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Decisione

60.2010.130

Ricorso contro la decisione del GIAR in materia di assistenza giudiziaria. Gratuito patrocinio. Stato di indigenza

16 giugno 2010Italiano19 min

Source ti.ch

Fatti

a. Nell'ambito di diversi procedimenti penali

promossi da RI 1 contro l'ex-convivente e padre di sua figlia __________, __________,

per titolo di trascuranza degli obblighi di mantenimento (inc. MP __________) e

ripetute lesioni semplici (DA __________) e di un procedimento penale promosso

da __________ contro RI 1 per titolo di appropriazione semplice, appropriazione

indebita, truffa e falsità in documenti (NLP __________), con istanza 21.8.2009

quest'ultima ha postulato la concessione del gratuito patrocinio (AI 1, inc.

GIAR __________).

b. Con decisione 24.3.2010 il giudice dell'istruzione

e dell'arresto ha respinto la richiesta di RI 1 di essere ammessa al beneficio

del gratuito patrocinio affermando che quest'ultima fosse in grado di sopperire

alle spese di patrocinio e sostenendo che i casi in cui essa era parte civile o

denunciata fossero di modesta rilevanza (Bagatelldelikte) (decisione

24.3.2010, inc. GIAR __________).

c. Con il presente tempestivo gravame RI 1

chiede di essere ammessa al beneficio del gratuito patrocinio, sostenendo in

sostanza che il calcolo eseguito dal giudice dell'istruzione e dell'arresto non

terrebbe in considerazione le sue spese di trasferta per recarsi al luogo di

lavoro, le spese che essa dovrebbe sopportare per i pasti fuori casa, le spese

per la mamma diurna per la piccola __________ e di un debito da lei contratto

nei confronti di __________ che rimborserebbe in ragione di CHF 200.-- / 300.--

al mese. Inoltre per quanto concerne l'aspetto della complessità dei

procedimenti qualificati quali Bagatelldelikte dal giudice dell'istruzione

e dell'arresto, RI 1 afferma di non essere in grado di difendersi da sola, in

particolar modo sugli aspetti di diritto. Per di più "(…) il magistrato

inquirente durante l'istruttoria ha esplicitamente richiesto la presenza del

difensore quando si è trattato di effettuare l'interrogatorio a confronto tra __________

e RI 1, alla presenza anche della funzionaria dell'USSI (…). Questo per una

questione di parità di armi. Non sarebbe quindi né equo né logico negare il

beneficio dell'AG/GP per atti ordinati dal PP ed ai quali la signora RI 1

(risp. il patrocinatore) non potevano sottrarsi (…)" (ricorso

9/12.4.2010, p. 4 s.).

d. Delle osservazioni del procuratore pubblico

e del giudice dell'istruzione e dell'arresto si dirà, se necessario, in corso

di motivazione.

Considerandi

1.

Il

principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria

gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale

cantonale. Solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non

assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti,

possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. (secondo cui chi non dispone

dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa

non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora

la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art.

4.

vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di

difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se

non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito

gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della

giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa

rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di

protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005,1P.500/2003

del 5.12.2003,1P.542/2003 del 20.10.2003,1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata

in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001;

DTF 129 I 281 e 127 I 202).

2.

Giusta

l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria

(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha

effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso

dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie indagini, a

chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della difesa.

Questa

disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza

giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità

di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di

patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità

giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi

dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a

partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio

n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale

dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei

casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2

e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse

finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e che

"anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di

gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia

non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M. RUSCA / E.

SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano

1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo principio

deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai lavori

preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione del

gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla realizzazione

di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente, il cosiddetto

fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella causa, fatta eccezione

per i processi penali, e la necessità di una protezione giuridica che legittima

la designazione di un avvocato", rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e

messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).

3.

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non

dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi

interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta

difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che

quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF

1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è

segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di

diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata

escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure

privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di

pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali

della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es.

la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di

difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori

("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una

multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale

nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv.

1.

Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I

49.

e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss.

ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht,

6.

ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse,

Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance

judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

4.

Anche la parte lesa

può di principio invocare l’art. 29 cpv. 3 Cost. nell’ambito di un procedimento

penale (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF

1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti). Occorre verificare in ogni singolo

caso se i presupposti previsti da questa disposizione sono adempiuti: secondo

la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una parte lesa richiede l’adempimento

di tre presupposti cumulativi, segnatamente l’indigenza del richiedente, la sua

posizione di parte con probabile esito positivo (“Nichtaussichtslosigkeit

seines Parteistand-punktes”) rispettivamente che le sue pretese non siano

sprovviste di fondamento e, infine, la necessità di una protezione giuridica

che legittimi la designazione di un avvocato (decisione TF 1P.678/2005 del

2.2.2006

e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti).

La legge cantonale ticinese

prevede alla disposizione di cui all’art. 71 CPP che la parte civile può

avvalersi in ogni stadio della procedura dell’assistenza di un patrocinatore.

Inoltre, il beneficio dell’assistenza giudiziaria è concesso, a chi giustifica

di non essere in grado di sopperire alle spese del processo, dal giudice

dell’istruzione e dell’arresto; ha effetto a partire dal momento della

presentazione della domanda ed è commisurato alla situazione economica della

persona richiedente e può estendersi alla dispensa, totale o parziale, dal pagamento

della tassa di giustizia e delle spese; all’anticipazione, totale o parziale,

da parte dello Stato delle spese di prova cui è ammessa la persona richiedente

e all’ammissione, totale o parziale, al gratuito patrocinio (art. 31 Lag).

Questa disposizione corrisponde all’art. 73 cpv. 2 vCPP: la nuova disposizione

precisa soltanto che il beneficio del gratuito patrocinio esplica i suoi

effetti dalla presentazione della domanda (rapporto sul messaggio n. 5123 del

17.4.2002

sulla Lag, ad art. 31). Il concetto di “non essere in grado di

sopperire alle spese del processo” coincide con quello relativo all’accusato

(M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 1 ad art. 73 vCPP; cfr. anche

n. 9 ad art. 52 vCPP).

5.

5.1

Nel presente caso è

innanzitutto in discussione l'indigenza della ricorrente e, più in particolare,

i criteri di calcolo applicati dal giudice dell'istruzione e dell'arresto.

5.2

Giusta

l’art. 3 cpv. 2 Lag è ritenuta indigente la persona che non ha la possibilità

di provvedere con mezzi propri (reddito e sostanza) agli oneri di procedura o

alle spese di patrocinio, ossia che non è in grado di affrontare i costi della

procedura senza intaccare il fabbisogno suo personale e quello della famiglia

(DTF 128 I 232; RtiD I-2004 n. 10). Ciò non si valuta solo in funzione del

minimo esistenziale del diritto esecutivo, ma tenendo conto di tutte le

circostanze del caso, cosicché uno stato di bisogno potrebbe essere rilevato

anche quando il reddito del richiedente ecceda l’importo assolutamente

necessario per vivere. Decisivo è l’interesse dell’accusato di poter seguire la

procedura senza dover limitare eccessivamente le sue esigenze di vita;

l’assistenza giudiziaria ha infatti anche lo scopo di impedire che l’istante si

indebiti ulteriormente o non adempia ad obblighi importanti per pagarsi una

difesa oggettivamente necessaria (RDAT II-2002 n. 65; decisione TF 1P.542/2003

del 20.10.2003; DTF 127 I 202 e 124 I 1; cfr. anche M. RUSCA / E. SALMINA / C.

VERDA, op. cit., n. 9 ad art. 52 vCPP; B. COCCHI / F. TREZZINI, Codice di procedura

civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 18 e 19 ad art. 155

vCPC e n. 570).

I

presupposti per l’ottenimento dell’assistenza giudiziaria vanno valutati sulla

scorta della situazione in cui versa il richiedente al momento in cui presenta

la domanda (decisione TF 1B_67/2007 del 27.4.2007; DTF 120 Ia 179; RDAT 36/II –

1998). Spetta a quest’ultimo dimostrare compiutamente le proprie difficoltà economiche

(decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 125 IV 164, 120 Ia 179). La condizione

di indigenza deve essere determinata non solo secondo le risorse finanziarie

del richiedente, ma anche delle persone che hanno obblighi di mantenimento nei

suoi confronti, per esempio del coniuge o dei genitori (decisione TF 1P.542/2003

del 20.10.2003; DTF 115 Ia 193). Tale principio emerge anche dai lavori

preparatori dell’art. 3 Lag: “(…) l’indicazione dei mezzi "propri"

va precisata nel senso che per determinare se il richiedente è indigente si può

considerare, se del caso, anche il reddito delle persone che hanno obblighi di

mantenimento nei suoi confronti, in particolare i genitori (DTF 119 Ia 12),

senza tuttavia considerare il reddito dei parenti che potrebbero essere tenuti

all’assistenza giusta gli art. 328 e 329 CC (DTF 115 Ia 195 cons. 3)”

(messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 3; cfr. anche B. CORBOZ,

op. cit., p. 67 ss.).

5.3

Il giudice dell'istruzione e

dell'arresto, nella decisione qui impugnata, ha ritenuto che RI 1 sarebbe in

grado di sopperire alle spese di patrocinio in base alla documentazione

prodotta unitamente alla sua istanza 21/26.8.2009. Ha anzitutto accertato che

il reddito di RI 1 ammonta a CHF 4'318.90. Da questo importo ha dedotto la

somma di CHF 1'600.-- quale minimo vitale in base alla LEF per madre e figlia,

CHF 1'550.-- per spese di locazione e CHF 391.65 per cassa malati. Il restante

importo di CHF 777.25 sarebbe dunque sufficiente, a mente del giudice

dell'istruzione e dell'arresto, per far fronte alle altre spese, tra cui quelle

di patrocinio.

5.4

La ricorrente, dal canto suo,

contesta le conclusioni alle quali è giunto il giudice dell'istruzione e

dell'arresto. A suo dire quest'ultimo non avrebbe tenuto conto di ulteriori

posizioni che porterebbero ad un risultato finale differente. In particolare

non si sarebbe tenuto conto delle spese necessarie per il conseguimento del suo

reddito: "(…) in effetti [essa] compie giornalmente (andata e ritorno)

il tratto dalla propria abitazione di __________ al Centro Commerciale di __________

essendo ella impiegata presso il negozio __________. Tale percorso è di 13 km a tratta (…) che notoriamente viene compiuto per 22 giorni lavorativi al mese per un costo di

CHF/km 0.70, importo che viene regolarmente riconosciuto in diversi ambiti del

diritto, sia quello di famiglia per il computo dei fabbisogni sia dalle

Autorità fiscali. Ciò comporta un onere mensile di CHF 400.00. Inoltre non

essendo ragionevole il rientro al proprio domicilio sul mezzogiorno (disponendo

ella di una sola ora di pausa) alla signora RI 1 va pure riconosciuta (…) una

spesa per pasto fuori casa di CHF 12.00 che sull'arco di 22 giorni porta ad un

onere di CHF 264.00. Già a questo punto ben si vede che l'eccedenza disponibile

è di CHF 113.25 ciò che da un profilo economico giustifica l'accoglimento dell'istanza

(…)" (ricorso 9/12.4.2010, p. 3 s.). A ciò si aggiunga anche la necessità

di far capo ad una mamma diurna che si occupi della piccola __________, sia al

di fuori degli orari scolastici sia durante le vacanze estive: "(…)

l'onere complessivo sull'arco di tutto il 2009 è di CHF 2'582.00 (ossia CHF

215.00

mensili), mentre che per il mese di febbraio 2010 l'onere è stato di CHF 436.90 (…)" (ricorso 9/12.4.2010, p. 4). Essa avrebbe inoltre un

debito contratto nei confronti di __________ che rimborserebbe in ragione di

CHF 200.--/300.-- mensili.

5.5

Dalla documentazione prodotta

dalla stessa ricorrente risulta che essa percepisce uno stipendio di CHF

3'618.90 netti mensili (cfr. certificato di salario 2008, AI 2, inc. GIAR

2008.

) e CHF 700.-- per la figlia tramite l'Ufficio anticipo alimenti, per

un totale di CHF 4'318.90. Da questo montante va anzitutto dedotta la somma di

CHF 1'600.-- quale importo minimo di esistenza ai sensi della LEF [cfr. tabella

per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art.

93.

LEF)]. Quest'importo di base include le spese di sostentamento, abbigliamento

e biancheria, igiene e salute, manutenzione delle apparecchiature e

dell'arredamento domestico, cultura, così come le spese di elettricità e/o gas.

Inoltre vanno dedotti CHF 424.90 per le casse malati (cfr. attestati di

assicurazione 2009, inc. GIAR __________, AI 2) e CHF 1'550.-- per spese di

locazione. Per quanto concerne le spese

indispensabili connesse con l'esercizio della professione vanno riconosciute

quelle inerenti i pasti fuori casa di CHF 11.-- per ogni pasto principale [cfr.

tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo (art. 93 LEF)] per un totale di CHF 201.70 mensili (la durata media annua del lavoro può essere

quantificata su 220 giornate giusta la prassi delle autorità fiscali: essa

costituisce una ragionevole media, che evita di verificare di volta in volta le

giornate di lavoro effettivamente svolte dal contribuente, dedotti non soltanto

le vacanze e i giorni festivi, ma anche ogni altra assenza per qualsivoglia

motivo) e quelle inerenti le spese di trasferta per raggiungere il posto di

lavoro (__________): vengono tuttavia riconosciute unicamente le spese

effettive per l'uso dei mezzi pubblici di trasporto riconosciute in CHF 8.-- /

giorno (cfr. www.sbb.ch) per un totale di CHF

146.70

mensili (sempre con una media di 220 giornate lavorative annuali). Devono inoltre essere dedotte le spese inerenti

i soggiorni di __________ presso delle mamme diurne per un importo complessivo

medio di circa CHF 240.--/mensili.

Da quanto sopraindicato

emerge dunque, contrariamente a quanto stabilito dal giudice dell'istruzione e

dell'arresto, che RI 1 non avrebbe a disposizione un'eccedenza mensile (pari a

circa CHF 155.--) tale da permetterle di far fronte oltre al pagamento delle

altre spese strettamente necessarie (il pagamento rateale di eventuali debiti,

altre assicurazioni) anche alle sue spese di patrocinio.

6.

6.1

Il giudice dell'istruzione e

dell'arresto ha inoltre affermato che nel caso in esame ci si troverebbe

confrontati con dei "Bagatelldelikte" (cfr. sentenza

24.3

, p. 1 s.).

6.2

La ricorrente ha dal canto

suo dichiarato che "(…) per quanto concerne il procedimento di cui

all'art. 217 CPS (…) il Magistrato inquirente durante l'istruttoria ha

esplicitamente richiesto la presenza del difensore quando si è trattato di

effettuare l'interrogatorio a confronto tra __________ ed RI 1, alla presenza

anche della funzionaria dell'USSI (…). Non sarebbe quindi né equo né logico

negare il beneficio dell'AG/GP per atti ordinati dal PP ed ai quali la signora RI

1.

(risp. il patrocinatore) non potevano sottrarsi. Per quanto attiene invece al

procedimento sfociato nel DA __________ del 18.01.2010 con il quale il

Magistrato ha proposto una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere sospese

per titolo di ripetute lesioni semplici è vero che il tutto non ha comportato

spese particolari per la signora RI 1 nella misura in cui si sono svolti gli

interrogatori di Polizia e nessun interrogatorio o confronto dinanzi al

Magistrato inquirente. Tuttavia tale decreto è stato oggetto di opposizione da

parte di __________ ed alla luce di quanto figura nel dossier (…) non si può

che concludere che la presenza della signora RI 1 e del patrocinatore al

dibattimento sarà imprescindibile non potendo la signora RI 1 difendersi da sola

sugli aspetti di diritto che non sono garantiti da nessun altro soprattutto

alla luce del fatto che in simili dibattimenti dinanzi alla Pretura Penale il

PP non interviene mai e viene lasciata alla parte civile l'incombenza di

sostenere l'accusa. Operazione che di tutta evidenza la signora RI 1 da sola

non è in grado di effettuare non essendo ella giurista di formazione bensì

impiegata di commercio. Infine ed a maggior ragione si giustifica l'ammissione

all'assistenza giudiziaria ed al gratuito patrocinio anche per l'incarto

riguardante la denuncia sporta da __________ nei confronti di RI 1 per tutta una

serie di reati finanziari, sfociati in un NLP puntualmente oggetto di impugnazione

dinnanzi a codesta Camera da parte del __________ medesimo. Le accuse (…) non

sono certo delle bagattelle visto che si parla di falsità in documenti, di

truffa e di appropriazione indebita. Anche ciò ha reso necessario un confronto

dinanzi al Magistrato inquirente al quale obbligatoriamente ha dovuto

presenziare il difensore ed è pure necessaria l'assistenza del difensore in

questa fase di istanza di promozione dell'accusa (…)" (ricorso

9/12.4.2010, p. 4 ss.).

6.3

Ora, per quanto concerne i

procedimenti penali a carico di __________ aperti in seguito alle denunce della

qui ricorrente per i reati di trascuranza degli obblighi di mantenimento e per

titolo di ripetute lesioni semplici (procedimento questo sfociato nel decreto

d'accusa DA __________ del 18.1.2010), dalla lettura degli atti non appare che

gli interessi di RI 1 siano stati colpiti in misura importante e non sembra

nemmeno che le fattispecie alla base dei procedimenti penali presentavano

particolari problemi di fatto, che imponevano approfondimenti specifici dal

profilo giuridico. Si è infatti in presenza di casi bagattella, nell'ambito dei

quali, secondo la costante prassi, la presenza di un legale non è necessaria,

ritenuto che di massima il leso può far valere le sue pretese senza l'ausilio

di un avvocato (decisione TF 1B_153/2007 del 25.9.2007, consid. 3.3.; decisione

TF 1B_52/2010 del 4.3.2010, consid. 2.4.).

Dispositivo

Per questi motivi, come

rettamente rilevato dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, non è/era

dunque necessaria l'assistenza di un legale e quindi neppure la concessione del

gratuito patrocinio per i procedimenti sopraindicati.

Per contro, il procedimento

penale che vede RI 1 accusata di appropriazione semplice, appropriazione

indebita, truffa e falsità in documenti [procedimento sfociato nel decreto di

non luogo a procedere 18.1.2010 (NLP __________) impugnato da __________ con

istanza di promozione dell'accusa di data 29.1./1.2.2010 e tuttora pendente

presso questa Camera] non può essere considerato quale Bagatellfall: i

reati in oggetto, oltre a richiedere specifiche conoscenze giuridiche, sono

punibili con pene detentive fino a cinque anni o con pene pecuniarie e possono

dunque avere pesanti ripercussioni sulla vita della ricorrente. Per tale motivo

è dunque necessaria l'assistenza di un legale e la concessione del gratuito

patrocinio (unicamente) per il procedimento sopraindicato.

7.

Il ricorso è

parzialmente accolto. Non si assegnano tassa di giustizia e spese.

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 56bis CPP,

1 ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

1. Il

ricorso è parzialmente accolto.

§. RI 1

è ammessa al beneficio dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio da

parte dell'avv. PR 1, __________, per quanto concerne il procedimento di cui

all'inc. MP __________ (NLP __________).

2. Non

si prelevano tassa di giustizia e spese.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni

dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98

LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81

LTF.

4. Intimazione:

-

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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