Lexipedia

Decisione

60.2012.407

Reclamo contro la decisione del GPC, sedente in materia di applicazione della pena, con cui ha ordinato il collocamento in sezione chiusa. pericolo di fuga

22 gennaio 2013Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

a. Il

21.08.2012 il TPF, con rito abbreviato, ha riconosciuto RE 1 (__________), cittadino

__________, autore colpevole di ripetuta infrazione aggravata alla LStup (art.

19 cpv. 1 e 2 LStup) e lo ha in particolare condannato alla pena detentiva di

quattro anni e sei mesi (cui va dedotto il carcere preventivo sofferto di 189

giorni) e al pagamento della somma di CHF 12'000.-- a favore della

Confederazione a valere quale risarcimento equivalente (art. 71 CP). L’esecuzione

della pena è stata demandata al Canton Ticino in applicazione dell’art. 74 LOAP

(cfr., nel dettaglio, sentenza TPF __________ del 21.08.2012).

Il

5/8.10.2012 l’Ufficio del giudice dei provvedimenti coercitivi, competente in

materia secondo la LEPM, ha ricevuto la comunicazione ufficiale della suddetta

decisione e della sua esecutività (AI 10 – inc. GPC __________).

Già

nel corso del mese di settembre 2012 erano pervenuti al predetto Ufficio alcuni

documenti riguardanti la persona di RE 1, in particolare il piano di esecuzione

della pena (PES) e la sua richiesta di trasferimento in sezione aperta (AI 1,

AI 2 e AI 3 – inc. GPC __________; AI 5 – inc. GPC __________).

b. RE

1 è stato posto in carcerazione preventiva il 24.03.2010. Il 29.09.2010 gli è

stato concesso il regime agevolato di esecuzione anticipata della pena.

L’espiazione della pena è formalmente iniziata il 21.08.2012. Dedotto il

carcere preventivo sofferto, egli ha già superato i 7/12 della pena il 23/24.10.2012.

I 2/3 della pena saranno raggiunti il 24.03.2013, mentre la fine della pena è

prevista il 23.09.2014.

c. Con

scritto datato 27.09.2012 RE 1 ha inoltrato alla Direzione delle strutture carcerarie

una richiesta di trasferimento in sezione aperta raggiunti i 7/12

dell'esecuzione della pena come definito nel PES (AI 1 – inc. GPC __________).

La

richiesta è stata preavvisata favorevolmente sia dal Servizio sociale (AI 1 –

inc. GPC __________), sia dal Servizio medico delle strutture carcerarie

cantonali (AI 2 – inc. GPC __________), sia dalle stesse Strutture carcerarie

cantonali (AI 3 – inc. GPC __________).

d. Con

decisione 9.10.2012 il giudice dei provvedimenti coercitivi, sedente in materia

di applicazione della pena – richiamata la sentenza del 21.08.2012 emanata dal

TPF nei confronti di RE 1 e dovendosi determinare sul collocamento iniziale

(art. 76 CP) rispettivamente sulla domanda 27.09.2012 di trasferimento in sezione

aperta – ha ordinato il collocamento di quest’ultimo in sezione chiusa ed ha

stabilito che la pena sarà considerata interamente scontata il 23.09.2014

(decisione 9.10.2012, inc. GPC __________ e __________).

Il

giudice, riassunti i fatti rilevanti ed esposto il diritto applicabile, ha stabilito

l’esistenza/la sussistenza di sufficienti elementi per una prognosi sfavorevole

in merito al suo pericolo di fuga. Ha inoltre non ritenuto necessario procedere

alla sua audizione prima dell’emanazione della decisione (qui impugnata),

avendo dovuto, da un lato, stabilire l’esecuzione (sia nei termini sia nelle

sue modalità) della sentenza 21.08.2012 del TPF e avendo considerato,

dall’altro lato, che lo stesso RE 1 si è espresso nel suo scritto del 27.09.2012.

e. In

data 17.10.2012 l’Ufficio della migrazione della Sezione della popolazione ha

emesso nei confronti di RE 1 un ordine di allontanamento da eseguirsi al

momento della sua scarcerazione (AI 16 – inc. GPC __________).

f. Con

il presente gravame RE 1 chiede che gli sia concesso il trasferimento in sezione

aperta e di essere posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del

gratuito patrocinio.

Il

reclamante, dopo aver esposto brevemente i fatti, ritiene anzitutto che sia

stato violato il suo diritto di essere sentito, non avendo il giudice ritenuto

necessario procedere alla sua audizione prima dell’emanazione della decisione

qui impugnata. Contesta poi il suo pericolo di fuga, avendo in particolare

legami e vincoli famigliari a __________ ed essendo stato deciso il suo collocamento

nella zona agricola in relazione alla sua attività lavorativa in seno al

carcere.

Delle sue puntuali argomentazioni, così

come delle osservazioni delle altre parti si dirà, laddove necessario, nei

considerandi in diritto.

Considerandi

1.

1.1.

L’art.

74.

cpv. 1 lit. a-i della Legge federale sull’organizzazione delle autorità

penali della Confederazione (LOAP) prevede l’esecuzione da parte dei Cantoni di

diverse pene e misure pronunciate dalle autorità penali, tra cui le pene

detentive (lit. b).

Il Cantone competente – in

casu il Canton Ticino – prende le decisioni inerenti all’esecuzione (art. 74

cpv. 3 LOAP).

1.2

Il

CPP, in vigore dall'1.01.2011, all'art. 439 cpv. 1 CPP lascia ai Cantoni la

facoltà di designare le autorità competenti per l'esecuzione delle pene e delle

misure e di stabilire la relativa procedura.

Il

Canton Ticino ha adottato il 20.04.2010 la Legge sull'esecuzione delle pene e delle misure per gli adulti (LEPM), entrata in vigore l'1.01.2011, che all'art. 10 cpv. 1 lit. h conferisce al giudice dell'applicazione della

pena – funzione questa attribuita in Ticino dall'1.01.2011 al nuovo giudice dei provvedimenti coercitivi giusta l'art. 73 LOG – la competenza, tra l'altro, a

decidere il collocamento iniziale del condannato (art. 76 CP) e il

trasferimento del condannato in sezione aperta e la concessione del lavoro e

dell'alloggio esterni (art. 77a CP).

Contro

tali decisioni, conformemente all'art. 12 cpv. 1 lit. b LEPM, è data facoltà al

condannato e al Ministero pubblico di interporre reclamo ai sensi degli art.

393.

ss. CPP alla Corte dei reclami penali.

1.3

Con

il reclamo ex art. 393 ss. CPP si possono censurare le violazioni del diritto,

compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o

ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o

incompleto dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e/o l'inadeguatezza (art. 393

cpv. 2 lit. c CPP).

Il

reclamo deve essere presentato entro 10 giorni per iscritto e motivato (art.

396.

cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare all'art. 390 CPP per la forma

scritta ed all'art. 385 CPP per la motivazione.

Esso

deve indicare – in particolare – i punti della decisione che intende impugnare,

i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati

(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

1.4

Il

gravame inoltrato il 19/22.10.2012, contro la decisione 9.10.2012 del giudice

dei provvedimenti coercitivi, sedente in materia di applicazione della pena, è

tempestivo.

Le

esigenze di forma e motivazione del reclamo sono rispettate.

RE

1.

– quale condannato e destinatario della decisione impugnata che lo tocca direttamente,

personalmente e attualmente nei suoi diritti – è pacificamente legittimato a

reclamare giusta l'art. 382 cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente

protetto all'annullamento o alla modifica del giudizio.

Il

reclamo è quindi, nelle predette circostanze, ricevibile in ordine.

2.

2.1.

Le

pene detentive sono scontate in un penitenziario chiuso o aperto (art. 76 cpv.

1.

CP).

Giusta

l'art. 75a cpv. 2 CP per regime aperto si intende un'espiazione della pena tale

da essere meno restrittiva della libertà, in particolare il trasferimento in un

penitenziario aperto, la concessione di congedi, l'autorizzazione del lavoro o

alloggio esterni e la liberazione condizionale.

L'art.

76.

cpv. 2 CP stabilisce che il detenuto è collocato in un penitenziario chiuso

o in un reparto chiuso di un penitenziario aperto se vi è il pericolo che si

dia alla fuga o vi è da attendersi che commetta nuovi reati.

Il

detenuto è, di principio, da collocare in un penitenziario aperto, a meno che

sussista il pericolo che egli si dia alla fuga oppure il rischio che egli

commetta nuovi reati (cfr. Messaggio concernente la modifica del Codice penale

svizzero del 21.09.1998, pubblicato in FF 1999 p. 1793; BSK Strafrecht I – B.F.

BRÄGGER, 2. ed., art. 76 CP n. 8).

A

livello cantonale – oltre l'applicazione del Concordato sull'esecuzione delle

pene privative di libertà e delle misure concernenti gli adulti e i giovani

adulti nei cantoni latini del 10.04.2006 (Concordato latino sulla detenzione penale degli adulti) – l'art. 19 del Regolamento sull'esecuzione delle pene

e delle misure per gli adulti del 6.03.2007 (REPM), in vigore dal 9.03.2007, al cpv. 1 dispone che l'esecuzione della pena in uno stabilimento chiuso

(ossia in uno stabilimento in cui le misure di sicurezza sono elevate) è la

forma di esecuzione ordinaria quando al detenuto non possono essere concesse

altre forme di esecuzione in grado di evitare in particolare la fuga o pericoli

a terzi.

Il

cpv. 3 del medesimo regolamento prevede inoltre la possibilità di espiare la

pena privativa della libertà, in tutto o in parte, in uno stabilimento aperto

(ossia in una struttura che dispone di misure di sicurezza ridotte per quanto

concerne l'organizzazione, il personale e la costruzione) se tale collocazione

non provoca pericoli alla comunità, evita il ripetersi di azioni delittuose e

non vi è rischio di fuga.

L'art.

3.

del Regolamento delle strutture carcerarie del Cantone Ticino del 15.12.2010, in vigore dall'1.01.2011, precisa che sono considerate strutture aperte lo

Stampino e il Naravazz (cpv. 5). Esse sono in particolare destinate

all'incarcerazione di: a) persone in esecuzione di pene eseguite in regime di

lavoro esterno; b) persone in esecuzione di pene eseguite in forma di semiprigionia;

c) persone in esecuzione di pene di breve durata eseguite per giorni; d)

persone in esecuzione di pena che non presentano un rischio di fuga e per le

quali non vi è da attendersi che commettano nuovi reati (cpv. 6).

Inoltre

l'art. 43 cpv. 1 di detto regolamento stabilisce che l'esecuzione della pena avviene

di principio secondo una progressione, il cui obiettivo, condizioni e fasi sono

contemplati dal PES (Piano d'esecuzione della sanzione penale). I passaggi tra

le fasi sono decisi dall'autorità competente, che tiene conto segnatamente

della durata della pena, del comportamento in esecuzione di pena, dell'impegno

nel lavoro o nella formazione, dei rischi di fuga, della capacità di rispettare

le norme di condotta imposte, dei rischi di commissione di reati e di

sicurezza.

2.2

Con

quale intensità debba sussistere il pericolo di fuga o il rischio che il

detenuto commetta nuovi reati richiesto dall'art. 76 cpv. 2 CP, non può essere

espresso in generale e in astratto, ma dipende dalle circostanze. I due criteri

non sono cumulativi (cfr. Messaggio concernente la modifica del Codice penale

svizzero del 21.09.1998, FF 1999 p. 1793).

Conformemente

alla giurisprudenza federale il rischio di fuga deve essere analizzato in

funzione di un insieme di circostanze quali la gravità dei reati, il carattere

dell'interessato, la sua morale, le sue risorse, i suoi legami con lo Stato che

lo persegue come pure i suoi contatti con l'estero, che fanno apparire un tale

rischio non solo possibile ma probabile (decisione TF 1B_423/2010 del 17.01.2011;

decisione TF 1B_195/2010 del 13.07.2010; DTF 125 I 60).

In

una recente sentenza in ambito di concessione del primo congedo, l'Alta Corte

ha avuto modo di precisare che il pericolo di fuga non può essere ammesso, allorquando

un rischio simile è dato solo in modo astratto. Devono sussistere dei motivi

concreti, che facciano apparire la fuga come probabile. Al proposito va preso

in considerazione l'insieme delle condizioni del detenuto ("die

gesamten Verhältnisse des Eingewiesenen"), quali ad esempio i suoi

legami familiari ("familiäre Bindungen"), le sue condizioni di

vita ("Lebensumstände"), la sua situazione professionale e finanziaria

("berufliche und finanzielle Situation"), i suoi contatti

all'estero ("Kontakte zum Ausland") [decisione TF 6B_577/2011

del 12.01.2012, consid. 2.2. e rif.; cfr. anche decisione TF 6B_774/2011 del

3.04.2012

consid. 3.1. e rif.].

La

dottrina ha inoltre precisato che un alto pericolo di fuga è dato in

particolare allorquando l'interessato non dispone di alcuna rete di relazioni ("Beziehungsnetz")

con il nostro paese, ovverossia quando egli non ha alcun legame con la

Svizzera, ciò che è da presupporre per i cosiddetti turisti del crimine ("Kriminaltouristen")

e per i condannati sprovvisti di un valido permesso di soggiorno o di dimora

(BSK Strafrecht I – B.F. BRÄGGER, op. cit., art. 76 CP n. 4).

Per

quanto attiene al pericolo di recidiva il testo di legge non precisa espressamente

di quale gravità i reati di cui si teme la reiterazione debbano essere. Per la

dottrina gli stessi devono essere di una certa rilevanza (BSK Strafrecht I – A.

BAECHTOLD, op. cit., art. 77b CP n. 7), stante che nel pericolo di recidiva non

entra in considerazione la (prospettata) commissione di semplici

contravvenzioni (S. TRECHSEL et al., Schweizerisches StGB, Praxiskommentar,

art. 76 CP n. 3).

3.

È pacifico e incontestato che RE 1 abbia raggiunto

i 7/12 dell'esecuzione della pena.

Dal

PES emerge in particolare che il suo comportamento generale ("buone

capacità di adattamento, rispettoso e degno di fiducia") e sul

luogo di lavoro ("collocato al lavoro in cucina, puntuale, motivato e

affidabile"), così come le relazioni con i collaboratori delle Strutture

carcerarie ("rispettoso, corretto") sono stati valutati buoni

(PES, p. 6, AI 5 – inc. GPC __________).

Il

reclamante è stato collocato al lavoro in zona agricola dall’1.10.2012 e non ha

subito alcuna sanzione disciplinare (preavviso alla richiesta di trasferimento

in sezione aperta 3.10.2012 delle Strutture carcerarie cantonali, AI 3 – inc.

GPC 850.2012.1003).

Ciononostante

questa Corte intravvede, per le circostanze che verranno esposte nel seguente

considerando, un concreto pericolo di fuga che impedisce la concessione del

postulato trasferimento in sezione aperta, così come rettamente accertato dal

giudice dei provvedimenti coercitivi nella decisione qui impugnata, che merita dunque

di essere tutelata.

4.

Dal rapporto finale allestito l’11.10.2011

dalla polizia giudiziaria federale, Divisione Indagini __________ – Commissariato

I (annesso alle osservazioni 25/26.10.2012 del MPC, doc. 4) risulta che RE 1,

cittadino __________, è nato l’__________, a __________, ed è cresciuto a __________

"(…) dove ha tuttora residenza. Il padre, di

professione pasticcere, era titolare di una pasticceria nella quale prestava

aiuto anche la madre. Ha una sorella. Ha frequentato le scuole dell’obbligo a __________

fino alla terza media. Non ha mai ottenuto un diploma professionale. È coniugato

con __________, __________, dalla quale ha avuto due figli, __________ (4 anni)

e __________ (2 anni). Oltre all’attività in società con il padre, nella

pasticceria, RE 1 si è pure occupato di compravendita di auto a partire dal

2006.

Vive in un’abitazione propria donatagli dalla madre. Mediamente, nella

sua attività lecita riusciva a percepire un guadagno mensile di circa Euro 2'000. A suo dire ha debiti per una decina di

migliaia di Euro per multe arretrate ciò che ha provocato l’iscrizione di

un’ipoteca legale sulla casa. Il 15.11.2000 e il 20.07.2005 era stato arrestato

a __________ per consumo e spaccio di cocaina con la conseguenza di due

condanne a 6 mesi rispettivamente due anni per stupefacenti. In quel periodo

era anche tossicodipendente" (rapporto finale dell’11.10.2011, p. 9,

annesso alle osservazioni 25/26.10.2012 del MPC, doc. 4).

Il

21.08.2012

RE 1 è stato condannato, con rito abbreviato ai sensi degli art. 358

ss. CPP, alla pena detentiva di quattro anni e sei mesi per ripetuta infrazione

aggravata alla LStup (art. 19 cpv. 1 e 2 LStup).

Nella

sua decisione il TPF ha in particolare esposto che "(…) nel caso concreto, le sanzioni proposte con l’atto di accusa appaiono

adeguate stante il fatto che si è confrontati con importanti quantitativi di

stupefacente, ed in particolare di cocaina, sostanza presente in quantità tali

da mettere in pericolo la salute di molte persone; in casu, trattasi di

infrazione aggravata ex art. 19 n. 2 LStup, segnatamente alla luce

dell’importante cifra d’affari (superiore a fr. 100'000.--) e dei regolari redditi

conseguiti col citato traffico, nonché alla luce della frequenza e

dell’intensità degli atti punibili, così come pure delle finalità egoistiche

perseguite, fermo restando altresì la concorrenza di precedenti specifici, come

risulta dal casellario giudiziale __________ (…)"

(decisione TPF __________ del 21.08.2012, p. 9; cfr., per i dettagli, i verbali

d’interrogatorio di RE 1 e il rapporto finale annessi alle osservazioni

25/26.10.2012 del MPC, doc. 4, alla cui lettura si rimanda per brevità).

Circa la posizione di RE 1 in

rapporto alla sua condanna, nel PES del 23.08.2012 è stato indicato che egli ha

ammesso i fatti così come sono stati indicati nella sentenza, che egli avrebbe agito

in tal senso per necessità di denaro e che avrebbe riconosciuto l’infrazione

commessa (AI 5 – inc. GPC __________).

In effetti, egli durante

l’udienza per la conferma dell’arresto 19.10.2010 dell’Ufficio dei giudici

istruttori federali ha in particolare ammesso che "(…) con gli stupefacenti arrotondavo. Negli ultimi

tempi ho avuto problemi di denaro e ho ripreso a fare traffici perché avevo

bisogno di denaro. (…). Mia moglie sa che ero un consumatore di cocaina. Da

febbraio/marzo 2008 ho smesso però ho molte multe in arretrato (…)"

(verbale d’udienza per la conferma dell’arresto 19.08.2010 dell’Ufficio dei

giudici istruttori federali, p. 2 e 3, annesso alle osservazioni 25/26.10.2012

del MPC, doc. 4).

Dal

PES risulta che RE 1 ha un legame stretto con la famiglia d’origine e che

riceve visite regolari da parte della compagna, dei due figli minorenni e dei

parenti. Possiede una buona rete famigliare che lo sostiene ed effettua

regolari versamenti alla famiglia di CHF 100.-- mensili. Egli è intenzionato a

riprendere l’attività di pasticcere e ritirare la pasticceria di suo padre. La

sua situazione finanziaria sarebbe difficile da verificare, ma a suo dire è molto

precaria. Ha buone capacità relazionali, rispetta le norme istituzionali ed ha

un comportamento corretto. Quale fattore rischio nel bilancio da considerare ai

fini dell’inserimento sociale è stata indicata la sua situazione debitoria in __________.

RE

1, cittadino __________, non ha dunque alcun legame con il territorio elvetico

(PES, p. 7, AI 5 – inc. GPC __________; cfr. anche verbale d’udienza per la conferma

dell’arresto 19.08.2010 dell’Ufficio dei giudici istruttori federali, p. 4,

annesso alle osservazioni 25/26.10.2012 del MPC, doc. 4: "ADR che in Svizzera non ho niente,

nessun conto bancario, nessuna relazione. Tutti i miei legami affettivi, personali,

famigliari si trovano in __________ "), circostanza comprovata anche

dal fatto che la sua compagna e i suoi due figli minorenni, che lo visitano regolarmente in carcere,

risiedono nella vicina __________.

L’__________,

prima del suo arresto, era il centro dei suoi interessi personali, famigliari e

professionali e verosimilmente lo sarà anche in futuro, avendo dichiarato di

essere intenzionato a ritornarvi per ritirare la pasticceria di suo padre.

Non

da ultimo va ricordato che il 17.10.2012 l’Ufficio della migrazione della

Sezione della popolazione ha emesso nei suoi confronti un ordine di

allontanamento da eseguirsi al momento della sua scarcerazione in applicazione

dell’art. 64 LStr (AI 16 – inc. GPC __________).

Ciò

posto e visti in particolare l’entità e la gravità della condanna (in

particolare con riferimento ai traffici di cocaina, per i quali egli ha del

resto inizialmente negato ogni addebito ed ha ammesso le sue responsabilità

solo in un secondo tempo poiché coinvolto dalle dichiarazioni di altri imputati)

e la pena ancora da scontare (i 2/3 della pena saranno raggiunti il 24.03.2013,

mentre la fine della pena è prevista il 23.09.2014), la totale assenza di

legami con il territorio elvetico da parte sua se non quelli di avervi commesso

azioni penalmente rilevanti di una certa gravità, i suoi solidi legami

d’origine, affettivi, famigliari (dai quali riceve regolari visite in carcere),

personali e professionali con il territorio __________, la sua situazione

finanziaria precaria (si ricorda al proposito che egli ha dichiarato che

proprio a causa di problemi finanziari ha ripreso con il traffico di

stupefacenti poiché aveva bisogno di denaro), il rischio che egli possa

sottrarsi al residuo di pena riparando in patria, qualora fosse trasferito in

sezione aperta, risulta concreto e altamente probabile.

5.

L'esistenza di un concreto pericolo di

fuga, essendo da solo sufficiente a giustificare il mantenimento del reclamante

in un penitenziario chiuso ex art. 76 cpv. 2 CP, rende superfluo l'esame del

rischio di recidiva.

6.

Il reclamante sostiene che il giudice dei provvedimenti coercitivi,

sedente in materia di applicazione della pena, avrebbe violato il suo diritto

di essere sentito, non avendo ritenuto necessario procedere alla sua audizione formale

prima dell’emanazione della decisione. Giova anzitutto rilevare che la

procedura in questione non prevede espressamente il diritto ad un’udienza. L’art.

11.

cpv. 1 LEPM prevede unicamente il diritto di essere sentito. Il qui

reclamante ha in ogni modo potuto esprimersi prima dell’emanazione della

decisione. Ne discende che il suo diritto di essere sentito è stato tutelato.

7.

RE

1.

era già stato ammesso dal

MPC al beneficio del gratuito patrocinio, con la nomina dell’avv. PR 1 a suo

difensore d’ufficio (doc. B annesso al reclamo 19/22.10.2012). Postula in questa sede di essere posto

al beneficio del gratuito patrocinio e dell’assistenza giudiziaria nella

persona dell’avv. PR 1, producendo diversa documentazione a suffragio della sua

domanda. A giudizio di questa Corte la richiesta deve essere accolta, vista la

fattispecie in esame e ritenuto inoltre che dall’analisi degli atti può essere

riconosciuto lo stato d’indigenza del reclamante.

8.

Il

reclamo è respinto. Non si prelevano tassa di giustizia e spese. L’indennità

dovuta al difensore d’ufficio, avv. PR 1, è fissata in CHF 500.-- (IVA inclusa)

ed è a carico della Confederazione (art. 74 cpv. 5 LOAP).

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss., 393 ss., 439

cpv. 1 CPP, 75a, 76 CP, la LEPM, il REPM, il Regolamento delle strutture

carcerarie del Cantone Ticino del 15.12.2010, 74 LOAP ed ogni altra

disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il

reclamo è respinto.

2. Non

si prelevano tassa di giustizia e spese.

3. L’istanza

di gratuito patrocinio in favore di RE 1 per il tramite del suo patrocinatore

avv. PR 1 è accolta. Di conseguenza egli è posto al beneficio dell’assistenza

giudiziaria in questa sede. L’importo di CHF 500.-- (cinquecento) (IVA inclusa)

a titolo d’indennizzo a favore dell’avv. PR 1 è a carico della Confederazione

(art. 74 cpv. 5 LOAP).

4. Rimedio

di diritto:

Contro

il presente giudizio è dato ricorso in materia penale al Tribunale federale di

Losanna entro 30 giorni dall'intimazione della presente decisione (art. 78 cpv.

2 lit. b e 100 cpv. 1 LTF).

5. Intimazione:

Per la Corte dei reclami penali

Il presidente La

cancelliera

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster