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Decisione

60.2005.38

Istanza di indennità per ingiusto procedimento. accusato prosciolto

15 ottobre 2007Italiano17 min

Source ti.ch

Fatti

a. IS 1 è

stato arrestato il 22.5.2003 – nell’ambito dell’operazione “__________” – con

le accuse di infrazione aggravata, sub. semplice alla legge federale sugli

stupefacenti e riciclaggio di denaro per avere “(…), sia in prima persona

sia per il tramite della società __________, __________ – di cui,

nel periodo agosto 2001 - dicembre 2002, è stato presidente del consiglio di

amministrazione –, organizzato, finanziato, acquistato, coltivato, detenuto,

funto da consulente, trafficato, prescritto a suoi pazienti, pubblicamente

istigato al consumo e venduto per mestiere, sostanze stupefacenti (in

particolare: marijuana) ad acquirenti al dettaglio o all’ingrosso (in particolare

facenti capo alle relazioni di __________ e di __________), realizzando in tal

modo un guadagno considerevole, riciclando parimenti i proventi in veste di

membro di un’organizzazione criminale e realizzando una grossa cifra d’affari o

un guadagno considerevole facendo mestiere del riciclaggio” (ordine di

arresto 22.5.2003, AI 1.1).

Il giorno

successivo l’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto Franco Lardelli – ritenuta

l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza, di bisogni

dell’istruzione e di pericolo di collusione e di inquinamento delle prove – ha

confermato la misura di privazione della libertà (AI 1.4); IS 1 è stato scarcerato

il 16.6.2003 (AI 10.5).

b. Il

18.12.2003 il procuratore pubblico – esperita l’istruttoria con, tra l’altro, l’audizione

dell’accusato (rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 2.12.2003, AI 2.15;

verbali di interrogatorio PP 3.7/3.8/3.18/3.25) e la perquisizione ed il

sequestro dei conti a lui riconducibili (classatore 5) – ha depositato gli

atti, assegnando un termine scadente il 15.1.2004 per chiedere un complemento

di inchiesta (AI 9.59); il 19.1.2004 ha di seguito respinto l’istanza

13/14.1.2004, con la quale IS 1 aveva postulato una perizia giudiziaria in

merito all’efficacia terapeutica della canapa medica (AI 9.63/9.64); infine, il

5.2.2004 ha notificato la chiusura dell’istruzione formale (AI 9.68).

c. L’11.2.2004

il magistrato inquirente ha posto in stato di accusa davanti alla Corte delle

assise correzionali di __________ IS 1 siccome accusato di infrazione (aggravata

e semplice) alla legge federale sugli stupefacenti; con medesimo atto ha abbandonato

il procedimento penale in capo al reato di riciclaggio di denaro (ACC __________).

L’accusato – invocando la violazione dell’art. 198 cpv. 2 CPP (secondo cui il

parziale abbandono nello stesso procedimento deve essere pronunciato con decisione

separata dal decreto o atto di accusa), rispettivamente del principio

accusatorio – ha di seguito, il 25/26.2.2004, interposto ricorso contro il

predetto atto di accusa; l’1.3.2004 il procuratore pubblico – contestualmente alle

osservazioni all’impugnativa – ha emanato un decreto di abbandono separato [“L’ipotesi

di reato di cui all’art. 305 bis CPS, in base alle emergenze istruttorie ed

agli approfondimenti d’inchiesta, non ha trovato accertata ed inequivocabile

realizzazione sia sul piano oggettivo sia a livello soggettivo, nei confronti

dell’accusato” (ABB __________)]. Questa Camera ha respinto il gravame, per

quanto non privo di oggetto in seguito al citato decreto di abbandono, con

giudizio 16.3.2004 (inc. __________), confermato dal Tribunale federale il 17.5.2004

(inc. __________).

Con decisione

21.9.2005 la competente Corte ha dichiarato IS 1 autore colpevole di complicità

in infrazione alla legge federale sugli stupefacenti [“(…) per avere, senza

essere autorizzato, fra l’agosto 2001 e il dicembre 2002 ad __________ e a __________,

intenzionalmente aiutato __________ e __________ ad attuare un vasto traffico

di marijuana, che sapeva essere destinata al mercato locale degli stupefacenti

attraverso i negozi di canapaio, e meglio per aver contribuito a permettere a __________

e __________, sotto la copertura della veste societaria __________, di attuare

l’acquisto, il deposito, il trasporto, la coltivazione e la vendita di una

quantità imprecisata di marijuana ad elevato contenuto di THC prodotta con

sementi selezionate, procurate e fornite dal __________, da un lato con

l’assunzione della carica di presidente del consiglio di amministrazione della __________

e grazie alla sua notorietà di uomo politico e di medico; dall’altro lato,

sottoscrivendo, sia formalmente sia de facto, in veste di presidente della

società: il 7 gennaio 2002 ad __________, un contratto di mandato con la __________

di __________ consistente nel fornire consulenza, istruzione al personale e

gestione nella coltivazione di canapa su una vasta superficie, per un importo

complessivo di fr. 600'000.--, ufficialmente finalizzato alla produzione di

olio eterico ma in realtà puro e semplice alibi per coprire la finalità

stupefacente (marijuana) del prodotto finale venduto dal __________ e dal __________

sul mercato nazionale e internazionale degli stupefacenti, nonché, in data

imprecisata del mese di febbraio 2002 a __________, con la __________ un

contratto in licenza in base al quale la __________ forniva la genetica di sei

diverse qualità di piante madri di canapa ad alto potenziale di THC, in cambio

del 35% sul fatturato della vendita di talee prodotte, da cui la __________ ha

potuto realizzare un fatturato di almeno fr. 350'000.--” (decisione

21.9.2005, p. 43, inc. __________)] e di infrazione semplice alla medesima legge

[“(…) per avere, senza essere autorizzato (1.2.1.) nel corso del 2002 a __________,

coltivato sul suo terreno adiacente all’abitazione e con metodo “outdoor”, ca

100 piante di canapa ad alto contenuto di THC con talee fornitegli dalla __________,

ricavandone fiori essiccati di cui in parte lasciati a suo figlio per confezionare

spinelli con suoi amici; (1.2.2.) nel corso del 2003 a __________, sempre sul

terreno adiacente alla sua abitazione, coltivato con metodo “outdoor” 126

piante di canapa con talee fornitegli da un suo paziente, aventi un tenore di

THC fra il 3,1 e il 3,2%; (1.2.3.) fra l’agosto 2001 e il maggio 2003 a __________,

prescritto e somministrato a 59 suoi pazienti delle “gocce di canapa”

catalogabili nella classe degli stupefacenti” (decisione 21.9.2005, p. 44,

inc. __________)]; ha quindi condannato IS 1 alla pena di sette mesi di

detenzione – computato il carcere preventivo sofferto –, sospesa

condizionalmente per un periodo di prova di due anni, ed al pagamento allo

Stato di un risarcimento compensatorio di CHF 12'000.-- (decisione 21.9.2005,

p. 44, inc. __________).

La sentenza

di prima istanza è stata impugnata avanti alla Corte di cassazione e di

revisione penale (CCRP) con gravame 29.10/1.11.2005. La CCRP ha respinto il

gravame in data 12.12.2006 (inc. CCRP __________).

Il successivo

ricorso al Tribunale federale è stato respinto con sentenza del 3.7.2007 (inc. __________).

d. Con l’istanza

in esame – fondata sull’art. 317 CPP – IS 1 postula che lo Stato della

Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento

del danno sofferto in seguito al procedimento penale sfociato nel decreto di

abbandono 1.3.2004, CHF 40'000.-- per le spese di patrocinio, CHF 5'000.-- per le

spese di patrocinio inerenti l’istanza di indennità, almeno CHF 200'000.-- per il

torto morale, una somma di denaro da determinarsi con una perizia per i danni

derivati alla sua attività professionale e CHF 633'764.-- per i danni materiali

cagionati dalla reiezione del progetto “__________”, il tutto oltre interessi.

L’istante –

esposti i fatti oggetto del decreto di abbandono – sottolinea come il caso

avrebbe coinvolto la sua difesa sotto molteplici aspetti; in particolare si

sarebbe occupata: dell’assistenza durante le informazioni preliminari e

l’istruzione formale; del problema della sua carcerazione e del sequestro della

sua sostanza; del complesso problema bancario e di sequestro dei conti; dei ricorsi

a questa Camera avverso la decisione del giudice dell’istruzione e dell’arresto

in materia di libertà, rispettivamente l’atto di accusa; della trattazione del

caso dal punto di vista mediatico, professionale, medico, scientifico e

politico. Ai fini dell’onorario, sarebbero inoltre da considerare: la rilevante

responsabilità della difesa vista la notorietà della vicenda; il lungo tempo

dedicato allo studio della vastissima documentazione; la rilevanza economica

del caso ed il fatto che sarebbe stato deferito alla Corte delle assise criminali.

Queste circostanze giustificherebbero l’applicazione dell’art. 41 TOA, per cui

si potrebbe prescindere dai massimi previsti dagli art. 34 ss. TOA;

nell’impossibilità di “(…) distinguere, nel dettaglio, le prestazioni

dedicate, esclusivamente, al proscioglimento dall’accusa per il titolo di

riciclaggio, vista la pluralità delle accuse contestate(gli) (…)”, chiede

che “(…) sia espressa una valutazione di sintesi, applicando gli artt. 35

ss. TOA” (istanza 11/14.2.2005, p. 6). Con riferimento al torto morale, che

quantifica in almeno CHF 200'000.--, evidenzia la durata della detenzione

(venticinque giorni, che si sarebbe giustificata solo alla luce del reato di

riciclaggio di denaro), gli ordini di perquisizione e sequestro (che avrebbero

comportato il blocco dei conti per molti mesi), la grave ed infamante ipotesi

accusatoria, la sua professione di medico fondata sul rapporto di fiducia con i

clienti, il pregiudizio alla sua reputazione professionale e politica dovuta all’ampia

pubblicità e la tardività del decreto di abbandono [“(…) non esistendo

nell’incarto alcuna prova dell’accusa per il titolo di riciclaggio” (istanza

11/14.2.2005, p. 8)]. Postula di seguito, in relazione al danno materiale,

l’allestimento di una perizia per determinare il nocumento alla sua attività

professionale [“(…) calcolato sulla base della comparazione del fatturato

iniziale (prima dell’accusa) e quello concernente il periodo statisticamente

significativo di un anno a decorrere dalla ripresa della professione (con

decisione 9.2.2004 il Dipartimento della sanità e della socialità gli aveva infatti

revocato – per la durata di dodici mesi – l’autorizzazione all’esercizio

indipendente della professione medica, AI 9.20/9.69); il lucro cessante per

perdita di futura clientela” (istanza 11/14.2.2005, p. 11)]. Infine,

domanda l’importo di CHF 633'764.-- per i danni materiali conseguenti alla

reiezione del progetto “__________” (concernente lo sfruttamento delle acque

minerali) – di cui, unitamente a terzi, era promotore – in virtù dell’accusa di

riciclaggio di denaro a suo carico (cfr. fattura 27.7.2004 di __________, __________,

doc. M, allegato all’istanza 11/14.2.2005).

e. Il

procuratore pubblico – nel suo allegato – osserva che l’ipotesi di riciclaggio

di denaro, prospettata al qui istante all’inizio dell’inchiesta alla luce della

sua funzione di presidente del consiglio di amministrazione di __________,

sarebbe di seguito caduta siccome assorbita nelle altre imputazioni sfociate

nell’atto di accusa, il cui complesso di fatti sarebbe il medesimo di quello di

cui al decreto di abbandono: sarebbe quindi prematuro ed irrituale invocare

l’istituto dell’indennità prima della celebrazione del processo di merito.

Considerandi

1.

Giusta

l’art. 320 cpv. 1 CPP la domanda di indennità deve essere presentata entro un

anno dall’abbandono del procedimento, rispettivamente dalla sentenza di assoluzione.

Il

procedimento penale promosso a carico di IS 1 (inc. MP __________) si è – parzialmente

– concluso con decreto di abbandono (ABB __________ dell’1.3.2004,

precedentemente contenuto nell’atto d’accusa dell’11.2.2004, ACC __________);

l’altra parte del medesimo procedimento penale è continuata dopo l’atto

d’accusa surriferito, ed ha visto successivamente la sentenza di condanna della

Corte delle assise correzionali di __________ del 21.9.2005 (inc. TPC __________),

la sentenza della CCRP del 12.12.2006 (inc. CCRP __________ e del Tribunale

federale del 3.7.2007 (inc. __________), che hanno respinto i diversi gravami e

confermato la condanna di IS 1.

L’istanza in

esame, introdotta l’11/14.2.2005, è certamente tempestiva rispetto al decreto

d’abbandono parziale dell’1.3.2004, è certo prematura rispetto all’esito finale

del resto del procedimento.

2.

Giusta

l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte

delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni

accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma della

rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e

della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de

procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R.

HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed.,

Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.).

L'indennità

prevista dall'art. 317 CPP consiste nel risarcimento pieno (“rifusione”)

delle spese di patrocinio legale oggettivamente necessarie e dei danni

materiali, nonché nella “riparazione” del torto morale, la cui

determinazione é lasciata al potere d'apprezzamento del giudice. Per la

definizione dell'ammontare, delle modalità e dell'estensione dell'indennità si

applicano le norme cantonali e, a titolo di diritto cantonale suppletivo, le

regole generali degli art. 42 ss. CO (R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7; N.

OBERHOLZER, Grundzüge des Strafprozessrechts, Berna 1994, p. 593).

L'onere della prova incombe all'istante,

motivo per cui la sua richiesta di risarcimento deve essere fondata su fatti

precisi e deve essere documentata (decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF

113.

IV 93 e 107 IV 155; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 1559; N. OBERHOLZER, op.

cit., p. 593; rapporto n. 3163, p. 96 ad art. 317 e note riassuntive della

seduta del 20.7.1988 della Commissione speciale per la revisione del CPP, p. 9

ss.), e ciò malgrado la responsabilità dello Stato sia di natura causale. Del

resto, appositamente per permettergli di raccogliere la documentazione e gli elementi

necessari alla corretta quantificazione della pretesa, la legge prevede che

l'istanza debba essere introdotta entro un anno (N. SALVIONI, Codice di

procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 320 CPP, p. 508).

3.

Nella

presente fattispecie siamo confrontati con un imputato contro cui, nel medesimo

procedimento (inc. MP __________), sono state promosse diverse imputazioni (in

particolare quelle di infrazione aggravata alla LStup degli art. 19 e 20, e

quella di riciclaggio dell’art. 305bis CP), con esito diverso: quest’ultima abbandonata

contestualmente al rinvio a giudizio per l’imputazione relativa alla LStup, che

per contro ha poi portato alla sua condanna.

4.

Preliminarmente

occorre anzitutto determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP

intenda con il termine “prosciolto” dell’art. 317 CPP.

I lavori

preparatori non aiutano a chiarire ulteriormente il termine “prosciolto”,

segnatamente a sapere se il diritto di cui all’art. 317 CPP valga solo in caso

di totale proscioglimento o anche in caso di parziale proscioglimento, come

nella fattispecie in esame.

Nell’ambito

della recente revisione delle norme sull’indennità a favore dell’accusato

prosciolto, entrata in vigore il 18.8.2006, il Consiglio di Stato ha nondimeno

rinunciato a specificare tale aspetto (Messaggio del Consiglio di Stato n. 5749

del 25.1.2006, p. 3).

Nella propria

giurisprudenza, di principio questa Camera ritiene che un'indennità sia

possibile solo in presenza di un proscioglimento totale dell'accusato (cfr.

decisioni del 7.12.2005 inc. __________, del 31.3.2007 inc. __________).

L'art. 317

CPP non si applica ai casi in cui le imputazioni che hanno portato alla

condanna e quelle per cui c’è stato un proscioglimento sono riferite al

medesimo fatto o complesso di fatti (cfr., al proposito, decisione 7.12.2005 in

re M.S., inc. __________, confermata dal Tribunale federale con decisione

1P.35/2006 del 7.3.2006).

La CRP ha

considerato “prosciolto” l’accusato assolto da imputazioni indipendenti

da quelle che hanno portato alla sua condanna, ovvero riconducibili a reati e/o

a fatti del tutto diversi (cfr. al proposito, decisione 2.5.2005, inc. __________).

5.

Nel

presente caso, dall’esame degli atti, appare pacifico che le due diverse imputazioni

promosse (riferite alla LFStup e all’art. 305bis CP) non solo lo erano nel contesto

del medesimo procedimento (inc. MP __________, menzionato poi sia nel decreto

di abbandono dell’1.3.2004, sia nell’atto d’accusa dell’11.2.2004), ma si riferiscono

al medesimo complesso di fatti.

L’imputazione

di riciclaggio era riferita ai proventi delle infrazioni alla LStup.

Lo si deduce

senza difficoltà ad esempio dall’ordine di perquisizione e sequestro del

23.5.2003

allegato dall’istante (all. D) in cui il procuratore pubblico scrive

“... in sostanza è accusato di avere, sia in prima persona, sia per il

tramite della società __________ (__________), organizzato, finanziato,

acquistato, coltivato, detenuto, funto da consulente, trafficato, prescritto a

suoi pazienti, pubblicamente istigato al consumo e venduto per mestiere

sostanze stupefacenti (in particolare: marijuana) realizzando in tal modo un

guadagno considerevole, riciclando parimenti i proventi del reato”.

La medesima

dicitura appare nell’ordine d’arresto del 22.5.2003, allegato al rapporto di

arresto del 22.5.2003.

Dal medesimo

rapporto d’arresto risultano quelle che erano le informazioni allora in

possesso degli inquirenti: in particolare vengono riportati i rapporti commerciali

e di consulenza tra la __________ e la __________ (__________, con riferimento

al contratto di “Royalties”) per un verso, tra la __________ e la __________

(__________, con riferimento al contratto di mandato del 7.1.2002) per altro

verso. Per il primo rapporto di collaborazione, il rapporto d’arresto riporta

come nel 2002 la __________ avesse coltivato nel solo 2002 oltre 100’000 talee,

ciò che aveva permesso alla __________ di incassare diverse centinaia di

migliaia di franchi. Per il secondo rapporto commerciale, il rapporto evidenzia

come il contratto di mandato del 7.1.2002 prevedesse un onorario pattuito di

CHF 600'000.--, contratto peraltro firmato dal qui istante.

Si aggiunga

che nel proprio verbale di interrogatorio avanti la polizia del 22.5.2003 (sempre

allegato al rapporto d’arresto), l’istante ammette, in relazione alle talee

vendute alla __________, che le stesse erano poi vendute a canapai e quindi

destinate ad uso stupefacente (verbale polizia 22.5.2003 p. 10). Sempre nel medesimo

verbale, a p. 13, ammette di aver avuto il sospetto che vi fosse canapa di __________

che venisse destinata ad uso stupefacente, anche se non ha prova certa in merito.

L’istante è

stato sentito sin da subito in relazione alla sua partecipazione all’attività

della __________ come risulta anche dal verbale di conferma dell’arresto del

23.5.2003

(allegato C all’istanza). È stato poi ancora sentito su questa sua

partecipazione nei verbali del 6.6.2003 (in particolare p. 6/7) e del

12.12.2003

(p. 2/3), ammettendo in quest’ultimo di “rimanere stupito” di

fronte alla ricostruzione operata dal procuratore pubblico circa la collaborazione

tra __________ e altre due società, dalla quale in buona parte il qui istante è

risultato (nel corso dell’inchiesta) estraneo.

Essendo inoltre

stato l’istante presidente del CdA della __________ ed in un certo modo attivo

nella stessa, è pacifico quindi che all’inizio dell’inchiesta vi fossero anche degli

indizi relativi ad un possibile riciclaggio legato all’attività in violazione

della LStup. La condanna dell’istante in relazione alla __________, così come

per altre fattispecie minori, dimostrano che sia le imputazioni relative alla LStup,

sia quelle relative all’art. 305bis CP, erano certamente riferite al medesimo

complesso di fatti.

6.

Di

conseguenza l’istante non può essere considerato accusato “prosciolto” e

l’istanza va quindi integralmente respinta, senza entrare nel merito delle

poste del danno e delle pretese contenute nell’istanza.

7.

Considerata la data d’introduzione

dell’istanza, prima della recente revisione degli art. 317 ss. CPP, la

procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 vCPP).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati l’art. 317 CPP ed ogni altra

norma applicabile,

pronuncia

1. L’istanza è integralmente

respinta.

2. Non si

prelevano tassa di giustizia e spese.

3. Rimedio di

diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni

dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia penale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98

LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81

LTF.

4. Intimazione:

terzi

implicati

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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