60.2006.101
Ricorso contro la decisione del Giar in materia di assistenza giudiziaria. gratuito patrocinio. indigenza (obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti di un figlio maggiorenne)
4 maggio 2006Italiano23 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
60.2006.101
Data decisione, Autorità:
04.05.2006, CRP
Titolo:
Ricorso contro la decisione del Giar in materia di assistenza giudiziaria. gratuito patrocinio. indigenza (obbligo di mantenimento dei genitori nei confronti di un figlio maggiorenne)
AMMISSIONE AL BENEFICIO DELL'ASSISTENZA GIUDIZIARIA
GRATUITO PATROCINIO
art. 277 CC
art. 56bis CPP-TI
art. 3 LAG
art. 5 LAG
art. 26 LAG
Incarto n.
60.2006.101
Lugano
4 maggio 2006
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Mauro Mini, presidente,
Raffaele
Guffi, Ivano Ranzanici
segretaria:
Daniela Rüegg, vicecancelliera
sedente per statuire sul ricorso 17/20.3.2006 presentato da
RI 1
patr. da: PR 1
contro
la decisione 2.3.2006 del giudice dell’istruzione e dell’arresto
Claudia Solcà in materia di assistenza giudiziaria;
richiamato lo scritto 22.3.2006 del procuratore pubblico Moreno
Capella, che comunica di non avere particolari osservazioni da formulare;
rilevato che il giudice dell’istruzione e dell’arresto si è limitato
a trasmettere l’incarto n. __________, senza formulare alcuna osservazione;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
Fatti
a.Nell’ambito
del procedimento penale promosso nei suoi confronti per titolo di incendio intenzionale,
ripetuto abuso d’impianti di telecomunicazione e ripetute minacce (AI 27, richiesta
di conferma d’arresto 18.11.2005, inc. MP __________), con istanza
25/30.11.2005 RI 1 - in detenzione preventiva dal 17.11.2005 al 7.12.2005 (AI
29, verbale di notifica di arresto e di decisione 18.11.2005; AI 79, ordine di
scarcerazione 7.12.2005, inc. MP __________) - ha postulato la concessione del
beneficio del gratuito patrocinio (AI 1, istanza 25/30.11.2005, inc. Giar __________).
In data 2.12.2005 il sostituto procuratore pubblico Chiara
Borelli ha esteso l’accusa nei suoi confronti per titolo di danneggiamento (AI
65, verbale d’interrogatorio 2.12.2005 di RI 1, p. 1, inc. MP __________) e, in
data 20.2.2006, per titolo di ricettazione e istigazione a falsa testimonianza
(AI 104, verbale d’interrogatorio 20.2.2006 di RI 1, p. 7, inc. MP __________).
b.
Con decisione 2.3.2006 il giudice
dell’istruzione e dell’arresto ha respinto la richiesta 25/30.11.2005 -
completata con gli scritti 12/13.1.2006 e 20/21.2.2006 - essendo, a suo
giudizio, RI 1 “(...) in grado di sopperire alle spese della difesa, in
quanto dalla documentazione prodotta risulta convivente con i suoi genitori
oltre che lavorare per il negozio d’alimentari della madre, ed il reddito
complessivo del nucleo famigliare ammonta a CHF 5'975.-- mensili (CHF 8'554.--
e 24'144.-- annui dall’assicurazione II pilastro e dalla rendita AVS del padre
dell’accusato, oltre ad un reddito da attività indipendente della madre accertato
dalle Autorità fiscali di CHF 15'000.-- l’anno, a cui va sommato il reddito di
CHF 24'000.-- dell’accusato) dai quali va dedotto l’importo di CHF 2'600.--
complessivi annui per il minimo vitale, CHF 1'007.50 per cassa malati e CHF
895.-- per locazione e spese accessorie; rimangono CHF 1'472.30 con i quali far
fronte, unitamente se del caso ai risparmi depositati presso la Banca __________
per un ammontare di CHF 10'186.--, alle spese di patrocinio” (AI 6,
decisione 2.3.2006, inc. Giar __________).
c.
Con il presente tempestivo gravame RI 1
postula, in via principale, che gli sia “(...) concessa l’assistenza
giudiziaria nell’ambito della pendenza penale presso il Ministero pubblico. A
tale proposito è nominata quale difensore la dott. iur. PR 1 (...)”; in via
subordinata, che gli sia “(...) concesso il gratuito patrocinio nella
pendenza penale presso il Ministero pubblico. A tale proposito è nominata quale
difensore la dott. iur. PR 1 (...)” (ricorso 17/20.3.2006, p. 7).
Il ricorrente afferma come sarebbe noto
alle autorità inquirenti che egli è il padre di __________ __________,
evidenziando nondimeno che la procedura di riconoscimento non sarebbe ancora
conclusa e che egli vorrà provvedere al di lui sostentamento (cfr. ricorso
17/20.3.2006, p. 3). Lamenta il fatto che la decisione impugnata non prende in
considerazione questa circostanza, rilevando parimenti che dall’incarto penale
risulta che colei che si è costituita parte civile è la madre di __________
(ndr: __________ __________), che “è dunque pacifico che (...) avrà presto
nuove uscite, dovendo mantenere il figlio __________ e sicuramente dovendo a
titolo alimentare anche una rendita - seppur minima - alla di lui madre __________
__________” e che “(...) è pure pacifico che gli alimenti saranno
retroattivi ex lege” (ricorso 17/20.3.2006, p. 4). Sostiene inoltre che “(...)
la situazione dei genitori non va di principio conteggiata in quella economica
del figlio” (ricorso 17/20.3.2006, p. 6). Delle sue ulteriori motivazioni
si dirà, laddove necessario, nelle considerazioni di diritto.
in
diritto
1. 1.1.
Il
principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria
gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale
cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non
assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti,
possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed. (secondo cui chi non
dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua
causa non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito
qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti;
cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha
il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria
scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere
assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli
interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una
protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che
garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004
del 22.6.2005,1P.500/2003 del 5.12.2003,1P.542/2003 del 20.10.2003,
1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re
J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).
1.2.
Giusta
l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria
(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha
effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso
dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a
chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.
Questa
disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non
ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle
spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità
giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi
dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a
partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio
n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale
dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei
casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2
e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare
"(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e che "anche
se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito
patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non
rendano necessario l'intervento di un difensore" (M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano
1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio
deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori
preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione del
gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione
di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto
fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta
eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che
legittima la designazione di un avvocato", rapporto n. 5123 del
17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).
Considerandi
2.
2.1.
Come detto, perché ad una persona indigente sia
riconosciuto il gratuito patrocinio occorre che i suoi interessi siano colpiti
in misura importante e che il caso presenti difficoltà tali, dal profilo
fattuale e da quello giuridico, da rendere necessaria la presenza di un
avvocato (cfr. decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202 consid.
3b).
Nel caso in esame la necessità per il ricorrente di
essere assistito da un legale non sembra essere litigiosa.
2.2
Giusta
l'art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità
di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di
patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della procedura
senza dovere utilizzare i mezzi necessari per soddisfare il suo minimo vitale e
quello della sua famiglia. Per stabilire lo stato di bisogno occorre prendere
in considerazione l'intera situazione dell'istante, ossia il suo reddito e la
sua condizione patrimoniale; non è tuttavia determinante l'applicazione
schematica del minimo di esistenza secondo il diritto esecutivo: si deve invece
tenere obiettivamente conto delle circostanze individuali, per cui uno stato di
bisogno potrebbe essere rilevato anche quando il reddito del richiedente ecceda
l'importo assolutamente necessario per vivere. Decisivo è infatti l'interesse
dell'accusato di poter seguire la procedura senza dover limitare eccessivamente
le sue esigenze di vita; l'assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di
impedire che l'istante si indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi
importanti per pagarsi una difesa oggettivamente necessaria (cfr. decisioni TF
1P.542/2003 del 20.10.2003, e 1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata in RDAT
65/II - 2002; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C.
VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP e B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura
civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155
vCPC e n. 570).
2.3
Come
esposto, per stabilire lo stato di bisogno occorre prendere in considerazione
l'intera situazione dell'istante al momento della presentazione della domanda
(cfr. decisione TF 1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 120 Ia 179; cfr. anche
decisione TF del 4.2.1998, pubblicata in RDAT 36/II - 1998). Spetta al
richiedente dimostrare compiutamente la propria difficoltà economica (cfr.
decisione TPF BB.2005.26 del 14.6.2005; decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003;
DTF 125 IV 164; DTF 120 Ia 181 e 182). Si possono richiedere maggiori sforzi da
parte sua nell’esposizione chiara e completa della sua situazione finanziaria,
maggiormente complessi sono questi rapporti (cfr. decisione TPF BB.2005.26 del
14.6
; DTF 125 IV 164 e 165; DTF 120 Ia 182). La condizione di indigenza
deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie del
richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei suoi
confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (cfr. decisione TF
1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193; B. COCCHI / F. TREZZINI, op. cit.,
n. 20 ad art. 155 vCPC), come già veniva ritenuto in applicazione dell'art. 52
vCPP ["E' computabile, anche in sede penale, quanto i familiari potrebbero
essere legalmente tenuti a versare per l'obbligo di assistenza (…)",
M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP] e come si evince
dal messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3 ["(…)
l'indicazione dei mezzi "propri" va precisata nel senso che per
determinare se il richiedente è indigente si può considerare, se del caso,
anche il reddito delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei suoi
confronti, in particolare i genitori (DTF 119 Ia 12), senza tuttavia
considerare il reddito dei parenti che potrebbero essere tenuti all'assistenza
giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115 Ia 195 cons. 3);
(…)"; cfr. anche B. CORBOZ, Le droit
constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.].
3.3.1
Ora, dagli atti risulta che con scritto 25/28.11.2005 RI
1, per il tramite del suo patrocinatore di fiducia (cfr., al proposito, AI 33,
scritto 21.11.2005 del giudice dell’istruzione e dell’arresto all’avv. __________
__________, inc. MP __________: “(...) allegato le trasmettiamo il verbale
di notifica dell’arresto 18 novembre 2005 dell’emarginato che l’ha designata
quale suo difensore di fiducia”), ha chiesto di essere ammesso al beneficio
dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio, evidenziando parimenti
che la documentazione verrà prodotta in seguito (AI 1, scritto 25/30.11.2005,
inc. Giar __________).
Con successivo scritto 12/13.1.2006 ha informato il
giudice dell’istruzione e dell’arresto che il Municipio di __________ ha dato
il suo preavviso favorevole per l’ammissione all’assistenza giudiziaria,
trasmettendo - tra l’altro - il rispettivo certificato (AI 2, scritto
12/13.1.2006 e documenti ivi allegati, inc. Giar __________).
Da questo certificato preavvisato favorevolmente dal
Municipio (preavviso tuttavia non vincolante, cfr. decisione TF 1P.128/2002 del
9.4
, pubblicata in RDAT 65/II -2002; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C.
VERDA, op. cit., n. 8 ad art. 52 vCPP), risulta in particolare che RI 1 è
venditore/commesso presso il negozio di alimentari “__________”, che il suo
datore di lavoro è la di lui madre (____________________), che ha
un’autovettura __________ __________ di sua proprietà, che non deve versare
contributi alimentari a terzi e che non ha risparmi (AI 2, certificato per
l’ammissione all’assistenza giudiziaria 12.12.2005, inc. Giar __________).
L’istante ha però omesso di indicare il suo reddito mensile, in particolare
quello inerente alla sua attività lavorativa, nonché gli oneri ricorrenti, quali
la pigione di locazione, le spese accessorie e gli oneri sociali (come, ad
esempio, la cassa malati) (AI 2, certificato per l’ammissione all’assistenza
giudiziaria 12.12.2005, inc. Giar __________). L’autorità comunale, dal canto
suo, ha osservato che RI 1 non è a carico della pubblica assistenza e che è
stata allegata la notifica di tassazione inerente all’anno 2004 (AI 2, certificato
per l’ammissione all’assistenza giudiziaria 12.12.2005, inc. Giar __________),
da cui emerge che è stata attuata una tassazione d’ufficio - per mancata o
insufficiente documentazione - mediante un reddito imponibile complessivo di
CHF 35'000.-- e la sostanza (veicoli a motore) di CHF 1'000.-- (AI 2, copia
decisione di tassazione 2.11.2005 e copia calcolo dell’imponibile 2.11.2005,
inc. Giar __________). Giova al proposito rilevare che unitamente alla lettera
12/13.1.2006, oltre alla notifica di tassazione del 2004 dei genitori di RI 1,
è stata allegata copia di uno scritto - privo di data - firmato da __________ __________,
mediante il quale dichiara che suo figlio RI 1 sarebbe alle sue dipendenze
presso il negozio genere alimentari “__________” in qualità di commesso/venditore
dal mese di giugno 1987 e che “per tale mansione riceve come salario fr.
2'000.-- mensili”, senza indicare se si tratta di salario lordo o netto (AI
2, copia dichiarazione di __________ __________). In data 20.1.2006 il giudice
dell’istruzione e dell’arresto ha chiesto al patrocinatore di RI 1 delucidazioni
in merito al suo scritto 12/13.1.2006, riservandosi la facoltà di chiedere
ulteriore documentazione o informazioni (cfr., al proposito, AI 3, scritto
20.1
, inc. Giar __________). In data 20/21.2.2006 il patrocinatore di RI 1
- con riferimento al predetto scritto - ha comunicato al giudice
dell’istruzione e dell’arresto che lo stipendio mensile del suo assistito è
tuttora attuale ed è da considerarsi come lordo, che egli non percepisce né
tredicesima né bonus di fine anno e che il valore della sua autovettura è di
circa CHF 5'000.-- (cfr. AI 5, scritto 20/21.2.2006, inc. Giar __________). Ha
altresì prodotto ulteriore documentazione, tra cui risulta copia dell’attestato
di rendite pagate per l’anno 2005 (rendite di vecchiaia) dalla __________ Assicurazioni
a favore di __________ __________ (padre di RI 1), di complessivi CHF 8'554.--,
copia del certificato delle rendite AVS/AI versate durante l’anno 2005 a favore
di __________ __________ (da cui risulta un importo complessivo di CHF
24'144.--), copia dell’attestato dei costi per l’anno 2005 rilasciato dalla __________,
da cui emerge che RI 1 ha pagato, per la Cassa malati (assicurazione di base)
complessivi CHF 3'692.40, ossia CHF 307.70 mensili, copia dei rendiconti
inerenti agli anni 2004 e 2005 del negozio di generi alimentari di __________ __________,
copia dei premi mensili della Cassa malati dei genitori di RI 1, copia della
notifica dell’aumento del canone di locazione del 17.5.1989 da cui risulta un
importo complessivo di CHF 895.-- (pigione mensile e spese accessorie), copia
di una ricevuta di versamento per il canone di locazione del mese di ottobre
2005.
pari a CHF 880.--, copia della carta grigia della __________ __________
intestata a __________ __________ e __________ __________ __________ __________
e copia del calcolo dell’imponibile per l’anno 2003 dei genitori di RI 1 (cfr.,
nel dettaglio, AI 5, copie documenti allegati allo scritto 20/21.2.2006, inc.
Giar __________).
Da quanto sopra esposto, emerge che la situazione
patrimoniale del qui ricorrente non appare chiara e trasparente. In effetti, RI
1.
non ha compiutamente comprovato, rispettivamente documentato la propria difficoltà
economica (cfr. decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; M. RUSCA / E. SALMINA /
C. VERDA, op. cit., n. 8 ad art. 52 vCPP), come avrebbe dovuto e potuto con la
sua istanza 25/30.11.2005. Si rileva innanzitutto che egli sia dinanzi al
giudice dell’istruzione e dell’arresto, sia in questa sede, non ha fornito un
elenco dettagliato delle sue entrate (reddito mensile netto) e delle sue uscite
mensili (spese correnti mensili). In particolare non ha precisato il suo salario
mensile netto (producendo, ad esempio, il certificato di salario e/o l’estratto
del suo conto bancario o postale sul quale viene versato il suo stipendio), che
d’acchito non collima con il reddito imponibile complessivo di CHF 35'000.--
tassato d’ufficio per l’anno 2004 (vs un reddito annuale lordo di CHF
24'000.--, calcolato sul reddito mensile lordo di CHF 2'000.-- da lui
dichiarato) e non ha fornito alcuna spiegazione in merito. Inoltre, non ha
quantificato le sue spese correnti mensili: dagli atti risulta soltanto che egli
versa l’importo di CHF 307.70 come premio mensile per la Cassa malati. Non è
dato a sapere se egli riceve un sussidio da parte dello Stato per la Cassa
malati, in che misura partecipa alla pigione mensile dell’appartamento in cui
vive con i genitori, quali altre spese fisse mensili ha e se i suoi genitori
provvedono al suo sostentamento, considerato che ha dichiarato di percepire un
salario mensile lordo di CHF 2'000.--. Va infine tenuto conto del fatto che la
madre del qui ricorrente, nel corso del suo interrogatorio tenutosi il
5.12.2005
dinanzi al sostituto procuratore pubblico, a domanda del dott. iur. PR
1, ha risposto che “(...) __________, quando ha conosciuto RI 1, lavorava.
Quando per la gravidanza ha potuto lavorare solamente al 50% mio figlio si preoccupava
del suo mantenimento. Anche io ho contribuito a far sì che a __________ non
mancasse niente. Mio figlio, dopo, si è rifiutato di mantenerla perché non ha
la certezza che __________ sia suo figlio. (...)” (AI 66, verbale
d’interrogatorio 5.12.2005 di __________ __________, inc. MP __________).
3.2
Il ricorrente, come esposto, sostiene che sarebbe noto
alle autorità che egli è il padre di __________ __________, che egli sarebbe
intenzionato a provvedere al suo sostentamento, che sarebbe ancora in corso la
procedura di disconoscimento di paternità (da parte del presunto padre ancora
sposato con la madre di __________ __________, parte lesa nel procedimento
penale), rispettivamente di riconoscimento di paternità (da parte di RI 1, il
quale ha dichiarato di presumere di essere il suo padre biologico; cfr. doc. 1c,
audizione di RI 1 7.2.2006, inc. OA.__________ della Pretura di __________,
allegato al ricorso 17/20.3.2006), lamentando il fatto che il giudice
dell’istruzione e dell’arresto non ha preso in considerazione questa
circostanza.
Ora, a prescindere dal fatto che RI 1 con la sua
istanza 25/30.11.2005 - completata con gli scritti 12/13.1.2006 e 20/21.2.2006 -
non ha menzionato che sarebbe intenzionato a provvedere al sostentamento del
suo presunto figlio dal momento in cui avrebbe ottenuto il riconoscimento di
paternità e che non è certo compito del giudice dell’istruzione e dell’arresto
di accertare la situazione economica del richiedente e di assumere tutte le informazioni
compulsando l’intero incarto penale, si ricorda che per stabilire lo stato di
bisogno occorre prendere in considerazione l’intera situazione dell’istante al
momento della presentazione dell’istanza (decisione TPF BB.2005.26 del
14.6
; decisione TF 1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 120 Ia 179; cfr. anche
decisione TF 4.2.1998 in re R., pubblicata in RDAT 36/II - 1998). Per il che, essendo
la procedura di disconoscimento, rispettivamente di riconoscimento di paternità
ancora in corso, che il presunto padre di __________ risulta ancora essere il
marito di __________ __________ (AI 12, copia decisione 12.8.2005 della
Commissione tutoria regionale no. __________, inc. MP __________), che RI 1 attualmente
non versa alcun contributo di sostentamento a favore del suo presunto figlio,
tantomeno a favore di __________ __________ (ndr: con la quale egli del resto non
è nemmeno coniugato), allo stadio attuale non occorre tenere conto di questa
circostanza, considerato appunto che il giudizio sull’assistenza giudiziaria
deve fondarsi sulla situazione finanziaria esistente al momento in cui
l’istanza è stata formulata. Qualora dovessero subentrare delle modifiche della
sua situazione patrimoniale (come ad esempio il versamento di contributi di sostentamento),
le stesse potranno essere esaminate solo a partire da quel momento. Se
dovessero condurre all’accoglimento dell’istanza del beneficio del gratuito
patrocinio, detto beneficio potrà coprire evidentemente unicamente gli atti di
patrocinio successivi alla relativa domanda.
3.3
Il ricorrente afferma poi che i genitori non avrebbero
alcun obbligo di mantenimento nei confronti dei loro figli maggiorenni. Di conseguenza,
la situazione finanziaria dei suoi genitori non deve essere considerata per
calcolare la sua situazione economica, evidenziando inoltre che, sulla base
della giurisprudenza del Tribunale federale, il giudice dell’istruzione e
dell’arresto avrebbe dovuto “(...) riconoscere la somma di soccorso” (ricorso
17/20.3.2006, p. 5 e 6).
Come esposto al considerando 2.3., per valutare se ci
si trova in presenza di un caso di indigenza, non bisogna soltanto considerare
le risorse del richiedente stesso, ma - se del caso - anche le risorse delle
persone che hanno nei suoi confronti un obbligo di mantenimento.
Nella decisione impugnata il giudice dell’istruzione e
dell’arresto ha respinto l’istanza per la concessione del gratuito patrocinio,
senza precisare per quale motivo ha preso in considerazione anche il reddito
dei genitori di RI 1. Ciò disattende manifestamente il diritto di essere sentito,
che impone di menzionare, almeno brevemente, i motivi che hanno spinto il
giudice a decidere in un senso piuttosto che nell’altro e di porre quindi
l'interessato nelle condizioni di rendersi conto della portata del
provvedimento e delle eventuali possibilità di impugnazione presso un'istanza
superiore, che deve poter esercitare il controllo sullo stesso (cfr., in merito
all’obbligo di motivazione, decisione TF 1P.779/2005 del 20.3.2006; decisione
TF 2P.113/1993 del 14.5.1993, pubblicata in RDAT n. 53/II - 1993; R. HAUSER /
E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea
2005, § 55 n. 22 ss.; N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo 2004, n.
260; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo, n. 796 ss.).
Ora, se da un lato è vero che RI 1 (__________) vive
ancora presso i genitori, è altrettanto vero che egli è quarantenne ed esercita
un’attività lavorativa in qualità di commesso/venditore presso il negozio della
di lui madre. Occorre pertanto stabilire se nel caso di specie i genitori del
qui ricorrente - maggiorenne - abbiano effettivamente un obbligo di
mantenimento nei suoi confronti in base all’art. 277 CC - secondo cui l’obbligo
di mantenimento dei genitori nei confronti di un figlio dura fino alla maggiore
età; se, raggiunta la maggiore età, il figlio non ha ancora una formazione
appropriata, i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro
dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al suo
mantenimento fino al momento in cui una simile formazione possa normalmente
concludersi (cfr. anche DTF 129 III 375; DTF 118 II 97) - e se debbano essere
prese in considerazione anche le loro risorse finanziarie per stabilire il suo eventuale
stato di indigenza [cfr., ad esempio, DTF 127 I 202, in cui il Tribunale
federale ha in particolare affermato che l’obbligo di mantenimento dei genitori
nei confronti del figlio maggiorenne sancito dall’art. 277 cpv. 2 CC ingloba di
principio anche le spese processuali; nel caso di specie si trattava però di
una parte lesa, studentessa del politecnico federale ed in corso di formazione (“in
Erstausbildung”)].
Si impone quindi di ritornare l’incarto al giudice dell’istruzione e
dell’arresto che approfondirà la fattispecie per appurare se i genitori di RI 1
hanno effettivamente un obbligo di mantenimento nei suoi confronti ai sensi
dell’art. 277 CC e della giurisprudenza del Tribunale federale e se occorre
prendere in considerazione anche il loro reddito per stabilire un preciso
computo delle disponibilità finanziarie del ricorrente - conformemente all’art.
5.
cpv. 1 Lag, secondo cui l’autorità competente per la concessione del
beneficio dell’assistenza giudiziaria decide “esperite le necessarie
indagini” - considerati in particolare l’età del ricorrente ed il fatto che
egli esercita un’attività lucrativa. Al proposito va nondimeno rilevato che il
principio inquisitorio - secondo il quale i fatti pertinenti per la causa
devono essere constatati d'ufficio dal tribunale, che apprezza liberamente le
prove senza essere legato da regole formali - non è assoluto, ma trova il suo
correlato nell'obbligo delle parti di collaborare, che comprende in particolare
il dovere di motivare le pretese di cui l'istante si avvale e quello di apportare,
nella misura in cui può ragionevolmente essergli chiesto, le prove dettate
dalla natura della vertenza o dai fatti invocati; in difetto di ciò, rischia di
dover sopportare le conseguenze dell'assenza di prove. Spetta pertanto all'istante
- come già esposto al considerando 3.1. -dimostrare lo stato di bisogno ed
allegare alla domanda anche i ragguagli sul suo patrimonio, considerato che
l'indigenza può essere negata - senza violare l'art. 29 cpv. 3 Cost. - quando
questi rifiuti di fornire le necessarie indicazioni per verificare la sua
effettiva e complessiva situazione patrimoniale (cfr. decisione TF 1P.341/2003
del 14.7.2003; DTF 120 Ia 179; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 8
ad art. 52 vCPP; cfr. anche M. BORGHI / G. CORTI, Compendio di procedura
amministrativa ticinese, Lugano 1997, n. 2 lit. a ad art. 30 vLPamm).
4.
L’istanza è parzialmente accolta. Non si prelevano tassa di giustizia
e spese. Considerato il parziale accoglimento del gravame, lo Stato della
Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà al ricorrente, che le ha protestate,
ripetibili ridotte.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 1 ss. Lag, 56bis CPP e ogni altra norma
applicabile,
pronuncia
1. Il
ricorso è parzialmente accolto ai sensi dei considerandi.
2. Non
si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del
Cantone Ticino rifonderà a RI 1, __________, CHF 150.-- (centocinquanta) a titolo
di ripetibili ridotte.
3.Intimazione:
terzi
implicati
PI 1
Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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