60.2009.136
Istanza di indennità per ingiusto procedimento. accusato prosciolto
3 giugno 2009Italiano14 min
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Numero d'incarto:
60.2009.136
Data decisione, Autorità:
03.06.2009, CRP
Titolo:
Istanza di indennità per ingiusto procedimento. accusato prosciolto
DIRITTO ALL'INDENNITÀ
INDENNITÀ PER INGIUSTO PROCEDIMENTO
art. 317 CPP-TI
Incarto n.
60.2009.136
Lugano
3 giugno 2009/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d'appello
composta dai
giudici:
Mauro Mini, presidente,
Raffaele Guffi, Andrea Pedroli (in
sostituzione di Ivano Ranzanici, esclusosi)
segretaria:
Alessandra Mondada, vicecancelliera
sedente per statuire sull’istanza 7/8.4.2009
presentata da
IS 1, ,
patr. da: PR 1
tendente ad ottenere – in
relazione all’esito del procedimento penale sfociato nel decreto di abbandono
interno 25.9.2001 emanato dall’allora procuratore pubblico Franco
Lardelli (ABB __________), comunicato il 17.4.2008 – un’indennità per ingiusto
procedimento a’ sensi degli art. 317 ss. CPP;
richiamati gli scritti 24/27.4.2009 della
Divisione della giustizia – che si è rimessa alle osservazioni del Ministero
pubblico – e 6/7.5.2009 del procuratore pubblico Arturo Garzoni – che si è
rimesso al giudizio di questa Camera –;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto ed in diritto
che
IS 1 è stata arrestata il 22.5.1999 per infrazione aggravata alla legge
federale sugli stupefacenti giusta l’art. 19 cifra 2 LStup (AI 1/2);
che
il provvedimento è stato confermato il giorno successivo dall’allora giudice
dell’istruzione e dell’arresto Ivano Ranzanici per l’esistenza di gravi e
concreti indizi di colpevolezza e di preminenti motivi di interesse pubblico
(bisogni dell’istruzione) [AI 3];
che
l’accusata è stata scarcerata il 30.7.1999, previo versamento di una cauzione
di CHF 1'000.-- ed elezione di domicilio presso l’allora lic. iur. PR 1,
difensore d’ufficio (AI 29/4);
che
con scritto 25/26.9.2001 il procuratore pubblico ha domandato alle autorità __________,
per il tramite dell’Ufficio federale di giustizia, di assumere il procedimento
penale promosso a carico di IS 1 per titolo di infrazione aggravata alla legge
federale sugli stupefacenti in relazione alla vendita ed al traffico di cocaina
da lei operato a __________ nel periodo 1997 – maggio 1999: l’accusata era
infatti cittadina straniera, residente in __________, dove aveva (avrebbe) delinquito
(AI 34);
che
lo stesso giorno, 25.9.2001, il magistrato inquirente ha abbandonato – con decreto
di abbandono interno, intimato all’incarto – il procedimento penale per
detto reato per incompetenza territoriale del Ministero pubblico (ABB __________,
AI 33);
che
nel citato decreto di abbandono interno ha, parimenti, indicato che “per
il reato di contravvenzione alla LStup (avvenuto a __________), lo stesso risulta
prescritto in maniera assoluta. A prescindere dal fatto che non è stata
promossa l’accusa per detto reato, i fatti sono comunque avvenuti, al più
tardi, nel corso del mese di maggio 1999” (ABB __________, AI 33);
che
Fatti
il 15/16.4.2008 l’avv. PR 1 ha chiesto al procuratore pubblico informazioni
circa lo stato del procedimento (AI 36);
che
con scritto 17.4.2008 il procuratore pubblico Arturo Garzoni, in sostituzione
dei già magistrati inquirenti Jacques Ducry e Franco Lardelli, già titolari
dell’inchiesta, ha comunicato al patrocinatore quanto emergeva dagli atti, in
particolare dal suddetto decreto di abbandono interno (AI 37);
che
se, dopo compiuta l’istruzione, il procuratore pubblico non ritiene di
presentare l’atto o il decreto di accusa, egli pronuncia l’abbandono del
procedimento e notifica il decreto all’accusato, al difensore e alla parte
civile (art. 214 cpv. 1 / 215 CPP);
che
questa Camera, nella decisione 10.11.1998, ha considerato – con riferimento ad
un decreto di non luogo a procedere – che “la decisione di abbandono interno del (…) non
costituisce una decisione finale di merito, ossia un decreto di non luogo a
procedere, poiché non rispetta le condizioni poste dagli art. 184 e 185 CPP e
non é neppure impugnabile a questa Camera. L'abbandono interno, che non viene
intimato a nessuna delle parti interessate, é una semplice decisione di
sospensione del procedimento penale, decisa dal magistrato inquirente per
ragioni di opportunità. Di conseguenza, il procedimento penale può essere
ripreso in qualsiasi momento, se richiesto dal querelante, senza necessità che
questa Camera ordini la riapertura delle informazioni preliminari” (decisione 10.11.1998 in re C.C., inc.
60.1998.249, parzialmente pubblicata in REP. 1998 n. 121; cfr. anche decisione
4.8.2004 in re S.C., inc. 60.2004.239);
che
quindi, per analogia, il decreto di abbandono interno emanato il 25.9.2001
non può espletare effetto di cosa giudicata;
che
nella fattispecie apparirebbe tuttavia eccessivamente formalistico pretendere
l’emanazione di una decisione a’ sensi di legge, non essendoci parte civile
legittimata ad impugnare il decreto e l’accusata – con l’introduzione della
presente istanza – avendo implicitamente riconosciuto il giudizio così come pronunciato;
che
con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320
cpv. 1 CPP [dalla comunicazione 17.4.2008 (AI 37)] – IS 1 chiede, protestando
le ripetibili, che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia
condannato a versarle, quale risarcimento del danno sofferto in seguito al
procedimento penale, l’importo di CHF 2'240.50 per spese legali;
che
giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – assolto al processo dalla
Corte delle assise correzionali o criminali o dal giudice della Pretura penale
o liberato da ogni accusa con decreto di abbandono o, se del caso, di non luogo
a procedere – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle
spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione
del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale
suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,
§ 109 n. 1 ss.);
che
– come detto – il diritto in questione compete all’accusato;
che
accusato è chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha
promosso l’accusa (art. 47 cpv. 1 CPP);
che
lo scopo delle informazioni preliminari è quello di stabilire se una notizia di
reato è sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e
avviare l’istruzione formale o se decretare un non luogo a procedere (art. 184
cpv. 1/2 CPP);
che
in questa fase preliminare l’interessato non ha veste di accusato e pertanto
non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore;
che la qualità di parte processuale nasce
infatti, come esposto, con la promozione dell’accusa e da quel momento l’accusato
beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un
legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss.
CPP);
che
la giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di accusato,
basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente
sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell’accusa
(L. MARAZZI, Il Giar, L’arbitro nel processo penale, Lugano 2001, p. 12 ss.);
che
è quindi da considerare accusata ogni persona sospettata di aver
commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua
situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.);
che
la necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi
dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta
difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi
rendono necessario un patrocinatore;
che
– in ambito penale – ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere
l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale
della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale
(decisione TF 1B_172/2007 del 2.10.2007);
che
nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono
considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali
l’interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle
questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente
nella procedura) [decisione TF 1B_186/2007 del 31.10.2007];
che
nel caso di evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in
considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto,
è negato il diritto costituzionale ad un patrocinatore (decisione TF
1B_172/2007 del 2.10.2007; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del
Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 ss. ad art. 49 CPP; G.
PIQUEREZ, op. cit., n. 491 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit.,
§ 40 n. 11/16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire,
in SJ 2003 II p. 67 ss.);
che
il decreto di abbandono interno 25.9.2001 concerne il reato di
infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19 cifra 2 LStup)
Considerandi
ed il reato di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19a
LStup) [ABB __________, AI 33];
che,
tuttavia, per quest’ultima ipotesi non è mai stata formalmente promossa
l’accusa, per cui il procedimento si trovava allo stadio delle informazioni preliminari,
che – intervenuta la prescrizione dell’azione penale – doveva sfociare in un
decreto di non luogo a procedere ex art. 184 cpv. 2 CPP e non – come accaduto –
in un decreto di abbandono ex art. art. 214 cpv. 1 / 215 CPP;
che
l’ipotesi di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti era legata
al consumo di cocaina da parte della qui istante;
che
il reato non comportava alcuna difficoltà in fatto e/o in diritto;
che
la circostanza che sia sanzionato con la multa (art. 19a cifra 1 LStup) e che
non consenta l’arresto (art. 95 cpv. 2 CPP) attesta peraltro il carattere di
bagattella del medesimo;
che,
in queste circostanze, si deve concludere che il procedimento penale – con riferimento
al titolo di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti – non ha
manifestamente avuto importanti ripercussioni sulla situazione personale di IS
1, arrestata non già per questo reato, ma – come ben si evince dagli atti – per
infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (AI 2/3),
imputazione, quest’ultima, che ha giustificato anche la nomina di un difensore
d’ufficio (AI 4);
che
l’istante – in merito al reato giusta l’art. 19a LStup – non può di conseguenza
essere ritenuta accusata a’ sensi dell’art. 317 CPP e pertanto, anche se
prosciolta per intervenuta prescrizione dell’azione penale [che comporta
l’estinzione del diritto dello Stato di punire e che deve quindi essere
sanzionata con un giudizio di merito (decisione TF 1P.258/2002 del 2.10.2002)],
non ha diritto ad un’indennità per il procedimento sfociato, formalmente, nel
decreto di abbandono interno (ABB __________, AI 33);
che,
per quanto concerne il reato di infrazione aggravata alla legge federale sugli
stupefacenti (art. 19 cifra 2 LStup), IS 1 – arrestata il 22.5.1999 (AI 1) –
deve essere considerata accusata [art. 184 cpv. 3 CPP (cfr., anche, AI
2)];
che
il procedimento penale a carico della qui istante è terminato con un decreto di
abbandono interno, che – come detto in precedenza – ai fini dell’istanza
di indennità può essere assimilato ad un decreto di abbandono giusta l’art. 214
cpv. 1 CPP;
che
– formalmente – l’accusata è pertanto stata prosciolta;
che
l’art. 317 CPP non specifica il senso del termine prosciolto;
che
la legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera;
che,
se il testo di un disposto legale è chiaro e non è pertanto necessario far capo
ad altri metodi di interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito
scostarsi dal senso letterale soltanto qualora conduca a soluzioni
manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore;
che,
nondimeno, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del
medesimo sono possibili, deve essere ricercato quale sia la vera portata della
norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi di interpretazione, in
particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui
essa prende fondamento;
che
pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (DTF 130 V 229; G.
PIQUEREZ, op. cit., n. 30 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., §
6.
n. 1 ss.; N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo / Basilea / Ginevra
2004, n. 65 ss.);
che,
promossa l’accusa, il procedimento penale deve concludersi con un decreto di
abbandono (art. 214 cpv. 1 CPP), rispettivamente – emanato l’atto o il decreto
di accusa – con una sentenza di condanna o di assoluzione (art. 261 / 262 CPP);
che,
secondo il CPP, è quindi prosciolto l’accusato a favore del quale è
stato emanato un decreto di abbandono o un giudizio di assoluzione;
che
questa Camera reputa prosciolto a’ sensi dell’art. 317 CPP anche l’accusato
parzialmente assolto, ovvero prosciolto da imputazioni indipendenti da quelle
che hanno portato alla sua condanna, riconducibili a reati e/o a fatti del
tutto diversi (cfr., per esempio, decisione 9.3.2009 in re V.G., inc.
60.2008
), rispettivamente, come esposto in precedenza, colui che – pur non
essendo formalmente accusato in difetto di promozione dell’accusa (art. 47 cpv.
1.
CPP) – è stato concretamente sospettato di avere commesso un reato, oggetto
di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua
sfera personale;
che
il procedimento penale per titolo di infrazione aggravata alla legge federale
sugli stupefacenti è stato abbandonato per incompetenza territoriale del
Ministero pubblico (ABB __________, AI 33), nel senso che – essendo l’istante
cittadina straniera, residente in __________, dove aveva/avrebbe delinquito – era
stata inoltrata alle autorità __________ domanda di assunzione del procedimento
nei confronti di IS 1 (AI 34);
che
il decreto è quindi stato emanato in conseguenza della citata richiesta di assunzione
del procedimento, ossia per ragioni del tutto indipendenti dal merito
dell’ipotesi accusatoria (AI 33/34);
che
nulla si sa dell’esito della domanda di assunzione del procedimento rispettivamente
dell’esito stesso del procedimento;
che
l’istante, alla quale spettava l’onere della prova [cfr., in analogia, N.
SALVIONI, Codice di procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 317 CPP,
p. 506: “(…) per le spese di patrocinio ed i danni materiali si deve invece
parlare di rifusione, ossia di risarcimento pieno, stabilito in base alla
documentazione prodotta dall'accusato prosciolto”], non dimostra infatti
che sia stata prosciolta dall’accusa allora promossa nei suoi confronti;
che,
in queste circostanze, non si può reputare IS 1 prosciolta giusta l’art.
317.
CPP, norma che mira ad indennizzare eventuali pregiudizi cagionati
all’accusato prosciolto da un procedimento penale ingiusto, ossia ingiustificato;
che
è in effetti evidente che, qualora l’istante fosse stata condannata in __________
per il reato che aveva legittimato il suo arresto, il procedimento penale aperto
per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti
giusta l’art. 19 cifra 2 LStup non potrebbe, manifestamente, essere considerato
ingiustificato;
che
l’istanza deve di conseguenza essere respinta;
che
gli oneri dipendenti dal procedimento penale devono pertanto essere sopportati
da IS 1 [riservata un’eventuale ammissione al beneficio del gratuito
patrocinio, che aveva postulato con istanza 27.5.1999 (AI 8), non (ancora) decisa
(cfr. scritto 10.6.2008 del giudice dell’istruzione e dell’arresto Edy Meli
all’avv. PR 1, doc. C)];
che
giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti
l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è
fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 LTG e nell’art. 17 LTG;
che
la tassa di giustizia di CHF 250.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi
CHF 300.--, sono poste a carico della qui istante, soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni
altra norma applicabile,
pronuncia
1. L’istanza
è respinta.
2. La
tassa di giustizia di CHF 250.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF
300.-- (trecento), sono poste a carico di IS 1, __________.
3. Rimedio
di diritto:
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) sono dati, a dipendenza
dell’oggetto e del valore, entro trenta giorni dalla notificazione della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), i ricorsi in materia penale, di diritto
pubblico rispettivamente sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78, 82, 85, 113 ss.
LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dagli art. 81, 89 e 115 LTF.
4. Intimazione:
per
conoscenza:
Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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