __________.

A queste prime segnalazioni, per la quali

la Procura Pubblica Sottocenerina ha aperto l'incarto __________, sono seguite

numerose altre denunce.

Il __________ __________ ha denunciato per

amministrazione infedele e ricettazione l'avv. __________, già membro del

consiglio di amministrazione di __________ (…), oppure almeno

"amministratore de facto" della stessa (…). Nell'intestazione della

denuncia __________ figura come patrocinata dall'avv. __________, ma la firma a

pag. 16 è quella di __________ (…).

Il medesimo __________, sempre con

l'asserito patrocinio dell'avv. __________, che ha redatto il documento (…), ma

a firma dell'avv. __________, __________ ha denunciato __________ e la di lui

moglie __________ per i titoli di furto, sottrazione di documenti, sottrazione

di cose requisite o sequestrate, violazione di domicilio, appropriazione indebita

o in subordine amministrazione infedele e falsità in documenti (…).

Per quanto riguarda __________, secondo

quanto narrato, egli dopo le perquisizioni effettuate il __________ si sarebbe

recato negli uffici di __________ e avrebbe sottratto varia documentazione, poi

trasferita a __________ per impedirne l'acquisizione agli incarti giudiziari.

L'__________ la Procura Pubblica Sottocenerina

ha aperto nei confronti di __________ e dei responsabili di __________ l'incarto

n. __________ per il reato di frode fiscale, dando seguito alla segnalazione __________

dell'Amministrazione cantonale delle contribuzioni (…).

Un'ulteriore denuncia penale (con richiesta

di misure provvisionali urgenti) nei confronti di __________, come pure dell'avv.

__________ e dell'avv. __________ è stata presentata il __________ da __________

e __________ per i titoli di disobbedienza a decisioni dell'autorità ed eventualmente

falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (…).

Anche in questa circostanza le denuncianti vengono indicate a pag. 1 come

rappresentate dall'avv. __________ e annesse alla denuncia vi sono le

corrispondenti procure in suo favore, ma le firme a pag. 6 della denuncia, così

come quelle sulle procure, sono le firme degli accusati.

Il reato di disobbedienza sarebbe stato

compiuto utilizzando per esercitare il diritto di voto all'assemblea generale

del __________ della __________ 2250 azioni nominali di quella società, che non

avrebbero dovuto essere utilizzate essendo colpite da sequestro penale ed essendone

stato inibito il diritto di voto con decisione __________ del Giudice

Istruttore di __________, decisioni che, seppure non cresciute in giudicato,

sarebbero state esecutive, così che avervi disobbedito comporterebbe, anche in

assenza di esplicita comminatoria, la commissione del reato di cui all'art. 292

CP.

Il medesimo __________ avrebbe avuto luogo

anche un'assemblea generale di __________, ed anche in questo caso i denunciati

si sarebbero avvalsi delle azioni della società nonostante due decreti di

sequestro della Procura Pubblica, che, secondo i denuncianti, sarebbero evidentemente

comprensivi anche dell'obbligo di non disporre dei diritti incorporati nei titoli.

In questa situazione, ne conseguirebbe

anche il reato di falsità in documenti al riguardo dei verbali delle assemblee,

attestanti falsamente della presenza delle azioni e/o del diritto di rappresentarle,

mentre che l'uso dei verbali per ottenere delle iscrizioni presso l'ufficio del

registro di commercio di __________ costituirebbe conseguimento fraudolento di

una falsa attestazione.

Il __________ __________ e __________ hanno

denunciato __________ alla Procura Pubblica Sottocenerina per amministrazione infedele,

appropriazione indebita, falsità in documenti e sottrazione di documenti (…),

sempre nelle predette modalità, ossia con l'asserito patrocinio dell'avv. __________

(denuncia, pag. 1) ma a firma degli accusati (denuncia, pag. 7).

Secondo la denuncia, nella contabilità di __________

figurerebbero addebiti per prestazioni effettuate in suo favore da __________

agente per __________, destinataria di a tal titolo di £ 39'500.-- al __________

e di £ 50'000.-- al __________, importi che però non figurerebbero nella contabilità

di __________. Ne seguirebbe che l'una o l'altra azienda ha commesso falsità in

documenti nella propria contabilità, ed in entrambi i casi la responsabilità

sarebbe del denunciato.

Anche nei rapporti tra __________ e __________

si sarebbero verificati episodi del genere al riguardo della (mancata)

contabilizzazione nel __________ (£ 202'155.--) e __________ (£ 91'760.--) di

fatture per asseriti "research costs", in realtà per la vendita dei

dossier completi relativi a prodotti farmaceutici (…). Oltre alla falsità in

documenti, sarebbero ipotizzabili i reati di amministrazione infedele e di

appropriazione indebita, così come quello di sottrazione di documenti.

Amministrazione infedele (e/o

appropriazione indebita) da parte del denunciato andrebbe infine ravvisata anche

nella rinuncia di __________ in favore di __________, avvenuta nel __________,

all'incasso del prezzo di dossiers di prodotti svizzeri per £ 372'000.--,

fattispecie peraltro già denunciata in data __________ (cfr. consid. 3).

Nuova denuncia contro __________ da parte

di __________, asseritamente rappresentata dall'avv. __________ ma a firma

degli accusati, in data __________ per il titolo di conseguimento fraudolento

di una falsa attestazione, commesso contestualmente all'acquisto di un fondo

nel __________ da parte di __________, rappresentata in quell'occasione dallo __________

(…). In aggiunta al pagamento del prezzo di fr. 530'000.--, risulterebbe

infatti l'emissione di un assegno di fr. 120'000.-- da parte di __________ in

favore della venditrice. La concomitanza cronologica, nonché l'identità delle

parti dimostrerebbero che la somma costituiva parte integrante del prezzo di

vendita.

Il __________ __________, __________ e __________,

tutte rappresentate dall'avv. __________, che ha pure sottoscritto l'allegato,

hanno inoltrato un"istanza" al Giudice Istruttore Sostituto avente

apparentemente per oggetto le azioni della __________, che erano state sequestrate

il __________ dalla Procura Pubblica (…), ma in cui in realtà si chiedeva

anche, seppure in via subordinata, "viene avviato un procedimento penale

per la sottrazione delle azioni menzionate nel verbale __________ della __________

giusta gli artt. 142 e 150 CPP" (pag. 11). Il Giudice Istruttore Sostituto

ha trasmesso la richiesta al Sostituto Procuratore Pubblico, che tuttavia il __________

rispondeva che "da un attento esame degli atti non ritengo sia possibile

la richiesta estensione, in quanto non emergono sufficienti elementi di indizio

a carico di __________ " (cubo 3, classificatore "atti istruttori

VIII", AI 504).

Infine, il __________ gli imputati e __________

hanno inoltrato al __________ di __________ una denuncia penale contro __________

per il titolo di conseguimento fraudolento di una falsa attestazione (…). Secondo

la denuncia, __________ il __________ aveva scritto all'Ufficio del registro di

commercio di __________ in qualità di membro del consiglio di amministrazione

di __________ facendo iscrivere __________, in __________, quale luogo di suo

domicilio, il che non sarebbe vero, avendo egli trascorso in quel paese solo

brevi periodi tra il __________ e il __________, mentre che il suo domicilio

sarebbe in realtà ad __________. Così facendo, egli avrebbe conseguito

fraudolentemente una falsa attestazione dall'ufficio registri di __________,

per il che andrebbe punito per violazione dell'art. 253 CP.

25.

L'inchiesta nei confronti di __________ si

è protratta per oltre 9 anni, nel corso dei quali si sono accumulati documenti,

verbali, perizie, reclami e relative decisioni, le risultanze di iniziative giudiziarie

avviate dalle parti in altri cantoni e in __________, nonché corrispondenze di

ogni genere. Montagne di carta, un elenco atti che arriva sino al numero

progressivo 894, 450 pagine di verbalizzazione del Giudice Istruttore. Nel

frattempo, l'__________ __________ è deceduto, ed anche questo avvenimento è

stato occasione di aspro litigio, essendosi posta la questione a sapere se i

prevenuti, e per essi l'avv. __________, fossero ancora legittimati a tutelarne

le ragioni -le sue ma soprattutto quelle delle società delle quali, direttamente

o indirettamente, era l'avente diritto economico- questione alfine risolta

negativamente dal GIAR, che con decisione __________ (ovvero a 4 anni e mezzo

dalla morte di __________) stabiliva che "gli avvocati reclamanti non

possono in buona fede continuare a seguire il procedimento penale contro __________,

quali patrocinatori della parte civile utilizzando la procura, con validità

post mortem quando sanno di non avere l'accordo degli eredi, i quali ripetutamente

hanno espresso il loro dissenso a partire dal mese di luglio del __________."

(…).

Il deposito degli atti è avvenuto il __________

ad opera dell'avv. __________, nel frattempo eletto alla carica di Procuratore

Pubblico (…).

Già il successivo __________, egli ha messo

fine alla vicenda con 2 decreti d'abbandono: uno di 4 pagine relativo alle

denunce per reati patrimoniali (abb. __________) e l'altro, di 2 pagine, relativo

alla denuncia dell'Amministrazione cantonale delle contribuzioni per frode fiscale

(abb. __________). Del laconico testo del decreto __________, che nemmeno esamina

le singole ipotesi di reato prospettate e nel quale è invece tangibile

l'imbarazzo del redattore, vanno evidenziati alcuni passaggi (pag. 1 e 2):

"Alla base di tutto vi è indubbiamente

un ampio contenzioso di natura civile, che solo in proseguo di istruttoria si

rivelerà essere essenzialmente tale, tra accusato e denunciante, tendente a

stabilire i diritti di proprietà del gruppo di società facenti capo,

direttamente ed indirettamente, alla __________, __________." (…)

"Gli addebiti mossi all'accusato poggiavano inizialmente su indizi

concreti e convincenti, tanto da indurre l'allora Procuratrice sostituta

sottocenerina ad ordinarne l'arresto, che venne mantenuto con conferma della

Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello con decisione __________,

chiamata ad esprimersi su un rifiuto di istanza di libertà provvisoria."

(…) "Il risultato è che oggi parecchie delle fattispecie addebitate

all'accusato sono oramai prescritte; devesi comunque rilevare che le stesse si

sono in ogni caso rivelate in massima parte infondate. Tanto che oggi si può

tranquillamente affermare che non poche denuncie furono strumentali

all'ottenimento di scopi estranei al procedimento penale."

Doveroso appare il rilievo del fatto che a

quasi 10 anni dall'inizio della vicenda i "concreti e convincenti"

indizi di colpevolezza a carico di __________, per i quali fu tenuto in carcere

per 5 mesi e mezzo, continuavano ad esistere nelle decisioni di inquirenti e

giudicanti solo all'impalpabile livello dell'apodittica affermazione della loro

sussistenza.

26.

Tornando alla cronistoria, un successivo

momento significativo -dopo i contratti del __________ e la fine della

procedura concordataria nell'ottobre del __________- è, nell'ipotesi

accusatoria e nel contesto della predetta strategia di monetizzazione degli

attivi di __________, il gennaio del __________.

E' infatti del __________ il contratto tra __________

e __________ concernente la vendita dalla prima alla seconda dei diritti per il

prodotto __________ al prezzo simbolico di fr. 7'500.--, dopo che la seconda aveva

in precedenza già ceduto il prodotto in questione a __________ per fr. 1.1

milioni (…). La transazione in questione è oggetto di ipotesi accusatoria al

punto 4b dell'atto d'accusa.

27.

Fondamentali nella ricostruzione degli

avvenimenti rilevanti sono invece i fatti dell'aprile del __________. Al più

tardi a questo momento, infatti, gli accusati hanno cessato di essere dei

mandatari di __________ e hanno invece iniziato ad agire per proprio conto.

27.1

Questo perché gli imputati il __________

hanno acquistato da __________ il pacchetto azionario della __________,

divenendone proprietari a tutti gli effetti. L'acquisto è formalmente avvenuto

per mezzo dell'esercizio da parte di __________ del diritto di compera a lei

spettante sulle azioni della __________ al prezzo di fr. 760'000.--, diritto

esercitato nei confronti dell'avv. __________ di __________, agente nella

specie come prestanome di __________. Contestualmente, __________ ha venduto dette

azioni all'avv. __________, agente come prestanome degli accusati, al prezzo di

fr. 900'000.--, di cui fr. 760'000.-- andati all'avv. __________ (cioè a __________)

in pagamento delle azioni, e fr. 140'000.-- confluiti a __________, un

"Obulus" secondo l'avv. __________ (…). Nella sostanza, si è comunque

trattato di una vendita diretta delle azioni da __________ agli imputati, in un

momento in cui essi, coma hanno confermato al dibattimento, cullavano

addirittura l'idea di acquistare la quota di __________ di tutto il gruppo __________

al prezzo di fr. 4'000'000.--.

27.2

Sempre il __________, ovvero un secondo

dopo essere divenuti proprietari di __________, gli imputati hanno pensato bene

di sostituire i contratti in essere con __________ del __________, validi sino

al __________, con nuovi contratti dello stesso genere ma decisamente più vantaggiosi

per la società da loro testé acquistata, così da accelerare ed incrementare

l'opera di spoliazione di __________.

Di 3 contratti che erano, se ne sono fatti

2 nuovi: uno per la locazione degli immobili, ed uno per la cessione delle

attività, delle licenze e del know-how e per la locazione di tutti i macchinari

(…).

Il contratto di locazione è sostanzialmente

analogo ai due precedenti, a parte il fatto che ora veniva (gratuitamente)

concesso alla conduttrice un diritto di prelazione.

Anche l'altro contratto è nella struttura

simile ai contratti preesistenti, laddove la differenza risiede essenzialmente

nella controprestazione offerta da __________ che, senza apparente motivo,

scende dal 13% al 5% (sui primi 10 milioni di franchi, poi decresce

ulteriormente per l'eccedenza) della cifra d'affari netta

("Nettoumsatz") -concetto che gli imputati hanno ammesso essere

analogo nel computo al precedente 13%- ma almeno fr. __________-- (…).

Pertanto, se per il contratto del __________ (comunque ritenuto nullo ex art.

20 CO) poteva essere ampiamente discutibile la questione a sapere se il 13%

dell'utile fosse o meno un'equa controprestazione, appare manifesto che il

contratto __________ è assai meno conveniente per __________, che pertanto non

aveva alcun interesse a sottoscriverlo, specie se si pone mente al fatto che il

precedente contratto -conveniente o meno- doveva durare ancora quasi 2 anni e

mezzo (fino al __________). Anche questi due contratti, come i tre del __________,

sono comunque stati annullati nel __________ dal Kantonsgericht di __________

per violazione dell'art. 20 CO (…).

27.3

L'__________ __________ e __________ hanno

firmato uno strano contratto in cui, in particolare, __________ si riconosceva

debitrice di risarcimenti del danno nei confronti di __________ in relazione ai

debiti d'imposta di quest'ultima società (…) in cambio della cessione da __________

a __________ di tutte le pretese risarcitorie che essa avrebbe potuto vantare a

tal titolo nei confronti di chicchessia (…).

Non è dato di vedere a prima vista quale

fosse lo scopo di una simile pattuizione, se non quello di compromettere gli interessi

di __________, che senza esservi obbligata si accollava imprecisate pretese

risarcitorie, e di trasferire da __________ a __________ eventuali pretese di regresso

nei confronti di terze persone (come ad esempio gli imputati), si presume allo

scopo di proteggerne gli interessi.

27.4

Questo accordo era comunque in relazione

con l'altro contratto (…) denominato "Treuhandvertrag" concluso lo

stesso __________ tra __________ e __________ per una parte e l'avv. __________

per l'altra parte (…).

Con questo contratto le due società

trasferivano a titolo fiduciario all'avv. __________ (in cambio di un

sostanzioso onorario) la proprietà di tutti i loro averi, tra cui le

partecipazioni azionarie di loro pertinenza. Scopo della stipulazione poteva

essere unicamente quello di nascondere gli attivi delle società dagli occhi di

terze persone, ovvero di __________, per vanificarne le pretese. La finalità

indebita del contratto è perciò di immediata comprensione, e del resto gli

imputati al dibattimento non hanno saputo indicare un solo valido motivo per

cui sarebbe stato necessario per gli interessi delle due società di agire in

tal modo, mettendosi nelle mani di un fiduciario.

28.

Dopo l'aprile del __________ la

monetizzazione degli averi del gruppo è proseguita con la vendita degli attivi

(immobili e diritti sul prodotto __________) della filiale __________ della __________.

Il provento, pari a circa 2 miliardi di lire al netto di tasse e spese (…), è

poi stato sperperato dagli accusati in oscure operazioni finanziarie, alle

quali il punto 4c dell'atto d'accusa fa solo indirettamente riferimento, e che

sono invece state spiegate in aula dalla parte civile. In particolare, per fr. 468'000.--

sarebbero state acquistate merci (materie prime) di cui avrebbe beneficiato __________

senza che alla __________ sia mai stata rimborsata la spesa. Altri 750 milioni

di lire sarebbero stati investiti nel progetto di acquisizione della società __________

"__________", poi fallita.

29.

Il __________, infine, dopo la morte di __________

(__________) e nel momento in cui __________, con infinita fatica, era prossimo

all'ottenimento del controllo sul gruppo __________ e alla defenestrazione

degli imputati dai consigli di amministrazione delle società del gruppo ancora

esistenti, gli accusati hanno stipulato un ultimo contratto capestro, nullo

come i precedenti, con il quale, dopo 5 pagine di premesse volte manifestamente

a fornire anticipata risposta alle perplessità destate dalla pattuizione, __________

vendeva a __________ tutte le registrazioni di sua proprietà relative a

prodotti farmaceutici, così come pure tutti i diritti di commercializzazione

ivi connessi al prezzo di complessivi fr. 282'500.-- (oltretutto pagabili in

quattro rate su tre anni) oltre ad una royalty dell'1.5% annuale sul reddito

netto (…).

E' di meridiana evidenza che questo

contratto costituisce il colpo finale assestato dalla società appartenente agli

accusati alla __________, il definitivo compimento dell'opera di spoliazione iniziata

5 anni prima con la richiesta di moratoria.

Manifesto appare infatti l'interesse della

società di ripresa di acquisire al prezzo di fr. 282'500.-- (oltre 1.5% degli

utili) la proprietà di quei beni per i quali finora doveva pagare un canone

annuo del 5% degli utili, ma almeno fr. 500'000.-- all'anno; in pratica è come

se il padrone di casa vendesse la casa all'inquilino ad un prezzo inferiore ad un'annualità

di pigione. Un vero e proprio suicidio commerciale da parte di __________, che

nessuno, se non i suoi amministratori di odore di defenestrazione, obbligava a

vendere, potendosi essa prevalere sino al __________ del contratto del __________,

a sua volta volto peggiore di quello del __________, ma infinitamente preferibile

all'alienazione a titolo pressoché gratuito di ogni suo attivo. Inutile

soggiungere che anche questo contratto, a maggior ragione, è stato ritenuto

nullo dalla giustizia civile.

d. La

ricostruzione dei fatti richiede di ricapitolare anche la reazione di PI 3,

almeno sul piano penale, che ha portato al giudizio assolutorio dell’istante e

del coimputato.

30.

Recuperata la propria libertà il __________,

__________ aveva ben presto a sua volta assunto il ruolo di denunciante nei

confronti di __________ e degli avv. __________ e __________.

Il __________ egli aveva inoltrato una

prima denuncia nei loro confronti (…). A __________ egli imputava delle

malversazioni commesse in danno della ditta danese __________, con il cui provento

avrebbe poi acquistato la propria partecipazione in __________ e il 10% del

pacchetto azionario di __________.

I tre denunciati l'avrebbero falsamente

accusato di reati patrimoniali per poterlo escludere dagli organi esecutivi del

gruppo, facoltà che gli sarebbe spettata per contratto (oltre che in qualità di

comproprietario), ne avrebbero danneggiato il credito, avrebbero fornito false

indicazioni all'ufficio del registro di commercio di __________, avrebbero

amministrato negligentemente le società del gruppo arrecando danni milionari,

avrebbero fraudolentemente instato per una moratoria concordataria, allo scopo

di impadronirsi a poco prezzo delle attività del gruppo, anche per mezzo della __________,

appositamente creata a questo scopo.

Il __________ __________ aveva denunciato l'avv.

__________ per i titoli di truffa, amministrazione infedele, diffamazione,

calunnia e ingiuria, reati che egli avrebbe perpetrato in qualità di membro del

consiglio di amministrazione di __________ e agendo quale rappresentante di __________

(…).

La fattispecie era sostanzialmente quella

di cui alla denuncia del mese precedente, ovvero l'esistenza di reati messi in

atto per estromettere il denunciante dalle società di cui era in parte avente

diritto economico, ed in seguito lo svuotamento di queste società in favore di

una nuova persona giuridica.

Il __________ __________ aveva poi

denunciato anche l'avv. __________, accusandolo del medesimo complesso di fatti

imputato all'avv. __________, con la differenza che questi avrebbe agito

dall'interno di __________, mentre che l'avv. __________ avrebbe commesso i

propri illeciti agendo quale amministratore di __________ (…).

__________ aveva sporto un'ulteriore

denuncia il __________, questa volta contro entrambi gli accusati, inviandone

poi la traduzione italiana __________ (…).

In questo documento, oltre a riprendere le

precedenti accuse, il denunciante segnalava tra l'altro la sospetta rinuncia da

parte loro al prestito concesso da __________ per potere acquisire, a seguito

di tale rinuncia, la maggioranza qualificata dei voti nella moratoria

concordataria di __________

Ulteriori denunce presentate da __________

in epoche successive (p. es. quelle del __________ e del __________, oggetto

dei decreti di abbandono __________ e __________, cfr. cubo 11, AI 406), non

sono di rilievo nel contesto dell'atto d'accusa oggi in discussione.

Significativa è invece la denuncia

presentata nei confronti degli imputati il __________ da __________ e __________

(…) per i titoli di amministrazione infedele aggravata e danno al patrimonio

procurato per malanimo, nella quale vi è la compiuta narrazione di buona parte

degli avvenimenti poi posti a base dell'atto d'accusa.

31.

L'inchiesta avviata in conseguenza delle

denunce presentate da __________, ed in un secondo tempo da altre parti civili,

si è svolta parallelamente, e per mano del medesimo magistrato, a quella

seguita alle denunce presentate nei suoi confronti.

Si rinuncia qui, per motivi di brevità, ad

una più dettagliata esposizione delle sue varie fasi, ma basti dire che anche

questa inchiesta si è contraddistinta per la lentezza con la quale si è svolta,

per l'animosità delle parti (che ha evidentemente pesantemente contribuito alla

dilatazione dei tempi) e per la quantità di documentazione -spesso del tutto

inutile- versata agli atti.

Il __________ il Procuratore Pubblico avv. __________,

subentrato dal __________ all'avv. __________, ha proceduto al deposito degli

atti (…) e il __________ alla chiusura dell'istruzione formale (…).

Quello stesso __________ il magistrato

inquirente ha emanato un decreto di abbandono e non luogo a procedere (…)

riferito agli incarti __________, __________, __________ e __________, ovvero

alle 4 denunce di __________ descritte al precedente considerando, ed anche

agli incarti __________ e __________ relativi a denunce presentate nei confronti

degli accusati da __________ e __________ nel 1993 e nel 1994.

Premessa l'applicabilità del diritto

previgente, e posta l'intervenuta prescrizione assoluta di tutte le ipotesi di

reato per i delitti derivanti da fatti avvenuti al più tardi nel __________, il

Procuratore Pubblico ha abbandonato le imputazioni di conseguimento fraudolento

di concordato giudiziale, compera di voto e amministrazione infedele (che era

un delitto nel diritto previgente), come pure quella di appropriazione

indebita, anch'essa delitto se reato non qualificato, il che non sarebbe stato

il caso dato che l'amministratore di una società anonima non sarebbe

"gerente di patrimoni" ai sensi dell'art. 140 cifra 2 v.CP.

In quanto ai crimini oggetto di denuncia,

le ipotesi di truffa, ricettazione, falsità in documenti, conseguimento

fraudolento di una falsa attestazione, denuncia mendace ed estorsione non sarebbero

suffragate a sufficienza dagli atti, motivo per cui anche queste imputazioni

sarebbero da abbandonare.

32.

Il __________ __________ ha sottoposto alla

Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'appello una proposta d'atto d'accusa

(…), al cui punto 8 (…) sono esposte in dettaglio le ipotesi di reato.

(…)

La proposta di atto d'accusa è stata

accolta in data __________ dalla CRP, che ha pertanto posto gli avv. __________

e __________ in stato d'accusa avanti alla presente Corte delle assise

criminali.

(…)

e. Il

dibattimento avanti la Corte delle assise criminali si è svolto nei giorni dal __________

al __________, con udienze tenutesi per tredici giorni. Con giudizio del __________,

la Corte delle assise criminali ha prosciolto entrambi gli accusati da tutte le

imputazioni, in parte per intervenuta prescrizione (inc. TPC __________).

f. La

lunga ricostruzione, mutuata dalla sentenza del __________, è condivisa nella

ricostruzione e nei toni da questa Camera, e permette di inserire le pretese

nel complicato complesso di fatti cui si riferiscono. Una ricostruzione più

contenuta, ma non per questo meno precisa, è esposta anche nella decisione del

TF dell’__________ (__________), che ha giudicato le pretese avanzate da PI 3

nei confronti del Canton Ticino in relazione all’esito del procedimento a suo

carico.

Per

completezza, occorre aggiungere che nell’elencazione delle differenti denuncie

(punto 30 surriferito) a carico dell’istante e dell’altro collega, non è

stata menzionata quella di data __________ presentata dalla __________ per

sottrazione di cose senza fine di lucro, formalizzata nel procedimento della Procura

pubblica sottocenerina n. __________, pure conclusosi con il decreto di

abbandono del __________ (NLP __________).

g. Con

istanza 3/5.3.2004 l’avv. IS 1 chiede la rifusione delle spese di patrocinio,

il risarcimento dei danni materiali e la riparazione del torto morale ai sensi

degli art. 317 ss. CPP. Premesso che il procedimento ha richiesto uno sforzo

straordinario da parte sia degli accusati, sia dei loro difensori, e richiamati

i principi giuridici applicabili, l’istante espone quale prima posta del danno

subito le spese di patrocinio, quantificate in CHF 654'867.35. L’istanza

suddivide il patrocinio svolto in tre diverse fasi: la fase istruttoria, la

fase successiva al non luogo a procedere e la fase dibattimentale con la

relativa preparazione. La tariffa oraria applicata dallo studio patrocinante

l’istante è di CHF 250.--/ora. Pure richiesta è la rifusione di spese diverse

per CHF 18'689.50 per ripetibili e spese di perizie sostenute in diverse cause

collegate con l’incarto penale. Quale danno materiale diretto l’istante chiede

la rifusione di CHF 10'086.65 quali spese e tasse di giustizia, CHF 21'714.--

quali spese e traduzioni, CHF 9'441.30 per spese di trasferta e pernottamenti.

Un importo di mancato guadagno, con riferimento a 2'492 ore, per CHF 623'000.--

sarebbe la conseguenza del tempo lavorativo impiegato per seguire il procedimento,

ciò che avrebbe comportato il relativo mancato guadagno preteso. A questo

mancato guadagno viene aggiunto quello conseguente alla perdita di clientela,

cifrato in CHF 2'085'856.--. Al totale dei danni materiali e delle spese di

patrocinio (CHF 3'423'654.--) l’istante aggiunge un importo di CHF 100'000.--

quale torto morale sofferto. Protesta infine congrue ripetibili per questa

sede.

h. Nelle

proprie osservazioni dell’11/15.3.2004 il procuratore pubblico Giuseppe Muschietti

contesta alcune delle poste di danno, e per il resto si rimette al giudizio di

questa Camera.

i. Nelle

proprie osservazioni del 28/29.4.2004 PI 3 chiede di respingere le pretese avanzate

dall’istante, poiché responsabile di quanto accaduto. Allega a questo proposito

una perizia a sostegno della propria pretesa.

l. Nelle

proprie osservazioni del 10/11.5.2004, il patrocinatore del Canton Ticino fa

anzitutto riferimento ad una sentenza del Kantonsgericht di __________ del __________,

e giudica che la lunga durata della procedura a carico dell’istante sia dovuta

principalmente all’atteggiamento defatigatorio assunto da lui e dal suo coaccusato,

pure prosciolto. L’inchiesta non ha denotato particolare complessità, se si pon

mente al fatto che sono stati fatti solo 13 verbali. Osserva pure come

l’istante non sia stato sospeso quale avvocato nel proprio Cantone ed abbia

quindi potuto continuare ad esercitare la propria professione. Quasi totalmente

contestate sono le spese di patrocinio, per diverse ragioni: sia perché non

giustificate (ad esempio la presenza di due avvocati al dibattimento), sia

perché non documentate, sia perché costi di altri avvocati non patrocinatori in

sede penale, sia perché relative ad altre procedure non di carattere penale.

Contestati totalmente sono i danni materiali, così come le ore lavorative

addotte quale perdita di guadagno in quanto non giustificate e non necessarie.

Contestato è pure il preteso mancato guadagno per perdita della clientela: una

diminuzione del reddito è intervenuta dopo il __________, molto dopo l’inizio

del procedimento e la sua fase attiva, subito dopo il severo giudizio del Tribunale

cantonale di __________. Manca inoltre qualsiasi connessione tra l’ipotetico

danno ed il procedimento penale. Contestata è pure la pretesa per torto morale.

Concludendo, è ammesso unicamente un importo di CHF 66'000.-- per spese di patrocinio.

m. Con

osservazioni di replica del 14/15.6.2004, il patrocinatore dell’istante prende

posizione rispetto al procuratore pubblico, a PI 3 ed al patrocinatore del

Cantone Ticino.

Riguardo alle

osservazioni presentate dal procuratore pubblico, l’istante giudica irrilevante

il comportamento procedurale assunto dall’accusato in corso di procedura: non

si possono addurre i gravami avanzati dall’accusato nell’esercizio dei suoi

legittimi diritti per negare o ridurre l’indennità dovuta. Medesima conclusione

vale per l’addotta “decelerazione procedurale”: sarebbe irrilevante in

questo contesto. L’istante ribadisce il fondamento delle pretese, sia di ore

lavorative perse, sia di diminuzione della clientela, insistendo sul fatto che

sarebbe dato un rapporto di causa effetto con il procedimento penale a suo

carico. L’istante ribadisce pure che dovuta è l’indennità per torto morale.

Riguardo alle

osservazioni presentate da PI 3, l’istante contesta le argomentazioni addotte,

come pure quelle esposte nella perizia giuridica allegata.

Riguardo alla

presa di posizione del patrocinatore dello Stato, l’istante la ritiene irrituale

ed irricevibile, prendendo prudenzialmente posizione sugli argomenti eccepiti,

ed in particolare su singole affermazioni contenute nel memoriale di

osservazioni del 10.5.2004. L’istante contesta la descrizione del procedimento,

che sostanzialmente sarebbe riduttiva e semplicistica, ribadendo il fondamento

delle pretese riguardo le spese di patrocinio, la necessità di un doppio

patrocinio al dibattimento, il fondamento della pretesa avanzata per il

rimborso delle altre spese legali.

n. Con

scritto di duplica 6/7.7.2004, il patrocinatore dello Stato del Cantone Ticino argomenta

il diritto dello Stato di essere sentito, con riferimento all’art. 320 cpv. 4 vCPP.

Nel merito, ribadisce gli argomenti già addotti con lo scritto 10.5.2004. Contesta

le pretese per torto morale, i costi legali non riferiti al difensore, il

doppio patrocinio in aula, i costi per traduzioni, e ribadisce le conclusioni

già avanzate in precedenza.

o. Con

scritto di duplica 14/15.7.2004, PI 3 contesta l’ammissione parziale della pretesa

da parte del patrocinatore dello Stato del Cantone Ticino. Produce una serie di

atti a sostegno del fatto che vittime del procedimento siano state non gli accusati

(tra cui l’istante), ma bensì le parti civili. Ribadisce in conclusione il buon

fondamento delle denuncie a suo tempo presentate.

p. Con

scritto di duplica 16/17.6.2004, il procuratore pubblico prende posizione in particolare

sulle spese di patrocinio; per il resto, si rimette a quanto già detto ed al giudizio

di questa Camera.

Considerandi

1.

L’istanza

è stata spedita il __________ ed è pervenuta il __________ La stessa è

certamente tempestiva, in quanto presentata entro il termine di un anno dalla

decisione determinante, in questo caso la sentenza della Corte delle assise

criminali del __________.

Sempre in

ordine, la parte istante ha contestato la legittimità della partecipazione

dello Stato del Canton Ticino e del suo patrocinatore a questa procedura.

Premesso che

non si può che ribadire quanto esposto nell’ordinanza di intimazione del

9.3.2004

e che non è giuridicamente concepibile che un ente (anche se pubblico)

possa essere condannato al pagamento di un importo (anche rilevante) senza

essere almeno interpellato ed aver avuto il diritto di esprimersi al proposito,

l’esito della presente istanza permette comunque di lasciar aperta questa

eccezione formulata in ordine.

2.

Questa

Camera è cosciente che la presente decisione ha preso un certo tempo.

Occorre però

considerare anzitutto la complessità della fattispecie, che ha richiesto una

ricostruzione, un approfondimento e delle ricerche di documenti non sempre agevoli.

Occorre pure considerare

i carichi pendenti presso questa Camera: il lavoro degli ultimi tre anni ha

continuato ed ultimato la riduzione delle giacenze, arrivando ora ad una

situazione adeguata. Ciò ha comportato la necessità di dare anzitutto la

priorità ad altro genere di decisioni.

Occorre

infine considerare che questa Camera ha ritenuto utile attendere la decisione

del TF emanata il 10/17.4.2007 (menzionata al punto 8. della presente

decisione) prima di emanare la presente decisione.

3.

Giusta

l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte

delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni

accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un’indennità nella forma della

rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e

della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de

procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea 2006, n. 1556 ss.; R.

HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed.,

Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.).

Questo

diritto di cui agli art. 317 ss. CPP compete all’accusato; tale è di

principio chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha promosso

l'accusa (art. 47 cpv. 1 CPP).

Da quel

momento l'accusato beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere

assistito da un legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori

(art. 49 ss. CPP).

Prima della

promozione dell’accusa, la fase delle informazioni preliminari ha come scopo

quello di stabilire se una notizia di reato è sostenuta da sufficienti indizi,

onde decidere se promuovere l’accusa e avviare l’istruzione formale o se

decretare un non luogo a procedere (art. 184 cpv. 1 e 2 CPP). In questa fase preliminare

l’interessato non ha veste di accusato e pertanto non necessita generalmente

dell’assistenza di un difensore.

La

giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di “accusato”,

basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente

sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell'accusa

(cfr. decisione GIAR 15.7.1994 in re P.F.). È quindi da considerare accusata

ogni persona sospettata di aver commesso un reato, oggetto di indagini, con

importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua sfera personale

(perquisizione, sequestro, ecc.).

La necessità

della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi

dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta

difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi

rendono necessario un patrocinatore.

In ambito

penale ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere l’irrogazione

di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o

l’assunzione di misure privative della libertà personale (DTF 126 I 196 e rif.;

DTF 120 Ia 43 e rif.; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di

procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 s. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ,

op. cit., n. 492).

Nei casi in

cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi, si devono considerare le

difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, onde determinare se l'interessato

sia o meno in grado di affrontare (per es. la complessità delle questioni

giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura).

Nel caso di

evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in considerazione

solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale

federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr.

art. 2 cpv. 1 Lag; decisioni TF 1P.739/2004 del 24.1.2005, e 1P.263/2002 del

28.8

; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E.

SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 CPP; G. PIQUEREZ, op.

cit., n. 497; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 40 n. 11 e 16;

B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l’assistance judiciaire, in SJ 2003 II p.

67.

ss.);

4.

Nel

presente caso, è pacifico che l’istante debba essere considerato accusato, essendo

stato rinviato a giudizio avanti ad una Corte delle assise criminali.

Si potrebbe

discutere se l’accusato sia anche stato prosciolto, e ciò con riferimento al

fatto che per diversi capi di imputazione è stata ammessa l’intervenuta

prescrizione.

È ben vero

che il TF, con sentenza del 2.10.2002 (inc.1P.258/2002), ha ritenuto che un

accusato è prosciolto anche in caso di intervenuta prescrizione.

Ma lo ha

fatto con riferimento ad una decisione della Corte di cassazione e di revisione

penale (CCRP) del 7.5.1986, pubblicata in REP. 1987 p. 257.

Da allora la

CCRP ha modificato la propria giurisprudenza, ritenendo che la prescrizione

atterrebbe al diritto procedurale e non di merito (sentenze 4.11.2002 in re G.M.,

considerando 3, che menziona giurisprudenza della CCRP risalente al 26.6.1991; 21.5.2004

in re R.C., considerando 5c, inc. 17.2003.59; 4.9.2006 in re A.P., considerando

4b, inc. 17.2003.74).

La questione

può però rimanere indecisa, visto l’esito dell’istanza.

5.

Nello

stabilire l'importo delle spese di patrocinio legale da risarcire, questa

Camera verifica la conformità della nota di onorario ai criteri della Tariffa

dell'Ordine degli avvocati (TOA), applicando i parametri giurisprudenziali

seguiti dal Consiglio di moderazione.

Giusta l'art.

37.

TOA per tutti i procedimenti penali l’avvocato ha diritto di esporre, per

l’assistenza al patrocinato durante le informazioni preliminari, l’istruttoria

e la preparazione al dibattimento, un supplemento che non deve in ogni caso

eccedere quello massimo previsto dagli art. 31 ss. TOA, ossia CHF 5'000.-- per

i procedimenti di contravvenzioni a leggi cantonali e federali, CHF 3'000.--

per i processi davanti al pretore, CHF 15'000.-- per i processi davanti alla

Corte delle assise correzionali e CHF 50'000.-- per i processi davanti alla

Corte delle assise criminali.

Entro tali

limiti, l’onorario deve essere stabilito in base ai principi generali dell'art.

8.

TOA, cioè secondo la complessità e l’importanza, il valore e l’estensione

della pratica, la competenza professionale e la responsabilità dell’avvocato,

il tempo e la diligenza impiegati, la situazione sociale e patrimoniale delle

parti, l’esito conseguito e la sua prevedibilità.

Per i

patrocini di fiducia il Consiglio di moderazione fissa dal 2001 la remunerazione,

a dipendenza della complessità della fattispecie, a CHF 250.-- orari per i casi

più semplici (CHF 200.-- dal 1992 e CHF 220.-- dal 1996), senza stabilire un

limite massimo.

Nel

riconoscimento dell’onorario risarcibile questa Camera ammette onorari corrispondenti

ad una regolare, ordinata e ragionevole conduzione del mandato, applicando

criteri corrispondenti a quanto mediamente praticato, lasciando a carico del

patrocinato la parte riconducibile ad una specifica scelta del patrocinatore o

del patrocinato.

In questo

senso si tiene conto della complessità e dell’importanza della pratica, delle

difficoltà fattuali e giuridiche, della responsabilità, dell’impegno, della

diligenza e del tempo impiegati, nonché della prevedibilità dell’esito del

procedimento.

In altre

parole l’onorario a tempo va stabilito prendendo quale parametro un avvocato

sperimentato nel diritto penale, tenuto conto di un ragionevole margine di

oscillazione connesso con le particolarità del caso.

6.

Con

riferimento al risarcimento dei danni materiali, secondo la giurisprudenza sviluppata

da questa Camera nell’interpretazione delle norme precedentemente in vigore, in

merito al concetto dei danni pecuniari da risarcire, era stato inizialmente affermato

che “tali sono e non possono essere altri che quelli della perdita di guadagno

e di occupazione” (cfr. REP. 1925 p. 312), per poi successivamente confermare

l'estensione interpretativa del danno pecuniario al “danno patrimoniale,

materiale” e cioè del lucrum cessans e del damnum emergens in nesso di

causa ed effetto (cfr. REP. 1985 p. 406 e 1988 p. 422).

L’accusato

deve dimostrare che il danno subito è la conseguenza diretta dell’accusa o

della detenzione.

La

valutazione e l’estensione del danno sono applicabili, quale diritto

suppletivo, gli art. 42 ss. CO

(cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7).

7.

L’indennità prevista dall'art. 317 ss. CPP si

estende anche al danno morale patito dall'accusato prosciolto. La determinazione

dell’ammontare dell'indennità è lasciata al potere d’apprezzamento del giudice

ed è stabilita in funzione della gravità della lesione alla personalità,

conformemente agli art. 42 ss. CO

(cfr. DTF 113 Ia 177 e rif.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., §

109.

n. 7).

L’art. 49 CO prevede che un'indennità è

concessa nel caso in cui la gravità dell'offesa alla personalità lo giustifichi

e questa non sia stata riparata in altro modo.

Per fissare

l’indennità è necessario tenere conto delle circostanze del caso concreto, in

particolare del pregiudizio recato all’integrità fisica, psichica o alla

reputazione dell’accusato, della gravità dell’accusa, del numero di persone

venute a conoscenza dei fatti, come pure della situazione familiare e professionale

dell’accusato (cfr. decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF 125 III 70, 269

e 412, 113 IV 93 e 112 Ib 446).

L’accusato

che durante l’istruzione formale non è stato oggetto di un provvedimento

restrittivo della libertà personale può ottenere un’indennità per torto morale

unicamente se prova che a seguito dell’esecuzione di “altri atti istruttori”

(per es. perquisizioni, sequestri, richieste di informazioni, ecc.) o per il

semplice fatto di essere stato oggetto di un procedimento penale ha subito una

grave violazione della sua personalità.

8.

Come

stabilito dalla giurisprudenza di questa Camera, l’applicazione dell'art. 44

cpv. 1 CO consente al giudice di escludere o ridurre il risarcimento se il

danneggiato ha consentito nell'atto dannoso o se le circostanze, per le quali

egli è responsabile, hanno contribuito a cagionare od aggravare il danno od a

peggiorare altrimenti la posizione dell'obbligato, segnatamente se l'accusato ha determinato per

sua colpa l'apertura dell'inchiesta o la sua incarcerazione oppure ancora ha

intralciato lo svolgimento della procedura (cfr. R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109

n. 10; G. PIQUEREZ,

op. cit., n. 1559; cfr.

decisione CRP 19.5.2003, inc. 60.2001.61).

Lo scopo è

quello di evitare che lo Stato, e di riflesso i contribuenti, debbano sopportare

i costi di una procedura penale aperta in seguito al comportamento riprovevole

di un accusato (decisioni CRP 14.3.2006, inc. 60.2004.395; 13.1.2006, inc.

60.2005

; 14.3.2006, inc. 60.2003.421; 10.7.2006, inc. 60.2005.344; 28.6.2006,

inc. 60.2005.240; 24.7.2006, inc. 60.2006.424).

Statuendo il

10/17.4.2007 su un caso giudicato dalla CRP, il TF (1P.212/2006) ha ritenuto

che:

“Il rifiuto o la riduzione dell'indennità sono per

contro compatibili con la Costituzione e la Convenzione quando l'interessato

abbia provocato l'apertura del procedimento penale o ne abbia complicato lo

svolgimento con un comportamento colpevole sotto il profilo del diritto civile,

lesivo di una regola giuridica, e che sia in rapporto di causalità con

l'importo imputatogli (DTF

119.

Ia 332 consid. 1b, 116 Ia 162 consid. 2). Il giudice deve

riferirsi ai principi generali della responsabilità per atti illeciti (DTF

116.

Ia 162 consid. 2c) e fondare il suo giudizio su fatti incontestati

o chiaramente stabiliti (DTF

112.

Ia 371 consid. 2a in fine). Deve al proposito prendere in

considerazione ogni norma giuridica, appartenente al diritto federale o

cantonale, pubblico, privato o penale, scritto o non scritto, per determinare

se il comportamento in questione giustifichi la riduzione dell'indennità (DTF

116.

Ia 162 consid. 2c).”

In un altro recente caso (1P.823/2006 del

13.2

) con riferimento all’art. 163a CPP/VD il TF ha pure stabilito:

“Cette disposition confère un large pouvoir d'appréciation à la juridiction

intimée, qui est toutefois limité par l'interdiction de l'arbitraire. Elle prévoit explicitement que l'indemnité peut être refusée lorsque le requérant

a provoqué ou compliqué fautivement la poursuite. La présomption d'innocence,

consacrée par l'art. 6 par. 2 CEDH, interdit cependant de prendre une décision

défavorable au prévenu acquitté en laissant entendre que celui-ci semble

coupable de l'infraction qui lui était reprochée. En outre, le refus de

l'indemnité n'est tenu pour compatible avec l'interdiction de l'arbitraire que

si l'intéressé a provoqué l'ouverture de la procédure pénale dirigée contre lui

ou s'il en a entravé le cours; à cet égard, seul un comportement fautif et

contraire à une règle juridique, qui soit en relation de causalité avec les

frais imputés, peut être déterminant (ATF 119 Ia 332 consid. 1b p. 334; 116 Ia 162). Le juge doit se

référer aux principes généraux de la responsabilité délictuelle (ATF 116 Ia 162 p. 169) et fonder

son prononcé sur des faits incontestés ou déjà clairement établis (ATF 112 Ia 371 consid. 2a in fine

p. 374). D'une façon générale, le juge peut prendre en considération toute

règle juridique, appartenant au droit fédéral ou cantonal, public, privé ou

pénal, écrit ou non écrit, pour déterminer si le comportement en cause est

propre à justifier le refus de l'indemnité (ATF 116 Ia 162 consid. 2c p. 169). Il

peut retenir, le cas échéant, que l'intéressé a créé un état propre à causer un

dommage à autrui, sans prendre les précautions nécessaires à sa prévention, ce

qui est contraire au droit civil (ATF 95 II 93 consid. 2 p. 96)”.

Anche il

progetto di Codice di procedura federale prevede, all’art. 438, la possibilità

di non accordare un indennizzo o la riparazione del torto morale se l’imputato

ha ad esempio provocato in modo illecito o colpevole l’apertura del

procedimento penale. Il messaggio 21.12.2005 (FF 2006 p. 989 ss., p. 1232)

ritiene che:

“Siffatto

comportamento esclude in generale qualsiasi obbligo di indennizzo o di riparazione

del torto morale da parte dello Stato”.

9.

In base

al principio della buona fede, consacrato dall’art. 5 cpv. 3 Cost. fed.:

“Organi

dello Stato, autorità e privati agiscono secondo il principio della buona fede”.

Già in

precedenza, questo principio era implicitamente garantito dall’art. 4 vCost. fed.

Più in

generale, il principio è stato introdotto nel titolo preliminare del Codice

civile, all’art. 2 CCS. In particolare, l’art. 2. cpv. 2 CCS prevede che il

manifesto abuso del proprio diritto non è protetto dalla legge.

Per la

dottrina (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 352), la buona fede ed il corollario

dell’interdizione dell’abuso di diritto sono un principio generale che si

applica a tutti gli ambiti giuridici, compresa la procedura penale.

Come ricorda

P. MORDASINI (REP. 1994 p. 57 ss., p. 60), “A me pare che la violazione del

principio della buona fede consista, prima di tutto, in atteggiamenti processuali

che, di primo acchito, urtano il comune buon senso di giustizia che ciascuno ha

dentro”.

Il principio

non impone unicamente degli obblighi agli organi dello Stato, ma anche ai

privati, tra di loro e nei confronti dello Stato.

In particolare ai privati le regole della

buona fede impongono “qu’on exerce ses droits légaux dans la lignes des

finalités qui leur sont assignées explicitement ou implicitement par la loi”

(H. DESCHENAUX, Le titre préliminaire du code civil, 1969, p. 137).

Ovvio che il principio della buona fede si

applichi in ambito civile, come il presente, relativo al risarcimento di un

danno.

In procedura

penale, l’obbligo di agire conformemente alla buona fede e l’interdizione

dell’abuso di diritto si applicano a tutti i soggetti del procedimento. In

questo ambito, e come ricorda la dottrina (G. PIQUEREZ, op. cit., n. 357):

“l’abus de droit peut résulter de procédés

téméraires continuels, de procédés dilatoires ou de l’utilisation d’une faculté

que confère la loi a des fins étrangères pour lesquelles elle n’a pas été prévue”.

Tra gli esempi addotti da P. MORDASINI (REP.

1994.

p. 70) di violazione del principio della buona fede, c’è anche l’uso della

via penale in luogo di quella civile: nell’ottica della procedura penale

trattasi di abuso.

In questo

senso si è anche espresso il TF nella sua decisione del 26.3.1999 (6P.29/1999 e

6S.123/1999):

“che sia il Procuratore pubblico che la CRP hanno pertanto a ragione ritenuto che la natura della

vertenza sia essenzialmente

civile;

che non giova al proposito alla ricorrente

sottolineare che la natura civile di

una causa non esclude la tutela

penale (v. ricorso per cassazione,

pag. 10 in alto),

poiché, se ciò è di

per sé vero, vero è altresì che

l'oggetto del diritto penale ("ultima ratio") è

ben diverso

da quello del diritto civile

e che la tutela della giustizia penale

può essere chiesta solo in un contesto ben diverso da quello in esame, in

cui gli indizi di un illecito penale potevano essere ritenuti dal

Procuratore pubblico e dalla CRP già in base

alle prove assunte e valutate

anticipatamente, come insufficienti per promuovere l'accusa;

(…)

che va rilevato al proposito che non è compito delle autorità

penali di sostituirsi al giudice

civile per accertare con maggiore celerità e

a minor prezzo circostanze

rilevanti ai fini

di un

giudizio civile o a "mettere

sotto pressione" un protagonista di una lite

civile;

che va rammentato alla ricorrente

che non esistono solo illeciti penali,

bensì - e sono di gran lunga

la maggioranza -

anche illeciti civili, sia nell'ambito contrattuale che extracontrattuale, e che anche chi procede dinanzi al giudice civile dispone di strumenti estremamente efficaci e rapidi (provvedimenti

d'urgenza, sequestri ecc.);

che nelle concrete circostanze il ricorso all'autorità penale appare

abusivo, ciò di cui va tenuto conto nella

determinazione delle spese.”

10.

Nel

presente caso, questa Camera ha fatto riferimento alla ricostruzione temporale

operata dalla Corte delle assise criminali in quanto permette di valutare nel

giusto contesto e nella corretta prospettiva i fatti che hanno portato

all’apertura di procedimenti penali a carico dell’istante e del coaccusato

prosciolto.

La vicenda

penale relativa all’istante va inserita in una contesa societaria ed industriale,

tra azionisti.

Questa “vera

e propria guerra” (come definita dalla Corte delle assise criminali) era

dapprima tesa alla conquista del controllo societario, mettendo in difficoltà o

fuori gioco l’avversario; era poi tesa allo svuotamento della società dal suo

contenuto economico, a favore di altre entità giuridiche costituite ad uopo al

di fuori del gruppo societario d’origine.

Si è trattata

di una vera e propria battaglia a tutto campo, senza esclusione di colpi,

iniziata e messa in atto da un azionista con il concorso attivo dell’istante (e

del coaccusato prosciolto).

11.

Si è

trattato di una battaglia condotta usando, e meglio, abusando di norme legali e

di procedure giudiziarie, civili, esecutive e penali.

Come avvenuto

nella procedura concordataria relativa alla __________. La lettura della

sentenza della Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello del __________

(inc. CEF __________) è particolarmente significativa, sia per quanto attiene

alla situazione patrimoniale della ditta in moratoria concordataria, sia riguardo

alla cessione di crediti con diritti di voto.

Per la

situazione patrimoniale, già il commissario del concordato, nel proprio rapporto

del __________, si chiedeva se la rinuncia da parte dei creditori al 30% (visto

il dividendo concordatario proposto del 70%) potesse essere giustificata.

In una

successiva comunicazione del __________ ai creditori (il giorno prima della

sentenza di omologazione), il commissario aveva rilevato che “in sostanza si

è potuto constatare un’evoluzione favorevole della valutazione degli attivi,

tale da agevolare considerevolmente la riuscita del concordato nei termini a

suo tempo proposti ed accettati dai creditori”.

Per

quest’ultima comunicazione il commissario è stato “bacchettato” dalla

CEF (sentenza, p. 24) per la reticenza dimostrata nel sottacere ai creditori

elementi essenziali per il loro convincimento, nonché per l’ermetismo

ingiustificato e per la tardività ed inutilità della comunicazione ai creditori

del __________.

In relazione

alla cessione delle proprie pretese da parte di 24 creditori a favore della __________

di __________, la sentenza censura la motivazione della decisione del pretore,

aggiungendo:

“… è infatti

di disagevole comprensione, dal profilo commerciale oltre che per logica

comune, l’acquisto a 100 di quanto vale 70 (nella migliore delle ipotesi, se vi

sarà omologazione) o addirittura solo del 42: l’incidenza quantitativa delle

cessioni/adesioni (24 su 56) per la riuscita formale del concordato imponeva

poi un serio esame della liceità dei subingressi dal profilo del diritto esecutivo,

…” (sentenza, p. 28).

Nella propria

sentenza la CEF richiama il commissario al suo preciso compito di notificare tempestivamente

ai creditori la situazione patrimoniale radicalmente mutata (sentenza, p. 25),

e gli fissa una precisa scaletta anche “temporale” per sanare la situazione

(sentenza, p. 26/27): al pretore richiama il dovere di esprimersi sul problema

delle cessioni/adesioni (sentenza, p. 28). Guarda caso, il concordato è stato

ritirato in data __________. Appare quindi più che fondato che la procedura di

concordato sia stata introdotta allo scopo di trasferire l’attività della __________

ad altra entità, come indicato nell’istanza di concordato e come di fatto poi

verificatosi.

Come avvenuto

in sede civile, con lo strumento contrattuale. Si fa riferimento alla sentenza

del Kantonsgericht di __________ del __________ (inc. __________).

La stessa ha accertato la nullità di una

serie di contratti: quello del __________ in quanto concluso in un’evidente

situazione di conflitto di interesse, illecito ed abusivo (sentenza, p. 27/28);

i due contratti del __________, in quanto conclusi in violazione degli art. 648

e 649 vCO, in particolare per avere con questi contratti conclusi dal CdA

modificato lo scopo e l’attività dell’azienda senza un voto assembleare (sentenza,

p. 28/29); i tre contratti dell’__________ tra __________ e __________,

giudicati immorali e perciò contrari all’art. 20 CO (sentenza, p. 31/32). Significativo il passaggio a p. 31/32:

“Schliesslich

weist aber auch die Tatsache, dass die Beklagte versuchte, letztlich mit dem

(ungültigen) Vertrag von __________ die klägerischen Aktiven zu Eigentum zu

erwerben, darauf hin, dass es der Beklagten schon mit den Verträgen vom __________

nicht darum gegangen ist, die Klägerin zu sanieren, sondern deren Aktiven ihrem

Einflussbereich zu entziehen.“

Così è pure avvenuto nell’ambito penale,

con le diverse e successive denuncie a carico di PI 3. Si è trattato di una

vera e propria raffica di denuncie: il __________, il __________, il __________,

il __________, il __________, il __________, il __________, il __________.

Tutte queste accuse si sono poi rivelate infondate, ed hanno portato

all’abbandono del __________ (ABB __________ e __________).

A nulla giova

sul piano penale l’obbiezione secondo cui le autorità penali dell’epoca abbiano

inizialmente creduto al buon fondamento dell’azione penale.

Ovvio che le

stesse avevano allora sott’occhio solo una parte della situazione, e sono state

anche indotte o depistate con l’uso disinvolto di altre procedure, come quella

concordataria.

Non a caso

nella scarna motivazione della decisione del __________, il procuratore

pubblico subentrato nell’inchiesta scrive:

"Alla base di tutto vi è indubbiamente

un ampio contenzioso di natura civile, che solo in proseguo di istruttoria si

rivelerà essere essenzialmente tale, tra accusato e denunciante, tendente a

stabilire i diritti di proprietà del gruppo di società facenti capo,

direttamente ed indirettamente, alla __________, __________." (…)

"Gli addebiti mossi all'accusato poggiavano inizialmente su indizi

concreti e convincenti, tanto da indurre l'allora Procuratrice sostituta

sottocenerina ad ordinarne l'arresto, che venne mantenuto con conferma della

Camera dei ricorsi penali del Tribunale di Appello con decisione 25.6.87, chiamata

ad esprimersi su un rifiuto di istanza di libertà provvisoria." (…)

"Il risultato è che oggi parecchie delle fattispecie addebitate

all'accusato sono oramai prescritte; devesi comunque rilevare che le stesse si

sono in ogni caso rivelate in massima parte infondate. Tanto che oggi si può

tranquillamente affermare che non poche denuncie furono strumentali

all'ottenimento di scopi estranei al procedimento penale."

12.

L’utilizzo

strumentale di azioni penali al fine della battaglia societaria/industriale

risulta anche dal fatto che le stesse non sono le prime promosse, ma parte di

una strategia più generale e più articolata.

Antecedentemente

alla prima denuncia, abbiamo l’assemblea generale della __________ del __________

(punto 9 sentenza Corte assise), il sequestro di azioni del __________ (punto

11), le richieste del __________, del __________ e del __________ (punto 11).

Poco dopo le

prime denuncie abbiamo la richiesta di moratoria concordataria del __________,

la costituzione della __________ il __________.

Subito dopo

la scarcerazione di PI 3 (avvenuta il __________), troviamo i tre contratti dell’__________

il cui tenore è stato ben stigmatizzato da parte del presidente della Corte

delle assise criminali, contratti poi sostituiti da atti ancor più

significativi (come indicato nelle considerazioni di fatto).

L’uso abusivo

delle procedure penali, esecutive e degli strumenti contrattuali era finalizzato,

in modo riconoscibile, per la Corte del merito, già in data __________ (punto

16.

, con riferimento al punto 7 a p. 5 dell’istanza di moratoria

concordataria), nella volontà di trasferire l’attività della società sotto

assedio in una nuova società esterna al gruppo __________, costituita peraltro

già il __________. Piano poi puntualmente portato a termine.

13.

L’agire

disinvolto dell’istante emerge anche in relazione al contratto del __________

concedente un diritto di compera sulle azioni a favore di __________ (punto 22

della sentenza della Corte di merito), in relazione alla decisione del giudice

dell’istruzione e dell’arresto del __________ relativa al potere di rappresentanza

di __________ anche dopo la sua morte senza l’accordo degli eredi (punto 25

della sentenza della corte di merito) e in relazione al contratto fiduciario

del __________ (punto 27.4 della sentenza della Corte di merito).

14.

Come ha

ricordato la Corte delle assise criminali, nel contesto di questa vera e propria

guerra, gli imputati (e quindi anche l’istante) hanno svolto funzione anzitutto

di “luogotenente” di uno dei contendenti, quello che ha dato inizio alla

battaglia. Da un certo momento in poi sono a loro volta subentrati personalmente

quali contendenti in prima persona.

Di questa

battaglia societaria a tutto campo, combattuta prima di tutto e principalmente

non sul piano economico, ma su quello giuridico, utilizzando impropriamente e

spesso abusando di strumenti, azioni o procedure legali, l’istante (come il

coaccusato prosciolto) non può certo essere stato uno strumento inconsapevole.

La sua

formazione, la sua attività, così come la sua provata esperienza professionale,

nonché il ruolo da lui assunto nel corso della vicenda (partendo quale rappresentante

e stratega per conto di un azionista, finendo da contendente e protagonista a

tutti gli effetti), dimostrano il contrario:

IS 1, nato nel __________, ha studiato diritto a __________ e si è laureato

nel __________, avendo posticipato gli studi di 2 anni, durante i quali aveva

lavorato con il padre, commerciante. Dopo 2 anni di pratica presso il

Kantonsgericht, ha superato gli esami d'avvocato, ed in seguito ha lavorato

come consulente giuridico (dipendente) fino al __________. Nel __________ egli

ha aperto il proprio studio legale, che conduce a tutt'oggi. La sua attività si

sarebbe sviluppata in particolare nei settori della consulenza contrattuale,

anche internazionale, del diritto commerciale in genere e del diritto d'autore.

Poco presente in tribunale, egli avrebbe iniziato a conseguire mandati di

consigliere di amministrazione, cosa secondo lui usuale a __________, in

particolare su richiesta (per i propri clienti) di una grande banca con la

quale aveva una relazione privilegiata. Nel __________ egli avrebbe così seduto

in circa 100 consigli d'amministrazione.

Passando da “luogotenente”

a protagonista in prima persona, l‘istante non è certo strumento inconsapevole

di quanto accaduto: tali erano al contrario le diverse autorità penali,

esecutive e altre chiamate di volta in volta impropriamente in causa.

15.

Visto il

ruolo assunto e giocato fino in fondo, all’istante non poteva certo sfuggire

che, secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza della vita, ma anche

secondo la logica e le sue conoscenze professionali, era pacifico, prevedibile

e inevitabile che una battaglia a tutto campo del genere di quella intrapresa

(senza esclusione di colpi, che dall’ambito economico e societario è stata

consapevolmente estesa in ambito civile, esecutivo e poi anche penale, con una

raffica di denuncie sporte contro l’avversario), avrebbe quanto meno

comportato, anche solo quale “legittima difesa” della parte aggredita,

l’apertura di uno o più procedimenti penali a carico suo (e del coaccusato

prosciolto).

L’istante

(come il coaccusato prosciolto) non poteva non rendersi conto di questa

inevitabile conseguenza deI proprio comportamento, delle strategie disinvolte

ed abusive intraprese.

Il proprio

modo di agire (consapevole sul piano personale e abusivo sul piano giuridico)

assurge a causa prima e preponderante delle logiche, inevitabili e più che prevedibili

contromosse della parte aggredita sul piano penale, che una battaglia del genere

di quella da lui (loro, compreso il coaccusato prosciolto) intrapresa inevitabilmente

comporta.

Un simile modo

di agire è anzitutto abusivo, perché utilizza procedure a dei fini impropri:

come tale, non è degno di tutela giuridica in applicazione del principio della

buona fede e del divieto dell’abuso di diritto.

Un simile

modo d’agire si è anche dimostrato, in modo riscontrato anche dai tribunali, illecito

e contrario a norme e principi giuridici.

Anzitutto contrario

alle norme penali: di merito, tanto che è sfociato nell’abbandono di tutte le

innumerevoli accuse mosse nei confronti di PI 3; procedurali, proprio perché le

procedure penali sono state utilizzate per raggiungere altri scopi.

Inoltre contrario

alle norme ed alle regole del diritto civile e delle obbligazioni: in questo

senso l’annullamento, per motivi diversi, dei tre contratti dell’__________,

dei due contratti del __________ e del contratto del __________.

Infine,

contrario alle norme della LEF, come emerso in relazione alla procedura concordataria.

Più in

generale si deve concludere che nell’intraprendere e nel condurre senza esclusione

di colpi la battaglia contro PI 3, l’istante ha agito in dispregio di norme giuridiche

ed in modo abusivo.

Questi

comportamenti sono, oltre che antigiuridici, in nesso naturale ma anche adeguato

con i procedimenti penali poi rivolti contro l’istante.

16.

È

pertanto ampiamente applicabile al caso di specie la giurisprudenza di questa

Camera menzionata al punto 8 della presente decisione, e confermata nel suo principio

anche dal TF nelle decisioni menzionate al medesimo punto.

Quanto

ricostruito, sulla base di fatti accertati da tribunali (e quindi chiaramente

stabiliti ed incontestati) conduce, in base all’art. 44 cpv. 1 CO, a far

ritenere che l’istante (come il coaccusato prosciolto) ha cagionato il danno di

cui chiede la rifusione.

In altri

termini, con il proprio comportamento disinvolto e antigiuridico (e quello del

coaccusato prosciolto), egli ha provocato non solo l’apertura dei procedimenti

penali a carico di PI 3, ma anche l’apertura dei successivi e inevitabilmente

conseguenti procedimenti a suo carico.

L’istante ha

provocato l’apertura di procedimenti penali a suo carico (come a carico del

coaccusato prosciolto) con un comportamento abusivo, oltre che colpevole sotto

il profilo del diritto civile, del diritto esecutivo, lesivo di regole e

principi giuridici elementari.

17.

L’agire

dell’istante, in quanto abusivo, già solo per questo fatto non merita tutela in

base al principio delle buona fede ed alla proibizione dell’abuso di diritto.

Facendo

riferimento ai principi generali della responsabilità per atti illeciti, il comportamento

dell’istante (e del coaccusato prosciolto) assurge a concolpa grave della vittima,

al punto di essere la causa preponderante, prima, principale e prevalente del

danno subito. La responsabilità dell’istante è maggiore e prevalente rispetto

alla responsabilità dello Stato.

Un simile

comportamento, oltre che abusivo, è chiaramente interruttivo del nesso causale

adeguato tra la responsabilità causale dello Stato invocata ed il danno (materiale

e morale) di cui si chiede la riparazione.

18.

Per tutti

questi motivi, l’istanza è integralmente respinta. Data la gratuità della procedura

al momento dell’inoltro della richiesta, si prescinde dalla tassa di giustizia

e dalle spese.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni

altra norma applicabile,

pronuncia

1. L’istanza è

integralmente respinta.

2. Non si

prelevano tassa di giustizia e spese.

3. Rimedi di

diritto:

Contro la

presente decisione è dato ricorso in materia penale al Tribunale federale entro

il termine di trenta giorni dalla notificazione.

Qualora non

sia ammissibile il ricorso in materia penale, contro la presente decisione è

ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale

entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

4. Intimazione:

terzi

implicati

1. PI

1

2. PI

2

3. PI

3

patrocinata da: PA 2

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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