60.2010.414
Istanza di proroga del carcere preventivo. seri indizi di colpevolezza. pericolo di fuga. principio di celerità
21 dicembre 2010Italiano8 min
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Numero d'incarto:
Fatti
60.2010.414
Data decisione, Autorità:
21.12.2010, CRP
Titolo:
Istanza di proroga del carcere preventivo. seri indizi di colpevolezza. pericolo di fuga. principio di celerità
GRAVI E CONCRETI INDIZI DI COLPABILITÀ
PERICOLO DI FUGA
PRINCIPIO DELLA PROPORZIONALITÀ
art. 102 CPP-TI
art. 103 CPP-TI
art. 230 CPP-TI
Incarto n.
60.2010.414
Lugano
21 dicembre
2010/dp
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Camera dei ricorsi penali del
Tribunale d'appello
composta dai
giudici:
Mauro Mini, presidente,
Raffaele Guffi, Andrea Pedroli (in
sostituzione di Ivano Ranzanici, assente)
segretaria:
Alessandra Mondada,
vicecancelliera
sedente per statuire sull’istanza 14/15.12.2010
presentata dal
presidente della Corte
delle assise criminali di, giudice IS 1, ,
tendente ad ottenere la proroga
della detenzione preventiva cui sono astretti CO 1, __________ (patr. da:
avv. PR 1, __________), ed CO 2, __________ (patr. da: avv. PR 2, __________),
in vista del pubblico dibattimento;
visto il preavviso favorevole 16.12.2010 del procuratore pubblico Chiara Borelli;
preso atto che CO 1 ha comunicato il 16/17.12.2010, tramite il proprio patrocinatore, di non avere osservazioni da
formulare;
preso atto che CO 2 ha comunicato il 20.12.2010, tramite il proprio patrocinatore, di non avere osservazioni da
formulare;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
in fatto ed in diritto
1. Nei
confronti di CO 1 (in
detenzione preventiva dal 24.6.2010) e di CO 2 (in detenzione preventiva dal 17.6.2010)
il procuratore pubblico ha
emanato il 10.12.2010 l’atto
d’accusa (ACC __________),
rinviandoli a processo, congiuntamente, per ripetuta infrazione aggravata alla
LStup, singolarmente CO 1 per ripetuta infrazione aggravata alla LStup,
riciclaggio di denaro, singolarmente CO 2 per riciclaggio di denaro.
Il pubblico
dibattimento è stato aggiornato a lunedì 7.2.2011, con continuazione nei giorni seguenti.
Considerandi
2.
Con la
presente istanza, il presidente della competente Corte delle assise criminali
di __________ chiede la proroga del termine della carcerazione preventiva cui sono
astretti gli accusati fino alla data della presumibile conclusione del pubblico
dibattimento.
3.
L'art.
230.
CPP dispone che il dibattimento deve di regola aver luogo entro quaranta
giorni dalla trasmissione dell'atto o del decreto di accusa al presidente della
Corte. Se al dibattimento intervengono gli assessori giurati, il termine è
prolungato sino a sessanta giorni.
Entro questo
lasso di tempo l’eventuale detenzione preventiva dell’accusato è prorogata ope
legis in vista del pubblico dibattimento (art. 102 CPP). Qualora, eccezionalmente,
il dibattimento non potesse prendere inizio entro i termini di legge, di per sé
d’ordine, la carcerazione preventiva può essere prolungata dalla Camera dei ricorsi
penali (CRP) su istanza motivata del presidente della Corte d’assise (art. 103
cpv. 1 lit. b CPP).
Le istanze di
proroga del carcere preventivo devono essere motivate (art. 103 cpv. 2 CPP):
per autorizzare il superamento del termine, scandito dall’atto d’accusa, il giudice
del merito deve infatti giustificare difficoltà oggettive che impediscono di aggiornare
celermente il dibattimento in aula. Ulteriore requisito è che la durata della
proroga, cumulata alla detenzione preventiva già sofferta, non conduca a superare
la durata della pena detentiva che verosimilmente verrà irrogata: ogni proroga
della carcerazione preventiva implica infatti una nuova verifica quanto al rispetto
del principio di proporzionalità, effettuabile solo in concreto, alla luce
della durata della proroga.
Queste due
prime condizioni presuppongono naturalmente che siano anche dati i presupposti
di legge per la detenzione preventiva (in particolare il pericolo di fuga, di
recidiva o di collusione), visto che la carcerazione è già in atto al momento
dell’istanza di proroga. Questi presupposti sono generalmente pacifici, poiché,
quando vi è contestazione su specifici motivi di detenzione essa insorge di
regola ben prima dell’atto d’accusa ed è di conseguenza già stata risolta dal giudice
dell’istruzione e dell’arresto o dalla CRP. Per prassi, autorizzando una
proroga, la CRP si limita dunque ad esaminare la necessità di rinvio e la
proporzionalità della sua durata. Per contro, il sussistere di specifici motivi
di detenzione viene tutt’al più esaminato rispetto a quanto è eventualmente
avvenuto dopo una decisione antecedente: spesso si tratterà semplicemente del
nuovo periodo trascorso in detenzione, ciò che ripone la questione nell’ambito
della proporzionalità.
4.
Nel caso in esame, sono dati i
presupposti per l’accoglimento della richiesta, ritenuto il sovraccarico del
Tribunale penale cantonale in generale e del presidente istante in particolare,
specialmente nel periodo delle feste e di fine anno.
5.
Nel
presente caso sono dati seri indizi di colpevolezza ai sensi dell’art. 95 CPP a
carico di CO 1, viste anche le sue parziali ammissioni (verbali 9.8.2010, AI 74,
p. 5/6; 20.10.2010, AI 101, p. 2/3; 20.10.2010, AI 102, p. 2/3/4), e di CO 2, viste
anche le sue parziali ammissioni (verbali 30.6.2010, AI 45, p. 3/4; 4.8.2010,
AI 91, p. 2/5; 16.9.2010, AI 121, p. 7; 20.10.2010, AI 135, p. 3/4).
Inoltre, in
presenza di un atto di accusa, salvo errori manifesti, gli indizi di reato vanno
ritenuti presenti (cfr. decisione 14.10.2003 del giudice dell’istruzione e
dell’arresto in re Fondazione S., p. 5, inc. GIAR 1997.26802; cfr. anche M.
RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale
ticinese, Lugano 1997, n. 13 ad art. 103 CPP).
6.
Il
mantenimento della carcerazione preventiva presuppone inoltre la presenza di
preminenti motivi di interesse pubblico.
7.
Il
pericolo di fuga (cfr., al proposito, decisione TF 1P.62/2005 del 17.2.2005) è
connesso con uno degli scopi principali della carcerazione preventiva, quello
di assicurare la presenza dell’imputato per impedirgli di sottrarsi al
procedimento o all’esecuzione della pena che potrà essergli inflitta.
In base agli
elementi del caso concreto occorre stabilire se l’accusato detenuto non ha
evidentemente alcun interesse a rimanere a disposizione delle autorità, nella
prospettiva – in caso di condanna – di una sanzione penale eventualmente da scontare.
In altri termini, occorre verificare se la tentazione di riparare all’estero
per sottrarsi al procedimento o all’esecuzione della pena è quindi sorretta da
sufficiente verosimiglianza ed il rischio di fuga – che non esiste solo
astrattamente, bensì appare probabile in modo concreto – non può neppure essere
evitato con misure meno incisive.
8.
Nel presente caso, si deve ammettere un pericolo
di fuga a carico sia di CO 1 sia di CO 2. Il primo ha un permesso B scaduto il
31.8
, ed ha espresso l’intenzione di ritornare in __________ da una
ragazza incinta al settimo mese (verbale 22.10.2010, AI 105, p. 6). Il secondo,
cittadine straniero senza valido titolo di soggiorno in Svizzera, ha forti legami
con la __________, paese d’origine della moglie (verbale 20.10.2010, AI 136, p.
1/2). Considerate l’importanza delle imputazioni e la prospettiva di una
possibile pena da scontare, si deve ammettere un concreto pericolo di fuga per
entrambi.
9.
La
carcerazione preventiva cui sono astretti CO 1 ed CO 2 è pertanto giustificata
da seri indizi di colpevolezza e da preminenti motivi di interesse pubblico.
10.
Nell’ottica
del principio della proporzionalità, in relazione alla durata del carcere preventivo,
il Tribunale federale ha stabilito un limite massimo, ritenendo eccessiva ogni
carcerazione preventiva la cui durata complessiva superi quella della pena
privativa della libertà che presumibilmente potrebbe essere inflitta dal giudice
di merito (DTF 116 Ia 147 consid. 5a, 113 Ia 185, 107 Ia 257 consid. 2 e 3, 105
Ia 32 consid. 4b; REP. 1980, p. 46 consid. 3b).
Il protrarsi
del carcere preventivo deve ossequiare anche il principio della celerità,
stando al quale in presenza di un accusato in detenzione preventiva l’autorità
deve dar prova di particolare diligenza nel condurre rapidamente e senza
interruzione l’inchiesta, ciò che si valuta con riferimento alle circostanze concrete,
in particolare, alla vastità e complessità dell’inchiesta, al comportamento
dell’autorità penale e, a certe condizioni, al comportamento dell’arrestato.
11.
Occorre
ritenere che la durata della proroga è sostanzialmente per la durata del dibattimento.
Considerati i reati oggetto dell’atto di accusa e la situazione personale degli
accusati, la domanda di proroga rispetta il principio della proporzionalità, in
quanto la detenzione preventiva e quella in attesa del processo sono certamente
inferiori alla possibile pena (cfr. anche decisione 10.7.2007 del giudice
dell'istruzione e dell'arresto, p. 7, inc. GIAR 2006.51303) e l’inchiesta non
presenta particolari tempi morti o violazioni del principio della celerità.
12.
L’istanza
è accolta; non si prelevano tassa di giustizia e spese.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati i citati articoli di legge,
pronuncia
1.L'istanza è accolta.
§ Di
conseguenza il carcere preventivo cui sono astretti CO 1, __________, ed CO 2, __________, è prorogato fino al 7.2.2011, rispettivamente fino alla conclusione del
processo.
2. Non si
prelevano tassa di giustizia e spese.
3. Rimedio di diritto:
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni
pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni
dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in
materia penale al Tribunale federale per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.
4. Intimazione:
Per la Camera dei ricorsi penali
Il presidente La
segretaria
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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