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Decisione

60.2009.136

Istanza di indennità per ingiusto procedimento. accusato prosciolto

3 giugno 2009Italiano14 min

Source ti.ch

Fatti

il 15/16.4.2008 l’avv. PR 1 ha chiesto al procuratore pubblico informazioni

circa lo stato del procedimento (AI 36);

che

con scritto 17.4.2008 il procuratore pubblico Arturo Garzoni, in sostituzione

dei già magistrati inquirenti Jacques Ducry e Franco Lardelli, già titolari

dell’inchiesta, ha comunicato al patrocinatore quanto emergeva dagli atti, in

particolare dal suddetto decreto di abbandono interno (AI 37);

che

se, dopo compiuta l’istruzione, il procuratore pubblico non ritiene di

presentare l’atto o il decreto di accusa, egli pronuncia l’abbandono del

procedimento e notifica il decreto all’accusato, al difensore e alla parte

civile (art. 214 cpv. 1 / 215 CPP);

che

questa Camera, nella decisione 10.11.1998, ha considerato – con riferimento ad

un decreto di non luogo a procedere – che “la decisione di abbandono interno del (…) non

costituisce una decisione finale di merito, ossia un decreto di non luogo a

procedere, poiché non rispetta le condizioni poste dagli art. 184 e 185 CPP e

non é neppure impugnabile a questa Camera. L'abbandono interno, che non viene

intimato a nessuna delle parti interessate, é una semplice decisione di

sospensione del procedimento penale, decisa dal magistrato inquirente per

ragioni di opportunità. Di conseguenza, il procedimento penale può essere

ripreso in qualsiasi momento, se richiesto dal querelante, senza necessità che

questa Camera ordini la riapertura delle informazioni preliminari” (decisione 10.11.1998 in re C.C., inc.

60.1998.249, parzialmente pubblicata in REP. 1998 n. 121; cfr. anche decisione

4.8.2004 in re S.C., inc. 60.2004.239);

che

quindi, per analogia, il decreto di abbandono interno emanato il 25.9.2001

non può espletare effetto di cosa giudicata;

che

nella fattispecie apparirebbe tuttavia eccessivamente formalistico pretendere

l’emanazione di una decisione a’ sensi di legge, non essendoci parte civile

legittimata ad impugnare il decreto e l’accusata – con l’introduzione della

presente istanza – avendo implicitamente riconosciuto il giudizio così come pronunciato;

che

con l’istanza in esame – presentata nel termine di un anno di cui all’art. 320

cpv. 1 CPP [dalla comunicazione 17.4.2008 (AI 37)] – IS 1 chiede, protestando

le ripetibili, che lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino sia

condannato a versarle, quale risarcimento del danno sofferto in seguito al

procedimento penale, l’importo di CHF 2'240.50 per spese legali;

che

giusta l’art. 317 CPP l’accusato prosciolto – assolto al processo dalla

Corte delle assise correzionali o criminali o dal giudice della Pretura penale

o liberato da ogni accusa con decreto di abbandono o, se del caso, di non luogo

a procedere – ha diritto ad un’indennità nella forma della rifusione delle

spese di patrocinio, del risarcimento dei danni materiali e della riparazione

del torto morale (REP. 1998 n. 126; G. PIQUEREZ, Traité de procédure pénale

suisse, 2. ed., Ginevra / Zurigo / Basilea 2006, n. 1556 ss.; R. HAUSER / E.

SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,

§ 109 n. 1 ss.);

che

– come detto – il diritto in questione compete all’accusato;

che

accusato è chiunque nei confronti del quale il procuratore pubblico ha

promosso l’accusa (art. 47 cpv. 1 CPP);

che

lo scopo delle informazioni preliminari è quello di stabilire se una notizia di

reato è sostenuta da sufficienti indizi, onde decidere se promuovere l’accusa e

avviare l’istruzione formale o se decretare un non luogo a procedere (art. 184

cpv. 1/2 CPP);

che

in questa fase preliminare l’interessato non ha veste di accusato e pertanto

non necessita generalmente dell’assistenza di un difensore;

che la qualità di parte processuale nasce

infatti, come esposto, con la promozione dell’accusa e da quel momento l’accusato

beneficia di determinati diritti e, segnatamente, di essere assistito da un

legale, di accedere agli atti e di partecipare agli interrogatori (art. 49 ss.

CPP);

che

la giurisprudenza cantonale ha nondimeno superato questa concezione formale di accusato,

basandosi su una nozione sostanziale, riferita alla persona concretamente

sospettata di un reato, indipendentemente dalla formale promozione dell’accusa

(L. MARAZZI, Il Giar, L’arbitro nel processo penale, Lugano 2001, p. 12 ss.);

che

è quindi da considerare accusata ogni persona sospettata di aver

commesso un reato, oggetto di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua

situazione o sulla sua sfera personale (perquisizione, sequestro, ecc.);

che

la necessità della presenza di un difensore nasce pertanto quando gli interessi

dell’indagato sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta

difficoltà di fatto e di diritto che superano le sue capacità e che quindi

rendono necessario un patrocinatore;

che

– in ambito penale – ciò è segnatamente il caso laddove ci si debba attendere

l’irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale

della stessa o l’assunzione di misure privative della libertà personale

(decisione TF 1B_172/2007 del 2.10.2007);

che

nei casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono

considerare le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali

l’interessato non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle

questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente

nella procedura) [decisione TF 1B_186/2007 del 31.10.2007];

che

nel caso di evidenti reati minori (“Bagatelldelikte”), ove entri in

considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco conto,

è negato il diritto costituzionale ad un patrocinatore (decisione TF

1B_172/2007 del 2.10.2007; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del

Codice di procedura penale ticinese, Lugano 1997, n. 18 ss. ad art. 49 CPP; G.

PIQUEREZ, op. cit., n. 491 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit.,

§ 40 n. 11/16; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire,

in SJ 2003 II p. 67 ss.);

che

il decreto di abbandono interno 25.9.2001 concerne il reato di

infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19 cifra 2 LStup)

Considerandi

ed il reato di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti (art. 19a

LStup) [ABB __________, AI 33];

che,

tuttavia, per quest’ultima ipotesi non è mai stata formalmente promossa

l’accusa, per cui il procedimento si trovava allo stadio delle informazioni preliminari,

che – intervenuta la prescrizione dell’azione penale – doveva sfociare in un

decreto di non luogo a procedere ex art. 184 cpv. 2 CPP e non – come accaduto –

in un decreto di abbandono ex art. art. 214 cpv. 1 / 215 CPP;

che

l’ipotesi di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti era legata

al consumo di cocaina da parte della qui istante;

che

il reato non comportava alcuna difficoltà in fatto e/o in diritto;

che

la circostanza che sia sanzionato con la multa (art. 19a cifra 1 LStup) e che

non consenta l’arresto (art. 95 cpv. 2 CPP) attesta peraltro il carattere di

bagattella del medesimo;

che,

in queste circostanze, si deve concludere che il procedimento penale – con riferimento

al titolo di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti – non ha

manifestamente avuto importanti ripercussioni sulla situazione personale di IS

1, arrestata non già per questo reato, ma – come ben si evince dagli atti – per

infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti (AI 2/3),

imputazione, quest’ultima, che ha giustificato anche la nomina di un difensore

d’ufficio (AI 4);

che

l’istante – in merito al reato giusta l’art. 19a LStup – non può di conseguenza

essere ritenuta accusata a’ sensi dell’art. 317 CPP e pertanto, anche se

prosciolta per intervenuta prescrizione dell’azione penale [che comporta

l’estinzione del diritto dello Stato di punire e che deve quindi essere

sanzionata con un giudizio di merito (decisione TF 1P.258/2002 del 2.10.2002)],

non ha diritto ad un’indennità per il procedimento sfociato, formalmente, nel

decreto di abbandono interno (ABB __________, AI 33);

che,

per quanto concerne il reato di infrazione aggravata alla legge federale sugli

stupefacenti (art. 19 cifra 2 LStup), IS 1 – arrestata il 22.5.1999 (AI 1) –

deve essere considerata accusata [art. 184 cpv. 3 CPP (cfr., anche, AI

2)];

che

il procedimento penale a carico della qui istante è terminato con un decreto di

abbandono interno, che – come detto in precedenza – ai fini dell’istanza

di indennità può essere assimilato ad un decreto di abbandono giusta l’art. 214

cpv. 1 CPP;

che

– formalmente – l’accusata è pertanto stata prosciolta;

che

l’art. 317 CPP non specifica il senso del termine prosciolto;

che

la legge è da interpretare in primo luogo procedendo dalla sua lettera;

che,

se il testo di un disposto legale è chiaro e non è pertanto necessario far capo

ad altri metodi di interpretazione ai fini di appurarne la portata, è lecito

scostarsi dal senso letterale soltanto qualora conduca a soluzioni

manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore;

che,

nondimeno, se il testo non è perfettamente chiaro, se più interpretazioni del

medesimo sono possibili, deve essere ricercato quale sia la vera portata della

norma, prendendo in considerazione tutti gli elementi di interpretazione, in

particolare lo scopo della disposizione, il suo spirito, nonché i valori su cui

essa prende fondamento;

che

pure di rilievo è il senso che essa assume nel suo contesto (DTF 130 V 229; G.

PIQUEREZ, op. cit., n. 30 ss.; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, op. cit., §

6.

n. 1 ss.; N. SCHMID, Strafprozessrecht, 4. ed., Zurigo / Basilea / Ginevra

2004, n. 65 ss.);

che,

promossa l’accusa, il procedimento penale deve concludersi con un decreto di

abbandono (art. 214 cpv. 1 CPP), rispettivamente – emanato l’atto o il decreto

di accusa – con una sentenza di condanna o di assoluzione (art. 261 / 262 CPP);

che,

secondo il CPP, è quindi prosciolto l’accusato a favore del quale è

stato emanato un decreto di abbandono o un giudizio di assoluzione;

che

questa Camera reputa prosciolto a’ sensi dell’art. 317 CPP anche l’accusato

parzialmente assolto, ovvero prosciolto da imputazioni indipendenti da quelle

che hanno portato alla sua condanna, riconducibili a reati e/o a fatti del

tutto diversi (cfr., per esempio, decisione 9.3.2009 in re V.G., inc.

60.2008

), rispettivamente, come esposto in precedenza, colui che – pur non

essendo formalmente accusato in difetto di promozione dell’accusa (art. 47 cpv.

1.

CPP) – è stato concretamente sospettato di avere commesso un reato, oggetto

di indagini, con importanti ripercussioni sulla sua situazione o sulla sua

sfera personale;

che

il procedimento penale per titolo di infrazione aggravata alla legge federale

sugli stupefacenti è stato abbandonato per incompetenza territoriale del

Ministero pubblico (ABB __________, AI 33), nel senso che – essendo l’istante

cittadina straniera, residente in __________, dove aveva/avrebbe delinquito – era

stata inoltrata alle autorità __________ domanda di assunzione del procedimento

nei confronti di IS 1 (AI 34);

che

il decreto è quindi stato emanato in conseguenza della citata richiesta di assunzione

del procedimento, ossia per ragioni del tutto indipendenti dal merito

dell’ipotesi accusatoria (AI 33/34);

che

nulla si sa dell’esito della domanda di assunzione del procedimento rispettivamente

dell’esito stesso del procedimento;

che

l’istante, alla quale spettava l’onere della prova [cfr., in analogia, N.

SALVIONI, Codice di procedura penale annotato, Locarno 1999, ad art. 317 CPP,

p. 506: “(…) per le spese di patrocinio ed i danni materiali si deve invece

parlare di rifusione, ossia di risarcimento pieno, stabilito in base alla

documentazione prodotta dall'accusato prosciolto”], non dimostra infatti

che sia stata prosciolta dall’accusa allora promossa nei suoi confronti;

che,

in queste circostanze, non si può reputare IS 1 prosciolta giusta l’art.

317.

CPP, norma che mira ad indennizzare eventuali pregiudizi cagionati

all’accusato prosciolto da un procedimento penale ingiusto, ossia ingiustificato;

che

è in effetti evidente che, qualora l’istante fosse stata condannata in __________

per il reato che aveva legittimato il suo arresto, il procedimento penale aperto

per titolo di infrazione aggravata alla legge federale sugli stupefacenti

giusta l’art. 19 cifra 2 LStup non potrebbe, manifestamente, essere considerato

ingiustificato;

che

l’istanza deve di conseguenza essere respinta;

che

gli oneri dipendenti dal procedimento penale devono pertanto essere sopportati

da IS 1 [riservata un’eventuale ammissione al beneficio del gratuito

patrocinio, che aveva postulato con istanza 27.5.1999 (AI 8), non (ancora) decisa

(cfr. scritto 10.6.2008 del giudice dell’istruzione e dell’arresto Edy Meli

all’avv. PR 1, doc. C)];

che

giusta l’art. 39 cpv. 2 LTG la tassa di giustizia per le azioni concernenti

l’indennità dell’accusato prosciolto e l’indennità per la detenzione illegale è

fissata nei limiti stabiliti nell’art. 14 LTG e nell’art. 17 LTG;

che

la tassa di giustizia di CHF 250.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi

CHF 300.--, sono poste a carico della qui istante, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 317 ss. CPP ed ogni

altra norma applicabile,

pronuncia

1. L’istanza

è respinta.

2. La

tassa di giustizia di CHF 250.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF

300.-- (trecento), sono poste a carico di IS 1, __________.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) sono dati, a dipendenza

dell’oggetto e del valore, entro trenta giorni dalla notificazione della

decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), i ricorsi in materia penale, di diritto

pubblico rispettivamente sussidiario in materia costituzionale al Tribunale

federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78, 82, 85, 113 ss.

LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dagli art. 81, 89 e 115 LTF.

4. Intimazione:

per

conoscenza:

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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