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Decisione

60.2017.107

Reclamo contro l'operato del procuratore pubblico

15 maggio 2017Italiano8 min

Source ti.ch

Fatti

i motivi a sostegno di una diversa decisione ed i mezzi di prova auspicati

(art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

1.2.

Presentato il 28.4/2.5.2017, con riferimento allo scritto 19.4.2017 del procuratore

pubblico, il reclamo è tempestivo.

1.3.

1.3.1.

Nel gravame il reclamante lamenta ipotetiche e generiche violazioni, a

suo dire commesse dal pubblico ministero, nella trattazione dei due procedimenti

e nel non riscontro delle sue “petizioni” del 14.4.2017 e del 18.4.2017.

Con

la “petizione” del 14.4.2017 chiede in sostanza l’abbandono dei due procedimenti

a suo carico.

Nell’altro

caso, con la “petizione” 18.4.2017, chiede al

magistrato inquirente di voler presentare osservazioni e motivazioni, attendendo

un cortese riscontro entro 10 giorni.

1.3.2.

Come già ricordato al reclamante (decisione 14.4.2017,

inc. CRP __________; decisione 20.7.2015, inc. CRP __________), giusta l’art. 393 CPP il reclamo è ammissibile contro

atti procedurali o omissioni che si manifestano all’esterno e toccano direttamente

gli interessi giuridicamente protetti delle parti (BSK StPO – P. GUIDON, 2.

ed., art. 393 CPP n. 6).

Il reclamo non è un mezzo per ovviare a un disagio

generico avverso il lavoro delle autorità di perseguimento penale (BSK StPO –

P. GUIDON, op. cit., art. 393 CPP n. 10).

Non esiste una base legale che consenta alla Corte dei

reclami penali d’intervenire d’ufficio sulla conduzione di un procedimento. La

giurisdizione di reclamo non è autorità di sorveglianza sui procuratori

pubblici e sulle altre autorità inferiori.

Questa Corte

non può perciò esaminare in astratto l’intero incarto per determinare se gli

atti emanati dal procuratore pubblico nel corso del procedimento aperto a

carico dell’imputato siano corretti o meno.

1.3.3.

Come

Considerandi

pure ricordato al reclamante (decisione

20.7

, inc. CRP __________ questa Corte

non può neppure ordinare al pubblico ministero di prolare un decreto di

abbandono, questa competenza spettando solo a quest’ultimo (inc. CRP __________,

AI 343, 344).

Il

CPP assegna infatti al magistrato inquirente (che, in applicazione dell’art. 16

CPP, è responsabile dell’esercizio uniforme della pretesa punitiva dello Stato

e dirige la procedura preliminare, persegue i reati nell’ambito dell’istruzione

e, se del caso, promuove e sostiene l’accusa) il compito di decidere, nella

procedura di istruzione, se emanare un decreto di non luogo a procedere (art.

310.

CPP) o di abbandono (art. 319 ss. CPP) o, ancora, un decreto di accusa

(art. 352 ss. CPP) o se sospendere il procedimento (art. 314 CPP) oppure

promuovere l’accusa (art. 324 ss. CPP) [BSK StPO – R. GRÄDEL / M. HEINIGER, op.

cit., art. 319 CPP n. 2; ZK StPO – N. LANDSHUT / T. BOSSHARD, 2. ed., art. 319

CPP n. 4; N. SCHMID, StPO Praxiskommentar, 2. ed., vor art. 319-327 CPP

n. 3; messaggio 21.12.2005

concernente l’unificazione del diritto processuale penale, p. 1175].

Nessun’altra

autorità, se si eccettuano la possibilità di reclamo contro il decreto di

abbandono (art. 322 cpv. 2 CPP) e l’esame dell’accusa da parte del giudice

(art. 329 CPP), può pertanto pronunciarsi in merito all’abbandono del procedimento

penale ed alla promozione dell’accusa (messaggio 21.12.2005 concernente l’unificazione del diritto processuale

penale, p. 1175; ZK StPO – N. LANDSHUT /

T. BOSSHARD, op. cit., art. 319 CPP n. 5).

1.3.4

In

ragione di quanto indicato al punto 1.3.3, il reclamo è inammissibile per la

mancata emanazione di decreti d’abbandono, con riferimento alla “petizione”

14.4.2017

In

ragione di quanto indicato al punto 1.3.2., il reclamo non è neppure proponibile

per il mancato riscontro alla “petizione” del 18.4.2017.

Sempre

in ragione di quanto indicato al punto 1.3.2, neppure è ricevibile un reclamo

mediante il quale si chiede genericamente di

ordinare al procuratore pubblico di rispettare le proprie funzioni e

responsabilità, di riconoscere al reclamante tutti i suoi diritti legali e

costituzionali, di ossequiare la parità di trattamento, l’imparzialità e

l’obbiettività, nonché di rispondere con dovute delucidazioni e motivazioni,

senza omissioni, alle due petizioni del 14.4.2017 e del 18.4.2017.

2.

Il gravame è irricevibile. Data la ripresentazione

di medesimi argomenti, si giustifica il carico della tassa di giustizia e delle

spese al reclamante, soccombente.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 379 ss, 393 ss.

CPP e 25 LTG, ed ogni altra disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il

reclamo 28.4.2017 __________ irricevibile.

2. La

tassa di giustizia di CHF 500.-- e le spese di CHF 100.-, per complessivi CHF

600.-- (seicento), sono posti a carico di RE 1, __________.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali

e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al

Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

4. Intimazione:

(con in

Per

la Corte dei reclami penali

Il

presidente La cancelliera