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Decisione

60.2014.339

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

11 febbraio 2015Italiano12 min

Source ti.ch

Fatti

di quest'indagine promossa dal Procuratore Generale John Noseda, era la mancata

segnalazione dei fatti alla Magistratura. Nel caso specifico, si trattava di

verificare se, e nei confronti di chi, si potesse ipotizzare il reato di __________

per tale omessa denuncia (art. __________).

Giova

precisare che, in seguito all'introduzione del nuovo Codice di procedura penale

svizzero (2011), il Legislatore cantonale non ha introdotto l'obbligo di

denuncia per i membri dei Consigli d'Amministrazione degli Enti pubblici,

mantenendolo però per i membri dei tre poteri dello Stato (Gran Consiglio,

Consiglio di Stato e altri Magistrati), e ciò in relazione a possibili reati di

azione pubblica dei quali essi vengono a conoscenza nell'esercizio delle loro

funzioni.

Dal

profilo giuridico può pertanto apparire contraddittoria la posizione dei membri

del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio nominati in senso ai Consigli di

amministrazione degli Enti pubblici, ma dall'esame degli atti e dalla

ricostruzione della procedura adottata in seno all'PI 2 dopo la scoperta delle __________

a __________, è emerso che la scelta di denunciare l'accaduto al Ministero

Pubblico non è stata scartata. Essa è stata tenuta solo in sospeso in attesa di

farla nel momento opportuno dopo aver completato le verifiche contabili

necessarie per ottenere il rimborso degli importi sottratti, e soprattutto per

garantire il funzionamento del reparto di chirurgia implicato.

Dal

profilo giuridico, ciò comporta l'esclusione del reato di favoreggiamento, sia

dal profilo oggettivo sia dal profilo soggettivo, non esistendo di fatto gli

estremi né per il dolo diretto né per il dolo eventuale. Nessuno dei membri del

Consiglio d'amministrazione dell'PI 2 ha infatti perseguito interessi

personali, bensì l'intento comune di non compromettere i servizi __________.

Per

queste ragioni, il Procuratore Generale John Noseda ha firmato un Decreto di

abbandono del procedimento nei riguardi di tutti i membri del Consiglio

d'Amministrazione dell'PI 2.

Continua

in ogni caso l'indagine relativa alle responsabilità penali dei __________

coinvolti direttamente nella vicenda".

2. Con

la presente richiesta – trasmessa dal Ministero pubblico a questa Corte – la IS

1, richiamando in particolare il summenzionato comunicato stampa e la giurisprudenza

dell’Alta Corte (DTF 137 I 16 e decisione TF 1B_68/2012 del 3.07.2012), chiede

di poter ottenere la trasmissione, in copia, del relativo decreto di abbandono

e l’accesso agli atti del procedimento penale.

A sostegno della sua richiesta la IS 1 ritiene che vi sarebbe un

evidente interesse pubblico della vicenda, considerato che toccherebbe il

comportamento assunto dai __________ (tra cui figurano un __________ e membri

del __________), che tale __________ non potrebbe esistere senza la costante

alimentazione di ingenti capitali pubblici, che nella fattispecie sarebbe stato

esaminato il reato di __________ (un reato contro l’amministrazione della

giustizia), che all’origine della vicenda vi sarebbe un caso di un presunto

abuso __________ (__________) in un settore delicato e che lo scandalo avrebbe

avuto larga eco sui mass media.

3. Con le

sue osservazioni l’PI 2 evidenzia anzitutto che il __________ si è tenuta una

conferenza stampa in cui sarebbero stati forniti ragguagli dal __________ in

merito alle circostanze alla base dell’ABB e alle questioni di __________

legate alla fattispecie del __________, oggetto dell’altro procedimento penale.

A seguito di ciò tale argomento sarebbe letteralmente scomparso dai media:

l’asserito evidente interesse pubblico sarebbe dunque massicciamente scemato.

La sentenza del Tribunale federale richiamata dalla IS 1 concernerebbe un’altra

fattispecie sfociata in un ABB in applicazione dell’art. 53 CP. Nel caso di

specie troverebbero, per conto, applicazione i criteri sanciti dall’Alta Corte

nella sentenza DTF 134 I 286. In casu non sarebbe dato un interesse

all’informazione degno di protezione, poiché l’ABB di cui viene postulata la

visione non conterrebbe nessuna informazione che non sia già stata comunicata

ai media durante la conferenza stampa del __________. Inoltre la fattispecie

esulerebbe dalla funzione di controllo dei media ("funzione che il Tribunale federale nel caso __________

aveva considerato costitutiva dell’interesse all’informazione"). Si

rimette in ogni caso al prudente giudizio di questa Corte per quanto attiene

all’accesso del decreto di abbandono. Si oppone, per contro, all’accesso agli

atti istruttori del relativo incarto penale, evidenziando in particolare che vi

sarebbero documenti interni dell’PI 2 che non possono essere messi in pasto ai

media.

Il

procuratore generale, dal canto suo, si è rimesso al prudente giudizio di

questa Corte.

Con

replica la IS 1 richiama quanto esposto in sede di istanza, precisando che il

principio della pubblicità della giustizia mirerebbe, per un verso, a garantire

l’accesso alla giurisprudenza e, per altro verso, ad assicurare la trasparenza

delle procedure giudiziarie (JdT 2014 I p. 147, ndr. corrispondente alla sentenza

DTF 139 I 129). Tale trasparenza non può essere né garantita né sanata ex post

mediante una conferenza stampa di una parte in causa, che non aveva spontaneamente

segnalato il caso al Ministero pubblico. Osserva inoltre che l’accesso agli

atti sarebbe riconosciuto anche laddove non sarebbe dato un interesse pubblico.

Con

duplica l’PI 2 ribadisce quanto esposto nelle sue osservazioni. Si oppone

recisamente alla pubblicazione degli atti istruttori del procedimento penale.

Non vi sarebbe alcuna base legale, evidenziando contestualmente che il

principio della pubblicità della giustizia non si estenderebbe all’intero

incarto penale, invocando il segreto d’ufficio. Si rimette nuovamente al prudente

giudizio di questa Corte circa l’accesso al decreto di abbandono.

Il procuratore generale ha rinunciato a formulare osservazioni di duplica.

4. L’art. 62 cpv. 4 della Legge sull’organizzazione

Considerandi

giudiziaria (LOG), in vigore dall’1.01.2011, che ha ripreso il previgente art.

27.

CPP TI, con riferimento anche alla giurisprudenza del Tribunale federale

(cfr. DTF 110 Ia 83; 95 I 108), stabilisce che: "Dopo la conclusione

del procedimento penale, la Corte dei reclami penali può permettere l’ispezione

degli atti di un processo e l’estrazione di copie a chi giustifica un interesse

giuridico legittimo che prevale sui diritti personali delle persone implicate

nel processo, segnatamente su quelli delle parti, del denunciante, dei

testimoni e dei periti; la Corte dei reclami penali fissa le modalità

dell’ispezione".

5.

5.1.

Il

principio della pubblicità della giustizia è ancorato all’art. 30 cpv. 3 Cost.,

all’art. 6 n. 1 CEDU e all’art. 14 cpv. 1 Patto ONU II. La pubblicità della

giustizia permette l’accesso alla giurisprudenza e assicura la trasparenza

delle procedure giudiziarie. Da un lato essa tutela le parti direttamente

implicate al procedimento favorendo un trattamento corretto e un giudizio

conforme alla legge, d’altro canto permette a terzi che non sono parti al procedimento

di ricostruire lo svolgimento delle procedure giudiziarie, il diritto applicato

e la giustizia amministrata. La pubblicità della giustizia si oppone a qualsiasi

forma di giustizia segreta, mira ad assicurare la trasparenza e a porre le basi

per la fiducia nella giustizia.

Inoltre

l’art. 16 cpv. 1 Cost. garantisce la libertà d’informazione che viene tuttavia

limitata alle fonti accessibili a tutti (art. 16 cpv. 3 Cost.) [DTF 139 I 129

consid. 3.3 e rif.; decisione TF 1B_68/2012 del 3.07.2012 consid. 3.1]. Come

fonti accessibili a tutti valgono ai sensi dell’art. 30 cpv. 3 Cost. l’udienza

e la pronuncia della sentenza (decisione TF 1B_68/2012 del 3.07.2012 consid.

3.

). La pronuncia della sentenza, che è pubblica, è parte integrante dell’art.

30.

cpv. 3 Cost. principalmente per i terzi che non sono parti al procedimento,

ambito in cui i media assumono un ruolo di collegamento tra la giustizia e la

popolazione (DTF 1B_68/2012 del 3.07.2012 consid. 3.1; DTF 137 I 16 consid. 2.2

e rif.).

5.2

Il

Tribunale federale riconosce, alle persone interessate che non sono parti al

procedimento penale, un diritto di accesso agli atti per decreti di non luogo a

procedere e decreti di abbandono, onde conoscere l’esito dato al procedimento penale

[decisione TF 1B_68/2012 del 3.07.2012 consid. 3.2 e rif.].

Secondo

giurisprudenza tale diritto presuppone un interesse degno di protezione

all’informazione: nella prassi è sufficiente che l’interessato renda verosimile

un interesse serio riguardo all’informazione richiesta (decisione TF 1B_68/2012

del 3.07.2012 consid. 3.2; DTF 134 I 286 consid. 5.1; DTF 124 IV 234 consid.

3d).

Alla

postulata consultazione non possono inoltre opporsi interessi pubblici o privati

preponderanti, ove a dipendenza delle circostanze si può procedere anche

all’anonimizzazione oppure alla decurtazione (decisione TF 1B_68/2012 del

3.07.2012

consid. 3.2 e rif.).

5.3

La IS 1, il cui scopo è in particolare l'edizione, la pubblicazione e la stampa

di quotidiani e periodici (cfr. estratto RC del Canton Ticino), postula la

trasmissione dell’ABB __________.

Giova

anzitutto osservare che il contenuto essenziale del summenzionato decreto è

stato ripreso, in buona parte, nel comunicato stampa pubblicato il __________

sull’apposito sito internet del Ministero pubblico.

Inoltre,

a rendere noto il contenuto dell’ABB __________ non si oppongono interessi

pubblici/privati preponderanti. Infine alla vicenda è stato dato un ampio risalto

pubblico e mediatico, suscitando interesse tra la popolazione.

In

casu appare quindi dato un interesse degno di protezione, come esatto dalla

giurisprudenza del Tribunale federale, da parte della IS 1 ad ottenere la

trasmissione del decreto di abbandono in base al principio della pubblicità della

giustizia.

6.

6.1.

Diversa,

per contro, è la richiesta di accesso agli atti istruttori dell’incarto penale

ABB __________, nel frattempo archiviato, alla quale l’PI 2 si oppone (cfr.

osservazioni 27/28.10.2014, p. 2, doc. 6 CRP; duplica 11/12.11.2014, doc. CRP

10).

Come visto al precedente considerando, il principio

della pubblicità della giustizia e in particolare il diritto di conoscere gli

atti da parte di terzi che non sono parti al procedimento penale si riferiscono

ai decreti di non luogo a procedere e ai decreti di abbandono, ovvero alle

decisioni che mettono fine al procedimento.

Diverso

e più delicato è il possibile accesso indiscriminato agli atti istruttori di un

incarto penale da parte di chi non è parte al procedimento penale sfociato in

un decreto di abbandono.

6.2

Nel

corso del procedimento tale situazione è disciplinata dall’art. 101 cpv. 3 CPP

in virtù del quale i terzi possono esaminare gli atti se fanno valere un

interesse scientifico o un altro interesse degno di protezione e se non vi si

oppongono interessi pubblici o privati preponderanti. Secondo il Tribunale

federale è sufficiente che il terzo abbia un interesse degno di protezione prevalente

sugli interessi al mantenimento del segreto (decisione TF 1B_33/2014 del 13.03.2014

consid. 2.3; per quanto concerne l’applicazione dell’art. 101 cpv. 3 CPP per le

persone attive nei mass media cfr., ad esempio, BSK StPO – M. SCHMUTZ, 2. ed.,

art. 101 CPP n. 25).

Dopo

la chiusura del procedimento si applica l’art. 62 cpv. 4 LOG, interpretandolo

però alla luce dell’art. 101 cpv. 3 CPP.

6.3

Nella

fattispecie in esame, a giudizio di questa Corte la società istante non ha un

interesse giuridico legittimo che prevale sui diritti dell’ente pubblico ivi

implicate in applicazione dell’art. 62 cpv. 4 LOG. Nella ponderazione degli

interessi delle parti in gioco, in particolare a tutela degli interessi privati

e pubblici delle parti coinvolte al procedimento penale nel frattempo

archiviato nonché a tutela del segreto aziendale e del dovere di fedeltà e discrezione

degli amministratori, non si giustifica concedere l’accesso agli atti

istruttori dell’incarto penale, essendo in parte di natura confidenziale. Consentendo

l’accesso al decreto di abbandono alla IS 1viene in ogni caso garantita la

pubblicità della giustizia.

Ne

discende che – dopo il passaggio in giudicato della presente decisione – questa

Corte trasmetterà, in copia, alla IS 1 il decreto di abbandono 22.09.2014 (ABB __________).

7.

L’istanza

è parzialmente accolta ai sensi della presente decisione. Stante la natura

della richiesta, si prescinde dal prelievo di tassa di giustizia e spese.

Dispositivo

Per questi motivi,

visti la Cost., la CEDU, il Patto ONU II, l’art. 62

cpv. 4 LOG ed ogni altra norma applicabile,

pronuncia

1. L’istanza è parzialmente

accolta ai sensi dei considerandi.

2. Non

si prelevano tassa di giustizia e spese.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali

e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla

notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia

penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

4. Intimazione:

Per la Corte dei reclami penali

Il presidente La

cancelliera