60.2005.38
Istanza di indennità per ingiusto procedimento. accusato prosciolto
15 ottobre 2007Italiano17 min
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Numero d'incarto:
60.2005.38
Data decisione, Autorità:
15.10.2007, CRP
Titolo:
Istanza di indennità per ingiusto procedimento. accusato prosciolto
DIRITTO ALL'INDENNITÀ
INDENNITÀ PER INGIUSTO PROCEDIMENTO
art. 317 CPP-TI
Incarto n.
60.2005.38
Lugano
15 ottobre
2007/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d'appello
composta dai
giudici:
Mauro Mini, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretaria:
Alessandra Mondada, vicecancelliera
sedente per statuire sull’istanza 11/14.2.2005
presentata da
IS 1, ,
patr. da: Studio legale avv., ,
tendente ad ottenere, in relazione
all’esito del procedimento penale sfociato nel decreto di abbandono 1.3.2004
del procuratore pubblico Antonio Perugini (ABB __________), un’indennità a’
sensi dell’art. 317 CPP;
richiamate le osservazioni 15/16.2.2005 del
magistrato inquirente, che si rimette al giudizio di questa Camera;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
Fatti
a. IS 1 è
stato arrestato il 22.5.2003 – nell’ambito dell’operazione “__________” – con
le accuse di infrazione aggravata, sub. semplice alla legge federale sugli
stupefacenti e riciclaggio di denaro per avere “(…), sia in prima persona
sia per il tramite della società __________, __________ – di cui,
nel periodo agosto 2001 - dicembre 2002, è stato presidente del consiglio di
amministrazione –, organizzato, finanziato, acquistato, coltivato, detenuto,
funto da consulente, trafficato, prescritto a suoi pazienti, pubblicamente
istigato al consumo e venduto per mestiere, sostanze stupefacenti (in
particolare: marijuana) ad acquirenti al dettaglio o all’ingrosso (in particolare
facenti capo alle relazioni di __________ e di __________), realizzando in tal
modo un guadagno considerevole, riciclando parimenti i proventi in veste di
membro di un’organizzazione criminale e realizzando una grossa cifra d’affari o
un guadagno considerevole facendo mestiere del riciclaggio” (ordine di
arresto 22.5.2003, AI 1.1).
Il giorno
successivo l’allora giudice dell’istruzione e dell’arresto Franco Lardelli – ritenuta
l’esistenza di gravi e concreti indizi di colpevolezza, di bisogni
dell’istruzione e di pericolo di collusione e di inquinamento delle prove – ha
confermato la misura di privazione della libertà (AI 1.4); IS 1 è stato scarcerato
il 16.6.2003 (AI 10.5).
b. Il
18.12.2003 il procuratore pubblico – esperita l’istruttoria con, tra l’altro, l’audizione
dell’accusato (rapporto di inchiesta di polizia giudiziaria 2.12.2003, AI 2.15;
verbali di interrogatorio PP 3.7/3.8/3.18/3.25) e la perquisizione ed il
sequestro dei conti a lui riconducibili (classatore 5) – ha depositato gli
atti, assegnando un termine scadente il 15.1.2004 per chiedere un complemento
di inchiesta (AI 9.59); il 19.1.2004 ha di seguito respinto l’istanza
13/14.1.2004, con la quale IS 1 aveva postulato una perizia giudiziaria in
merito all’efficacia terapeutica della canapa medica (AI 9.63/9.64); infine, il
5.2.2004 ha notificato la chiusura dell’istruzione formale (AI 9.68).
c. L’11.2.2004
il magistrato inquirente ha posto in stato di accusa davanti alla Corte delle
assise correzionali di __________ IS 1 siccome accusato di infrazione (aggravata
e semplice) alla legge federale sugli stupefacenti; con medesimo atto ha abbandonato
il procedimento penale in capo al reato di riciclaggio di denaro (ACC __________).
L’accusato – invocando la violazione dell’art. 198 cpv. 2 CPP (secondo cui il
parziale abbandono nello stesso procedimento deve essere pronunciato con decisione
separata dal decreto o atto di accusa), rispettivamente del principio
accusatorio – ha di seguito, il 25/26.2.2004, interposto ricorso contro il
predetto atto di accusa; l’1.3.2004 il procuratore pubblico – contestualmente alle
osservazioni all’impugnativa – ha emanato un decreto di abbandono separato [“L’ipotesi
di reato di cui all’art. 305 bis CPS, in base alle emergenze istruttorie ed
agli approfondimenti d’inchiesta, non ha trovato accertata ed inequivocabile
realizzazione sia sul piano oggettivo sia a livello soggettivo, nei confronti
dell’accusato” (ABB __________)]. Questa Camera ha respinto il gravame, per
quanto non privo di oggetto in seguito al citato decreto di abbandono, con
giudizio 16.3.2004 (inc. __________), confermato dal Tribunale federale il 17.5.2004
(inc. __________).
Con decisione
21.9.2005 la competente Corte ha dichiarato IS 1 autore colpevole di complicità
in infrazione alla legge federale sugli stupefacenti [“(…) per avere, senza
essere autorizzato, fra l’agosto 2001 e il dicembre 2002 ad __________ e a __________,
intenzionalmente aiutato __________ e __________ ad attuare un vasto traffico
di marijuana, che sapeva essere destinata al mercato locale degli stupefacenti
attraverso i negozi di canapaio, e meglio per aver contribuito a permettere a __________
e __________, sotto la copertura della veste societaria __________, di attuare
l’acquisto, il deposito, il trasporto, la coltivazione e la vendita di una
quantità imprecisata di marijuana ad elevato contenuto di THC prodotta con
sementi selezionate, procurate e fornite dal __________, da un lato con
l’assunzione della carica di presidente del consiglio di amministrazione della __________
e grazie alla sua notorietà di uomo politico e di medico; dall’altro lato,
sottoscrivendo, sia formalmente sia de facto, in veste di presidente della
società: il 7 gennaio 2002 ad __________, un contratto di mandato con la __________
di __________ consistente nel fornire consulenza, istruzione al personale e
gestione nella coltivazione di canapa su una vasta superficie, per un importo
complessivo di fr. 600'000.--, ufficialmente finalizzato alla produzione di
olio eterico ma in realtà puro e semplice alibi per coprire la finalità
stupefacente (marijuana) del prodotto finale venduto dal __________ e dal __________
sul mercato nazionale e internazionale degli stupefacenti, nonché, in data
imprecisata del mese di febbraio 2002 a __________, con la __________ un
contratto in licenza in base al quale la __________ forniva la genetica di sei
diverse qualità di piante madri di canapa ad alto potenziale di THC, in cambio
del 35% sul fatturato della vendita di talee prodotte, da cui la __________ ha
potuto realizzare un fatturato di almeno fr. 350'000.--” (decisione
21.9.2005, p. 43, inc. __________)] e di infrazione semplice alla medesima legge
[“(…) per avere, senza essere autorizzato (1.2.1.) nel corso del 2002 a __________,
coltivato sul suo terreno adiacente all’abitazione e con metodo “outdoor”, ca
100 piante di canapa ad alto contenuto di THC con talee fornitegli dalla __________,
ricavandone fiori essiccati di cui in parte lasciati a suo figlio per confezionare
spinelli con suoi amici; (1.2.2.) nel corso del 2003 a __________, sempre sul
terreno adiacente alla sua abitazione, coltivato con metodo “outdoor” 126
piante di canapa con talee fornitegli da un suo paziente, aventi un tenore di
THC fra il 3,1 e il 3,2%; (1.2.3.) fra l’agosto 2001 e il maggio 2003 a __________,
prescritto e somministrato a 59 suoi pazienti delle “gocce di canapa”
catalogabili nella classe degli stupefacenti” (decisione 21.9.2005, p. 44,
inc. __________)]; ha quindi condannato IS 1 alla pena di sette mesi di
detenzione – computato il carcere preventivo sofferto –, sospesa
condizionalmente per un periodo di prova di due anni, ed al pagamento allo
Stato di un risarcimento compensatorio di CHF 12'000.-- (decisione 21.9.2005,
p. 44, inc. __________).
La sentenza
di prima istanza è stata impugnata avanti alla Corte di cassazione e di
revisione penale (CCRP) con gravame 29.10/1.11.2005. La CCRP ha respinto il
gravame in data 12.12.2006 (inc. CCRP __________).
Il successivo
ricorso al Tribunale federale è stato respinto con sentenza del 3.7.2007 (inc. __________).
d. Con l’istanza
in esame – fondata sull’art. 317 CPP – IS 1 postula che lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino sia condannato a versargli, quale risarcimento
del danno sofferto in seguito al procedimento penale sfociato nel decreto di
abbandono 1.3.2004, CHF 40'000.-- per le spese di patrocinio, CHF 5'000.-- per le
spese di patrocinio inerenti l’istanza di indennità, almeno CHF 200'000.-- per il
torto morale, una somma di denaro da determinarsi con una perizia per i danni
derivati alla sua attività professionale e CHF 633'764.-- per i danni materiali
cagionati dalla reiezione del progetto “__________”, il tutto oltre interessi.
L’istante –
esposti i fatti oggetto del decreto di abbandono – sottolinea come il caso
avrebbe coinvolto la sua difesa sotto molteplici aspetti; in particolare si
sarebbe occupata: dell’assistenza durante le informazioni preliminari e
l’istruzione formale; del problema della sua carcerazione e del sequestro della
sua sostanza; del complesso problema bancario e di sequestro dei conti; dei ricorsi
a questa Camera avverso la decisione del giudice dell’istruzione e dell’arresto
in materia di libertà, rispettivamente l’atto di accusa; della trattazione del
caso dal punto di vista mediatico, professionale, medico, scientifico e
politico. Ai fini dell’onorario, sarebbero inoltre da considerare: la rilevante
responsabilità della difesa vista la notorietà della vicenda; il lungo tempo
dedicato allo studio della vastissima documentazione; la rilevanza economica
del caso ed il fatto che sarebbe stato deferito alla Corte delle assise criminali.
Queste circostanze giustificherebbero l’applicazione dell’art. 41 TOA, per cui
si potrebbe prescindere dai massimi previsti dagli art. 34 ss. TOA;
nell’impossibilità di “(…) distinguere, nel dettaglio, le prestazioni
dedicate, esclusivamente, al proscioglimento dall’accusa per il titolo di
riciclaggio, vista la pluralità delle accuse contestate(gli) (…)”, chiede
che “(…) sia espressa una valutazione di sintesi, applicando gli artt. 35
ss. TOA” (istanza 11/14.2.2005, p. 6). Con riferimento al torto morale, che
quantifica in almeno CHF 200'000.--, evidenzia la durata della detenzione
(venticinque giorni, che si sarebbe giustificata solo alla luce del reato di
riciclaggio di denaro), gli ordini di perquisizione e sequestro (che avrebbero
comportato il blocco dei conti per molti mesi), la grave ed infamante ipotesi
accusatoria, la sua professione di medico fondata sul rapporto di fiducia con i
clienti, il pregiudizio alla sua reputazione professionale e politica dovuta all’ampia
pubblicità e la tardività del decreto di abbandono [“(…) non esistendo
nell’incarto alcuna prova dell’accusa per il titolo di riciclaggio” (istanza
11/14.2.2005, p. 8)]. Postula di seguito, in relazione al danno materiale,
l’allestimento di una perizia per determinare il nocumento alla sua attività
professionale [“(…) calcolato sulla base della comparazione del fatturato
iniziale (prima dell’accusa) e quello concernente il periodo statisticamente
significativo di un anno a decorrere dalla ripresa della professione (con
decisione 9.2.2004 il Dipartimento della sanità e della socialità gli aveva infatti
revocato – per la durata di dodici mesi – l’autorizzazione all’esercizio
indipendente della professione medica, AI 9.20/9.69); il lucro cessante per
perdita di futura clientela” (istanza 11/14.2.2005, p. 11)]. Infine,
domanda l’importo di CHF 633'764.-- per i danni materiali conseguenti alla
reiezione del progetto “__________” (concernente lo sfruttamento delle acque
minerali) – di cui, unitamente a terzi, era promotore – in virtù dell’accusa di
riciclaggio di denaro a suo carico (cfr. fattura 27.7.2004 di __________, __________,
doc. M, allegato all’istanza 11/14.2.2005).
e. Il
procuratore pubblico – nel suo allegato – osserva che l’ipotesi di riciclaggio
di denaro, prospettata al qui istante all’inizio dell’inchiesta alla luce della
sua funzione di presidente del consiglio di amministrazione di __________,
sarebbe di seguito caduta siccome assorbita nelle altre imputazioni sfociate
nell’atto di accusa, il cui complesso di fatti sarebbe il medesimo di quello di
cui al decreto di abbandono: sarebbe quindi prematuro ed irrituale invocare
l’istituto dell’indennità prima della celebrazione del processo di merito.
Considerandi
1.
Giusta
l’art. 320 cpv. 1 CPP la domanda di indennità deve essere presentata entro un
anno dall’abbandono del procedimento, rispettivamente dalla sentenza di assoluzione.
Il
procedimento penale promosso a carico di IS 1 (inc. MP __________) si è – parzialmente
– concluso con decreto di abbandono (ABB __________ dell’1.3.2004,
precedentemente contenuto nell’atto d’accusa dell’11.2.2004, ACC __________);
l’altra parte del medesimo procedimento penale è continuata dopo l’atto
d’accusa surriferito, ed ha visto successivamente la sentenza di condanna della
Corte delle assise correzionali di __________ del 21.9.2005 (inc. TPC __________),
la sentenza della CCRP del 12.12.2006 (inc. CCRP __________ e del Tribunale
federale del 3.7.2007 (inc. __________), che hanno respinto i diversi gravami e
confermato la condanna di IS 1.
L’istanza in
esame, introdotta l’11/14.2.2005, è certamente tempestiva rispetto al decreto
d’abbandono parziale dell’1.3.2004, è certo prematura rispetto all’esito finale
del resto del procedimento.
2.
Giusta
l'art. 317 CPP l'accusato prosciolto – ossia assolto al processo dalla Corte
delle assise correzionali o criminali o dal pretore, oppure liberato da ogni
accusa con decreto di abbandono – ha diritto ad un'indennità nella forma della
rifusione delle spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e
della riparazione del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de
procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R.
HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed.,
Basilea 2005, § 109 n. 1 ss.).
L'indennità
prevista dall'art. 317 CPP consiste nel risarcimento pieno (“rifusione”)
delle spese di patrocinio legale oggettivamente necessarie e dei danni
materiali, nonché nella “riparazione” del torto morale, la cui
determinazione é lasciata al potere d'apprezzamento del giudice. Per la
definizione dell'ammontare, delle modalità e dell'estensione dell'indennità si
applicano le norme cantonali e, a titolo di diritto cantonale suppletivo, le
regole generali degli art. 42 ss. CO (R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., § 109 n. 7; N.
OBERHOLZER, Grundzüge des Strafprozessrechts, Berna 1994, p. 593).
L'onere della prova incombe all'istante,
motivo per cui la sua richiesta di risarcimento deve essere fondata su fatti
precisi e deve essere documentata (decisione TF 1P.602/2003 del 23.2.2004; DTF
113.
IV 93 e 107 IV 155; G. PIQUEREZ, op. cit., n. 1559; N. OBERHOLZER, op.
cit., p. 593; rapporto n. 3163, p. 96 ad art. 317 e note riassuntive della
seduta del 20.7.1988 della Commissione speciale per la revisione del CPP, p. 9
ss.), e ciò malgrado la responsabilità dello Stato sia di natura causale. Del
resto, appositamente per permettergli di raccogliere la documentazione e gli elementi
necessari alla corretta quantificazione della pretesa, la legge prevede che
l'istanza debba essere introdotta entro un anno (N. SALVIONI, Codice di
procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 320 CPP, p. 508).
3.
Nella
presente fattispecie siamo confrontati con un imputato contro cui, nel medesimo
procedimento (inc. MP __________), sono state promosse diverse imputazioni (in
particolare quelle di infrazione aggravata alla LStup degli art. 19 e 20, e
quella di riciclaggio dell’art. 305bis CP), con esito diverso: quest’ultima abbandonata
contestualmente al rinvio a giudizio per l’imputazione relativa alla LStup, che
per contro ha poi portato alla sua condanna.
4.
Preliminarmente
occorre anzitutto determinare con precisione, interpretando, cosa il CPP
intenda con il termine “prosciolto” dell’art. 317 CPP.
I lavori
preparatori non aiutano a chiarire ulteriormente il termine “prosciolto”,
segnatamente a sapere se il diritto di cui all’art. 317 CPP valga solo in caso
di totale proscioglimento o anche in caso di parziale proscioglimento, come
nella fattispecie in esame.
Nell’ambito
della recente revisione delle norme sull’indennità a favore dell’accusato
prosciolto, entrata in vigore il 18.8.2006, il Consiglio di Stato ha nondimeno
rinunciato a specificare tale aspetto (Messaggio del Consiglio di Stato n. 5749
del 25.1.2006, p. 3).
Nella propria
giurisprudenza, di principio questa Camera ritiene che un'indennità sia
possibile solo in presenza di un proscioglimento totale dell'accusato (cfr.
decisioni del 7.12.2005 inc. __________, del 31.3.2007 inc. __________).
L'art. 317
CPP non si applica ai casi in cui le imputazioni che hanno portato alla
condanna e quelle per cui c’è stato un proscioglimento sono riferite al
medesimo fatto o complesso di fatti (cfr., al proposito, decisione 7.12.2005 in
re M.S., inc. __________, confermata dal Tribunale federale con decisione
1P.35/2006 del 7.3.2006).
La CRP ha
considerato “prosciolto” l’accusato assolto da imputazioni indipendenti
da quelle che hanno portato alla sua condanna, ovvero riconducibili a reati e/o
a fatti del tutto diversi (cfr. al proposito, decisione 2.5.2005, inc. __________).
5.
Nel
presente caso, dall’esame degli atti, appare pacifico che le due diverse imputazioni
promosse (riferite alla LFStup e all’art. 305bis CP) non solo lo erano nel contesto
del medesimo procedimento (inc. MP __________, menzionato poi sia nel decreto
di abbandono dell’1.3.2004, sia nell’atto d’accusa dell’11.2.2004), ma si riferiscono
al medesimo complesso di fatti.
L’imputazione
di riciclaggio era riferita ai proventi delle infrazioni alla LStup.
Lo si deduce
senza difficoltà ad esempio dall’ordine di perquisizione e sequestro del
23.5.2003
allegato dall’istante (all. D) in cui il procuratore pubblico scrive
“... in sostanza è accusato di avere, sia in prima persona, sia per il
tramite della società __________ (__________), organizzato, finanziato,
acquistato, coltivato, detenuto, funto da consulente, trafficato, prescritto a
suoi pazienti, pubblicamente istigato al consumo e venduto per mestiere
sostanze stupefacenti (in particolare: marijuana) realizzando in tal modo un
guadagno considerevole, riciclando parimenti i proventi del reato”.
La medesima
dicitura appare nell’ordine d’arresto del 22.5.2003, allegato al rapporto di
arresto del 22.5.2003.
Dal medesimo
rapporto d’arresto risultano quelle che erano le informazioni allora in
possesso degli inquirenti: in particolare vengono riportati i rapporti commerciali
e di consulenza tra la __________ e la __________ (__________, con riferimento
al contratto di “Royalties”) per un verso, tra la __________ e la __________
(__________, con riferimento al contratto di mandato del 7.1.2002) per altro
verso. Per il primo rapporto di collaborazione, il rapporto d’arresto riporta
come nel 2002 la __________ avesse coltivato nel solo 2002 oltre 100’000 talee,
ciò che aveva permesso alla __________ di incassare diverse centinaia di
migliaia di franchi. Per il secondo rapporto commerciale, il rapporto evidenzia
come il contratto di mandato del 7.1.2002 prevedesse un onorario pattuito di
CHF 600'000.--, contratto peraltro firmato dal qui istante.
Si aggiunga
che nel proprio verbale di interrogatorio avanti la polizia del 22.5.2003 (sempre
allegato al rapporto d’arresto), l’istante ammette, in relazione alle talee
vendute alla __________, che le stesse erano poi vendute a canapai e quindi
destinate ad uso stupefacente (verbale polizia 22.5.2003 p. 10). Sempre nel medesimo
verbale, a p. 13, ammette di aver avuto il sospetto che vi fosse canapa di __________
che venisse destinata ad uso stupefacente, anche se non ha prova certa in merito.
L’istante è
stato sentito sin da subito in relazione alla sua partecipazione all’attività
della __________ come risulta anche dal verbale di conferma dell’arresto del
23.5.2003
(allegato C all’istanza). È stato poi ancora sentito su questa sua
partecipazione nei verbali del 6.6.2003 (in particolare p. 6/7) e del
12.12.2003
(p. 2/3), ammettendo in quest’ultimo di “rimanere stupito” di
fronte alla ricostruzione operata dal procuratore pubblico circa la collaborazione
tra __________ e altre due società, dalla quale in buona parte il qui istante è
risultato (nel corso dell’inchiesta) estraneo.
Essendo inoltre
stato l’istante presidente del CdA della __________ ed in un certo modo attivo
nella stessa, è pacifico quindi che all’inizio dell’inchiesta vi fossero anche degli
indizi relativi ad un possibile riciclaggio legato all’attività in violazione
della LStup. La condanna dell’istante in relazione alla __________, così come
per altre fattispecie minori, dimostrano che sia le imputazioni relative alla LStup,
sia quelle relative all’art. 305bis CP, erano certamente riferite al medesimo
complesso di fatti.
6.
Di
conseguenza l’istante non può essere considerato accusato “prosciolto” e
l’istanza va quindi integralmente respinta, senza entrare nel merito delle
poste del danno e delle pretese contenute nell’istanza.
7.
Considerata la data d’introduzione
dell’istanza, prima della recente revisione degli art. 317 ss. CPP, la
procedura di indennità è gratuita (art. 320 cpv. 5 vCPP).
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati l’art. 317 CPP ed ogni altra
norma applicabile,
pronuncia
1. L’istanza è integralmente
respinta.
2. Non si
prelevano tassa di giustizia e spese.
3. Rimedio di
diritto:
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98
LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81
LTF.
4. Intimazione:
terzi
implicati
Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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