60.2015.259
Reclamo contro la decisione di dissequestro
21 dicembre 2015Italiano19 min
Source ti.ch
Incarto n.
60.2015.259
Lugano
21 dicembre 2015/mr
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
La Corte dei reclami penali del Tribunale d'appello
composta dai giudici:
Mauro Mini, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
cancelliera:
Claudia Malaguerra Bernasconi, vicecancelliera
sedente per statuire sul reclamo 20/21.7.2015 presentato
da
RE 1
patr. da: PR 1
contro
la decisione 9.7.2015 del procuratore pubblico
Nicola Respini in materia di sequestro nell’ambito del procedimento penale
inc. MP __________ promosso a carico, fra gli altri, di PI 1, __________
(patr. da: avv. PR 2, __________);
richiamate le osservazioni 28/29.7.2015 del magistrato
inquirente, 30/31.7.2015 di PI 3 (patr. da: avv. PR 4, __________), 30/31.7.2015
di PI 2 (patr. da: avv. PR 3, __________) e 10/11.8.2015 di PI 1;
viste la replica 21.8.2015 di RE 1 e la duplica
27/28.8.2015 di PI 1;
letti ed esaminati gli atti;
considerato
Fatti
a.A seguito
dell’estradizione in Svizzera di __________ (alias __________) per titolo di
falsità in documenti, falsità in certificati, conseguimento fraudolento di una
falsa attestazione e infrazione alla legge federale sugli stranieri, il
Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale, nei confronti, fra gli altri,
di RE 1 e di suo marito PI 1 (inc. MP __________).
Dall’inchiesta sarebbe emerso che __________
si sarebbe stabilito in Ticino utilizzando la falsa identità di __________.
Egli avrebbe ottenuto il permesso di dimora presentando alle autorità preposte
un contratto di lavoro fittizio sottoscritto con la __________ SA di __________
di cui PI 1 era l’amministratore unico. Ottenuto il permesso egli avrebbe
aperto alcune relazioni bancarie, compreso un credito ipotecario per l’acquisto
da parte di RE 1 di un’abitazione a __________, e avrebbe acquistato in leasing
o a noleggio autovetture di alto livello.
Sarebbe inoltre stato accertato che
altri membri della famiglia __________ avrebbero agito nello stesso modo,
sottoscrivendo contratti di lavoro fittizi con società di cui PI 1 era
l’amministratore unico.
b.
Con esposto 21.3.2012
l’assicurazione PI 3 ha sporto denuncia penale nei confronti di PI 1 ed __________
per appropriazione indebita, truffa, falsità in documenti e sviamento della
giustizia in relazione all’autovettura Mercedes Benz ML 350, presa in leasing
dalla società __________ Sagl (di cui PI 1 era socio e gerente) e oggetto di
furto il 29.6.2010 a __________. La denunciante ha presentato una richiesta di
risarcimento di CHF 95'487.--, oltre interessi (inc. MP __________).
c.Il
procuratore pubblico, in data 16.4.2012, ha dunque aperto l’istruzione nei confronti
di PI 1 per titolo di appropriazione indebita, truffa, abuso di un impianto per
l’elaborazione di dati, falsità in documenti, conseguimento fraudolento di una
falsa attestazione e infrazione alla legge federale sugli stranieri in
relazione ad alcuni fatti commessi a partire dal 2008 sia personalmente che per
il tramite di società e di terze persone, in correità/complicità con loro; a
dire del magistrato inquirente egli avrebbe, con altri, allestito ed utilizzato
documenti falsi, per, segnatamente, sottoscrivere contratti di leasing e
d’assicurazione di autovetture, denunciandone successivamente la sottrazione
per furto o rapina, ottenendo o tentando di ottenere il versamento del relativo
indennizzo; egli, sempre in correità/complicità con altri, avrebbe pure
favorito l’entrata ed il soggiorno illegale in Svizzera di alcuni stranieri a
lui vicini ed avrebbe effettuato alcune transazioni con diverse carte di
credito risultate poi falsificate. PI 1 è stato arrestato il 19.4.2012 (verbale
di interrogatorio 19.4.2012, AI 9). È stato poi rilasciato il giorno seguente
(verbale di interrogatorio 20.4.2012, AI 10).
Il magistrato inquirente, in data 16.4.2012,
ha aperto l’istruzione nei confronti di RE 1 per titolo di appropriazione
indebita, truffa, falsità in documenti e conseguimento fraudolento di una falsa
attestazione (decreto di apertura dell’istruzione 16.4.2012, AI 1, inc. MP __________).
d.
Con ordine di sequestro
17.8.2012 il procuratore pubblico ha ordinato il blocco a registro fondiario
della particella __________ RFD di __________ di proprietà di RE 1 affermando
che “(…) nel corso del procedimento penale contro PI 1 e altri, (…), è
emerso che l’acquisto della summenzionata proprietà intestata alla moglie (…),
era stato finanziato con almeno fr. 220'000.- dall’imputato, sia direttamente
(con versamenti a contanti) che tramite terzi (…). La provenienza di questo
denaro non è mai stata chiarita dall’imputato, (…). Sono inoltre emersi gravi
indizi di reato a carico dell’imputato (…), in relazione ad una truffa commessa
ai danni della PI 3 per un’autovettura marca Mercedes Benz ML 350, per la quale
l’accusatrice privata chiede agli imputati un risarcimento di oltre fr.
95'000.- (…)” (ordine di sequestro 17.8.2012, AI 16, inc. MP __________).
Tale proprietà è poi stata venduta in
data 24.10.2012 (AI 24, inc. MP __________) e la somma di CHF 220'000.-- è
stata posta sotto sequestro (AI 25, inc. MP __________).
e.Il 4.4.2014
ed il 9.5.2014 la società RE 1 ha formulato una richiesta di risarcimento di
complessivi CHF 190'188.80, oltre interessi, a seguito della risoluzione anticipata
di quattro contratti leasing sottoscritti con società e/o persone “riconducibili”,
a suo dire, a PI 1 (AI 117/119, inc. MP __________).
f. Con
numerosi solleciti, sia verbali che scritti, PI 1 ha chiesto il dissequestro,
parziale o totale, della somma posta sotto sequestro, affermando di trovarsi,
sia lui che la moglie, in una precaria situazione finanziaria (AI 131/132/133,
inc. MP __________).
g. Con
decisione 9.7.2015 il procuratore pubblico ha comunicato a PI 1 “(…) che
l’importo tuttora sotto sequestro ammonta a CHF 141'801.- circa. (…). (…) le comunico
che è mia intenzione mantenere il sequestro sull’importo di fr. 100'000.-, e
questo fino al termine del procedimento penale, per garantire da un lato
l’eventuale risarcimento a favore dell’assicurazione PI 3, rispettivamente a
copertura delle spese procedurali, di eventuali multe, ecc., conformemente a
quanto previsto dall’art. 263 CPP. Per quanto attiene alla richiesta formulata
dalla RE 1, (…), rilevo che i contratti leasing in oggetto sono stati
sottoscritti da __________ per la società __________ Sagl, __________, rispettivamente
da __________, __________ e __________, per cui la pretesa di risarcimento non
può essere garantita con il denaro sequestrato al suo assistito e a sua moglie
(…)” (decisione 9.7.2015, AI 135, inc. MP __________).
h. Con
gravame 20/21.7.2015 RE 1 postula l’annullamento della decisione di parziale
dissequestro pronunciata dal magistrato inquirente in data 9.7.2015. A suo
dire, benché i contratti di leasing siano stati firmati da terze persone,
quest’ultime sarebbero solamente dei prestanome, ciò che emergerebbe anche
dalle loro stesse testimonianze: “(…) vi sono (…) innumerevoli elementi a
sostegno dell’impronta e di un coinvolgimento determinante di PI 1 nei fatti
che hanno portato alla stipulazione dei contratti di leasing con RE 1 (…), ciò
che ha comportato un danno economico ingente proprio a quest’ultima società
(…)” (reclamo 20/21.7.2015, p. 6).
i. Delle
ulteriori osservazioni, replica e duplica si dirà, se necessario, in seguito in
corso di motivazione.
Considerandi
1.
1.1.
Giusta
l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto contro le decisioni
e gli atti procedurali della polizia, del pubblico ministero e delle autorità penali
delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui è espressamente escluso dal CPP
o quando è prevista un’altra impugnativa.
Con
il gravame si possono censurare le violazioni del diritto, compreso l'eccesso e
l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata o ritardata giustizia (art.
393.
cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto dei fatti (art.
393.
cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit. c CPP).
Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni,
per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare
all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.
In particolare il reclamo deve indicare i punti della
decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione
ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).
La
prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla
giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere
indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti,
applicando il diritto penale, che deve imporsi d’ufficio (Commentario CPP – M.
MINI, art. 391 CPP n. 2; cfr., anche, sentenze TF 6B_69/2014 del 9.10.2014
consid. 2.4.;6B_776/2013 del 22.7.2014 consid. 1.5.;1B_460/2013 del 22.1.2014
consid. 3.1.).
1.2
Il gravame, inoltrato il 20/21.7.2015 alla Corte dei
reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro la decisione di dissequestro
9.7
, è tempestivo e proponibile. Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.
La
legittimazione di RE 1 ad
impugnare la decisione di dissequestro 9.7.2015
non risulta a priori pacifica; detta questione può tuttavia rimanere aperta,
viste le motivazioni alla base della presente decisione.
L’impugnativa è – di conseguenza – ricevibile in
ordine.
2.
2.1.
A’
sensi dell’art. 263 cpv. 1 CPP all’imputato e a terzi possono essere
sequestrati oggetti e valori patrimoniali se questi saranno presumibilmente
utilizzati come mezzi di prova (a), utilizzati per garantire le spese
procedurali, le pene pecuniarie, le multe e le indennità (b), restituiti ai
danneggiati (c) oppure confiscati (d).
Il
sequestro, provvedimento eminentemente cautelare, ha di conseguenza lo scopo di
acquisire e conservare gli oggetti per il dispiegamento della procedura e
quindi per le necessità dell’istruzione preliminare, per le decisioni del
magistrato requirente e per quelle del giudice del merito nella prospettiva –
tra le altre cose – della produzione e valutazione delle prove (sequestro
probatorio secondo l’art. 263 cpv. 1 lit. a CPP) e della decisione di confisca,
restituzione oppure devoluzione, come agli art. 69 ss. CP (sequestro
confiscatorio giusta l’art. 263 cpv. 1 lit. d CPP) [decisione TF 1B_1/2015 del
19.3.2015
consid. 3.1.; ZK
StPO – S. HEIMGARTNER, 2. ed., art. 263 CPP n. 15 ss.].
Il sequestro (quale misura coercitiva che restringe la
garanzia della proprietà ex art. 26 Cost.) è legittimo – secondo l’art. 197 CPP
– solo se si fonda su una base legale, in presenza concorrente di sufficienti
indizi di reato (decisioni TF 1B_212/2014 del 14.10.2014 consid. 3.2.;
1B_193/2014 del 2.9.2014 consid. 2.1.), se gli obiettivi con esso perseguiti
non possono essere raggiunti mediante misure meno severe (proporzionalità), se
l’importanza del reato lo giustifica (proporzionalità) e se vi è connessione
tra questo e l’oggetto che così occorre salvaguardare per gli incombenti di
istruttoria e, poi, di giudizio (decisione TF 1B_109/2015 del 3.6.2015 consid.
2.1
; BSK StPO – F. BOMMER /
P. GOLDSCHMID, 2. ed., vor art. 263-268 CPP n. 11 ss.).
Spetta al magistrato inquirente di verificare
d’ufficio e regolarmente se con il progredire dell’inchiesta le condizioni del
mantenimento del sequestro, tra le quali anche la sussistenza di sufficienti
indizi di reato, sono (ancora) date e di procedere, se del caso, a dissequestri
(totali o parziali) quando i motivi alla base della misura provvisionale
vengono meno (art. 267 cpv. 1 CPP) [decisione TF 1B_377/2011 del 13.12.2011
consid. 2.2.; Commentario CPP – E. MELI, art. 267 CPP n. 4].
2.2
Secondo l’art. 267 cpv. 1 CPP, il sequestro
deve essere levato non appena le condizioni che hanno giustificato la sua messa
in atto non sono più riunite, oppure quando la misura non risulta più essere
necessaria. L’autorità penale ha quindi l’obbligo di togliere la misura
allorquando: lo scopo per il quale il sequestro è stato ordinato non è più
giustificato; il legame di connessione tra l’oggetto sequestrato e l’infrazione
non può essere dimostrato durante il corso d’inchiesta; le responsabilità
penali ritenute nei confronti del prevenuto si appalesano come infondate e/o
gli oggetti o valori patrimoniali non possono essere oggetto di confisca; una
misura meno incisiva può essere sostituita; la durata della misura diventa
sproporzionata (CR CPP – S. LEMBO / A. V. JULEN BERTHOD, art. 267 CPP n. 1; BSK
StPO – F. BOMMER / P. GOLDSCHMID, op. cit., art. 267 CPP n. 3).
L’autorità
competente per levare il sequestro è quella dinanzi alla quale la procedura è
pendente, ossia il pubblico ministero, oppure il tribunale di merito. La decisione
di dissequestro deve consistere in una decisione formale e motivata, suscettibile
di reclamo (CR CPP – S. LEMBO / A. V. JULEN BERTHOD, art. 267 CPP n. 1).
2.3
Giusta
l’art. 70 cpv. 1 CP il giudice ordina la confisca [nei confronti dell’imputato
oppure nei confronti di terzi (in quest’ultimo caso alle condizioni secondo
l’art. 70 cpv. 2 CP)] dei valori patrimoniali che costituiscono il prodotto di
un reato oppure erano destinati a determinare o a ricompensare l’autore di un
reato, a meno che debbano essere restituiti alla persona lesa allo scopo di
ripristinare la situazione legale (DTF 140 IV 57 consid. 4.1.1.).
La
confisca è assicurata con il sequestro giusta l’art. 263 CPP.
2.4
Se
i valori patrimoniali sottostanti alla confisca non sono più reperibili
(siccome consumati, dissimulati o alienati), il giudice ordina – secondo l’art.
71.
cpv. 1 CP – in favore dello Stato un risarcimento equivalente, allo scopo di
impedire “(…) che colui il quale si è liberato dei valori patrimoniali
soggetti a confisca sia avvantaggiato rispetto a chi li ha conservati” (FF
1993.
III 221; decisioni TF 6B_236/2015 del 30.4.2015 consid. 1.4.1.;1B_1/2015
del 19.3.2015 consid. 3.1.; DTF 140 IV 57 consid. 4.1.2.).
L’autorità
– in applicazione dell’art. 71 cpv. 3 prima frase CP – in vista dell’esecuzione
può sequestrare i valori patrimoniali dell’interessato (imputato oppure entro
certi limiti terzo) “(…), prodotto diretto o indiretto del reato, come pure
quelli di provenienza lecita fino a concorrenza dell’importo presumibile del provento
del reato. Spetta poi al giudice, sulla base dei risultati della procedura
d’assunzione delle prove, ordinare una confisca, oppure, oltre a questa misura,
mantenere il sequestro a copertura di un risarcimento compensativo pronunciato”
(FF 1993 III 223; decisioni TF 1B_40/2014 del 15.4.2014 consid. 5.1.2.;
1B_300/2013 del 14.4.2014 consid. 5.3.1.;1B_163/2013 del 4.11.2013 consid.
4.1.4
;1B_711/2012 del 14.3.2013 consid. 4.1.2.; DTF 140 IV 57 consid. 4.1.2.; StGB
Praxiskommentar – S. TRECHSEL / M. PIETH / M. JEAN-RICHARD, 2. ed., art. 71 CP
n. 3; BSK Strafrecht I – F. BAUMANN, 3. ed., art. 70/71 CP n. 69).
Il risarcimento compensativo, quale provvedimento
sostitutivo della confisca a’ sensi dell’art. 70 cpv. 1 CP (decisione TF
1B_40/2014 del 15.4.2014 consid. 5.1.2.; BSK Strafrecht I – F. BAUMANN, op.
cit., art. 70/71 CP n. 65) qualora i valori patrimoniali provento di reato non
sono più reperibili [“In ragione del suo carattere sussidiario, il
risarcimento compensativo può essere pronunciato soltanto se, qualora i valori
patrimoniali fossero stati disponibili, la confisca sarebbe stata pronunciata.
Può quindi essere pronunciato l’ordine di risarcimento compensativo anche nei
confronti di un terzo presso il quale sarebbero stati confiscati i valori patrimoniali
dai quali egli si è separato” (FF 1993 III 221 s.)], presuppone che i
valori siano pervenuti all’interessato dal sequestro. L’esigenza di detto
presupposto – esistenza di un indebito profitto di carattere patrimoniale – è
attestata dallo scopo del risarcimento, che impedisce che colui che si è
liberato dei valori patrimoniali soggetti a confisca sia avvantaggiato
rispetto a chi li ha conservati [“il crimine non paga” (decisione TF
6B_236/2015 del 30.4.2015 consid. 1.4.1.; DTF 140 IV 57 consid. 4.1.2.)],
circostanza che implica necessariamente che essi gli siano pervenuti.
L’ottenimento di un valore patrimoniale (che può concretizzarsi parimenti nella
diminuzione dei passivi) è dunque indispensabile (StGB Praxiskommentar – S. TRECHSEL / M. PIETH / M.
JEAN-RICHARD, op. cit., art. 71 CP n. 1).
3.
3.1.
In concreto il procuratore
pubblico ha aperto in data 16.4.2012 un procedimento penale nei confronti di PI
1.
ed altri per titolo di appropriazione indebita, truffa, abuso di un impianto
per l’elaborazione di dati, falsità in documenti, conseguimento fraudolento di
una falsa attestazione ed infrazione alla legge federale sugli stranieri in
relazione ai fatti “(…) commessi a
partire dall’anno 2008, a __________ e in altre località del Cantone Ticino,
sia personalmente che per il tramite di società e di terze persone, in
correità/complicità con loro, in particolare allestendo e utilizzando documenti
falsi o rilasciando attestazioni di comodo a terze persone, per poi compiere
atti di rilevanza giuridica, segnatamente sottoscrivendo contratti di leasing e
d’assicurazione di autovetture, denunciandone successivamente la sottrazione
per furto o rapina, ottenendo o tentando di ottenere il versamento del relativo
indennizzo; come pure per aver favorito l’entrata ed il soggiorno illegale in
Svizzera di __________ (…) e altre persone; nonché per avere, (…), effettuato
almeno 45 transazioni con 11 diverse carte di credito risultate falsificate
(…)” (decreto di apertura
dell’istruzione 16.4.2012, AI 1, inc. MP __________).
Dagli atti emergerebbe inoltre che siano
stati aperti ulteriori procedimenti penali nei confronti, fra gli altri, di __________,
__________ ed __________, sempre in merito allo stesso complesso di fatti.
3.2
In data 4.4.2014 la RE 1 ha inviato al
magistrato inquirente uno scritto con la dicitura “insinuazione del credito”
in cui chiedeva a quest’ultimo di “(…) inserire il nostro credito
all’interno della graduatoria” (scritto 4.4.2014, AI 117, inc. MP __________).
La qui reclamante ha allegato quattro contratti di leasing, con i relativi
verbali di consegna e conteggi, in merito alle risoluzioni anticipate dei contratti
di leasing per un ammontare complessivo di CHF 190’188.80. I quattro contratti
in oggetto erano stati stipulati con la __________ Sagl (con firma di __________),
__________, __________ ed __________.
3.3
Con scritto 9.5.2014 l’avv. PR 1 ha
comunicato al magistrato inquirente di patrocinare la RE 1 ed ha confermato che
quest’ultima intendeva notificarsi quale accusatrice privata nell’ambito del
procedimento aperto nei confronti di PI 1 (scritto 9.5.2014, AI 119, inc. MP __________).
In tale scritto, inoltre, veniva segnalato che “(…) chi ha sottoscritto quei
contratti – persona giuridica o persona fisica – risulta essere chiaramente riconducibile
al signor PI 1 ed implicato, congiuntamente con altre persone, nei diversi
procedimenti in essere (…)” (scritto 9.5.2014, p. 2, AI 119, inc. MP __________).
3.4
Il procuratore pubblico, con decisione
di data 9.7.2015, ha deciso di mantenere il sequestro sull’importo di CHF
100'000.-- (sui CHF 141'801.-- ancora sotto sequestro) per garantire la pretesa
dalla PI 3 (sequestro risarcitorio) ed a copertura delle spese procedurali. Ha
tuttavia dissequestrato l’importo di CHF 41'000.-- in favore dell’imputato PI 1.
In merito alla richiesta formulata da RE 1 il magistrato inquirente si è
limitato ad affermare che “(…) i contratti leasing in oggetto sono stati sottoscritti
da __________ per la società __________ Sagl, __________, rispettivamente da __________,
__________ e __________, per cui la pretesa di risarcimento non può essere garantita
con il denaro sequestrato (…)” a PI 1 ed a PI 2 (decisione 9.7.2015, p. 2).
3.5
Ora, la qui reclamante sostiene che “(…)
tutti i procedimenti penali avviati e in essere nei confronti anche delle
sopraccitate persone, sia fisiche, sia giuridiche, che hanno di proprio pugno
sottoscritto i contratti di leasing sulla base dei quali la reclamante basa la
propria pretesa di risarcimento, sono strettamente correlati – tanto da farne
parte – al procedimento principale e di riferimento che trova come attore
principale il signor PI 1. Non ci troviamo infatti confrontati con una serie di
reati scollegati e indipendenti fra di loro, ma bensì con un unico disegno
criminale, nel quale l’attore principale (…) disponeva le proprie pedine con un
intento ben preciso e finalizzato all’ottenimento di vantaggi economici, dei
quali nel corso degli anni quest’ultimo ha sicuramente beneficiato (…)”
(reclamo 20/21.7.2015, p. 3).
Il
magistrato inquirente si limita ad affermare che i contratti sarebbero stati
firmati da altre persone e non dallo stesso PI 1 senza tuttavia chinarsi sulla
pretesa sollevata da RE 1. In particolar modo egli non analizza la qualità di
accusatrice privata di quest’ultima e neppure l’esistenza (o meno) di un
indebito profitto di carattere patrimoniale da parte di PI 1. Peraltro non si
comprende nemmeno quale reato sarebbe prospettato all’imputato in merito ai
fatti descritti dalla RE 1 (se non il reato di truffa giusta l’art. 146 CP); ma
nulla vi è agli atti. Il procuratore pubblico non ha peraltro analizzato le
connessioni fra i diversi attori dei procedimenti penali sopraindicati e
firmatari dei contratti di leasing oggetto della segnalazione della qui reclamante;
persone che peraltro emergono più volte nei molteplici procedimenti aperti nei
confronti di PI 1 e che sembrerebbero anch’essi coinvolti nei fatti a
quest’ultimo imputati. Tali aspetti, centrali, avrebbero dovuto essere affrontati
dal magistrato inquirente nella decisione impugnata, non potendo questa Corte
esprimersi, per prima, in quanto autorità di reclamo.
La
conclusione del procuratore pubblico, che ha disposto il dissequestro, almeno
in parte, dei fondi di PI 1 perché i contratti di leasing in oggetto sarebbero
stati firmati da terze persone e non dall’imputato è dunque – oggi – senz’altro
prematura e non può essere condivisa.
4.
La decisione 9.7.2015 del procuratore pubblico Nicola Respini emanata
nell’ambito dell’inc. MP __________ è annullata. Gli atti gli sono ritornati
per i suoi incombenti.
Il
gravame è accolto ai sensi dei considerandi. Non si prelevano tassa di
giustizia e spese. Lo Stato e Repubblica del Cantone Ticino rifonderà alla reclamante
adeguate ripetibili.
Dispositivo
Per questi motivi,
richiamati gli art. 263, 267 , 379 ss., 393 ss. CPP ed
ogni altra disposizione applicabile,
pronuncia
1.Il reclamo è
accolto ai sensi dei considerandi.
§ La decisione 9.7.2015 emanata dal procuratore
pubblico Nicola Respini è annullata.
§§ Gli atti dell’inc. MP __________ sono rinviati
al magistrato inquirente per i suoi incombenti ai sensi dei considerandi.
2.Non si
prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato e Repubblica del Cantone Ticino
rifonderà a, RE 1, __________, CHF 300.-- (trecento) a titolo di ripetibili.
3. Rimedio
di diritto:
Contro
decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e
incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali
e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla
notificazione della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia
penale al Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.
4. Intimazione:
-
Per la Corte dei reclami penali
Il presidente La
cancelliera