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Decisione

60.2010.85

RIcorso contro il giudice dell'applicazione della pena (GIAP) in materia di assistenza giudiziaria

16 giugno 2010Italiano16 min

Source ti.ch

Fatti

a. Con

giudizio 10.9.2008 la Corte delle assise criminali ha dichiarato RI 1 autore colpevole

di ripetuto furto aggravato, ripetuta ricettazione aggravata, ripetuto danneggiamento,

ripetuta violazione di domicilio e di violazione della legge federale sulle

armi, gli accessori di armi e le munizioni. L’ha quindi condannato alla pena

detentiva di tre anni e nove mesi, da dedursi il carcere preventivo sofferto, ed

al pagamento della tassa di giustizia e delle spese (inc. TPC __________).

Sulla commisurazione della pena ha ovviamente inciso la situazione di recidiva

specifica.

La Corte di cassazione e di revisione penale, con sentenza 30.12.2008, ha parzialmente accolto

il ricorso per cassazione 3.11.2008 di RI 1 prosciogliendolo da alcune

fattispecie e condannandolo alla pena detentiva di due anni e sei mesi, da dedursi

il carcere preventivo sofferto (inc. __________).

b.

Con decisioni

23.1.2009 e 26.3.2009, il giudice dell’applicazione della pena ha respinto due

domande di primo congedo formulate da RI 1.

Con

ulteriore sentenza 10.6.2009, il giudice dell’applicazione della pena ha

respinto una terza richiesta di primo congedo del qui ricorrente (inc. GIAP __________).

Il successivo gravame 22/23.6.2009, interposto contro tale decisione, è stato

respinto da questa Camera in data 7.9.2009 (inc. CRP __________).

Con sentenza 3.7.2009 il medesimo giudice ha respinto

un’ulteriore richiesta di primo congedo, ritenendo che non fossero emersi

elementi nuovi rispetto alle precedenti decisioni.

Con successiva domanda 22/24.7.2009 RI 1 ha chiesto nuovamente un primo congedo. Il giudice dell’esecuzione della pena ha respinto la

richiesta con decisione 12.8.2009, considerato come non ci fossero elementi

nuovi tali da discostarsi dalla precedente decisione (inc. GIAP __________).

RI

1, con ricorso 19/21.8.2009, è insorto contro tale decisione. Con sentenza

8.9.2009 questa Camera ha nuovamente respinto il ricorso (sentenza 8.9.2009,

inc. CRP __________). Avverso tale provvedimento RI 1 ha interposto ricorso al Tribunale federale, che con sentenza 10.3.2010 ha respinto il gravame (decisione

TF 6B_885/2009 del 10.3.2010).

Dopo tre ulteriori domande di primo congedo, tutte

respinte dal giudice dell'applicazione della pena (cfr. sentenze 17.9.2009,

inc. GIAP __________; 16.10.2009, inc. GIAP __________; 18.11.2009, inc. GIAP __________),

il qui ricorrente, in data 27.11.2009, ha nuovamente richiesto il permesso per

un primo congedo alfine di trascorrere il Natale con la sua compagna. Il

giudice ha tuttavia respinto la richiesta con sentenza 11.12.2009 (inc. GIAP __________).

Avverso tale decisione è insorto RI 1. Con sentenza 15.2.2010 questa Camera ha

parzialmente accolto il suo ricorso rinviando gli atti al giudice

dell'applicazione della pena (inc. CRP __________).

c.Nell'ambito di queste procedure (primo congedo e

procedure ricorsuali) RI 1 ha postulato la concessione dell'assistenza giudiziaria

e del gratuito patrocinio (scritti 6.1.2009, 25.6.2009 e 19.8.2009 dell'avv. PR

1 al giudice dell'applicazione della pena, inc. GIAP __________), invocando la

sua "notoria" indigenza.

d.

Il giudice

dell'applicazione della pena, con sentenza 23.2.2010, ha respinto la richiesta

sopraindicata affermando che RI 1 non potrebbe essere considerato una persona

indigente ai sensi della Lag: "(…) come ripetutamente indicato nella

sentenza di condanna e ripreso nella sentenza 30.12.2008 della Corte di cassazione

e di revisione penale del Tribunale di appello, RI 1 ha tessuto una rete di contatti malavitosi che gli permettono di immettere facilmente sul mercato

gli oggetti rubati e che ha dimostrato di poter disporre di cifre importanti,

che gli consentono di vivere ben al di sopra della media (…). Al capitolo

relativo alla confisca (…) la CCRP ribadisce che la Corte di prime cure ha accertato che le disponibilità finanziarie, che hanno permesso al qui

richiedente di acquistare vettura e motocicletta, di sostenere le spese di

locazione del box di __________ e dell'appartamento in cui viveva, oltre che

vivere nel modo in cui viveva, proveniva dai furti da lui perpetrati. Questo

accertamento è rimasto incontestato. Non si deve infatti dimenticare che

mediante i numerosi furti commessi, egli si è indebitamente appropriato di

refurtiva per un valore complessivo vicino ai fr. 70'000.--. Che egli disponga

di mezzi finanziari occulti è quindi assai verosimile e peraltro chiaramente

evidenziato nel Piano di esecuzione della pena, che egli ben si è guardato dal

sottoscrivere e che evidenzia la necessità di restituire alle vittime il

maltolto. (…). Ne consegue che egli dispone di mezzi finanziari per garantirsi

l'ausilio di un legale (…)" (sentenza 23.2.2010, p. 2, inc. GIAP __________).

Inoltre a mente del giudice dell'applicazione della pena non vi sarebbe

necessità del gratuito patrocinio in quanto, benché la procedura della

concessione di un congedo rientra in quelle "(…) suscettibili di essere

sostenute tramite un'adeguata assistenza giudiziaria", RI 1 sarebbe

persona estremamente cognita dell'ambito dell'esecuzione delle pene (sentenza

23.2.2010, p. 2, inc. GIAP __________).

e.Avverso tale decisione insorge ora RI 1. Il ricorrente

rileva innanzitutto di non disporre di fondi occulti: "(…) la somma di

CHF 70'000.-- è (…) il valore (peraltro a nuovo) della merce sottratta. Al

momento di rivendere ai suoi 'contatti' tale merce, evidentemente RI 1 non

riesce a conseguire neanche lontanamente tale cifra. In soldoni, il ricavato

effettivo ammonta di certo a nemmeno la metà del valore della merce, e ciò

senza considerare che parte della refurtiva sottratta è stata recuperata

(…)" (ricorso 9/10.3.2010, p. 7). Il ricavato dei suoi furti sarebbe

inoltre servito per saldare i debiti contratti nei mesi precedenti il suo

arresto per poter provvedere al suo sostentamento. Inoltre, per quanto concerne

la sua capacità di difendersi da solo nella procedura di concessione del primo

congedo, egli contesta quanto affermato dal giudice dell'applicazione della

pena, sostenendo che benché egli sia "(…) persona intelligente e che ha

già avuto modo di sperimentare in passato la carcerazione (…)", la

procedura in oggetto non sarebbe "(…) facile nemmeno per un iusperito cognito

nella materia (…)": "(…) in simili circostanze di conseguenza,

dal momento poi che il GIAP medesimo ammette che quella di concessione del

primo congedo è una procedura suscettibile di necessitare del patrocinio e

dell'assistenza di un legale, appare meramente un atto di ritorsione escludere

la sola persona del ricorrente da questa possibilità, accampando la 'scusa' che

dopo anni di carcerazione egli sa come funzionano certe cose (…)"

(ricorso 9/10.3.2010, p. 9 s.).

Considerandi

1.

Il giudice dell'applicazione della pena - richiamato

l'art. 340 cpv. 2 CPP, secondo cui egli è competente a decidere sull'istanza di

ammissione al patrocinio d'ufficio e al gratuito patrocinio – ha respinto le

istanze di RI 1 con le quali quest'ultimo aveva postulato l'ammissione al

gratuito patrocinio (decisione 23.2.2010, inc. GIAP __________). L'art. 340 cpv.

2.

CPP rimanda alla legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria

(Lag).

Giusta l'art. 35 cpv. 4 Lag

le decisioni concernenti il patrocinio d'ufficio e l'assistenza giudiziaria

sono impugnabili entro 15 giorni all'Autorità di seconda istanza; nel caso in

esame alla Camera dei ricorsi penali.

Il gravame 9/10.3.2010,

tempestivo, è dunque ricevibile in ordine.

2.

Il principio, l'estensione ed i limiti

del diritto all'assistenza giudiziaria gratuita sono determinati innanzitutto

dalle norme di diritto procedurale cantonale. Solo quando esso non contenga

disposizioni in proposito, o non assicuri all'accusato indigente una sufficiente

difesa dei suoi diritti, possono essere invocati gli art. 29 cpv. 3 Cost.

(secondo cui chi non dispone dei mezzi necessari ha diritto alla gratuità della

procedura se la sua causa non sembra priva di probabilità di successo ed al

patrocinio gratuito qualora la presenza di un legale sia necessaria per

tutelare i suoi diritti; cfr. art. 4 vCost.) e 6 cifra 3 lit. c CEDU [secondo

cui ogni accusato ha il diritto di difendersi da sé o avere l'assistenza di un

difensore di propria scelta e, se non ha i mezzi per ricompensare un difensore,

poter essere assistito gratuitamente da un avvocato d'ufficio quando lo esigano

gli interessi della giustizia (prescrizione che non assicura tuttavia una

protezione più estesa rispetto a quella costituzionale)], norme che garantiscono

un minimo di protezione giuridica (cfr. decisioni TF 1P.765/2004 del 22.6.2005,

1P.500/2003 del 5.12.2003,1P.542/2003 del 20.10.2003,1P.128/2002 del

9.4

, pubblicata in RDAT 65/II - 2002, e 12.2.2001 in re J., pubblicata in

RDAT 56/II - 2001; DTF 129 I 281 e 127 I 202).

3.

Giusta

l'art. 26 della legge sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria

(Lag) il beneficio del gratuito patrocinio nella procedura penale - che ha

effetto a partire dal momento della presentazione della domanda - è concesso,

esperite le necessarie indagini, a chi giustifica di non essere in grado di

sopperire alle spese della difesa.

Questa

disposizione concretizza il disposto di cui all'art. 3 Lag: l'istituto dell'assistenza

giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente, che non ha la possibilità

di provvedere con mezzi propri agli oneri di procedura o alle spese di

patrocinio, la tutela adeguata dei suoi diritti davanti alle Autorità

giudicanti del Cantone. L'art. 3 Lag "(…) riprende i principi espressi

dall'art. 52 cpv. 1 e cpv. 2 CPP (vCPP), con l'aggiunta del momento a

partire dal quale il beneficio esplica i suoi effetti (…)" (messaggio

n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag, ad art. 26). Al di là del tenore letterale

dell'art. 52 vCPP, l'assistenza giudiziaria veniva nondimeno accordata solo nei

casi in cui fossero dati gli estremi della difesa obbligatoria (art. 49 cpv. 2

e 3 vCPP), ritenuto che non sarebbe stato corretto che lo Stato dovesse

finanziare "(…) una difesa oggettivamente non necessaria" e

che "anche se l'indigente ha già scelto un patrocinatore, la sua

istanza di gratuito patrocinio dovrà essere respinta quando gli interessi della

giustizia non rendano necessario l'intervento di un difensore" (M.

RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, Commento del Codice di procedura penale ticinese,

Lugano 1997, n. 3 ad art. 52 vCPP; cfr. anche n. 2 ad art. 73 vCPP). Il medesimo

principio deve quindi valere anche per l'art. 26 Lag, come del resto emerge dai

lavori preparatori ("trattandosi di un diritto relativo, la concessione

del gratuito patrocinio e dell'assistenza giudiziaria è subordinata alla

realizzazione di alcune condizioni, segnatamente l'indigenza del richiedente,

il cosiddetto fumus boni juris, ossia la probabilità di esito positivo nella

causa, fatta eccezione per i processi penali, e la necessità di una protezione

giuridica che legittima la designazione di un avvocato", rapporto n.

5123.

del 17.4.2002 e messaggio n. 5123 del 22.5.2001 sulla Lag).

4.

Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, chi

non dispone dei mezzi necessari ha diritto al gratuito patrocinio quando i suoi

interessi sono colpiti in misura importante e la fattispecie presenta

difficoltà di fatto e di diritto che superano le capacità dell'accusato e che

quindi rendono necessaria la presenza di un patrocinatore (decisione TF

1P.341/2003 del 14.7.2003; DTF 127 I 202). In ambito penale questo è

segnatamente il caso quando, indipendentemente dalle difficoltà di fatto e di

diritto, l'accusato si debba attendere l'irrogazione di una pena la cui durata

escluda la sospensione condizionale della stessa o l'assunzione di misure

privative della libertà personale; nei casi in cui la verosimile aspettativa di

pena è di pochi mesi si devono considerare le difficoltà giuridiche e fattuali

della procedura, alle quali l'interessato non è in grado di far fronte (per es.

la complessità delle questioni giuridiche e procedurali, la facoltà di

difendersi efficacemente nella procedura). Nel caso di evidenti reati minori

("Bagatelldelikte"), ove entri in considerazione solo una

multa o una pena privativa della libertà di poco conto, il Tribunale federale

nega invece il diritto costituzionale al gratuito patrocinio (cfr. art. 2 cpv.

1.

Lag; decisione TF 1P.675/2005 del 14.2.2006; DTF 128 I 225, 126 I 194, 122 I

49.

e 275, 120 Ia 43; M. RUSCA / E. SALMINA / C. VERDA, op. cit., n. 2 e 18 ss.

ad art. 49 vCPP; R. HAUSER / E. SCHWERI / K. HARTMANN, Schweizerisches Strafprozessrecht,

6.

ed., Basilea 2005, § 40 n. 11 e 16; G. PIQUEREZ, Procédure pénale suisse,

Zurigo 2000, n. 1259 ss.; B. CORBOZ, Le droit constitutionnel à l'assistance

judiciaire, in SJ 2003 II p. 67 ss.).

5.5.1

Il ricorrente contesta innanzitutto le conclusioni

alle quali è giunto il giudice dell'applicazione della pena in merito alla sua

indigenza. Quest'ultimo, nella sua decisione 23.2.2010, come già indicato nella

sentenza della Corte delle assise criminali del 10.9.2008 e dalla Corte di

cassazione e di revisione penale del Tribunale di appello del 30.12.2008,

afferma infatti che RI 1 avrebbe tessuto una rete di contatti malavitosi che

gli avrebbero permesso di immettere facilmente sul mercato gli oggetti rubati,

disponendo così di cifre importanti che gli permettevano di vivere al di sopra

della media. Con i furti perpetrati si sarebbe appropriato di refurtiva per un

valore complessivo vicino ai CHF 70'000.--. Importi che si troverebbero tuttora

in suo possesso.

Il ricorrente nega tuttavia di possedere dei "fondi

occulti a sua libera disposizione".

5.2

Nella presente fattispecie, contrariamente a quanto

affermato dal giudice dell'applicazione della pena, non emerge in alcun modo

che RI 1 disponga di importanti somme di denaro racimolate con i suoi furti e

tuttora in suo possesso. Tali affermazioni sembrano in effetti semplici supposizioni

non suffragate però da prove concrete. Mere ipotesi che non possono essere considerate

sufficienti per sostenere che il ricorrente non si trovi in stato di indigenza.

Indigenza peraltro già constatata dal giudice

dell'istruzione e dell'arresto che, con sentenza 18.4.2008, ha concesso il

gratuito patrocinio a RI 1 considerato come quest'ultimo "(…) non è in

grado di sopperire alle spese della difesa, in quanto senza attività lucrativa

e in stato di detenzione (…)" (inc. GIAR __________).

Le considerazioni esposte dal giudice

dell'applicazione della pena non possono dunque essere considerate valide per

negare l'indigenza del ricorrente. Tuttavia tale quesito può rimanere aperto in

considerazione di quanto si dirà nel considerando seguente.

6.6.1

Il ricorrente contesta inoltre le conclusioni alle

quali è giunto il giudice dell'applicazione della pena in merito alla sua necessità

di farsi patrocinare nella procedura di primo congedo. Giusta quest'ultimo RI 1

sarebbe infatti persona estremamente cognita nell'ambito dell'esecuzione delle

pene, tanto da riuscire perfettamente a far valere i propri diritti in una

procedura di primo congedo.

6.2

Affinché a una persona indigente sia riconosciuto il

gratuito patrocinio occorre che, come già sopraindicato, la causa non sia priva

di possibilità di successo, che i suoi interessi siano colpiti in misura

importante e che il caso presenti difficoltà tali, dal profilo fattuale e da

quello giuridico, da rendere oggettivamente necessaria l'assistenza di un

avvocato.

L'ammissione si giustifica, di principio, quando il

procedimento in discussione incida in modo particolarmente grave sulla posizione

giuridica dell'interessato (DTF 128 I 225 consid. 2.5.2.). Il rifiuto di

accordare un primo congedo ai sensi dell'art. 84 cpv. 6 CP non costituisce una

limitazione particolarmente grave della libertà del condannato, atta a

giustificare la designazione di un avvocato d'ufficio. Tuttavia, quando la

procedura colpisce il condannato in misura importante, come nella fattispecie,

ma comunque in modo non particolarmente grave, la concessione del gratuito

patrocinio può giustificarsi solo se la causa presenta anche specifiche

difficoltà fattuali o giuridiche, ch'egli non è in grado di affrontare

personalmente (DTF 130 I 180 consid. 2.2. e rinvii; DTF 128 I 225 consid.

2.5.2

).

Nel caso in esame nella richiesta di primo congedo del

6.1.2009

e negli ulteriori due ricorsi a questa Camera (ricorso 22/23.6.2009 e

ricorso 19/21.8.2009), per i quali il ricorrente ha richiesto il gratuito

patrocinio (scritti 6.1.2009, 25.6.2009 e 19.8.2009), non vi erano difficoltà

tali da necessitare l'aiuto di un legale. Peraltro RI 1, da quanto emerge dagli

atti, è apparso perfettamente in grado di difendere efficacemente i propri

diritti (a contrario DTF 128 I 225 consid. 2.5.2.), vista inoltre, come rettamente

affermato dal giudice dell'applicazione della pena, la sua ampia esperienza in

merito (dal 19.9.1984, data del suo primo arresto, al 18.5.2007, data della sua

ultima scarcerazione, l'accusato ha subito condanne per complessivi vent'anni e

dieci mesi).

La causa non deve essere inoltre priva di possibilità

di successo. Secondo la giurisprudenza,

una causa pare votata all'insuccesso quando essa manifesta probabilità di

essere accolta nettamente inferiori a quelle di essere respinta e per questo

non può venir tenuta in seria considerazione. Diverso è il caso quando le probabilità

di essere accolta e quelle di essere respinta sembrano più o meno bilanciarsi,

di guisa che anche un ricorrente ragionevole e agente a proprie spese la

avvierebbe. È determinante il fatto a sapere se una parte che dispone di mezzi

finanziari avrebbe nel caso specifico deciso, ragionevolmente, di proseguire

nella procedura; è infatti da evitare che una parte intenti ricorso unicamente

perché a lei gratuito. Il momento determinante per esaminare se, nel caso

particolare, esistono sufficientemente possibilità di successo, è quello in cui

la domanda di concessione del gratuito patrocinio è formulata (DTF 124 I 304). RI

1.

con istanze di data 6.1.2009, 25.6.2009 e 19.8.2009 ha richiesto l'assistenza

giudiziaria con gratuito patrocinio nell'ambito di tre procedimenti inerenti la

concessione di un primo congedo sfociati nelle rispettive sentenze 23.1.2009

del giudice dell'applicazione della pena, 7.9.2009 della Camera dei ricorsi

penali e 10.3.2010 del Tribunale federale. In tutti e tre i procedimenti in

oggetto le conclusioni del ricorrente apparivano d'acchito prive di probabilità

di successo (cfr. decisione TF __________ del 10.3.2010, consid. 3), visti i

suoi precedenti (il ricorrente aveva peraltro già approfittato di congedi,

nell'espiazione di precedenti pene, per evadere o per tornare a delinquere) e i

preavvisi negativi delle competenti autorità.

Per i motivi sopraindicati non era dunque necessaria

l'assistenza di un legale e quindi neppure la concessione del gratuito patrocinio.

7.

Il ricorso è respinto. Tassa di giustizia e spese sono

poste a carico di RI 1, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli artt. 1 ss. Lag, 340 CPP, 1

ss. e 39 lit. f LTG ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. La

tassa di giustizia di CHF 80.-- e le spese di CHF 20.--, per complessivi CHF

100.-- (cento), sono poste a carico di RI 1.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni

pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni

dalla notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in

materia penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98

LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81

LTF.

4. Intimazione:

-

Per la Camera dei ricorsi penali

Il presidente La

segretaria

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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