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Decisione

60.2009.449

Ricorso contro la decisione del Giar in materia di assistenza giudiziaria. Parte civile. Gratuito patrocinio

19 gennaio 2010Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

a. Con

decreto d'accusa 4.2.2009 il procuratore pubblico Clarissa Torricelli ha posto

in stato d'accusa dinanzi alla Pretura penale del Canton Ticino __________, ex

marito della qui ricorrente, ed ha proposto la sua condanna alla pena

pecuniaria di CHF 700.--, corrispondente a 10 aliquote da CHF 70.-- ciascuna (pena

sospesa condizionalmente per un periodo di prova di due anni), ed alla multa di

CHF 500.--, oltre al pagamento di tassa di giustizia e spese ed al versamento

alla parte civile di CHF 4'788.-- a titolo di risarcimento, siccome ritenuto

colpevole di trascuranza degli obblighi di mantenimento "(…) per non

avere prestato, a __________, nel periodo maggio 2008/novembre 2008, benché ne

avesse avuto i mezzi per farlo, gli alimenti a favore della ex moglie RI 1

fissati con sentenza 25.01.1995 della Pretura del Distretto di __________ in

CHF 684.--mensili, accumulando arretrati per complessivi CHF 4'788.-- (…)"

(decreto d'accusa 4.2.2009, p. 1, DA __________).

Contro

tale decreto sia l'accusato sia RI 1 hanno interposto formale opposizione.

b. Con

istanza 26.2.2009 RI 1, per il tramite del suo patrocinatore, ha postulato la

concessione del beneficio del gratuito patrocinio (scritto 26.2.2009, AI 1,

inc. GIAR __________).

c. Con

decisione 8.10.2009 il giudice della Pretura penale, Damiano Stefani, ha dichiarato

__________ colpevole di trascuranza degli obblighi di mantenimento (giusta

l'art. 217 cpv. 1 CP) condannandolo alla pena pecuniaria dì CHF 400.--, corrispondente

a 10 aliquote da CHF 40.-- ciascuna (pena sospesa condizionalmente per un

periodo di prova di due anni), ed alla multa di CHF 200.-- oltre al pagamento

di tassa di giustizia e spese ed al versamento alla parte civile di CHF

4'788.-- a titolo di risarcimento (decisione 8.10.2009, p. 4, AI 16, inc. __________).

d. Con

decisione 18.11.2009 il giudice dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta

26.2.2009 rilevando che "(…) in concreto, il procedimento riguardava il

reato di trascuranza degli obblighi di mantenimento (…) e la fattispecie non

presentava difficoltà giuridiche fattuali tali da richiedere l'assistenza di un

legale, apparendo senz'altro l'istante in grado di far valere da sé le proprie

ragioni, del resto neppure il Procuratore pubblico ha ritenuto necessario

presenziare al dibattimento per opposizione (…)" (sentenza 18.11.2009,

p. 1, AI 9, inc. GIAR __________).

e. Con

il presente e tempestivo gravame RI 1 chiede, per quanto interessa il presente

procedimento, di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio

considerato che l'assistenza di un legale le sarebbe stata necessaria in quanto

il procuratore pubblico avrebbe, a suo dire, "(…) abusato d'ufficio ed

ha violato tutti i diritti della ricorrente come parte civile, in quanto non le

ha neppure intimato l'interrogatorio della polizia del suo ex marito (…)"

(ricorso 4.12.2009, p. 6).

Considerandi

1.

Il principio, l'estensione ed i limiti

del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto

dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga

disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente

difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. fed.

(secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della

procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al

patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per tutelare

i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost. fed.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui

ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un

difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore,

poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano

gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una

protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono

un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005,

1P.500/2003 del 5.12.2003,1P.542/2003 del 20.10.2003,1P.128/2002 del

9.4

, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in

RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).

2.

Giusta

l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria

(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha

effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso

dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a

chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.

Questa

disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza

giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità

di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di

patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità

giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi

dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a

partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio

n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale

dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei

casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2

e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse

finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e

che "anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua

istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della

giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M.

RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,

Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo

principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai

lavori preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione

del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla

realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente,

il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella

causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione

giuridica che legittima la designazione di un avvocato", rapporto n.

5123.

del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).

3.

Secondo

la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari

ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in

misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto

che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la

presenza di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I

202). In ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente

dalle difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere

l'irrogazione di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale

della stessa o l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei

casi in cui la verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare

le difficoltà giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato

non è in grado di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche

e procedurali, la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura). Nel

caso di evidenti reati minori ("Bagatelldelikte"), ove entri

in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di poco

conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al gratuito

patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF

128.

I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C.

VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K.

HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e

16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ,

Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

4.

Secondo il

Tribunale federale anche la parte lesa può di principio invocare l’art. 29 cpv.

3.

Cost. fed. nell’ambito di un procedimento penale (decisione TF 1P.678/2005

del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e

riferimenti). Occorre verificare in ogni singolo caso se i presupposti previsti

da questa disposizione sono adempiuti: secondo la prassi costante l’assistenza

giudiziaria per una parte lesa richiede l’adempimento di tre presupposti

cumulativi, segnatamente l’indigenza del richiedente, la sua posizione di parte

con probabile esito positivo (“Nichtaussichtslosigkeit seines Parteistand-punktes”)

rispettivamente che le sue pretese non siano sprovviste di fondamento e,

infine, la necessità di una protezione giuridica che legittimi la designazione

di un avvocato (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione

TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti).

La legge cantonale ticinese

prevede alla disposizione di cui all’art. 71 CPP che la parte civile può

avvalersi in ogni stadio della procedura dell’assistenza di un patrocinatore.

Inoltre, il beneficio dell’assistenza giudiziaria è concesso, a chi giustifica

di non essere in grado di sopperire alle spese del processo, dal giudice

dell’istruzione e dell’arresto; ha effetto a partire dal momento della

presentazione della domanda ed è commisurato alla situazione economica della

persona richiedente e può estendersi alla dispensa, totale o parziale, dal

pagamento della tassa di giustizia e delle spese; all’anticipazione, totale o

parziale, da parte dello Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente

e all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio (art. 31 Lag).

Questa disposizione corrisponde all’art. 73 cpv. 2 vCPP: la nuova disposizione

precisa soltanto che il beneficio del gratuito patrocinio esplica i suoi

effetti dalla presentazione della domanda (rapporto sul messaggio n. 5123 del

17.4.2002

sulla Lag, ad art. 31). Il concetto di “non essere in grado di

sopperire alle spese del processo” coincide con quello relativo all’accusato

(M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 1 ad art. 73 vCPP; cfr. anche

n. 9 ad art. 52 vCPP).

5.

La ricorrente sostiene

di non essere stata in grado di difendersi autonomamente e di aver necessitato

l'aiuto di un legale, contestando in sostanza le conclusioni alle quali è

giunto il giudice dell'istruzione e dell'arresto, asserendo tra l'altro che il

procuratore pubblico non gli avrebbe intimato il verbale di interrogatorio del

suo ex-marito: "La ricorrente ha potuto conoscere il contenuto del

verbale dell'interrogatorio solo dopo che il suo legale ha presentato opposizione

al decreto d'accusa. Quindi, la ricorrente, non essendo a conoscenza di nulla

neppure del verbale d'interrogatorio del suo ex marito, e considerato che il

suo ex marito aveva addirittura anche opposto opposizione al decreto d'accusa,

si fece a questo punto rappresentare dall'avv. __________, il quale presentò opposizione

al decreto d'accusa e produsse anche i mezzi di prova da assumere al

dibattimento (…)" (ricorso 4/7.12.2009, p. 5).

Ora, dalla lettura degli atti

non appare che gli interessi di RI 1 siano stati colpiti in misura importante e

non sembra nemmeno che la fattispecie alla base del decreto di accusa

presentava particolari problemi di fatto e che imponevano approfondimenti specifici

dal profilo giuridico. In effetti si è in presenza di un "Bagatelldelikt",

come del resto ha rettamente rilevato il giudice dell'istruzione e dell'arresto

nella sua decisione impugnata, tanto che il procuratore pubblico ha rinunciato

a partecipare al dibattimento. Peraltro la qui ricorrente sembrava/sembra perfettamente

in grado di spiegare e far valere le proprie ragioni in qualità di parte civile

(come è emerso dalla stessa querela 23/25.7.2008 e dal ricorso qui in oggetto),

apportando la sua versione dei fatti e facendo valere le sue pretese, anche

senza l'ausilio di un avvocato, non essendo impedita in questo modo di

difendere efficacemente i propri interessi.

Per i motivi sopraindicati

non era dunque necessaria l'assistenza di un legale e quindi neppure la

concessione del gratuito patrocinio; è dunque superfluo l'esame della

situazione economica.

6.

Il ricorso è

respinto. Tassa di giustizia e spese sono poste a carico della ricorrente,

soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1 ss. e 39 lit. F LTG ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. La

tassa di giustizia di CHF 80.-- e le spese di CHF 20.--, per complessivi CHF

100.-- (cento), sono poste a carico di RI 1, __________.

3. Rimedio di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni

dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98

LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81

LTF.

4. Intimazione:

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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