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Decisione

60.2010.124

Ricorso contro la decisione del GIAR in materia di assistenza giudiziaria. Gratuito patrocinio. Stato di indigenza

5 luglio 2010Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

a. Nell'ambito

del procedimento penale promosso nei suoi confronti per titolo di tentato

omicidio intenzionale, sub. tentate lesioni gravi, sub. esposizione a pericolo

della vita altrui, lesioni semplici, minaccia ed ingiuria (inc. MP __________),

con istanza 11/13.1.2010 RI 1 ha postulato la concessione del gratuito patrocinio

(AI 1, inc. GIAR __________).

b. Con decisione 24.3.2010 il giudice

dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta di RI 1 di essere

ammesso al beneficio del gratuito patrocinio, ritenendo, in sintesi,

quest'ultimo in grado di sopperire alle spese della sua difesa (decisione GIAR

24.3.2010, inc. GIAR __________).

c. Con il presente tempestivo gravame RI 1

chiede di essere ammesso al beneficio del gratuito patrocinio, sostenendo in

sostanza che il calcolo eseguito dal giudice dell'istruzione e dell'arresto non

terrebbe in considerazione le spese di trasferta di sua moglie per recarsi al

luogo di lavoro, le spese che quest'ultima dovrebbe sopportare per i pasti

fuori casa e la previdenza vincolata quale assicurazione sulla vita "(…)

imposta da __________ (…) a valere quale ammortamento indiretto sull'onere ipotecario

(…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 4). L'eccedenza sarebbe dunque di soli

CHF 320.30 (non, come affermato dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, di

CHF 1'470.25); importo questo non sufficiente per pagare le spese legali: "(…)

saldare una fattura in regime di CHF 320.00 al mese significherebbe impiegare

(nella migliore delle ipotesi) 156 mesi ossia poco più di 13 anni! Ben si vede

quindi come sia da un lato adempiuto ogni presupposto per il riconoscimento

dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio e dall'altro canto

sarebbe assolutamente iniquo dover far sopportare al difensore gli oneri di incasso

su un periodo così lungo (…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 4 s.).

d. Delle osservazioni del procuratore pubblico

e del giudice dell'istruzione e dell'arresto si dirà, se necessario, in corso

di motivazione.

Considerandi

1.

Il

principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria

gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale

cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non

assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti,

possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. (secondo cui chi non dispone

dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa

non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora

la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4

vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di

difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se

non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito

gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della

giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa

rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di

protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005,1P.500/2003

del 5.12.2003,1P.542/2003 del 20.10.2003,1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata

in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001;

DTF 129 I 281 e 127 I 202).

2.

Giusta

l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria

(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha

effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso

dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a

chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.

Questa

disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza

giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità

di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di

patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità

giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi

dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a

partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio

n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale

dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei

casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2

e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse

finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e

che "anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua

istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della

giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M.

RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,

Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo

principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai

lavori preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione

del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla

realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente,

il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella

causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione

giuridica che legittima la designazione di un avvocato", rapporto n.

5123.

del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).

3.

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi

non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi

interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta

difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che

quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF

1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è

segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di

diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata

escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure

privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di

pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali

della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es.

la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di

difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori

("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una

multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale

nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv.

1.

Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I

49.

e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss.

ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht,

6.

ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse,

Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance

judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

4.4.1

Nel presente caso non è contestata la necessità per il

ricorrente di essere assistito da un avvocato. In discussione è, per contro, la

sua indigenza e, più in particolare, i criteri di calcolo applicati dal giudice

dell'istruzione e dell'arresto.

4.2

Giusta

l’art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità

di provvedere con mezzi propri (reddito e sostanza) agli oneri di procedura o

alle spese di patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della

procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia

(DTF 128 I 232; RtiD I-2004 n. 10). Ciò non si valuta solo in funzione del

minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo conto di tutte le

circostanze del caso, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato

anche quando il reddito del richiedente ecceda l’importo assolutamente

necessario per vivere. Decisivo è l’interesse dell’accusato di poter seguire la

procedura senza dover limitare eccessivamente le sue esigenze di vita;

l’assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di impedire che l’istante si

indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi importanti per pagarsi una

difesa oggettivamente necessaria (RDAT II-2002 n. 65; decisione TF 1P.542/2003

del 20.10.2003; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C.

VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP; B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura

civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155

vCPC e n. 570).

I

presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla

scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta

la domanda (decisione TF 1B_67/2007 del 27.4.2007; DTF 120 Ia 179; RDAT 36/II –

1998). Spetta a quest’ultimo dimostrare compiutamente le proprie difficoltà economiche

(decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 125 IV 164, 120 Ia 179). La condizione

di indigenza deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie

del richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei

suoi confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (decisione TF

1P.542/2003 del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193). Tale principio emerge anche dai

lavori preparatori dell’art. 3 Lag: “(…) l’indicazione dei mezzi

"propri" va precisata nel senso che per determinare se il richiedente

è indigente si può considerare, se del caso, anche il reddito delle persone che

hanno obblighi di mantenimento nei suoi confronti, in particolare i genitori

(DTF 119 Ia 12), senza tuttavia considerare il reddito dei parenti che

potrebbero essere tenuti all’assistenza giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115

Ia 195 cons. 3)” (messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3;

cfr. anche B. CORBOZ, op. cit., p. 67

ss.).

4.3

4.3.1

Il giudice dell'istruzione e

dell'arresto, nella sua decisione qui impugnata, ha ritenuto che RI 1 sarebbe

in grado di sopperire alle spese di patrocinio in base alla documentazione

prodotta unitamente alla sua istanza. Ha anzitutto accertato che le entrate nette

mensili (da attività lucrativa della moglie e dalla SUVA per lo stesso ricorrente)

ammontano a CHF 5'842.65. Da questo importo ha dedotto la somma di CHF 1'700.--

per il minimo vitale per coppia, CHF 1'076.50 per "(…) spese di locazione

(interessi e ammortamento)", CHF 856.10 per oneri fiscali, CHF 539.80

per la cassa malati sua e della moglie, CHF 200.-- per spese di riscaldamento.

Ha poi ritenuto che il restante importo di CHF 1'470.25 fosse sufficiente per

far fronte alle spese di patrocinio.

4.3.2

Il ricorrente, dal canto suo, contesta

le conclusioni cui è giunto il giudice dell'istruzione e dell'arresto. A suo

dire quest'ultimo non avrebbe tenuto conto di tre ulteriori posizioni che

porterebbero ad un risultato finale differente. In particolare non si sarebbe tenuto

conto delle spese della moglie necessarie per conseguire il proprio reddito: "(…)

in effetti la signora __________ giornalmente compie (andata e ritorno) il tratto

da __________ a __________ dove svolge la propria attività lavorativa presso __________.

Tale percorso è di 11 km (…) che notoriamente viene compiuto per 22 giorni

lavorativi al mese per un costo di CHF/km 0.70, l'importo che viene regolarmente

riconosciuto in diversi ambiti del diritto, sia quello di famiglia per il computo

dei fabbisogni, sia dalle Autorità fiscali. Ciò comporta un onere di CHF 338.80

(…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 3). Inoltre alla moglie andrebbe pure

riconosciuta una spesa per pasto fuori casa di CHF 12.--/pasto che sull'arco di

22.

giorni lavorativi porterebbe ad un onere di CHF 264.-- mensili. A mente del

ricorrente il giudice dell'istruzione e dell'arresto non avrebbe inoltre

considerato nel suo fabbisogno "(…) la posizione relativa alla

previdenza vincolata presso l'assicurazione __________ per annui CHF 6'565.80

ossia CHF 547.15 mensili. Trattasi di un'assicurazione sulla vita, previdenza

vincolata imposta da __________ (…) a valere quale ammortamento indiretto

sull'onere ipotecario. In buona sostanza tenuto conto del relativamente onere

ipotecario, l'Istituto creditore (…) ha imposto un ammortamento annuo del 2%

pagabile nella misura dell'1% a titolo effettivo (…) e per l'altro verso 1% tramite

ammortamento indiretto (…)" (ricorso 7/8.4.2010, p. 3). Alla luce di

tali considerazioni il fabbisogno dei coniugi RI 1 sarebbe dunque di CHF

5'522.35 e di conseguenza l'eccedenza risulterebbe di soli CHF 320.30.

4.3.3

Dalla documentazione prodotta dallo

stesso ricorrente risulta che la moglie di RI 1, __________, percepisce uno

stipendio mensile netto di CHF 5'589.50 [compresa partecipazione cassa malati e

tredicesima mensilità (quest'ultima non computata nel calcolo del giudice

dell'istruzione e dell'arresto; cfr. "conteggio paga di __________ del

12.

", AI 2, inc. GIAR __________)]. Il ricorrente percepisce una

rendita SUVA di CHF 683.10. Le entrate dei coniugi RI 1 ammontano dunque a CHF

6'272.60. Da questo montante va anzitutto dedotta la somma di CHF 1'700.--

quale importo minimo di esistenza ai sensi della LEF [cfr. tabella per il

calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93

LEF)]. Quest'importo di base include le spese di sostentamento, abbigliamento e

biancheria, igiene e salute, manutenzione delle apparecchiature e

dell'arredamento domestico, cultura, spese di elettricità e/o gas. Inoltre

vanno dedotti CHF 352.60 per la cassa malati della moglie, CHF 187.20 per la

cassa malati del ricorrente, CHF 856.10 per oneri fiscali e CHF 684.95 per l'ipoteca

dell'abitazione [ad esclusione

dunque degli ammortamenti, non riconoscibili nel calcolo del minimo d’esistenza giusta la tabella per il calcolo del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF); cfr AJP 6/2002, A.

BÜHLER, Betreibungs- und prozessrechtliches Existenzminimum, p. 647]. Il giudice

dell'istruzione e dell'arresto ha inoltro stimato in CHF 200.-- le spese di

riscaldamento. Per quanto concerne le spese indispensabili connesse con

l'esercizio della professione della moglie vanno riconosciute quelle inerenti i

pasti fuori casa di CHF 11.-- per ogni pasto principale [cfr. tabella per il

calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93

LEF)] per un totale di CHF 201.70 mensili (la durata media annua del lavoro può essere

quantificata su 220 giornate giusta la prassi delle autorità fiscali: essa

costituisce una ragionevole media, che evita di verificare di volta in volta le

giornate di lavoro effettivamente svolte dal contribuente, dedotte non soltanto

le vacanze e i giorni festivi, ma anche ogni altra assenza per qualsivoglia

motivo) e quelle inerenti le spese di trasferta per raggiungere il posto di lavoro

(__________): vengono tuttavia riconosciute unicamente le spese effettive per

l'uso dei mezzi pubblici di trasporto riconosciute in CHF 12.40 / giorno (cfr. www.sbb.ch) per un totale di CHF 227.35 mensili

(sempre con una media di 220 giornate lavorative annuali).

Non possono tuttavia essere

riconosciuti, contrariamente a quanto affermato dal ricorrente, gli importi

relativi alla previdenza vincolata presso l'assicurazione __________, in

quanto, come affermato dallo stesso RI 1, trattasi di assicurazione sulla vita

a valere quale ammortamento indiretto sull'onere ipotecario: ammortamenti

tuttavia, come già sopraindicato, non computabili nel minimo di esistenza [cfr.

tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo (art. 93 LEF)] (cfr. AJP 6/2002, A. BÜHLER, Betreibungs- und

prozessrechtliches Existenzminimum, p. 644 ss.).

Rimane quindi un saldo di CHF 1'862.70

per coprire le altre spese strettamente necessarie e per pagare, eventualmente mediante

versamenti rateali, le spese di patrocinio. Le altre spese non strettamente

necessarie non possono essere computate in questo calcolo.

5.

La reiezione del ricorso non pregiudica

necessariamente gli interessi del ricorrente che, qualora la situazione di fatto

dovesse mutare in senso negativo, potrà riproporre un'istanza, suffragata dalla

necessaria documentazione a comprova della mutata situazione e del suo stato di

indigenza. Si rileva tuttavia che RI 1, dall'1.1.2009 e fino alla data della

sua incarcerazione agli inizi del mese di aprile, percepiva una rendita AI al

60% (AI 175, inc. MP __________). Rendita che probabilmente verrà ripristinata

al momento della sua liberazione. Ciò che migliora ulteriormente la sua

posizione.

6.

Il gravame è respinto. Tassa di giustizia e spese sono

poste a carico del ricorrente, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 56bis CPP,

1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. La

tassa di giustizia di CHF 100.-- e le spese di CHF 50.--, per complessivi CHF 150.--

(centocinquanta), sono poste a carico di RI 1, __________.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni

dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98

LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81

LTF.

4. Intimazione:

-

Per la Camera dei ricorsi penali

Il vicepresidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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