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Decisione

60.2008.202

Ricorso contro la decisione del Giar in materia di assistenza giudiziaria. gratuito patrocinio. indigenza

7 agosto 2008Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

a. Nell’ambito

del procedimento penale promosso nei suoi confronti per titolo di infrazione

aggravata alla LStup, sub. infrazione semplice alla LStup e riciclaggio di denaro

(cfr., nel dettaglio, inc. MP __________), con istanza 19/20.10.2007 RI 1, per

il tramite del suo patrocinatore avv. PR 1, ha postulato la concessione del

gratuito patrocinio (AI 1, inc. Giar __________).

b. In

data 3/5.6.2008 RI 1 ha presentato a questa Camera un ricorso per denegata/ritardata

giustizia riguardo alla mancata decisione da parte dell’Ufficio del giudice

dell’istruzione e dell’arresto in relazione alla suddetta istanza (inc. CRP __________).

c. Con

decisione 9.6.2008 il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha respinto la sua

richiesta 19/20.10.2007, ritenendo in sostanza che l’accusato sarebbe in grado

di far fronte alle spese della difesa mediante versamenti rateali, e

considerato tra l’altro che la sua carcerazione all’estero avrebbe contribuito,

rispettivamente contribuirebbe a diminuire le sue spese correnti (cfr., nel

dettaglio, decisione 9.6.2008, inc. Giar __________).

d. Contro

la predetta decisione è insorto RI 1, postulando l’accoglimento del suo ricorso

ai sensi dei considerandi, sostenendo di avere il diritto di essere posto al

beneficio del gratuito patrocinio "(…), in

subordine dell’assistenza giudiziaria, oppure anche di potersi difendere

tramite il dissequestro di una parte della somma sequestrata" (ricorso 21/23.6.2008, p. 4).

Il

qui ricorrente contesta in particolare la tesi del giudice dell’istruzione e

dell’arresto secondo cui egli percepirebbe l’importo netto di CHF 4'731.-- da

parte delle assicurazioni sociali, adducendo che trattasi di prestazioni di

pubblica assistenza erogate in base alla Laps e che le sue entrate varierebbero

mensilmente tra CHF 4'200.-- e CHF 4'300.--. Lamenta poi il fatto che il giudice

non si sarebbe pronunciato sul dissequestro di una parte della somma posta

sotto sequestro per coprire le spese di patrocinio.

Come

esposto in entrata, il giudice dell’istruzione e dell’arresto ed il procuratore

pubblico nelle loro osservazioni – di cui si dirà laddove necessario in corso

di motivazione – postulano entrambi la reiezione del ricorso.

e. Con

decreto 1.7.2008, questa Camera ha stralciato dai ruoli il ricorso 3/5.6.2008

presentato da RI 1 per denegata/ritardata giustizia riguardo alla mancata

decisione da parte dell’Ufficio del giudice dell’istruzione e dell’arresto a

proposito della sua richiesta 19/20.10.2007 di assistenza giudiziaria, gratuito

patrocinio o dissequestro parziale, essendo il gravame divenuto privo d’oggetto

in considerazione dell’emanazione della relativa decisione in data 9.6.2008

(inc. CRP __________).

Considerandi

1.

Il principio, l’estensione ed i limiti

del diritto all’assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto

dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga

disposizioni in proposito, o non assicuri all’accusato indigente una sufficiente

difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed.

(secondo cui, chi non dispone dei mezzi necessari, ha diritto alla gratuità

della procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed

al patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare

i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui

ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l’assistenza di un

difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore,

poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d’ufficio quando lo esigano

gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una

protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che

garantiscono un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1B_172/2007

del 2.10.2007;1B_153/2007 del 25.9.2007; DTF 131 I 350, 129 I 281 e 127 I 202;

RDAT 65/II – 2002 e 56/II – 2001).

2.

Giusta

l’art. 26 della legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria

(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale – che ha

effetto a partire dal momento della presentazione della domanda – è concesso

dal giudice dell’istruzione e dell’arresto, esperite le necessarie indagini, a

chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.

Questa

disposizione concretizza il disposto di cui all’art. 3 Lag: l’istituto

dell’assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non

ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle

spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità

giudicanti del Cantone. L’art. 3 Lag “(…) riprende i principi espressi

dall’art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l’aggiunta del momento a

partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)” (messaggio n.

5123.

del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale

dell’art. 52 vCPP, l’assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei

casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2

e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse

finanziare “(…) una difesa oggettivamente non necessaria” e che “anche

se l’indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito

patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non

rendano necessario l’intervento di un difensore” (M. RUSCA / E. SALMINA /

C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 3

ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio deve

quindi valere anche per l’art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori

preparatori (“trattandosi di un diritto relativo, la concessione del

gratuito patrocinio e dell’assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione

di alcune condizioni, segnatamente l’indigenza del richiedente, il cosiddetto

fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta

eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che

legittima la designazione di un avvocato”, rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e

messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).

3.

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari

ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in

misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto

che superano le capacità dell’accusato e che quindi rendono necessaria la

presenza di un patrocinatore (decisione TF 1B_170/2007 del 24.9.2007; DTF 127 I

202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente

dalle difficoltà di fatto e di diritto, l’accusato si debba attendere

l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale

della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale; nei

casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare

le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l’interessato

non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche

e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel

caso di evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in

considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto,

il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio

(cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisione TF 1B_170/2007 del 24.9.2007 e riferimenti;

M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; G.

PIQUEREZ, Traité de procédure pénale suisse, 2. ed., Ginevra/Zurigo/Basilea

2006, n. 491 ss., p. 317 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches

Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l’assistance

judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

4.

4.1.

Nel

presente caso è pacifica, e del resto non è nemmeno contestata, la necessità

per il ricorrente di essere assistito da un avvocato. In discussione è invece

la sua indigenza e, più in particolare, i criteri di calcolo applicati dal

giudice dell’istruzione e dell’arresto.

4.2

Giusta

l’art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità

di provvedere con mezzi propri (reddito e sostanza) agli oneri di procedura o

alle spese di patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della

procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia

(DTF 128 I 232; RtiD I-2004 n. 10). Ciò non si valuta solo in funzione del

minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo conto di tutte le

circostanze del caso, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato

anche quando il reddito del richiedente ecceda l’importo assolutamente

necessario per vivere. Decisivo è l’interesse dell’accusato di poter seguire la

procedura senza dover limitare eccessivamente le sue esigenze di vita;

l’assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di impedire che l’istante si

indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi importanti per pagarsi una

difesa oggettivamente necessaria (RDAT II-2002 n. 65; decisione TF 1P.542/2003

del 20.10.2003; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C.

VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP; B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura

civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155

vCPC e n. 570).

I

presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla

scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta

la domanda (decisione TF 1B_67/2007 del 27.4.2007; DTF 120 Ia 179; RDAT 36/II –

1998). Spetta a quest’ultimo dimostrare compiutamente le proprie difficoltà economiche

(decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 125 IV 164, 120 Ia 179). La condizione

di indigenza deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie

del richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei

suoi confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (decisione TF

1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193). Tale principio emerge anche dai

lavori preparatori dell’art. 3 Lag: “(…) l’indicazione dei mezzi

"propri" va precisata nel senso che per determinare se il richiedente

è indigente si può considerare, se del caso, anche il reddito delle persone che

hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, in particolare i genitori

(DTF 119 Ia 12), senza tuttavia considerare il reddito dei parenti che

potrebbero essere tenuti all’assistenza giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115

Ia 195 cons. 3)” (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3;

cfr. anche B. CORBOZ, op. cit., p. 67

ss.).

4.3

Il

giudice dell’istruzione e dell’arresto, nella sua decisione impugnata, ha

utilizzato i dati messigli a disposizione dal qui ricorrente, segnatamente il

certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria datato 5.11.2007 e i

relativi documenti ivi annessi, per eseguire i calcoli (AI 2, inc. Giar __________).

4.3.1

Lo

stesso giudice ha anzitutto accertato che RI 1 percepisce l’importo complessivo

netto di CHF 4'731.-- erogati in base alla Legge sull’armonizzazione e il

coordinamento delle prestazioni sociali del 5.6.2000 (Laps) e alla Legge

cantonale sugli assegni di famiglia dell’11.6.1996 (LAF), di cui CHF 4’043.-- quale

assegno di prima infanzia (API) e CHF 688.-- quale assegno familiare

integrativo (AFI). Da questo importo ha dedotto la somma di CHF 1'800.-- quale "minimo vitale per la famiglia", CHF 1'500.-- per il canone di locazione e le spese

accessorie, CHF 775.90 per le spese di cassa malati, CHF 75.-- per l’AVS e CHF

120.

-- per le spese di elettricità (decisione 9.6.2008, p. 1, inc. Giar __________).

A fronte di una disponibilità mensile di CHF 467.-- (recte: CHF 460.10), ha

ritenuto l’accusato in grado di sopperire, a rate, alle prevedibili contenute

spese di patrocinio ["(…) essendo il legale intervenuto

sostanzialmente al momento del deposito degli atti di ottobre 2007 con una

richiesta di complemento istruttorio, avendo inoltrato un reclamo a questo

ufficio (respinto) e avendo partecipato ad un solo atto istruttorio, a Lugano,

il 7 dicembre 2007 (confronto __________ (…)-__________durato soli 20 min.),

ora rimane solo l’esame del deposito atti su complementi (sostanzialmente il

verbale __________ già ottenuto in copia il 7 dicembre 2007), dopo di che non

resterà che attendere la chiusura dell’istruzione formale, il rinvio a giudizio

e il processo" e "considerato che la carcerazione all’estero dell’istante (non essendo

peraltro noto a questo giudice l’eventuale reddito conseguito per la paventata

ripresa dell’attività di traffico di canapa per cui l’istante è stato arrestato

in __________) non fa (non ha fatto) che diminuire le spese correnti a cui

l’istante deve far fronte" (decisione 9.6.2008, p. 1, inc. Giar __________).

4.3.2

Come

esposto, il ricorrente in questa sede contesta i calcoli effettuati dal giudice

dell’istruzione e dell’arresto, asserendo che le sue entrate mensili ammontano

tra CHF 4'200.-- e CHF 4'300.--, allegando contestualmente della documentazione

a suffragio della sua tesi.

Va

a questo proposito chiarito che nella sua decisione il giudice dell’istruzione

e dell’arresto ha utilizzato i dati messigli a disposizione da RI 1 mediante lo

scritto 9/12.11.2007 del suo patrocinatore (AI 2, inc. Giar __________), in

quanto i presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati

sulla scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui

presenta la domanda.

Dalla

documentazione prodotta dal qui ricorrente (soltanto) in questa sede, risulta

che in data 29.4.2008 l’Istituto delle assicurazioni sociali (di seguito IAS),

in virtù della Laps e della LAF, ha deciso di versare mensilmente, con

decorrenza dall’1.5.2008 fino al 31.1.2009, a favore di RI 1 l’importo complessivo

di CHF 4'143.--, di cui CHF 3'420.-- quale assegno di prima infanzia (API) e

CHF 723.-- quale assegno familiare integrativo (AFI) (decisioni 29.4.2008, doc.

2.

e 3 annessi al ricorso 21/23.6.2008).

Dalla

“Tabella di calcolo AFI” emerge in particolare un premio annuale

ipotetico per le prestazioni della cassa malati di CHF 8'992.-- ed una

partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie di complessivi

CHF 7'452.-- (tabella dei calcoli AFI, p. 1 e 2, doc. 2 annesso al ricorso

21/23.6.2008).

Se

si considera che il ricorrente è, sempre ipoteticamente (ndr: non essendo stato

trasmesso il conteggio della cassa malati inerente all’anno 2008), tenuto a

versare mensilmente CHF 775.90 per le prestazioni della cassa malati del nucleo

familiare (“Visione d’insieme dei premi” 9.3.2007 della __________ Assicurazioni

SA annessa allo scritto 9/11.11.2007 dell’avv. PR 1, AI 2, inc. Giar __________)

e quindi un importo annuo pari a CHF 9'310.80 (un importo superiore rispetto a

quello ipotetico calcolato dal__________), a suo carico rimane da pagare soltanto

la somma annua di CHF 1'858.80 (CHF 9'310.80 – CHF 7'452.--), ossia CHF 154.90

al mese (e non CHF 775.90 mensili).

Giova al proposito evidenziare che con

scritto 9/12.11.2007 il patrocinatore di RI 1, unitamente al certificato per

l’ammissione all’assistenza giudiziaria datato 5.11.2007, ha trasmesso al giudice

dell’istruzione e dell’arresto copia di due decisioni dello IAS entrambe datate

22.2

, senza produrre le tabelle di calcolo ivi annesse ("Le basi di calcolo dell’assegno di famiglia sono

spiegate dettagliatamente nella tabella di calcolo allegata", decisioni 22.2.2007, AI 2, inc. Giar __________), da

cui verosimilmente emerge – come per l’anno 2008 – che vi è una cospicua

partecipazione al premio dell’assicurazione contro le malattie.

Per

il calcolo del minimo vitale, il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha

preso in considerazione l’importo complessivo mensile di CHF 775.90, come

risulta dalla copia della “Visione d’insieme dei premi” 9.3.2007 (AI 2, inc.

Giar __________). Dalla citata tabella allegata alla decisione 22.2.2007 dello

IAS emerge verosimilmente – come per l’anno 2008 – che RI 1, per la cassa

malati dell’intero nucleo famigliare, era ipoteticamente tenuto a pagare al

massimo la somma di CHF 1'858.80, rispettivamente CHF 154.90 mensili.

A

ciò va aggiunto che il giudice dell’istruzione e dell’arresto ha erroneamente

conteggiato a favore di RI 1 l’importo di CHF 120.-- per spese di elettricità:

tali spese sono nondimeno già inglobate nell’importo di base del minimo vitale di

CHF 1'800.-- e pertanto non vanno considerate [cfr. tabella per il calcolo del

minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)]. Dalla

somma di CHF 4'731.-- andrebbero pertanto dedotti CHF 1'800.-- quale "minimo vitale per la famiglia (moglie e figlio nato

nel 2007)", CHF 154.90 per la cassa malati, CHF 75.--

per AVS e CHF 1'500.-- per il canone di locazione e spese accessorie: all’istante

sarebbe quindi rimasto a disposizione l’importo ipotetico di CHF 1'201.10.

4.3.3

Nella

decisione 29.4.2008 relativa all’accoglimento dell’assegno di prima infanzia è

stato indicato che la stessa è stata "(…) emanata

computando il nuovo canone di locazione"

[decisione 29.4.2008 “Accoglimento dell’assegno di prima infanzia (API)”, p. 2,

doc. 3 annesso al ricorso 21/23.6.2008].

Giova

anzitutto osservare che il ricorrente non ha detto nulla al proposito di un possibile

mutamento (diminuzione?) del canone di locazione. Ma vi è di più. RI 1, durante

l’interrogatorio tenutosi il 18.4.2006 dinanzi al procuratore pubblico Mario Branda,

riguardo al suo curriculum vitae, ha in particolare dichiarato che "(…). In seguito ho a mia volta aperto un bar, ossia il

__________ Bar di __________ __________ __________ che ho tenuto fino al mese

di ottobre dell’anno scorso, cioè 2005. Il prezzo a cui ho ceduto l’esercizio

pubblico mi viene compensato da chi l’ha ritirato con il canone di locazione

dell’appartamento che io occupo nello stesso stabile in cui si trova

l’esercizio pubblico" (verbale d’interrogatorio 18.4.2006, p. 1,

AI 12 , inc. MP __________). Il __________ Bar di __________ __________ __________

è, in effetti, ubicato in __________ __________ __________, corrispondente al recapito

del qui ricorrente [cfr., al proposito, anche dichiarazione 1.8.2006 da cui

risulta che __________ __________ ha dato in sublocazione a RI 1 l’appartamento

ubicato sopra il __________ __________ per un importo di CHF 1'300.-- mensili

(dichiarazione 1.8.2006, AI 2, inc. Giar 2003.39104)]. Non è noto a questa

Camera se la citata compensazione sia ancora in atto, rispettivamente se si sia

conclusa.

4.4

A

prescindere da ciò, anche nell’ipotesi in cui si dovesse prendere in

considerazione la situazione patrimoniale attuale del qui ricorrente –

apparentemente mutata a causa del "canone di locazione" – egli appare in ogni caso essere in grado a sopperire,

mediante pagamenti rateali, le spese di difesa: dall’importo di CHF 4'143.--

vanno dedotti CHF 1'800.-- quale "minimo vitale per la famiglia" [CHF 1550.-- per la moglie e CHF 250.-- per il figlio

nato nel 2007; cfr., al proposito, tabella per il calcolo del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF)], CHF 1'500.-- per

il canone di locazione, incluse le spese accessorie (anche se in realtà tale

importo dovrebbe essere minore, tenuto conto della decisione 29.4.2008 __________),

circa CHF 154.90 per la cassa malati dell’intero nucleo famigliare [CHF 9'310.80

(ossia CHF 775.90 (stato 9.3.2007) x 12 mesi) – CHF 7'452.-- (quale

partecipazione al premio dell’assicurazione delle malattie; doc. 3 annesso al ricorso

21/23.6.2008) : 12 mesi = CHF154.90], CHF 74.15 per contributi AVS [per sé e

per sua moglie: CHF 445.-- (quale contributo minimo AVS per l’anno 2008) x 2 :

12.

mesi = CHF 74.15)]. Rimane quindi un saldo di CHF 613.95: trattasi di un importo

superiore rispetto ai CHF 467.-- calcolati dal giudice dell’istruzione e

dell’arresto, mediante i quali – secondo la prassi – il qui ricorrente è in

grado di fare fronte, con pagamenti rateali, alle spese di patrocinio dalla presentazione

dell’istanza 19/20.10.2007, come rettamente esposto e motivato nella decisione

impugnata. La questione non merita quindi ulteriori approfondimenti.

4.5

A

titolo abbondanziale va altresì evidenziato che con precedente decisione

22.10.2007

il giudice dell’istruzione e dell’arresto – "richiamato lo scritto 15.10.2007 di questo Ufficio con l’indicazione di

produrre la documentazione necessaria oppure se la stessa non fosse più attuale;

preso atto che con lettera 19 ottobre 2007 l’avv. __________ ha chiesto lo stralcio

dell’istanza; (…)" – ha stralciato l’istanza presentata il

6.4.2006

da RI 1, allora patrocinato dall’avv. __________ __________, intesa ad

ottenere la concessione del gratuito patrocinio a seguito della promozione

dell’accusa formulata il 5.4.2006 dal procuratore pubblico Mario Branda

(decisione 22.10.2007, inc. Giar __________, AI 106, inc. MP __________).

Appare pertanto, in assenza di altre prove, che il qui ricorrente sia già stato

in grado di far fronte alle spese di patrocinio da versare a favore del precedente

patrocinatore avv. __________ __________ fino al mese di ottobre 2006.

4.6

Per

quanto attiene infine alla richiesta del qui ricorrente di procedere al

dissequestro parziale del denaro che egli avrebbe asseritamente vinto giocando

al casinò, allo scopo coprire le spese legali [ndr: l’importo si aggira attorno

ad un milione di franchi; cfr. “Elenco beni sequestrati” datato 25.7.2003, AI

21, inc. MP __________; verbale d’interrogatorio 20.4.2006 di RI 1, p. 3 ss.,

AI 15, inc. MP __________], la stessa va semmai presentata al procuratore

pubblico. Il giudice dell’istruzione e dell’arresto è competente a decidere in

materia di sequestro, rispettivamente di dissequestro, soltanto nella fase tra

l'emanazione dell'atto di accusa e l'apertura del dibattimento (cfr., al proposito,

decisione 30.7.2002, inc. CRP __________; decisione 29.4.2008, inc. Giar __________).

La

Camera dei ricorsi penali, dal canto suo, giusta l’art. 284 cpv. 1 lit. a CPP è

autorità di ricorso contro le decisioni del giudice dell’istruzione e dell’arresto

in materia di sequestro. Ne consegue che la richiesta di RI 1 di procedere al

dissequestro parziale del denaro sequestrato è pertanto da dichiararsi irricevibile,

senza esame del merito.

5.

Alla

luce di quanto sopra esposto, il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese

sono poste a carico del ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra

norma applicabile,

pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. La

tassa di giustizia di CHF 150.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 200.--

(duecento), sono poste a carico di RI 1, __________ __________ __________.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni

dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia penale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98

LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81

LTF.

4. Intimazione:

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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