60.2010.148
Ricorso contro la decisione del GIAR in materia di assistenza giudiziaria. Gratuito patrocinio
31 maggio 2010Italiano10 min
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Numero d'incarto:
Fatti
60.2010.148
Data decisione, Autorità:
31.05.2010, CRP
Titolo:
Ricorso contro la decisione del GIAR in materia di assistenza giudiziaria. Gratuito patrocinio
AMMISSIONE AL BENEFICIO DELL'ASSISTENZA GIUDIZIARIA
GRATUITO PATROCINIO
PARTE LESA
art. 3 LAG
art. 26 LAG
Incarto n.
60.2010.148
Lugano
31 maggio
2010/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d'appello
composta dai
giudici:
Mauro Mini, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretaria:
Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera
sedente per statuire sul ricorso 28/29.4.2010
presentato da
RI 1
patr. da: PR 1
contro
la decisione 12.4.2010 del giudice
dell'istruzione e dell'arresto Ursula Züblin in materia di gratuito
patrocinio (inc. GIAR __________);
richiamate le osservazioni 30.4./3.5.2010
del giudice dell'istruzione e dell'arresto Ursula Züblin e 3.5.2010 del
procuratore pubblico Andrea Pagani, entrambe concludenti per la reiezione del
gravame;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto ed in diritto
che nell'ambito del
procedimento promosso nei suoi confronti da __________ e nell’ambito del
procedimento promosso a seguito dalla querela/denuncia da lei sporta nei
confronti di __________ per titolo di diffamazione, ingiuria e discriminazione
razziale in merito ad un articolo apparso sul __________ del 26.7.2009 (inc. MP
__________, __________), con istanza 9/11.12.2009 RI 1 ha postulato la concessione del beneficio del gratuito patrocinio (AI 1, inc. GIAR __________);
che con decisione 12.4.2010 il
giudice dell'istruzione e dell'arresto ha respinto la richiesta, ritenuto in
particolare che nel caso in esame non sarebbero adempiute le condizioni per la
concessione del gratuito patrocinio: "(…) i procedimenti si trovano
allo stadio delle informazioni preliminari, fase in cui l'assistenza di un legale
non è obbligatoria, le fattispecie, perlomeno a questo stadio, non presentano
particolari difficoltà giuridico fattuali tali da richiedere l'assistenza di un
legale, inoltre il SPP ha delegato alla Polizia la trattazione degli incarti e
pertanto a questo stadio dell'inchiesta la richiesta appare prematura e deve
essere respinta (…)" (inc. GIAR __________);
che con il presente
tempestivo gravame, RI 1 impugna la decisione sopraindicata sostenendo che "(…)
il deputato al __________ __________ ha scritto un articolo contro la ricorrente,
citandola per nome cognome e dandole della puttana senza troppi giri di parole.
A non averne dubbio si tratta di uno dei più gravi casi di malcostume
giornalistico che si ricordino in questo Cantone. Probabilmente non è mai
successo che una persona non pubblica e non politica fosse insultata in questo
modo stampa. (…). Da qui l'assoluta necessità che la ricorrente possa e debba
essere assistita da un legale, non si tratta infatti di un banale caso di
insulti, ma di un caso molto grave, (…)" (ricorso 28/29.4.2010, p. 2);
che
il principio, l'estensione ed i limiti del diritto all'assistenza giudiziaria
gratuita sono determinati innanzitutto dalle norme di diritto procedurale
cantonale; solo quando esso non contenga disposizioni in proposito, o non
assicuri all'accusato indigente una sufficiente difesa dei suoi diritti,
possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost. (secondo cui chi non dispone
dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della procedura se la sua causa
non sembra priva di probabilità di successo ed al patrocinio gratuito qualora
la presenza di un legale sia necessaria per tutelare i suoi diritti; cfr. art.
4 vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo cui ogni accusato ha il diritto di
difendersi da sé o avere l'assistenza di un difensore di propria scelta e, se
non ha i mezzi per ricompensare un difensore, poter essere assistito
gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano gli interessi della
giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una protezione più estesa
rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono un minimo di
protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005,1P.500/2003
del 5.12.2003,1P.542/2003 del 20.10.2003,1P.128/2002 del 9.4.2002, pubblicata
in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in RDAT 56/II - 2001;
DTF 129 I 281 e 127 I 202);
che
giusta l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza
giudiziaria (Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale -
che ha effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è
concesso dal giudice dell'istruzione e dell'arresto, esperite le necessarie
indagini, a chi giustifica di non essere in grado di sopperire alle spese della
difesa;
che
questa disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto
dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non
ha la possibilità di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle
spese di patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità
giudicanti del Cantone;
che
l'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi dall'art. 52 cpv. 1 e
cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a partire dal quale il
beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio n. 5123 del 22.5.2001
sulla Lag, ad art. 26); al di là del tenore letterale dell'art. 52 vCPP,
l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei casi in cui
fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2 e 3 vCPP),
ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse finanziare "(…)
una difesa oggettivamente non necessaria" e che "anche se
l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua istanza di gratuito
patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della giustizia non
rendano necessario l'intervento di un difensore" (M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese, Lugano
1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP);
che
il medesimo principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del
resto emerge dai lavori preparatori ("trattandosi di un diritto
relativo, la concessione del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria
è subordinata alla realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza
del richiedente, il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito
positivo nella causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di
una protezione giuridica che legittima la designazione di un avvocato",
rapporto n. 5123 del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag);
che
secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi non dispone dei mezzi necessari
ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi interessi sono colpiti in
misura importante e la fattispecie presenta difficoltà di fatto e di diritto
che superano le capacità dell'accusato e che quindi rendono necessaria la presenza
di un patrocinatore (decisione TF 1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202);
che
in ambito penale questo è segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle
difficoltà di fatto e di diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione
di una pena la cui durata escluda la sospensione condizionale della stessa o
l'assunzione di misure privative della libertà personale; nei casi in cui la
verosimile aspettativa di pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà
giuridiche e fattuali della procedura, alle quali l'interessato non è in grado
di far fronte (per es. la complessità delle questioni giuridiche e procedurali,
la facoltà di difendersi efficacemente nella procedura);
che
nel caso di evidenti reati minori ("Bagatelldelikte"), ove
entri in considerazione solo una multa o una pena privativa della libertà di
poco conto, il Tribunale federale nega invece il diritto costituzionale al
gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv. 1 Lag; decisione TF 1P.675/2005 del
14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I 49 e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E.
SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss. ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E.
SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht, 6. ed., Basilea 2005,
§ 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zurigo 2000, n. 1259
ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance judiciaire, in SJ 2003
Considerandi
II p. 67 ss.);
che
secondo il Tribunale federale anche la parte lesa può di principio invocare
l’art. 29 cpv. 3 Cost. nell’ambito di un procedimento penale (decisione TF 1P.678/2005
del 2.2.2006 e riferimenti; decisione TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e
riferimenti);
che
occorre verificare in ogni singolo caso se i presupposti previsti da questa disposizione
sono adempiuti: secondo la prassi costante l’assistenza giudiziaria per una
parte lesa richiede l’adempimento di tre presupposti cumulativi, segnatamente
l’indigenza del richiedente, la sua posizione di parte con probabile esito
positivo (“Nichtaussichtslosigkeit seines Parteistand-punktes”)
rispettivamente che le sue pretese non siano sprovviste di fondamento e,
infine, la necessità di una protezione giuridica che legittimi la designazione
di un avvocato (decisione TF 1P.678/2005 del 2.2.2006 e riferimenti; decisione
TF 1P.427/2002 del 4.6.2003 e riferimenti) (cfr. art. 71 CPP);
che la questione di sapere se
il patrocinio gratuito sia oggettivamente necessario dev'essere valutata
tenendo conto delle concrete circostanze del singolo caso e delle peculiarità
del diritto di procedura applicabile; l'ammissione a tale garanzia si giustifica,
di principio, quando il procedimento in discussione incida in modo particolarmente
grave sulla posizione giuridica dell'interessato (DTF 128 I 225 consid.
2.5.2
);
che quando la procedura lo
colpisca in misura importante, ma comunque in modo non particolarmente grave,
la sua concessione può giustificarsi solo se la causa presenta anche specifiche
difficoltà fattuali o giuridiche, ch'egli non è in grado di affrontare
personalmente (decisione TF 1B_52/2010 del 4.3.2010);
che, nel caso in esame, dalla
lettura degli atti non sembra che le fattispecie alla base dei procedimenti nei
quali RI 1 è denunciata e querelante/denunciante, presentino, almeno a questo
stadio (ancora in fase di informazioni preliminari), particolari problemi di
fatto e che impongano approfondimenti specifici dal profilo giuridico;
che in effetti si è in
presenza di "Bagatelldelikte", come del resto rettamente
rilevato da giudice dell'istruzione e dell'arresto nella sua decisione qui
impugnata;
che peraltro è la stessa
ricorrente ad affermare che la procedura inoltrata a suo carico da __________,
portinaia del palazzo in cui viveva, "(…) è effettivamente ferma allo
stadio delle informazioni preliminari e probabilmente non avrà seguito
(…)" (ricorso 28/29.4.2010, p. 2);
che inoltre la
denuncia/querela sporta da RI 1 contro __________ fa esclusivamente
riferimento, come affermato dal procuratore pubblico, all'articolo apparso sul
"__________" del 26.7.2009 e pertanto dal punto di vista fattuale la
fattispecie appare semplice e senza necessità di ulteriori chiarimenti;
che la ricorrente potrebbe
inoltre facilmente, anche con l'aiuto di un interprete se necessario, spiegare
e far valere le proprie ragioni in qualità di parte civile, presentando le
proprie pretese;
che per i motivi sopraindicati
non è dunque necessaria, almeno per il momento, l'assistenza di un legale e
quindi neppure la concessione del gratuito patrocinio; è dunque superfluo
l'esame della situazione economica;
che il ricorso va pertanto
respinto; tassa di giustizia e spese sono poste a carico della ricorrente,
soccombente.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 1 ss. Lag, 56bis CPP, 1
ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,
pronuncia
1. Il
ricorso è respinto.
2. La
tassa di giustizia di CHF 80.-- e le spese di CHF 20.--, per complessivi CHF
100.-- (cento), sono poste a carico di RI 1, __________.
3. Rimedio
di diritto:
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98
LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81
LTF.
4. Intimazione:
-
Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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