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Decisione

60.2017.12

Reclamo contro la decisione 12.9.2003 con cui il procuratore pubblico ha respinto l'istanza 14.12.2016 del ricorrente di nomina a difensore d’ufficio dell’avv. Claudio Luraschi

2 maggio 2017Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

i. Con decisione 23.12.2016 (inc. MP __________, AI 67) il procuratore

pubblico ha respinto l’istanza 14.12.2016 di cui sopra, ritenendo non trattarsi

in concreto di un caso di difesa obbligatoria ai sensi degli artt. 130 e segg.

CPP, bensì di un caso bagatellare, non presentando la fattispecie, né in fatto né

in diritto, difficoltà a cui l’imputato non potrebbe far fronte da solo.

j. Con reclamo 13/16.01.2017 RE 1 postula

l’annullamento della decisione 23.12.2016 e il ritorno dell'incarto al

magistrato inquirente affinché si pronunci sugli altri presupposti per la nomina

di un difensore d’ufficio, in particolare quello relativo alla mancanza dei

mezzi necessari, ignorato nella decisione impugnata.

Inoltre,

a mente del reclamante, la sussunzione effettuata dal procuratore pubblico non

è da ritenersi corretta, in quanto il caso concreto non costituisce un caso

bagatellare, ma presenta difficoltà a cui RE 1 non può far fronte da solo. L’esito

del procedimento penale potrebbe inoltre comportare, a suo dire, conseguenze

personali gravi e ciò per i motivi seguenti.

A

detta del reclamante, dal suo interrogatorio di polizia del 21.12.2016 è emerso

che la sua partecipazione allo scontro del 30.10.2016, segnatamente le modalità

e l’intensità, non è per nulla chiara. Oltre a rimarcare il fatto che tutti i

coimputati nel procedimento penale in oggetto sono patrocinati (che, a detta

del reclamante, già solo in virtù del principio della “Waffengleichheit”

imporrebbe che anch’egli sia rappresentato da un legaleRE 1 sostiene inoltre che,

al fine di poter valutare in fatto e in diritto il suo grado di coinvolgimento

allo scontro, decisiva sarà la ponderazione delle dichiarazioni, in parte

contraddittorie tra loro, dei testimoni dell’episodio. Una difesa efficace può

essergli pertanto garantita unicamente se verrà assistito da un legale, essendo

egli peraltro non cognito in materia.

In

merito alle conseguenze personali che potrebbe comportare un’ipotetica condanna

penale per i reati a lui ipotizzati, il reclamante evidenzia la perdita certa

del suo attuale lavoro quale agente di sicurezza. A causa della sua età egli

riscontrerebbe non poche difficoltà a trovare un diverso impiego.

k. Delle ulteriori argomentazioni si dirà, se necessario,

in seguito.

Considerandi

1.

1.1.

Giusta

l’art. 393 cpv. 1 lit. a CPP il reclamo può essere interposto contro le decisioni

e gli atti procedurali della polizia, del pubblico ministero e delle autorità penali

delle contravvenzioni, eccettuati i casi in cui è espressamente escluso dal CPP

o quando è prevista un’altra impugnativa.

Con il gravame si possono censurare le violazioni del

diritto, compreso l'eccesso e l'abuso del potere di apprezzamento e la denegata

o ritardata giustizia (art. 393 cpv. 2 lit. a CPP), l'accertamento inesatto o incompleto

dei fatti (art. 393 cpv. 2 lit. b CPP) e l'inadeguatezza (art. 393 cpv. 2 lit.

c CPP).

Il reclamo deve essere presentato entro dieci giorni,

per iscritto e motivato (art. 396 cpv. 1 CPP), con riferimento in particolare

all’art. 390 CPP per la forma scritta e all’art. 385 CPP per la motivazione.

In particolare il reclamo deve indicare i punti della

decisione che intende impugnare, i motivi a sostegno di una diversa decisione

ed i mezzi di prova auspicati (art. 385 cpv. 1 lit. a, b e c CPP).

La

prevalenza dei principi della verità materiale e della legalità impone alla

giurisdizione di reclamo, investita di un gravame, di decidere

indipendentemente dalle conclusioni o dalle motivazioni addotte dalle parti,

applicando il diritto penale, che deve imporsi d’ufficio (Commentario CPP – M.

MINI, art. 391 CPP n. 2; cfr., anche, sentenze TF 6B_69/2014 del 9.10.2014

consid. 2.4.;6B_776/2013 del 22.7.2014 consid. 1.5.;1B_460/2013 del 22.1.2014

consid. 3.1.).

1.2

Il gravame, inoltrato il 13/16.12.2016 alla Corte dei

reclami penali, competente ex art. 62 cpv. 2 LOG, contro la decisione 23.12.2016

del procuratore pubblico, è tempestivo e proponibile (BSK StPO I ‒ N.

RUCKSTUHL, 2. ed., art. 132 CPP n. 32).

Le esigenze di forma e di motivazione sono rispettate.

RE

1, quale imputato e destinatario della decisione impugnata, è pacificamente legittimato a reclamare ex art. 382

cpv. 1 CPP avendo un interesse giuridicamente protetto all’annullamento o alla

modifica del giudizio.

Il reclamo è – di conseguenza – ricevibile in ordine.

2.

2.1.

Giusta

l’art. 132 cpv. 1 lit. b CPP chi dirige il procedimento dispone di una difesa

d’ufficio se l’imputato è sprovvisto dei mezzi necessari e una sua difesa

s’impone per tutelare i suoi interessi.

2.2

2.2.1

L’imputato

è da considerare privo dei mezzi necessari, e quindi indigente, se non può

provvedere con mezzi propri – composti di reddito e sostanza – agli oneri

processuali e legali, ovvero non è in grado di affrontare detti costi senza

intaccare il fabbisogno suo e della sua famiglia (Commentario CPP – M. GALLIANI

/ L. MARCELLINI, art. 132 CPP n. 13).

Determinante, al fine di stabilire se

l’imputato è privo dei mezzi necessari per il procedimento penale, è la sua

complessiva situazione patrimoniale al momento dell’introduzione della domanda

(N. OBER-HOLZER, Grundzüge des Strafprozessrechts, 3. ed., n. 454), che deve

tenere conto di tutti gli oneri finanziari, dei redditi e del patrimonio.

La

designazione del difensore d’ufficio ha effetto a partire dal momento

dell’introduzione dell’istanza, non da quando viene effettivamente nominato il

legale d’ufficio (BSK StPO – N.

RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP n. 7; N.

OBERHOLZER, Grundzüge des Strafprozessrechts, op. cit., n. 470).

2.2.2

Se,

fatti i calcoli inerenti al fabbisogno, risulta un’eccedenza, questa deve

essere posta in relazione con i previsti oneri processuali e legali del

procedimento penale (BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP n. 24).

L’interessato deve essere in grado di pagare con l’eccedenza detti oneri in un

tempo prevedibile.

Il

patrimonio deve essere utilizzato per i costi processuali e legali se è

facilmente realizzabile. Si può esigere che un proprietario ipotechi il suo

fondo per quanto sia ancora possibile oppure che venda il fondo per diminuire

il suo costo della vita (BSK StPO – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP n.

26).

2.3

Giusta l’art. 132 cpv. 2 CPP una difesa d’ufficio s’impone per tutelare gli

interessi dell’imputato segnatamente se non si tratta di un caso bagatellare e

il caso penale presenta in fatto o in diritto difficoltà cui l’imputato non

potrebbe far fronte da solo.

2.3.1

Il caso bagatella è escluso se si

prospetta una pena detentiva superiore a quattro mesi, una pena pecuniaria

superiore a 120 aliquote giornaliere o un lavoro di pubblica utilità superiore

a 480 ore (art. 132 cpv. 3 CPP).

Per

valutare la necessità dell’imputato di essere assistito da un difensore

d’ufficio, non è sufficiente prendere in considerazione - in maniera astratta -

la pena che gli si prospetta in virtù della legge, ma bisogna analizzare tutte

le circostanze concrete del caso e le reali difficoltà di natura fattuale o

giuridica (BSK StPO I – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP n. 38 s.;

Commentario CPP – M. GALLIANI / L. MARCELLINI, art. 132 CPP n. 20-21).

Da

tale principio, si deduce dunque che anche una fattispecie in cui la pena effettivamente

prevedibile sia inferiore a quattro mesi, a 120 aliquote giornaliere o a 480

ore di lavoro di pubblica utilità non è, di per sé, automaticamente qualificata

di caso bagatella.

2.3.2

Il caso deve poi presentare delle

difficoltà – in fatto e in diritto – cui l’imputato non potrebbe far fronte da

solo (art. 132 cpv. 2 ).

Al fine di effettuare tale esame, non va

dimenticato che, il grado di tali difficoltà va misurato, da una parte, alla

capacità ed esperienza processuale dell’imputato, e d’altra parte, agli atti

procedurali effettivamente necessari a garantire una difesa efficace; va

considerata anche la capacità personale dell’imputato di gestire il

procedimento che lo riguarda (BSK StPO I – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP

n. 40). Hanno infine rilevanza anche le conseguenze personali che l’esito di un

procedimento penale può avere sull’imputato (ZK StPO – V. LIEBER, 2. ed., art.

132.

CPP n. 16).

2.4

Queste

disposizioni codificano la costante prassi del Tribunale federale in materia di

diritto all’assistenza giudiziaria gratuita nel contesto di un procedimento

penale, derivante dall’art. 29 cpv. 3 Cost. e dall’art. 6 cifra 3 lit. c CEDU

(sentenze TF ab_500/2012 del 3.12.2012 consid. 2.2.;1B_477/2011 del 4.1.2012

consid. 2.2.;1B_195/2011 del 28.6.2011 consid. 3.2.).

Presupposti

per la nomina di un difensore d’ufficio sono quindi la mancanza di mezzi

finanziari sufficienti e la necessità di tutelare gli interessi dell’imputato;

quest’ultimo requisito non è, a priori, dato se il caso in discussione è di

tipo bagatellare (BSK StPO I – N. RUCKSTUHL, op. cit., art. 132 CPP n. 34 ss.).

3.

3.1.

Con

decisione 23.12.2016 il magistrato inquirente ha respinto l’istanza di RE 1

volta alla nomina - a suo difensore d’ufficio - dell’avv. PR 1, ritenendo il

procedimento (anche) a carico di RE 1 un caso bagatellare, in quanto la

fattispecie non presenta in fatto o in diritto alcuna difficoltà a cui

l’imputato non potrebbe far fronte da solo.

3.2

3.2.1

Come

detto, i presupposti per la nomina di un difensore d’ufficio sono la mancanza

di mezzi finanziari sufficienti e (cumulativamente) la necessità di tutelare

gli interessi dell’imputato. Tuttavia dottrina e giurisprudenza non escludono

che la nomina di un difensore d’ufficio possa essere giustificata anche per “altri

motivi”, tra questi il rischio di perdere l’autorizzazione ad esercitare il

proprio lavoro, come nel caso concreto (ZK StPO – V. LIEBER, op. cit., art. 132

CPP n. 16; DTF 6B_261/2016 del

24.03

, consid. 1.1.;1B_477/2011 del 04.01.2012, consid. 2.2).

3.2.2

Si osserva che, anche in merito

al rischio concreto di RE 1 di perdere il lavoro, il magistrato non ha preso alcuna

posizione.

Il reclamante è titolare di

un’autorizzazione quale agente di sicurezza ai sensi della Legge cantonale

sulle attività private di investigazione e di sorveglianza (inc. CRP __________,

doc. 1, allegato F), il cui art. 8 cpv. 2 lett. a ne prevede la

possibile revoca nel caso in cui il beneficiario, in ragione di una condanna

per reati che denotano carattere violento o pericoloso, è iscritto a casellario

giudiziale. Aggiungasi che anche il regolamento interno della società di

sicurezza per cui lavora da anni il reclamante (__________SA, __________)

impone ai dipendenti, quali condizioni fondamentali per il mantenimento del

rapporto di lavoro, l’assenza di precedenti penali, di condanne e di procedure

penali pendenti che compromettano il rapporto di fiducia tra le parte (inc. CRP

__________, doc. 1, allegato E).

Tali condizioni sono importanti

per valutare le conseguenze personali concrete che l’esito del suddetto

procedimento potrebbe avere sul qui reclamante. A ciò aggiungasi il fatto che il

reclamante è totalmente privo di conoscenze e/o esperienze giuridiche/processuali.

Per tutti questi motivi un’assistenza legale, nel caso concreto, appare necessaria.

3.2.3

Oltre alla possibile perdita del lavoro

per il reclamante, si deve ritenere – contrariamente all’opinione del magistrato

inquirente – che la fattispecie concreta non riguarda un caso “semplice” per il

quale non sarebbe necessaria la presenza di un legale.

Anche dal punto di vista delle difficoltà

fattuali e giuridiche, le (succinte) considerazioni del procuratore pubblico non

possono trovare conferma in questa sede.

Infatti, oltre alle concrete conseguenze

professionali alle quali potrebbe andare incontro RE 1 in caso di una sua

condanna, non va dimenticato che il caso in questione presenta delle complessità

in merito alla determinazione del reale svolgimento dei fatti, alla

designazione dei rispettivi ruoli, alle modalità di partecipazione e

all’intensità di intervento di ogni persona partecipante allo scontro. Aspetti,

questi, che, nei casi di rissa sub. aggressione sono spesso poco chiari e

difficili da definire con certezza a causa delle dichiarazioni divergenti delle

persone coinvolte e dei testimoni. Anche per queste ragioni e alla luce delle

possibili ulteriori risultanze istruttorie, la

presenza di un legale nelle circostanze del caso concreto risulta essere

obbligatoria nell’interesse del reclamante per far fronte a queste difficoltà

fattuali e giuridiche.

4.

4.1.

Visto quanto precede, il reclamo interposto da RE 1 è

accolto.

Di

conseguenza la decisione 23.12.2016 del procuratore pubblico Arturo Garzoni è annullata.

Allo stesso viene ritornato l’incarto inc. MP __________ per

valutare se RE 1 sia sprovvisto dei mezzi necessari per far fronte alle spese

legali, tenendo in considerazione che gli altri presupposti per la nomina di un

difensore d’ufficio sono - come visto - adempiuti.

4.2

Non vengono prelevate tassa di giustizia

e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone Ticino rifonderà al reclamante

adeguate ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi,

richiamati gli art. 132, 379 ss. e 393 ss. CPP, 1 ss.

e 25 LTG ed ogni altra disposizione applicabile,

pronuncia

1. Il

reclamo è accolto.

§ La

decisione 23.12.2016 emanata dal procuratore pubblico Arturo Garzoni (inc. MP __________)

è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati al procuratore pubblico per i suoi incombenti.

2. Non

si prelevano tassa di giustizia e spese. Lo Stato della Repubblica e del Cantone

Ticino rifonderà a RE 1, __________, CHF 300.-- (trecento) a titolo di ripetibili.

3. Rimedio

di diritto:

Contro

decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e

incidentali sulla competenza e sulla ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali

e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al

Tribunale federale, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF).

La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall’art. 81 LTF.

4. Intimazione:

-

(per sé e per RE

1);

- ,

(con l’inc. MP__________ di ritorno).

Per

la Corte dei reclami penali

Il

presidente La cancelliera