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Decisione

60.2007.101

Ricorso in materia di sorveglianza della corrispondenza postale e del traffico delle telecomunicazioni. competenza. via di ricorso. informazioni concernenti i collegamenti di telecomunicazione. rogato

18 aprile 2007Italiano9 min

Source ti.ch

Fatti

a. Con

richiesta rogatoriale del 21.11/7.12.2006, la __________ ha chiesto alle autorità

del nostro paese l’identificazione di due indirizzi IP su internet, e ciò in

relazione ad un procedimento penale inc. __________ per il reato di diffamazione

via internet giusta l’art. __________.

b. Il

Ministero pubblico ha aperto un incarto (inc. Rog. __________), ha acquisito almeno

i dati di uno dei due indirizzi indicati (AI 2, inc. Rog. __________) ed ha emanato

una decisione di simultanea entrata in materia e di chiusura in data 16.2.2007,

disponendo la trasmissione dei dati riferiti all’identificazione di uno dei due

indirizzi.

c. Avverso

tale decisione insorge il qui ricorrente. Egli ritiene che nel caso concreto ci

sia stata una sorveglianza retroattiva di telecomunicazione via internet, tesa

all’identificazione di determinati utenti. Ciò non sarebbe stato possibile,

giuridicamente, per diversi motivi. Anzitutto il reato perseguito (nel paese

rogante) non è tra quelli previsti dall’art. 3 della Legge federale sulla sorveglianza

della corrispondenza postale e del traffico telefonico (LSCPT). Inoltre non ci

sarebbe stata approvazione della sorveglianza da parte del giudice

dell'istruzione e dell'arresto. Infine, la richiesta è illegale anche con

riferimento al contenuto, in quanto si postulano informazioni di più di sei

mesi prima la data della domanda. Per questi motivi, ed a titolo preliminare

rispetto al ricorso presentato nella competente sede contro la decisione di

chiusura, il ricorrente chiede di accertare l’illegalità della sorveglianza, di

cui chiede la distruzione.

d. Nelle

proprie osservazioni, il sostituto procuratore pubblico evidenzia come la rogatoria

chiedesse di conoscere a chi fossero stati assegnati due numeri IP da parte

degli offerenti __________ e __________. Con la decisione di chiusura è stata disposta

la trasmissione unicamente dell’identificazione di uno dei due numeri IP. Si

tratterebbe quindi solo di semplici informazioni ai sensi dell’art. 14 LSCPT, e

non di una sorveglianza. Con riferimento all’art. 14 cpv. 4 LSCPT, il sostituto

procuratore pubblico evidenzia che simili informazioni possono essere trasmesse

indipendentemente se il reato perseguito sia o meno menzionato nella lista

dell’art. 3 LSCPT. Per questo motivo, le informazioni di cui si dispone la

trasmissione con la decisione di chiusura sono state ottenute in modo corretto

e legale. Per questo, chiede di respingere integralmente il ricorso.

Considerandi

1.

A

seguito dell’adozione e dell’entrata in vigore della LSCPT, il CPP è stato

modificato. L’art. 165a CPP richiama espressamente la normativa federale,

mentre l’art. 165b CPP stabilisce le relative competenze sul piano cantonale.

La persona contro la quale è stata disposta una sorveglianza ha diritto di

ricorrere, entro trenta giorni dalla comunicazione dell’avvenuta sorveglianza,

a questa Camera (art. 165b cpv. 2 CPP).

2.

Nel

presente caso, l’atto di sorveglianza contestato è stato disposto nell’ambito

di una richiesta di assistenza internazionale in materia penale. Questo pone

preliminarmente due questioni, a sapere se la LSCPT si applica anche in questo

ambito, e subordinatamente, se le censure esposte dal ricorrente siano sollevabili

in questo ambito davanti alla competente autorità cantonale o non debbano

essere sollevate nella via ricorsuale prevista dall’AIMP.

3.

La

prima questione è risolta affermativamente dall’art. 1 cpv. 1 lit. b LSCPT, che

prevede espressamente l’applicazione della legge anche all’esecuzione di una domanda

di assistenza internazionale ai sensi della AIMP. L’art. 18a cpv. 3 AIMP rimanda,

per le sorveglianze in ambiti di assistenza internazionale, alla LSCPT.

4.

Il

secondo quesito si riferisce alle vie di ricorso, ed è problematico in quanto

la conoscenza della sorveglianza è temporalmente simultanea alla conoscenza della

decisione di chiusura in base alla AIMP. La LSCPT prevede la possibilità di

ricorso entro 30 giorni (art. 10 cpv. 5 LSCPT) a questa Camera (art. 165b cpv.

2.

CPP) contro la sorveglianza. Gli art. 80e ss. AIMP prevedono la possibilità

di ricorso entro trenta giorni contro la decisione di chiusura. Ci si potrebbe

chiedere se la questione della liceità della sorveglianza, per attrazione, non

debba essere esaminata, in via pregiudiziale, dall’autorità chiamata a decidere

nel merito della richiesta di assistenza. Apparentemente non è stato risolto

questo quesito, di modo che, in mancanza di una regola di soluzione di questo

conflitto, le due vie ricorsuali sono aperte simultaneamente: per logica (R. ZIMMERMANN,

La coopération judiciaire internationale en matière pénale, Berna 2004, n.

246-16 p. 285).

5.

Sempre

preliminarmente, e con riferimento alla LSCPT, occorre stabilire nel presente

caso se quanto raccolto dal Ministero pubblico (e di cui dispone la

trasmissione) assurga a vera e propria sorveglianza o rientri nella nozione di

informazioni concernenti collegamenti di telecomunicazione: in questo ultimo

caso sarebbe applicabile l’art. 14 LSCPT; nel primo caso, gli art. 3 ss. LSCPT,

ed in particolare l’art. 5 LSCPT.

6.

La

richiesta delle autorità estere mira a conoscere, tramite due offerenti di

prestazioni, il nome di un cliente che si connette a forum __________ per

operare diffamazioni. A questo fine sono richiesti i “files di log degli

indirizzi IP...”. La richiesta non mira quindi a conoscere dei contenuti di

comunicazioni, ma vuole conoscere il nome o l’intestazione di un’utenza.

7.

Come

ricorda il Messaggio (FF 1998 p. 3319 ss., in particolare p. 3354), “Con la

nuova legge sulle telecomunicazioni è soppresso l’obbligo fatto ai clienti di

prestazioni di telecomunicazioni di essere iscritti negli elenchi. Giusta tale

legge, i clienti hanno il diritto che non siano rivelati nei confronti del

pubblico il nome, l’indirizzo e gli elementi d’indirizzo (art. 3 lett. f LTC).

Dato che il segreto delle telecomunicazioni protegge unicamente il traffico che

ha effettivamente luogo, gli elementi di indirizzo possono essere ottenuti

nell’ambito di una procedura semplificata”.

A questo

scopo è stato previsto l’art. 14 LSCPT (art. 12 del progetto di legge, con le

modifiche apportate in parlamento): la procedura semplificata è prevista nei

primi tre capoversi dell’art. 14 LSCPT, mentre il capoverso 4 aggiunge un obbligo

supplementare, quando un reato sia commesso mediante internet.

In base alla

procedura semplificata, le autorità giudiziarie, ma anche quelle di polizia,

possono ottenere informazioni riguardo ai collegamenti tramite il servizio, che

a sua volta le ottiene dagli offerenti di prestazioni.

Tra queste

informazioni, non coperte dal segreto delle comunicazioni, rientrano l’indicazione

di chi è l’abbonato di un determinato numero di telefono o l’utilizzatore di un

indirizzo e-mail, oppure l’indicazione se una determinata persona disponga o

meno di un collegamento, di un cellulare o di un altro collegamento (T.

HANSJAKOB, Kommentar zum Bundesgesetz und zur Verordnung über die Überwachung

des Post- und Fernmeldeverkehrs, San Gallo 2002, ad art. 14 n. 8).

Quale esempio

di acquisizione semplificata di queste informazioni anche da parte della

polizia è indicato il caso di una vittima di una lesione dell’onore via

internet, che ha un interesse a identificare l’autore, prima di introdurre una

querela penale (T. HANSJAKOB, op. cit. ad art. 14 n. 3).

L’art. 14

cpv. 4 LSCPT introduce un obbligo supplementare, per gli offerenti Internet, di

fornire direttamente all’autorità competente tutte le indicazioni che

consentono di identificare l’autore di un reato commesso mediante Internet. Questo

obbligo, più esteso rispetto a quello dei precedenti capoversi, pertiene a

tutte le informazioni che permettano l’identificazione dell’autore del reato, e

non solo al nome e all’indirizzo dell’utente.

Come indicato

nel commentario (T. HANSJAKOB, op. cit., ad art. 14 n. 21), queste informazioni

devono essere fornite per qualsiasi reato, e non solo per quelli elencati

all’art. 3 LSCPT.

Quale esempio

di informazione fornibile giusta l’art. 14 cpv. 4 LSCPT il commentario indica

l’utilizzatore di un indirizzo IP (T. HANSJAKOB, op. cit., ad art. 14 n. 23).

8.

Quanto

esposto al punto precedente permette di concludere che le informazioni richieste

rientrano nelle informazioni previste dall’art. 14 LSCPT, sia in quelle dell’art.

14.

cpv. 2 LSCPT, a maggior ragione in quelle dell’art. 14 cpv. 4 LSCPT. Per

queste informazioni non è necessaria l’approvazione da parte del giudice

dell'istruzione e dell'arresto.

9.

Le

informazioni richieste non rientrano in quelle previste dall’art. 5 LSCPT. Questa

norma è contemplata per informazioni ottenute mediante una sorveglianza: dati

concernenti quando, chi, con chi e per quanto tempo si è comunicato

soggiacciono al segreto postale e delle telecomunicazioni (Messaggio del

1.7.1998

p. 3344).

10.

Il

ricorso è respinto. La tassa di giustizia e le spese seguono la soccombenza.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli articoli menzionati, gli

art. 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il ricorso

nella misura in cui è ricevibile è respinto.

2. La tassa di

giustizia di CHF 450.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 500.--

(cinquecento), sono poste – in solido – a carico di RI 1, __________, e di RI 2,

__________.

3. Intimazione:

terzi

implicati

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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